• MA VA? Ci sono arrivati anche loro che bisogna parlare con Putin? ORA che la GUERRA l'HANNO LARGAMENTE PERSA su TUTTI i FRONTI!
    Pace in Ucraina, l'Ue ammette: "Ci vorranno colloqui anche con Putin"
    La portavoce della Commissione europea: "La pace dipende da una sola persona, Putin. Finora nessun segnale da parte sua"
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/12/pace-ucraina-colloqui-putin-ue-notizie/8253061/
    MA VA? Ci sono arrivati anche loro che bisogna parlare con Putin? ORA che la GUERRA l'HANNO LARGAMENTE PERSA su TUTTI i FRONTI! Pace in Ucraina, l'Ue ammette: "Ci vorranno colloqui anche con Putin" La portavoce della Commissione europea: "La pace dipende da una sola persona, Putin. Finora nessun segnale da parte sua" https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/12/pace-ucraina-colloqui-putin-ue-notizie/8253061/
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    La portavoce della Commissione europea: "La pace dipende da una sola persona, Putin. Finora nessun segnale da parte sua"
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  • LA PUGNALATA alla schiena della Meloni agli agricoltori e ai consumatori italiani e europei!

    Mercosur, Meloni firma e neutralizza il no di Macron. Ma per gli agricoltori non c’è vittoria. Ecco chi ci guadagna
    di Luisiana Gaita
    La presidente del Consiglio parla di "garanzie ottenute”. Ma l'intesa e le promesse non convincono chi protesta in piazza con i trattori e neppure gli ambientalisti.

    Giorgia Meloni lo ha detto: per dare l’ok all’accordo Mercosur “abbiamo messo in equilibrio interessi diversi”. Quelli dell’industria, quelli dell’agricoltura e quelli geopolitici. E quando ci sono troppi interessi in gioco, c’è il rischio che qualcuno perda. Così, mentre gli agricoltori manifestavano per le strade di Milano, con una protesta organizzata da Riscatto agricolo Lombardia e l’intero Coapi, Coordinamento agricoltori e pescatori italiani e i trattori bloccavano il traffico in Spagna, Francia e altre nazioni per dire no all’intesa negoziata per un quarto di secolo, i rappresentanti permanenti degli Stati membri riuniti a Bruxelles nel Coreper davano il primo via libera alla firma dell’accordo di libero scambio con il blocco sudamericano del Mercosur che comprende Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. E avviavano la procedura scritta per l’adozione formale delle decisioni.

    Una scelta che costerà più di un grattacapo
    Francia, Ungheria, Irlanda, Polonia e Austria non si sono voluti assumere questa responsabilità e hanno votato contro. Il Belgio si è astenuto, l’Italia ha votato a favore. Stretta tra le richieste di reciprocità degli agricoltori e della sempre vicina Coldiretti, le pressioni di Confindustria, quelle della Commissione europea che vuole aprire a nuovi mercati, sperando di trovare in Sud America anche un salvagente alle strategie commerciali di Donald Trump. Sull’Italia il peso della decisione: con il suo voto è stata raggiunta la maggioranza qualificata, ossia il sostegno di almeno 15 Stati membri che rappresentino almeno il 65% della popolazione dell’Ue. Con questa decisione, il governo italiano ha neutralizzato la Francia di Macron con cui Giorgia Meloni non ha mai avuto rapporto idilliaci. E d’altronde, è da settimane che i partiti di maggioranza esultano ad ogni concessione della Commissione europea, definendola “una vittoria italiana”. Sarebbe stato un problema dire ‘no’ all’accordo tanto voluto da Ursula von der Leyen dopo aver incassato tante “vittorie” politiche. Solo il tempo dirà a tutti, soprattutto agli agricoltori, se si trattava di vittorie concrete e se i vantaggi dell’accordo superano davvero i rischi. Nel frattempo, però, le organizzazioni agricole e le cooperative agricole europee, rappresentate da Copa e Cogeca “rimangono unanimi e unite nel denunciare un accordo che rimane fondamentalmente sbilanciato e imperfetto nella sua essenza, nonostante le ultime modifiche alle misure di salvaguardia aggiuntive”.

    Meloni: “Abbiamo detto sì, alla luce delle garanzie per gli agricoltori” - FALSO!

    E mentre il vicepremier polacco Władysław Kosiniak-Kamysz annncia che il Paese presenterà un ricorso alla Corte di giustizia dell’Ue contro l’accordo, la premier italiana Giorgia Meloni non esulta per la maggioranza raggiunta. E si affretta a spiegare le ragioni che, alla fine, l’hanno spinta a dare l’ok. Un via libera che, già si aspetta, le procurerà più di un grattacapo. “Non ho mai avuto una preclusione ideologica sul Mercosur, ho sempre posto una questione pragmatica che non riguarda solo il Mercosur: la strategia europea di iper-regolamentare al suo interno aprendo, al contempo, ad accordi di libero scambio è suicida. Non potevamo dire sì, a scapito delle eccellenze delle nostre produzioni” ha detto alla conferenza di fine anno. E ha ricordato come l’Italia abbia aperto una interlocuzione con la Commissione Ue, ottenendo “alcuni risultati per gli agricoltori”. Tra questi, la premier ha ricordato il meccanismo di salvaguardia per i prodotti sensibili, il fondo di compensazione, un rafforzamento dei controlli fitosanitari in entrata. E, nell’ambito della trattativa sul bilancio Ue per la Pac, la possibilità di poter utilizzare già dal 2028, altri 45 miliardi di euro che sarebbero rimasti bloccati fino al 2032. “Alla luce di queste garanzie per i nostri agricoltori abbiamo dato l’ok all’accordo” ha ribadito. Anche il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida ha ricordato il fondo da 6,3 miliardi di euro “per la mitigazione delle potenziali perturbazioni di mercato, insieme all’azzeramento dei dazi e degli aggravi di costo per i fertilizzanti previste dal regolamento Cbam.

    L’ultima conferma: indagini dopo l’aumento dei prezzi del 5%
    Nel corso della riunione degli ambasciatori, la presidenza cipriota dell’Ue ha constatato “l’ampio sostegno” sufficiente a raggiungere la maggioranza qualificata sul pacchetto per la firma e l’applicazione provvisoria dell’accordo commerciale ad Interim (iTA) e dell’accordo di partnership (Empa) con il Mercosur. Nella stessa sessione sono state formalmente approvate (con qualche modifica) le salvaguardie negoziate a dicembre da Parlamento e Consiglio Ue, che devono ancora essere adottate dal Parlamento europeo in sessione plenaria. Obiettivo: proteggere il settore agroalimentare europeo da potenziali gravi distorsioni su prodotti come pollame, carne bovina, uova, agrumi e zucchero. Il nuovo quadro stabilisce soglie specifiche affinché la Commissione europea possa avviare indagini e, nel caso, attivare misure specifiche, qualora si verificasse un forte impatto sui prodotti agricoli sensibili europei. A dicembre, Consiglio e Parlamento europei avevano concordato di fissare tali soglie all’8%, ma queste sono state ridotte al 5%, come sostenuto inizialmente dall’Eurocamera, per soddisfare le richieste di Roma. Quindi Bruxelles ora potrà intervenire ogni volta che le importazioni di prodotti sensibili aumenteranno in media del 5% e i prezzi scenderanno della stessa percentuale in un periodo di tre anni.

