• Oracle Shares Climb as Easing Geopolitical Tensions Boost Tech Sentiment

    Shares of enterprise software giant Oracle rose sharply on Tuesday, gaining nearly 6% in afternoon trading as investors welcomed signs of easing geopolitical tensions and falling Treasury yields.

    Also Read :- https://theciotimes.com/oracle-shares-climb/

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    Oracle Shares Climb as Easing Geopolitical Tensions Boost Tech Sentiment Shares of enterprise software giant Oracle rose sharply on Tuesday, gaining nearly 6% in afternoon trading as investors welcomed signs of easing geopolitical tensions and falling Treasury yields. Also Read :- https://theciotimes.com/oracle-shares-climb/ #OracleShares #TechSentiment #GeopoliticalTensions #StockMarketUpdate #InvestingInTech #TechStocks #OracleInvestors #MarketRecovery #GlobalEconomy #InvestorSentiment #TechNews #EasingTensions #FinancialMarkets #TechTrends #OracleGrowth #MarketAnalysis #StockWatch
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  • DEREGOLAMENTAZIONE NUOVI OGM: CANCELLATA LA TUTELA DEL MADE IN ITALY E LA TRASPARENZA ALIMENTARE NELL'UNIONE EUROPEA
    ​.
    IL TRADIMENTO DI BRUXELLES E L'IPOCRISIA DELLA POLITICA NAZIONALE

    Mentre l'opinione pubblica è tenuta nella più totale disinformazione, a Bruxelles si sta consumando l'atto finale che smantella la sicurezza della nostra filiera agroalimentare.

    Nelle scorse ore la Commissione Ambiente del Parlamento Europeo ha respinto in blocco gli oltre 30 emendamenti presentati per introdurre clausole di salvaguardia, tracciabilità e tutele contro le contaminazioni.

    Il testo è passato blindato con 56 voti favorevoli alla deregolamentazione e solo 32 contrari .

    Domani, mercoledì 17 giugno, il voto della Plenaria a Strasburgo metterà il sigillo definitivo?

    E il nostro Ministro dell'Agricoltura Lollobrigida cosa fa? Esprime un plauso entusiasta, celebrando come "vittoria" la alienazione asset strategici del nostro patrimonio agro-forestale e del potenziale nutrizionale biotipico nazionale ai colossi delle biotecnologie multinazionali .
    Altro che difesa della sovranità nazionale!
    ​.
    GLI EFFETTI DEVASTANTI SULL'AGRICOLTURA E SUL CONSUMO ALIMENTARE
    ​Se il voto di domani confermerà questa linea, lo scenario per l'Italia sarà catastrofico:

    AZZERATA LA LIBERTÀ DI SCELTA SULLE TAVOLE
    Le piante ottenute con Nuove Tecniche Genomiche (NGT1/TEA) non avranno più l'obbligo di etichettatura per il consumatore finale.

    Significa che questi prodotti Franken-food entreranno nei supermercati in modo totalmente anonimo . Non sapremo più cosa stiamo acquistando e cosa stiamo mangiando!

    CONTAMINAZIONE IRREVERSIBILE DELLE VARIETÀ AUTOCTONE
    La semina incontrollata nei campi esporrà il nostro patrimonio di biodiversità locale alla contaminazione da polline modificato in laboratorio .

    I marchi storici DOP, IGP, STG e DOCG, che coltivano l'eccellenza come pomodori , patate , melanzane e insalata , uva .... e fanno grande l'Italia nel mondo, perderanno la loro specificità e purezza biologica .

    LA CONDANNA A MORTE DEL BIOLOGICO E DEL BIODINAMICO
    Il settore biologico vieta per legge l'uso di biotecnologie marziane . Tuttavia, senza un obbligo di tracciabilità integrata lungo tutta la catena distributiva, la contaminazione occulta distruggerà le aziende bio , che non avranno più strumenti legali per difendere la propria filiera "GMO-free" .
    ​.
    LA SVIZZERA SI BLINDA, L'ITALIA SI APRE AL FAR-WEST

    Mentre altri Paesi extra-UE come la Svizzera scelgono l'autonomia e decidono di tutelare i propri cittadini imponendo l'etichettatura totale e la tracciabilità delle sementi anche per i nuovi OGM, il governo italiano spalanca le porte del mercato nazionale senza alcuna forma di precauzione o protezione .

    Noi di European Consumers APS denunciamo da anni questo isolamento informativo a cui sono sottoposti i cittadini 😶‍🌫️

    . Se domani la Plenaria approverà questo testo, la filiera agroalimentare sana e la trasparenza in Italia saranno cancellate per sempre , con la complicità dei nostri stessi rappresentanti .
    ​.
    NON RESTARE INDIFFERENTE. SVEGLIAMOCI PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI.

