Pinned Post
VERONA, STRASBURGO, PADOVA:LA PROTESTA DEGLI AGRICOLTORI NON SI FERMA E CRESCE DI CONSENSO

Una mobilitazione trasversale e compatta per ribadire il un deciso NO alla follia del Mercosur, un trattato contro un intero comparto agro-alimentare e contro la salute dei consumatori italiani ed europei già trattati come cavie a più riprese dai potentati di Bruxelles al servizio di tutti tranne che dei propri cittadini
Dopo Milano, Parma Verona e la grande manifestazione di Strasburgo, la mobilitazione continua con l'annuncio di partecipazione in ulteriori citta:
(Per le iniziative in divenire consultare le pagine social ufficiali di Coapi, Riscatto agricolo e tutte le principali associazioni aderenti alla mobilitazione)

VERONA, STRASBOURG, PADUA: THE FARMERS' PROTEST DOESN'T STOP AND IS GROWING IN CONSENT

A transversal and compact mobilization to reiterate a decisive NO to the madness of Mercosur, a treaty against an entire agri-food sector and against the health of Italian and European consumers already treated as guinea pigs on several occasions by the potentates of Brussels at the service of everyone except their own citizens
After Milan, Parma Verona and the great demonstration in Strasbourg, the mobilization continues with the announcement of participation in further cities:
(For ongoing initiatives, consult the official social pages of Coapi, Riscattoagricoltura and all the main associations participating in the mobilization)

#Nomercosur #Coapi #Riscattoagricolo #agricoltori #madeinitaly #Efsa #movimentoperleliberta #NoEuropa #Mpl #sovranità.

https://www.lastampa.it/esteri/2026/01/20/video/strasburgo_gli_agricoltori_contro_laccordo_mercosur_1000_trattori_in_piazza-15475480/

https://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/mondo_agricolo/2026/01/20/agricoltori-in-piazza-a-strasburgo-contro-mercosur.-in-arrivo-mille-trattori_58f3145e-52b4-4b39-abc6-47d07c2665b7.html

https://stream24.ilsole24ore.com/video/mondo/migliaia-agricoltori-protestano-strasburgo-stop-mercosur/AI09Srx

https://www.rainews.it/amp/video/2026/01/mercosur-i-trattori-bloccano-laeroporto-di-bruxelles-nellarea-cargo-3c86b9c3-e126-469e-af15-73566b8ffe30.html

https://www.ilgiorno.it/monza-brianza/economia/dalla-brianza-a-bruxelles-la-4dc283c1

https://www.larena.it/argomenti/economia/economia-veronese/no-mercosur-no-imposizioni-europee-clacson-e-trattori-in-cortei-per-la-protesta-degli-agricoltori-1.12902410

https://www.facebook.com/share/p/1AEM4CHx3q/

https://www.veronasera.it/attualita/proteste-agricoltori-mercousur.html
VERONA, STRASBURGO, PADOVA:LA PROTESTA DEGLI AGRICOLTORI NON SI FERMA E CRESCE DI CONSENSO Una mobilitazione trasversale e compatta per ribadire il un deciso NO alla follia del Mercosur, un trattato contro un intero comparto agro-alimentare e contro la salute dei consumatori italiani ed europei già trattati come cavie a più riprese dai potentati di Bruxelles al servizio di tutti tranne che dei propri cittadini Dopo Milano, Parma Verona e la grande manifestazione di Strasburgo, la mobilitazione continua con l'annuncio di partecipazione in ulteriori citta: (Per le iniziative in divenire consultare le pagine social ufficiali di Coapi, Riscatto agricolo e tutte le principali associazioni aderenti alla mobilitazione) VERONA, STRASBOURG, PADUA: THE FARMERS' PROTEST DOESN'T STOP AND IS GROWING IN CONSENT A transversal and compact mobilization to reiterate a decisive NO to the madness of Mercosur, a treaty against an entire agri-food sector and against the health of Italian and European consumers already treated as guinea pigs on several occasions by the potentates of Brussels at the service of everyone except their own citizens After Milan, Parma Verona and the great demonstration in Strasbourg, the mobilization continues with the announcement of participation in further cities: (For ongoing initiatives, consult the official social pages of Coapi, Riscattoagricoltura and all the main associations participating in the mobilization) #Nomercosur #Coapi #Riscattoagricolo #agricoltori #madeinitaly #Efsa #movimentoperleliberta #NoEuropa #Mpl #sovranitaÌ€. https://www.lastampa.it/esteri/2026/01/20/video/strasburgo_gli_agricoltori_contro_laccordo_mercosur_1000_trattori_in_piazza-15475480/ https://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/mondo_agricolo/2026/01/20/agricoltori-in-piazza-a-strasburgo-contro-mercosur.-in-arrivo-mille-trattori_58f3145e-52b4-4b39-abc6-47d07c2665b7.html https://stream24.ilsole24ore.com/video/mondo/migliaia-agricoltori-protestano-strasburgo-stop-mercosur/AI09Srx https://www.rainews.it/amp/video/2026/01/mercosur-i-trattori-bloccano-laeroporto-di-bruxelles-nellarea-cargo-3c86b9c3-e126-469e-af15-73566b8ffe30.html https://www.ilgiorno.it/monza-brianza/economia/dalla-brianza-a-bruxelles-la-4dc283c1 https://www.larena.it/argomenti/economia/economia-veronese/no-mercosur-no-imposizioni-europee-clacson-e-trattori-in-cortei-per-la-protesta-degli-agricoltori-1.12902410 https://www.facebook.com/share/p/1AEM4CHx3q/ https://www.veronasera.it/attualita/proteste-agricoltori-mercousur.html
Love
1
0 Comments 0 Shares 660 Views
Recent Updates
  • LA PROTEINA SPIKE e vaccini mRNA
    (questo serve al PROVAX che non ha ancora capito un *****)