    Chi vince e chi rischia
    Ma allora chi è che più rischia e chi è che vince con la firma dell’accordo? A guadagnarci sono gli esportatori europei. Nell’Unione europea della manifattura, della meccanica, dell’impiantistica e della componentistica, Bruxelles punta alla rimozione graduale dei dazi su automobili e componenti auto, macchinari, vestiti, tessuti, prodotti chimici. E calcola un risparmio per gli esportatori europei di oltre 4 miliardi di euro all’anno. Da qui le pressioni di Confindustria per la firma dell’accordo. Per quanto riguarda il comparto agricolo i settori che potrebbero beneficiarne sono quello dei vini e dei liquori (con un abbattimento dei dazi fino al 35%) e dell’olio di oliva (con l’eliminazione graduale del 10% di dazio). Il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi considera “strategica la chiusura positiva dell’accordo”. Oggi i vini europei destinati al Brasile subiscono rincari fino al 27% per i vini fermi e al 35% per gli spumanti per effetto dei dazi all’importazione. Per il presidente di Federalimentare, Paolo Mascarino “il via libera al trattato Ue-Mercosur è un accordo storico, atteso da tempo, e per l’industria alimentare italiana può valere ogni anno fino a 400 milioni di export aggiuntivo”. Ma l’accordo aprirà la strada europea a prodotti del Mercosur, come la carne di bovino, il pollame e lo zucchero, dietro i quali c’è più di un rischio (Leggi l’approfondimento). Basta pensare che il Brasile, il maggiore esportatore di carne al mondo (con l’Unione europea come secondo mercato dopo la Cina), prevede un aumento delle esportazioni agricole versione l’Ue da oltre 8 miliardi di dollari al 2040. “Dal Mercosur – sostiene Coldiretti – arriveranno 300 milioni di chilogrammi di carne di manzo e di pollo dalle allevamenti dove si usano antibiotici vietati in Europa e 60 milioni di chilogrammi di riso coltivato con l’uso di pesticidi proibiti in Ue, oltre a 180 milioni di chilogrammi di zucchero prodotto anche attraverso lo sfruttamento dei lavoratori”.

    Gli agricoltori vogliono (ma non ottengono) “le stesse regole”
    Confagricoltura conferma le sue perplessità sostenendo che l’accordo, nella sua forma attuale “rischia di consolidare un’evidente asimmetria: mentre alle imprese agricole italiane ed europee viene richiesto il rispetto di standard elevatissimi in termini di sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare e diritti dei lavoratori, le stesse regole non sono attuate per le importazioni dai Paesi del Mercosur”. Anche Cna Agroalimentare ribadisce la contrarietà all’accordo Mercosur senza garanzie sulla concorrenza e sugli standard ambientali e sanitari. E ribatte: “L’intesa, come attualmente configurata, rischia di introdurre elementi di concorrenza sleale, in ragione delle profonde differenze negli standard ambientali, sanitari e sociali tra l’Unione europea e i Paesi aderenti al Mercosur”. Per Cna Agroalimentare è fondamentale introdurre condizioni di reciprocità. Tradotto: i prodotti che entrano nell’Unione Europea devono rispondere alle stesse regole che devono essere rispettate da agricoltori e produttori europei. E torna il discorso degli interessi: “Non è sostenibile l’utilizzo dei prodotti agroalimentari come strumento di compensazione negoziale in accordi che favoriscono altri comparti economici. Gli accordi di libero scambio devono tenere insieme le esigenze degli esportatori e quelle degli importatori a tutela dei consumatori”. Per Coldiretti “il governo italiano ha richiesto il divieto di importazione di prodotti con residui di sostanze vietate in Europa, ma ora è la Von der Leyen che deve dare risposte.”. La reciprocità, insieme all’obiettivo di aumentare i controlli, per Coldiretti rimane un punto essenziale: “Ora la presidente Von der Leyen e la sua ristrettissima cerchia di tecnocrati, di cui continuiamo a non fidarci, deve tradurre in regolamenti gli impegni richiesti dall’Italia su un principio di reciprocità valido per tutti gli scambi commerciali e non solo per quelli del Mercosur”.

