• Questo angolo di Lombardia è un posto da Far West ma con le marmotte e i laghi alpini: scopri la Piana del Gaver in primavera
    Piana del Gaver in Val Sabbia: passeggiate, laghetti alpini e natura nell'Adamello. A due ore da Milano, aperta tutto l'anno...
    https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/piana-del-gaver-val-sabbia-escursioni/
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  • Si avvicina il mare «in 50 minuti di treno»: terminati gli scavi delle gallerie di collegamento sulla Milano - Genova - Milano Città Stato
    Completato un passaggio del Terzo Valico che collega la nuova linea Milano–Genova alla rete ferroviaria esistente...
    https://www.milanocittastato.it/news/si-avvicina-il-mare-in-50-minuti-di-treno-terminati-gli-scavi-delle-gallerie-di-collegamento-sulla-milano-genova/
    Si avvicina il mare «in 50 minuti di treno»: terminati gli scavi delle gallerie di collegamento sulla Milano - Genova - Milano Città Stato Completato un passaggio del Terzo Valico che collega la nuova linea Milano–Genova alla rete ferroviaria esistente... https://www.milanocittastato.it/news/si-avvicina-il-mare-in-50-minuti-di-treno-terminati-gli-scavi-delle-gallerie-di-collegamento-sulla-milano-genova/
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    Si avvicina il mare «in 50 minuti di treno»: terminati gli scavi delle gallerie di collegamento sulla Milano - Genova - Milano Città Stato
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  • WOW se ne va: Milano perde, Monza investe

    A Milano si dice che piuttosto che niente è meglio piuttosto. E infatti sì: meglio che il WOW – Museo del Fumetto continui a vivere, anche se altrove. Ma smettiamola di raccontarcela come una non-notizia. Qui non è solo un trasloco: è l’ennesimo pezzo di infrastruttura culturale che Milano lascia scivolare via.

    Chiamatelo campanilismo, oppure sano realismo urbano. Perché il punto non è “Monza brava” (lo è, eccome ). Il punto è: Milano dov’era mentre tutto questo diventava inevitabile?

    Il WOW lascerà Milano per trasferirsi a Monza. Il progetto dovrebbe ripartire con uno stanziamento di 850.000 euro per la ristrutturazione con un periodo di lavori di riqualificazione dell'edificio che dureranno circa 12 mesi negli spazi dell’ex biblioteca civica di via Zuccoli 16.

    Una cifra concreta, destinata a dare al museo una sede stabile, sostenibile e finalmente coerente con il suo valore culturale. A Milano, invece, il museo ha dovuto fare i conti con costi non più sostenibili, fragilità strutturali e una gestione degli spazi culturali che non garantisce continuità.

    E allora la domanda è semplice, quasi brutale: quei milioni non si potevano trovare anche a Milano?
    Davvero una città con questa capacità di spesa, attrattività e retorica sull’innovazione non riesce a proteggere un presidio culturale del genere?

    Il problema non è la mancanza di risorse. È la loro allocazione. È una visione politica che fatica a distinguere tra valore immobiliare e valore culturale. È un modello urbano che ottimizza lo scontrino medio ma trascura l’impatto culturale.

    Milano rischia di diventare sempre più una piattaforma di consumo perfetta e sempre meno una città che produce cultura. Un grande contenitore efficiente, lucidato, performante… ma progressivamente svuotato di contenuto.

    Monza investe, Milano osserva.
    Monza costruisce, Milano lascia andare.

    Buon nuovo inizio al WOW, davvero.
    Qui, invece, resta una vignetta senza testo. E il rumore è quello di una porta che si chiude.

