• 25 APRILE 2026: LA RESISTENZA CONTINUA
    Fuori l’Italia dalla guerra!

    Sul canale YouTube del Coordinamento per la Pace - Milano è disponibile il video integrale del comizio conclusivo alternativo tenuto in Piazza San Fedele.

    Un momento di confronto, memoria e impegno civile con gli interventi di:
    Shokri Hroub, Vladimiro Vaia, Sara Chessa, Giuseppe Salamone, Enrico Fedrighini, Nadia Garbelini, Claudio Elli, Simone Sollazzo, Pierpaolo Pecchiari.

    Guarda il video completo qui

    https://youtu.be/YCQ2OZmcTLE

    #25Aprile #Resistenza #Pace #NoAllaGuerra #milano
    🇮🇹 25 APRILE 2026: LA RESISTENZA CONTINUA ✊ Fuori l’Italia dalla guerra! Sul canale YouTube del Coordinamento per la Pace - Milano è disponibile il video integrale del comizio conclusivo alternativo tenuto in Piazza San Fedele. 🎥 Un momento di confronto, memoria e impegno civile con gli interventi di: Shokri Hroub, Vladimiro Vaia, Sara Chessa, Giuseppe Salamone, Enrico Fedrighini, Nadia Garbelini, Claudio Elli, Simone Sollazzo, Pierpaolo Pecchiari. Guarda il video completo qui 👇 https://youtu.be/YCQ2OZmcTLE #25Aprile #Resistenza #Pace #NoAllaGuerra #milano
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  • "ANDARSELA A CERCARE (e il senso della mediazione)

    Vorrei starne fuori dalle solite polemiche, ma in Italia sembra praticamente impossibile.
    Provo allora a cercare motivazioni ulteriori in questo 25 Aprile. Porto con me un’esperienza significativa nel Coordinamento per la Pace: anche quest’anno siamo riusciti a mettere in corteo qualcosa che ci appartiene davvero, quel senso di “Resistenza che continua” dentro una modernità in cui certi fascismi non sono mai stati del tutto debellati. Abbiamo chiuso con un comizio alternativo, forse per pochi, forse per molti, ma con parole autentiche: di cuore, oltre che combattive. Ed è questo, alla fine, che conta.

    Per il resto, dispiace — ancora una volta — assistere, direttamente o per interposta cronaca, ai soliti siparietti tra Brigata Ebraica, ANPI ed esponenti politici nazionali, dopo l’allontanamento e la contestazione della Brigata dal corteo. Uno spettacolo che si ripete ciclicamente e che, in un contesto geopolitico come quello attuale — tra guerre di procura e accuse di genocidio — difficilmente poteva avere un esito diverso. Cosa ci si aspettava, davvero?

    Se il 25 Aprile resta, e deve restare, una festa di tutti — con il diritto di ciascuno di essere presente in piazza — è altrettanto evidente che negli anni abbia assunto tratti ibridi, a metà tra rave, sagra e passerella social (e qui, laissons tomber). Ma proprio per questo non possiamo sorprenderci di un finale già scritto, ora alimentato da botta e risposta tra Walker Meghnagi e l’ANPI, fino alle vie legali.

    A Milano, peraltro, le tensioni erano nell’aria già da settimane. E non ha certo aiutato una certa “sfrontatezza” da parte della Brigata Ebraica: presentarsi con simboli, bandiere e perfino immagini percepite come vicine all’establishment israelo-statunitense, in questo clima, equivale — piaccia o no — ad andarsela a cercare

    Quando si occupa una posizione così esposta, il basso profilo non è solo una questione di opportunità o dignità (ammesso che qualcuno voglia ancora parlarne), ma diventa persino una questione di "incolumità".