    L’accusa degli ambientalisti
    Anche gli ambientalisti protestano e manifestano le loro preoccupazioni. “Le promesse della Commissione europea di minori vincoli e maggiori risorse non affrontano i nodi strutturali dell’accordo, né garantiscono controlli efficaci sulle merci che entrano nel mercato europeo” commenta Martina Borghi, della campagna Foreste di Greenpeace Italia. E aggiunge: “Questo accordo si inserisce in un contesto già fortemente preoccupante: l’indebolimento e il rinvio del Regolamento europeo per smettere di importare deforestazione (Eudr), l’attacco alla Moratoria sulla soia in Amazzonia e la spinta a un modello di scambio che incentiva la distruzione degli ecosistemi”.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/09/accordo-mercosur-meloni-francia-agricoltori-notizie/8250658/
    LA PUGNALATA alla schiena della Meloni agli agricoltori e ai consumatori italiani e europei! Mercosur, Meloni firma e neutralizza il no di Macron. Ma per gli agricoltori non c’è vittoria. Ecco chi ci guadagna di Luisiana Gaita La presidente del Consiglio parla di "garanzie ottenute”. Ma l'intesa e le promesse non convincono chi protesta in piazza con i trattori e neppure gli ambientalisti. Giorgia Meloni lo ha detto: per dare l’ok all’accordo Mercosur “abbiamo messo in equilibrio interessi diversi”. Quelli dell’industria, quelli dell’agricoltura e quelli geopolitici. E quando ci sono troppi interessi in gioco, c’è il rischio che qualcuno perda. Così, mentre gli agricoltori manifestavano per le strade di Milano, con una protesta organizzata da Riscatto agricolo Lombardia e l’intero Coapi, Coordinamento agricoltori e pescatori italiani e i trattori bloccavano il traffico in Spagna, Francia e altre nazioni per dire no all’intesa negoziata per un quarto di secolo, i rappresentanti permanenti degli Stati membri riuniti a Bruxelles nel Coreper davano il primo via libera alla firma dell’accordo di libero scambio con il blocco sudamericano del Mercosur che comprende Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. E avviavano la procedura scritta per l’adozione formale delle decisioni. Una scelta che costerà più di un grattacapo Francia, Ungheria, Irlanda, Polonia e Austria non si sono voluti assumere questa responsabilità e hanno votato contro. Il Belgio si è astenuto, l’Italia ha votato a favore. Stretta tra le richieste di reciprocità degli agricoltori e della sempre vicina Coldiretti, le pressioni di Confindustria, quelle della Commissione europea che vuole aprire a nuovi mercati, sperando di trovare in Sud America anche un salvagente alle strategie commerciali di Donald Trump. Sull’Italia il peso della decisione: con il suo voto è stata raggiunta la maggioranza qualificata, ossia il sostegno di almeno 15 Stati membri che rappresentino almeno il 65% della popolazione dell’Ue. Con questa decisione, il governo italiano ha neutralizzato la Francia di Macron con cui Giorgia Meloni non ha mai avuto rapporto idilliaci. E d’altronde, è da settimane che i partiti di maggioranza esultano ad ogni concessione della Commissione europea, definendola “una vittoria italiana”. Sarebbe stato un problema dire ‘no’ all’accordo tanto voluto da Ursula von der Leyen dopo aver incassato tante “vittorie” politiche. Solo il tempo dirà a tutti, soprattutto agli agricoltori, se si trattava di vittorie concrete e se i vantaggi dell’accordo superano davvero i rischi. Nel frattempo, però, le organizzazioni agricole e le cooperative agricole europee, rappresentate da Copa e Cogeca “rimangono unanimi e unite nel denunciare un accordo che rimane fondamentalmente sbilanciato e imperfetto nella sua essenza, nonostante le ultime modifiche alle misure di salvaguardia aggiuntive”. Meloni: “Abbiamo detto sì, alla luce delle garanzie per gli agricoltori” - FALSO! E mentre il vicepremier polacco Władysław Kosiniak-Kamysz annncia che il Paese presenterà un ricorso alla Corte di giustizia dell’Ue contro l’accordo, la premier italiana Giorgia Meloni non esulta per la maggioranza raggiunta. E si affretta a spiegare le ragioni che, alla fine, l’hanno spinta a dare l’ok. Un via libera che, già si aspetta, le procurerà più di un grattacapo. “Non ho mai avuto una preclusione ideologica sul Mercosur, ho sempre posto una questione pragmatica che non riguarda solo il Mercosur: la strategia europea di iper-regolamentare al suo interno aprendo, al contempo, ad accordi di libero scambio è suicida. Non potevamo dire sì, a scapito delle eccellenze delle nostre produzioni” ha detto alla conferenza di fine anno. E ha ricordato come l’Italia abbia aperto una interlocuzione con la Commissione Ue, ottenendo “alcuni risultati per gli agricoltori”. Tra questi, la premier ha ricordato il meccanismo di salvaguardia per i prodotti sensibili, il fondo di compensazione, un rafforzamento dei controlli fitosanitari in entrata. E, nell’ambito della trattativa sul bilancio Ue per la Pac, la possibilità di poter utilizzare già dal 2028, altri 45 miliardi di euro che sarebbero rimasti bloccati fino al 2032. “Alla luce di queste garanzie per i nostri agricoltori abbiamo dato l’ok all’accordo” ha ribadito. Anche il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida ha ricordato il fondo da 6,3 miliardi di euro “per la mitigazione delle potenziali perturbazioni di mercato, insieme all’azzeramento dei dazi e degli aggravi di costo per i fertilizzanti previste dal regolamento Cbam. L’ultima conferma: indagini dopo l’aumento dei prezzi del 5% Nel corso della riunione degli ambasciatori, la presidenza cipriota dell’Ue ha constatato “l’ampio sostegno” sufficiente a raggiungere la maggioranza qualificata sul pacchetto per la firma e l’applicazione provvisoria dell’accordo commerciale ad Interim (iTA) e dell’accordo di partnership (Empa) con il Mercosur. Nella stessa sessione sono state formalmente approvate (con qualche modifica) le salvaguardie negoziate a dicembre da Parlamento e Consiglio Ue, che devono ancora essere adottate dal Parlamento europeo in sessione plenaria. Obiettivo: proteggere il settore agroalimentare europeo da potenziali gravi distorsioni su prodotti come pollame, carne bovina, uova, agrumi e zucchero. Il nuovo quadro stabilisce soglie specifiche affinché la Commissione europea possa avviare indagini e, nel caso, attivare misure specifiche, qualora si verificasse un forte impatto sui prodotti agricoli sensibili europei. A dicembre, Consiglio e Parlamento europei avevano concordato di fissare tali soglie all’8%, ma queste sono state ridotte al 5%, come sostenuto inizialmente dall’Eurocamera, per soddisfare le richieste di Roma. Quindi Bruxelles ora potrà intervenire ogni volta che le importazioni di prodotti sensibili aumenteranno in media del 5% e i prezzi scenderanno della stessa percentuale in un periodo di tre anni. Chi vince e chi rischia Ma allora chi è che più rischia e chi è che vince con la firma dell’accordo? A guadagnarci sono gli esportatori europei. Nell’Unione europea della manifattura, della meccanica, dell’impiantistica e della componentistica, Bruxelles punta alla rimozione graduale dei dazi su automobili e componenti auto, macchinari, vestiti, tessuti, prodotti chimici. E calcola un risparmio per gli esportatori europei di oltre 4 miliardi di euro all’anno. Da qui le pressioni di Confindustria per la firma dell’accordo. Per quanto riguarda il comparto agricolo i settori che potrebbero beneficiarne sono quello dei vini e dei liquori (con un abbattimento dei dazi fino al 35%) e dell’olio di oliva (con l’eliminazione graduale del 10% di dazio). Il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi considera “strategica la chiusura positiva dell’accordo”. Oggi i vini europei destinati al Brasile subiscono rincari fino al 27% per i vini fermi e al 35% per gli spumanti per effetto dei dazi all’importazione. Per il presidente di Federalimentare, Paolo Mascarino “il via libera al trattato Ue-Mercosur è un accordo storico, atteso da tempo, e per l’industria alimentare italiana può valere ogni anno fino a 400 milioni di export aggiuntivo”. Ma l’accordo aprirà la strada europea a prodotti del Mercosur, come la carne di bovino, il pollame e lo zucchero, dietro i quali c’è più di un rischio (Leggi l’approfondimento). Basta pensare che il Brasile, il maggiore esportatore di carne al mondo (con l’Unione europea come secondo mercato dopo la Cina), prevede un aumento delle esportazioni agricole versione l’Ue da oltre 8 miliardi di dollari al 2040. “Dal Mercosur – sostiene Coldiretti – arriveranno 300 milioni di chilogrammi di carne di manzo e di pollo dalle allevamenti dove si usano antibiotici vietati in Europa e 60 milioni di chilogrammi di riso coltivato con l’uso di pesticidi proibiti in Ue, oltre a 180 milioni di chilogrammi di zucchero prodotto anche attraverso lo sfruttamento dei lavoratori”. Gli agricoltori vogliono (ma non ottengono) “le stesse regole” Confagricoltura conferma le sue perplessità sostenendo che l’accordo, nella sua forma attuale “rischia di consolidare un’evidente asimmetria: mentre alle imprese agricole italiane ed europee viene richiesto il rispetto di standard elevatissimi in termini di sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare e diritti dei lavoratori, le stesse regole non sono attuate per le importazioni dai Paesi del Mercosur”. Anche Cna Agroalimentare ribadisce la contrarietà all’accordo Mercosur senza garanzie sulla concorrenza e sugli standard ambientali e sanitari. E ribatte: “L’intesa, come attualmente configurata, rischia di introdurre elementi di concorrenza sleale, in ragione delle profonde differenze negli standard ambientali, sanitari e sociali tra l’Unione europea e i Paesi aderenti al Mercosur”. Per Cna Agroalimentare è fondamentale introdurre condizioni di reciprocità. Tradotto: i prodotti che entrano nell’Unione Europea devono rispondere alle stesse regole che devono essere rispettate da agricoltori e produttori europei. E torna il discorso degli interessi: “Non è sostenibile l’utilizzo dei prodotti agroalimentari come strumento di compensazione negoziale in accordi che favoriscono altri comparti economici. Gli accordi di libero scambio devono tenere insieme le esigenze degli esportatori e quelle degli importatori a tutela dei consumatori”. Per Coldiretti “il governo italiano ha richiesto il divieto di importazione di prodotti con residui di sostanze vietate in Europa, ma ora è la Von der Leyen che deve dare risposte.”. La reciprocità, insieme all’obiettivo di aumentare i controlli, per Coldiretti rimane un punto essenziale: “Ora la presidente Von der Leyen e la sua ristrettissima cerchia di tecnocrati, di cui continuiamo a non fidarci, deve tradurre in regolamenti gli impegni richiesti dall’Italia su un principio di reciprocità valido per tutti gli scambi commerciali e non solo per quelli del Mercosur”. L’accusa degli ambientalisti Anche gli ambientalisti protestano e manifestano le loro preoccupazioni. “Le promesse della Commissione europea di minori vincoli e maggiori risorse non affrontano i nodi strutturali dell’accordo, né garantiscono controlli efficaci sulle merci che entrano nel mercato europeo” commenta Martina Borghi, della campagna Foreste di Greenpeace Italia. E aggiunge: “Questo accordo si inserisce in un contesto già fortemente preoccupante: l’indebolimento e il rinvio del Regolamento europeo per smettere di importare deforestazione (Eudr), l’attacco alla Moratoria sulla soia in Amazzonia e la spinta a un modello di scambio che incentiva la distruzione degli ecosistemi”. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/09/accordo-mercosur-meloni-francia-agricoltori-notizie/8250658/
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    Mercosur: Meloni dice sì all'accordo contro il volere di agricoltori e Macron
    L'Italia ha dato il via libera all'accordo commerciale con il Sud America, decisivo per raggiungere la maggioranza qualificata in Ue
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  • UN’OPPORTUNITÀ ANCORA APERTA

