• SVIZZERI VERGOGNOSI. LEGGETE QUI!
    Presenza svizzera ridotta a Milano e Cortina - RSI
    Cancellati alcuni eventi previsti a Casa Svizzera, anche perché l’Italia è il Paese più critico dopo quanto accaduto a Crans-Montana
    https://www.rsi.ch/info/svizzera/Presenza-svizzera-ridotta-a-Milano-e-Cortina--3433101.html
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  • Spero vadano tutti in Galera. Ma finirà purtroppo a vin santo e tarallucci!!!
    Scorza si dimette dal Garante Privacy e invita gli altri membri a fare lo stesso
    Il componente del Garante indagato per peculato lascia l'incarico, era l'unico che non votò la multa a Report da 150mila euro.

    Si è dimesso Guido Scorza, il componente del collegio del Garante della Privacy indagato insieme agli altri tre membri del collegio con l’accusa di peculato e corruzione. Scorza avrebbe comunicato al Presidente, ai colleghi e al segretario generale Luigi Montuori la sua decisione.

    Scorza era stato nominato nel 2020 su indicazione dei Cinque Stelle, fu l’unico membro del Collegio a non votare la famosa multa a Report da 150mila euro, da cui è partita la slavina delle inchieste giornalistiche condotte da Report e dal Fatto. E tuttavia è stato travolto lo stesso per la sospetta contiguità tra il suo ruolo di Garante e lo studio legale E-Lex che lui stesso aveva fondato, per via di pratiche e istruttorie per reclami di clienti dello studio presso il quale lavora ancora la moglie.

    “Ho deciso di fare un passo indietro – scrive sulla bacheca Fb – nell’interesse dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali. Sono stati cinque anni e mezzo bellissimi dalla parte giusta del mondo. Per ora grazie a tutte e a tutti ma arrivederci dalla stessa parte, quella dei diritti, delle libertà e della democrazia. In questo video le ragioni di una scelta difficile e sofferta”.

    Da regolamento il Collegio può operare anche con tre soli membri, ma già lunedì il presidente Stanzione e il segretario Montuori dovranno notificare ai presidenti di Camera e Senato per avviare le dimissioni di Scorza e per avviare l’iter per la nomina di un quarto membro da integrare al suo posto. E dunque, cosa faranno gli altri?

    Da quanto apprende il Fatto, Scorza prima dell’annuncio e delle comunicazioni ufficiali aveva avvertito telefonicamente tutti i colleghi della sua decisione, ma alla sua comunicazione non sono seguite analoghe decisioni. E questo vuol dire che probabilmente non si dimetteranno, non a breve.

    E questo dipenderà molto dalle strategie suggerite nelle scorse ore dai rispettivi legali, che hanno tentato rapidamente di valutare le accuse e se rispetto a queste sono più tutelati rimanendo nell’incarico o lasciando. I legali della vice presidente Cerrina Feroni, contattati a caldo da Fatto, dicono che “allo stato non è cambiato nulla” e che ne parleranno nei prossimi giorni.

    Nel suo discorso di dimissioni, Scorza descrive la scelta di fare un passo indietro come “giusta e necessaria nell’interesse dell’istituzione”, pur ammettendo senza remore che si tratta di una delle decisioni “più sofferte della mia vita”. La motivazione principale “è la necessità di preservare la credibilità dell’Ente”. Scorza afferma che il Paese ha bisogno di un Garante che possieda “autorevolezza non solo effettiva ma anche percepita” e che, senza questa “fiducia percepita”, diventa impossibile promuovere e proteggere un diritto fragile come la privacy,,,. Dichiara esplicitamente: “L’istituzione… viene prima di me e dei miei interessi”.

    Scorza ci tiene a precisare che lascia l’incarico nell’assoluta certezza di non avere… nessuna responsabilità in relazione alle contestazioni che mi vengono mosse”. Una scelta etica: “Rimanere al suo posto sarebbe stata la scelta egoisticamente migliore, più comoda e forse più saggia, ma incompatibile con la sua storia, i suoi valori e il suo senso dello Stato, che impone di dimostrare il rispetto per le istituzioni con i fatti e non solo a parole”.