    Negli ultimi anni si è parlato molto di vaccini mRNA. Ma a livello di divulgazione pubblica si è mostrata solo una fessura della porta, quella più semplificata, più rassicurante, più “comfort” per le persone.
    Osservando però la questione da una prospettiva biologica più profonda, il quadro diventa più complesso, meno lineare e più difficile da accettare. Non perché sia sbagliato, ma perché la biologia raramente è pulita, definitiva o priva di conseguenze.
    Ciò che è mancato è un discorso biologico capace di tenere insieme due aspetti fondamentali: l’intelligenza della strategia scientifica e le conseguenze biologiche reali che possono manifestarsi e persistere nel tempo.
    Nella comunicazione pubblica si è parlato quasi esclusivamente del primo punto, cioè della buona strategia per indurre una risposta immunitaria contro il virus SARS-CoV-2. Molto meno, invece, si è parlato in modo chiaro e accessibile di ciò che può accadere dopo, nel tempo, all’interno dell’organismo.
    Questo testo è un’analisi biologica, basata su conoscenze scientifiche consolidate e su osservazioni cliniche e sperimentali tuttora in corso, con l’obiettivo di fornire consapevolezza.

    Una strategia intelligente per creare l’immunità

    Dal punto di vista concettuale, i vaccini mRNA rappresentano una strategia per creare immunità, attraverso una nuova tecnologia che segue processi biologici differenti rispetto ai vaccini tradizionali.
    L’idea è semplice:
    Non esporre l’organismo al virus intero, ma a una sua componente chiave (la proteina Spike), in un momento controllato, con una stimolazione mirata del sistema immunitario.
    Un’immagine utile è questa: affrontare il virus naturale è come trovarsi davanti a un esercito numeroso e imprevedibile, che può arrivare in qualsiasi momento, anche quando l’organismo è già sotto stress o non nelle condizioni ideali per reagire.
    Il vaccino mRNA, invece, è come affrontare pochi soldati selezionati in un contesto controllato secondo la narrativa diffusa dalla propaganda.

    Esiste però una differenza sostanziale, proprio per le caratteristiche di questa tecnologia: mentre il virus arriva dall’esterno, con il vaccino mRNA lo stimolo biologico nasce dall’interno, perché sono le cellule dell’organismo a produrre la proteina.
    Questo approccio riduce in modo significativo lo stress biologico iniziale necessario per indurre l’immunità. Il razionale è corretto ed è importante dirlo chiaramente: la scienza, in questa fase, non ha agito in modo ingenuo.
    Dove iniziano i limiti: non dell’immunità, ma della tecnologia mai davvero sviluppata fino alla fine.
    Le industrie farmaceutiche con la paura della morte fanno accettare una rapida introduzione di una pratica non davvero testata.
    Il punto critico non riguarda lo scopo immunitario, che è lo stesso, ma la tecnologia utilizzata per raggiungerlo.
    Ed è qui che nasce la vera differenza.
    Sia i vaccini tradizionali sia i vaccini mRNA hanno lo stesso obiettivo finale: insegnare al sistema immunitario a riconoscere una parte del virus.
    Ma lo fanno attraverso processi biologici completamente diversi, perché si basano su tecnologie diverse.
    VACCINI TRADIZIONALI:
    Viene introdotta dall’esterno una proteina (o una parte inattivata del virus).
    Il sistema immunitario la riconosce, reagisce, sviluppa memoria immunitaria e il processo biologico si conclude lì.
    VACCINI mRNA:
    Non viene introdotta la proteina.
    Viene introdotta l’informazione genetica che istruisce alcune cellule a produrre internamente la proteina Spike.
    In questo caso, quindi, il corpo non riceve solo il bersaglio, ma partecipa attivamente alla sua produzione.
    Il bersaglio immunologico è lo stesso, ma il percorso biologico è profondamente diverso.
    La proteina Spike: perché non è biologicamente “neutra”
    Dire che una molecola è biologicamente neutra significa che, una volta presente nel corpo, non ha interazioni rilevanti e non provoca effetti biologici potenzialmente dannosi.
    In questo caso, però, la proteina Spike non è una molecola biologicamente neutra.
    La proteina Spike prodotta dalle cellule in risposta alla tecnologia mRNA è strutturalmente molto simile alla proteina Spike del virus.
    Questa somiglianza è voluta, perché serve al sistema immunitario per riconoscere il bersaglio.
    Ma proprio per questo motivo non è una proteina “innocua”: una struttura simile comporta anche una potenzialità biologica simile, inclusa la capacità di interagire con i sistemi del corpo in modo non neutro.
    È importante capirlo in modo semplice: una molecola biologica agisce in base alla sua struttura, non in base a chi la produce.
    Il fatto che una proteina venga prodotta dal nostro corpo non la rende automaticamente un alleato.
    Per questo la proteina Spike può:
    - avere un’attività pro-infiammatoria
    - interagire con il sistema immunitario
    - influenzare meccanismi vascolari ed endoteliali, inclusa la coagulazione
    Il punto centrale:
    L’obiettivo immunitario è stato centrato.
    Il limite della tecnologia non è la risposta immunitaria in sé, ma ciò che accade dopo.
    Nel momento in cui si induce il corpo a produrre una proteina biologicamente attiva, il controllo sul processo non riguarda più solo il bersaglio, ma anche le modalità e gli effetti della sua produzione.
    Lo stress biologico aumenta con la costanza nel tempo
    Questo non implica automaticamente un danno, ma in una condizione in cui persiste uno stress biologico l’organismo tende progressivamente a diventare più vulnerabile, più fragile e meno resiliente.
    Un esempio semplice aiuta a comprenderlo: una persona accumula quotidianamente stress e affaticamento, ma il riposo notturno permette normalmente di compensarlo. Se però il sonno viene ridotto o compromesso, il giorno successivo si parte già da una condizione di stress più elevata e lo stress accumulato viene percepito come più pesante e meno recuperabile.
    La produzione di Spike indotta dall’mRNA è limitata e transitoria nella maggioranza dei casi, ma avviene in un organismo composto da miliardi di cellule e in un sistema estremamente sensibile agli equilibri biologici. In assenza di una piena compensazione biologica, lo stress tende quindi ad assumere una dinamica cumulativa e anche molto pericolosa.
    Immunità non significa fine del processo biologico
    Un altro punto chiave: l’acquisizione dell’immunità non coincide necessariamente con la cessazione immediata di ogni stimolo biologico.
    Per un certo periodo, l’organismo può continuare a gestire una produzione interna di Spike, mantenendo una parte del sistema biologico in uno stato di attivazione funzionale.
    Da questa condizione possono derivare diversi percorsi biologici, oggi oggetto di studio.
    Tre possibili strade osservate che possono portare a effetti avversi

