EMENDAMENTO MALEDETTO
Per un O.D.G. municipale nato male e finito peggio.
E non lo dico per alimentare polemiche o raccogliere facile consenso. Qui si parla di un servizio pubblico essenziale e di una scuola come la Scialoia, a cui sono personalmente legato: per otto anni è stata il luogo in cui mia figlia ha mosso i suoi primi passi nel mondo dell'istruzione.
Prendo semplicemente atto di quanto accaduto nella Commissione consiliare del 18 giugno, alla quale non ho potuto partecipare, ma che mi è stata raccontata da genitori e comitati presenti.
Che dire?
Hanno ragione i cittadini a essere infuriati.
Hanno ragione quando smettono di avere fiducia nelle istituzioni, a qualsiasi livello.
Hanno ragione quando scelgono l'astensionismo come forma di autodifesa della propria intelligenza.
E hanno ragione quando guardano con diffidenza chiunque si presenti con nuove promesse politiche senza offrire garanzie di serietà, coerenza e coraggio.
Dobbiamo prendere atto che esiste un muro di "cemento armato" fatto di disillusione e sfiducia. E quel muro non si abbatte con le parole, ma con i fatti.
Per ora, però, chi governa sembra non interrogarsi minimamente sulle conseguenze delle proprie scelte.
Durante le settimane scorse era stata ribadita pubblicamente la volontà di rispettare quanto richiesto da oltre mille cittadini attraverso una petizione ufficiale: ottenere garanzie concrete sui fondi, sul cronoprogramma e sulle condizioni necessarie per procedere con demolizione, bonifica e ricostruzione della scuola.
Per questo era stato chiesto di rafforzare l'emendamento sostituendo il burocratico "si riserva di chiedere" con un più chiaro e vincolante "CHIEDE SIN D'ORA", eliminando ogni margine di rinvio o ambiguità.
Eppure, nonostante gli impegni assunti, il confronto con famiglie e docenti e perfino un emendamento dell'opposizione che recepiva quella richiesta, la Commissione ha approvato il testo della maggioranza senza la modifica richiesta dai cittadini.
È qui che nasce l'amarezza.
Perché che senso hanno incontri, confronti e ore di ascolto se poi, al momento delle decisioni, la volontà popolare viene lasciata sulla soglia della porta?
La politica dovrebbe avere il coraggio di assumersi responsabilità, non di rifugiarsi nelle formule.
Personalmente non ho intenzione di fermarmi all'indignazione. Continuerò a stare accanto ai genitori, ai comitati e a tutte le persone coinvolte, con la trasparenza e la sincerità che mi hanno insegnato.
Di questa vicenda resta almeno una lezione: le idee e i programmi, da soli, non bastano. Senza rispetto, credibilità e senso etico dell'azione pubblica, diventano carta.
E la fiducia, una volta tradita, presenta sempre il conto.
#Scialoia #Municipio9 #Partecipazione #PoliticaETica #MilanoNord
Per un O.D.G. municipale nato male e finito peggio.
E non lo dico per alimentare polemiche o raccogliere facile consenso. Qui si parla di un servizio pubblico essenziale e di una scuola come la Scialoia, a cui sono personalmente legato: per otto anni è stata il luogo in cui mia figlia ha mosso i suoi primi passi nel mondo dell'istruzione.
Prendo semplicemente atto di quanto accaduto nella Commissione consiliare del 18 giugno, alla quale non ho potuto partecipare, ma che mi è stata raccontata da genitori e comitati presenti.
Che dire?
Hanno ragione i cittadini a essere infuriati.
Hanno ragione quando smettono di avere fiducia nelle istituzioni, a qualsiasi livello.
Hanno ragione quando scelgono l'astensionismo come forma di autodifesa della propria intelligenza.
E hanno ragione quando guardano con diffidenza chiunque si presenti con nuove promesse politiche senza offrire garanzie di serietà, coerenza e coraggio.
Dobbiamo prendere atto che esiste un muro di "cemento armato" fatto di disillusione e sfiducia. E quel muro non si abbatte con le parole, ma con i fatti.
Per ora, però, chi governa sembra non interrogarsi minimamente sulle conseguenze delle proprie scelte.
Durante le settimane scorse era stata ribadita pubblicamente la volontà di rispettare quanto richiesto da oltre mille cittadini attraverso una petizione ufficiale: ottenere garanzie concrete sui fondi, sul cronoprogramma e sulle condizioni necessarie per procedere con demolizione, bonifica e ricostruzione della scuola.
