• SULLE ORME DI SAN FRANCESCO
    informazione indipendente Africa diritto politica geopolitica scuola insegnamento cultura giudizio commenti
    https://indisponente24.blogspot.com/2026/03/sulle-orme-di-san-francesco.html
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  • Scandalo Epstein e guerra in Iran: ricatti, potere e geopolitica nascosta. L'analisi di Rula Jebreal
    https://youtu.be/3AJ-PLKfMa4?is=qMlfbngMISWVfvtO
    Scandalo Epstein e guerra in Iran: ricatti, potere e geopolitica nascosta. L'analisi di Rula Jebreal https://youtu.be/3AJ-PLKfMa4?is=qMlfbngMISWVfvtO
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  • Blog | Cara Bartolozzi, i giovani se ne vanno dall'Italia per colpa della politica, non della magistratura
    di Roberto Celante Ospite ad un programma tv sul referendum costituzionale del 22-23 marzo, il Capo di gabinetto del Ministro della Giustizia, Giusy Bartolo...

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/10/cara-bartolozzi-i-giovani-se-ne-vanno-dallitalia-per-colpa-della-politica-non-della-magistratura/8319128/
    Blog | Cara Bartolozzi, i giovani se ne vanno dall'Italia per colpa della politica, non della magistratura di Roberto Celante Ospite ad un programma tv sul referendum costituzionale del 22-23 marzo, il Capo di gabinetto del Ministro della Giustizia, Giusy Bartolo... https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/10/cara-bartolozzi-i-giovani-se-ne-vanno-dallitalia-per-colpa-della-politica-non-della-magistratura/8319128/
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    di Roberto Celante Ospite ad un programma tv sul referendum costituzionale del 22-23 marzo, il Capo di gabinetto del Ministro della Giustizia, Giusy Bartolo...
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  • Separazione delle carriere, sorteggio, Csm e politica: tutte le bugie nel video di Meloni sul referendum
    La premier sui social invita a votare Sì spiegando a suo modo la riforma. Ma moltissime delle sue affermazioni sono false o distorte

    https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/03/09/referendum-giustizia-meloni-video-false-affermazioni-notizie/8318073/
    Separazione delle carriere, sorteggio, Csm e politica: tutte le bugie nel video di Meloni sul referendum La premier sui social invita a votare Sì spiegando a suo modo la riforma. Ma moltissime delle sue affermazioni sono false o distorte https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/03/09/referendum-giustizia-meloni-video-false-affermazioni-notizie/8318073/
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    Separazione delle carriere, sorteggio, Csm e politica: tutte le bugie nel video di Meloni sul referendum
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  • Global Special Ceramic Powder Market report forecasts healthcare bioceramics growth.

    The global Special Ceramic Powder Market is experiencing significant expansion, currently valued at US$ million in 2023 with projections indicating robust growth through 2030. This anticipated expansion reflects a steady compound annual growth rate (CAGR) of %, showcasing the material's critical role across high-tech industries. The market valuation accounts for ongoing global recovery from COVID-19 impacts and geopolitical supply chain adjustments following the Russia-Ukraine conflict.

    Download FREE Sample Report: https://www.24chemicalresearch.com/download-sample/270582/global-special-ceramic-powder-forecast-market-2024-2030-466
    Global Special Ceramic Powder Market report forecasts healthcare bioceramics growth. The global Special Ceramic Powder Market is experiencing significant expansion, currently valued at US$ million in 2023 with projections indicating robust growth through 2030. This anticipated expansion reflects a steady compound annual growth rate (CAGR) of %, showcasing the material's critical role across high-tech industries. The market valuation accounts for ongoing global recovery from COVID-19 impacts and geopolitical supply chain adjustments following the Russia-Ukraine conflict. Download FREE Sample Report: https://www.24chemicalresearch.com/download-sample/270582/global-special-ceramic-powder-forecast-market-2024-2030-466
    Sample Report: Special Ceramic Powder Market, Global Outlook and Forecast 2026-2033
    Download Sample Report PDF : Global special ceramic powder market was valued at USD 2.87B in 2024 and is projected to reach USD 5.48B by 2032, at a CAGR of 7.3%.
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  • IO OBIETTO

