• LETTERA APERTA A MELONI GIORGIA

    Egregia Meloni, credo che la sua parabola politica da Garbatella City a Torrino Town abbia raggiunto il punto più basso.
    Mi riferisco alla foto implorata al Presidente Donald Trump.
    Lei ha smentito di avere implorato alcunché affermando con tono epico e degno di causa migliore che lei e l'Italia non hanno implorato e non implorano mai.
    Ora, a parte il fatto che lei indebitamente e a proprio vantaggio personale, coinvolge la Nazione e lo Stato in una vicenda che non esito a definire vergognosa, evidenzio che non so se quanto avvenuto è ascrivibile alla congenita volgarità di Donald Trump o se il fatto sia vero e se così fosse non vi sarebbe aggettivazione per qualificarla.
    In realtà, il problema non consiste nel fatto di accertare la verità o meno di quanto dichiarato dal soggetto oggetto delle sue bramosie politiche.
    Il fatto è che la vicenda è veridica, come avrebbe detto Giovanni Preziosi (che lei sicuramente non sa chi sia stato e né io ho voglia di dirglielo).
    E certamente dopo anni di suo servilismo nei confronti degli USA, di Israele, della UE e di quant'altri fossero risultati utili per le sue personali ambizioni politiche, quanto accaduto al G7 è assolutamente veridico.
    Lei ha furbizia politica e sicuramente è consapevole del discredito che si è guadagnata con costante impegno sia all'interno della Nazione con il programmato e deliberato tradimento di ogni sua promessa elettoralistica, oltre che a livello internazionale: il servilismo si paga ma non paga.
    Lei dovrebbe avere consapevolezza dello strumentale sostegno dei suoi soli "fratelli" in politica, tutti interessati - chi più e chi meno - a continuare a partecipare alla medesima mangiatoia.
    A questi si aggiungano gli stolti che ancora la votano e lei si avvale dell'inaspettata fortuna di una sinistra che ha abbandonato la difesa dei lavoratori e si occupa soltanto di LGBTQ e di uno strumentale "antifascismo" usato come una clava politica, pur non sapendo una ******* di ciò che è stato ed è il Fascismo.
    Egregia Meloni, abbia contezza dei suoi marcati limiti e sia furba come è sempre stata: lei indubbiamente ha qualche punto in più rispetto a un Tajani, un Salvini, un Urso o rispetto a suo cognato Lollobrigida; come pure rispetto ad un Luigi Di Maio che oggi siamo costretti a rimpiangere.
    Immagini il suo futuro politico senza più danneggiare l'Italia con un alto incarico politico come, per esempio, l'incarico di studiare gli scarabei e gli scaraboidi nell'Alto Egitto del secondo millennio a.c.
    Non le rivolgo i saluti che riservo alle persone delle quali ho stima.
    Augusto Sinagra
    LETTERA APERTA A MELONI GIORGIA Egregia Meloni, credo che la sua parabola politica da Garbatella City a Torrino Town abbia raggiunto il punto più basso. Mi riferisco alla foto implorata al Presidente Donald Trump. Lei ha smentito di avere implorato alcunché affermando con tono epico e degno di causa migliore che lei e l'Italia non hanno implorato e non implorano mai. Ora, a parte il fatto che lei indebitamente e a proprio vantaggio personale, coinvolge la Nazione e lo Stato in una vicenda che non esito a definire vergognosa, evidenzio che non so se quanto avvenuto è ascrivibile alla congenita volgarità di Donald Trump o se il fatto sia vero e se così fosse non vi sarebbe aggettivazione per qualificarla. In realtà, il problema non consiste nel fatto di accertare la verità o meno di quanto dichiarato dal soggetto oggetto delle sue bramosie politiche. Il fatto è che la vicenda è veridica, come avrebbe detto Giovanni Preziosi (che lei sicuramente non sa chi sia stato e né io ho voglia di dirglielo). E certamente dopo anni di suo servilismo nei confronti degli USA, di Israele, della UE e di quant'altri fossero risultati utili per le sue personali ambizioni politiche, quanto accaduto al G7 è assolutamente veridico. Lei ha furbizia politica e sicuramente è consapevole del discredito che si è guadagnata con costante impegno sia all'interno della Nazione con il programmato e deliberato tradimento di ogni sua promessa elettoralistica, oltre che a livello internazionale: il servilismo si paga ma non paga. Lei dovrebbe avere consapevolezza dello strumentale sostegno dei suoi soli "fratelli" in politica, tutti interessati - chi più e chi meno - a continuare a partecipare alla medesima mangiatoia. A questi si aggiungano gli stolti che ancora la votano e lei si avvale dell'inaspettata fortuna di una sinistra che ha abbandonato la difesa dei lavoratori e si occupa soltanto di LGBTQ e di uno strumentale "antifascismo" usato come una clava politica, pur non sapendo una minchia di ciò che è stato ed è il Fascismo. Egregia Meloni, abbia contezza dei suoi marcati limiti e sia furba come è sempre stata: lei indubbiamente ha qualche punto in più rispetto a un Tajani, un Salvini, un Urso o rispetto a suo cognato Lollobrigida; come pure rispetto ad un Luigi Di Maio che oggi siamo costretti a rimpiangere. Immagini il suo futuro politico senza più danneggiare l'Italia con un alto incarico politico come, per esempio, l'incarico di studiare gli scarabei e gli scaraboidi nell'Alto Egitto del secondo millennio a.c. Non le rivolgo i saluti che riservo alle persone delle quali ho stima. Augusto Sinagra
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  • VANNACCI SU DITTATURA SANITARIA E OBBLIGHI: ORA BASTA BUGIE.