Per questo era stato chiesto di rafforzare l'emendamento sostituendo il burocratico "si riserva di chiedere" con un più chiaro e vincolante "CHIEDE SIN D'ORA", eliminando ogni margine di rinvio o ambiguità.
Eppure, nonostante gli impegni assunti, il confronto con famiglie e docenti e perfino un emendamento dell'opposizione che recepiva quella richiesta, la Commissione ha approvato il testo della maggioranza senza la modifica richiesta dai cittadini.
È qui che nasce l'amarezza.
Perché che senso hanno incontri, confronti e ore di ascolto se poi, al momento delle decisioni, la volontà popolare viene lasciata sulla soglia della porta?
La politica dovrebbe avere il coraggio di assumersi responsabilità, non di rifugiarsi nelle formule.
Personalmente non ho intenzione di fermarmi all'indignazione. Continuerò a stare accanto ai genitori, ai comitati e a tutte le persone coinvolte, con la trasparenza e la sincerità che mi hanno insegnato.
Di questa vicenda resta almeno una lezione: le idee e i programmi, da soli, non bastano. Senza rispetto, credibilità e senso etico dell'azione pubblica, diventano carta.
E la fiducia, una volta tradita, presenta sempre il conto.
#Scialoia #Municipio9 #Partecipazione #PoliticaETica #MilanoNord
EMENDAMENTO MALEDETTO
Per un O.D.G. municipale nato male e finito peggio.
E non lo dico per alimentare polemiche o raccogliere facile consenso. Qui si parla di un servizio pubblico essenziale e di una scuola come la Scialoia, a cui sono personalmente legato: per otto anni è stata il luogo in cui mia figlia ha mosso i suoi primi passi nel mondo dell'istruzione.
Prendo semplicemente atto di quanto accaduto nella Commissione consiliare del 18 giugno, alla quale non ho potuto partecipare, ma che mi è stata raccontata da genitori e comitati presenti.
Che dire?
Hanno ragione i cittadini a essere infuriati.
Hanno ragione quando smettono di avere fiducia nelle istituzioni, a qualsiasi livello.
Hanno ragione quando scelgono l'astensionismo come forma di autodifesa della propria intelligenza.
E hanno ragione quando guardano con diffidenza chiunque si presenti con nuove promesse politiche senza offrire garanzie di serietà, coerenza e coraggio.
Dobbiamo prendere atto che esiste un muro di "cemento armato" fatto di disillusione e sfiducia. E quel muro non si abbatte con le parole, ma con i fatti.
Per ora, però, chi governa sembra non interrogarsi minimamente sulle conseguenze delle proprie scelte.
Durante le settimane scorse era stata ribadita pubblicamente la volontà di rispettare quanto richiesto da oltre mille cittadini attraverso una petizione ufficiale: ottenere garanzie concrete sui fondi, sul cronoprogramma e sulle condizioni necessarie per procedere con demolizione, bonifica e ricostruzione della scuola.
👉Per questo era stato chiesto di rafforzare l'emendamento sostituendo il burocratico "si riserva di chiedere" con un più chiaro e vincolante "CHIEDE SIN D'ORA", eliminando ogni margine di rinvio o ambiguità.
Eppure, nonostante gli impegni assunti, il confronto con famiglie e docenti e perfino un emendamento dell'opposizione che recepiva quella richiesta, la Commissione ha approvato il testo della maggioranza senza la modifica richiesta dai cittadini.
È qui che nasce l'amarezza.
Perché che senso hanno incontri, confronti e ore di ascolto se poi, al momento delle decisioni, la volontà popolare viene lasciata sulla soglia della porta?
La politica dovrebbe avere il coraggio di assumersi responsabilità, non di rifugiarsi nelle formule.
Personalmente non ho intenzione di fermarmi all'indignazione. Continuerò a stare accanto ai genitori, ai comitati e a tutte le persone coinvolte, con la trasparenza e la sincerità che mi hanno insegnato.
Di questa vicenda resta almeno una lezione: le idee e i programmi, da soli, non bastano. Senza rispetto, credibilità e senso etico dell'azione pubblica, diventano carta.
E la fiducia, una volta tradita, presenta sempre il conto.
#Scialoia #Municipio9 #Partecipazione #PoliticaETica #MilanoNord
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