    CONDIVIDI E FAI GIRARE QUESTO ALLARME!
    🚨🚨🚨 DEREGOLAMENTAZIONE NUOVI OGM: CANCELLATA LA TUTELA DEL MADE IN ITALY E LA TRASPARENZA ALIMENTARE NELL'UNIONE EUROPEA 🚨🚨🚨 ​. ​⚠️ IL TRADIMENTO DI BRUXELLES E L'IPOCRISIA DELLA POLITICA NAZIONALE ⚠️ ​🇪🇺 🏛️ Mentre l'opinione pubblica è tenuta nella più totale disinformazione, a Bruxelles si sta consumando l'atto finale che smantella la sicurezza della nostra filiera agroalimentare. 📉❌ ​📋 🛑 Nelle scorse ore la Commissione Ambiente del Parlamento Europeo ha respinto in blocco gli oltre 30 emendamenti presentati per introdurre clausole di salvaguardia, tracciabilità e tutele contro le contaminazioni. ​🗳️💥 Il testo è passato blindato con 56 voti favorevoli 👍🔴 alla deregolamentazione e solo 32 contrari 👎🟢. ​📅 ✈️ Domani, mercoledì 17 giugno, il voto della Plenaria a Strasburgo metterà il sigillo definitivo? 🏛️🔨 ​🇮🇹 🤷‍♂️ E il nostro Ministro dell'Agricoltura Lollobrigida cosa fa? Esprime un plauso entusiasta, celebrando come "vittoria" la alienazione asset strategici del nostro patrimonio agro-forestale e del potenziale nutrizionale biotipico nazionale 🌳🪵🌾 ai colossi delle biotecnologie multinazionali 🧬💰🧟‍♂️. ​💸💀 Altro che difesa della sovranità nazionale! 🇮🇹🚫 ​. ​💥 GLI EFFETTI DEVASTANTI SULL'AGRICOLTURA E SUL CONSUMO ALIMENTARE 💥 ​Se il voto di domani confermerà questa linea, lo scenario per l'Italia sarà catastrofico: ​❌ AZZERATA LA LIBERTÀ DI SCELTA SULLE TAVOLE 🍽️⚠️ Le piante ottenute con Nuove Tecniche Genomiche (NGT1/TEA) 👽🔬 non avranno più l'obbligo di etichettatura per il consumatore finale. Significa che questi prodotti Franken-food 🧪🛸 entreranno nei supermercati in modo totalmente anonimo 🛒🎭. Non sapremo più cosa stiamo acquistando e cosa stiamo mangiando! 🛑🤷‍♂️ ​🌾 CONTAMINAZIONE IRREVERSIBILE DELLE VARIETÀ AUTOCTONE 🍅🚜 La semina incontrollata nei campi esporrà il nostro patrimonio di biodiversità locale alla contaminazione da polline modificato in laboratorio 🧬💨🛸. I marchi storici DOP, IGP, STG e DOCG, che coltivano l'eccellenza come pomodori 🍅, patate 🥔, melanzane 🍆 e insalata 🥬, uva 🍇.... e fanno grande l'Italia nel mondo, perderanno la loro specificità e purezza biologica 🥀💔. ​🌱 LA CONDANNA A MORTE DEL BIOLOGICO E DEL BIODINAMICO 🪦🐝 Il settore biologico vieta per legge l'uso di biotecnologie marziane 👽🧬. Tuttavia, senza un obbligo di tracciabilità integrata lungo tutta la catena distributiva, la contaminazione occulta distruggerà le aziende bio 🚜☣️, che non avranno più strumenti legali per difendere la propria filiera "GMO-free" 🌽❌. ​. ​🛡️ LA SVIZZERA SI BLINDA, L'ITALIA SI APRE AL FAR-WEST 🛡️ ​🇨🇭 🛡️ Mentre altri Paesi extra-UE come la Svizzera scelgono l'autonomia e decidono di tutelare i propri cittadini imponendo l'etichettatura totale e la tracciabilità delle sementi 🏷️🔍 anche per i nuovi OGM, il governo italiano 🇮🇹🔓 spalanca le porte del mercato nazionale senza alcuna forma di precauzione o protezione 🤠🌵. ​📣 ⚖️ Noi di European Consumers APS denunciamo da anni questo isolamento informativo a cui sono sottoposti i cittadini 😶‍🌫️ 🗣️. Se domani la Plenaria approverà questo testo, la filiera agroalimentare sana e la trasparenza in Italia saranno cancellate per sempre 💀☠️, con la complicità dei nostri stessi rappresentanti 👥❌. ​. ​📢 NON RESTARE INDIFFERENTE. SVEGLIAMOCI PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI. 👉 🔥 CONDIVIDI E FAI GIRARE QUESTO ALLARME! 📢 ​
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  • QUANDO IL COLPEVOLE È GIÀ STATO SCELTO

    Stanotte è andata in fiamme la Cattedrale della Dormizione della Lavra di Pechersk, uno dei luoghi più sacri dell’Ortodossia e uno dei simboli spirituali più importanti della Rus’ storica. Prima ancora che venga completata un’indagine, prima che vengano analizzati i resti e prima che qualcuno ricostruisca seriamente la dinamica dell’accaduto, possiamo già immaginare molti titoli di domani: “Putin bombarda le chiese”.

    C’è però un dettaglio fastidioso che rischia di disturbare la sceneggiatura. Le immagini mostrano un incendio sul tetto. Le cupole sono ancora in piedi. Le mura sono ancora in piedi. L’edificio è danneggiato, ma esiste ancora.

    Un missile Iskander trasporta centinaia di chilogrammi di esplosivo. Uno Zircon colpisce a velocità ipersonica con un’energia devastante. Se uno di questi sistemi avesse centrato direttamente la cattedrale, oggi non staremmo osservando un incendio sulla copertura. Staremmo osservando un cratere e un ammasso di macerie.

    Nelle stesse ore circolano inoltre filmati che sembrerebbero mostrare un missile della difesa aerea ucraina uscire dalla traiettoria prevista sopra Kiev. Non è una prova definitiva, ma è certamente un elemento che meriterebbe attenzione prima di distribuire certificati di colpevolezza.

