• EMENDAMENTO MALEDETTO
    Per un O.D.G. municipale nato male e finito peggio.

    E non lo dico per alimentare polemiche o raccogliere facile consenso. Qui si parla di un servizio pubblico essenziale e di una scuola come la Scialoia, a cui sono personalmente legato: per otto anni è stata il luogo in cui mia figlia ha mosso i suoi primi passi nel mondo dell'istruzione.

    Prendo semplicemente atto di quanto accaduto nella Commissione consiliare del 18 giugno, alla quale non ho potuto partecipare, ma che mi è stata raccontata da genitori e comitati presenti.

    Che dire?

    Hanno ragione i cittadini a essere infuriati.

    Hanno ragione quando smettono di avere fiducia nelle istituzioni, a qualsiasi livello.

    Hanno ragione quando scelgono l'astensionismo come forma di autodifesa della propria intelligenza.

    E hanno ragione quando guardano con diffidenza chiunque si presenti con nuove promesse politiche senza offrire garanzie di serietà, coerenza e coraggio.

    Dobbiamo prendere atto che esiste un muro di "cemento armato" fatto di disillusione e sfiducia. E quel muro non si abbatte con le parole, ma con i fatti.

    Per ora, però, chi governa sembra non interrogarsi minimamente sulle conseguenze delle proprie scelte.
    Durante le settimane scorse era stata ribadita pubblicamente la volontà di rispettare quanto richiesto da oltre mille cittadini attraverso una petizione ufficiale: ottenere garanzie concrete sui fondi, sul cronoprogramma e sulle condizioni necessarie per procedere con demolizione, bonifica e ricostruzione della scuola.

    Per questo era stato chiesto di rafforzare l'emendamento sostituendo il burocratico "si riserva di chiedere" con un più chiaro e vincolante "CHIEDE SIN D'ORA", eliminando ogni margine di rinvio o ambiguità.
    Eppure, nonostante gli impegni assunti, il confronto con famiglie e docenti e perfino un emendamento dell'opposizione che recepiva quella richiesta, la Commissione ha approvato il testo della maggioranza senza la modifica richiesta dai cittadini.

    È qui che nasce l'amarezza.
    Perché che senso hanno incontri, confronti e ore di ascolto se poi, al momento delle decisioni, la volontà popolare viene lasciata sulla soglia della porta?
    La politica dovrebbe avere il coraggio di assumersi responsabilità, non di rifugiarsi nelle formule.
    Personalmente non ho intenzione di fermarmi all'indignazione. Continuerò a stare accanto ai genitori, ai comitati e a tutte le persone coinvolte, con la trasparenza e la sincerità che mi hanno insegnato.

    Di questa vicenda resta almeno una lezione: le idee e i programmi, da soli, non bastano. Senza rispetto, credibilità e senso etico dell'azione pubblica, diventano carta.
    E la fiducia, una volta tradita, presenta sempre il conto.