    Ed è forse per questo che oggi, 26 aprile, mi sento più vicino a posizioni lucide, razionali, come quelle di chi la Shoah l’ha vissuta e ne custodisce il senso più profondo. Chi conosce davvero il valore dei diritti umani e il significato autentico di una ricorrenza che rischiamo di svuotare.
    Non è democristiano, né ignavo, provare a leggere le cose in modo mediano — come suggerisce Edith Bruck. È, al contrario, uno degli interventi più onesti e centrati emersi in mezzo al rumore:

    - “Il 25 aprile riguarda la liberazione dell’Italia dal fascismo. Che c’entrano Israele e la sua bandiera?”
    E ancora: “Sfilino con la bandiera italiana quelli della Brigata ebraica e ringrazino il cielo di essere stati liberati dal fascismo. Nella piazza del 25 aprile doveva esserci posto solo per i simboli della liberazione e dell’antifascismo. Invece, sia da una parte che dall’altra, ne hanno approfittato per portare alla ribalta questioni del tutto fuori luogo.”

    -“Tutti pensano di fare una cosa giusta per la loro causa infilandosi al corteo del 25 aprile”.
    E chiude: “Finché sarà in corso il conflitto con i palestinesi, l’odio potrà solo crescere e avvelenare l’intera società. Le azioni del governo Netanyahu rappresentano un danno per tutti gli ebrei del mondo e aumentano l’antisemitismo. Al corteo bisognava portare la bandiera della pace”.

    C’è poco da aggiungere, in un contesto già saturo di tensione. La polemica continuerà, tra carte bollate e titoli gridati, come da copione.

    Resta, forse, solo una necessità: tornare a concentrarsi sulle esigenze reali di una città come Milano, che sul piano sociale non può più permettersi di perdere tempo. Nemmeno per indignarsi.

    #25Aprile #Resistenza #Milano #PoliticaItaliana #dirittiumani
    "ANDARSELA A CERCARE (e il senso della mediazione) Vorrei starne fuori dalle solite polemiche, ma in Italia sembra praticamente impossibile. Provo allora a cercare motivazioni ulteriori in questo 25 Aprile. Porto con me un’esperienza significativa nel Coordinamento per la Pace: anche quest’anno siamo riusciti a mettere in corteo qualcosa che ci appartiene davvero, quel senso di “Resistenza che continua” dentro una modernità in cui certi fascismi non sono mai stati del tutto debellati. Abbiamo chiuso con un comizio alternativo, forse per pochi, forse per molti, ma con parole autentiche: di cuore, oltre che combattive. Ed è questo, alla fine, che conta. Per il resto, dispiace — ancora una volta — assistere, direttamente o per interposta cronaca, ai soliti siparietti tra Brigata Ebraica, ANPI ed esponenti politici nazionali, dopo l’allontanamento e la contestazione della Brigata dal corteo. Uno spettacolo che si ripete ciclicamente e che, in un contesto geopolitico come quello attuale — tra guerre di procura e accuse di genocidio — difficilmente poteva avere un esito diverso. Cosa ci si aspettava, davvero? Se il 25 Aprile resta, e deve restare, una festa di tutti — con il diritto di ciascuno di essere presente in piazza — è altrettanto evidente che negli anni abbia assunto tratti ibridi, a metà tra rave, sagra e passerella social (e qui, laissons tomber). Ma proprio per questo non possiamo sorprenderci di un finale già scritto, ora alimentato da botta e risposta tra Walker Meghnagi e l’ANPI, fino alle vie legali. A Milano, peraltro, le tensioni erano nell’aria già da settimane. E non ha certo aiutato una certa “sfrontatezza” da parte della Brigata Ebraica: presentarsi con simboli, bandiere e perfino immagini percepite come vicine all’establishment israelo-statunitense, in questo clima, equivale — piaccia o no — ad andarsela a cercare ❌ Quando si occupa una posizione così esposta, il basso profilo non è solo una questione di opportunità o dignità (ammesso che qualcuno voglia ancora parlarne), ma diventa persino una questione di "incolumità". Ed è forse per questo che oggi, 26 aprile, mi sento più vicino a posizioni lucide, razionali, come quelle di chi la Shoah l’ha vissuta e ne custodisce il senso più profondo. Chi conosce davvero il valore dei diritti umani e il significato autentico di una ricorrenza che rischiamo di svuotare. Non è democristiano, né ignavo, provare a leggere le cose in modo mediano — come suggerisce Edith Bruck. È, al contrario, uno degli interventi più onesti e centrati emersi in mezzo al rumore: - “Il 25 aprile riguarda la liberazione dell’Italia dal fascismo. Che c’entrano Israele e la sua bandiera?” E ancora: “Sfilino con la bandiera italiana quelli della Brigata ebraica e ringrazino il cielo di essere stati liberati dal fascismo. Nella piazza del 25 aprile doveva esserci posto solo per i simboli della liberazione e dell’antifascismo. Invece, sia da una parte che dall’altra, ne hanno approfittato per portare alla ribalta questioni del tutto fuori luogo.” -“Tutti pensano di fare una cosa giusta per la loro causa infilandosi al corteo del 25 aprile”. E chiude: “Finché sarà in corso il conflitto con i palestinesi, l’odio potrà solo crescere e avvelenare l’intera società. Le azioni del governo Netanyahu rappresentano un danno per tutti gli ebrei del mondo e aumentano l’antisemitismo. Al corteo bisognava portare la bandiera della pace”. C’è poco da aggiungere, in un contesto già saturo di tensione. La polemica continuerà, tra carte bollate e titoli gridati, come da copione. Resta, forse, solo una necessità: tornare a concentrarsi sulle esigenze reali di una città come Milano, che sul piano sociale non può più permettersi di perdere tempo. Nemmeno per indignarsi. #25Aprile #Resistenza #Milano #PoliticaItaliana #dirittiumani
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  • La Resistenza non è solo memoria.
    È una scelta che si rinnova, ogni giorno.
    Non è soltanto combattere contro qualcosa, ma anche decidere cosa non si è più disposti ad accettare: la violenza come linguaggio, la guerra come destino, l’indifferenza come rifugio.
    Resistere oggi può voler dire sottrarsi. Dire no.
    Rifiutare un mondo costruito sul conflitto per immaginarne uno fondato su verità, rispetto e responsabilità nei rapporti umani.
    È un gesto silenzioso, ma radicale.
    Un atto di libertà.