    Esiste poi un’altra circostanza difficile da ignorare. La Lavra è da anni al centro di uno scontro politico e religioso. Il governo ucraino ha cercato ripetutamente di espellere i monaci legati al Patriarcato di Mosca e di assumere il controllo del complesso. Anche questo fatto non dimostra nulla, ma rende ancora più assurda la fretta di chi pretende di conoscere già la verità.

    Viviamo in un’epoca curiosa: i vigili del fuoco stanno ancora spegnendo le fiamme mentre gli editorialisti hanno già concluso il processo. L’indagine arriverà dopo. Forse. La sentenza, invece, è già pronta.

    Don Chisciotte

    seguici anche su TELEGRAM dove troverai contenuti censurabili su FB: https://t.me/donchisciotte667

    #Russia #Ucraina #Kiev #Lavra #Ortodossia #Geopolitica #DonChisciotte
    🔥 QUANDO IL COLPEVOLE È GIÀ STATO SCELTO Stanotte è andata in fiamme la Cattedrale della Dormizione della Lavra di Pechersk, uno dei luoghi più sacri dell’Ortodossia e uno dei simboli spirituali più importanti della Rus’ storica. Prima ancora che venga completata un’indagine, prima che vengano analizzati i resti e prima che qualcuno ricostruisca seriamente la dinamica dell’accaduto, possiamo già immaginare molti titoli di domani: “Putin bombarda le chiese”. C’è però un dettaglio fastidioso che rischia di disturbare la sceneggiatura. Le immagini mostrano un incendio sul tetto. Le cupole sono ancora in piedi. Le mura sono ancora in piedi. L’edificio è danneggiato, ma esiste ancora. Un missile Iskander trasporta centinaia di chilogrammi di esplosivo. Uno Zircon colpisce a velocità ipersonica con un’energia devastante. Se uno di questi sistemi avesse centrato direttamente la cattedrale, oggi non staremmo osservando un incendio sulla copertura. Staremmo osservando un cratere e un ammasso di macerie. Nelle stesse ore circolano inoltre filmati che sembrerebbero mostrare un missile della difesa aerea ucraina uscire dalla traiettoria prevista sopra Kiev. Non è una prova definitiva, ma è certamente un elemento che meriterebbe attenzione prima di distribuire certificati di colpevolezza. Esiste poi un’altra circostanza difficile da ignorare. La Lavra è da anni al centro di uno scontro politico e religioso. Il governo ucraino ha cercato ripetutamente di espellere i monaci legati al Patriarcato di Mosca e di assumere il controllo del complesso. Anche questo fatto non dimostra nulla, ma rende ancora più assurda la fretta di chi pretende di conoscere già la verità. Viviamo in un’epoca curiosa: i vigili del fuoco stanno ancora spegnendo le fiamme mentre gli editorialisti hanno già concluso il processo. L’indagine arriverà dopo. Forse. La sentenza, invece, è già pronta. Don Chisciotte 🔥seguici anche su TELEGRAM dove troverai contenuti censurabili su FB: https://t.me/donchisciotte667 #Russia #Ucraina #Kiev #Lavra #Ortodossia #Geopolitica #DonChisciotte
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  • Ucraina, il debito sull’Europa rischia di gravare fino al 2069

    Mentre Bruxelles prepara nuovi aiuti a Kiev, cresce il peso di un debito record che potrebbe vincolare l'Ucraina e gravare sui contribuenti europei

    di Piero De Ruvo

    Mentre i vertici dell'UE e del Governo italiano definiscono i dettagli dei nuovi pacchetti di aiuti da inviare all’Ucraina, emerge una realtà economica dai contorni inquietanti, un impegno finanziario da oltre 200 miliardi di euro che graverà sulle spalle dei contribuenti europei per quasi mezzo secolo. Un'eredità pesante che le future generazioni si troveranno a gestire, tra il rischio di default e il controllo geopolitico totale su una nazione, l'Ucraina, ormai è legata al “guinzaglio” del debito Europeo.

    I Numeri del Baratro sono impressionanti. All'inizio del 2026 il debito pubblico ucraino ha raggiunto livelli senza precedenti dalla nascita dello Stato indipendente. Secondo il Ministero delle Finanze di Kiev, il debito pubblico e garantito dallo Stato ammonta a circa 213 miliardi di dollari, pari a oltre il 98% del PIL, con alcune stime che lo collocano già sopra il 100% del PIL. Attualmente circa il 75% del debito pubblico ucraino è detenuto da soggetti esteri. L'Unione Europea è diventata il principale creditore del Paese, arrivando a rappresentare oltre il 40% dell'intero debito pubblico. Un ruolo centrale è svolto anche dalle grandi istituzioni finanziarie internazionali, come il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, che hanno messo a disposizione prestiti e programmi di assistenza per sostenere l'economia e la stabilità finanziaria del Paese. A questi si aggiungono i finanziamenti concessi dai Paesi del G7 e i numerosi programmi straordinari di aiuto varati dall'Occidente negli ultimi anni, divenuti ormai una componente indispensabile per il funzionamento delle finanze pubbliche ucraine. Parallelamente, il peso degli investitori privati si è notevolmente ridotto, oggi essi detengono meno del 10% del debito complessivo, segno di una crescente dipendenza di Kiev dal sostegno dei governi e delle istituzioni internazionali. In sostanza, il debito ucraino non è più finanziato principalmente dai mercati, ma dai suoi alleati occidentali. Una situazione che garantisce maggiore stabilità nel breve periodo, ma che rende il futuro finanziario del Paese sempre più legato alle scelte politiche ed economiche dei suoi partner internazionali.