    Ieri mattina su Canale Italia il Generale Roberto Vannacci ha chiarito per l’ennesima volta la sua posizione sul progetto #Covid #DittaturaSanitaria e #ObbligoVaccinale che ci hanno fatto vivere i governi Conte II e Draghi.

    https://youtu.be/rHWNPeMg3aY?si=Ql31zOJ17MfeLUjR
    VANNACCI SU DITTATURA SANITARIA E OBBLIGHI: ORA BASTA BUGIE. Ieri mattina su Canale Italia il Generale Roberto Vannacci ha chiarito per l’ennesima volta la sua posizione sul progetto #Covid #DittaturaSanitaria e #ObbligoVaccinale che ci hanno fatto vivere i governi Conte II e Draghi. https://youtu.be/rHWNPeMg3aY?si=Ql31zOJ17MfeLUjR
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  • Hanno costretto i sanitari a vaccinarsi tutti, anche gli amministrativi e ora la Cassazione boccia la delibera . Non dovevano essere obbligati alla vaccinazione. Ma come e tutti i ragazzi? tutti gli insegnanti? tutti sono stati costretti a vaccinarsi e ora per qualcuno si poteva fare eccezione? ENNESIMA RIVELAZIONE DELLA TRUFFA SANITARIA AI NOSTRI DANNI. Nessuno avrà più fiducia nel sistema sanitario. E ancora nessuno paga!!!

    Source: https://x.com/OrtigiaP/status/2064481919631331639?s=20
    Hanno costretto i sanitari a vaccinarsi tutti, anche gli amministrativi e ora la Cassazione boccia la delibera . Non dovevano essere obbligati alla vaccinazione. Ma come e tutti i ragazzi? tutti gli insegnanti? tutti sono stati costretti a vaccinarsi e ora per qualcuno si poteva fare eccezione? ENNESIMA RIVELAZIONE DELLA TRUFFA SANITARIA AI NOSTRI DANNI. Nessuno avrà più fiducia nel sistema sanitario. E ancora nessuno paga!!! Source: https://x.com/OrtigiaP/status/2064481919631331639?s=20
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  • BULGARIA! FINALMENTE QUALCUNO CHE RAGIONA dentro l'UE! BISOGNA ESAUTORARE la Von Der Leyen CI STA PORTANDO ALLA CATASTROFE ENERGETICA!
    Ucraina, Tusk: “Ho parlato con Meloni, non è entusiasta del formato E3”. Bulgaria annuncia stop all’invio di armi a Kiev
    di Redazione Esteri
    Von der Leyen annuncia il 21esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Nel mirino l'energia, la finanza, la pesca. Previsto anche il divieto d’ingresso ai veterani russi. Zelensky in Estonia per il vertice di Tallinn annuncia accordo sui droni con la Lettonia
    Ue, annunciato un nuovo pacchetto di sanzioni alla Russia
    Tutti gli aggiornamenti sul conflitto Russia-Ucraina
    https://www.ilfattoquotidiano.it/mondo/live-post/2026/06/09/notizie-ucraina-russia-ue-aggiornamenti-oggi/8413656/
    BULGARIA! FINALMENTE QUALCUNO CHE RAGIONA dentro l'UE! BISOGNA ESAUTORARE la Von Der Leyen CI STA PORTANDO ALLA CATASTROFE ENERGETICA! Ucraina, Tusk: “Ho parlato con Meloni, non è entusiasta del formato E3”. Bulgaria annuncia stop all’invio di armi a Kiev di Redazione Esteri Von der Leyen annuncia il 21esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Nel mirino l'energia, la finanza, la pesca. Previsto anche il divieto d’ingresso ai veterani russi. Zelensky in Estonia per il vertice di Tallinn annuncia accordo sui droni con la Lettonia Ue, annunciato un nuovo pacchetto di sanzioni alla Russia Tutti gli aggiornamenti sul conflitto Russia-Ucraina https://www.ilfattoquotidiano.it/mondo/live-post/2026/06/09/notizie-ucraina-russia-ue-aggiornamenti-oggi/8413656/
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  • REQUIEM

    Possiamo capire tante cose. E possiamo discutere all'infinito dei motivi che costringono a prendere decisioni drastiche nella gestione di attività aperte al pubblico. Dal lockdown di qualche anno fa alle guerre, dall'inflazione che corre al rincaro dell'energia.

    Possiamo parlare di tutto e del suo contrario. Se fosse la prima volta potrei anche, a fatica, ingoiare il boccone e andare avanti. Ma stavolta assistiamo all'ennesimo capitolo di una storia che a Milano si ripete con inquietante regolarità.