    1) Stress biologico persistente
    È la condizione più frequentemente osservata. Non si riscontrano danni strutturali evidenti, ma un’attivazione cronica a bassa intensità e, alla base, un consumo continuo di risorse biologiche. Questo consumo può manifestarsi in modo concreto in molte persone che riferiscono, ad esempio: “da quando ho fatto il vaccino mi sento più stanco”, “faccio più fatica a recuperare le energie”, “la mia performance fisica o cognitiva non è più quella di prima”. Si tratta di segnalazioni compatibili con una ridotta capacità di compensazione biologica, che si traduce in stanchezza persistente, minore efficienza e ridotta capacità di recupero. Non è necessariamente una patologia conclamata, ma uno stato di stress biologico prolungato.

    2) Danno innescato, poi autonomo
    In alcuni casi, la proteina Spike può agire come evento scatenante. Anche dopo la cessazione della produzione, il danno iniziale può persistere, diventare cronico o innescare effetti a cascata, come accade in una struttura che perde un elemento portante.

    3) Produzione persistente di Spike
    È la condizione più rara ma anche la più complessa. In alcune persone, la presenza o l’espressione dell’antigene può protrarsi più a lungo del previsto, con accumulo progressivo di stress biologico, aumento della fragilità e maggiore probabilità che emerga una vulnerabilità latente.
    No, non si ferma alla spalla per capirci e non dura qualche giorno. Molte ricerche ormai dimostrano che la spike continua ad essere prodotta ed è diffusa ovunque nel corpo del vaccinato