    La vera sconfitta è trovarsi nel 2026 a fare ancora gli stessi discorsi e le stesse valutazioni di 30 o 40 anni fa. Dopo tutto ciò che la storia recente ci ha già mostrato in termini di distruzione e perdite umane, siamo ancora qui a discutere di #riarmo, di #difesa e del ritorno di un linguaggio che pensavamo appartenesse al passato. Questo è il vero schifo della situazione.

    Eppure sta accadendo di nuovo.
    Con l’ultima escalation internazionale torna con insistenza il tema della leva militare, spesso riproposta sotto forme apparentemente nuove: volontariato “strutturato”, percorsi pre-militari nelle scuole, programmi presentati come facoltativi ma che rappresentano il primo passo verso un possibile ripristino della coscrizione.

    Nei Paesi nordici migliaia di giovani vengono già richiamati ogni anno: chi rifiuta paga, chi disobbedisce perde diritti.
    Anche in Italia il dibattito si riaccende. Il governo ha già accennato l’intenzione di aumentare l’organico delle forze armate di 10.000 unità, con prospettive che potrebbero arrivare a 30-35.000. La leva obbligatoria, ricordiamolo, non è stata abolita: è semplicemente sospesa e potrebbe essere riattivata con un atto di governo.

    Nel frattempo cresce la presenza dei militari nelle scuole, in nome dell’orientamento o dell’educazione civica. Un fenomeno che molti osservatori leggono come il tentativo di normalizzare la guerra nelle menti dei più giovani, dentro un clima generale segnato da emergenze securitarie, propaganda e costruzione continua di nuovi “nemici”.
    Per questo non sorprende che proprio gli studenti abbiano deciso di mobilitarsi.

    Il 5 marzo, nella Giornata internazionale per la consapevolezza sul disarmo e la non proliferazione istituita dall’ONU, migliaia di giovani sono scesi in piazza in tutta Italia. Presìdi, assemblee e cortei organizzati dalla Rete degli studenti medi e dall’Unione degli universitari per contestare il piano di riarmo europeo e le ipotesi di nuove forme di leva.
    “Le giovani generazioni sono terrorizzate dalla prospettiva della guerra e da una sensazione di incertezza permanente”, ha spiegato Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale della Rete degli studenti medi. “Vogliamo una scuola e un’università di pace, libere dalla militarizzazione e dagli interessi dell’industria bellica. Le risorse pubbliche devono andare all’istruzione, alla sanità e al welfare, non alle armi”.
    Gli studenti denunciano anche il rischio che scuole e università diventino spazi di propaganda o bacini di reclutamento. In un contesto globale sempre più instabile — dalle tensioni in Medio Oriente all’apertura di nuovi fronti di conflitto — la risposta politica sembra concentrarsi quasi esclusivamente sull’aumento delle spese militari. Ma, ricordano molti giovani, più armi non significa automaticamente più sicurezza.

    E forse vale la pena ascoltarli.
    Perché la storia ci insegna che le guerre raramente vengono combattute da chi le decide. Al fronte non partono i figli di chi le promuove o ne trae vantaggio economico; partono soprattutto giovani e lavoratori, spesso già segnati da precarietà e mancanza di prospettive.
    È anche per questo che molti ragazzi chiedono semplicemente di essere ascoltati. Chiedono opportunità, istruzione, lavoro dignitoso, una sanità pubblica che funzioni. Chiedono un futuro che non sia definito dall’idea di dover difendere con le armi ciò che la politica non è riuscita a costruire con la giustizia sociale.
    Forse il primo passo non è imporre nuove forme di militarizzazione, ma riaprire uno spazio di confronto reale sulle politiche sociali e giovanili, nelle città e nel Paese. Riconoscere l’incertezza che attraversa questa generazione e provare ad affrontarla con strumenti diversi dalla logica della guerra.