    #Milano #Cultura #PoliticheCulturali #RigenerazioneUrbana #wowmuseofumetto
    WOW se ne va: Milano perde, Monza investe 🎯 A Milano si dice che piuttosto che niente è meglio piuttosto. E infatti sì: meglio che il WOW – Museo del Fumetto continui a vivere, anche se altrove. Ma smettiamola di raccontarcela come una non-notizia. Qui non è solo un trasloco: è l’ennesimo pezzo di infrastruttura culturale che Milano lascia scivolare via. Chiamatelo campanilismo, oppure sano realismo urbano. Perché il punto non è “Monza brava” (lo è, eccome 👏). Il punto è: Milano dov’era mentre tutto questo diventava inevitabile? Il WOW lascerà Milano per trasferirsi a Monza. Il progetto dovrebbe ripartire con uno stanziamento di 850.000 euro per la ristrutturazione con un periodo di lavori di riqualificazione dell'edificio che dureranno circa 12 mesi negli spazi dell’ex biblioteca civica di via Zuccoli 16. Una cifra concreta, destinata a dare al museo una sede stabile, sostenibile e finalmente coerente con il suo valore culturale. A Milano, invece, il museo ha dovuto fare i conti con costi non più sostenibili, fragilità strutturali e una gestione degli spazi culturali che non garantisce continuità. E allora la domanda è semplice, quasi brutale: quei milioni non si potevano trovare anche a Milano? Davvero una città con questa capacità di spesa, attrattività e retorica sull’innovazione non riesce a proteggere un presidio culturale del genere? Il problema non è la mancanza di risorse. È la loro allocazione. È una visione politica che fatica a distinguere tra valore immobiliare e valore culturale. È un modello urbano che ottimizza lo scontrino medio ma trascura l’impatto culturale. Milano rischia di diventare sempre più una piattaforma di consumo perfetta e sempre meno una città che produce cultura. Un grande contenitore efficiente, lucidato, performante… ma progressivamente svuotato di contenuto. Monza investe, Milano osserva. Monza costruisce, Milano lascia andare. Buon nuovo inizio al WOW, davvero. Qui, invece, resta una vignetta senza testo. E il rumore è quello di una porta che si chiude. 🚪 #Milano #Cultura #PoliticheCulturali #RigenerazioneUrbana #wowmuseofumetto
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  • Carissimi,
    siamo lieti di invitarvi alla presentazione del libro di Marcos Cappato “Non chiamatemi marziano”, che si terrà giovedì 7 maggio alle ore 17:00 presso il Teatro del Dynamo City Camp di Milano (Via Giovanni Bovio, 6).

    Marcos, nostro camper e Alfiere della Repubblica per il suo impegno e dedizione nella costruzione di una società più inclusiva, condivide nel suo libro anche il racconto di Dynamo Camp e dell’impatto delle sue attività.

    Saremmo felici di avervi con noi in questa occasione speciale!

    Per partecipare all’evento, vi chiediamo gentilmente di registrare il vostro nominativo al seguente link:
    https://forms.gle/cGPi7UfLu7AWU6M78

    In allegato potete trovare anche la locandina dell’evento.

    Grazie a tutti e a presto!
    Carissimi, siamo lieti di invitarvi alla presentazione del libro di Marcos Cappato “Non chiamatemi marziano”, che si terrà giovedì 7 maggio alle ore 17:00 presso il Teatro del Dynamo City Camp di Milano (Via Giovanni Bovio, 6). Marcos, nostro camper e Alfiere della Repubblica per il suo impegno e dedizione nella costruzione di una società più inclusiva, condivide nel suo libro anche il racconto di Dynamo Camp e dell’impatto delle sue attività. Saremmo felici di avervi con noi in questa occasione speciale! Per partecipare all’evento, vi chiediamo gentilmente di registrare il vostro nominativo al seguente link: https://forms.gle/cGPi7UfLu7AWU6M78 In allegato potete trovare anche la locandina dell’evento. Grazie a tutti e a presto!
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  • EVENTO / MILANO LIBERA

    Milano è una città che si vive ogni giorno, ma quanto spesso ci fermiamo davvero a capire dove sta andando

    Il 25 maggio è un’occasione semplice, ma preziosa: incontrarsi dal vivo, ascoltare un progetto per la città e farsi un’idea senza filtri, senza slogan e senza pregiudizi.

    Durante la serata verranno presentati il candidato sindaco, la squadra e il programma completo. Ma soprattutto sarà uno spazio aperto, dove fare domande, confrontarsi e chiarire dubbi in modo diretto.

    È anche il momento giusto per chi sta valutando un coinvolgimento più attivo.

    Teatro Bruno Munari – Milano
    Ore 18:30
    Ingresso libero

    Se ti interessa capire meglio che direzione può prendere Milano, passa a dare un ascolto.

