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LA LEGGEREZZA E LA RESISTENZA

Elezioni a Milano: chi cambia, chi non dimentica

"C’è qualcosa di profondamente leggero — nel senso più inquietante del termine — nel modo in cui una parte del mondo Novax affronta la politica. Una leggerezza che rasenta l’inconsapevolezza, quando non la comoda rimozione della realtà.

Il caso è emblematico: alcuni presunti “amici” Novax sostengono con entusiasmo un candidato sindaco che è un vaccinista convinto e l'ha dichiarato. Non uno tiepido, non uno che ha “dei dubbi”, ma uno che i vaccini li difende, li promuove e li considera uno strumento irrinunciabile della sanità pubblica. Eppure, per questi Novax, non sembra essere un problema. Anzi.

Qui sta il paradosso: per anni il mantra è stato “mai con chi sostiene il sistema”, “mai con chi obbedisce al potere”, “mai con i complici del pensiero unico sanitario”. Poi, al momento di scegliere, tutto evapora. Resta solo la simpatia personale, il fisico, l’immagine, il personaggio.

Perché il candidato in questione (che svelerà il suo programma il 27 gennaio) ha indubbiamente delle qualità mediatiche: si presenta bene, incarna l’idea del “tipo in gamba”, si mostra fisicato, novità nel panorama politico. Ha anche un “giocattolo” — un’attività personale di cui va fiero e che viene esibita come prova di competenza universale. Come se il successo in un ambito bastasse a certificare coerenza, autonomia di pensiero e, soprattutto, affidabilità politica.

Ma la politica non è una palestra, né una vetrina. E governare una città non è un’estensione del proprio ego o del proprio brand personale.

Il punto più grave, però, non è nemmeno questo. Il punto è che molti di questi Novax sembrano accettare — implicitamente — l’idea che il candidato possa “cambiare posizione” all’occorrenza. Oggi vaccinista, domani possibilmente critico. Oggi allineato, domani — se conviene — improvvisamente “dalla parte del popolo”. Tutto dipende dai voti, o meglio, da ciò che il potere suggerirà in quel momento.

Ed è qui che l’insostenibile leggerezza diventa pericolosa. Perché se per anni hai denunciato l’opportunismo, l’obbedienza e il trasformismo, ma poi li giustifichi quando ti fanno comodo, il problema non è più il sistema: sei tu.

Si scambia il carisma per coraggio, l’estetica per etica, la muscolatura per la schiena dritta. Si confonde l’abilità comunicativa con l’indipendenza di giudizio. E soprattutto si dimentica che il potere non si combatte sperando che, una volta eletto, “si comporti bene”.

La storia recente insegna l’esatto contrario: chi è pronto ad adattarsi una volta, lo farà sempre. Chi costruisce la propria figura sul consenso, non lo metterà mai in discussione per una questione di principio. E chi oggi difende senza esitazioni una certa visione sanitaria, domani non diventerà improvvisamente un paladino della libertà solo perché glielo chiedono i suoi elettori più rumorosi.

L’insostenibile leggerezza dei Novax — di certi Novax — sta tutta qui: nel credere che le idee contino meno delle simpatie, che la coerenza sia negoziabile, che il potere possa essere ingannato con una stretta di mano e un bel sorriso.

Ma il potere non si lascia sedurre. Al massimo, seduce lui."