    Attribuisce il momento difficile dell’Autorità non a errori interni, ma a “fattori estranei” e a “patologie e derive di un sistema”. Pur definendo le inchieste giornalistiche e giudiziarie “giuste, utili, democraticamente preziose”, lamenta il fatto che in questo sistema “esse possano compromettere il funzionamento di un’autorità indipendente prima ancora che venga accertata una responsabilità”. La colpa di ciò, secondo Scorza, ricade su un “circuito mediatico sensazionalistico, sugli algoritmi social e su una “politica con la P minuscola” a caccia di visibilità”.


    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/17/scorza-dimissioni-garante-privacy-inchiesta-news/8260024/
    Spero vadano tutti in Galera. Ma finirà purtroppo a vin santo e tarallucci!!! Scorza si dimette dal Garante Privacy e invita gli altri membri a fare lo stesso Il componente del Garante indagato per peculato lascia l'incarico, era l'unico che non votò la multa a Report da 150mila euro. Si è dimesso Guido Scorza, il componente del collegio del Garante della Privacy indagato insieme agli altri tre membri del collegio con l’accusa di peculato e corruzione. Scorza avrebbe comunicato al Presidente, ai colleghi e al segretario generale Luigi Montuori la sua decisione. Scorza era stato nominato nel 2020 su indicazione dei Cinque Stelle, fu l’unico membro del Collegio a non votare la famosa multa a Report da 150mila euro, da cui è partita la slavina delle inchieste giornalistiche condotte da Report e dal Fatto. E tuttavia è stato travolto lo stesso per la sospetta contiguità tra il suo ruolo di Garante e lo studio legale E-Lex che lui stesso aveva fondato, per via di pratiche e istruttorie per reclami di clienti dello studio presso il quale lavora ancora la moglie. “Ho deciso di fare un passo indietro – scrive sulla bacheca Fb – nell’interesse dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali. Sono stati cinque anni e mezzo bellissimi dalla parte giusta del mondo. Per ora grazie a tutte e a tutti ma arrivederci dalla stessa parte, quella dei diritti, delle libertà e della democrazia. In questo video le ragioni di una scelta difficile e sofferta”. Da regolamento il Collegio può operare anche con tre soli membri, ma già lunedì il presidente Stanzione e il segretario Montuori dovranno notificare ai presidenti di Camera e Senato per avviare le dimissioni di Scorza e per avviare l’iter per la nomina di un quarto membro da integrare al suo posto. E dunque, cosa faranno gli altri? Da quanto apprende il Fatto, Scorza prima dell’annuncio e delle comunicazioni ufficiali aveva avvertito telefonicamente tutti i colleghi della sua decisione, ma alla sua comunicazione non sono seguite analoghe decisioni. E questo vuol dire che probabilmente non si dimetteranno, non a breve. E questo dipenderà molto dalle strategie suggerite nelle scorse ore dai rispettivi legali, che hanno tentato rapidamente di valutare le accuse e se rispetto a queste sono più tutelati rimanendo nell’incarico o lasciando. I legali della vice presidente Cerrina Feroni, contattati a caldo da Fatto, dicono che “allo stato non è cambiato nulla” e che ne parleranno nei prossimi giorni. Nel suo discorso di dimissioni, Scorza descrive la scelta di fare un passo indietro come “giusta e necessaria nell’interesse dell’istituzione”, pur ammettendo senza remore che si tratta di una delle decisioni “più sofferte della mia vita”. La motivazione principale “è la necessità di preservare la credibilità dell’Ente”. Scorza afferma che il Paese ha bisogno di un Garante che possieda “autorevolezza non solo effettiva ma anche percepita” e che, senza questa “fiducia percepita”, diventa impossibile promuovere e proteggere un diritto fragile come la privacy,,,. Dichiara esplicitamente: “L’istituzione… viene prima di me e dei miei interessi”. Scorza ci tiene a precisare che lascia l’incarico nell’assoluta certezza di non avere… nessuna responsabilità in relazione alle contestazioni che mi vengono mosse”. Una scelta etica: “Rimanere al suo posto sarebbe stata la scelta egoisticamente migliore, più comoda e forse più saggia, ma incompatibile con la sua storia, i suoi valori e il suo senso dello Stato, che impone di dimostrare il rispetto per le istituzioni con i fatti e non solo a parole”. Attribuisce il momento difficile dell’Autorità non a errori interni, ma a “fattori estranei” e a “patologie e derive di un sistema”. Pur definendo le inchieste giornalistiche e giudiziarie “giuste, utili, democraticamente preziose”, lamenta il fatto che in questo sistema “esse possano compromettere il funzionamento di un’autorità indipendente prima ancora che venga accertata una responsabilità”. La colpa di ciò, secondo Scorza, ricade su un “circuito mediatico sensazionalistico, sugli algoritmi social e su una “politica con la P minuscola” a caccia di visibilità”. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/17/scorza-dimissioni-garante-privacy-inchiesta-news/8260024/
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    Il componente del Garante indagato per peculato lascia l'incarico, era l'unico che non votò la multa a Report da 150mila euro
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  • Massimo Cacciari: "Da Meloni solo frottole. La destra sta mandando a puttane la nostra cultura giuridica"
    "Con gli stipendi fermi dal 1990 siamo un paese in decadenza. E la Meloni ci racconta dalla mattina alla sera le frottole più incredibili. Sulla sicurezza aumentano le pene pensando di combattere i fenomeni di delinquenza. È una colossale palla. L'ondata di destra che ci sta travolgendo sta mandando a puttane la nostra cultura giuridica". Durissima invettiva di Massimo Cacciari a Otto e mezzo - Guarda il video
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/16/cacciari-meloni-destra-sicurezza-economia/8258252/
    Massimo Cacciari: "Da Meloni solo frottole. La destra sta mandando a puttane la nostra cultura giuridica" "Con gli stipendi fermi dal 1990 siamo un paese in decadenza. E la Meloni ci racconta dalla mattina alla sera le frottole più incredibili. Sulla sicurezza aumentano le pene pensando di combattere i fenomeni di delinquenza. È una colossale palla. L'ondata di destra che ci sta travolgendo sta mandando a puttane la nostra cultura giuridica". Durissima invettiva di Massimo Cacciari a Otto e mezzo - Guarda il video https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/16/cacciari-meloni-destra-sicurezza-economia/8258252/
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    Massimo Cacciari: "Da Meloni solo frottole. La destra sta mandando a puttane la nostra cultura giuridica"
    "Con gli stipendi fermi dal 1990 siamo un paese in decadenza. E la Meloni ci racconta dalla mattina alla sera le frottole più incredibili. Sulla sicurezza aumentano le pene pensando di combattere i fenomeni di delinquenza. È una colossale palla. L'ondata di destra che ci sta travolgendo sta mandando a puttane la nostra cultura giuridica". Durissima invettiva di Massimo Cacciari a Otto e mezzo - Guarda il video
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  • MILANO: Tutto o Niente