    #Scialoia #Municipio9 #Partecipazione #PoliticaETica #MilanoNord
    EMENDAMENTO MALEDETTO Per un O.D.G. municipale nato male e finito peggio. E non lo dico per alimentare polemiche o raccogliere facile consenso. Qui si parla di un servizio pubblico essenziale e di una scuola come la Scialoia, a cui sono personalmente legato: per otto anni è stata il luogo in cui mia figlia ha mosso i suoi primi passi nel mondo dell'istruzione. Prendo semplicemente atto di quanto accaduto nella Commissione consiliare del 18 giugno, alla quale non ho potuto partecipare, ma che mi è stata raccontata da genitori e comitati presenti. Che dire? Hanno ragione i cittadini a essere infuriati. Hanno ragione quando smettono di avere fiducia nelle istituzioni, a qualsiasi livello. Hanno ragione quando scelgono l'astensionismo come forma di autodifesa della propria intelligenza. E hanno ragione quando guardano con diffidenza chiunque si presenti con nuove promesse politiche senza offrire garanzie di serietà, coerenza e coraggio. Dobbiamo prendere atto che esiste un muro di "cemento armato" fatto di disillusione e sfiducia. E quel muro non si abbatte con le parole, ma con i fatti. Per ora, però, chi governa sembra non interrogarsi minimamente sulle conseguenze delle proprie scelte. Durante le settimane scorse era stata ribadita pubblicamente la volontà di rispettare quanto richiesto da oltre mille cittadini attraverso una petizione ufficiale: ottenere garanzie concrete sui fondi, sul cronoprogramma e sulle condizioni necessarie per procedere con demolizione, bonifica e ricostruzione della scuola. 👉Per questo era stato chiesto di rafforzare l'emendamento sostituendo il burocratico "si riserva di chiedere" con un più chiaro e vincolante "CHIEDE SIN D'ORA", eliminando ogni margine di rinvio o ambiguità. Eppure, nonostante gli impegni assunti, il confronto con famiglie e docenti e perfino un emendamento dell'opposizione che recepiva quella richiesta, la Commissione ha approvato il testo della maggioranza senza la modifica richiesta dai cittadini. È qui che nasce l'amarezza. Perché che senso hanno incontri, confronti e ore di ascolto se poi, al momento delle decisioni, la volontà popolare viene lasciata sulla soglia della porta? La politica dovrebbe avere il coraggio di assumersi responsabilità, non di rifugiarsi nelle formule. Personalmente non ho intenzione di fermarmi all'indignazione. Continuerò a stare accanto ai genitori, ai comitati e a tutte le persone coinvolte, con la trasparenza e la sincerità che mi hanno insegnato. Di questa vicenda resta almeno una lezione: le idee e i programmi, da soli, non bastano. Senza rispetto, credibilità e senso etico dell'azione pubblica, diventano carta. E la fiducia, una volta tradita, presenta sempre il conto. #Scialoia #Municipio9 #Partecipazione #PoliticaETica #MilanoNord
    0 Commenti 0 Condivisioni 664 Visualizzazioni
  • Disastro Meta: l'azienda elimina il riconoscimento facciale dagli smart glasses dopo le polemiche
    Meta ha rimosso dal proprio software per smart glasses il sistema di riconoscimento facciale NameTag appena un giorno dopo un'inchiesta che ne aveva rivelato la presenza. Restano aperte le domande sulla gestione dei dati biometrici e sul futuro
    https://www.hwupgrade.it/news/wearables/disastro-meta-l-azienda-elimina-il-riconoscimento-facciale-dagli-smart-glasses-dopo-le-polemiche_154651.html
    Disastro Meta: l'azienda elimina il riconoscimento facciale dagli smart glasses dopo le polemiche Meta ha rimosso dal proprio software per smart glasses il sistema di riconoscimento facciale NameTag appena un giorno dopo un'inchiesta che ne aveva rivelato la presenza. Restano aperte le domande sulla gestione dei dati biometrici e sul futuro https://www.hwupgrade.it/news/wearables/disastro-meta-l-azienda-elimina-il-riconoscimento-facciale-dagli-smart-glasses-dopo-le-polemiche_154651.html
    WWW.HWUPGRADE.IT
    Disastro Meta: l'azienda elimina il riconoscimento facciale dagli smart glasses dopo le polemiche
    Meta ha rimosso dal proprio software per smart glasses il sistema di riconoscimento facciale NameTag appena un giorno dopo un'inchiesta che ne aveva rivelato la presenza. Restano aperte le domande sulla gestione dei dati biometrici e sul futuro della funzione
    Like
    1
    0 Commenti 0 Condivisioni 245 Visualizzazioni
  • GRANDISSIMO Enrico Ruggeri.
    Il 4 luglio tutti a Codogno a sostenere un grande artista!!!
    Enrico Ruggeri: "A Codogno stiano tranquilli, non sono uno di quelli che passa metà concerto a fare comizi, quando sono sul palco suono. Comunque l’aria che tira è preoccupante. Censura"
    Ruggeri accusato di censura dopo le polemiche del PD su Green pass e vaccini: la sua risposta da Codogno

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/02/enrico-ruggeri-a-codogno-stiano-tranquilli-non-sono-uno-di-quelli-che-passa-meta-concerto-a-fare-comizi-quando-sono-sul-palco-suono-comunque-laria-che-tira-e-preoccupante-censura/8406176/

