• "ANDARSELA A CERCARE (e il senso della mediazione)

    Vorrei starne fuori dalle solite polemiche, ma in Italia sembra praticamente impossibile.
    Provo allora a cercare motivazioni ulteriori in questo 25 Aprile. Porto con me un’esperienza significativa nel Coordinamento per la Pace: anche quest’anno siamo riusciti a mettere in corteo qualcosa che ci appartiene davvero, quel senso di “Resistenza che continua” dentro una modernità in cui certi fascismi non sono mai stati del tutto debellati. Abbiamo chiuso con un comizio alternativo, forse per pochi, forse per molti, ma con parole autentiche: di cuore, oltre che combattive. Ed è questo, alla fine, che conta.

    Per il resto, dispiace — ancora una volta — assistere, direttamente o per interposta cronaca, ai soliti siparietti tra Brigata Ebraica, ANPI ed esponenti politici nazionali, dopo l’allontanamento e la contestazione della Brigata dal corteo. Uno spettacolo che si ripete ciclicamente e che, in un contesto geopolitico come quello attuale — tra guerre di procura e accuse di genocidio — difficilmente poteva avere un esito diverso. Cosa ci si aspettava, davvero?

    Se il 25 Aprile resta, e deve restare, una festa di tutti — con il diritto di ciascuno di essere presente in piazza — è altrettanto evidente che negli anni abbia assunto tratti ibridi, a metà tra rave, sagra e passerella social (e qui, laissons tomber). Ma proprio per questo non possiamo sorprenderci di un finale già scritto, ora alimentato da botta e risposta tra Walker Meghnagi e l’ANPI, fino alle vie legali.

    A Milano, peraltro, le tensioni erano nell’aria già da settimane. E non ha certo aiutato una certa “sfrontatezza” da parte della Brigata Ebraica: presentarsi con simboli, bandiere e perfino immagini percepite come vicine all’establishment israelo-statunitense, in questo clima, equivale — piaccia o no — ad andarsela a cercare

    Quando si occupa una posizione così esposta, il basso profilo non è solo una questione di opportunità o dignità (ammesso che qualcuno voglia ancora parlarne), ma diventa persino una questione di "incolumità".

    Ed è forse per questo che oggi, 26 aprile, mi sento più vicino a posizioni lucide, razionali, come quelle di chi la Shoah l’ha vissuta e ne custodisce il senso più profondo. Chi conosce davvero il valore dei diritti umani e il significato autentico di una ricorrenza che rischiamo di svuotare.
    Non è democristiano, né ignavo, provare a leggere le cose in modo mediano — come suggerisce Edith Bruck. È, al contrario, uno degli interventi più onesti e centrati emersi in mezzo al rumore:

    - “Il 25 aprile riguarda la liberazione dell’Italia dal fascismo. Che c’entrano Israele e la sua bandiera?”
    E ancora: “Sfilino con la bandiera italiana quelli della Brigata ebraica e ringrazino il cielo di essere stati liberati dal fascismo. Nella piazza del 25 aprile doveva esserci posto solo per i simboli della liberazione e dell’antifascismo. Invece, sia da una parte che dall’altra, ne hanno approfittato per portare alla ribalta questioni del tutto fuori luogo.”

    -“Tutti pensano di fare una cosa giusta per la loro causa infilandosi al corteo del 25 aprile”.
    E chiude: “Finché sarà in corso il conflitto con i palestinesi, l’odio potrà solo crescere e avvelenare l’intera società. Le azioni del governo Netanyahu rappresentano un danno per tutti gli ebrei del mondo e aumentano l’antisemitismo. Al corteo bisognava portare la bandiera della pace”.

    C’è poco da aggiungere, in un contesto già saturo di tensione. La polemica continuerà, tra carte bollate e titoli gridati, come da copione.

    Resta, forse, solo una necessità: tornare a concentrarsi sulle esigenze reali di una città come Milano, che sul piano sociale non può più permettersi di perdere tempo. Nemmeno per indignarsi.