    Da oltre vent’anni, in Italia, non scegliamo davvero chi ci rappresenta in Parlamento.
    Listini bloccati, pluricandidature, voto congiunto: meccanismi che hanno progressivamente svuotato il diritto costituzionale di voto, trasformando Camera e Senato in assemblee di candidati decisi a monte.

    Questa non è una battaglia di parte. È una questione democratica.
    Ed esiste oggi uno strumento concreto per intervenire: tre Leggi di Iniziativa Popolare per modificare il Rosatellum e restituire centralità ai cittadini.

    Le tre L.I.P. intervengono su punti chiave:

    1️⃣ SCELTA DIRETTA DEI CANDIDATI
    Stop ai listini bloccati
    Stop alle pluricandidature
    Votare deve tornare a significare scegliere le persone, non ratificare decisioni prese dalle segreterie.

    2️⃣ ABOLIZIONE DI PLURICANDIDATURE E SOGLIE DISTORSIVE
    Un candidato = un collegio
    Fine delle soglie che alterano la rappresentanza
    Il voto deve essere davvero eguale, come prevede la Costituzione.

    3️⃣ PREFERENZE, PARITÀ E PARTECIPAZIONE
    Due preferenze di genere diverso
    Riduzione delle firme per la presentazione delle liste (senza privilegi)
    Primarie obbligatorie per la selezione dei candidati
    Il fattore tempo è decisivo.
    Tra due anni si torna alle urne e – come ricordato anche dalla Commissione di Venezia – le leggi elettorali non si cambiano a ridosso del voto.

    FIRMA ORA: BASTANO POCHI MINUTI
    Accesso con SPID o Carta d’Identità Elettronica
    Firma su: www.votolibeguale.it

    Questa istanza è ancora aperta.
    Firmare oggi significa incidere sul futuro politico del Paese. Non firmare significa lasciare che tutto resti com’è.

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    Fai circolare l’informazione
    Coinvolgi chi crede nel valore del voto
    Per una Repubblica fondata su un voto libero, personale, eguale e segreto (art. 48 Cost.).
    Perché la democrazia non è garantita una volta per tutte: va esercitata.

    #VotoLibEguale #LIP #RiformaElettorale #Rosatellum #DemocraziaCostituzionale #DirittoDiVoto #ilmomentoèora
    🛑 UN’OPPORTUNITÀ ANCORA APERTA 🛑🇮🇹 Da oltre vent’anni, in Italia, non scegliamo davvero chi ci rappresenta in Parlamento. Listini bloccati, pluricandidature, voto congiunto: meccanismi che hanno progressivamente svuotato il diritto costituzionale di voto, trasformando Camera e Senato in assemblee di candidati decisi a monte. 👉 Questa non è una battaglia di parte. È una questione democratica. Ed esiste oggi uno strumento concreto per intervenire: tre Leggi di Iniziativa Popolare per modificare il Rosatellum e restituire centralità ai cittadini. 💡 Le tre L.I.P. intervengono su punti chiave: 1️⃣ SCELTA DIRETTA DEI CANDIDATI ❌ Stop ai listini bloccati ❌ Stop alle pluricandidature Votare deve tornare a significare scegliere le persone, non ratificare decisioni prese dalle segreterie. 2️⃣ ABOLIZIONE DI PLURICANDIDATURE E SOGLIE DISTORSIVE ✅ Un candidato = un collegio ✅ Fine delle soglie che alterano la rappresentanza Il voto deve essere davvero eguale, come prevede la Costituzione. 3️⃣ PREFERENZE, PARITÀ E PARTECIPAZIONE ✅ Due preferenze di genere diverso ✅ Riduzione delle firme per la presentazione delle liste (senza privilegi) ✅ Primarie obbligatorie per la selezione dei candidati ⏳ Il fattore tempo è decisivo. Tra due anni si torna alle urne e – come ricordato anche dalla Commissione di Venezia – le leggi elettorali non si cambiano a ridosso del voto. ✍️ FIRMA ORA: BASTANO POCHI MINUTI 👉 Accesso con SPID o Carta d’Identità Elettronica 👉 Firma su: www.votolibeguale.it Questa istanza è ancora aperta. Firmare oggi significa incidere sul futuro politico del Paese. Non firmare significa lasciare che tutto resti com’è. 🔁 Condividi 📢 Fai circolare l’informazione 🤝 Coinvolgi chi crede nel valore del voto Per una Repubblica fondata su un voto libero, personale, eguale e segreto (art. 48 Cost.). Perché la democrazia non è garantita una volta per tutte: va esercitata. #VotoLibEguale #LIP #RiformaElettorale #Rosatellum #DemocraziaCostituzionale #DirittoDiVoto #ilmomentoèora
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  • Commissione COVID Ugo Mattei.
    https://youtu.be/WAR9WYTZNx8?si=Se6Uu0484ugnzZfw
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  • SINISTRA SPIETATA: NO AI DANNEGGIATI, SONO NO VAX