    #Milano #Milano2027 #EventiMilano #Partecipazione #milanolibera
    🔊 EVENTO / MILANO LIBERA 🔊 Milano è una città che si vive ogni giorno, ma quanto spesso ci fermiamo davvero a capire dove sta andando❓ Il 25 maggio è un’occasione semplice, ma preziosa: incontrarsi dal vivo, ascoltare un progetto per la città e farsi un’idea senza filtri, senza slogan e senza pregiudizi. Durante la serata verranno presentati il candidato sindaco, la squadra e il programma completo. Ma soprattutto sarà uno spazio aperto, dove fare domande, confrontarsi e chiarire dubbi in modo diretto. È anche il momento giusto per chi sta valutando un coinvolgimento più attivo. 📍 Teatro Bruno Munari – Milano 🕒 Ore 18:30 🎟️ Ingresso libero Se ti interessa capire meglio che direzione può prendere Milano, passa a dare un ascolto. #Milano #Milano2027 #EventiMilano #Partecipazione #milanolibera
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  • 25 APRILE 2026: LA RESISTENZA CONTINUA
    Fuori l’Italia dalla guerra!

    Sul canale YouTube del Coordinamento per la Pace - Milano è disponibile il video integrale del comizio conclusivo alternativo tenuto in Piazza San Fedele.

    Un momento di confronto, memoria e impegno civile con gli interventi di:
    Shokri Hroub, Vladimiro Vaia, Sara Chessa, Giuseppe Salamone, Enrico Fedrighini, Nadia Garbelini, Claudio Elli, Simone Sollazzo, Pierpaolo Pecchiari.

    Guarda il video completo qui

    https://youtu.be/YCQ2OZmcTLE

    #25Aprile #Resistenza #Pace #NoAllaGuerra #milano
    🇮🇹 25 APRILE 2026: LA RESISTENZA CONTINUA ✊ Fuori l’Italia dalla guerra! Sul canale YouTube del Coordinamento per la Pace - Milano è disponibile il video integrale del comizio conclusivo alternativo tenuto in Piazza San Fedele. 🎥 Un momento di confronto, memoria e impegno civile con gli interventi di: Shokri Hroub, Vladimiro Vaia, Sara Chessa, Giuseppe Salamone, Enrico Fedrighini, Nadia Garbelini, Claudio Elli, Simone Sollazzo, Pierpaolo Pecchiari. Guarda il video completo qui 👇 https://youtu.be/YCQ2OZmcTLE #25Aprile #Resistenza #Pace #NoAllaGuerra #milano
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  • "ANDARSELA A CERCARE (e il senso della mediazione)

    Vorrei starne fuori dalle solite polemiche, ma in Italia sembra praticamente impossibile.
    Provo allora a cercare motivazioni ulteriori in questo 25 Aprile. Porto con me un’esperienza significativa nel Coordinamento per la Pace: anche quest’anno siamo riusciti a mettere in corteo qualcosa che ci appartiene davvero, quel senso di “Resistenza che continua” dentro una modernità in cui certi fascismi non sono mai stati del tutto debellati. Abbiamo chiuso con un comizio alternativo, forse per pochi, forse per molti, ma con parole autentiche: di cuore, oltre che combattive. Ed è questo, alla fine, che conta.

    Per il resto, dispiace — ancora una volta — assistere, direttamente o per interposta cronaca, ai soliti siparietti tra Brigata Ebraica, ANPI ed esponenti politici nazionali, dopo l’allontanamento e la contestazione della Brigata dal corteo. Uno spettacolo che si ripete ciclicamente e che, in un contesto geopolitico come quello attuale — tra guerre di procura e accuse di genocidio — difficilmente poteva avere un esito diverso. Cosa ci si aspettava, davvero?

    Se il 25 Aprile resta, e deve restare, una festa di tutti — con il diritto di ciascuno di essere presente in piazza — è altrettanto evidente che negli anni abbia assunto tratti ibridi, a metà tra rave, sagra e passerella social (e qui, laissons tomber). Ma proprio per questo non possiamo sorprenderci di un finale già scritto, ora alimentato da botta e risposta tra Walker Meghnagi e l’ANPI, fino alle vie legali.

    A Milano, peraltro, le tensioni erano nell’aria già da settimane. E non ha certo aiutato una certa “sfrontatezza” da parte della Brigata Ebraica: presentarsi con simboli, bandiere e perfino immagini percepite come vicine all’establishment israelo-statunitense, in questo clima, equivale — piaccia o no — ad andarsela a cercare

    Quando si occupa una posizione così esposta, il basso profilo non è solo una questione di opportunità o dignità (ammesso che qualcuno voglia ancora parlarne), ma diventa persino una questione di "incolumità".