    #25Aprile #Resistenza #Milano #PoliticaItaliana #dirittiumani
    "ANDARSELA A CERCARE (e il senso della mediazione) Vorrei starne fuori dalle solite polemiche, ma in Italia sembra praticamente impossibile. Provo allora a cercare motivazioni ulteriori in questo 25 Aprile. Porto con me un’esperienza significativa nel Coordinamento per la Pace: anche quest’anno siamo riusciti a mettere in corteo qualcosa che ci appartiene davvero, quel senso di “Resistenza che continua” dentro una modernità in cui certi fascismi non sono mai stati del tutto debellati. Abbiamo chiuso con un comizio alternativo, forse per pochi, forse per molti, ma con parole autentiche: di cuore, oltre che combattive. Ed è questo, alla fine, che conta. Per il resto, dispiace — ancora una volta — assistere, direttamente o per interposta cronaca, ai soliti siparietti tra Brigata Ebraica, ANPI ed esponenti politici nazionali, dopo l’allontanamento e la contestazione della Brigata dal corteo. Uno spettacolo che si ripete ciclicamente e che, in un contesto geopolitico come quello attuale — tra guerre di procura e accuse di genocidio — difficilmente poteva avere un esito diverso. Cosa ci si aspettava, davvero? Se il 25 Aprile resta, e deve restare, una festa di tutti — con il diritto di ciascuno di essere presente in piazza — è altrettanto evidente che negli anni abbia assunto tratti ibridi, a metà tra rave, sagra e passerella social (e qui, laissons tomber). Ma proprio per questo non possiamo sorprenderci di un finale già scritto, ora alimentato da botta e risposta tra Walker Meghnagi e l’ANPI, fino alle vie legali. A Milano, peraltro, le tensioni erano nell’aria già da settimane. E non ha certo aiutato una certa “sfrontatezza” da parte della Brigata Ebraica: presentarsi con simboli, bandiere e perfino immagini percepite come vicine all’establishment israelo-statunitense, in questo clima, equivale — piaccia o no — ad andarsela a cercare ❌ Quando si occupa una posizione così esposta, il basso profilo non è solo una questione di opportunità o dignità (ammesso che qualcuno voglia ancora parlarne), ma diventa persino una questione di "incolumità". Ed è forse per questo che oggi, 26 aprile, mi sento più vicino a posizioni lucide, razionali, come quelle di chi la Shoah l’ha vissuta e ne custodisce il senso più profondo. Chi conosce davvero il valore dei diritti umani e il significato autentico di una ricorrenza che rischiamo di svuotare. Non è democristiano, né ignavo, provare a leggere le cose in modo mediano — come suggerisce Edith Bruck. È, al contrario, uno degli interventi più onesti e centrati emersi in mezzo al rumore: - “Il 25 aprile riguarda la liberazione dell’Italia dal fascismo. Che c’entrano Israele e la sua bandiera?” E ancora: “Sfilino con la bandiera italiana quelli della Brigata ebraica e ringrazino il cielo di essere stati liberati dal fascismo. Nella piazza del 25 aprile doveva esserci posto solo per i simboli della liberazione e dell’antifascismo. Invece, sia da una parte che dall’altra, ne hanno approfittato per portare alla ribalta questioni del tutto fuori luogo.” -“Tutti pensano di fare una cosa giusta per la loro causa infilandosi al corteo del 25 aprile”. E chiude: “Finché sarà in corso il conflitto con i palestinesi, l’odio potrà solo crescere e avvelenare l’intera società. Le azioni del governo Netanyahu rappresentano un danno per tutti gli ebrei del mondo e aumentano l’antisemitismo. Al corteo bisognava portare la bandiera della pace”. C’è poco da aggiungere, in un contesto già saturo di tensione. La polemica continuerà, tra carte bollate e titoli gridati, come da copione. Resta, forse, solo una necessità: tornare a concentrarsi sulle esigenze reali di una città come Milano, che sul piano sociale non può più permettersi di perdere tempo. Nemmeno per indignarsi. #25Aprile #Resistenza #Milano #PoliticaItaliana #dirittiumani
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  • Un presente chiaro e molto oscuro