    Tuttavia, il problema potrebbe emergere nel prossimo decennio. Se la guerra dovesse protrarsi o se la crescita economica restasse debole, Kiev potrebbe trovarsi costretta a negoziare ulteriori ristrutturazioni del debito con i creditori internazionali. In questo scenario, il fardello italiano è particolarmente gravoso. Secondo le stime riportate, la quota italiana di garanzia per i soli ultimi 90 miliardi prestati a Kiev ammonta a circa 25 miliardi di euro. Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha ammesso apertamente che il Paese sta pagando “un prezzo altissimo” che si ripercuote sulle famiglie e sulle imprese italiane. Purtroppo, si tratta di decisioni calate dall'alto, assunte a Bruxelles e ratificate a Roma, che la popolazione si trova a subire senza un reale dibattito sulle conseguenze a lungo termine. Il rischio concreto è che, se l'Ucraina non sarà in grado di onorare i propri debiti — eventualità tutt'altro che remota data la fragilità di un Paese in guerra — il “buco” dovrà essere coperto direttamente dagli Stati membri, ovvero dai contribuenti europei e quindi anche italiani.

    Dietro la narrativa della solidarietà internazionale si starebbe delineando un rapporto di crescente dipendenza economica tra l'Ucraina e i suoi principali finanziatori. Il nodo centrale riguarda la sostenibilità di un debito che continua ad aumentare e che, secondo questa interpretazione, difficilmente potrà essere restituito integralmente nei tempi previsti senza ulteriori interventi di sostegno o ristrutturazioni. Da qui nasce la certezza che il debito possa trasformarsi in uno strumento di pressione politica ed economica. Nel lungo periodo, Kiev potrebbe essere costretta a privatizzare o cedere quote di controllo di asset strategici, infrastrutture e risorse nazionali per attrarre investimenti, ottenere nuovi finanziamenti o soddisfare le condizioni imposte dai creditori internazionali. In questa lettura, il rischio non sarebbe soltanto finanziario, ma riguarderebbe anche la capacità dello Stato di mantenere piena autonomia nelle proprie scelte economiche.

    È questa l'eredità che i governi europei stanno lasciando alle future generazioni? Alla luce dei dati della Commissione europea e del Ministero delle Finanze di Kiev, molti osservatori ritengono che il quesito meriti una riflessione approfondita. Secondo le letture più critiche, il peso degli impegni finanziari assunti oggi rischia di gravare soprattutto sui giovani e su coloro che nasceranno nei prossimi decenni. In questa prospettiva, il 2069 non rappresenta soltanto una scadenza riportata in un calendario finanziario, ma il simbolo di un futuro già in parte vincolato dalle decisioni odierne. Il timore è che il ricorso crescente al debito trasferisca sulle generazioni future oneri economici destinati a limitare le risorse disponibili per welfare, istruzione, sviluppo e investimenti strategici. Per i critici, il rischio è che la politica del debito finisca per influenzare non solo i bilanci pubblici, ma anche gli equilibri economici e la capacità dei popoli di determinare autonomamente le proprie priorità nel lungo periodo.