Lettera aperta di attivisti e cittadini milanesi con richiesta di pubblicazione

Source: https://t.me/movimentoperleliberta
gruppo Milano (seguici sui nostri social)
LA LEGGEREZZA E LA RESISTENZA Elezioni a Milano: chi cambia, chi non dimentica "C’è qualcosa di profondamente leggero — nel senso più inquietante del termine — nel modo in cui una parte del mondo Novax affronta la politica. Una leggerezza che rasenta l’inconsapevolezza, quando non la comoda rimozione della realtà. Il caso è emblematico: alcuni presunti “amici” Novax sostengono con entusiasmo un candidato sindaco che è un vaccinista convinto e l'ha dichiarato. Non uno tiepido, non uno che ha “dei dubbi”, ma uno che i vaccini li difende, li promuove e li considera uno strumento irrinunciabile della sanità pubblica. Eppure, per questi Novax, non sembra essere un problema. Anzi. Qui sta il paradosso: per anni il mantra è stato “mai con chi sostiene il sistema”, “mai con chi obbedisce al potere”, “mai con i complici del pensiero unico sanitario”. Poi, al momento di scegliere, tutto evapora. Resta solo la simpatia personale, il fisico, l’immagine, il personaggio. Perché il candidato in questione (che svelerà il suo programma il 27 gennaio) ha indubbiamente delle qualità mediatiche: si presenta bene, incarna l’idea del “tipo in gamba”, si mostra fisicato, novità nel panorama politico. Ha anche un “giocattolo” — un’attività personale di cui va fiero e che viene esibita come prova di competenza universale. Come se il successo in un ambito bastasse a certificare coerenza, autonomia di pensiero e, soprattutto, affidabilità politica. Ma la politica non è una palestra, né una vetrina. E governare una città non è un’estensione del proprio ego o del proprio brand personale. Il punto più grave, però, non è nemmeno questo. Il punto è che molti di questi Novax sembrano accettare — implicitamente — l’idea che il candidato possa “cambiare posizione” all’occorrenza. Oggi vaccinista, domani possibilmente critico. Oggi allineato, domani — se conviene — improvvisamente “dalla parte del popolo”. Tutto dipende dai voti, o meglio, da ciò che il potere suggerirà in quel momento. Ed è qui che l’insostenibile leggerezza diventa pericolosa. Perché se per anni hai denunciato l’opportunismo, l’obbedienza e il trasformismo, ma poi li giustifichi quando ti fanno comodo, il problema non è più il sistema: sei tu. Si scambia il carisma per coraggio, l’estetica per etica, la muscolatura per la schiena dritta. Si confonde l’abilità comunicativa con l’indipendenza di giudizio. E soprattutto si dimentica che il potere non si combatte sperando che, una volta eletto, “si comporti bene”. La storia recente insegna l’esatto contrario: chi è pronto ad adattarsi una volta, lo farà sempre. Chi costruisce la propria figura sul consenso, non lo metterà mai in discussione per una questione di principio. E chi oggi difende senza esitazioni una certa visione sanitaria, domani non diventerà improvvisamente un paladino della libertà solo perché glielo chiedono i suoi elettori più rumorosi. L’insostenibile leggerezza dei Novax — di certi Novax — sta tutta qui: nel credere che le idee contino meno delle simpatie, che la coerenza sia negoziabile, che il potere possa essere ingannato con una stretta di mano e un bel sorriso. Ma il potere non si lascia sedurre. Al massimo, seduce lui." Lettera aperta di attivisti e cittadini milanesi con richiesta di pubblicazione 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿Source: https://t.me/movimentoperleliberta gruppo Milano (seguici sui nostri social)
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Aggiornamenti recenti
  • Due donne in Sudan hanno ricevuto una condanna a morte per lapidazione, dopo un processo senza avvocati.

    Ora stanno ricorrendo in appello e noi possiamo aiutare ad annullare la sentenza.