    Ecco la sinistra dal volto umano: Pd e 5 Stelle si oppongono all'audizione in Commissione dei daneggiati da vaccino offendendoli come no vax.
    Fratelli d'Italia: "Surreale, andremo avanti per i cittadini che ancora soffrono". Angelini del “Comitato Ascoltami “Siamo una pietra di inciampo, chi non ci vuole, è perché ci teme"…

    https://lanuovabq.it/it/la-sinistra-degli-spietati-no-ai-danneggiati-sono-no-vax

    QUI POTETE TROVARE il LINK per firmare la nostra petizione per mettere in stato di accusa l'ex Ministro Speranza e Nicola Magrini ex direttore generale di AIFA:
    https://www.scenario.press/petition

    PIU' di 13.700 FIRME RAGGIUNTE.
    ABBIAMO BISOGNO del SOSTEGNO di TUTTI! Grazie per firmare e condividere!
    MASSIMA DIFFUSIONE!
    SINISTRA SPIETATA: NO AI DANNEGGIATI, SONO NO VAX Ecco la sinistra dal volto umano: Pd e 5 Stelle si oppongono all'audizione in Commissione dei daneggiati da vaccino offendendoli come no vax. Fratelli d'Italia: "Surreale, andremo avanti per i cittadini che ancora soffrono". Angelini del “Comitato Ascoltami “Siamo una pietra di inciampo, chi non ci vuole, è perché ci teme"… https://lanuovabq.it/it/la-sinistra-degli-spietati-no-ai-danneggiati-sono-no-vax QUI POTETE TROVARE il LINK per firmare la nostra petizione per mettere in stato di accusa l'ex Ministro Speranza e Nicola Magrini ex direttore generale di AIFA: https://www.scenario.press/petition PIU' di 13.700 FIRME RAGGIUNTE. ABBIAMO BISOGNO del SOSTEGNO di TUTTI! Grazie per firmare e condividere! MASSIMA DIFFUSIONE!
    LANUOVABQ.IT
    La Sinistra degli spietati: "No ai danneggiati, sono no vax"
    Ecco la Sinstra dal volto umano: Pd e 5 Stelle si oppongono all'audizione in Commissione dei daneggiati da vaccino offendendoli come no vax. Ma Fratelli d'Italia: "Surreale, andremo avanti per i cittadini che ancora soffrono". Angelini (Ascoltami): "Siamo una pietra di inciampo, chi non ci vuole, è perché ci teme".
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  • Ve li ricordate i vari Speranza, Conte, Sileri e poi lo stesso Draghi, insieme a tutti gli altri personaggi che a vario titolo (virologi inclusi) da loro prendevano direttive durante il Covid? Chi osava contraddire la loro narrazione o sottrarsi alle loro imposizioni, veniva subito tacciato come no vax e marginalizzato come un appestato!

    Ebbene. Oggi possiamo affermare che costoro dovrebbero iniziare a chiedere scusa, come minimo. Le verità che stanno emergendo durante le audizioni nella commissione parlamentare di inchiesta sull’emergenza Covid, sono sconcertanti, ma non ci stupiscono.

    Del resto, che la gestione della pandemia avesse tante zone d’ombra, l’avevamo denunciato più volte nelle aule parlamentari e non solo.

    Oggi quelle zone d’ombra vengono pian piano illuminate dalle dichiarazioni e dalle prime ammissioni di coloro che furono i diretti protagonisti e gestori di quei convulsi e tragici eventi.

    Dalle ultime rivelazioni degli ex componenti del comitato tecnico scientifico che faceva capo ai governi di allora (il Conte due e poi l’esecutivo Draghi), vengono fuori le imbarazzanti verità sui disastri della Tachipirina e della vigile attesa, dei ricoveri affrettati, del fatto che si respingessero con ottusa pervicacia le cure domiciliari e persino l’utilizzo degli antinfiammatori.

    Il tutto in assenza di un piano pandemico definito.

    E siamo ancora all’inizio. A gennaio 2026 si entrerà nel vivo dei lavori della commissione e possiamo scommettere che quando si inizierà a parlare degli effetti avversi, ci sarà da mettersi le mani nei capelli. I protagonisti di allora, ovviamente hanno già iniziato a fare un curioso e comodo scaricabarile. Sileri in primis che a quei tempi andava in tv ad ammonire i no vax come un severo maestrino.

    Noi ci auguriamo che chi ha sbagliato si assuma prima o poi, le proprie responsabilità. Perché un finale a tarallucci e vino, dopo che un paese intero è stato messo in ginocchio, non sarebbe accettabile.

    Tanti italiani sono già seduti sulla riva del fiume…

    QUI POTETE TROVARE il LINK per firmare la nostra petizione per mettere in stato di accusa l'ex Ministro Speranza e Nicola Magrini ex direttore generale di AIFA:
    https://www.scenario.press/petition