    Fonte: orantozife (indicato in calce all'articolo)
    Ucraina, il debito sull’Europa rischia di gravare fino al 2069 Mentre Bruxelles prepara nuovi aiuti a Kiev, cresce il peso di un debito record che potrebbe vincolare l'Ucraina e gravare sui contribuenti europei di Piero De Ruvo Mentre i vertici dell'UE e del Governo italiano definiscono i dettagli dei nuovi pacchetti di aiuti da inviare all’Ucraina, emerge una realtà economica dai contorni inquietanti, un impegno finanziario da oltre 200 miliardi di euro che graverà sulle spalle dei contribuenti europei per quasi mezzo secolo. Un'eredità pesante che le future generazioni si troveranno a gestire, tra il rischio di default e il controllo geopolitico totale su una nazione, l'Ucraina, ormai è legata al “guinzaglio” del debito Europeo. I Numeri del Baratro sono impressionanti. All'inizio del 2026 il debito pubblico ucraino ha raggiunto livelli senza precedenti dalla nascita dello Stato indipendente. Secondo il Ministero delle Finanze di Kiev, il debito pubblico e garantito dallo Stato ammonta a circa 213 miliardi di dollari, pari a oltre il 98% del PIL, con alcune stime che lo collocano già sopra il 100% del PIL. Attualmente circa il 75% del debito pubblico ucraino è detenuto da soggetti esteri. L'Unione Europea è diventata il principale creditore del Paese, arrivando a rappresentare oltre il 40% dell'intero debito pubblico. Un ruolo centrale è svolto anche dalle grandi istituzioni finanziarie internazionali, come il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, che hanno messo a disposizione prestiti e programmi di assistenza per sostenere l'economia e la stabilità finanziaria del Paese. A questi si aggiungono i finanziamenti concessi dai Paesi del G7 e i numerosi programmi straordinari di aiuto varati dall'Occidente negli ultimi anni, divenuti ormai una componente indispensabile per il funzionamento delle finanze pubbliche ucraine. Parallelamente, il peso degli investitori privati si è notevolmente ridotto, oggi essi detengono meno del 10% del debito complessivo, segno di una crescente dipendenza di Kiev dal sostegno dei governi e delle istituzioni internazionali. In sostanza, il debito ucraino non è più finanziato principalmente dai mercati, ma dai suoi alleati occidentali. Una situazione che garantisce maggiore stabilità nel breve periodo, ma che rende il futuro finanziario del Paese sempre più legato alle scelte politiche ed economiche dei suoi partner internazionali. Tuttavia, il problema potrebbe emergere nel prossimo decennio. Se la guerra dovesse protrarsi o se la crescita economica restasse debole, Kiev potrebbe trovarsi costretta a negoziare ulteriori ristrutturazioni del debito con i creditori internazionali. In questo scenario, il fardello italiano è particolarmente gravoso. Secondo le stime riportate, la quota italiana di garanzia per i soli ultimi 90 miliardi prestati a Kiev ammonta a circa 25 miliardi di euro. Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha ammesso apertamente che il Paese sta pagando “un prezzo altissimo” che si ripercuote sulle famiglie e sulle imprese italiane. Purtroppo, si tratta di decisioni calate dall'alto, assunte a Bruxelles e ratificate a Roma, che la popolazione si trova a subire senza un reale dibattito sulle conseguenze a lungo termine. Il rischio concreto è che, se l'Ucraina non sarà in grado di onorare i propri debiti — eventualità tutt'altro che remota data la fragilità di un Paese in guerra — il “buco” dovrà essere coperto direttamente dagli Stati membri, ovvero dai contribuenti europei e quindi anche italiani. Dietro la narrativa della solidarietà internazionale si starebbe delineando un rapporto di crescente dipendenza economica tra l'Ucraina e i suoi principali finanziatori. Il nodo centrale riguarda la sostenibilità di un debito che continua ad aumentare e che, secondo questa interpretazione, difficilmente potrà essere restituito integralmente nei tempi previsti senza ulteriori interventi di sostegno o ristrutturazioni. Da qui nasce la certezza che il debito possa trasformarsi in uno strumento di pressione politica ed economica. Nel lungo periodo, Kiev potrebbe essere costretta a privatizzare o cedere quote di controllo di asset strategici, infrastrutture e risorse nazionali per attrarre investimenti, ottenere nuovi finanziamenti o soddisfare le condizioni imposte dai creditori internazionali. In questa lettura, il rischio non sarebbe soltanto finanziario, ma riguarderebbe anche la capacità dello Stato di mantenere piena autonomia nelle proprie scelte economiche. È questa l'eredità che i governi europei stanno lasciando alle future generazioni? Alla luce dei dati della Commissione europea e del Ministero delle Finanze di Kiev, molti osservatori ritengono che il quesito meriti una riflessione approfondita. Secondo le letture più critiche, il peso degli impegni finanziari assunti oggi rischia di gravare soprattutto sui giovani e su coloro che nasceranno nei prossimi decenni. In questa prospettiva, il 2069 non rappresenta soltanto una scadenza riportata in un calendario finanziario, ma il simbolo di un futuro già in parte vincolato dalle decisioni odierne. Il timore è che il ricorso crescente al debito trasferisca sulle generazioni future oneri economici destinati a limitare le risorse disponibili per welfare, istruzione, sviluppo e investimenti strategici. Per i critici, il rischio è che la politica del debito finisca per influenzare non solo i bilanci pubblici, ma anche gli equilibri economici e la capacità dei popoli di determinare autonomamente le proprie priorità nel lungo periodo. Fonte: orantozife (indicato in calce all'articolo)
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  • Methanol Procurement Shifts Toward Freight Management and Risk Mitigation

    Global methanol buyers are increasingly prioritizing freight costs, supply security, and geopolitical risks in their procurement strategies. Volatile shipping conditions and changing trade flows are reshaping purchasing decisions across key chemical markets.

    Read more: https://www.openpr.com/news/4541470/methanol-procurement-strategies-shift-toward-freight-and-risk
    Methanol Procurement Shifts Toward Freight Management and Risk Mitigation Global methanol buyers are increasingly prioritizing freight costs, supply security, and geopolitical risks in their procurement strategies. Volatile shipping conditions and changing trade flows are reshaping purchasing decisions across key chemical markets. Read more: https://www.openpr.com/news/4541470/methanol-procurement-strategies-shift-toward-freight-and-risk
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  • LPG Buyers Remain Cautious Despite Temporary Diplomatic Relief

    Global LPG buyers are maintaining a cautious stance despite easing geopolitical tensions and temporary diplomatic relief. Concerns over shipping routes, freight costs, and supply security continue to influence procurement decisions, keeping the LPG market highly sensitive to further developments

    Read more about it: https://www.openpr.com/news/4541424/lpg-buyers-stay-cautious-despite-temporary-diplomatic-relief
    LPG Buyers Remain Cautious Despite Temporary Diplomatic Relief Global LPG buyers are maintaining a cautious stance despite easing geopolitical tensions and temporary diplomatic relief. Concerns over shipping routes, freight costs, and supply security continue to influence procurement decisions, keeping the LPG market highly sensitive to further developments Read more about it: https://www.openpr.com/news/4541424/lpg-buyers-stay-cautious-despite-temporary-diplomatic-relief
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  • The Board of Peace: Views from Washington and the Gulf

    Perspectives from Washington and the Gulf offer insights into the evolving role of peacebuilding initiatives in a changing geopolitical landscape. Middle East Peace Process understanding differing priorities and strategic interests is essential for assessing prospects for regional stability, diplomacy, and conflict resolution.
    The Board of Peace: Views from Washington and the Gulf Perspectives from Washington and the Gulf offer insights into the evolving role of peacebuilding initiatives in a changing geopolitical landscape. Middle East Peace Process understanding differing priorities and strategic interests is essential for assessing prospects for regional stability, diplomacy, and conflict resolution.
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  • The Sodium Percarbonate market experienced significant volatility in early 2026, with prices remaining stable initially before surging sharply in March. The primary catalyst was geopolitical tension between Iran and the USA, which disrupted global shipping routes and significantly impacted supply chains.