    Dire “io obietto” non è uno slogan.
    È l’inizio di una domanda collettiva: quale società vogliamo costruire e quale futuro siamo disposti a immaginare per chi verrà dopo di noi.

    #pace #dirittideigiovani #noallaMilitarizzazione #futuro
    IO OBIETTO ✋ La vera sconfitta è trovarsi nel 2026 a fare ancora gli stessi discorsi e le stesse valutazioni di 30 o 40 anni fa. Dopo tutto ciò che la storia recente ci ha già mostrato in termini di distruzione e perdite umane, siamo ancora qui a discutere di #riarmo, di #difesa e del ritorno di un linguaggio che pensavamo appartenesse al passato. Questo è il vero schifo della situazione. Eppure sta accadendo di nuovo. Con l’ultima escalation internazionale torna con insistenza il tema della leva militare, spesso riproposta sotto forme apparentemente nuove: volontariato “strutturato”, percorsi pre-militari nelle scuole, programmi presentati come facoltativi ma che rappresentano il primo passo verso un possibile ripristino della coscrizione. Nei Paesi nordici migliaia di giovani vengono già richiamati ogni anno: chi rifiuta paga, chi disobbedisce perde diritti. Anche in Italia il dibattito si riaccende. Il governo ha già accennato l’intenzione di aumentare l’organico delle forze armate di 10.000 unità, con prospettive che potrebbero arrivare a 30-35.000. La leva obbligatoria, ricordiamolo, non è stata abolita: è semplicemente sospesa e potrebbe essere riattivata con un atto di governo. Nel frattempo cresce la presenza dei militari nelle scuole, in nome dell’orientamento o dell’educazione civica. Un fenomeno che molti osservatori leggono come il tentativo di normalizzare la guerra nelle menti dei più giovani, dentro un clima generale segnato da emergenze securitarie, propaganda e costruzione continua di nuovi “nemici”. Per questo non sorprende che proprio gli studenti abbiano deciso di mobilitarsi. Il 5 marzo, nella Giornata internazionale per la consapevolezza sul disarmo e la non proliferazione istituita dall’ONU, migliaia di giovani sono scesi in piazza in tutta Italia. Presìdi, assemblee e cortei organizzati dalla Rete degli studenti medi e dall’Unione degli universitari per contestare il piano di riarmo europeo e le ipotesi di nuove forme di leva. “Le giovani generazioni sono terrorizzate dalla prospettiva della guerra e da una sensazione di incertezza permanente”, ha spiegato Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale della Rete degli studenti medi. “Vogliamo una scuola e un’università di pace, libere dalla militarizzazione e dagli interessi dell’industria bellica. Le risorse pubbliche devono andare all’istruzione, alla sanità e al welfare, non alle armi”. Gli studenti denunciano anche il rischio che scuole e università diventino spazi di propaganda o bacini di reclutamento. In un contesto globale sempre più instabile — dalle tensioni in Medio Oriente all’apertura di nuovi fronti di conflitto — la risposta politica sembra concentrarsi quasi esclusivamente sull’aumento delle spese militari. Ma, ricordano molti giovani, più armi non significa automaticamente più sicurezza. E forse vale la pena ascoltarli. Perché la storia ci insegna che le guerre raramente vengono combattute da chi le decide. Al fronte non partono i figli di chi le promuove o ne trae vantaggio economico; partono soprattutto giovani e lavoratori, spesso già segnati da precarietà e mancanza di prospettive. È anche per questo che molti ragazzi chiedono semplicemente di essere ascoltati. Chiedono opportunità, istruzione, lavoro dignitoso, una sanità pubblica che funzioni. Chiedono un futuro che non sia definito dall’idea di dover difendere con le armi ciò che la politica non è riuscita a costruire con la giustizia sociale. Forse il primo passo non è imporre nuove forme di militarizzazione, ma riaprire uno spazio di confronto reale sulle politiche sociali e giovanili, nelle città e nel Paese. Riconoscere l’incertezza che attraversa questa generazione e provare ad affrontarla con strumenti diversi dalla logica della guerra. Dire “io obietto” non è uno slogan. È l’inizio di una domanda collettiva: quale società vogliamo costruire e quale futuro siamo disposti a immaginare per chi verrà dopo di noi. #pace #dirittideigiovani #noallaMilitarizzazione #futuro
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  • Se la verità storica storica confligge con gli interessi dominanti, non abolire gli interessi ma abolisci la verità. Tipico comportamento di chi può sopravvivere politicamente solo facendo sfoggio di piaggeria nei confronti di poteri esterni sproporzionatamente più grandi di sé.
    Se la verità storica storica confligge con gli interessi dominanti, non abolire gli interessi ma abolisci la verità. Tipico comportamento di chi può sopravvivere politicamente solo facendo sfoggio di piaggeria nei confronti di poteri esterni sproporzionatamente più grandi di sé.
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  • NON È SOLO UN’APP
    (A fare la differenza)