    Perché qui, un pezzo alla volta, muoiono sia la Cultura sia il suo spirito di aggregazione. Sfido chiunque a sostenere il contrario mentre la lista dei luoghi perduti continua ad allungarsi. E soprattutto: fino a quando?

    Oggi tocca a un luogo diventato, meritatamente, un simbolo della città e della sua anima popolare. Per l'appunto, lo Spirit de Milan.

    In sintesi: lo Spirit de Milan è stato costretto a interrompere definitivamente la propria attività a causa della scadenza del contratto di affitto e della mancata disponibilità della proprietà a individuare una soluzione che consentisse la prosecuzione del progetto, anche in una fase transitoria. Nato nel 2015 negli spazi riqualificati delle ex Cristallerie Livellara in Bovisa, in dieci anni è diventato uno dei principali punti di riferimento culturali della città, tra musica dal vivo, spettacoli, incontri e valorizzazione delle tradizioni popolari.

    Per quanto tempo continueremo a ricevere notizie come questa
    Saranno anche scelte legittime di soggetti privati. Ma è altrettanto evidente che politica e istituzioni non hanno saputo costruire le condizioni necessarie per garantire a Milano uno sviluppo culturale all'altezza delle sue ambizioni.

    Eppure è proprio la cultura a creare relazioni, dialogo, coesione sociale. È ciò che permette a una comunità di confrontarsi civilmente anche sulle questioni più complesse, dall'economia al commercio, dalla sicurezza alle trasformazioni urbane.
    Perché senza cultura non esiste alcun dialogo civile. E i luoghi di aggregazione non sono un dettaglio folkloristico: sono presìdi sociali che contrastano isolamento, degrado e frammentazione.

    Quando però bisogna fare spazio a un nuovo store, a un centro commerciale o all'ennesimo contenitore per eventi patinati destinati a pochi, il tempo per discutere si trova sempre. Le corsie preferenziali per accordi e operazioni immobiliari sembrano comparire con sorprendente rapidità.
    Questa volta, invece, si chiude. E si chiude in fretta.
    La direzione che si vuole intraprendere è evidentemente un'altra. Ne prendiamo atto.

    Avremo più spazi per consumare. Più vetrine. Più servizi. Ma anche città sempre più sole, atomizzate e incapaci di riconoscersi in una dimensione collettiva. Rifugiati nei nostri salotti, con le app a sostituire progressivamente lo svago, l'incontro e la vita condivisa.

    Vogliamo ancora dare la colpa all'intelligenza artificiale?
    Troppo facile.
    Il problema è che da troppo tempo sta latitando l'intelligenza umana , e a maggior ragione quella politica. E con essa una visione culturale degna di questo nome.

    Serve una reazione. Serve una proposta alternativa. E serve in fretta.
    Non è un lamento.
    È un SOS.
    Mentre scorre nel frattempo un minuto di silenzio per i ricordi gloriosi dei caduti...

    #SpiritDeMilan #Milano #Cultura #RigenerazioneUrbana #politicaculturale
    REQUIEM Possiamo capire tante cose. E possiamo discutere all'infinito dei motivi che costringono a prendere decisioni drastiche nella gestione di attività aperte al pubblico. Dal lockdown di qualche anno fa alle guerre, dall'inflazione che corre al rincaro dell'energia. Possiamo parlare di tutto e del suo contrario. Se fosse la prima volta potrei anche, a fatica, ingoiare il boccone e andare avanti. Ma stavolta assistiamo all'ennesimo capitolo di una storia che a Milano si ripete con inquietante regolarità. Perché qui, un pezzo alla volta, muoiono sia la Cultura sia il suo spirito di aggregazione. Sfido chiunque a sostenere il contrario mentre la lista dei luoghi perduti continua ad allungarsi. E soprattutto: fino a quando? Oggi tocca a un luogo diventato, meritatamente, un simbolo della città e della sua anima popolare. Per l'appunto, lo Spirit de Milan. In sintesi: lo Spirit de Milan è stato costretto a interrompere definitivamente la propria attività a causa della scadenza del contratto di affitto e della mancata disponibilità della proprietà a individuare una soluzione che consentisse la prosecuzione del progetto, anche in una fase transitoria. Nato nel 2015 negli spazi riqualificati delle ex Cristallerie Livellara in Bovisa, in dieci anni è diventato uno dei principali punti di riferimento culturali della città, tra musica dal vivo, spettacoli, incontri e valorizzazione delle tradizioni popolari. Per quanto tempo continueremo a ricevere notizie come questa⁉️ Saranno anche scelte legittime di soggetti privati. Ma è altrettanto evidente che politica e istituzioni non hanno saputo costruire le condizioni necessarie per garantire a Milano uno sviluppo culturale all'altezza delle sue ambizioni. 👉Eppure è proprio la cultura a creare relazioni, dialogo, coesione sociale. È ciò che permette a una comunità di confrontarsi civilmente anche sulle questioni più complesse, dall'economia al commercio, dalla sicurezza alle trasformazioni urbane. Perché senza cultura non esiste alcun dialogo civile. E i luoghi di aggregazione non sono un dettaglio folkloristico: sono presìdi sociali che contrastano isolamento, degrado e frammentazione. Quando però bisogna fare spazio a un nuovo store, a un centro commerciale o all'ennesimo contenitore per eventi patinati destinati a pochi, il tempo per discutere si trova sempre. Le corsie preferenziali per accordi e operazioni immobiliari sembrano comparire con sorprendente rapidità. Questa volta, invece, si chiude. E si chiude in fretta. La direzione che si vuole intraprendere è evidentemente un'altra. Ne prendiamo atto. Avremo più spazi per consumare. Più vetrine. Più servizi. Ma anche città sempre più sole, atomizzate e incapaci di riconoscersi in una dimensione collettiva. Rifugiati nei nostri salotti, con le app a sostituire progressivamente lo svago, l'incontro e la vita condivisa. Vogliamo ancora dare la colpa all'intelligenza artificiale? Troppo facile. Il problema è che da troppo tempo sta latitando l'intelligenza umana , e a maggior ragione quella politica. E con essa una visione culturale degna di questo nome. 👉Serve una reazione. Serve una proposta alternativa. E serve in fretta. Non è un lamento. È un SOS. Mentre scorre nel frattempo un minuto di silenzio per i ricordi gloriosi dei caduti... #SpiritDeMilan #Milano #Cultura #RigenerazioneUrbana #politicaculturale
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  • Se n’è andata in silenzio, ieri pomeriggio, in una stanza d’ospedale, dove era stata trasferita dal carcere in seguito al precipitare delle sue condizioni.

