LO STUDIO
Ecco come il vaccino anti-Covid scatena il sistema immunitario
Ancora oggi molte persone che presentano particolari patologie, del sistema nervoso, ma anche del sistema circolatorio, e che avevano sempre goduto di ottima salute, chiedono perplessi e scoraggiati ai medici se non ci possa essere una correlazione coi vaccini Covid, dopo l’effettuazione dei quali queste patologie erano insorte. Nella quasi totalità dei casi la risposta è negativa, spesso enunciata con durezza e arroganza, atteggiamenti che si stanno da tempo purtroppo diffondendo nel mondo sanitario.
Il negazionismo è netto e assoluto, come se venisse messo in discussione un dogma di fede.
E invece ci sono prove scientifiche inconfutabili, pubblicate su riviste della massima autorevolezza. Una di queste è il famoso New England Journal of Medicine, una delle tre più importanti riviste mediche del mondo.
Il Journal ha da poco pubblicato i risultati di una ricerca, divulgati anche su un’altra importante rivista, Nature, che dimostrano come alcuni vaccini per il Covid hanno provocato un raro disturbo della coagulazione del sangue, determinando una mutazione in persone che avevano ricevuto il vaccino AstraZeneca o quello Johnson & Johnson. Come noto, questi vaccini sono stati ritirati dal commercio, dopo aver perso una vera e propria guerra commerciale contro i vaccini mRNA. Questi ultimi sono i più indiziati e indagati per gli effetti indesiderati che hanno provocato, ma è estremamente interessante capire anche la patogenicità dei vaccini non mRNA.
Come noto, in Italia AstraZeneca, era stato scelto per vaccinare insegnanti e membri delle forze dell’ordine, senza alcun criterio di scelta di tipo scientifico. Semplicemente il Ministero aveva acquistato quote dei tre principali vaccini (ce n’era anche un quarto, Johnson&Johnson che ebbe vita brevissima) e bisognava stabilire a chi somministrarlo. Di fronte all’emergere di casi di reazioni gravi tra persone giovani, si decise di riservarne l’uso per gli anziani. Poi, quasi in sordina, il prodotto anglo-svedese sparì dagli hub vaccinali, e ci si avviò al monopolio dei vaccini a mRNA.
La stessa Organizzazione mondiale della sanità aveva confermato che dopo la vaccinazione con il vaccino AstraZeneca erano stati segnalati come eventi avversi trombosi con trombocitopenia, ma il beneficio della vaccinazione nella protezione contro Covid-19 era stato considerato superiore ai rischi, e così venne largamente somministrato in oltre 150 Paesi.
Ora lo studio appena pubblicato dimostra che i vaccini hanno determinato l'innesco molecolare di un raro, ma potenzialmente letale disturbo della coagulazione.
Circa 1 persona su 200.000 ha sviluppato trombocitopenia trombotica immunitaria indotta da vaccino (o VITT, da vaccine-induced immune thrombocytopenia and thrombosis), come è diventata nota la sindrome, dopo aver ricevuto i vaccini prodotti da Johnson & Johnson e da AstraZeneca. Entrambi i vaccini usavano una versione modificata di un adenovirus – un tipo di virus noto per causare il comune raffreddore – per trasportare il gene di una parte del virus SARS-CoV-2 nelle cellule umane. Questo stimolava il sistema immunitario a creare anticorpi contro il Covid. .
Tuttavia, il gruppo di studio ha scoperto che in un certo gruppo di persone con una mutazione nelle proprie cellule immunitarie produttrici di anticorpi, la vaccinazione ha scatenato un'esplosione dei loro anticorpi anti-PF4, portando a una grave coagulazione e a un calo delle piastrine.«È la prima volta che siamo in grado di far risalire un disturbo autoimmune all'evento scatenante originale», afferma uno degli autori dello studio, Tom Gordon, immunopatologo della Flinders University di Adelaide, in Australia. Sono stati fatti studi su topi che hanno confermato la modalità d’azione del meccanismo per cui i vaccini innescavano anticorpi che reagivano con altre proteine del corpo.
L'episodio dimostra l'importanza di una solida sorveglianza sulla sicurezza dei vaccini, sia in sede di sperimentazione che di successiva messa in commercio.
Questo studio dovrebbe condurre a seria riflessione, evitando prese di posizione aprioristiche spesso isteriche, coloro che all’arrivo di questo e degli altri vaccini gridarono al miracolo scientifico, idolatrando questi prodotti forieri di salvezza. Invece erano solo farmaci, sperimentali, e di conseguenza dall’efficacia e dalla sicurezza tutta da verificare.
Questo è il metodo scientifico con cui operare, per il bene dei pazienti. Studi autorevoli come quello pubblicato sul New England ne sono la prova.
Platelets. "This is the first time we've been able to trace an autoimmune disorder back to the original triggering event," says one of the study's authors, Tom Gordon, an immunopathologist at Flinders University in Adelaide, Australia. Studies on mice have confirmed the mechanism by which vaccines triggered antibodies that reacted with other proteins in the body.
This episode demonstrates the importance of robust vaccine safety monitoring, both during trials and subsequent marketing.
This study should lead to serious reflection, avoiding the often hysterical, a priori positions of those who, upon the arrival of this and other vaccines, proclaimed a scientific miracle, idolizing these products as harbingers of salvation. Instead, they were merely experimental drugs, and therefore their efficacy and safety remain to be verified.
This is the scientific method we must follow, for the good of patients. Authoritative studies like the one published in New England are proof of this.