    #iostoconenrico
    #ruggieriveroartista
    GRANDISSIMO Enrico Ruggeri. Il 4 luglio tutti a Codogno a sostenere un grande artista!!! Enrico Ruggeri: "A Codogno stiano tranquilli, non sono uno di quelli che passa metà concerto a fare comizi, quando sono sul palco suono. Comunque l’aria che tira è preoccupante. Censura" Ruggeri accusato di censura dopo le polemiche del PD su Green pass e vaccini: la sua risposta da Codogno https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/02/enrico-ruggeri-a-codogno-stiano-tranquilli-non-sono-uno-di-quelli-che-passa-meta-concerto-a-fare-comizi-quando-sono-sul-palco-suono-comunque-laria-che-tira-e-preoccupante-censura/8406176/ #iostoconenrico #ruggieriveroartista
    Like
    1
    0 Commenti 0 Condivisioni 596 Visualizzazioni
  • HANNO ROTTO il ***** con TUTTE QUESTE VERIFICHE. NON SI VIVE PIÙ!
    Il nuovo reCAPTCHA richiede uno smartphone Android certificato. Si stringe la morsa di Google sul web
    Google Cloud Fraud Defense, annunciato ad aprile come "evoluzione" del sistema anti-bot più diffuso al mondo, introduce un requisito che sta sollevando polemiche: per superare certi controlli servono Google Play Services su Android, o un iPhone. Chi usa un PC con Windows o Linux, senza uno smartphone certificato a portata di mano...
    https://www.dday.it/redazione/57355/il-nuovo-recaptcha-richiede-uno-smartphone-android-certificato-si-stringe-la-morsa-di-google-sul-web
    HANNO ROTTO il CAZZO con TUTTE QUESTE VERIFICHE. NON SI VIVE PIÙ! Il nuovo reCAPTCHA richiede uno smartphone Android certificato. Si stringe la morsa di Google sul web Google Cloud Fraud Defense, annunciato ad aprile come "evoluzione" del sistema anti-bot più diffuso al mondo, introduce un requisito che sta sollevando polemiche: per superare certi controlli servono Google Play Services su Android, o un iPhone. Chi usa un PC con Windows o Linux, senza uno smartphone certificato a portata di mano... https://www.dday.it/redazione/57355/il-nuovo-recaptcha-richiede-uno-smartphone-android-certificato-si-stringe-la-morsa-di-google-sul-web
    WWW.DDAY.IT
    Il nuovo reCAPTCHA richiede uno smartphone Android certificato. Si stringe la morsa di Google sul web
    Google Cloud Fraud Defense, annunciato ad aprile come "evoluzione" del sistema anti-bot più diffuso al mondo, introduce un requisito che sta sollevando polemiche: per superare certi controlli servono Google Play Services su Android, o un iPhone. Chi usa un PC con Windows o Linux, senza uno smartphone certificato a portata di mano, potrebbe trovarsi davanti a un muro.
    Angry
    1
    0 Commenti 0 Condivisioni 181 Visualizzazioni
  • "ANDARSELA A CERCARE (e il senso della mediazione)

    Vorrei starne fuori dalle solite polemiche, ma in Italia sembra praticamente impossibile.
    Provo allora a cercare motivazioni ulteriori in questo 25 Aprile. Porto con me un’esperienza significativa nel Coordinamento per la Pace: anche quest’anno siamo riusciti a mettere in corteo qualcosa che ci appartiene davvero, quel senso di “Resistenza che continua” dentro una modernità in cui certi fascismi non sono mai stati del tutto debellati. Abbiamo chiuso con un comizio alternativo, forse per pochi, forse per molti, ma con parole autentiche: di cuore, oltre che combattive. Ed è questo, alla fine, che conta.

    Per il resto, dispiace — ancora una volta — assistere, direttamente o per interposta cronaca, ai soliti siparietti tra Brigata Ebraica, ANPI ed esponenti politici nazionali, dopo l’allontanamento e la contestazione della Brigata dal corteo. Uno spettacolo che si ripete ciclicamente e che, in un contesto geopolitico come quello attuale — tra guerre di procura e accuse di genocidio — difficilmente poteva avere un esito diverso. Cosa ci si aspettava, davvero?

    Se il 25 Aprile resta, e deve restare, una festa di tutti — con il diritto di ciascuno di essere presente in piazza — è altrettanto evidente che negli anni abbia assunto tratti ibridi, a metà tra rave, sagra e passerella social (e qui, laissons tomber). Ma proprio per questo non possiamo sorprenderci di un finale già scritto, ora alimentato da botta e risposta tra Walker Meghnagi e l’ANPI, fino alle vie legali.