    Conclusione:
    La strategia mRNA ha avuto un razionale valido, ma non è biologicamente irrilevante. Comprenderne i limiti non significa negare la scienza, ma applicarla in modo completo e maturo.
    Non si potevano saltare le fasi del suo sviluppo.
    E’ stato un gesto CRIMINALE diffondere queste terapie a tutti sapendo che il Sars Cov 2, poteva essere curato, COME AVVIENE OGGI SENZA NESSUNO SCANDALO con farmaci che abbiamo nella cassettiera di qualunque farmacia!!!
    CARI PROVAX la consapevolezza permette di riconoscere ciò che può essere ancora in corso, ridurre lo stress biologico dove possibile e supportare l’organismo. Ignorare questi aspetti non li elimina; comprenderli, invece, offre margine di gestione.
    LA PROTEINA SPIKE e vaccini mRNA (questo serve al PROVAX che non ha ancora capito un cazzo) Negli ultimi anni si è parlato molto di vaccini mRNA. Ma a livello di divulgazione pubblica si è mostrata solo una fessura della porta, quella più semplificata, più rassicurante, più “comfort” per le persone. Osservando però la questione da una prospettiva biologica più profonda, il quadro diventa più complesso, meno lineare e più difficile da accettare. Non perché sia sbagliato, ma perché la biologia raramente è pulita, definitiva o priva di conseguenze. Ciò che è mancato è un discorso biologico capace di tenere insieme due aspetti fondamentali: l’intelligenza della strategia scientifica e le conseguenze biologiche reali che possono manifestarsi e persistere nel tempo. Nella comunicazione pubblica si è parlato quasi esclusivamente del primo punto, cioè della buona strategia per indurre una risposta immunitaria contro il virus SARS-CoV-2. Molto meno, invece, si è parlato in modo chiaro e accessibile di ciò che può accadere dopo, nel tempo, all’interno dell’organismo. Questo testo è un’analisi biologica, basata su conoscenze scientifiche consolidate e su osservazioni cliniche e sperimentali tuttora in corso, con l’obiettivo di fornire consapevolezza. Una strategia intelligente per creare l’immunità Dal punto di vista concettuale, i vaccini mRNA rappresentano una strategia per creare immunità, attraverso una nuova tecnologia che segue processi biologici differenti rispetto ai vaccini tradizionali. L’idea è semplice: Non esporre l’organismo al virus intero, ma a una sua componente chiave (la proteina Spike), in un momento controllato, con una stimolazione mirata del sistema immunitario. Un’immagine utile è questa: affrontare il virus naturale è come trovarsi davanti a un esercito numeroso e imprevedibile, che può arrivare in qualsiasi momento, anche quando l’organismo è già sotto stress o non nelle condizioni ideali per reagire. Il vaccino mRNA, invece, è come affrontare pochi soldati selezionati in un contesto controllato secondo la narrativa diffusa dalla propaganda. Esiste però una differenza sostanziale, proprio per le caratteristiche di questa tecnologia: mentre il virus arriva dall’esterno, con il vaccino mRNA lo stimolo biologico nasce dall’interno, perché sono le cellule dell’organismo a produrre la proteina. Questo approccio riduce in modo significativo lo stress biologico iniziale necessario per indurre l’immunità. Il razionale è corretto ed è importante dirlo chiaramente: la scienza, in questa fase, non ha agito in modo ingenuo. Dove iniziano i limiti: non dell’immunità, ma della tecnologia mai davvero sviluppata fino alla fine. Le industrie farmaceutiche con la paura della morte fanno accettare una rapida introduzione di una pratica non davvero testata. Il punto critico non riguarda lo scopo immunitario, che è lo stesso, ma la tecnologia utilizzata per raggiungerlo. Ed è qui che nasce la vera differenza. Sia i vaccini tradizionali sia i vaccini mRNA hanno lo stesso obiettivo finale: insegnare al sistema immunitario a riconoscere una parte del virus. Ma lo fanno attraverso processi biologici completamente diversi, perché si basano su tecnologie diverse. VACCINI TRADIZIONALI: Viene introdotta dall’esterno una proteina (o una parte inattivata del virus). Il sistema immunitario la riconosce, reagisce, sviluppa memoria immunitaria e il processo biologico si conclude lì. VACCINI mRNA: Non viene introdotta la proteina. Viene introdotta l’informazione genetica che istruisce alcune cellule a produrre internamente la proteina Spike. In questo caso, quindi, il corpo non riceve solo il bersaglio, ma partecipa attivamente alla sua produzione. Il bersaglio immunologico è lo stesso, ma il percorso biologico è profondamente diverso. La proteina Spike: perché non è biologicamente “neutra” Dire che una molecola è biologicamente neutra significa che, una volta presente nel corpo, non ha interazioni rilevanti e non provoca effetti biologici potenzialmente dannosi. In questo caso, però, la proteina Spike non è una molecola biologicamente neutra. La proteina Spike prodotta dalle cellule in risposta alla tecnologia mRNA è strutturalmente molto simile alla proteina Spike del virus. Questa somiglianza è voluta, perché serve al sistema immunitario per riconoscere il bersaglio. Ma proprio per questo motivo non è una proteina “innocua”: una struttura simile comporta anche una potenzialità biologica simile, inclusa la capacità di interagire con i sistemi del corpo in modo non neutro. È importante capirlo in modo semplice: una molecola biologica agisce in base alla sua struttura, non in base a chi la produce. Il fatto che una proteina venga prodotta dal nostro corpo non la rende automaticamente un alleato. Per questo la proteina Spike può: - avere un’attività pro-infiammatoria - interagire con il sistema immunitario - influenzare meccanismi vascolari ed endoteliali, inclusa la coagulazione Il punto centrale: L’obiettivo immunitario è stato centrato. Il limite della tecnologia non è la risposta immunitaria in sé, ma ciò che accade dopo. Nel momento in cui si induce il corpo a produrre una proteina biologicamente attiva, il controllo sul processo non riguarda più solo il bersaglio, ma anche le modalità e gli effetti della sua produzione. Lo stress biologico aumenta con la costanza nel tempo Questo non implica automaticamente un danno, ma in una condizione in cui persiste uno stress biologico l’organismo tende progressivamente a diventare più vulnerabile, più fragile e meno resiliente. Un esempio semplice aiuta a comprenderlo: una persona accumula quotidianamente stress e affaticamento, ma il riposo notturno permette normalmente di compensarlo. Se però il sonno viene ridotto o compromesso, il giorno successivo si parte già da una condizione di stress più elevata e lo stress accumulato viene percepito come più pesante e meno recuperabile. La produzione di Spike indotta dall’mRNA è limitata e transitoria nella maggioranza dei casi, ma avviene in un organismo composto da miliardi di cellule e in un sistema estremamente sensibile agli equilibri biologici. In assenza di una piena compensazione biologica, lo stress tende quindi ad assumere una dinamica cumulativa e anche molto pericolosa. Immunità non significa fine del processo biologico Un altro punto chiave: l’acquisizione dell’immunità non coincide necessariamente con la cessazione immediata di ogni stimolo biologico. Per un certo periodo, l’organismo può continuare a gestire una produzione interna di Spike, mantenendo una parte del sistema biologico in uno stato di attivazione funzionale. Da questa condizione possono derivare diversi percorsi biologici, oggi oggetto di studio. Tre possibili strade osservate che possono portare a effetti avversi 1) Stress biologico persistente È la condizione più frequentemente osservata. Non si riscontrano danni strutturali evidenti, ma un’attivazione cronica a bassa intensità e, alla base, un consumo continuo di risorse biologiche. Questo consumo può manifestarsi in modo concreto in molte persone che riferiscono, ad esempio: “da quando ho fatto il vaccino mi sento più stanco”, “faccio più fatica a recuperare le energie”, “la mia performance fisica o cognitiva non è più quella di prima”. Si tratta di segnalazioni compatibili con una ridotta capacità di compensazione biologica, che si traduce in stanchezza persistente, minore efficienza e ridotta capacità di recupero. Non è necessariamente una patologia conclamata, ma uno stato di stress biologico prolungato. 2) Danno innescato, poi autonomo In alcuni casi, la proteina Spike può agire come evento scatenante. Anche dopo la cessazione della produzione, il danno iniziale può persistere, diventare cronico o innescare effetti a cascata, come accade in una struttura che perde un elemento portante. 3) Produzione persistente di Spike È la condizione più rara ma anche la più complessa. In alcune persone, la presenza o l’espressione dell’antigene può protrarsi più a lungo del previsto, con accumulo progressivo di stress biologico, aumento della fragilità e maggiore probabilità che emerga una vulnerabilità latente. No, non si ferma alla spalla per capirci e non dura qualche giorno. Molte ricerche ormai dimostrano che la spike continua ad essere prodotta ed è diffusa ovunque nel corpo del vaccinato Conclusione: La strategia mRNA ha avuto un razionale valido, ma non è biologicamente irrilevante. Comprenderne i limiti non significa negare la scienza, ma applicarla in modo completo e maturo. Non si potevano saltare le fasi del suo sviluppo. E’ stato un gesto CRIMINALE diffondere queste terapie a tutti sapendo che il Sars Cov 2, poteva essere curato, COME AVVIENE OGGI SENZA NESSUNO SCANDALO con farmaci che abbiamo nella cassettiera di qualunque farmacia!!! CARI PROVAX la consapevolezza permette di riconoscere ciò che può essere ancora in corso, ridurre lo stress biologico dove possibile e supportare l’organismo. Ignorare questi aspetti non li elimina; comprenderli, invece, offre margine di gestione.
    Angry
    1
    0 Comments 0 Shares 52 Views
  • Precari con oltre 36 mesi di servizio, Anief: la Cassazione conferma il diritto al risarcimento danni, ma urge il doppio canale
    https://www.orizzontescuola.it/precari-con-oltre-36-mesi-di-servizio-anief-la-cassazione-conferma-il-diritto-al-risarcimento-danni-ma-urge-il-doppio-canale/
    Precari con oltre 36 mesi di servizio, Anief: la Cassazione conferma il diritto al risarcimento danni, ma urge il doppio canale https://www.orizzontescuola.it/precari-con-oltre-36-mesi-di-servizio-anief-la-cassazione-conferma-il-diritto-al-risarcimento-danni-ma-urge-il-doppio-canale/
    Like
    1
    0 Comments 0 Shares 11 Views
  • Questa donna si chiama Tillie Martinussen, è groenlandese, membro del Cooperation Party che ha contributo a fondare.