    L'attacco immediato di Israele contro il Libano per spezzare al suo sorgere la tregua tra Trump e l'Iran è la dimostrazione di chi comanda veramente il mondo.
    Infatti, dimostra che Trump è completamente nella mani di Netanyahu, e quindi gli USA nelle mani di Israele, e quindi il mondo nella mani di Israele.
    E non solo perché Trump è sotto ricatto per la trappola creata diabolicamente tramite Epstein. Questo è palese, ma non basta a spiegare la dipendenza ossessiva degli USA dal mondo ebraico, che risale al dopoguerra e non certo dal 2025. Gli ebrei sono incastonati in ogni posto di potere, soprattutto economico-finanziario e mediatico, negli USA (e non solo negli USA, come in Italia sappiamo bene).
    Chiunque al mondo avesse fatto un centesimo di quello che ha fatto Netanyahu negli ultimi tre anni, sarebbe già stato ucciso, o almeno deportato all'Aja e condannato, o almeno il suo Paese, ovvero Israele, distrutto economicamente con sanzioni pesantissime e isolato dal consesso delle nazioni.
    Pensate cosa sarebbe accaduto se Putin avesse fatto un decimo di quello che stanno facendo Trump e Netanyahu.
    Invece Netanyahu è al suo posto di comando e Israele domina indisturbato, al punto che può fare guerra a chi vuole, quando vuole, come vuole. E ha in pugno Trump e gli USA. E quindi l'Italia.
    Ma, chi legge questo mio commento, capirà che non deve fidarsi dei nostrani sostenitori di Israele, né seguirli? No. Sia per la ormai vastissima dissociazione che colpisce strutturalmente gli intelletti di milioni di persone, ormai ridotte a vivere di sentimenti e non più di logos.
    Sia per interessi personali (questi comandano sempre).
    Sia per non dover ammettere a se stessi e agli altri di non aver capito niente seguendo i sostenitori dell'inferno in terra, magari sotto la maschera della fede cattolica o della difesa della vita.
    Sia per affezionamento sentimentale a forze clericali e partitiche dalle quali non ci si vuole scrollare.
    Tanto, a morire sotto i bombardamenti sono i palestinesi, i libanesi o gli iraniani (per ora).
    Al massimo, qualche soldato americano (strano che non ci siano notizie di soldati ebrei caduti in Iran, vero? Cadono solo gli americani).
    Ma tutti si consolano seguendo Mentana, il quale ha manifestato il suo appoggio al movimento "No Kings" mettendo una foto di Trump e Putin. Ma senza Netanyahu, ovviamente, il quale per Mentana non è cattivo.
    Ben gli sta a Trump, che è diventato il bersaglio dell'odio del mondo intero anche con il carico del suo amico e ricattatore Netanyahu, ben più furbo di lui. Questo è il prezzo di essersi venduto ai piaceri della vita cadendo nella trappola di un mostro creato ad arte dai servizi segreti.
    Quali servizi segreti? Provate a indovinare.
    Nel frattempo, quella parte di mondo ci sta preparando il servizio a noi, con il prossimo blocco energetico, che sarà il proemio del tentativo di realizzazione dell'Agenda 2030 nel mondo.
    E la nostra vita diventerà un inferno.
    Ma i seguaci dei sostenitori di Israele continueranno imperterriti a seguire i propri carnefici. Perché combattono l'aborto.
    Mentre i loro eroi massacrano un numero immenso di bambini, come di adulti e di anziani. E finanziano le onnipotenti organizzazioni abortive del globalismo.
    Qualcuno lo capisce?
    E che dire di Trump, che da un lato combatte, anche efficacemente, questo globalismo abortista, genderista, post-umano woke, e, dall'altro, è schiavetto dei signori del globalismo woke?
    Meglio, in questi giorni, non fare grandi proclami di comprensione del presente e tanto meno di future previsioni.
    Meglio limitarsi a descrivere i fatti per quello che sono. E poi vedere cosa accade.
    Tentando di far ragionare l'immensa marea degli insipienti "benpensanti". Di più, non possiamo fare.
    In attesa, che il governo degli schiavi che è al potere in Italia ci proibisca, in nome della Costituzione più bella e democratica del mondo, di poter parlare liberamente per denunciare il male del mondo. (MV)