    A Milano, peraltro, le tensioni erano nell’aria già da settimane. E non ha certo aiutato una certa “sfrontatezza” da parte della Brigata Ebraica: presentarsi con simboli, bandiere e perfino immagini percepite come vicine all’establishment israelo-statunitense, in questo clima, equivale — piaccia o no — ad andarsela a cercare

    Quando si occupa una posizione così esposta, il basso profilo non è solo una questione di opportunità o dignità (ammesso che qualcuno voglia ancora parlarne), ma diventa persino una questione di "incolumità".

    Ed è forse per questo che oggi, 26 aprile, mi sento più vicino a posizioni lucide, razionali, come quelle di chi la Shoah l’ha vissuta e ne custodisce il senso più profondo. Chi conosce davvero il valore dei diritti umani e il significato autentico di una ricorrenza che rischiamo di svuotare.
    Non è democristiano, né ignavo, provare a leggere le cose in modo mediano — come suggerisce Edith Bruck. È, al contrario, uno degli interventi più onesti e centrati emersi in mezzo al rumore:

    - “Il 25 aprile riguarda la liberazione dell’Italia dal fascismo. Che c’entrano Israele e la sua bandiera?”
    E ancora: “Sfilino con la bandiera italiana quelli della Brigata ebraica e ringrazino il cielo di essere stati liberati dal fascismo. Nella piazza del 25 aprile doveva esserci posto solo per i simboli della liberazione e dell’antifascismo. Invece, sia da una parte che dall’altra, ne hanno approfittato per portare alla ribalta questioni del tutto fuori luogo.”

    -“Tutti pensano di fare una cosa giusta per la loro causa infilandosi al corteo del 25 aprile”.
    E chiude: “Finché sarà in corso il conflitto con i palestinesi, l’odio potrà solo crescere e avvelenare l’intera società. Le azioni del governo Netanyahu rappresentano un danno per tutti gli ebrei del mondo e aumentano l’antisemitismo. Al corteo bisognava portare la bandiera della pace”.

    C’è poco da aggiungere, in un contesto già saturo di tensione. La polemica continuerà, tra carte bollate e titoli gridati, come da copione.

    Resta, forse, solo una necessità: tornare a concentrarsi sulle esigenze reali di una città come Milano, che sul piano sociale non può più permettersi di perdere tempo. Nemmeno per indignarsi.