    E in queste ore ha tenuto un discorso memorabile - letteralmente memorabile - che è forse la miglior risposta mai data a Donald Trump e alla sua idea di America.

    Un atto di Resistenza culturale e di dignità, prima ancora che politico, che tutti i novelli trumpini, le cheerleader trumpiane di casa nostra dovrebbero leggere e mandare a memoria.

    “Penso che Trump non conosca affatto il popolo groenlandese. Noi non diamo particolare valore ai soldi, alle labbra alla Kardashian e a quel tipo di cose. In Groenlandia, tra l’altro, non si può nemmeno possedere la terra: puoi ottenere un lotto per costruire la tua casa e possiedi la casa sopra il terreno, ma la terra in sé no.

    Perché i groenlandesi non credono che la terra appartenga a una persona sola: appartiene a tutti. E lo stesso vale per il mare e per le ricchezze che contiene.
    Per questo è un enorme errore di calcolo pensare che i groenlandesi possano essere comprati con il denaro. Non è così. E anche se ci dicessero: “100.000 dollari a persona”, non rinunceremmo mai alla sanità gratuita, non rinunceremmo all’istruzione gratuita, non rinunceremmo a far parte dell’Europa, non rinunceremmo alla nostra sovranità, che prima o poi è comunque il nostro obiettivo.

    Non vogliamo essere ricchi come gli americani. Basta vedere quanto sono avidi: arrivano persino a sparare contro i loro amici o a invadere i loro amici per pura avidità. Sappiamo che nel nostro sottosuolo potrebbero esserci minerali e petrolio, e che valgono enormemente più di qualunque cifra. Ma anche se non ci fossero, non ci lasceremmo comunque comprare.

    Qui tutti conoscono la storia degli Inuit in Alaska e di tutte le popolazioni native, i popoli indigeni, gli Indiani d’America. Le loro terre sono state sottratte e non sono stati trattati bene negli Stati Uniti. E sappiamo che Trump si circonda in larga parte di persone legate al suprematismo bianco.
    Noi non siamo bianchi. Come potete vedere, siamo persone di colore. E quindi sappiamo che probabilmente i nostri diritti ci verrebbero tolti.

    Sappiamo anche che, insieme alla Danimarca, stiamo bene così come siamo. Come dicevo prima, abbiamo sanità gratuita, istruzione gratuita: qualunque cosa tu voglia studiare, puoi farlo senza pagare nulla e, anzi, il governo ti dà anche una borsa di studio, dei soldi mentre studi. Tutto questo non lo scambieremmo mai: lo Stato sociale, il welfare. Non lo scambieremmo con nulla che venga dall’America.

    (…) Non importa cosa sia successo in passato tra Danimarca e Groenlandia: ce la risolveremo tra noi. Così come siamo ora, va bene. E se un giorno vorremo l’indipendenza, dovranno essere i groenlandesi a deciderlo, non una superpotenza che fa pressione da lontano.

    Sappiamo benissimo che, se diventassimo indipendenti domani, lui ci invaderebbe subito, perché non avrebbe problemi né con la Nato, né con l’Europa. Per questo credo che stia scommettendo in modo profondamente insultante sull’idea che i groenlandesi siano persone stupide, non istruite, che non seguono le notizie del mondo. Ma non è così. È esattamente il contrario.