    Se n’è andata al 238esimo di uno sciopero della fame con cui chiedeva un processo equo in un Paese, la Turchia, in cui l’equità e la giustizia sono concetti inesistenti. Specie se sei donna. Specie se sei un’avvocata per i diritti umani. Specie se non pieghi la schiena di fronte a un potere che vorrebbe tapparti la bocca.

    *È morta così, Ebru Timtik, di fame e di ingiustizia. Il suo cuore si è fermato semplicemente perché non aveva più nulla da pompare in un corpo scarnificato dall’inedia.*

    È morta per difendere il suo diritto ad un giusto processo, dopo essere stata condannata a 13 anni, insieme ad altri 18 avvocati come lei, detenuti con l’accusa di terrorismo, solo per aver difeso altre persone accusate dello stesso crimine.

    È morta come Ibrahim e come Helin e come Mustafa del Grup Yorum, morti dopo 300 giorni di digiuno per combattere la stessa accusa.

    È morta combattendo con il proprio corpo, fino alle estreme conseguenze, una battaglia che nella Turchia di Erdogan non è più possibile combattere con una parola, un voto, una manifestazione di piazza.

    È morta come fanno gli eroi, sacrificando la propria vita per i diritti di tutti.

    C’è solo un modo per celebrare la memoria di questa grande donna: non restare zitti. Far arrivare la sua voce il più lontano possibile, dove lei non può più arrivare.

    Ci sono idee così forti capaci di sopravvivere anche alla morte.

    Addio Ebru. Viva Ebru.
    Facciamo circolare

    She passed away silently yesterday afternoon, in a hospital room where she had been transferred from prison following her deteriorating condition.

    She died on the 238th day of a hunger strike demanding a fair trial in a country, Turkey, where fairness and justice are nonexistent. Especially if you're a woman. Especially if you're a human rights lawyer. Especially if you don't bow your head to a power that would silence you.

    *This is how Ebru Timtik died, of hunger and injustice. Her heart stopped simply because it had nothing left to pump into a body emaciated by starvation.*

    She died defending her right to a fair trial, after being sentenced to 13 years, along with 18 other lawyers like her, detained on terrorism charges, simply for having defended others accused of the same crime.

    She died like Ibrahim, Helin, and Mustafa of Grup Yorum, who died after 300 days of fasting to fight the same accusation.

    She died fighting with her own body, to the very end, a battle that in Erdogan's Turkey can no longer be fought with a word, a vote, or a street demonstration.

    She died as heroes do, sacrificing her life for the rights of all.

    There is only one way to celebrate the memory of this great woman: not to remain silent. To make her voice heard as far as possible, where she can no longer reach.

    There are ideas so strong that they can survive even death.