    PIU' di 13.700 FIRME RAGGIUNTE.
    ABBIAMO BISOGNO del SOSTEGNO di TUTTI! Grazie per firmare e condividere!
    MASSIMA DIFFUSIONE!
    Ve li ricordate i vari Speranza, Conte, Sileri e poi lo stesso Draghi, insieme a tutti gli altri personaggi che a vario titolo (virologi inclusi) da loro prendevano direttive durante il Covid? Chi osava contraddire la loro narrazione o sottrarsi alle loro imposizioni, veniva subito tacciato come no vax e marginalizzato come un appestato! Ebbene. Oggi possiamo affermare che costoro dovrebbero iniziare a chiedere scusa, come minimo. Le verità che stanno emergendo durante le audizioni nella commissione parlamentare di inchiesta sull’emergenza Covid, sono sconcertanti, ma non ci stupiscono. Del resto, che la gestione della pandemia avesse tante zone d’ombra, l’avevamo denunciato più volte nelle aule parlamentari e non solo. Oggi quelle zone d’ombra vengono pian piano illuminate dalle dichiarazioni e dalle prime ammissioni di coloro che furono i diretti protagonisti e gestori di quei convulsi e tragici eventi. Dalle ultime rivelazioni degli ex componenti del comitato tecnico scientifico che faceva capo ai governi di allora (il Conte due e poi l’esecutivo Draghi), vengono fuori le imbarazzanti verità sui disastri della Tachipirina e della vigile attesa, dei ricoveri affrettati, del fatto che si respingessero con ottusa pervicacia le cure domiciliari e persino l’utilizzo degli antinfiammatori. Il tutto in assenza di un piano pandemico definito. E siamo ancora all’inizio. A gennaio 2026 si entrerà nel vivo dei lavori della commissione e possiamo scommettere che quando si inizierà a parlare degli effetti avversi, ci sarà da mettersi le mani nei capelli. I protagonisti di allora, ovviamente hanno già iniziato a fare un curioso e comodo scaricabarile. Sileri in primis che a quei tempi andava in tv ad ammonire i no vax come un severo maestrino. Noi ci auguriamo che chi ha sbagliato si assuma prima o poi, le proprie responsabilità. Perché un finale a tarallucci e vino, dopo che un paese intero è stato messo in ginocchio, non sarebbe accettabile. Tanti italiani sono già seduti sulla riva del fiume… QUI POTETE TROVARE il LINK per firmare la nostra petizione per mettere in stato di accusa l'ex Ministro Speranza e Nicola Magrini ex direttore generale di AIFA: https://www.scenario.press/petition PIU' di 13.700 FIRME RAGGIUNTE. ABBIAMO BISOGNO del SOSTEGNO di TUTTI! Grazie per firmare e condividere! MASSIMA DIFFUSIONE!
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  • COSTEI deve essere incriminata o ci trascinerà alla Terza Guerra Mondiale!!!
    Von der Leyen: "Prepariamoci alla guerra ibrida, la pace è finita"
    La presidente della Commissione UE annuncia investimenti militari record per fronteggiare le nuove minacce e l'indipendenza energetica dalla Russia

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/12/17/von-der-leyen-guerra-ibrida-europa-notizie/8230609/
    COSTEI deve essere incriminata o ci trascinerà alla Terza Guerra Mondiale!!! Von der Leyen: "Prepariamoci alla guerra ibrida, la pace è finita" La presidente della Commissione UE annuncia investimenti militari record per fronteggiare le nuove minacce e l'indipendenza energetica dalla Russia https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/12/17/von-der-leyen-guerra-ibrida-europa-notizie/8230609/
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  • CONTINUIAMO A FAR MATURARE LE COSCIENZE.

    ANALISI DEI 10 VACCINI OBBLIGATORI AI BAMBINI

    È stato recentemente pubblicato un documento dalla commissione medico scientifica indipendente che analizza uno per uno i dieci vaccini pediatrici previsti dalla Legge Lorenzin.

    Come sappiamo, nel 2017 Beatrice Lorenzin, Ministro della Sanità del governo Gentiloni, varava una legge che introduceva l’obbligo per dieci vaccinazioni pediatriche, obbligo con relative sanzioni per le famiglie inadempienti.

    Nel 2017 la situazione epidemiologica delle malattie infettive e la copertura vaccinale non erano tali da destare alcuna preoccupazione, ma il Ministro, già Responsabile dei Giovani di Forza Italia e poi progressivamente scivolata a Sinistra fino al suo ingresso nel Pd, volle fortemente questa legge cui legò il suo nome.

    Da allora si parla di rivedere tale normativa.

    Giunge quindi opportuna la pubblicazione di un documento sulla possibilità e opportunità di abrogare l’obbligo vaccinale.
    Il documento è stato realizzato dalla Commissione Medico Scientifica Indipendente (CMSi), un organismo formato per promuovere un dibattito scientifico aperto e critico sulla gestione della pandemia e sui vaccini, con particolare attenzione alla sicurezza e all'efficacia dei trattamenti.
    La CMSi ha espresso preoccupazioni riguardo ai vaccini a mRNA e ha chiesto indagini approfondite sulla loro sicurezza.
    Ha pubblicato articoli e comunicati stampa per informare il pubblico e le istituzioni sui potenziali rischi associati a questi farmaci, sostenendo la necessità di un approccio più cauto e basato su evidenze.

    Il documento ora pubblicato, a firma del professor Alberto Donzelli, del professor Paolo Bellavite e del dottor Serravalle, riporta le ragioni scientifiche e giuridiche che motivano la richiesta di una revisione della normativa sulle vaccinazioni obbligatorie.
    Si tratta di un lavoro “in fieri” che la Commissione Medico Scientifica indipendente mette a disposizione degli interessati (es. associazioni di cittadini, autorità e operatori sanitari, politici, avvocati, educatori, giornalisti) e sul quale intende aprire un dibattito pubblico.

    In questo lavoro sono ridiscussi, uno per volta, i 10 vaccini menzionati nella legge 119/2017, evidenziando la loro incapacità di tutelare veramente gli interessi della collettività nell’attuale quadro epidemiologico.

    In altre parole, si prospetta il fatto che, ad una rigorosa considerazione basata sulle prove, l’obbligo vaccinale istituito nel 2017 non abbia affatto quel grado di necessità e urgenza che era stato attribuito allora.

    Dall’analisi risulta inoltre che le conoscenze scientifiche acquisite negli ultimi anni dalla farmacovigilanza attiva, parte delle quali non disponibili nel 2017, dimostrano che gli effetti avversi dei vaccini sulla salute dei bambini non sono affatto trascurabili, soprattutto se rapportati alla rarità delle malattie infettive (rarità per lo più non dovuta ai vaccini stessi).

    Secondo vari tipi di rilevamenti, l’incidenza di gravi effetti avversi della vaccinazione è dello stesso ordine di grandezza dell’incidenza di effetti gravi delle malattie che i vaccini prevengono, o superiore.
    Ciò richiama ancora una volta il principio di precauzione, da sempre cardine della medicina, assieme alla necessità di un consenso veramente informato, cioè basato su dati reali e non su ideologie storiche.

    I dati epidemiologici sulle coperture vaccinali e sugli effetti avversi sono adeguati a sostenere l’accettazione nel nido d’infanzia e nella scuola di ogni grado dei bambini non vaccinati o parzialmente vaccinati, che attualmente non vengono accettati senza aver iniziato un iter vaccinale: una vera e propria discriminazione che non trova fondamento e giustificazione di tipo scientifico.

    A conclusione di questo documento si presentano alcune linee programmatiche e suggerimenti preliminari su come sarebbe possibile rimuovere o attenuare l’obbligo vaccinale.
    Modifiche importanti ed efficaci del regime attuale sarebbero possibili persino senza abolire la legge “Lorenzin”, anzi rispettando il suo dettato alla lettera e i suggerimenti della Corte.

    Proposte ragionevoli e soprattutto ben fondate dal punto di vista medico.
    Sarà possibile discuterne nella comunità scientifica senza che inizi il fuoco di sbarramento contro i cosiddetti no vax?

    Invito tutti a leggere e a discutere del documento suddetto.