    "In piena facoltà
    Egregio presidente
    Le scrivo la presente
    Che spero leggerà
    La cartolina qui
    Mi dice terra terra
    Di andare a far la guerra
    Quest'altro lunedì
    Ma io non sono qui
    Egregio presidente
    Per ammazzar la gente
    Più o meno come me
    Io non ce l'ho con lei
    Sia detto per inciso
    Ma sento che ho deciso
    E che diserterò"

    ("Il Disertore")

    #25aprile
    La Resistenza non è solo memoria. È una scelta che si rinnova, ogni giorno. Non è soltanto combattere contro qualcosa, ma anche decidere cosa non si è più disposti ad accettare: la violenza come linguaggio, la guerra come destino, l’indifferenza come rifugio. Resistere oggi può voler dire sottrarsi. Dire no. Rifiutare un mondo costruito sul conflitto per immaginarne uno fondato su verità, rispetto e responsabilità nei rapporti umani. È un gesto silenzioso, ma radicale. Un atto di libertà. "In piena facoltà Egregio presidente Le scrivo la presente Che spero leggerà La cartolina qui Mi dice terra terra Di andare a far la guerra Quest'altro lunedì Ma io non sono qui Egregio presidente Per ammazzar la gente Più o meno come me Io non ce l'ho con lei Sia detto per inciso Ma sento che ho deciso E che diserterò" ("Il Disertore") #25aprile
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  • ⚫️ 25 APRILE 2025 | IN PIAZZA PER NON DIMENTICARE ⚫️

    Un altro 25 Aprile vissuto in piazza, insieme al Coordinamento per la Pace - Milano, alla Brigata Immortale Garibaldi e a tutte le associazioni e i comitati che da oltre tre anni portano avanti, con costanza e determinazione, tre richieste fondamentali: pace, equità e informazione corretta.

    Post completo + reportage:

    https://www.facebook.com/share/p/14w8payAKpM/

    W il 25 Aprile. Sempre.