    Goodbye Ebru. Long live Ebru.
    Let's spread the word.
    Se n’è andata in silenzio, ieri pomeriggio, in una stanza d’ospedale, dove era stata trasferita dal carcere in seguito al precipitare delle sue condizioni. Se n’è andata al 238esimo di uno sciopero della fame con cui chiedeva un processo equo in un Paese, la Turchia, in cui l’equità e la giustizia sono concetti inesistenti. Specie se sei donna. Specie se sei un’avvocata per i diritti umani. Specie se non pieghi la schiena di fronte a un potere che vorrebbe tapparti la bocca. *È morta così, Ebru Timtik, di fame e di ingiustizia. Il suo cuore si è fermato semplicemente perché non aveva più nulla da pompare in un corpo scarnificato dall’inedia.* È morta per difendere il suo diritto ad un giusto processo, dopo essere stata condannata a 13 anni, insieme ad altri 18 avvocati come lei, detenuti con l’accusa di terrorismo, solo per aver difeso altre persone accusate dello stesso crimine. È morta come Ibrahim e come Helin e come Mustafa del Grup Yorum, morti dopo 300 giorni di digiuno per combattere la stessa accusa. È morta combattendo con il proprio corpo, fino alle estreme conseguenze, una battaglia che nella Turchia di Erdogan non è più possibile combattere con una parola, un voto, una manifestazione di piazza. È morta come fanno gli eroi, sacrificando la propria vita per i diritti di tutti. C’è solo un modo per celebrare la memoria di questa grande donna: non restare zitti. Far arrivare la sua voce il più lontano possibile, dove lei non può più arrivare. Ci sono idee così forti capaci di sopravvivere anche alla morte. Addio Ebru. Viva Ebru. Facciamo circolare She passed away silently yesterday afternoon, in a hospital room where she had been transferred from prison following her deteriorating condition. She died on the 238th day of a hunger strike demanding a fair trial in a country, Turkey, where fairness and justice are nonexistent. Especially if you're a woman. Especially if you're a human rights lawyer. Especially if you don't bow your head to a power that would silence you. *This is how Ebru Timtik died, of hunger and injustice. Her heart stopped simply because it had nothing left to pump into a body emaciated by starvation.* She died defending her right to a fair trial, after being sentenced to 13 years, along with 18 other lawyers like her, detained on terrorism charges, simply for having defended others accused of the same crime. She died like Ibrahim, Helin, and Mustafa of Grup Yorum, who died after 300 days of fasting to fight the same accusation. She died fighting with her own body, to the very end, a battle that in Erdogan's Turkey can no longer be fought with a word, a vote, or a street demonstration. She died as heroes do, sacrificing her life for the rights of all. There is only one way to celebrate the memory of this great woman: not to remain silent. To make her voice heard as far as possible, where she can no longer reach. There are ideas so strong that they can survive even death. Goodbye Ebru. Long live Ebru. Let's spread the word.
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  • Medici ricevono un premio economico negando malattie ed invalidità dei pazienti.

    Una circolare INPS introduce per la prima volta le prestazioni per malattia negate e invalidità revocate tra i criteri di valutazione utili alla retribuzione

    di risultato dei medici. In pratica più il medico negherà prestazioni e più sarà pagato. Dura la risposta dell'Ordine dei Medici nelle parole del Presidente Filippo Anelli riportate da Il Fatto Quotidiano: “Non siamo i medici dello Stato ma del cittadino. Questo incentivo, se confermato, è un’aberrazione per la professione medica e segna il tradimento di principi costituzionali. Chiunque debba valutare, sappia che siamo contrari”

    Apprendiamo con stupore e sconcerto di questa ennesima caccia alle streghe che ha quale suo unico effetto quello di dare un’ulteriore spallata allo Stato Sociale italiano. Questa circolare INPS - firmata nel marzo 2018 dal Presidente Tito Boeri, ma emersa solamente ora grazie alla denuncia del Dott. Vittorio Agnoletto - è una perversione giuridica che mina nelle fondamenta il motivo di esistenza dell’INPS stesso. Non possiamo dimenticare come in un recentissimo passato la caccia alle streghe ai “finti invalidi” con il richiamo a visite straordinaria ha individuato solo un numero limitatissimo di persone che godevano di benefici assistenziali cui non avrebbero avuto diritto di contro, però, sono aumentati esponenzialmente i costi per effettuare tutte queste visite, le cui prestazioni sono state ampiamente confermate e questa “caccia” ha prodotto costi enormi a danno delle tasche dei cittadini.

    Questa circolare va oltre: si cerca di negare il diritto stesso del disabile ad una prestazione assistenziale cui avrebbe diritto con un sistema perverso che incentiva i medici non a svolgere correttamente il proprio lavoro, come ci si aspetterebbe, ma si tenta di influenzarne il giudizio con promesse di un premio di produttività a scapito del diritto dei disabili. Tralasciando il fatto che una circolare siffatta è una mortificazione per la professione medica e un insulto recte in invito esplicito all’abiura del Giuramento di Ippocrate, l’Ente Nazionale Sordi farà di tutto per difendere gli oltre 60.000 sordi profondi cui spettano le prestazioni assistenziali che sono un diritto e non un privilegio: far cassa sulla pelle dei disabili è semplicemente vergognoso.

    L’Ente Nazionale Sordi difenderà in ogni sede opportuna i diritti dei sordi e sta valutando la possibilità di una manifestazione sotto i ministeri competenti e/o sotto la sede dell’INPS. Infine l’Ente Nazionale Sordi si aspetta una presa di distanza netta da parte di questo Governo da una circolare che mortifica non solo i disabili ma tutti i cittadini italiani.