    Noi saremo qui per centinaia di anni dopo Donald Trump. Anche se ci invadesse, credo che lo aspetteremmo semplicemente come si fa con il cattivo tempo. Qui tutti sanno che è il meteo a decidere: se arriva una tempesta, ci rintaniamo per un giorno o due. Potremmo rintanarci per un anno, per due anni, o anche per dieci o vent’anni, e poi torneremmo alla Danimarca non appena Trump e quelli come lui se ne saranno andati”.

    Novanta minuti di applausi.

    This woman's name is Tillie Martinussen, she's Greenlandic, and a member of the Cooperation Party, which she helped found.

    And just a few hours ago, she gave a memorable speech—literally memorable—that is perhaps the best response ever given to Donald Trump and his vision of America.

    An act of cultural and dignity resistance, even before a political one, that all our Trump supporters and Trump cheerleaders should read and memorize.

    I think Trump doesn't know the Greenlandic people at all. We don't particularly value money, Kardashian-esque lips, or that kind of thing. In Greenland, by the way, you can't even own land: you can get a plot of land to build your house on, and you own the house on the land, but you don't own the land itself.

    Because Greenlanders don't believe that land belongs to just one person: it belongs to everyone. And the same goes for the sea and the riches it contains.
    That's why it's a huge miscalculation to think that Greenlanders can be bought with money. That's not the case. And even if they told us, "$100,000 per person," we would never give up free healthcare, we would never give up free education, we would never give up being part of Europe, we would never give up our sovereignty, which is our goal sooner or later anyway.

    We don't want to be as rich as the Americans. Just look at how greedy they are: they even go as far as to shoot their friends or invade their friends out of sheer greed. We know that there could be minerals and oil in our subsoil, and that they're worth far more than any amount of money. But even if they didn't, we still wouldn't let them buy us.

    Everyone here knows the story of the Inuit in Alaska and all the native populations, the indigenous peoples, the American Indians. Their lands were stolen, and they weren't treated well in the United States. And we know that Trump largely surrounds himself with people linked to white supremacy.

    We're not white. As you can see, we're people of color. And so we know that our rights would probably be taken away.

    We also know that, along with Denmark, we're fine just the way we are. As I said before, we have free healthcare, free education: whatever you want to study, you can do it without paying anything, and, in fact, the government even gives you a scholarship, money while you study. We would never trade all of this: the welfare state, the social security system. We wouldn't trade it for anything that comes from America.

    (…) It doesn't matter what happened in the past between Denmark and Greenland: we'll sort it out between ourselves. The way we are now, that's fine. And if one day we want independence, it should be the Greenlanders who decide, not a superpower pushing from afar.

    We know full well that if we became independent tomorrow, he would invade us immediately, because he wouldn't have any problems with NATO or Europe. That's why I think he's betting, in a deeply insulting way, on the idea that Greenlanders are stupid, uneducated people who don't follow world news. But that's not the case. It's exactly the opposite.

    We'll be here for hundreds of years after Donald Trump. Even if he invaded, I think we'd simply wait it out like we do with bad weather. Here, everyone knows that the weather decides: if a storm comes, we hole up for a day or two. We could hole up for a year, two years, or even ten or twenty years, and then We'll go back to Denmark as soon as Trump and his ilk are gone."