    #25Aprile2025 #Resistenza #Milano #Attivismo #DirittiUmani #MemoriaAttiva #CoordinamentoPace #BrigataGaribaldi #RestiamoUmani #ControOgniGuerra
    ⚫️✊ 25 APRILE 2025 | IN PIAZZA PER NON DIMENTICARE ✊⚫️ Un altro 25 Aprile vissuto in piazza, insieme al Coordinamento per la Pace - Milano, alla Brigata Immortale Garibaldi e a tutte le associazioni e i comitati che da oltre tre anni portano avanti, con costanza e determinazione, tre richieste fondamentali: pace, equità e informazione corretta. Post completo + 📷 reportage: https://www.facebook.com/share/p/14w8payAKpM/ W il 25 Aprile. Sempre. #25Aprile2025 #Resistenza #Milano #Attivismo #DirittiUmani #MemoriaAttiva #CoordinamentoPace #BrigataGaribaldi #RestiamoUmani #ControOgniGuerra
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  • Ci hanno chiesto sobrietà. Ma da troppo tempo ci vengono imposte condizioni e limitazioni in un Paese che sembra aver dimenticato uno dei suoi valori fondanti: la libertà.

    E come in ogni battaglia morale e civile, non sempre serve alzare la voce. Sono i valori, quando sono autentici, a farsi sentire con forza attraverso le nostre azioni.

    Che sia un 25 Aprile di memoria e dignità, ma soprattutto di presenza. In piazza, con sincerità, per dire no ai conflitti, al riarmo, e a una politica che alimenta divisioni invece di costruire futuro.
    Auguri Italia (ne hai bisogno...)

    #25Aprile #Liberazione #Antifascismo #MemoriaAttiva #NoAlRiarmo #UnitiperlaPace #ResistenzaOggi #Democrazia #Libertà
    Ci hanno chiesto sobrietà. Ma da troppo tempo ci vengono imposte condizioni e limitazioni in un Paese che sembra aver dimenticato uno dei suoi valori fondanti: la libertà. E come in ogni battaglia morale e civile, non sempre serve alzare la voce. Sono i valori, quando sono autentici, a farsi sentire con forza attraverso le nostre azioni. Che sia un 25 Aprile di memoria e dignità, ma soprattutto di presenza. In piazza, con sincerità, per dire no ai conflitti, al riarmo, e a una politica che alimenta divisioni invece di costruire futuro. Auguri Italia (ne hai bisogno...) #25Aprile #Liberazione #Antifascismo #MemoriaAttiva #NoAlRiarmo #UnitiperlaPace #ResistenzaOggi #Democrazia #Libertà
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  • ATTENZIONE – CAMBIO DI COORDINATE!
    Il corteo del 25 Aprile partirà dai Bastioni di Porta Venezia, non da Corso Venezia/Palestro come indicato in precedenza.

    Ci troviamo alle ore 12.30 nei pressi dei Bastioni, sotto lo striscione “FERMIAMO IL RIARMO, LA GUERRA E IL GENOCIDIO”.

    Vi aspettiamo!

    Evento Facebook aggiornato :

    https://facebook.com/events/s/corteo-25-aprile-2025-a-milano/969626215380712/

    #25Aprile #CambioCoordinata #PortaVenezia #CoordinamentoPaceMilano #MilanoPerLaPace
    ⚠️ ATTENZIONE – CAMBIO DI COORDINATE! Il corteo del 25 Aprile partirà dai Bastioni di Porta Venezia, non da Corso Venezia/Palestro come indicato in precedenza. Ci troviamo alle ore 12.30 nei pressi dei Bastioni, sotto lo striscione “FERMIAMO IL RIARMO, LA GUERRA E IL GENOCIDIO”. Vi aspettiamo! Evento Facebook aggiornato : https://facebook.com/events/s/corteo-25-aprile-2025-a-milano/969626215380712/ #25Aprile #CambioCoordinata #PortaVenezia #CoordinamentoPaceMilano #MilanoPerLaPace
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  • 25 APRILE: TEMPO DI LIBERAZIONE! No al Riarmo, No alla Guerra, No al Genocidio
    Il 25 Aprile serve a ricordarci che la libertà va difesa ogni giorno. E oggi, più che mai, sentiamo il bisogno di liberarci da minacce nuove e antiche: quelle della guerra, del riarmo, dell’odio che divide.