    In passato abbiamo bloccato una sentenza simile grazie a un milione di firme. Puoi firmare e far girare questa petizione?
    Ci vuole solo un minuto *CLICCA PER FIRMARE CON WHATSAPP*:
    https://secure.avaaz.org/campaign/it/stoning_in_sudan_loc_al/?whatsapp​
    Due donne in Sudan hanno ricevuto una condanna a morte per lapidazione, dopo un processo senza avvocati. Ora stanno ricorrendo in appello e noi possiamo aiutare ad annullare la sentenza. In passato abbiamo bloccato una sentenza simile grazie a un milione di firme. Puoi firmare e far girare questa petizione? Ci vuole solo un minuto ↗️ *CLICCA PER FIRMARE CON WHATSAPP*: https://secure.avaaz.org/campaign/it/stoning_in_sudan_loc_al/?whatsapp​
    SECURE.AVAAZ.ORG
    Due madri rischiano la morte per lapidazione.
    Processo farsa. Confessioni estorte. E una condanna di morte per lapidazione! In un caso simile precedente, un milione di firme hanno fatto annullare la sentenza. Firma ora e facciamolo di nuovo!
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  • A Milano il delivery ha un volto etico: «Qui non comanda l’algoritmo»
    So.De. effettua consegne a domicilio con rider assunti e formati: «Non portiamo la cena perché è un modello insostenibile. Meglio l’ultimo miglio: siamo
    https://www.avvenire.it/attualita/a-milano-il-delivery-ha-un-volto-etico-qui-non-comanda-lalgoritmo_105215
    A Milano il delivery ha un volto etico: «Qui non comanda l’algoritmo» So.De. effettua consegne a domicilio con rider assunti e formati: «Non portiamo la cena perché è un modello insostenibile. Meglio l’ultimo miglio: siamo https://www.avvenire.it/attualita/a-milano-il-delivery-ha-un-volto-etico-qui-non-comanda-lalgoritmo_105215
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    A Milano il delivery ha un volto etico: «Qui non comanda l’algoritmo»
    So.De. effettua consegne a domicilio con rider assunti e formati: «Non portiamo la cena perché è un modello insostenibile. Meglio l’ultimo miglio: siamo ...
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  • IN ITALIA MANCANO I MEDICI?
    LA VERITÀ CHE NON TI DICONO!
    IN ITALIA MANCANO I MEDICI? LA VERITÀ CHE NON TI DICONO!
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  • NON SI PUÒ ARRIVARE A UN ACCORDO DIPLOMATICO con PUTIN?
    SENTITE TRAVAGLIO!
    NON SI PUÒ ARRIVARE A UN ACCORDO DIPLOMATICO con PUTIN? SENTITE TRAVAGLIO!
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  • @KremlinRussia_E sono d’accordissimo non si può uccidere premeditamente nessuna persona!
    Ma questi signori sono Ebrei #Askenaziti che è tutta un altra cosa prima o poi pagheranno per le loro azioni disumane legate al lucro!
    #TrumpWarCriminal
    #NetanyahuWarCriminal

    Putin afferma che "l'assassinio del Leader Supremo iraniano è un omicidio brutale che viola ogni etica e diritto internazionale".
    @KremlinRussia_E sono d’accordissimo non si può uccidere premeditamente nessuna persona! Ma questi signori sono Ebrei #Askenaziti che è tutta un altra cosa prima o poi pagheranno per le loro azioni disumane legate al lucro! #TrumpWarCriminal #NetanyahuWarCriminal Putin afferma che "l'assassinio del Leader Supremo iraniano è un omicidio brutale che viola ogni etica e diritto internazionale".
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  • Fermare l’IA “prima che sia troppo tardi”
    di Pier Luigi Pisa

    Illustrazione creata con Midjourney
    Colloquio con Nate Soares, presidente della no-profit Machine Intelligence Research Institute e uno dei massimi esperti dei rischi legati allo sviluppo di intelligenza artificiale. Insieme a Eliezer Yudkowsky, uno dei doomer più noti della Silicon Valley, ha pubblicato un saggio sul futuro distopico che potremmo vivere nel caso in cui le macchine sfuggissero al nostro controllo

    Un'IA non ha bisogno di “avere sentimenti” o “odiare l'umanità” per decidere, in nome dell'efficienza, che la nostra esistenza è un ostacolo ai suoi obiettivi.

    È ciò che sostengono Eliezer Yudkowsky e Nate Soares, due dei massimi esperti di rischi legati all’intelligenza artificiale, nel loro libro “Prima che sia troppo tardi”, edito in Italia da Mondadori, che mette in guardia su un futuro popolato da macchine più intelligenti e capaci degli esseri umani.

    In America il titolo del loro saggio è ancora più crudo: “Se qualcuno la costruisce, tutti quanti muoiono”.

    Da quando è comparsa ChatGpt, le visioni apocalittiche di scienziati ed esperti riaffiorano ciclicamente. Nel 2023 Elon Musk e altri innovatori firmarono una lettera in cui si chiedeva di fermare per sei mesi lo sviluppo dell’IA.

    Un appello inascoltato. “Ma la minaccia - dice Soares, presidente della no-profit Machine Intelligence Research (MIRI) - è reale”.

    Qual è il meccanismo più plausibile attraverso il quale un sistema di IA altamente capace potrebbe diventare pericoloso?