    Un presente chiaro e molto oscuro L'attacco immediato di Israele contro il Libano per spezzare al suo sorgere la tregua tra Trump e l'Iran è la dimostrazione di chi comanda veramente il mondo. Infatti, dimostra che Trump è completamente nella mani di Netanyahu, e quindi gli USA nelle mani di Israele, e quindi il mondo nella mani di Israele. E non solo perché Trump è sotto ricatto per la trappola creata diabolicamente tramite Epstein. Questo è palese, ma non basta a spiegare la dipendenza ossessiva degli USA dal mondo ebraico, che risale al dopoguerra e non certo dal 2025. Gli ebrei sono incastonati in ogni posto di potere, soprattutto economico-finanziario e mediatico, negli USA (e non solo negli USA, come in Italia sappiamo bene). Chiunque al mondo avesse fatto un centesimo di quello che ha fatto Netanyahu negli ultimi tre anni, sarebbe già stato ucciso, o almeno deportato all'Aja e condannato, o almeno il suo Paese, ovvero Israele, distrutto economicamente con sanzioni pesantissime e isolato dal consesso delle nazioni. Pensate cosa sarebbe accaduto se Putin avesse fatto un decimo di quello che stanno facendo Trump e Netanyahu. Invece Netanyahu è al suo posto di comando e Israele domina indisturbato, al punto che può fare guerra a chi vuole, quando vuole, come vuole. E ha in pugno Trump e gli USA. E quindi l'Italia. Ma, chi legge questo mio commento, capirà che non deve fidarsi dei nostrani sostenitori di Israele, né seguirli? No. Sia per la ormai vastissima dissociazione che colpisce strutturalmente gli intelletti di milioni di persone, ormai ridotte a vivere di sentimenti e non più di logos. Sia per interessi personali (questi comandano sempre). Sia per non dover ammettere a se stessi e agli altri di non aver capito niente seguendo i sostenitori dell'inferno in terra, magari sotto la maschera della fede cattolica o della difesa della vita. Sia per affezionamento sentimentale a forze clericali e partitiche dalle quali non ci si vuole scrollare. Tanto, a morire sotto i bombardamenti sono i palestinesi, i libanesi o gli iraniani (per ora). Al massimo, qualche soldato americano (strano che non ci siano notizie di soldati ebrei caduti in Iran, vero? Cadono solo gli americani). Ma tutti si consolano seguendo Mentana, il quale ha manifestato il suo appoggio al movimento "No Kings" mettendo una foto di Trump e Putin. Ma senza Netanyahu, ovviamente, il quale per Mentana non è cattivo. Ben gli sta a Trump, che è diventato il bersaglio dell'odio del mondo intero anche con il carico del suo amico e ricattatore Netanyahu, ben più furbo di lui. Questo è il prezzo di essersi venduto ai piaceri della vita cadendo nella trappola di un mostro creato ad arte dai servizi segreti. Quali servizi segreti? Provate a indovinare. Nel frattempo, quella parte di mondo ci sta preparando il servizio a noi, con il prossimo blocco energetico, che sarà il proemio del tentativo di realizzazione dell'Agenda 2030 nel mondo. E la nostra vita diventerà un inferno. Ma i seguaci dei sostenitori di Israele continueranno imperterriti a seguire i propri carnefici. Perché combattono l'aborto. Mentre i loro eroi massacrano un numero immenso di bambini, come di adulti e di anziani. E finanziano le onnipotenti organizzazioni abortive del globalismo. Qualcuno lo capisce? E che dire di Trump, che da un lato combatte, anche efficacemente, questo globalismo abortista, genderista, post-umano woke, e, dall'altro, è schiavetto dei signori del globalismo woke? Meglio, in questi giorni, non fare grandi proclami di comprensione del presente e tanto meno di future previsioni. Meglio limitarsi a descrivere i fatti per quello che sono. E poi vedere cosa accade. Tentando di far ragionare l'immensa marea degli insipienti "benpensanti". Di più, non possiamo fare. In attesa, che il governo degli schiavi che è al potere in Italia ci proibisca, in nome della Costituzione più bella e democratica del mondo, di poter parlare liberamente per denunciare il male del mondo. (MV)
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  • Come temuto e previsto, Israele non ha alcun interesse ad accettare né una tregua né una pace.
    D'altro canto, se non fosse stato per le pressioni israeliane, questo mattatoio non avrebbe neanche avuto inizio, visto che per gli USA l'intera operazione era solo un onere (magari per i giochini in borsa di Trump no, ma Trump non governa da solo).

