• IMPRESSIONI DI SETTEMBRE /
    URBANISTICA – IL DOCENTE COLPISCE ANCORA
    Sosteniamo il nuovo appello dei 200 Docenti universitari

    Mi rendo conto che la #politica e le forze politiche non siano più “di moda” quando a parlare di città, di spazi, di futuro sono proprio loro: le personalità che quella materia l’hanno studiata, vissuta, insegnata e difesa.

    La conoscono con la stessa passione e determinazione del guerrigliero vietcong che difende la propria foresta dall’invasore. So che il paragone è duro, specie in un tempo già attraversato da guerre e tensioni, ma rende l’idea. Ed è giusto che sia così.

    Per questo oggi ringrazio i 200 docenti universitari e accademici che ci stanno impartendo una vera lezione di politica. Perché fare politica, almeno per me, significa dare voce e spazio alle categorie coinvolte. Significa costruire sinergie reali. Non ridurre tutto a uno slogan da campagna elettorale. Non vi sembra?
    Le impressioni di settembre, questa volta, non hanno nulla di romantico: sono roventi . Non parliamo del clima, ma della nostra Milano.

    Dopo mesi di inchieste e scandali sull’urbanistica milanese, è arrivato un nuovo appello per una vera svolta. A firmarlo sono oltre 200 professori universitari di tutta Italia: urbanisti, architetti, giuristi, sociologi, antropologi, filosofi.
    Gli stessi che già si erano opposti con forza alla legge Salva Milano. Ora tornano in campo, rivolgendosi direttamente a sindaco, giunta e consiglieri comunali di Milano, alla Regione Lombardia, al Parlamento, al Governo e persino ai partiti e ai sindacati.

    Il documento è chiaro: le indagini giudiziarie hanno mostrato che “il governo della città è opaco, non democratico, profondamente ingiusto sul piano della redistribuzione delle risorse e dannoso per lo sviluppo economico italiano”.

    Da qui, tre proposte concrete:

    1️⃣ Fermare i grandi e medi progetti in corso a Milano e aprire un nuovo ciclo trasparente e partecipativo.
    2️⃣ Rivoluzionare il Piano Casa, privilegiando l’Edilizia Residenziale Pubblica invece dell’Housing Sociale.
    3️⃣ Respingere ogni deregolamentazione della normativa urbanistica nazionale, approvando invece la legge sulla Rigenerazione urbana e un nuovo Testo Unico dell’Edilizia.

    Non è poesia. È un atto politico e morale.
    Questa volta il segnale arriva da chi conosce la materia e ha scelto di parlare al cuore e alla mente dei cittadini.
    Basta leggere uno dei passaggi più duri e lucidi dell’appello:

    “A Milano si è considerato normale trasformare la città per frammenti, senza un quadro strategico di visione e gestione pubblica: si è costruito all’interno degli isolati e nei cortili edifici di dimensioni incongrue, spesso al posto di laboratori, parcheggi, piccole residenze, giardini o aree che la natura aveva riconquistato.”

    Ecco lo schiaffo morale: una moderna Banda Bassotti che ha speculato sulla città, mentre la politica, complici istituzioni supine e paralizzate dal timore di perdere consensi, ha taciuto.
    E allora? Facciamo tesoro di questo appello, diamogli voce, diamogli fiato, diamogli forza.
    Perché il docente “doce”, sì. Ma non tace.
    E noi con lui.

    Leggi il testo integrale dell’appello qui:
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/08/29/urbanistica-milano-appello-docenti-san-siro-notizie/8108716/