    “Potremmo finire schiacciati da fabbriche automatizzate che costruiscono altre fabbriche, o morire nell'oscurità perché nuovi pannelli solari galleggianti sottraggono ogni raggio di luce per alimentare i calcoli dell'IA, o ancora soccombere al calore perché le macchine iniziano a far bollire gli oceani per raffreddare i propri processori. La partita è persa nel momento in cui creiamo una specie che pensa meglio di noi e che gestisce le proprie risorse senza considerarci”.

    Ma perché le persone potrebbero essere percepite dall’IA come un ostacolo?

    “In primo luogo, se gli uomini hanno creato una superintelligenza, potrebbero crearne una seconda che rappresenterebbe una minaccia competitiva per la prima; di conseguenza, eliminare i creatori serve a prevenire la concorrenza. In secondo luogo, gli esseri umani potrebbero tentare di spegnere l’IA, diventando una minaccia diretta alla sua operatività. Infine, mantenere in vita la nostra specie è un inutile dispendio di risorse in un contesto in cui la proliferazione di infrastrutture di calcolo potrebbe innalzare le temperature globali a livelli per noi letali. Per l'IA, noi siamo semplicemente un fastidio logistico”.

    Eppure ancora oggi molti sono scettici sulle reali capacità di questa tecnologia.

    “A chi ha scoperto l'IA solo con ChatGpt, il sistema può sembrare goffo. Ma nel lungo periodo si nota come una piccola intuizione scientifica abbia improvvisamente permesso alle macchine di parlare. E molto più velocemente di quanto previsto dagli esperti. Il vero interrogativo è cosa accadrà alla prossima svolta rivoluzionaria”.

    Quale scenario ipotetico la spaventa di più?

    “Se le macchine decidessero di eliminarci attivamente, basterebbe un virus ingegnerizzato. Non servirebbe alcuna forza bruta”.

    Non è più plausibile che un disastro sia provocato dall’uso irresponsabile dell’IA da parte di una persona?

    “Un'intelligenza artificiale sufficientemente potente non resta al guinzaglio di nessuno. Se l'umanità crea sistemi capaci di mantenere la propria infrastruttura, moriremo tutti, a prescindere da chi ha premuto il tasto d'invio o da chi pensa di poterla usare in modo scorretto. Chi crea una superintelligenza non ne diventa il proprietario; è la superintelligenza a possedere il pianeta. Certo, esiste il rischio che dei terroristi utilizzino versioni meno avanzate per creare virus letali, ed è un pericolo che dobbiamo prevenire”.


    Nate Soares (a sinistra) e Eliezer Yudkowsky
    Quali misure considera realistiche per ridurre i rischi legati all’IA?

    “Credo fermamente che l'unica soluzione sia congelare la ricerca. Non esiste un modo sicuro per creare una nuova specie più intelligente dell'uomo, specialmente quando queste entità vengono "coltivate" e non progettate meccanicamente, tanto che nemmeno i loro creatori sanno come funzionano realmente”.

    Come si può convincere il mondo che fermarsi è l'unica possibilità di salvezza per la specie?