    Vogliamo continuare a vivere di rendita storica e crogiolarci nel passato?
    Città medaglia d’oro della Resistenza, patria dello spirito ambrosiano, locomotiva d’Italia e bla bla bla. Liberissimi di farlo. Ma è una filastrocca che conosciamo a memoria. Intanto la Milano del 2026 ci restituisce una fotografia molto meno eroica e molto più brutale.

    Una città che non ha più il cuore in mano, ma un portafoglio. Gonfio. Selettivo. Spietato.
    Siamo troppo occupati a fare analisi geopolitiche da salotto, a empatizzare – giustamente – con Gaza, Teheran, Caracas e ogni dolore lontano, mentre il futuro della città in cui viviamo ci scivola via sotto i piedi. Milano oggi è una macchina perfetta di disparità sociali, ingiustizie strutturali e opportunità riservate a pochi. Questa è la verità, che piaccia o no. Guardatevi attorno: quanti vicini, amici, compagni di lotta hanno mollato tutto e se ne sono andati verso realtà più sostenibili, più umane, più respirabili?
    Non serve Nostradamus né Adam Smith per capirlo. Basta aprire gli occhi .

    E oggi arriva anche la statistica a certificare quello che sentivamo già sulla pelle. Davvero vi stupite ancora? Milano è la città dei ricchi? Sì. Punto. A dirlo non è un centro sociale, ma uno studio di Henley & Partners, ripreso dal Sole 24 Ore.
    Uno ogni dodici abitanti è milionario. Neonati compresi. Patrimonio liquido sopra il milione, immobili esclusi. Milano prima al mondo per concentrazione di super-ricchi. Più di New York. Più di Londra. Più di Parigi. Applausi?

    115 mila milionari. 182 centimilionari. 17 miliardari sotto la Madonnina. Il tutto condito da flat tax per super-ricchi, cittadinanze di fatto comprate, successioni tassate al 4% quando la media OCSE è al 15%. Un paradiso fiscale travestito da capitale morale. Libertà sì, ma solo per chi può permettersela .

    E fin qui, per quanto nauseante, nulla di nuovo. Il disgusto vero arriva quando giriamo la medaglia.
    Perché mentre Milano diventa la Disneyland dei patrimoni liquidi, si muore di freddo in strada. Letteralmente. Come in un manuale di capitalismo estremo made in USA. Solo che non siamo a Los Angeles. Siamo a Milano. Città “europea”, “progressista”, “inclusiva”.
    Una colonia americana o, peggio, una moderna prostituta urbana che si vende al miglior offerente estero e lascia morire i suoi ultimi sotto un cavalcavia. Questo è. E detto dopo quei numeri suona come una bestemmia urlata in chiesa .

    Gharia Narendra Singi, 51 anni, nato in India, trovato morto sotto un cavalcavia in via Padova. Freddo, probabilmente. Terzo caso in pochi giorni. Prima Cadorna, davanti alla metro. Poi San Donato, capolinea della gialla. Andrea Colombo, 34 anni, morto al Policlinico dopo essere stato raccolto dalla strada in condizioni disperate.
    Opulenza da una parte. Gelo dall’altra. Questa non è una contraddizione: è un sistema.
    È sempre stato così? Forse sì. Ma chi ha deciso che fosse giusto? Chi ha stabilito che questa fosse la “libertà” da difendere?

    Benvenuti nella terra delle disuguaglianze strutturali. Benvenuti nella città dove vince chi ha le spalle coperte, dove presto – nello stile americano più puro – dovremo farci un’assicurazione sanitaria per non finire anche noi sul marciapiede .
    Una metropoli sempre più asettica, sempre più disumana, fondata su criteri darwiniani di sopravvivenza sociale.

    Qui non si tratta solo di indignarsi o di fare post rabbiosi. Qui si tratta di scegliere. Scegliere come vogliamo vivere. Scegliere se accettare una Milano progettata per il 10% e ostile al restante 90%.
    Scegliere se continuare a vendere pezzi di città in cambio di capitali o se liberare Milano dalle disuguaglianze e dalle condizioni strategiche di favore che hanno arricchito pochi e impoverito molti .
    Non si tratta di vincere elezioni né di raccontare le solite balle. Si tratta di cambiare passo. Di pretendere una Milano più equa, più giusta, più libera.

    Perché la modernità senza umanità è solo una forma elegante di barbarie.
    Qual è davvero la Milano che vogliamo?