    Qualcuno potrà storcere il naso o mugugnare che si tratti solo di “materia nazionale”.

    Ma quando si parla di lavoro, una città come Milano non può tirarsi fuori dal dibattito politico né sottrarsi al peso della propria istituzione.
    Negli ultimi anni le istituzioni hanno spesso scelto la neutralità, che è una forma elegante di "assenza".
    E mentre Milano celebrava la sua crescita, nelle sue strade si consolidava un modello fatto di consegne pagate pochi euro, turni infiniti, nessuna tutela reale.

    Proprio questo ultimo sabato di febbraio, nel silenzio generale, i rider sono scesi in piazza per rivendicare condizioni più umane.
    Come ha ribadito l’avvocata giuslavorista Giulia Druetta:
    “Le leggi ci sono. Ma puntualmente nessuno le fa rispettare.”

    Non è una questione ideologica.
    È una questione di dignità.
    Una metropoli che ambisce a guidare l’innovazione non può farlo comprimendo i diritti.
    La modernità non può essere misurata con il parametro della precarietà permanente.
    Qui entra in gioco una responsabilità che è anche comunale.

    Il Comune non firma i contratti nazionali, è vero.
    Ma può scegliere che città essere.
    Può promuovere protocolli con le piattaforme.
    Può pretendere trasparenza negli appalti.
    Può vincolare concessioni pubbliche al rispetto di standard minimi di tutela.
    Può aprire tavoli permanenti sul lavoro (digitale e non).
    Può decidere davvero di stare dalla delle persone. E il sogno di una "Milano Libera" nasce proprio da questo concetto:
    la crescita economica deve essere compatibile con la giustizia sociale.
    Perché non esiste innovazione senza responsabilità, come non esiste progresso finché le disparità restano evidenti.

    Il tema dei rider non è una parentesi, ma lo specchio di una città che rischia di diventare sempre più veloce…
    e sempre meno umana.
    Quando parliamo di “città in 15 minuti”, dovremmo chiederci:
    si intende il tempo massimo consentito per consegnare un pasto dal punto A al punto B tramite la corsa pericolosa di un moderno "schiavo"?!

    Da come Milano risponde a queste istanze si capisce se vuole essere solo efficiente…
    o anche giusta.