    Ninety minutes of applause.
    Questa donna si chiama Tillie Martinussen, è groenlandese, membro del Cooperation Party che ha contributo a fondare. E in queste ore ha tenuto un discorso memorabile - letteralmente memorabile - che è forse la miglior risposta mai data a Donald Trump e alla sua idea di America. Un atto di Resistenza culturale e di dignità, prima ancora che politico, che tutti i novelli trumpini, le cheerleader trumpiane di casa nostra dovrebbero leggere e mandare a memoria. “Penso che Trump non conosca affatto il popolo groenlandese. Noi non diamo particolare valore ai soldi, alle labbra alla Kardashian e a quel tipo di cose. In Groenlandia, tra l’altro, non si può nemmeno possedere la terra: puoi ottenere un lotto per costruire la tua casa e possiedi la casa sopra il terreno, ma la terra in sé no. Perché i groenlandesi non credono che la terra appartenga a una persona sola: appartiene a tutti. E lo stesso vale per il mare e per le ricchezze che contiene. Per questo è un enorme errore di calcolo pensare che i groenlandesi possano essere comprati con il denaro. Non è così. E anche se ci dicessero: “100.000 dollari a persona”, non rinunceremmo mai alla sanità gratuita, non rinunceremmo all’istruzione gratuita, non rinunceremmo a far parte dell’Europa, non rinunceremmo alla nostra sovranità, che prima o poi è comunque il nostro obiettivo. Non vogliamo essere ricchi come gli americani. Basta vedere quanto sono avidi: arrivano persino a sparare contro i loro amici o a invadere i loro amici per pura avidità. Sappiamo che nel nostro sottosuolo potrebbero esserci minerali e petrolio, e che valgono enormemente più di qualunque cifra. Ma anche se non ci fossero, non ci lasceremmo comunque comprare. Qui tutti conoscono la storia degli Inuit in Alaska e di tutte le popolazioni native, i popoli indigeni, gli Indiani d’America. Le loro terre sono state sottratte e non sono stati trattati bene negli Stati Uniti. E sappiamo che Trump si circonda in larga parte di persone legate al suprematismo bianco. Noi non siamo bianchi. Come potete vedere, siamo persone di colore. E quindi sappiamo che probabilmente i nostri diritti ci verrebbero tolti. Sappiamo anche che, insieme alla Danimarca, stiamo bene così come siamo. Come dicevo prima, abbiamo sanità gratuita, istruzione gratuita: qualunque cosa tu voglia studiare, puoi farlo senza pagare nulla e, anzi, il governo ti dà anche una borsa di studio, dei soldi mentre studi. Tutto questo non lo scambieremmo mai: lo Stato sociale, il welfare. Non lo scambieremmo con nulla che venga dall’America. (…) Non importa cosa sia successo in passato tra Danimarca e Groenlandia: ce la risolveremo tra noi. Così come siamo ora, va bene. E se un giorno vorremo l’indipendenza, dovranno essere i groenlandesi a deciderlo, non una superpotenza che fa pressione da lontano. Sappiamo benissimo che, se diventassimo indipendenti domani, lui ci invaderebbe subito, perché non avrebbe problemi né con la Nato, né con l’Europa. Per questo credo che stia scommettendo in modo profondamente insultante sull’idea che i groenlandesi siano persone stupide, non istruite, che non seguono le notizie del mondo. Ma non è così. È esattamente il contrario. Noi saremo qui per centinaia di anni dopo Donald Trump. Anche se ci invadesse, credo che lo aspetteremmo semplicemente come si fa con il cattivo tempo. Qui tutti sanno che è il meteo a decidere: se arriva una tempesta, ci rintaniamo per un giorno o due. Potremmo rintanarci per un anno, per due anni, o anche per dieci o vent’anni, e poi torneremmo alla Danimarca non appena Trump e quelli come lui se ne saranno andati”. Novanta minuti di applausi. This woman's name is Tillie Martinussen, she's Greenlandic, and a member of the Cooperation Party, which she helped found. And just a few hours ago, she gave a memorable speech—literally memorable—that is perhaps the best response ever given to Donald Trump and his vision of America. An act of cultural and dignity resistance, even before a political one, that all our Trump supporters and Trump cheerleaders should read and memorize. I think Trump doesn't know the Greenlandic people at all. We don't particularly value money, Kardashian-esque lips, or that kind of thing. In Greenland, by the way, you can't even own land: you can get a plot of land to build your house on, and you own the house on the land, but you don't own the land itself. Because Greenlanders don't believe that land belongs to just one person: it belongs to everyone. And the same goes for the sea and the riches it contains. That's why it's a huge miscalculation to think that Greenlanders can be bought with money. That's not the case. And even if they told us, "$100,000 per person," we would never give up free healthcare, we would never give up free education, we would never give up being part of Europe, we would never give up our sovereignty, which is our goal sooner or later anyway. We don't want to be as rich as the Americans. Just look at how greedy they are: they even go as far as to shoot their friends or invade their friends out of sheer greed. We know that there could be minerals and oil in our subsoil, and that they're worth far more than any amount of money. But even if they didn't, we still wouldn't let them buy us. Everyone here knows the story of the Inuit in Alaska and all the native populations, the indigenous peoples, the American Indians. Their lands were stolen, and they weren't treated well in the United States. And we know that Trump largely surrounds himself with people linked to white supremacy. We're not white. As you can see, we're people of color. And so we know that our rights would probably be taken away. We also know that, along with Denmark, we're fine just the way we are. As I said before, we have free healthcare, free education: whatever you want to study, you can do it without paying anything, and, in fact, the government even gives you a scholarship, money while you study. We would never trade all of this: the welfare state, the social security system. We wouldn't trade it for anything that comes from America. (…) It doesn't matter what happened in the past between Denmark and Greenland: we'll sort it out between ourselves. The way we are now, that's fine. And if one day we want independence, it should be the Greenlanders who decide, not a superpower pushing from afar. We know full well that if we became independent tomorrow, he would invade us immediately, because he wouldn't have any problems with NATO or Europe. That's why I think he's betting, in a deeply insulting way, on the idea that Greenlanders are stupid, uneducated people who don't follow world news. But that's not the case. It's exactly the opposite. We'll be here for hundreds of years after Donald Trump. Even if he invaded, I think we'd simply wait it out like we do with bad weather. Here, everyone knows that the weather decides: if a storm comes, we hole up for a day or two. We could hole up for a year, two years, or even ten or twenty years, and then We'll go back to Denmark as soon as Trump and his ilk are gone." Ninety minutes of applause.
    Love
    1
    0 Comments 0 Shares 63 Views
  • AMBASCIATRICE DELL'EDUCAZIONE ALLA SALUTE del GALLES.
    Ecco a voi Athika Ahmed, l'ambasciatrice della salute (Health Ambassador) di soli 23 anni (anche se ne dimostra 50) che opera nel Galles, nel Regno Unito.
    È la nuova consulente - simbolo della salute - del governo per l'istruzione sanitaria femminile a scuola.