    Ed è forse per questo che oggi, 26 aprile, mi sento più vicino a posizioni lucide, razionali, come quelle di chi la Shoah l’ha vissuta e ne custodisce il senso più profondo. Chi conosce davvero il valore dei diritti umani e il significato autentico di una ricorrenza che rischiamo di svuotare.
    Non è democristiano, né ignavo, provare a leggere le cose in modo mediano — come suggerisce Edith Bruck. È, al contrario, uno degli interventi più onesti e centrati emersi in mezzo al rumore:

    - “Il 25 aprile riguarda la liberazione dell’Italia dal fascismo. Che c’entrano Israele e la sua bandiera?”
    E ancora: “Sfilino con la bandiera italiana quelli della Brigata ebraica e ringrazino il cielo di essere stati liberati dal fascismo. Nella piazza del 25 aprile doveva esserci posto solo per i simboli della liberazione e dell’antifascismo. Invece, sia da una parte che dall’altra, ne hanno approfittato per portare alla ribalta questioni del tutto fuori luogo.”

    -“Tutti pensano di fare una cosa giusta per la loro causa infilandosi al corteo del 25 aprile”.
    E chiude: “Finché sarà in corso il conflitto con i palestinesi, l’odio potrà solo crescere e avvelenare l’intera società. Le azioni del governo Netanyahu rappresentano un danno per tutti gli ebrei del mondo e aumentano l’antisemitismo. Al corteo bisognava portare la bandiera della pace”.

    C’è poco da aggiungere, in un contesto già saturo di tensione. La polemica continuerà, tra carte bollate e titoli gridati, come da copione.

    Resta, forse, solo una necessità: tornare a concentrarsi sulle esigenze reali di una città come Milano, che sul piano sociale non può più permettersi di perdere tempo. Nemmeno per indignarsi.