    #MilanoLibera
    #DignitàDelLavoro
    #MilanoReale
    #PoliticaCivica
    #LavoroDigitale
    NON È SOLO UN’APP 🚲 (A fare la differenza) Qualcuno potrà storcere il naso o mugugnare che si tratti solo di “materia nazionale”. Ma quando si parla di lavoro, una città come Milano non può tirarsi fuori dal dibattito politico né sottrarsi al peso della propria istituzione. Negli ultimi anni le istituzioni hanno spesso scelto la neutralità, che è una forma elegante di "assenza". E mentre Milano celebrava la sua crescita, nelle sue strade si consolidava un modello fatto di consegne pagate pochi euro, turni infiniti, nessuna tutela reale. Proprio questo ultimo sabato di febbraio, nel silenzio generale, i rider sono scesi in piazza per rivendicare condizioni più umane. Come ha ribadito l’avvocata giuslavorista Giulia Druetta: “Le leggi ci sono. Ma puntualmente nessuno le fa rispettare.” Non è una questione ideologica. È una questione di dignità. Una metropoli che ambisce a guidare l’innovazione non può farlo comprimendo i diritti. La modernità non può essere misurata con il parametro della precarietà permanente. Qui entra in gioco una responsabilità che è anche comunale. Il Comune non firma i contratti nazionali, è vero. Ma può scegliere che città essere. Può promuovere protocolli con le piattaforme. Può pretendere trasparenza negli appalti. Può vincolare concessioni pubbliche al rispetto di standard minimi di tutela. Può aprire tavoli permanenti sul lavoro (digitale e non). Può decidere davvero di stare dalla delle persone. E il sogno di una "Milano Libera" nasce proprio da questo concetto: la crescita economica deve essere compatibile con la giustizia sociale. Perché non esiste innovazione senza responsabilità, come non esiste progresso finché le disparità restano evidenti. Il tema dei rider non è una parentesi, ma lo specchio di una città che rischia di diventare sempre più veloce… e sempre meno umana. Quando parliamo di “città in 15 minuti”, dovremmo chiederci: si intende il tempo massimo consentito per consegnare un pasto dal punto A al punto B tramite la corsa pericolosa di un moderno "schiavo"?! Da come Milano risponde a queste istanze si capisce se vuole essere solo efficiente… o anche giusta. #MilanoLibera #DignitàDelLavoro #MilanoReale #PoliticaCivica #LavoroDigitale
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  • SALVATE IL SOLDATO CROSETTO – OVVERO “LA GRANDE EVACUAZIONE DEI VACANZIERI DI STATO”

    C’è qualcosa di teneramente comico in tutta questa faccenda.
    Il ministro della Difesa Guido Crosetto bloccato a Dubai mentre nella regione volano missili, basi colpite, spazi aerei chiusi.

    Ora rientra con un volo militare. Dice che pagherà “il triplo”.
    Triplo di cosa? Di un biglietto Ryanair? O del carburante di un velivolo dell’Aeronautica?
    Comunque tranquilli: paga lui. Con che? Con lo stipendio che paghiamo noi.

    Ma la vera domanda non è il costo del volo.
    La vera domanda è un’altra.

    Come fa il MINISTRO DELLA DIFESA di un Paese NATO a trovarsi in vacanza in una zona che sta per diventare teatro di escalation militare…
    senza sapere nulla?

    Gli alleati decidono bombardamenti.
    Gli spazi aerei si chiudono.
    La regione si incendia.

    E lui?
    Sotto l’ombrellone.

    Ora, delle due l’una:

    1️⃣ O sapeva, ed è partito lo stesso per Dubai mentre si preparava un’operazione militare di cui l’Italia sarebbe stata inevitabilmente coinvolta.
    2️⃣ Oppure NON sapeva. E questo è ancora peggio.

    Perché se il ministro della Difesa italiana non è informato in anticipo delle mosse dei suoi alleati strategici, allora la parola “alleanza” significa solo che noi veniamo informati dopo.
    A cose fatte.
    Magari mentre siamo in piscina.

    E mentre migliaia di italiani restano bloccati nei terminal, il ministro rientra con un volo militare.
    Tempestivo. Sicuro. Prioritario.

    La scena è perfetta:
    il capo della Difesa evacuato come in un film di guerra…
    da una guerra che non aveva visto arrivare.