    Da Eurasia di Orwell è tutto. Passo e chiudo
    AMBASCIATRICE DELL'EDUCAZIONE ALLA SALUTE del GALLES. Ecco a voi Athika Ahmed, l'ambasciatrice della salute (Health Ambassador) di soli 23 anni (anche se ne dimostra 50) che opera nel Galles, nel Regno Unito. È la nuova consulente - simbolo della salute - del governo per l'istruzione sanitaria femminile a scuola. 😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂 Da Eurasia di Orwell è tutto. Passo e chiudo
    Like
    Haha
    2
    0 Comments 0 Shares 145 Views
  • E AVANTI COSI'! ASPETTIAMO CHE VENGA INDICAGATA. DEVE DIMETTERSI SUBITO!
    Ucraina. Von der Leyen indebita ancora gli europei: altri 90 miliardi
    di Giuseppe Gagliano -La decisione dell’Unione Europea di suddividere in modo strutturato il sostegno finanziario a Kiev, cioè 30 miliardi per il bilancio dello Stato e 60 miliardi per le spese.
    https://www.notiziegeopolitiche.net/ucraina-von-der-leyen-indebita-ancora-gli-europei-altri-90-miliardi/
    E AVANTI COSI'! ASPETTIAMO CHE VENGA INDICAGATA. DEVE DIMETTERSI SUBITO! Ucraina. Von der Leyen indebita ancora gli europei: altri 90 miliardi di Giuseppe Gagliano -La decisione dell’Unione Europea di suddividere in modo strutturato il sostegno finanziario a Kiev, cioè 30 miliardi per il bilancio dello Stato e 60 miliardi per le spese. https://www.notiziegeopolitiche.net/ucraina-von-der-leyen-indebita-ancora-gli-europei-altri-90-miliardi/
    WWW.NOTIZIEGEOPOLITICHE.NET
    Ucraina. Von der Leyen indebita ancora gli europei: altri 90 miliardi
    di Giuseppe Gagliano -La decisione dell’Unione Europea di suddividere in modo strutturato il sostegno finanziario a Kiev, cioè 30 miliardi per il bilancio dello Stato e 60 miliardi per le spese
    Angry
    1
    0 Comments 0 Shares 76 Views
  • REFERENDUM GIUSTIZIA!
    REFERENDUM GIUSTIZIA!
    Haha
    1
    0 Comments 0 Shares 56 Views
  • Perizia in tribunale sul protocollo vigile attesa!
    Perizia in tribunale sul protocollo vigile attesa!
    Like
    1
    0 Comments 0 Shares 63 Views
  • ECCO l'AMARA VERITA', QUELLA CHE TUTTI SANNO MA POCHI DICONO!

    "HO LAVORATO ALLA PFIZER PER 17 ANNI. NON ABBIAMO SCOPERTO I FARMACI, ABBIAMO SCOPERTO I MERCATI. SE UN FARMACO CURASSE L’ASMA IN 3 GIORNI, LO ELIMINEREMMO. LE MALATTIE CRONICHE SONO FONTE DI GUADAGNO. LE CURE FANNO MALE AGLI AFFARI" – PETER ROST
    ECCO l'AMARA VERITA', QUELLA CHE TUTTI SANNO MA POCHI DICONO! "HO LAVORATO ALLA PFIZER PER 17 ANNI. NON ABBIAMO SCOPERTO I FARMACI, ABBIAMO SCOPERTO I MERCATI. SE UN FARMACO CURASSE L’ASMA IN 3 GIORNI, LO ELIMINEREMMO. LE MALATTIE CRONICHE SONO FONTE DI GUADAGNO. LE CURE FANNO MALE AGLI AFFARI" – PETER ROST
    Angry
    1
    0 Comments 0 Shares 143 Views
  • COVID, BASTAVA UN’ASPIRINA

    Lo dice uno studio che demolisce la narrazione pandemista.
    L'Istituto Mario Negri ha documentato che il principio attivo dell'Aspirina modifica la proteina spike del Covid, riducendo infiammazione e danno polmonare.
    Come previsto dai medici che sfidarono il diktat "non c'è cura" e vennero insultati. La Commissione d'inchiesta non può ignorarlo: quante vite si sarebbero potute salvare?

    https://lanuovabq.it/it/covid-bastava-unaspirina-studio-demolisce-la-narrazione-pandemista
    COVID, BASTAVA UN’ASPIRINA Lo dice uno studio che demolisce la narrazione pandemista. L'Istituto Mario Negri ha documentato che il principio attivo dell'Aspirina modifica la proteina spike del Covid, riducendo infiammazione e danno polmonare. Come previsto dai medici che sfidarono il diktat "non c'è cura" e vennero insultati. La Commissione d'inchiesta non può ignorarlo: quante vite si sarebbero potute salvare? https://lanuovabq.it/it/covid-bastava-unaspirina-studio-demolisce-la-narrazione-pandemista
    LANUOVABQ.IT
    Covid, bastava un'Aspirina: studio demolisce la narrazione pandemista
    L'Istituto Mario Negri ha documentato che il principio attivo dell'Aspirina modifica la proteina spike del Covid, riducendo infiammazione e danno polmonare. Come previsto dai medici che sfidarono il diktat "non c'è cura" e vennero insultati. La Commissione d'inchiesta non può ignorarlo: quante vite si sarebbero potute salvare?
    Angry
    2
    0 Comments 0 Shares 231 Views
  • Nuove norme UE: vietate bustine di ketchup e maionese

    (sempre con la scusa di salvare il pianeta, come per i tappi attaccati alle bottiglie)

    https://www.imolaoggi.it/2026/01/21/nuove-norme-ue-vietate-bustine-di-ketchup-e-maionese/
    Nuove norme UE: vietate bustine di ketchup e maionese (sempre con la scusa di salvare il pianeta, come per i tappi attaccati alle bottiglie) https://www.imolaoggi.it/2026/01/21/nuove-norme-ue-vietate-bustine-di-ketchup-e-maionese/
    WWW.IMOLAOGGI.IT
    Nuove norme UE: vietate bustine di ketchup e maionese
    La nuova normativa porta incognite riguardanti i costi di sostituzione e le questioni igienico-sanitarie
    Angry
    1
    0 Comments 0 Shares 141 Views
More Stories