    #25Aprile #Resistenza #Milano #PoliticaItaliana #dirittiumani
    "ANDARSELA A CERCARE (e il senso della mediazione) Vorrei starne fuori dalle solite polemiche, ma in Italia sembra praticamente impossibile. Provo allora a cercare motivazioni ulteriori in questo 25 Aprile. Porto con me un’esperienza significativa nel Coordinamento per la Pace: anche quest’anno siamo riusciti a mettere in corteo qualcosa che ci appartiene davvero, quel senso di “Resistenza che continua” dentro una modernità in cui certi fascismi non sono mai stati del tutto debellati. Abbiamo chiuso con un comizio alternativo, forse per pochi, forse per molti, ma con parole autentiche: di cuore, oltre che combattive. Ed è questo, alla fine, che conta. Per il resto, dispiace — ancora una volta — assistere, direttamente o per interposta cronaca, ai soliti siparietti tra Brigata Ebraica, ANPI ed esponenti politici nazionali, dopo l’allontanamento e la contestazione della Brigata dal corteo. Uno spettacolo che si ripete ciclicamente e che, in un contesto geopolitico come quello attuale — tra guerre di procura e accuse di genocidio — difficilmente poteva avere un esito diverso. Cosa ci si aspettava, davvero? Se il 25 Aprile resta, e deve restare, una festa di tutti — con il diritto di ciascuno di essere presente in piazza — è altrettanto evidente che negli anni abbia assunto tratti ibridi, a metà tra rave, sagra e passerella social (e qui, laissons tomber). Ma proprio per questo non possiamo sorprenderci di un finale già scritto, ora alimentato da botta e risposta tra Walker Meghnagi e l’ANPI, fino alle vie legali. A Milano, peraltro, le tensioni erano nell’aria già da settimane. E non ha certo aiutato una certa “sfrontatezza” da parte della Brigata Ebraica: presentarsi con simboli, bandiere e perfino immagini percepite come vicine all’establishment israelo-statunitense, in questo clima, equivale — piaccia o no — ad andarsela a cercare ❌ Quando si occupa una posizione così esposta, il basso profilo non è solo una questione di opportunità o dignità (ammesso che qualcuno voglia ancora parlarne), ma diventa persino una questione di "incolumità". Ed è forse per questo che oggi, 26 aprile, mi sento più vicino a posizioni lucide, razionali, come quelle di chi la Shoah l’ha vissuta e ne custodisce il senso più profondo. Chi conosce davvero il valore dei diritti umani e il significato autentico di una ricorrenza che rischiamo di svuotare. Non è democristiano, né ignavo, provare a leggere le cose in modo mediano — come suggerisce Edith Bruck. È, al contrario, uno degli interventi più onesti e centrati emersi in mezzo al rumore: - “Il 25 aprile riguarda la liberazione dell’Italia dal fascismo. Che c’entrano Israele e la sua bandiera?” E ancora: “Sfilino con la bandiera italiana quelli della Brigata ebraica e ringrazino il cielo di essere stati liberati dal fascismo. Nella piazza del 25 aprile doveva esserci posto solo per i simboli della liberazione e dell’antifascismo. Invece, sia da una parte che dall’altra, ne hanno approfittato per portare alla ribalta questioni del tutto fuori luogo.” -“Tutti pensano di fare una cosa giusta per la loro causa infilandosi al corteo del 25 aprile”. E chiude: “Finché sarà in corso il conflitto con i palestinesi, l’odio potrà solo crescere e avvelenare l’intera società. Le azioni del governo Netanyahu rappresentano un danno per tutti gli ebrei del mondo e aumentano l’antisemitismo. Al corteo bisognava portare la bandiera della pace”. C’è poco da aggiungere, in un contesto già saturo di tensione. La polemica continuerà, tra carte bollate e titoli gridati, come da copione. Resta, forse, solo una necessità: tornare a concentrarsi sulle esigenze reali di una città come Milano, che sul piano sociale non può più permettersi di perdere tempo. Nemmeno per indignarsi. #25Aprile #Resistenza #Milano #PoliticaItaliana #dirittiumani
    0 Commenti 0 Condivisioni 2K Visualizzazioni
  • Ecco un elenco ragionato e completo delle principali inchieste giudiziarie che hanno coinvolto Claudio Lotito nel tempo. Le dividiamo per ambito e anno, distinguendo tra procedimenti penali, sportivi e situazioni concluse (archiviazioni, prescrizioni, assoluzioni).

    Principali inchieste e procedimenti
    1. Inchiesta appalti Regione Lazio (1992)

    Accusa: turbativa d’asta e irregolarità negli appalti pubblici

    Fatti: coinvolto in un’indagine su gare per servizi di pulizia

    Esito: arresto all’epoca, ma vicenda poi rientrata senza sviluppi penali rilevanti nel lungo periodo

    2. Caso “Calciopoli” (2005–2013)

    Ambito: sportivo e penale

    Accuse: illeciti sportivi e rapporti con il sistema arbitrale

    Esiti:

    Sportivo: squalifica (ridotta a 4 mesi)

    Penale: condanna in primo e secondo grado, poi prescrizione nel 2013

    Coinvolto nello scandalo generale del calcio italiano Calciopoli

    3. Aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza (2009–2014)

    Accuse: manipolazione del mercato e ostacolo agli organi di controllo

    Esito:

    Condanna in primo grado (2 anni)

    In appello: parte dei reati prescritti

    Residuo reato ridimensionato con pena convertita

    4. Omessa alienazione partecipazioni (anni 2010)

    Collegata ai procedimenti finanziari sulla Lazio

    Esito: condanna definitiva lieve (pena pecuniaria)

    5. Inchiesta “Iodice” / telefonate FIGC (2015)

    Accusa: tentata estorsione

    Contesto: intercettazioni e polemiche su gestione campionati

    Esito: procedimento senza sviluppi penali rilevanti (archiviazioni/paralleli)