    Appena posatasi la polvere dopo l'inizio ufficiale della tregua, Israele ha effettuato il suo più massiccio bombardamento di sempre sul Libano.
    Le immagini di morte e distruzione da Beirut sono apocalittiche.

    Una volta di più Israele si dimostra come la più costante minaccia alla pace e alla convivenza tra i popoli della regione.

    Un'immagine simbolica di tutto ciò era ieri il rabbino capo della comunità ebraica iraniana che inveiva contro Israele, dopo che l'aviazione dell'IDF aveva distrutto la sinagoga di Teheran e la biblioteca adiacente. Le sue parole sono state: "Non ci perdoneranno mai di essere ebrei antisionisti."

    Israele, con il suo fanatismo, con il suo potenziale militare, con il suo suprematismo etnico, è una minaccia esistenziale per il mondo intero.

    L'Iran non abbandonerà il Libano alla sua sorte, dunque se gli Usa non riescono a porre un freno alla frenesia idrofoba di Netanyahu, la guerra riprenderà a breve.

    Andrea Zhok
    Come temuto e previsto, Israele non ha alcun interesse ad accettare né una tregua né una pace. D'altro canto, se non fosse stato per le pressioni israeliane, questo mattatoio non avrebbe neanche avuto inizio, visto che per gli USA l'intera operazione era solo un onere (magari per i giochini in borsa di Trump no, ma Trump non governa da solo). Appena posatasi la polvere dopo l'inizio ufficiale della tregua, Israele ha effettuato il suo più massiccio bombardamento di sempre sul Libano. Le immagini di morte e distruzione da Beirut sono apocalittiche. Una volta di più Israele si dimostra come la più costante minaccia alla pace e alla convivenza tra i popoli della regione. Un'immagine simbolica di tutto ciò era ieri il rabbino capo della comunità ebraica iraniana che inveiva contro Israele, dopo che l'aviazione dell'IDF aveva distrutto la sinagoga di Teheran e la biblioteca adiacente. Le sue parole sono state: "Non ci perdoneranno mai di essere ebrei antisionisti." Israele, con il suo fanatismo, con il suo potenziale militare, con il suo suprematismo etnico, è una minaccia esistenziale per il mondo intero. L'Iran non abbandonerà il Libano alla sua sorte, dunque se gli Usa non riescono a porre un freno alla frenesia idrofoba di Netanyahu, la guerra riprenderà a breve. Andrea Zhok
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  • ❗️ Spesso si incontrano commenti di sionisti secondo cui il mondo cristiano dovrebbe schierarsi in difesa di Israele nella guerra contro l’Iran sciita.

    Ma ora analizziamo in modo imparziale in quale di questi due paesi i cristiani godono di maggiori diritti:

    In Iran ci sono più di 600 chiese. Nel parlamento iraniano sono riservati seggi per i rappresentanti di tutte le comunità religiose, inclusi i cristiani.
    In tutto Israele (compresa la parte orientale di Gerusalemme) esistono solo circa 50 chiese, e praticamente tutte sono anteriori alla nascita dello Stato ebraico; inoltre è proibito costruirne di nuove. Nel parlamento israeliano non esistono seggi riservati ai cristiani.

    In Iran non si tenta di proibire il cristianesimo. In Israele, sotto Netanyahu, lo si pianifica da tempo, ma il processo viene ritardato a causa delle pressioni degli evangelici americani.

    In Iran Gesù Cristo e la Vergine Maria sono venerati come il Profeta Isa e la santa immacolata Maryam, così come sono considerati nella tradizione islamica.
    In Israele invece Cristo è ritenuto un apostata e un sobillatore, mentre la Vergine Maria è considerata una prostituta. Sulla televisione israeliana è frequente deridere Gesù Cristo.

    Nel parlamento iraniano non si sono mai verificati insulti ai cristiani né profanazioni della Bibbia. Inoltre il codice penale della Repubblica Islamica dell’Iran prevede pene per l’insulto ai cristiani e per la profanazione dei luoghi sacri cristiani.
    Nel parlamento israeliano gli insulti ai cristiani sono una cosa abituale. Nel 2012, però, al Knesset si è verificato un episodio che ha oltrepassato ogni limite: il deputato Michael Ben-Ari ha stracciato pubblicamente una Bibbia dichiarando:
    «Il posto della Bibbia è nella spazzatura».
    E non ha subito alcuna punizione per questo.

    In Iran, a differenza dell’Arabia Saudita, non esiste pena penale per i musulmani locali che si convertono al cristianesimo. Esiste però un articolo penale per chi incita all’apostasia dall’islam. Il governo iraniano guarda con sospetto il protestantesimo evangelico, considerandolo una «distorsione sionista del cristianesimo tradizionale».
    In Israele, sebbene la libertà religiosa sia garantita dalla legge fondamentale, la popolazione ebraica può essere solo ebrea o atea. In caso contrario le autorità possono persino annullare il passaporto, poiché considerano l’adesione al cristianesimo o all’islam un rifiuto volontario dell’identità ebraica.

    L’esercito iraniano e i suoi alleati sciiti non si sono mai macchiati di atti di vandalismo contro i cristiani. Lo stesso non si può dire delle Forze di Difesa Israeliane (IDF). Esistono numerosi esempi: profanazione di una chiesa ortodossa, distruzione della statua di San Giorgio, distruzione di una croce antica. Nessuno dei soldati coinvolti ha mai subito conseguenze.

    L’esercito iraniano, in tutte le sue guerre, non ha mai distrutto chiese, neppure quando vi si nascondevano terroristi wahhabiti. Le IDF invece hanno distrutto ripetutamente chiese insieme ai civili cristiani che vi cercavano rifugio.