    #Milano #Disuguaglianze #Libertà #GiustiziaSociale #Milano2026 #CittàPerPochi #Diritti #Umanità #Politica #Attivismo #milanolibera
    MILANO: Tutto o Niente 💸❄️ Vogliamo continuare a vivere di rendita storica e crogiolarci nel passato? Città medaglia d’oro della Resistenza, patria dello spirito ambrosiano, locomotiva d’Italia e bla bla bla. Liberissimi di farlo. Ma è una filastrocca che conosciamo a memoria. Intanto la Milano del 2026 ci restituisce una fotografia molto meno eroica e molto più brutale. Una città che non ha più il cuore in mano, ma un portafoglio. Gonfio. Selettivo. Spietato. Siamo troppo occupati a fare analisi geopolitiche da salotto, a empatizzare – giustamente – con Gaza, Teheran, Caracas e ogni dolore lontano, mentre il futuro della città in cui viviamo ci scivola via sotto i piedi. Milano oggi è una macchina perfetta di disparità sociali, ingiustizie strutturali e opportunità riservate a pochi. Questa è la verità, che piaccia o no. Guardatevi attorno: quanti vicini, amici, compagni di lotta hanno mollato tutto e se ne sono andati verso realtà più sostenibili, più umane, più respirabili? Non serve Nostradamus né Adam Smith per capirlo. Basta aprire gli occhi 👀. E oggi arriva anche la statistica a certificare quello che sentivamo già sulla pelle. Davvero vi stupite ancora? Milano è la città dei ricchi? Sì. Punto. A dirlo non è un centro sociale, ma uno studio di Henley & Partners, ripreso dal Sole 24 Ore. Uno ogni dodici abitanti è milionario. Neonati compresi. Patrimonio liquido sopra il milione, immobili esclusi. Milano prima al mondo per concentrazione di super-ricchi. Più di New York. Più di Londra. Più di Parigi. Applausi? 👏 115 mila milionari. 182 centimilionari. 17 miliardari sotto la Madonnina. Il tutto condito da flat tax per super-ricchi, cittadinanze di fatto comprate, successioni tassate al 4% quando la media OCSE è al 15%. Un paradiso fiscale travestito da capitale morale. Libertà sì, ma solo per chi può permettersela 💼. E fin qui, per quanto nauseante, nulla di nuovo. Il disgusto vero arriva quando giriamo la medaglia. Perché mentre Milano diventa la Disneyland dei patrimoni liquidi, si muore di freddo in strada. Letteralmente. Come in un manuale di capitalismo estremo made in USA. Solo che non siamo a Los Angeles. Siamo a Milano. Città “europea”, “progressista”, “inclusiva”. Una colonia americana o, peggio, una moderna prostituta urbana che si vende al miglior offerente estero e lascia morire i suoi ultimi sotto un cavalcavia. Questo è. E detto dopo quei numeri suona come una bestemmia urlata in chiesa ⛪. Gharia Narendra Singi, 51 anni, nato in India, trovato morto sotto un cavalcavia in via Padova. Freddo, probabilmente. Terzo caso in pochi giorni. Prima Cadorna, davanti alla metro. Poi San Donato, capolinea della gialla. Andrea Colombo, 34 anni, morto al Policlinico dopo essere stato raccolto dalla strada in condizioni disperate. Opulenza da una parte. Gelo dall’altra. Questa non è una contraddizione: è un sistema. È sempre stato così? Forse sì. Ma chi ha deciso che fosse giusto? Chi ha stabilito che questa fosse la “libertà” da difendere? Benvenuti nella terra delle disuguaglianze strutturali. Benvenuti nella città dove vince chi ha le spalle coperte, dove presto – nello stile americano più puro – dovremo farci un’assicurazione sanitaria per non finire anche noi sul marciapiede ❄️. Una metropoli sempre più asettica, sempre più disumana, fondata su criteri darwiniani di sopravvivenza sociale. Qui non si tratta solo di indignarsi o di fare post rabbiosi. Qui si tratta di scegliere. Scegliere come vogliamo vivere. Scegliere se accettare una Milano progettata per il 10% e ostile al restante 90%. Scegliere se continuare a vendere pezzi di città in cambio di capitali o se liberare Milano dalle disuguaglianze e dalle condizioni strategiche di favore che hanno arricchito pochi e impoverito molti 🔓. Non si tratta di vincere elezioni né di raccontare le solite balle. Si tratta di cambiare passo. Di pretendere una Milano più equa, più giusta, più libera. Perché la modernità senza umanità è solo una forma elegante di barbarie. Qual è davvero la Milano che vogliamo? #Milano #Disuguaglianze #Libertà #GiustiziaSociale #Milano2026 #CittàPerPochi #Diritti #Umanità #Politica #Attivismo #milanolibera
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  • “GLI UOMINI POSSONO RIMANERE INCINTI?”. E CI SI RIFIUTA DI RISPONDERE. QUESTO È IL LIVELLO DI FOLLIA A CUI È ARRIVATO L’OCCIDENTE