    6. Inchiesta Napoli – tentata estorsione (2015)

    Accusa: tentata estorsione nell’ambito di dinamiche del calcio

    Azioni: perquisizioni anche in FIGC

    Esito: non risultano condanne definitive

    7. Inchiesta “Fuorigioco” (2016–2020)

    Accuse:

    evasione fiscale

    false fatturazioni nella compravendita di calciatori

    Esito: assoluzione

    8. Caso multe cancellate Roma (2019)

    Accusa: falso e truffa

    Fatti: coinvolto in un’indagine su annullamento illecito di multe

    Esito: indagine, senza esiti penali definitivi noti
    Ecco un elenco ragionato e completo delle principali inchieste giudiziarie che hanno coinvolto Claudio Lotito nel tempo. Le dividiamo per ambito e anno, distinguendo tra procedimenti penali, sportivi e situazioni concluse (archiviazioni, prescrizioni, assoluzioni). 🧾 Principali inchieste e procedimenti 🔴 1. Inchiesta appalti Regione Lazio (1992) Accusa: turbativa d’asta e irregolarità negli appalti pubblici Fatti: coinvolto in un’indagine su gare per servizi di pulizia Esito: arresto all’epoca, ma vicenda poi rientrata senza sviluppi penali rilevanti nel lungo periodo 🔴 2. Caso “Calciopoli” (2005–2013) Ambito: sportivo e penale Accuse: illeciti sportivi e rapporti con il sistema arbitrale Esiti: Sportivo: squalifica (ridotta a 4 mesi) Penale: condanna in primo e secondo grado, poi prescrizione nel 2013 Coinvolto nello scandalo generale del calcio italiano Calciopoli 🔴 3. Aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza (2009–2014) Accuse: manipolazione del mercato e ostacolo agli organi di controllo Esito: Condanna in primo grado (2 anni) In appello: parte dei reati prescritti Residuo reato ridimensionato con pena convertita 🔴 4. Omessa alienazione partecipazioni (anni 2010) Collegata ai procedimenti finanziari sulla Lazio Esito: condanna definitiva lieve (pena pecuniaria) 🔴 5. Inchiesta “Iodice” / telefonate FIGC (2015) Accusa: tentata estorsione Contesto: intercettazioni e polemiche su gestione campionati Esito: procedimento senza sviluppi penali rilevanti (archiviazioni/paralleli) 🔴 6. Inchiesta Napoli – tentata estorsione (2015) Accusa: tentata estorsione nell’ambito di dinamiche del calcio Azioni: perquisizioni anche in FIGC Esito: non risultano condanne definitive 🔴 7. Inchiesta “Fuorigioco” (2016–2020) Accuse: evasione fiscale false fatturazioni nella compravendita di calciatori Esito: assoluzione 🔴 8. Caso multe cancellate Roma (2019) Accusa: falso e truffa Fatti: coinvolto in un’indagine su annullamento illecito di multe Esito: indagine, senza esiti penali definitivi noti
    Angry
    1
    0 Commenti 0 Condivisioni 2K Visualizzazioni
  • NULLA CAMBIA! CORRUZIONE ai MASSIMI LIVELLI, COME POTREBBE ESSERE ALTRIMENTI!
    UNA CATEGORIA di SUPER PROTETTI!
    Concorso notai nel caos: appunti segreti e 'santi' nella lista degli ammessi all'orale
    Un documento con annotazioni improprie sui candidati: anonimato compromesso e polemiche.
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/20/scandalo-concorso-notai-appunti-sospetti-oggi/8298564
    NULLA CAMBIA! CORRUZIONE ai MASSIMI LIVELLI, COME POTREBBE ESSERE ALTRIMENTI! UNA CATEGORIA di SUPER PROTETTI! Concorso notai nel caos: appunti segreti e 'santi' nella lista degli ammessi all'orale Un documento con annotazioni improprie sui candidati: anonimato compromesso e polemiche. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/20/scandalo-concorso-notai-appunti-sospetti-oggi/8298564
    WWW.ILFATTOQUOTIDIANO.IT
    Concorso notai nel caos: appunti segreti e 'santi' nella lista degli ammessi all'orale
    Un documento con annotazioni improprie sui candidati: anonimato compromesso e polemiche
    0 Commenti 0 Condivisioni 918 Visualizzazioni
  • Francamente non ci crediamo molto. I dubbi restano molti...
    Piantedosi sugli agenti Ice: "Non saranno operativi in Italia"
    Il ministro risponde alle polemiche sull'accordo con gli USA e attacca Conte: "In passato militari russi in Italia"
    https://www.ilfattoquotidiano.it/politica-palazzo/live-post/2026/02/04/agenti-ice-italia-piantedosi-dichiarazioni-oggi/8279616/
    Francamente non ci crediamo molto. I dubbi restano molti... Piantedosi sugli agenti Ice: "Non saranno operativi in Italia" Il ministro risponde alle polemiche sull'accordo con gli USA e attacca Conte: "In passato militari russi in Italia" https://www.ilfattoquotidiano.it/politica-palazzo/live-post/2026/02/04/agenti-ice-italia-piantedosi-dichiarazioni-oggi/8279616/
    WWW.ILFATTOQUOTIDIANO.IT
    Piantedosi sugli agenti Ice: "Non saranno operativi in Italia"
    Il ministro risponde alle polemiche sull'accordo con gli USA e attacca Conte: "In passato militari russi in Italia"
    Angry
    1
    0 Commenti 0 Condivisioni 705 Visualizzazioni
  • DIO ce NE SCAMPI!