    Read the Full Report: https://www.linkedin.com/pulse/should-buyers-secure-sodium-percarbonate-cargoes-before-gqszc


    #SodiumPercarbonate #SodiumPercarbonatePrice #SodiumPercarbonateMarket #SodiumPercarbonateDemand #SodiumPercarbonateSupply #SodiumPercarbonateTrends
    The Sodium Percarbonate market experienced significant volatility in early 2026, with prices remaining stable initially before surging sharply in March. The primary catalyst was geopolitical tension between Iran and the USA, which disrupted global shipping routes and significantly impacted supply chains. 👉👉 Read the Full Report: https://www.linkedin.com/pulse/should-buyers-secure-sodium-percarbonate-cargoes-before-gqszc #SodiumPercarbonate #SodiumPercarbonatePrice #SodiumPercarbonateMarket #SodiumPercarbonateDemand #SodiumPercarbonateSupply #SodiumPercarbonateTrends
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  • Lo smantellamento della sovranità e della potenza economica dell'Italia parte dal 1962

    Lo schema logico:
    1962 → eliminano chi vuole l'indipendenza energetica
    1978 → eliminano chi vuole l'indipendenza politica
    1981 → tolgono il controllo sulla moneta
    1992 → azzerano la classe politica
    1992 → vendono il patrimonio sul Britannia
    2011 → impongono Monti con lo spread
    2021 → Draghi chiude il cerchio

    Quando propagandano che è giusto che decida il "mercato", in realtà, stanno dicendo che deve essere la finanza a decidere. E chi comanda la finanza a livello mondiale?
    Londra.

    1962 — L'Assassinio di Enrico Mattei che voleva l'indipendenza energetica per l'Italia, inaccettabile per Londra e gli USA
    CIA · MI6 · Sette Sorelle · NATO · Servizi italiani

    1978 — L'Assassinio di Aldo Moro che voleva un'Italia sovrana, Kissinger vietò categoricamente il "compromesso storico" PCI-DC
    CIA, NATO, Gladio, (BR usati come utili idioti)

    1981 — Il Divorzio Banca d'Italia / Tesoro
    Due lettere segrete cambiano tutto.
    Lo Stato perde il controllo sulla propria moneta.
    Il debito pubblico esplode dal 60% al 105% del PIL in 11 anni.
    Andreatta (Tesoro) + Ciampi (Banca d'Italia)

    1992 — Mani pulite
    Mentre i magistrati azzerano la Prima Repubblica,
    i mercati aspettano in fila. DC e PSI distrutti. PCI/PDS e Lega risparmiate. Gli avvisi di garanzia arrivano sempre
    alla vigilia dei voti chiave. La corruzione era reale.
    La selezione di chi cadeva, anche.
    Di Pietro · Davigo · Colombo · Borrelli

    1992 — La Riunione sul Britannia
    Arriva l'ordine da Londra: sul panfilo reale britannico, nel giorno della festa della Repubblica, si pianifica la svendita del patrimonio pubblico italiano davanti a Goldman Sachs, Warburg e Merrill Lynch. Draghi non era lì come ospite, ma come oratore ufficiale. Presentò il piano di privatizzazioni italiano davanti ai banchieri internazionali.
    Draghi (Tesoro) · Andreatta · Tremonti
    Presenti anche: rappresentanti di ENI e IRI · (probabilmente Beppe Grillo)

    1992–2001 — Le Privatizzazioni
    Telecom, Autostrade, ENI, ENEL, banche pubbliche.
    Vendute sotto valore. Il debito non scende. I profitti vanno ai privati.
    Amato · Ciampi · Berlusconi · Dini · Prodi · D'Alema

    2001–2011 — Demolizione del Welfare
    Legge Biagi, tagli alla scuola, alla sanità, alle pensioni.
    Berlusconi · Tremonti · Maroni · Sacconi

    2011–2013 — Governo Monti (imposto dallo spread)
    Napolitano rimuove Berlusconi e nomina Monti senatore a vita.
    Riforma Fornero: pensioni a 67 anni. 350.000 esodati.
    Pareggio di bilancio scritto in Costituzione.
    Votato da PD, PDL, UdC - tutti insieme.
    Napolitano · Monti · Fornero

    2021–2022 — Governo Draghi (il cerchio si chiude)
    Lo stesso Draghi del Britannia 1992 torna come Premier.
    191 miliardi di PNRR con condizionalità UE:
    riforma giustizia, PA, fisco, liberalizzazioni.
    Sostenuto da M5S, Lega, PD, FI, IV - tutti tranne FdI (tenuti appositamente fuori per il futuro e attuale governo)
    Mattarella · Draghi · Franco · Cartabia · Brunetta

    La schiavitù del debito:
    1962 → ~35% PIL (Mattei vivo, Stato con accenni di sovranità)
    1981 → ~60% PIL (Divorzio B.I./Tesoro)
    1992 → ~105% PIL (Mani Pulite + Britannia)
    2024 → ~135% PIL (dopo 30 anni di "riforme")
    Ci hanno detto che bisognava vendere tutto per ridurre il debito. Hanno venduto tutto. Il debito è raddoppiato.