    #amiciperlitalia #amicidiippocrate #covid19 #vaccinazioni #effetticollaterali #effettiavversi
    #quotidianoweb #news #notizie #attualità #informazione #informazionelibera #Bellavite #dibattitoscientifico #EvidenzeScientifiche #fiducianellascienza #medicinaindipendente #metodoscientifico #nitag #pluralismoscientifico #principiodiprecauzione #sanitàpubblica #ScienzaAperta #scienzacritica #Serravalle #trasparenza #vaccini

    Source: https://www.facebook.com/share/19iTX53fdN/
    CONTINUIAMO A FAR MATURARE LE COSCIENZE. ANALISI DEI 10 VACCINI OBBLIGATORI AI BAMBINI È stato recentemente pubblicato un documento dalla commissione medico scientifica indipendente che analizza uno per uno i dieci vaccini pediatrici previsti dalla Legge Lorenzin. Come sappiamo, nel 2017 Beatrice Lorenzin, Ministro della Sanità del governo Gentiloni, varava una legge che introduceva l’obbligo per dieci vaccinazioni pediatriche, obbligo con relative sanzioni per le famiglie inadempienti. Nel 2017 la situazione epidemiologica delle malattie infettive e la copertura vaccinale non erano tali da destare alcuna preoccupazione, ma il Ministro, già Responsabile dei Giovani di Forza Italia e poi progressivamente scivolata a Sinistra fino al suo ingresso nel Pd, volle fortemente questa legge cui legò il suo nome. Da allora si parla di rivedere tale normativa. Giunge quindi opportuna la pubblicazione di un documento sulla possibilità e opportunità di abrogare l’obbligo vaccinale. Il documento è stato realizzato dalla Commissione Medico Scientifica Indipendente (CMSi), un organismo formato per promuovere un dibattito scientifico aperto e critico sulla gestione della pandemia e sui vaccini, con particolare attenzione alla sicurezza e all'efficacia dei trattamenti. La CMSi ha espresso preoccupazioni riguardo ai vaccini a mRNA e ha chiesto indagini approfondite sulla loro sicurezza. Ha pubblicato articoli e comunicati stampa per informare il pubblico e le istituzioni sui potenziali rischi associati a questi farmaci, sostenendo la necessità di un approccio più cauto e basato su evidenze. Il documento ora pubblicato, a firma del professor Alberto Donzelli, del professor Paolo Bellavite e del dottor Serravalle, riporta le ragioni scientifiche e giuridiche che motivano la richiesta di una revisione della normativa sulle vaccinazioni obbligatorie. Si tratta di un lavoro “in fieri” che la Commissione Medico Scientifica indipendente mette a disposizione degli interessati (es. associazioni di cittadini, autorità e operatori sanitari, politici, avvocati, educatori, giornalisti) e sul quale intende aprire un dibattito pubblico. In questo lavoro sono ridiscussi, uno per volta, i 10 vaccini menzionati nella legge 119/2017, evidenziando la loro incapacità di tutelare veramente gli interessi della collettività nell’attuale quadro epidemiologico. In altre parole, si prospetta il fatto che, ad una rigorosa considerazione basata sulle prove, l’obbligo vaccinale istituito nel 2017 non abbia affatto quel grado di necessità e urgenza che era stato attribuito allora. Dall’analisi risulta inoltre che le conoscenze scientifiche acquisite negli ultimi anni dalla farmacovigilanza attiva, parte delle quali non disponibili nel 2017, dimostrano che gli effetti avversi dei vaccini sulla salute dei bambini non sono affatto trascurabili, soprattutto se rapportati alla rarità delle malattie infettive (rarità per lo più non dovuta ai vaccini stessi). Secondo vari tipi di rilevamenti, l’incidenza di gravi effetti avversi della vaccinazione è dello stesso ordine di grandezza dell’incidenza di effetti gravi delle malattie che i vaccini prevengono, o superiore. Ciò richiama ancora una volta il principio di precauzione, da sempre cardine della medicina, assieme alla necessità di un consenso veramente informato, cioè basato su dati reali e non su ideologie storiche. I dati epidemiologici sulle coperture vaccinali e sugli effetti avversi sono adeguati a sostenere l’accettazione nel nido d’infanzia e nella scuola di ogni grado dei bambini non vaccinati o parzialmente vaccinati, che attualmente non vengono accettati senza aver iniziato un iter vaccinale: una vera e propria discriminazione che non trova fondamento e giustificazione di tipo scientifico. A conclusione di questo documento si presentano alcune linee programmatiche e suggerimenti preliminari su come sarebbe possibile rimuovere o attenuare l’obbligo vaccinale. Modifiche importanti ed efficaci del regime attuale sarebbero possibili persino senza abolire la legge “Lorenzin”, anzi rispettando il suo dettato alla lettera e i suggerimenti della Corte. Proposte ragionevoli e soprattutto ben fondate dal punto di vista medico. Sarà possibile discuterne nella comunità scientifica senza che inizi il fuoco di sbarramento contro i cosiddetti no vax? Invito tutti a leggere e a discutere del documento suddetto. #amiciperlitalia #amicidiippocrate #covid19 #vaccinazioni #effetticollaterali #effettiavversi #quotidianoweb #news #notizie #attualità #informazione #informazionelibera #Bellavite #dibattitoscientifico #EvidenzeScientifiche #fiducianellascienza #medicinaindipendente #metodoscientifico #nitag #pluralismoscientifico #principiodiprecauzione #sanitàpubblica #ScienzaAperta #scienzacritica #Serravalle #trasparenza #vaccini Source: https://www.facebook.com/share/19iTX53fdN/
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  • Tutte queste audizioni in commissione Covid e nessun avviso di garanzia.
    Trarre conclusioni è facile:
    centellinare verità non più occultabili serve a sbollire indignazione e soprattutto non farsi male.
    Tutte queste audizioni in commissione Covid e nessun avviso di garanzia. Trarre conclusioni è facile: centellinare verità non più occultabili serve a sbollire indignazione e soprattutto non farsi male.
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  • CHI LI HA ELETTI? NESSUNO. L'UE È GOVERNATA DA UNA MACCHINA BUROCRATICA, NON DALLA DEMOCRAZIA

    Chiamatela con il vostro nome: la Commissione europea non è democratica. Non ci si avvicina nemmeno.

    Mentre Bruxelles fa la predica al mondo sui valori democratici e sullo stato di diritto, la verità è che il vero potere nell'UE è detenuto da persone per le quali nessuno ha mai votato. Nemmeno una volta. Non direttamente. Non democraticamente.

    Sì, gli europei possono votare per eleggere i membri del Parlamento europeo ogni 5 anni. Ma ecco il piccolo segreto: il Parlamento non può nemmeno proporre leggi.

    Si limita a votare su quelle emesse dalla Commissione, un gruppo di funzionari nominati e selezionati a porte chiuse attraverso contrattazioni politiche, accordi di partito e negoziati d'élite. Nessun controllo pubblico. Nessuna trasparenza. Nessuna responsabilità.