    Fate solo schifo!
    MASSIMA DIFFUSIONE!
    Medici ricevono un premio economico negando malattie ed invalidità dei pazienti.⤵️ Una circolare INPS introduce per la prima volta le prestazioni per malattia negate e invalidità revocate tra i criteri di valutazione utili alla retribuzione di risultato dei medici. In pratica più il medico negherà prestazioni e più sarà pagato. Dura la risposta dell'Ordine dei Medici nelle parole del Presidente Filippo Anelli riportate da Il Fatto Quotidiano: “Non siamo i medici dello Stato ma del cittadino. Questo incentivo, se confermato, è un’aberrazione per la professione medica e segna il tradimento di principi costituzionali. Chiunque debba valutare, sappia che siamo contrari” Apprendiamo con stupore e sconcerto di questa ennesima caccia alle streghe che ha quale suo unico effetto quello di dare un’ulteriore spallata allo Stato Sociale italiano. Questa circolare INPS - firmata nel marzo 2018 dal Presidente Tito Boeri, ma emersa solamente ora grazie alla denuncia del Dott. Vittorio Agnoletto - è una perversione giuridica che mina nelle fondamenta il motivo di esistenza dell’INPS stesso. Non possiamo dimenticare come in un recentissimo passato la caccia alle streghe ai “finti invalidi” con il richiamo a visite straordinaria ha individuato solo un numero limitatissimo di persone che godevano di benefici assistenziali cui non avrebbero avuto diritto di contro, però, sono aumentati esponenzialmente i costi per effettuare tutte queste visite, le cui prestazioni sono state ampiamente confermate e questa “caccia” ha prodotto costi enormi a danno delle tasche dei cittadini. Questa circolare va oltre: si cerca di negare il diritto stesso del disabile ad una prestazione assistenziale cui avrebbe diritto con un sistema perverso che incentiva i medici non a svolgere correttamente il proprio lavoro, come ci si aspetterebbe, ma si tenta di influenzarne il giudizio con promesse di un premio di produttività a scapito del diritto dei disabili. Tralasciando il fatto che una circolare siffatta è una mortificazione per la professione medica e un insulto recte in invito esplicito all’abiura del Giuramento di Ippocrate, l’Ente Nazionale Sordi farà di tutto per difendere gli oltre 60.000 sordi profondi cui spettano le prestazioni assistenziali che sono un diritto e non un privilegio: far cassa sulla pelle dei disabili è semplicemente vergognoso. L’Ente Nazionale Sordi difenderà in ogni sede opportuna i diritti dei sordi e sta valutando la possibilità di una manifestazione sotto i ministeri competenti e/o sotto la sede dell’INPS. Infine l’Ente Nazionale Sordi si aspetta una presa di distanza netta da parte di questo Governo da una circolare che mortifica non solo i disabili ma tutti i cittadini italiani. Fate solo schifo! MASSIMA DIFFUSIONE!
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  • VITAMINA E(go)

    Ci sono sere in cui i pensieri non bussano alla porta. Entrano. Si siedono accanto a noi e pretendono ascolto.
    Sono quelle notti in cui ci si interroga sul senso delle cose che stiamo costruendo, sulle persone che incontriamo lungo il cammino e, soprattutto, su ciò che ciascuno di noi porta dentro.
    La politica, in fondo, non è tutta la vita. Ma è una parte importante della vita. È uno dei luoghi in cui le persone si rivelano, si mettono a nudo, mostrano il meglio e talvolta il peggio di sé. E forse è proprio questo che continua a sorprendermi.
    A 48 anni posso dire di non avere grosse paure. Di schifezze ne ho viste già abbastanza per sentirmi "sverginato" ma c'è una forza che forse mi inquieta più di tutte e che non è controllabile da nessun sistema elettorale o regolamento esistente.

    Una forza che nessuna norma può davvero governare. Si chiama natura umana. E spesso prende la forma dell'ego.
    Per molto tempo ho pensato che l'ego fosse soltanto una zavorra. Una palla al piede che rallenta il cammino comune. Oggi non la vedo più così.
    Oggi penso che l'ego sia una vitamina.
    Serve.
    È quella scintilla che ci fa alzare dal letto quando tutto sembra complicato. È la fiducia che ci permette di affrontare le sconfitte, di sopportare i pesi, di credere nelle nostre capacità quando il dubbio vorrebbe paralizzarci.
    Senza un po' di ego, probabilmente, non avremmo il coraggio di iniziare nulla.

    Ma le vitamine, per definizione, funzionano soltanto nelle giuste dosi.
    Quando diventano eccessive smettono di nutrire e iniziano a intossicare.

    Accade allora qualcosa di sottile. L'io diventa più importante dell'obiettivo. Il riconoscimento più importante del risultato. La visibilità più importante del servizio.
    E senza quasi accorgercene smettiamo di vedere chi ci cammina accanto.
    L'ego eccessivo è una lente deformante: ingrandisce noi stessi e rimpicciolisce il resto del mondo.
    Così il compagno di viaggio diventa un concorrente. La differenza diventa una minaccia. Il successo collettivo perde valore se non porta anche una gratificazione personale.

    Eppure le cose più belle che ho visto nascere non sono mai state il frutto di un singolo protagonista.
    Sono nate quando più persone hanno scelto di mettere il proprio talento al servizio di qualcosa di più grande.
    Quando tanti "io" hanno accettato di diventare un "NOI".