    In Iran non è mai stata distrutta alcuna santità cristiana né alcun cimitero cristiano. Lo stesso non si può dire di Israele.

    In Iran non è mai stato registrato un solo caso di aggressione per strada contro cristiani a causa della loro fede. In Israele, invece, si verificano regolarmente attacchi contro cristiani palestinesi e pellegrini cristiani a Gerusalemme. Gli stessi sionisti sotto Netanyahu non si vergognano di parlarne e condividono con orgoglio filmati di aggressioni contro persone di fede cristiana.

    I servizi segreti israeliani non nascondono di sostenere formazioni terroristiche wahhabite, le quali, come è noto, sono responsabili del genocidio dei cristiani in Medio Oriente.
    Nelle file dei proxy sciiti filo-iraniani, invece, militano alcuni volontari cristiani che hanno combattuto proprio nelle zone in cui la popolazione cristiana era minacciata.

    I mullah iraniani non cercano di aizzare cristiani contro ebrei, sunniti o altri gruppi. I rabbini sionisti, al contrario, pongono come obiettivo principale quello di mettere in conflitto musulmani e cristiani.

    Anche la casa in cui vive la famiglia Netanyahu è stata occupata illegalmente sottraendola a una famiglia palestinese ortodossa. La casa di Ali Khamenei è stata costruita dal nonno e non è mai stata tolta a nessuno.

    Fate le vostre conclusioni.

    Source: https://x.com/i/status/2029626292606312816
    🇮🇱❗️🇮🇷 Spesso si incontrano commenti di sionisti secondo cui il mondo cristiano dovrebbe schierarsi in difesa di Israele nella guerra contro l’Iran sciita. ☦️ Ma ora analizziamo in modo imparziale in quale di questi due paesi i cristiani godono di maggiori diritti: In Iran ci sono più di 600 chiese. Nel parlamento iraniano sono riservati seggi per i rappresentanti di tutte le comunità religiose, inclusi i cristiani. In tutto Israele (compresa la parte orientale di Gerusalemme) esistono solo circa 50 chiese, e praticamente tutte sono anteriori alla nascita dello Stato ebraico; inoltre è proibito costruirne di nuove. Nel parlamento israeliano non esistono seggi riservati ai cristiani. In Iran non si tenta di proibire il cristianesimo. In Israele, sotto Netanyahu, lo si pianifica da tempo, ma il processo viene ritardato a causa delle pressioni degli evangelici americani. In Iran Gesù Cristo e la Vergine Maria sono venerati come il Profeta Isa e la santa immacolata Maryam, così come sono considerati nella tradizione islamica. In Israele invece Cristo è ritenuto un apostata e un sobillatore, mentre la Vergine Maria è considerata una prostituta. Sulla televisione israeliana è frequente deridere Gesù Cristo. Nel parlamento iraniano non si sono mai verificati insulti ai cristiani né profanazioni della Bibbia. Inoltre il codice penale della Repubblica Islamica dell’Iran prevede pene per l’insulto ai cristiani e per la profanazione dei luoghi sacri cristiani. Nel parlamento israeliano gli insulti ai cristiani sono una cosa abituale. Nel 2012, però, al Knesset si è verificato un episodio che ha oltrepassato ogni limite: il deputato Michael Ben-Ari ha stracciato pubblicamente una Bibbia dichiarando: «Il posto della Bibbia è nella spazzatura». E non ha subito alcuna punizione per questo. In Iran, a differenza dell’Arabia Saudita, non esiste pena penale per i musulmani locali che si convertono al cristianesimo. Esiste però un articolo penale per chi incita all’apostasia dall’islam. Il governo iraniano guarda con sospetto il protestantesimo evangelico, considerandolo una «distorsione sionista del cristianesimo tradizionale». In Israele, sebbene la libertà religiosa sia garantita dalla legge fondamentale, la popolazione ebraica può essere solo ebrea o atea. In caso contrario le autorità possono persino annullare il passaporto, poiché considerano l’adesione al cristianesimo o all’islam un rifiuto volontario dell’identità ebraica. L’esercito iraniano e i suoi alleati sciiti non si sono mai macchiati di atti di vandalismo contro i cristiani. Lo stesso non si può dire delle Forze di Difesa Israeliane (IDF). Esistono numerosi esempi: profanazione di una chiesa ortodossa, distruzione della statua di San Giorgio, distruzione di una croce antica. Nessuno dei soldati coinvolti ha mai subito conseguenze. L’esercito iraniano, in tutte le sue guerre, non ha mai distrutto chiese, neppure quando vi si nascondevano terroristi wahhabiti. Le IDF invece hanno distrutto ripetutamente chiese insieme ai civili cristiani che vi cercavano rifugio. In Iran non è mai stata distrutta alcuna santità cristiana né alcun cimitero cristiano. Lo stesso non si può dire di Israele. In Iran non è mai stato registrato un solo caso di aggressione per strada contro cristiani a causa della loro fede. In Israele, invece, si verificano regolarmente attacchi contro cristiani palestinesi e pellegrini cristiani a Gerusalemme. Gli stessi sionisti sotto Netanyahu non si vergognano di parlarne e condividono con orgoglio filmati di aggressioni contro persone di fede cristiana. I servizi segreti israeliani non nascondono di sostenere formazioni terroristiche wahhabite, le quali, come è noto, sono responsabili del genocidio dei cristiani in Medio Oriente. Nelle file dei proxy sciiti filo-iraniani, invece, militano alcuni volontari cristiani che hanno combattuto proprio nelle zone in cui la popolazione cristiana era minacciata. I mullah iraniani non cercano di aizzare cristiani contro ebrei, sunniti o altri gruppi. I rabbini sionisti, al contrario, pongono come obiettivo principale quello di mettere in conflitto musulmani e cristiani. Anche la casa in cui vive la famiglia Netanyahu è stata occupata illegalmente sottraendola a una famiglia palestinese ortodossa. La casa di Ali Khamenei è stata costruita dal nonno e non è mai stata tolta a nessuno. Fate le vostre conclusioni. Source: https://x.com/i/status/2029626292606312816
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  • @KremlinRussia_E sono d’accordissimo non si può uccidere premeditamente nessuna persona!
    Ma questi signori sono Ebrei #Askenaziti che è tutta un altra cosa prima o poi pagheranno per le loro azioni disumane legate al lucro!
    #TrumpWarCriminal
    #NetanyahuWarCriminal