    Mario Draghi di nuovo in corsa per la Presidenza della Repubblica appoggiato dal CDX, il rischio della salita al Colle del fautore del Green Pass e della guerra alla Russia

    La nuova corsa di Draghi per il ruolo di Presidente della Repubblica, sostenuta da FdI, Lega e FI con la discesa in campo e la regia di Marina Berlusconi, riaccende il rischio di rivivere le decisioni più criticate e gli "errori" del suo governo: dal Green Pass "imposto senza basi scientifiche" alle sanzioni contro la Russia, "inefficaci e dannose per l’Europa". Tra le polemiche per la sua ascesa al Quirinale, torna ad avere peso il giudizio di Cossiga, che definì Draghi un "vile affarista"

    https://www.ilgiornaleditalia.it/news/politica/762613/mario-draghi-in-corsa-presidenza-repubblica-appoggiato-cdx-rischio-green-pass-guerra-russia.html
    DIO ce NE SCAMPI! Mario Draghi di nuovo in corsa per la Presidenza della Repubblica appoggiato dal CDX, il rischio della salita al Colle del fautore del Green Pass e della guerra alla Russia La nuova corsa di Draghi per il ruolo di Presidente della Repubblica, sostenuta da FdI, Lega e FI con la discesa in campo e la regia di Marina Berlusconi, riaccende il rischio di rivivere le decisioni più criticate e gli "errori" del suo governo: dal Green Pass "imposto senza basi scientifiche" alle sanzioni contro la Russia, "inefficaci e dannose per l’Europa". Tra le polemiche per la sua ascesa al Quirinale, torna ad avere peso il giudizio di Cossiga, che definì Draghi un "vile affarista" https://www.ilgiornaleditalia.it/news/politica/762613/mario-draghi-in-corsa-presidenza-repubblica-appoggiato-cdx-rischio-green-pass-guerra-russia.html
    WWW.ILGIORNALEDITALIA.IT
    Mario Draghi di nuovo in corsa per la Presidenza della Repubblica appoggiato dal CDX, il rischio della salita al Colle del fautore del Green Pass e della guerra alla Russia - RUMORS
    La nuova corsa di Draghi per il ruolo di Presidente della Repubblica, sostenuta da FdI, Lega e FI con la discesa in campo e la regia di Marina Berlusconi, riaccende il rischio di rivivere le decisioni più criticate e gli "errori" del suo governo: dal Green Pass "imposto senza b...
    Angry
    1
    0 Commenti 0 Condivisioni 2K Visualizzazioni
  • Polemiche per la norma (saltata) che toglieva alle aziende l’obbligo di pagare gli arretrati ai dipendenti che fanno ricorso per i salari troppo bassi. Ma quelle buste paga erano frutto di tanti accordi siglati dalla Cgil.

    di @tobiadestefano
    Polemiche per la norma (saltata) che toglieva alle aziende l’obbligo di pagare gli arretrati ai dipendenti che fanno ricorso per i salari troppo bassi. Ma quelle buste paga erano frutto di tanti accordi siglati dalla Cgil. di @tobiadestefano
    Angry
    1
    0 Commenti 0 Condivisioni 1K Visualizzazioni
Altri risultati
Scenario.press - libera espressione https://www.scenario.press