    Una volta al potere, la Commissione gestisce di fatto l'UE. Controlla l'agenda legislativa. Definisce le politiche per 450 milioni di persone. Redige le leggi. Stabilisce il tono. Il Parlamento, l'unico organo dotato anche di un minimo di legittimità democratica, diventa poco più di un semplice timbro di gomma.

    E i cittadini? Sono solo spettatori.

    Nessuna voce in capitolo su chi scrive le leggi. Nessuna voce in capitolo su chi guida la Commissione. Non c'è modo di rimuoverli quando falliscono. Possono votare, sì, e poi possono stare a guardare mentre tecnocrati non eletti gestiscono lo spettacolo.

    L'Unione Europea è una democrazia solo di nome. Un'opera teatrale. Un'illusione manipolata.

    E sempre più persone stanno iniziando a rendersene conto, soprattutto perché si rendono conto che non stanno votando per dei leader. Stanno votando per dei personaggi di facciata. Le vere decisioni vengono prese in stanze piene di fumo da persone che non hanno mai affrontato l'elettorato.

    Se l'UE vuole sopravvivere, deve smettere di fingere e iniziare a riformarsi.

    Perché le persone sono stanche di essere governate da una bandiera che non hanno scelto e da una Commissione che non hanno eletto.
    E questa frustrazione? Sta crescendo.

    WHO ELECTED THEM? NO ONE. THE EU IS GOVERNED BY A BUREAUCRATIC MACHINE, NOT BY DEMOCRACY.

    Call it by your name: the European Commission is not democratic. It's not even close.

    While Brussels lectures the world about democratic values ​​and the rule of law, the truth is that the real power in the EU is held by people no one has ever voted for. Not even once. Not directly. Not democratically.

    Yes, Europeans can vote to elect members of the European Parliament every five years. But here's the little secret: the Parliament can't even propose laws.

    It simply votes on those issued by the Commission, a group of officials nominated and selected behind closed doors through political bargaining, party deals, and elite negotiations. No public oversight. No transparency. No accountability.

    Once in power, the Commission effectively runs the EU. It controls the legislative agenda. It defines policies for 450 million people. It drafts the laws. It sets the tone. Parliament, the only body with even a modicum of democratic legitimacy, becomes little more than a rubber stamp.

    And the citizens? They're just spectators.

    No say in who writes the laws. No say in who leads the Commission. There's no way to remove them when they fail. They can vote, yes, and then they can stand by and watch as unelected technocrats run the show.

    The European Union is a democracy in name only. A play. A manipulated illusion.

    And more and more people are starting to realize this, especially as they realize they're not voting for leaders. They're voting for fronts. Real decisions are made in smoke-filled rooms by people who have never faced the electorate.

    If the EU wants to survive, it must stop pretending and start reforming.

    Because people are tired of being governed by a flag they didn't choose and a Commission they didn't elect.
    And this frustration? It's growing.

    Source: https://x.com/OrtigiaP/status/1998488097437487603?t=W5AZnxHuwzgAoXNUSqegRw&s=19
    CHI LI HA ELETTI? NESSUNO. L'UE È GOVERNATA DA UNA MACCHINA BUROCRATICA, NON DALLA DEMOCRAZIA Chiamatela con il vostro nome: la Commissione europea non è democratica. Non ci si avvicina nemmeno. Mentre Bruxelles fa la predica al mondo sui valori democratici e sullo stato di diritto, la verità è che il vero potere nell'UE è detenuto da persone per le quali nessuno ha mai votato. Nemmeno una volta. Non direttamente. Non democraticamente. Sì, gli europei possono votare per eleggere i membri del Parlamento europeo ogni 5 anni. Ma ecco il piccolo segreto: il Parlamento non può nemmeno proporre leggi. Si limita a votare su quelle emesse dalla Commissione, un gruppo di funzionari nominati e selezionati a porte chiuse attraverso contrattazioni politiche, accordi di partito e negoziati d'élite. Nessun controllo pubblico. Nessuna trasparenza. Nessuna responsabilità. Una volta al potere, la Commissione gestisce di fatto l'UE. Controlla l'agenda legislativa. Definisce le politiche per 450 milioni di persone. Redige le leggi. Stabilisce il tono. Il Parlamento, l'unico organo dotato anche di un minimo di legittimità democratica, diventa poco più di un semplice timbro di gomma. E i cittadini? Sono solo spettatori. Nessuna voce in capitolo su chi scrive le leggi. Nessuna voce in capitolo su chi guida la Commissione. Non c'è modo di rimuoverli quando falliscono. Possono votare, sì, e poi possono stare a guardare mentre tecnocrati non eletti gestiscono lo spettacolo. L'Unione Europea è una democrazia solo di nome. Un'opera teatrale. Un'illusione manipolata. E sempre più persone stanno iniziando a rendersene conto, soprattutto perché si rendono conto che non stanno votando per dei leader. Stanno votando per dei personaggi di facciata. Le vere decisioni vengono prese in stanze piene di fumo da persone che non hanno mai affrontato l'elettorato. Se l'UE vuole sopravvivere, deve smettere di fingere e iniziare a riformarsi. Perché le persone sono stanche di essere governate da una bandiera che non hanno scelto e da una Commissione che non hanno eletto. E questa frustrazione? Sta crescendo. WHO ELECTED THEM? NO ONE. THE EU IS GOVERNED BY A BUREAUCRATIC MACHINE, NOT BY DEMOCRACY. Call it by your name: the European Commission is not democratic. It's not even close. While Brussels lectures the world about democratic values ​​and the rule of law, the truth is that the real power in the EU is held by people no one has ever voted for. Not even once. Not directly. Not democratically. Yes, Europeans can vote to elect members of the European Parliament every five years. But here's the little secret: the Parliament can't even propose laws. It simply votes on those issued by the Commission, a group of officials nominated and selected behind closed doors through political bargaining, party deals, and elite negotiations. No public oversight. No transparency. No accountability. Once in power, the Commission effectively runs the EU. It controls the legislative agenda. It defines policies for 450 million people. It drafts the laws. It sets the tone. Parliament, the only body with even a modicum of democratic legitimacy, becomes little more than a rubber stamp. And the citizens? They're just spectators. No say in who writes the laws. No say in who leads the Commission. There's no way to remove them when they fail. They can vote, yes, and then they can stand by and watch as unelected technocrats run the show. The European Union is a democracy in name only. A play. A manipulated illusion. And more and more people are starting to realize this, especially as they realize they're not voting for leaders. They're voting for fronts. Real decisions are made in smoke-filled rooms by people who have never faced the electorate. If the EU wants to survive, it must stop pretending and start reforming. Because people are tired of being governed by a flag they didn't choose and a Commission they didn't elect. And this frustration? It's growing. Source: https://x.com/OrtigiaP/status/1998488097437487603?t=W5AZnxHuwzgAoXNUSqegRw&s=19
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