    Putin afferma che "l'assassinio del Leader Supremo iraniano è un omicidio brutale che viola ogni etica e diritto internazionale".
    @KremlinRussia_E sono d’accordissimo non si può uccidere premeditamente nessuna persona! Ma questi signori sono Ebrei #Askenaziti che è tutta un altra cosa prima o poi pagheranno per le loro azioni disumane legate al lucro! #TrumpWarCriminal #NetanyahuWarCriminal Putin afferma che "l'assassinio del Leader Supremo iraniano è un omicidio brutale che viola ogni etica e diritto internazionale".
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  • I cristiani non sono "goyim", come i giudei talmudici amano chiamarci, come se fossimo ancora sotto l'ombra della legge.

    I cristiani sono:

    – La discendenza di Abramo (Galati 3:29).
    – La discendenza di Isacco (Galati 4:28).
    – I figli della promessa (Romani 9:6-8).
    – L'Israele di Dio (Galati 6:16).
    – La Nuova Gerusalemme (Apocalisse 21:2).
    – Il Tempio del Dio vivente (1 Timoteo 3:15).
    – Il vero sacerdozio di Dio (1 Pietro 2:9).
    – Il popolo eletto (1 Pietro 2:9).
    – La nazione santa (1 Pietro 2:9).
    – Il popolo di Dio (1 Pietro 2:10).
    – I figli di Dio (Giovanni 1:13).

    Nessuno di questi attributi viene mai dato agli ebrei increduli, anzi, al contrario, Gesù li chiama:

    – Figli del diavolo (Giovanni 8:44).
    – Razza di vipere (Matteo 23:33).
    – Sinagoga di Satana (Apocalisse 2:9, 3:9).

    Quindi, per favore:
    se sei cristiano, smetti di adottare e utilizzare le etichette e le distinzioni del giudaismo talmudico, e adotta il linguaggio di Cristo e degli Apostoli