    Il risultato dopo oltre 60 anni:
    Patrimonio pubblico: svenduto
    Welfare: smantellato
    Sovranità monetaria: ceduta
    Stipendi più bassi d'Europa
    Cuneo fiscale e pressione fiscale fra le più alte d'Europa
    Fuga di cervelli record, oltre 200 mila laureati emigrati nell'ultimo decennio
    Fallimenti record per le aziende
    Sanità, scuola e trasporti a pezzi
    49° posto nella libertà di stampa: peggior risultato in Europa occidentale, in calo dal 46° posto del 2024

    Riprendiamoci l'Italia per tornare Grandi, diventando finalmente Sovrani.

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    Lo smantellamento della sovranità e della potenza economica dell'Italia parte dal 1962 Lo schema logico: 1962 → eliminano chi vuole l'indipendenza energetica 1978 → eliminano chi vuole l'indipendenza politica 1981 → tolgono il controllo sulla moneta 1992 → azzerano la classe politica 1992 → vendono il patrimonio sul Britannia 2011 → impongono Monti con lo spread 2021 → Draghi chiude il cerchio Quando propagandano che è giusto che decida il "mercato", in realtà, stanno dicendo che deve essere la finanza a decidere. E chi comanda la finanza a livello mondiale? Londra. ✈️ 1962 — L'Assassinio di Enrico Mattei che voleva l'indipendenza energetica per l'Italia, inaccettabile per Londra e gli USA 👤 CIA · MI6 · Sette Sorelle · NATO · Servizi italiani 🩸 1978 — L'Assassinio di Aldo Moro che voleva un'Italia sovrana, Kissinger vietò categoricamente il "compromesso storico" PCI-DC 👤 CIA, NATO, Gladio, (BR usati come utili idioti) 📜 1981 — Il Divorzio Banca d'Italia / Tesoro Due lettere segrete cambiano tutto. Lo Stato perde il controllo sulla propria moneta. Il debito pubblico esplode dal 60% al 105% del PIL in 11 anni. 👤 Andreatta (Tesoro) + Ciampi (Banca d'Italia) ⚖️ 1992 — Mani pulite Mentre i magistrati azzerano la Prima Repubblica, i mercati aspettano in fila. DC e PSI distrutti. PCI/PDS e Lega risparmiate. Gli avvisi di garanzia arrivano sempre alla vigilia dei voti chiave. La corruzione era reale. La selezione di chi cadeva, anche. 👤 Di Pietro · Davigo · Colombo · Borrelli 🚢 1992 — La Riunione sul Britannia Arriva l'ordine da Londra: sul panfilo reale britannico, nel giorno della festa della Repubblica, si pianifica la svendita del patrimonio pubblico italiano davanti a Goldman Sachs, Warburg e Merrill Lynch. Draghi non era lì come ospite, ma come oratore ufficiale. Presentò il piano di privatizzazioni italiano davanti ai banchieri internazionali. 👤 Draghi (Tesoro) · Andreatta · Tremonti Presenti anche: rappresentanti di ENI e IRI · (probabilmente Beppe Grillo) 🏭 1992–2001 — Le Privatizzazioni Telecom, Autostrade, ENI, ENEL, banche pubbliche. Vendute sotto valore. Il debito non scende. I profitti vanno ai privati. 👤 Amato · Ciampi · Berlusconi · Dini · Prodi · D'Alema ✂️ 2001–2011 — Demolizione del Welfare Legge Biagi, tagli alla scuola, alla sanità, alle pensioni. 👤 Berlusconi · Tremonti · Maroni · Sacconi 🔧 2011–2013 — Governo Monti (imposto dallo spread) Napolitano rimuove Berlusconi e nomina Monti senatore a vita. Riforma Fornero: pensioni a 67 anni. 350.000 esodati. Pareggio di bilancio scritto in Costituzione. Votato da PD, PDL, UdC - tutti insieme. 👤 Napolitano · Monti · Fornero 💶 2021–2022 — Governo Draghi (il cerchio si chiude) Lo stesso Draghi del Britannia 1992 torna come Premier. 191 miliardi di PNRR con condizionalità UE: riforma giustizia, PA, fisco, liberalizzazioni. Sostenuto da M5S, Lega, PD, FI, IV - tutti tranne FdI (tenuti appositamente fuori per il futuro e attuale governo) 👤 Mattarella · Draghi · Franco · Cartabia · Brunetta La schiavitù del debito: 1962 → ~35% PIL (Mattei vivo, Stato con accenni di sovranità) 1981 → ~60% PIL (Divorzio B.I./Tesoro) 1992 → ~105% PIL (Mani Pulite + Britannia) 2024 → ~135% PIL (dopo 30 anni di "riforme") Ci hanno detto che bisognava vendere tutto per ridurre il debito. Hanno venduto tutto. Il debito è raddoppiato. 📌 Il risultato dopo oltre 60 anni: ▪️ Patrimonio pubblico: svenduto ▪️ Welfare: smantellato ▪️ Sovranità monetaria: ceduta ▪️ Stipendi più bassi d'Europa ▪️ Cuneo fiscale e pressione fiscale fra le più alte d'Europa ▪️ Fuga di cervelli record, oltre 200 mila laureati emigrati nell'ultimo decennio ▪️ Fallimenti record per le aziende ▪️ Sanità, scuola e trasporti a pezzi ▪️ 49° posto nella libertà di stampa: peggior risultato in Europa occidentale, in calo dal 46° posto del 2024 Riprendiamoci l'Italia per tornare Grandi, diventando finalmente Sovrani. 🔗 In_Telegram_Veritas
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  • FACCIAMO CHIAREZZA
    Qualcuno si diverte a spargere fango e dobbiamo ammettere che la fantasia ha ormai raggiunto livelli degni di un copione hollywoodiano. Complimenti.