    Forse la vera domanda non è “quanto costa il volo”.
    La vera domanda è:
    quanto costa NON CONTARE NULLA?

    seguici anche su TELEGRAM dove troverai contenuti censurabili su FB: https://t.me/donchisciotte667

    Don Chisciotte

    #SALVATEILSOLDATOCROSETTO #DubaiGate #MinistroDellaDifesa #NATO #GovernoItaliano #PoliticaItaliana #SpesePubbliche #Escalation
    🔥SALVATE IL SOLDATO CROSETTO – OVVERO “LA GRANDE EVACUAZIONE DEI VACANZIERI DI STATO” C’è qualcosa di teneramente comico in tutta questa faccenda. Il ministro della Difesa Guido Crosetto bloccato a Dubai mentre nella regione volano missili, basi colpite, spazi aerei chiusi. Ora rientra con un volo militare. Dice che pagherà “il triplo”. Triplo di cosa? Di un biglietto Ryanair? O del carburante di un velivolo dell’Aeronautica? Comunque tranquilli: paga lui. Con che? Con lo stipendio che paghiamo noi. Ma la vera domanda non è il costo del volo. La vera domanda è un’altra. Come fa il MINISTRO DELLA DIFESA di un Paese NATO a trovarsi in vacanza in una zona che sta per diventare teatro di escalation militare… senza sapere nulla? Gli alleati decidono bombardamenti. Gli spazi aerei si chiudono. La regione si incendia. E lui? Sotto l’ombrellone. Ora, delle due l’una: 1️⃣ O sapeva, ed è partito lo stesso per Dubai mentre si preparava un’operazione militare di cui l’Italia sarebbe stata inevitabilmente coinvolta. 2️⃣ Oppure NON sapeva. E questo è ancora peggio. Perché se il ministro della Difesa italiana non è informato in anticipo delle mosse dei suoi alleati strategici, allora la parola “alleanza” significa solo che noi veniamo informati dopo. A cose fatte. Magari mentre siamo in piscina. E mentre migliaia di italiani restano bloccati nei terminal, il ministro rientra con un volo militare. Tempestivo. Sicuro. Prioritario. La scena è perfetta: il capo della Difesa evacuato come in un film di guerra… da una guerra che non aveva visto arrivare. Forse la vera domanda non è “quanto costa il volo”. La vera domanda è: quanto costa NON CONTARE NULLA? 🔥seguici anche su TELEGRAM dove troverai contenuti censurabili su FB: https://t.me/donchisciotte667 Don Chisciotte #SALVATEILSOLDATOCROSETTO #DubaiGate #MinistroDellaDifesa #NATO #GovernoItaliano #PoliticaItaliana #SpesePubbliche #Escalation
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  • From UP-Bihar to MP-Rajasthan, Mercury Crosses 30 Degrees, Rain and Snowfall Alert in the Mountains

    Temperatures are rising rapidly across northern and central India as mercury crosses 30 degrees in several states from Uttar Pradesh and Bihar to Madhya Pradesh and Rajasthan. Weather departments have issued rain and snowfall alerts for Himalayan regions, warning travelers and residents to stay cautious amid changing conditions. According to rohtas political news updates by RD News Network, shifting weather patterns may impact agriculture, travel plans, and local political activities across affected districts. Authorities urge people to remain alert daily.

    For more visit us: https://youtu.be/f_Mg8wS9838

    From UP-Bihar to MP-Rajasthan, Mercury Crosses 30 Degrees, Rain and Snowfall Alert in the Mountains Temperatures are rising rapidly across northern and central India as mercury crosses 30 degrees in several states from Uttar Pradesh and Bihar to Madhya Pradesh and Rajasthan. Weather departments have issued rain and snowfall alerts for Himalayan regions, warning travelers and residents to stay cautious amid changing conditions. According to rohtas political news updates by RD News Network, shifting weather patterns may impact agriculture, travel plans, and local political activities across affected districts. Authorities urge people to remain alert daily. For more visit us: https://youtu.be/f_Mg8wS9838
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