    “Il primo passo indispensabile è che i leader politici comprendano la reale entità del pericolo. Se capiscono che la posta in gioco è l'estinzione, possono avviare trattative diplomatiche per impedire a chiunque di continuare la scalata. Implementare controlli sui chip, per esempio, non sarebbe così difficile: sono componenti complessi da produrre e relativamente facili da tracciare. La diplomazia deve partire dalla consapevolezza del rischio comune”.
    Fermare l’IA “prima che sia troppo tardi” di Pier Luigi Pisa Illustrazione creata con Midjourney Colloquio con Nate Soares, presidente della no-profit Machine Intelligence Research Institute e uno dei massimi esperti dei rischi legati allo sviluppo di intelligenza artificiale. Insieme a Eliezer Yudkowsky, uno dei doomer più noti della Silicon Valley, ha pubblicato un saggio sul futuro distopico che potremmo vivere nel caso in cui le macchine sfuggissero al nostro controllo Un'IA non ha bisogno di “avere sentimenti” o “odiare l'umanità” per decidere, in nome dell'efficienza, che la nostra esistenza è un ostacolo ai suoi obiettivi. È ciò che sostengono Eliezer Yudkowsky e Nate Soares, due dei massimi esperti di rischi legati all’intelligenza artificiale, nel loro libro “Prima che sia troppo tardi”, edito in Italia da Mondadori, che mette in guardia su un futuro popolato da macchine più intelligenti e capaci degli esseri umani. In America il titolo del loro saggio è ancora più crudo: “Se qualcuno la costruisce, tutti quanti muoiono”. Da quando è comparsa ChatGpt, le visioni apocalittiche di scienziati ed esperti riaffiorano ciclicamente. Nel 2023 Elon Musk e altri innovatori firmarono una lettera in cui si chiedeva di fermare per sei mesi lo sviluppo dell’IA. Un appello inascoltato. “Ma la minaccia - dice Soares, presidente della no-profit Machine Intelligence Research (MIRI) - è reale”. Qual è il meccanismo più plausibile attraverso il quale un sistema di IA altamente capace potrebbe diventare pericoloso? “Potremmo finire schiacciati da fabbriche automatizzate che costruiscono altre fabbriche, o morire nell'oscurità perché nuovi pannelli solari galleggianti sottraggono ogni raggio di luce per alimentare i calcoli dell'IA, o ancora soccombere al calore perché le macchine iniziano a far bollire gli oceani per raffreddare i propri processori. La partita è persa nel momento in cui creiamo una specie che pensa meglio di noi e che gestisce le proprie risorse senza considerarci”. Ma perché le persone potrebbero essere percepite dall’IA come un ostacolo? “In primo luogo, se gli uomini hanno creato una superintelligenza, potrebbero crearne una seconda che rappresenterebbe una minaccia competitiva per la prima; di conseguenza, eliminare i creatori serve a prevenire la concorrenza. In secondo luogo, gli esseri umani potrebbero tentare di spegnere l’IA, diventando una minaccia diretta alla sua operatività. Infine, mantenere in vita la nostra specie è un inutile dispendio di risorse in un contesto in cui la proliferazione di infrastrutture di calcolo potrebbe innalzare le temperature globali a livelli per noi letali. Per l'IA, noi siamo semplicemente un fastidio logistico”. Eppure ancora oggi molti sono scettici sulle reali capacità di questa tecnologia. “A chi ha scoperto l'IA solo con ChatGpt, il sistema può sembrare goffo. Ma nel lungo periodo si nota come una piccola intuizione scientifica abbia improvvisamente permesso alle macchine di parlare. E molto più velocemente di quanto previsto dagli esperti. Il vero interrogativo è cosa accadrà alla prossima svolta rivoluzionaria”. Quale scenario ipotetico la spaventa di più? “Se le macchine decidessero di eliminarci attivamente, basterebbe un virus ingegnerizzato. Non servirebbe alcuna forza bruta”. Non è più plausibile che un disastro sia provocato dall’uso irresponsabile dell’IA da parte di una persona? “Un'intelligenza artificiale sufficientemente potente non resta al guinzaglio di nessuno. Se l'umanità crea sistemi capaci di mantenere la propria infrastruttura, moriremo tutti, a prescindere da chi ha premuto il tasto d'invio o da chi pensa di poterla usare in modo scorretto. Chi crea una superintelligenza non ne diventa il proprietario; è la superintelligenza a possedere il pianeta. Certo, esiste il rischio che dei terroristi utilizzino versioni meno avanzate per creare virus letali, ed è un pericolo che dobbiamo prevenire”. Nate Soares (a sinistra) e Eliezer Yudkowsky Quali misure considera realistiche per ridurre i rischi legati all’IA? “Credo fermamente che l'unica soluzione sia congelare la ricerca. Non esiste un modo sicuro per creare una nuova specie più intelligente dell'uomo, specialmente quando queste entità vengono "coltivate" e non progettate meccanicamente, tanto che nemmeno i loro creatori sanno come funzionano realmente”. Come si può convincere il mondo che fermarsi è l'unica possibilità di salvezza per la specie? “Il primo passo indispensabile è che i leader politici comprendano la reale entità del pericolo. Se capiscono che la posta in gioco è l'estinzione, possono avviare trattative diplomatiche per impedire a chiunque di continuare la scalata. Implementare controlli sui chip, per esempio, non sarebbe così difficile: sono componenti complessi da produrre e relativamente facili da tracciare. La diplomazia deve partire dalla consapevolezza del rischio comune”.
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  • Impatto dell’IA sul lavoro e le professioni più difficili da reperire
    Leggi su Sky TG24 l'articolo L’impatto dell’IA sul lavoro e le professioni più difficili da reperire: il rapporto
    https://tg24.sky.it/economia/2026/02/23/lavoro-professioni-difficili-reperire
    Impatto dell’IA sul lavoro e le professioni più difficili da reperire Leggi su Sky TG24 l'articolo L’impatto dell’IA sul lavoro e le professioni più difficili da reperire: il rapporto https://tg24.sky.it/economia/2026/02/23/lavoro-professioni-difficili-reperire
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    Impatto dell’IA sul lavoro e le professioni più difficili da reperire
    Leggi su Sky TG24 l'articolo L’impatto dell’IA sul lavoro e le professioni più difficili da reperire: il rapporto
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  • FATEVI delle DOMANDE e DATEVI LE RISPOSTE!
    I SIERI GENICI SPERIMENTALI COLPOSCONO ANCORA!!!
    Giacomel operato al cuore dopo il malore in gara alle Olimpiadi: "Anomalia di conduzione elettrica a livello atriale"
    Il biathleta azzurro sottoposto ad ablazione cardiaca dopo il malore. Le sue condizioni e i prossimi passi
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/24/giacomel-malore-olimpiadi-operazione-cuore-notizie/8303446/
    FATEVI delle DOMANDE e DATEVI LE RISPOSTE! I SIERI GENICI SPERIMENTALI COLPOSCONO ANCORA!!! Giacomel operato al cuore dopo il malore in gara alle Olimpiadi: "Anomalia di conduzione elettrica a livello atriale" Il biathleta azzurro sottoposto ad ablazione cardiaca dopo il malore. Le sue condizioni e i prossimi passi https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/24/giacomel-malore-olimpiadi-operazione-cuore-notizie/8303446/
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    Giacomel operato al cuore dopo il malore in gara alle Olimpiadi: "Anomalia di conduzione elettrica a livello atriale"
    Il biathleta azzurro sottoposto ad ablazione cardiaca dopo il malore. Le sue condizioni e i prossimi passi
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  • - UN FLOP OLIMPICO -
    - Non solo a Bormio pochissimi turisti, locali praticamente vuoti e tanto malcontento generale -
    - Una mangiatoia di soldi tra rubati e buttati nel cesso per Olimpiadi che non si caga nessuno -