    Questo non è cinema. Questo surreale scambio è avvenuto alla Commissione Salute del Senato americano. Il senatore repubblicano Josh Hawley ha posto una domanda semplice, elementare direi, alla dottoressa Nisha Verma:
    “Gli uomini possono rimanere incinti?”. Domanda a cui la dottoressa si è rifiutata di rispondere. Non perché non conoscesse la risposta. Ma perché oggi, nel 2026, affermare che un uomo non può rimanere incinto è diventato “problematico”, ossia discriminatorio. Il progressismo pretende di ribaltare la biologia.
    Il tutto nasce dal fatto che la dottoressa aveva definito i tentativi di limitare i farmaci abortivi come una questione “politica” più che scientifica. A quel punto Hawley ha incalzato: se parliamo di scienza, allora restiamo nella scienza. E la scienza dice una cosa chiarissima: i maschi NON possono restare incinti. Punto.
    E invece no. Per la sinistra, la biologia è un’opinione, i generi sono fluidi, i sessi intercambiabili.
    Questo video non è comico. Vi prego di non riderne. È inquietante: mostra fin dove può arrivare una cultura quando decide di sacrificare la verità sull’altare dell’ideologia.
    E tutto questo lo stiamo vivendo…

    MOVIMENTO DELLE BANDIERE
    “GLI UOMINI POSSONO RIMANERE INCINTI?”. E CI SI RIFIUTA DI RISPONDERE. QUESTO È IL LIVELLO DI FOLLIA A CUI È ARRIVATO L’OCCIDENTE Questo non è cinema. Questo surreale scambio è avvenuto alla Commissione Salute del Senato americano. Il senatore repubblicano Josh Hawley ha posto una domanda semplice, elementare direi, alla dottoressa Nisha Verma: “Gli uomini possono rimanere incinti?”. Domanda a cui la dottoressa si è rifiutata di rispondere. Non perché non conoscesse la risposta. Ma perché oggi, nel 2026, affermare che un uomo non può rimanere incinto è diventato “problematico”, ossia discriminatorio. Il progressismo pretende di ribaltare la biologia. Il tutto nasce dal fatto che la dottoressa aveva definito i tentativi di limitare i farmaci abortivi come una questione “politica” più che scientifica. A quel punto Hawley ha incalzato: se parliamo di scienza, allora restiamo nella scienza. E la scienza dice una cosa chiarissima: i maschi NON possono restare incinti. Punto. E invece no. Per la sinistra, la biologia è un’opinione, i generi sono fluidi, i sessi intercambiabili. Questo video non è comico. Vi prego di non riderne. È inquietante: mostra fin dove può arrivare una cultura quando decide di sacrificare la verità sull’altare dell’ideologia. E tutto questo lo stiamo vivendo… MOVIMENTO DELLE BANDIERE
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  • Impossibile dargli torto...

    Tucker Carlson intervista
    Sergei Karaganov, consigliere di lunga data di Vladimir #Putin:

    I leader europei sono "idioti immorali e pericolosi".
    Hanno perso il loro nucleo spirituale e il timore di Dio.