    Forse è questa la sfida più difficile. Non vincere una competizione. Non conquistare una posizione. Ma costruire un equilibrio.
    Allora se è rimasto ancora un motivo valido per cui soffrire e spendersi in una competizione politica, non è quello di raggiungere il gradino più alto del podio , internamente o esternamente ma raggiungere quel senso di rispetto e di equilibrio all'interno di un gruppo dove sappiamo che tutti e tutte siamo speciali e importanti solo per il fatto di esistere e poterci parlare con i nostri pregi, manie , difetti e le nostre stranezze...

    Domani avrò un altro quesito e richiesta da rivolgere a qualcuno di superiore e non riguarda sicuramente il denaro né la vanità, che di per sé dura il tempo di un battito di ciglia.
    Ma è il miracolo di assistere e contribuire alla creazione di un gruppo coeso dove la voce di tanti IO si fonde a quella più ampia di un NOI.
    E dove tanti ego controllati sanno ritrovarsi nella forza più elevata di un collettivo dove c'è spazio per la sapienza e la peculiarità di ognuno.

    Se sapremo superare il muro del solo Ego allora avremo già fatto un passo importante verso la prossima fase. Quella chiamata comunità.
    Ci credo. Ci spero. Per l'ennesima volta.
    E mentre cerco risposte nel mondo, questa sera ricomincio da una domanda più semplice.
    Quella che rivolgo a me stesso...

    #ego #noi #rispetto #comunità
    VITAMINA E(go) Ci sono sere in cui i pensieri non bussano alla porta. Entrano. Si siedono accanto a noi e pretendono ascolto. Sono quelle notti in cui ci si interroga sul senso delle cose che stiamo costruendo, sulle persone che incontriamo lungo il cammino e, soprattutto, su ciò che ciascuno di noi porta dentro. La politica, in fondo, non è tutta la vita. Ma è una parte importante della vita. È uno dei luoghi in cui le persone si rivelano, si mettono a nudo, mostrano il meglio e talvolta il peggio di sé. E forse è proprio questo che continua a sorprendermi. A 48 anni posso dire di non avere grosse paure. Di schifezze ne ho viste già abbastanza per sentirmi "sverginato" ma c'è una forza che forse mi inquieta più di tutte e che non è controllabile da nessun sistema elettorale o regolamento esistente. Una forza che nessuna norma può davvero governare. Si chiama natura umana. E spesso prende la forma dell'ego. Per molto tempo ho pensato che l'ego fosse soltanto una zavorra. Una palla al piede che rallenta il cammino comune. Oggi non la vedo più così. Oggi penso che l'ego sia una vitamina. Serve. È quella scintilla che ci fa alzare dal letto quando tutto sembra complicato. È la fiducia che ci permette di affrontare le sconfitte, di sopportare i pesi, di credere nelle nostre capacità quando il dubbio vorrebbe paralizzarci. Senza un po' di ego, probabilmente, non avremmo il coraggio di iniziare nulla. Ma le vitamine, per definizione, funzionano soltanto nelle giuste dosi. Quando diventano eccessive smettono di nutrire e iniziano a intossicare. Accade allora qualcosa di sottile. L'io diventa più importante dell'obiettivo. Il riconoscimento più importante del risultato. La visibilità più importante del servizio. E senza quasi accorgercene smettiamo di vedere chi ci cammina accanto. L'ego eccessivo è una lente deformante: ingrandisce noi stessi e rimpicciolisce il resto del mondo. Così il compagno di viaggio diventa un concorrente. La differenza diventa una minaccia. Il successo collettivo perde valore se non porta anche una gratificazione personale. Eppure le cose più belle che ho visto nascere non sono mai state il frutto di un singolo protagonista. Sono nate quando più persone hanno scelto di mettere il proprio talento al servizio di qualcosa di più grande. Quando tanti "io" hanno accettato di diventare un "NOI". Forse è questa la sfida più difficile. Non vincere una competizione. Non conquistare una posizione. Ma costruire un equilibrio. Allora se è rimasto ancora un motivo valido per cui soffrire e spendersi in una competizione politica, non è quello di raggiungere il gradino più alto del podio , internamente o esternamente ma raggiungere quel senso di rispetto e di equilibrio all'interno di un gruppo dove sappiamo che tutti e tutte siamo speciali e importanti solo per il fatto di esistere e poterci parlare con i nostri pregi, manie , difetti e le nostre stranezze... Domani avrò un altro quesito e richiesta da rivolgere a qualcuno di superiore e non riguarda sicuramente il denaro né la vanità, che di per sé dura il tempo di un battito di ciglia. Ma è il miracolo di assistere e contribuire alla creazione di un gruppo coeso dove la voce di tanti IO si fonde a quella più ampia di un NOI. E dove tanti ego controllati sanno ritrovarsi nella forza più elevata di un collettivo dove c'è spazio per la sapienza e la peculiarità di ognuno. Se sapremo superare il muro del solo Ego allora avremo già fatto un passo importante verso la prossima fase. Quella chiamata comunità. Ci credo. Ci spero. Per l'ennesima volta. E mentre cerco risposte nel mondo, questa sera ricomincio da una domanda più semplice. Quella che rivolgo a me stesso... #ego #noi #rispetto #comunità
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  • https://toba60.com/le-radici-naziste-della-casa-dei-windsor-messe-in-luce-da-nuove-rivelazioni-allorigine-delleugenetica-mrna-spopolamento-transumanesimo-e-covid-19/
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  • HUMANITAS?
    Magnifica Humanitas, la prima enciclica di Francis Prevost, critica giustamente alcune attuali derive tecnocapitaliste anticristiane a antiumane. Ma nonostante tutto offre un’analisi spuntata e scarsamente incisiva. Ci sono ovviamente i riferimenti d’obbligo a Dio e a suo Figlio, ma l’impostazione di Prevost é chiaramente antropocentrica.
    Essa contrappone, per semplificare al massimo, l’umanesimo (buono) al transumanesimo (cattivo).
    Quindi la modernità (buona )alla postmodernità e alle sue derive (potenzialmente cattive).