    Scendo in piazza anche quest’anno con il Coordinamento per la Pace - Milano , per dire un NO chiaro e deciso al riarmo, alla guerra, al genocidio.
    È il momento di unirci, ancora una volta, per difendere la pace e la dignità di tutti i popoli.

    VENERDÌ 25 APRILE 2025 – ORE 12.30
    CORSO VENEZIA 51/53 (MM1 PALESTRO) – MILANO

    Ripudiamo la guerra come strumento di offesa e rifiutiamo la folle corsa al riarmo. Diciamo basta ai bombardamenti su Gaza, agli attacchi in Cisgiordania, e all’espulsione dei palestinesi dalla loro terra.
    Rifiutiamo la strategia di guerra perpetua promossa da UE e NATO, che soffoca il dialogo, svuota i bilanci pubblici e minaccia la pace globale.
    Denunciamo il silenzio della politica europea sul genocidio in Palestina e sull’uso della guerra come strumento di profitto.

    Scendiamo in piazza insieme, con uno spezzone unitario e lo striscione:

    “FERMIAMO IL RIARMO, LA GUERRA E IL GENOCIDIO”

    Perché la Resistenza di ieri ci parla ancora oggi: uniti per un mondo libero, solidale, senza guerra.
    Partecipa. Condividi. Unisciti a noi.

    Seguici e aderisci all’appello qui:
    https://linktr.ee/coordinamentopacemilano

    Evento Facebook:
    https://www.facebook.com/events/969626215380712/

    #25Aprile #StopRiarmo #NoAllaGuerra #Liberazione #PacePerTutti #PalestinaLibera #CoordinamentoPaceMilano #MilanoPerLaPace #FermiamoIlGenocidio #ResistenzaOggi
    ✊ 25 APRILE: TEMPO DI LIBERAZIONE! No al Riarmo, No alla Guerra, No al Genocidio ✊ Il 25 Aprile serve a ricordarci che la libertà va difesa ogni giorno. E oggi, più che mai, sentiamo il bisogno di liberarci da minacce nuove e antiche: quelle della guerra, del riarmo, dell’odio che divide. Scendo in piazza anche quest’anno con il Coordinamento per la Pace - Milano , per dire un NO chiaro e deciso al riarmo, alla guerra, al genocidio. È il momento di unirci, ancora una volta, per difendere la pace e la dignità di tutti i popoli. 👉 VENERDÌ 25 APRILE 2025 – ORE 12.30 CORSO VENEZIA 51/53 (MM1 PALESTRO) – MILANO Ripudiamo la guerra come strumento di offesa e rifiutiamo la folle corsa al riarmo. Diciamo basta ai bombardamenti su Gaza, agli attacchi in Cisgiordania, e all’espulsione dei palestinesi dalla loro terra. Rifiutiamo la strategia di guerra perpetua promossa da UE e NATO, che soffoca il dialogo, svuota i bilanci pubblici e minaccia la pace globale. Denunciamo il silenzio della politica europea sul genocidio in Palestina e sull’uso della guerra come strumento di profitto. Scendiamo in piazza insieme, con uno spezzone unitario e lo striscione: “FERMIAMO IL RIARMO, LA GUERRA E IL GENOCIDIO” Perché la Resistenza di ieri ci parla ancora oggi: uniti per un mondo libero, solidale, senza guerra. Partecipa. Condividi. Unisciti a noi. Seguici e aderisci all’appello qui: https://linktr.ee/coordinamentopacemilano Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/969626215380712/ #25Aprile #StopRiarmo #NoAllaGuerra #Liberazione #PacePerTutti #PalestinaLibera #CoordinamentoPaceMilano #MilanoPerLaPace #FermiamoIlGenocidio #ResistenzaOggi
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