    #25Aprile #Resistenza #Milano #PoliticaItaliana #dirittiumani
    "ANDARSELA A CERCARE (e il senso della mediazione) Vorrei starne fuori dalle solite polemiche, ma in Italia sembra praticamente impossibile. Provo allora a cercare motivazioni ulteriori in questo 25 Aprile. Porto con me un’esperienza significativa nel Coordinamento per la Pace: anche quest’anno siamo riusciti a mettere in corteo qualcosa che ci appartiene davvero, quel senso di “Resistenza che continua” dentro una modernità in cui certi fascismi non sono mai stati del tutto debellati. Abbiamo chiuso con un comizio alternativo, forse per pochi, forse per molti, ma con parole autentiche: di cuore, oltre che combattive. Ed è questo, alla fine, che conta. Per il resto, dispiace — ancora una volta — assistere, direttamente o per interposta cronaca, ai soliti siparietti tra Brigata Ebraica, ANPI ed esponenti politici nazionali, dopo l’allontanamento e la contestazione della Brigata dal corteo. Uno spettacolo che si ripete ciclicamente e che, in un contesto geopolitico come quello attuale — tra guerre di procura e accuse di genocidio — difficilmente poteva avere un esito diverso. Cosa ci si aspettava, davvero? Se il 25 Aprile resta, e deve restare, una festa di tutti — con il diritto di ciascuno di essere presente in piazza — è altrettanto evidente che negli anni abbia assunto tratti ibridi, a metà tra rave, sagra e passerella social (e qui, laissons tomber). Ma proprio per questo non possiamo sorprenderci di un finale già scritto, ora alimentato da botta e risposta tra Walker Meghnagi e l’ANPI, fino alle vie legali. A Milano, peraltro, le tensioni erano nell’aria già da settimane. E non ha certo aiutato una certa “sfrontatezza” da parte della Brigata Ebraica: presentarsi con simboli, bandiere e perfino immagini percepite come vicine all’establishment israelo-statunitense, in questo clima, equivale — piaccia o no — ad andarsela a cercare ❌ Quando si occupa una posizione così esposta, il basso profilo non è solo una questione di opportunità o dignità (ammesso che qualcuno voglia ancora parlarne), ma diventa persino una questione di "incolumità". Ed è forse per questo che oggi, 26 aprile, mi sento più vicino a posizioni lucide, razionali, come quelle di chi la Shoah l’ha vissuta e ne custodisce il senso più profondo. Chi conosce davvero il valore dei diritti umani e il significato autentico di una ricorrenza che rischiamo di svuotare. Non è democristiano, né ignavo, provare a leggere le cose in modo mediano — come suggerisce Edith Bruck. È, al contrario, uno degli interventi più onesti e centrati emersi in mezzo al rumore: - “Il 25 aprile riguarda la liberazione dell’Italia dal fascismo. Che c’entrano Israele e la sua bandiera?” E ancora: “Sfilino con la bandiera italiana quelli della Brigata ebraica e ringrazino il cielo di essere stati liberati dal fascismo. Nella piazza del 25 aprile doveva esserci posto solo per i simboli della liberazione e dell’antifascismo. Invece, sia da una parte che dall’altra, ne hanno approfittato per portare alla ribalta questioni del tutto fuori luogo.” -“Tutti pensano di fare una cosa giusta per la loro causa infilandosi al corteo del 25 aprile”. E chiude: “Finché sarà in corso il conflitto con i palestinesi, l’odio potrà solo crescere e avvelenare l’intera società. Le azioni del governo Netanyahu rappresentano un danno per tutti gli ebrei del mondo e aumentano l’antisemitismo. Al corteo bisognava portare la bandiera della pace”. C’è poco da aggiungere, in un contesto già saturo di tensione. La polemica continuerà, tra carte bollate e titoli gridati, come da copione. Resta, forse, solo una necessità: tornare a concentrarsi sulle esigenze reali di una città come Milano, che sul piano sociale non può più permettersi di perdere tempo. Nemmeno per indignarsi. #25Aprile #Resistenza #Milano #PoliticaItaliana #dirittiumani
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  • Hanno cercato esclusivamente di provocare!
    Milano, tensione al corteo del 25 aprile: pro-Palestina contro Brigata Ebraica
    Fischi e urla contro la Brigata Ebraica durante la manifestazione del 25 aprile a Milano: "Fuori i sionisti dal corteo"
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/04/25/25-aprile-milano-brigata-ebraica-palestina-notizie/8366428/
    Hanno cercato esclusivamente di provocare! Milano, tensione al corteo del 25 aprile: pro-Palestina contro Brigata Ebraica Fischi e urla contro la Brigata Ebraica durante la manifestazione del 25 aprile a Milano: "Fuori i sionisti dal corteo" https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/04/25/25-aprile-milano-brigata-ebraica-palestina-notizie/8366428/
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    Milano, tensione al corteo del 25 aprile: pro-Palestina contro Brigata Ebraica
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  • La mappa dei redditi di Milano, la classifica dei quartieri: ecco dove vivono i più ricchi (e dove sono crollati i guadagni)
    In un quartiere del pieno centro di Milano i redditi sono colati a picco (-6,7% in un anno). In uno si toccano gli 80mila euro all'anno di media, in un altro appena 20mila. Le tabelle con tutti i Municipi di Milano e le cittadine dell'hinterland: il...
    https://amp.milanotoday.it/dossier/economia/stipendio-medio-milano-2026-provincia.html
    La mappa dei redditi di Milano, la classifica dei quartieri: ecco dove vivono i più ricchi (e dove sono crollati i guadagni) In un quartiere del pieno centro di Milano i redditi sono colati a picco (-6,7% in un anno). In uno si toccano gli 80mila euro all'anno di media, in un altro appena 20mila. Le tabelle con tutti i Municipi di Milano e le cittadine dell'hinterland: il... https://amp.milanotoday.it/dossier/economia/stipendio-medio-milano-2026-provincia.html
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    La mappa dei redditi di Milano, la classifica dei quartieri: ecco dove vivono i più ricchi (e dove sono crollati i guadagni)
    In un quartiere del pieno centro di Milano i redditi sono colati a picco (-6,7% in un anno). In uno si toccano gli 80mila euro all'anno di media, in un altro appena 20mila. Le tabelle con tutti i Municipi di Milano e le cittadine dell'hinterland: il Comune più facoltoso cresce quasi del 6%. Tutti gli ultimi dati
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  • La nuova piscina Argelati: 28 milioni per trasformarla in un "rifugio" aperto tutto l'anno
    Terminato il percorso partecipativo, ecco i risultati. Integrazione coi parchi della zona e attività culturali e sociali
    https://www.milanotoday.it/politica/progetto-piscina-argelati-pareri-abitanti.html
    La nuova piscina Argelati: 28 milioni per trasformarla in un "rifugio" aperto tutto l'anno Terminato il percorso partecipativo, ecco i risultati. Integrazione coi parchi della zona e attività culturali e sociali https://www.milanotoday.it/politica/progetto-piscina-argelati-pareri-abitanti.html
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    La nuova piscina Argelati: 28 milioni per trasformarla in un "rifugio" aperto tutto l'anno
    Terminato il percorso partecipativo, ecco i risultati. Integrazione coi parchi della zona e attività culturali e sociali
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