    Ma non c'è alcun problema.
    Siamo qui per rispondere. E per farlo con fatti, chiarezza e trasparenza.

    Di seguito pubblichiamo il nostro Comunicato Stampa odierno, che mette nero su bianco la verità dei fatti.

    Buona lettura.

    -------------------------------

    In relazione all'articolo intitolato «Lisa ammicca a Vannacci. Ma il generale guarda altrove», pubblicato oggi sul Corriere della Sera, ritengo opportuno precisare alcuni elementi che non corrispondono alla realtà dei fatti.
    L'articolo afferma che avrei incontrato un «referente di Futuro Nazionale» e che sarei alla ricerca dell'endorsement del generale Roberto Vannacci.
    La persona con che ho incontrato mi ha espressamente dichiarato di non ricoprire alcun incarico, di non avere alcuna nomina e di non svolgere alcun ruolo formale all'interno di Futuro Nazionale. La conosco per attività e iniziative legate al mondo della cultura e non per rapporti politici.
    Non ho mai richiesto né avviato alcuna trattativa politica con Futuro Nazionale né con Roberto Vannacci. Non esistono accordi, intese o negoziati in corso.
    Nel corso della conversazione è stata espressa esclusivamente una riflessione politica generale: se una forza politica o personalità pubblica ritenesse che il nostro progetto civico rappresenti la proposta migliore per Milano, sarebbe libera di sostenerlo. Lo stesso ragionamento vale per persone provenienti da qualsiasi area politica, di destra, di centro o di sinistra.
    Ho anche ribadito che un'alleanza politica tra la nostra realtà e quella riconducibile a Vannacci è impraticabile, essendovi differenze profonde e non conciliabili su numerosi temi.
    Per questo motivo respingo la rappresentazione contenuta nell'articolo.
    Milano Libera continuerà il proprio percorso in totale autonomia, senza accordi con partiti o movimenti politici, rivolgendo le proprie proposte a tutti i cittadini indipendentemente dalla loro appartenenza politica.

    Milano Libera è già oggi l’unica alternativa fondata su un programma concreto per la città. Un progetto aperto, pragmatico e credibile, rivolto a tutti i milanesi che vogliono contribuire a costruire una Milano più efficiente, vivibile e competitiva.

    Massimiliano Lisa
    13.6.2026
    🔎 FACCIAMO CHIAREZZA Qualcuno si diverte a spargere fango e dobbiamo ammettere che la fantasia ha ormai raggiunto livelli degni di un copione hollywoodiano. 🎬 Complimenti. Ma non c'è alcun problema. Siamo qui per rispondere. E per farlo con fatti, chiarezza e trasparenza. 💪 Di seguito pubblichiamo il nostro Comunicato Stampa odierno, che mette nero su bianco la verità dei fatti. 📄 Buona lettura. ------------------------------- In relazione all'articolo intitolato «Lisa ammicca a Vannacci. Ma il generale guarda altrove», pubblicato oggi sul Corriere della Sera, ritengo opportuno precisare alcuni elementi che non corrispondono alla realtà dei fatti. L'articolo afferma che avrei incontrato un «referente di Futuro Nazionale» e che sarei alla ricerca dell'endorsement del generale Roberto Vannacci. La persona con che ho incontrato mi ha espressamente dichiarato di non ricoprire alcun incarico, di non avere alcuna nomina e di non svolgere alcun ruolo formale all'interno di Futuro Nazionale. La conosco per attività e iniziative legate al mondo della cultura e non per rapporti politici. Non ho mai richiesto né avviato alcuna trattativa politica con Futuro Nazionale né con Roberto Vannacci. Non esistono accordi, intese o negoziati in corso. Nel corso della conversazione è stata espressa esclusivamente una riflessione politica generale: se una forza politica o personalità pubblica ritenesse che il nostro progetto civico rappresenti la proposta migliore per Milano, sarebbe libera di sostenerlo. Lo stesso ragionamento vale per persone provenienti da qualsiasi area politica, di destra, di centro o di sinistra. Ho anche ribadito che un'alleanza politica tra la nostra realtà e quella riconducibile a Vannacci è impraticabile, essendovi differenze profonde e non conciliabili su numerosi temi. Per questo motivo respingo la rappresentazione contenuta nell'articolo. Milano Libera continuerà il proprio percorso in totale autonomia, senza accordi con partiti o movimenti politici, rivolgendo le proprie proposte a tutti i cittadini indipendentemente dalla loro appartenenza politica. Milano Libera è già oggi l’unica alternativa fondata su un programma concreto per la città. Un progetto aperto, pragmatico e credibile, rivolto a tutti i milanesi che vogliono contribuire a costruire una Milano più efficiente, vivibile e competitiva. Massimiliano Lisa 13.6.2026
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