    Hanno perso il rispetto per la famiglia, l'amore tra uomo e donna, gli anziani, il patriottismo. Ora gli antieuropei, gli antiumani,
    stanno rianimando uno spirito nazista.

    https://rumble.com/v74e1ay-putin-advisor-sergei-karaganov-europes-leaders-are-dangerous-moral-idiots.html
    Impossibile dargli torto... Tucker Carlson intervista Sergei Karaganov, consigliere di lunga data di Vladimir #Putin🇷🇺: I leader europei sono "idioti immorali e pericolosi". Hanno perso il loro nucleo spirituale e il timore di Dio. Hanno perso il rispetto per la famiglia, l'amore tra uomo e donna, gli anziani, il patriottismo. Ora gli antieuropei, gli antiumani👹, stanno rianimando uno spirito nazista. https://rumble.com/v74e1ay-putin-advisor-sergei-karaganov-europes-leaders-are-dangerous-moral-idiots.html
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  • 1. Prof. Ivan Katchanovski, ucraino: Sapevano fin dall'inizio del massacro di Maidan sotto falsa bandiera: il vice capo dell'ufficio Zelensky disse agli ambasciatori occidentali il 19 febbraio 2014 che i manifestanti erano stati colpiti alla schiena da altri attivisti di Maidan.

    https://x.com/ChanceGardi/status/2012431081878737109?t=wlWZud__YV-HBFo4K3T3iw&s=19
    1. Prof. Ivan Katchanovski, ucraino: Sapevano fin dall'inizio del massacro di Maidan sotto falsa bandiera: il vice capo dell'ufficio Zelensky disse agli ambasciatori occidentali il 19 febbraio 2014 che i manifestanti erano stati colpiti alla schiena da altri attivisti di Maidan. https://x.com/ChanceGardi/status/2012431081878737109?t=wlWZud__YV-HBFo4K3T3iw&s=19
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  • Mentre la Corte Suprema in Germania, condanna l’#Ucraina per l’esplosione al gasdotto #NordStream, chissà perché ci viene in mente una #ToniaMastrobuoni instancabile su @repubblica, intenta a cercare la verità sul sabotaggio.
    A voi non succede ?!

    Source: https://x.com/k_arsenale/status/2012059456662647156?t=IcsLaS0dnAjfL_RLd5mWxw&s=19
    Mentre la Corte Suprema in Germania, condanna l’#Ucraina per l’esplosione al gasdotto #NordStream, chissà perché ci viene in mente una #ToniaMastrobuoni instancabile su @repubblica, intenta a cercare la verità sul sabotaggio. A voi non succede ?! Source: https://x.com/k_arsenale/status/2012059456662647156?t=IcsLaS0dnAjfL_RLd5mWxw&s=19
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  • Notte guerriera, notte scura.

    Ci uniremo in questo grande abbraccio virtuale e reale.

    Domani arriva Parma con COAPI, e poi via gli altri.

    Ci saranno gli amici della Sardegna, Sicilia, Lombardia, Piemonte, tutti ma propio tutti.

    E poi ci saremmo noi del Veneto, dove saremmo live, vivremmo tante tante emozioni.

    Dedicato a ognuno di voi, che propone contenuti, che lotta, che sostiene.

    Con tutto il nostro entusiasmo, andiamo!

    “Dovunque cada l'alba sulla mia strada
    senza catene, vi andremo insieme”

    “Notte scura, notte senza la sera
    notte impotente, notte guerriera
    per altre vie, con le mani le mie
    cerco le tue, cerco noi due”

    Buone vittorie a tutti!



    SOSTEGNO ALLE NOSTRE ECCELLENZE ALIMENTARI ITALIANE
    Notte guerriera, notte scura. Ci uniremo in questo grande abbraccio virtuale e reale. Domani arriva Parma con COAPI, e poi via gli altri. Ci saranno gli amici della Sardegna, Sicilia, Lombardia, Piemonte, tutti ma propio tutti. E poi ci saremmo noi del Veneto, dove saremmo live, vivremmo tante tante emozioni. Dedicato a ognuno di voi, che propone contenuti, che lotta, che sostiene. Con tutto il nostro entusiasmo, andiamo! “Dovunque cada l'alba sulla mia strada senza catene, vi andremo insieme” “Notte scura, notte senza la sera notte impotente, notte guerriera per altre vie, con le mani le mie cerco le tue, cerco noi due” Buone vittorie a tutti! 🇮🇹💪🤝📣👍 SOSTEGNO ALLE NOSTRE ECCELLENZE ALIMENTARI ITALIANE
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