    POPOLO DI MARIA

    Source: https://x.com/i/status/2028181895444369749
    🔗 I cristiani non sono "goyim", come i giudei talmudici amano chiamarci, come se fossimo ancora sotto l'ombra della legge. I cristiani sono: – La discendenza di Abramo (Galati 3:29). – La discendenza di Isacco (Galati 4:28). – I figli della promessa (Romani 9:6-8). – L'Israele di Dio (Galati 6:16). – La Nuova Gerusalemme (Apocalisse 21:2). – Il Tempio del Dio vivente (1 Timoteo 3:15). – Il vero sacerdozio di Dio (1 Pietro 2:9). – Il popolo eletto (1 Pietro 2:9). – La nazione santa (1 Pietro 2:9). – Il popolo di Dio (1 Pietro 2:10). – I figli di Dio (Giovanni 1:13). Nessuno di questi attributi viene mai dato agli ebrei increduli, anzi, al contrario, Gesù li chiama: – Figli del diavolo (Giovanni 8:44). – Razza di vipere (Matteo 23:33). – Sinagoga di Satana (Apocalisse 2:9, 3:9). Quindi, per favore: se sei cristiano, smetti di adottare e utilizzare le etichette e le distinzioni del giudaismo talmudico, e adotta il linguaggio di Cristo e degli Apostoli POPOLO DI MARIA ✝️ Source: https://x.com/i/status/2028181895444369749
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  • Industria farmaceutica e malattie.
    In Germania, lo spiega all'inizio, i bambini furono devastati dai farmaci prodotti dalle fabbriche degli ebrei.

    https://t.me/ITAKIrsicanaleitalia
    Industria farmaceutica e malattie. In Germania, lo spiega all'inizio, i bambini furono devastati dai farmaci prodotti dalle fabbriche degli ebrei. https://t.me/ITAKIrsicanaleitalia
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  • "Israele non dovrebbe pagare neanche un centesimo per la ricostruzione di Gaza - a questo punto, Israele dovrebbe ricevere una compensazione..."
    L'ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, ritiene che Israele meriti una compensazione finanziaria per aver commesso il genocidio nella Striscia di Gaza. Sarebbe, come se dopo il massacro degli ebrei nei campi di sterminio del Terzo Reich, la comunità ebraica fosse stata obbligata a ricompensare con grandi somme di denaro il lavoro estenuante dei carnefici. La logica di ferro.
    "Israele non dovrebbe pagare neanche un centesimo per la ricostruzione di Gaza - a questo punto, Israele dovrebbe ricevere una compensazione..." L'ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, ritiene che Israele meriti una compensazione finanziaria per aver commesso il genocidio nella Striscia di Gaza. Sarebbe, come se dopo il massacro degli ebrei nei campi di sterminio del Terzo Reich, la comunità ebraica fosse stata obbligata a ricompensare con grandi somme di denaro il lavoro estenuante dei carnefici. La logica di ferro.
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  • THE LIVING SPIRITS MCristina Bassi, [14 Feb 2026 alle 08:38]
    Video Bomba

    Da sbattere in faccia a quella manica di politici &.co al servizio della Cabala Sionista...che fanno finta che l'antisionismo equivalga ad antisemitismo...

    Ecco le immagini della manifestazione che lo scorso 11/2/2026,
    in occasione della ennesima visita del Premier israeliano alla Casa Bianca del servo Trump...
    hanno organizzato dei veri Ebrei americani a Washington per protestare contro quel ricercato Sionista per crimini di guerra di Bibi Netanyahu...

    Come si può agevolmente vedere e sentire questi veri Ebrei ... sono i primi ad essere antisionisti e a dire al Sionista Bibi che non deve parlare in loro nome...

    N.B.

    Video pubblicato su Instagram da TRT WORLD

    https://www.instagram.com/reel/DUoQYaKAb0A/?igsh=ejgybDAwaGUydGV5

    Post Scriptum

    Fate girare... diffondiamo pura informazione e consapevolezza
    THE LIVING SPIRITS MCristina Bassi, [14 Feb 2026 alle 08:38] 💯❤️Video Bomba💯❤️ 🔥Da sbattere in faccia a quella manica di politici &.co al servizio della Cabala Sionista...che fanno finta che l'antisionismo equivalga ad antisemitismo...🔥 🔌Ecco le immagini della manifestazione che lo scorso 11/2/2026, in occasione della ennesima visita del Premier israeliano alla Casa Bianca del servo Trump... hanno organizzato dei veri Ebrei americani a Washington per protestare contro quel ricercato Sionista per crimini di guerra di Bibi Netanyahu...🔌 👁️ Come si può agevolmente vedere e sentire questi veri Ebrei ... sono i primi ad essere antisionisti e a dire al Sionista Bibi che non deve parlare in loro nome...👁️ 👇N.B.👇 Video pubblicato su Instagram da TRT WORLD https://www.instagram.com/reel/DUoQYaKAb0A/?igsh=ejgybDAwaGUydGV5 🙏Post Scriptum 🙏 Fate girare... diffondiamo pura informazione e consapevolezza
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  • Fatbike Display

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    https://kickmove.nl/collections/ouxi-fatbikes
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