    Come un novello Pico della Mirandola (altro che Sant’Agostino!) Prevost cita il termine “dignità”, in riferimento all’uomo più di 100 volte.
    Decine di volte fa riferimento ai “diritti umani”, confusi del tutto impropriamente con la legge naturale.
    Ad una prima lettura, invece, non vi ho mai trovato il termine “peccato originale”.
    Tutto questo è del resto perfettamente in linea con l’”umanesimo integrale” dei suoi predecessori dal Concilio in poi.
    Orbene è assolutamente ingenuo, diciamo così, pensare come Prevost, che il transumanesimo non sia l’apice dell’umanesimo, del suo spirito originario: profano, borghese, affaristico, secolarizzato, calcolante.
    E’ proprio l’umanesimo che fonda l’idea di un dominio tecnico illimitato sulla natura. E’ proprio l’umanesimo figlio dello spirito borghese acquisitivo, che antepone gradualmente i beni materiali a quelli spirituali. E’ proprio l’umanesimo che illude uomo di essere padrone della vita, sua e altrui. E’ proprio l’umanesimo che posta lo sguardo dal cielo alla terra. E’ proprio l’umanesimo che mettendo al centro l’uomo pone Dio ai margini. E trasforma prima la natura, poi gli esseri umani in oggetti di manipolazione.

    Infine il capitalismo. Tutti i tecno futuristi più importanti, da Musk a Thiel, da Karp ad Andreessen, sono imprenditori miliardari che diventano sempre più ricchi grazie alle loro tecno -diavolerie, robot e intelligenza artificiale compresa. Non sarebbe giunto il momento di mettere in discussione il primato del mercato globale ipertrofico?
    Una tecnica senza limiti è da sempre complementare a un ‘economia senza limiti (il capitalismo) e a un individualismo senza limiti . E’ il modello sociale e antropologico malato dell’anglofera. Anche su questo aspetto l’enciclica non sembra toccare il cuore del problema.

    Martino Mora
    HUMANITAS? Magnifica Humanitas, la prima enciclica di Francis Prevost, critica giustamente alcune attuali derive tecnocapitaliste anticristiane a antiumane. Ma nonostante tutto offre un’analisi spuntata e scarsamente incisiva. Ci sono ovviamente i riferimenti d’obbligo a Dio e a suo Figlio, ma l’impostazione di Prevost é chiaramente antropocentrica. Essa contrappone, per semplificare al massimo, l’umanesimo (buono) al transumanesimo (cattivo). Quindi la modernità (buona )alla postmodernità e alle sue derive (potenzialmente cattive). Come un novello Pico della Mirandola (altro che Sant’Agostino!) Prevost cita il termine “dignità”, in riferimento all’uomo più di 100 volte. Decine di volte fa riferimento ai “diritti umani”, confusi del tutto impropriamente con la legge naturale. Ad una prima lettura, invece, non vi ho mai trovato il termine “peccato originale”. Tutto questo è del resto perfettamente in linea con l’”umanesimo integrale” dei suoi predecessori dal Concilio in poi. Orbene è assolutamente ingenuo, diciamo così, pensare come Prevost, che il transumanesimo non sia l’apice dell’umanesimo, del suo spirito originario: profano, borghese, affaristico, secolarizzato, calcolante. E’ proprio l’umanesimo che fonda l’idea di un dominio tecnico illimitato sulla natura. E’ proprio l’umanesimo figlio dello spirito borghese acquisitivo, che antepone gradualmente i beni materiali a quelli spirituali. E’ proprio l’umanesimo che illude uomo di essere padrone della vita, sua e altrui. E’ proprio l’umanesimo che posta lo sguardo dal cielo alla terra. E’ proprio l’umanesimo che mettendo al centro l’uomo pone Dio ai margini. E trasforma prima la natura, poi gli esseri umani in oggetti di manipolazione. Infine il capitalismo. Tutti i tecno futuristi più importanti, da Musk a Thiel, da Karp ad Andreessen, sono imprenditori miliardari che diventano sempre più ricchi grazie alle loro tecno -diavolerie, robot e intelligenza artificiale compresa. Non sarebbe giunto il momento di mettere in discussione il primato del mercato globale ipertrofico? Una tecnica senza limiti è da sempre complementare a un ‘economia senza limiti (il capitalismo) e a un individualismo senza limiti . E’ il modello sociale e antropologico malato dell’anglofera. Anche su questo aspetto l’enciclica non sembra toccare il cuore del problema. Martino Mora
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