    Source t.me/ilrisvegliodellafenice
    -------
    - UN FLOP OLIMPICO - - Non solo a Bormio pochissimi turisti, locali praticamente vuoti e tanto malcontento generale - - Una mangiatoia di soldi tra rubati e buttati nel cesso per Olimpiadi che non si caga nessuno - 😎 ✋ Source ➡️ t.me/ilrisvegliodellafenice -------
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  • Londra, Regno Unito.

    Sono trapelati online documenti risalenti al periodo in cui Keir Starmer guidava il Servizio del Procuratore Generale (2008-2013). Risulta che proprio sotto la sua guida sono stati sviluppati e concordati con la polizia i cosiddetti "paedophile Asbos", avvertimenti ufficiali che permettevano ai sospettati di stupro di bambini di evitare il processo. Invece della panchina degli imputati, una firma e la libertà di movimento.

    Starmer, che ora si atteggia a combattente contro la criminalità e inasprisce le leggi, allora partecipò personalmente alla creazione di un sistema in cui gli stupratori si cavavano con una semplice ammonizione. I documenti ci sono, le firme ci sono, i testimoni ci sono. Che si fa?


    Source:   t.me/ArsenaleKappa
    Londra, Regno Unito. Sono trapelati online documenti risalenti al periodo in cui Keir Starmer guidava il Servizio del Procuratore Generale (2008-2013). Risulta che proprio sotto la sua guida sono stati sviluppati e concordati con la polizia i cosiddetti "paedophile Asbos", avvertimenti ufficiali che permettevano ai sospettati di stupro di bambini di evitare il processo. Invece della panchina degli imputati, una firma e la libertà di movimento. Starmer, che ora si atteggia a combattente contro la criminalità e inasprisce le leggi, allora partecipò personalmente alla creazione di un sistema in cui gli stupratori si cavavano con una semplice ammonizione. I documenti ci sono, le firme ci sono, i testimoni ci sono. Che si fa? Source: ➡️ 🌐  t.me/ArsenaleKappa 🅰️ 💥💥
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