LO STUDIO
Ecco come il vaccino anti-Covid scatena il sistema immunitario
Ancora oggi molte persone che presentano particolari patologie, del sistema nervoso, ma anche del sistema circolatorio, e che avevano sempre goduto di ottima salute, chiedono perplessi e scoraggiati ai medici se non ci possa essere una correlazione coi vaccini Covid, dopo l’effettuazione dei quali queste patologie erano insorte. Nella quasi totalità dei casi la risposta è negativa, spesso enunciata con durezza e arroganza, atteggiamenti che si stanno da tempo purtroppo diffondendo nel mondo sanitario.
Il negazionismo è netto e assoluto, come se venisse messo in discussione un dogma di fede.
E invece ci sono prove scientifiche inconfutabili, pubblicate su riviste della massima autorevolezza. Una di queste è il famoso New England Journal of Medicine, una delle tre più importanti riviste mediche del mondo.
Il Journal ha da poco pubblicato i risultati di una ricerca, divulgati anche su un’altra importante rivista, Nature, che dimostrano come alcuni vaccini per il Covid hanno provocato un raro disturbo della coagulazione del sangue, determinando una mutazione in persone che avevano ricevuto il vaccino AstraZeneca o quello Johnson & Johnson. Come noto, questi vaccini sono stati ritirati dal commercio, dopo aver perso una vera e propria guerra commerciale contro i vaccini mRNA. Questi ultimi sono i più indiziati e indagati per gli effetti indesiderati che hanno provocato, ma è estremamente interessante capire anche la patogenicità dei vaccini non mRNA.
Come noto, in Italia AstraZeneca, era stato scelto per vaccinare insegnanti e membri delle forze dell’ordine, senza alcun criterio di scelta di tipo scientifico. Semplicemente il Ministero aveva acquistato quote dei tre principali vaccini (ce n’era anche un quarto, Johnson&Johnson che ebbe vita brevissima) e bisognava stabilire a chi somministrarlo. Di fronte all’emergere di casi di reazioni gravi tra persone giovani, si decise di riservarne l’uso per gli anziani. Poi, quasi in sordina, il prodotto anglo-svedese sparì dagli hub vaccinali, e ci si avviò al monopolio dei vaccini a mRNA.
La stessa Organizzazione mondiale della sanità aveva confermato che dopo la vaccinazione con il vaccino AstraZeneca erano stati segnalati come eventi avversi trombosi con trombocitopenia, ma il beneficio della vaccinazione nella protezione contro Covid-19 era stato considerato superiore ai rischi, e così venne largamente somministrato in oltre 150 Paesi.
Ora lo studio appena pubblicato dimostra che i vaccini hanno determinato l'innesco molecolare di un raro, ma potenzialmente letale disturbo della coagulazione.
Circa 1 persona su 200.000 ha sviluppato trombocitopenia trombotica immunitaria indotta da vaccino (o VITT, da vaccine-induced immune thrombocytopenia and thrombosis), come è diventata nota la sindrome, dopo aver ricevuto i vaccini prodotti da Johnson & Johnson e da AstraZeneca. Entrambi i vaccini usavano una versione modificata di un adenovirus – un tipo di virus noto per causare il comune raffreddore – per trasportare il gene di una parte del virus SARS-CoV-2 nelle cellule umane. Questo stimolava il sistema immunitario a creare anticorpi contro il Covid. .
Tuttavia, il gruppo di studio ha scoperto che in un certo gruppo di persone con una mutazione nelle proprie cellule immunitarie produttrici di anticorpi, la vaccinazione ha scatenato un'esplosione dei loro anticorpi anti-PF4, portando a una grave coagulazione e a un calo delle piastrine.«È la prima volta che siamo in grado di far risalire un disturbo autoimmune all'evento scatenante originale», afferma uno degli autori dello studio, Tom Gordon, immunopatologo della Flinders University di Adelaide, in Australia. Sono stati fatti studi su topi che hanno confermato la modalità d’azione del meccanismo per cui i vaccini innescavano anticorpi che reagivano con altre proteine del corpo.
L'episodio dimostra l'importanza di una solida sorveglianza sulla sicurezza dei vaccini, sia in sede di sperimentazione che di successiva messa in commercio.
Questo studio dovrebbe condurre a seria riflessione, evitando prese di posizione aprioristiche spesso isteriche, coloro che all’arrivo di questo e degli altri vaccini gridarono al miracolo scientifico, idolatrando questi prodotti forieri di salvezza. Invece erano solo farmaci, sperimentali, e di conseguenza dall’efficacia e dalla sicurezza tutta da verificare.
Questo è il metodo scientifico con cui operare, per il bene dei pazienti. Studi autorevoli come quello pubblicato sul New England ne sono la prova.
Platelets. "This is the first time we've been able to trace an autoimmune disorder back to the original triggering event," says one of the study's authors, Tom Gordon, an immunopathologist at Flinders University in Adelaide, Australia. Studies on mice have confirmed the mechanism by which vaccines triggered antibodies that reacted with other proteins in the body.
This episode demonstrates the importance of robust vaccine safety monitoring, both during trials and subsequent marketing.
This study should lead to serious reflection, avoiding the often hysterical, a priori positions of those who, upon the arrival of this and other vaccines, proclaimed a scientific miracle, idolizing these products as harbingers of salvation. Instead, they were merely experimental drugs, and therefore their efficacy and safety remain to be verified.
This is the scientific method we must follow, for the good of patients. Authoritative studies like the one published in New England are proof of this.