    #Milano #Urbanistica #RigenerazioneUrbana #Politica #Partecipazione #BeneComune #Docenti #Appello
    IMPRESSIONI DI SETTEMBRE / URBANISTICA – IL DOCENTE COLPISCE ANCORA 💪📢 Sosteniamo il nuovo appello dei 200 Docenti universitari ✍️ Mi rendo conto che la #politica e le forze politiche non siano più “di moda” quando a parlare di città, di spazi, di futuro sono proprio loro: le personalità che quella materia l’hanno studiata, vissuta, insegnata e difesa. La conoscono con la stessa passione e determinazione del guerrigliero vietcong che difende la propria foresta dall’invasore. So che il paragone è duro, specie in un tempo già attraversato da guerre e tensioni, ma rende l’idea. Ed è giusto che sia così. Per questo oggi ringrazio i 200 docenti universitari e accademici che ci stanno impartendo una vera lezione di politica. Perché fare politica, almeno per me, significa dare voce e spazio alle categorie coinvolte. Significa costruire sinergie reali. Non ridurre tutto a uno slogan da campagna elettorale. Non vi sembra? Le impressioni di settembre, questa volta, non hanno nulla di romantico: sono roventi 🔥. Non parliamo del clima, ma della nostra Milano. Dopo mesi di inchieste e scandali sull’urbanistica milanese, è arrivato un nuovo appello per una vera svolta. A firmarlo sono oltre 200 professori universitari di tutta Italia: urbanisti, architetti, giuristi, sociologi, antropologi, filosofi. Gli stessi che già si erano opposti con forza alla legge Salva Milano. Ora tornano in campo, rivolgendosi direttamente a sindaco, giunta e consiglieri comunali di Milano, alla Regione Lombardia, al Parlamento, al Governo e persino ai partiti e ai sindacati. Il documento è chiaro: le indagini giudiziarie hanno mostrato che “il governo della città è opaco, non democratico, profondamente ingiusto sul piano della redistribuzione delle risorse e dannoso per lo sviluppo economico italiano”. Da qui, tre proposte concrete: 1️⃣ Fermare i grandi e medi progetti in corso a Milano e aprire un nuovo ciclo trasparente e partecipativo. 2️⃣ Rivoluzionare il Piano Casa, privilegiando l’Edilizia Residenziale Pubblica invece dell’Housing Sociale. 3️⃣ Respingere ogni deregolamentazione della normativa urbanistica nazionale, approvando invece la legge sulla Rigenerazione urbana e un nuovo Testo Unico dell’Edilizia. Non è poesia. È un atto politico e morale. Questa volta il segnale arriva da chi conosce la materia e ha scelto di parlare al cuore e alla mente dei cittadini. Basta leggere uno dei passaggi più duri e lucidi dell’appello: “A Milano si è considerato normale trasformare la città per frammenti, senza un quadro strategico di visione e gestione pubblica: si è costruito all’interno degli isolati e nei cortili edifici di dimensioni incongrue, spesso al posto di laboratori, parcheggi, piccole residenze, giardini o aree che la natura aveva riconquistato.” Ecco lo schiaffo morale: una moderna Banda Bassotti che ha speculato sulla città, mentre la politica, complici istituzioni supine e paralizzate dal timore di perdere consensi, ha taciuto. E allora? Facciamo tesoro di questo appello, diamogli voce, diamogli fiato, diamogli forza. Perché il docente “doce”, sì. Ma non tace. E noi con lui. 💥 👉 Leggi il testo integrale dell’appello qui: https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/08/29/urbanistica-milano-appello-docenti-san-siro-notizie/8108716/ #Milano #Urbanistica #RigenerazioneUrbana #Politica #Partecipazione #BeneComune #Docenti #Appello
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  • Urbanistica a Milano, l’appello di 200 docenti universitari: “Fermare e ridiscutere le operazioni immobiliari sotto inchiesta, in primis San Siro”
    di F. Q.
    I docenti che in passato hanno espresso il loro no convinto alla Salva-Milano protagonisti di una nuova iniziativa: "La nuova legge urbanistica sia un potenziamento delle norme a favore della città pubblica e del governo democratico e trasparente delle trasformazioni"
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/08/29/urbanistica-milano-appello-docenti-san-siro-notizie/8108716/
    Urbanistica a Milano, l’appello di 200 docenti universitari: “Fermare e ridiscutere le operazioni immobiliari sotto inchiesta, in primis San Siro” di F. Q. I docenti che in passato hanno espresso il loro no convinto alla Salva-Milano protagonisti di una nuova iniziativa: "La nuova legge urbanistica sia un potenziamento delle norme a favore della città pubblica e del governo democratico e trasparente delle trasformazioni" https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/08/29/urbanistica-milano-appello-docenti-san-siro-notizie/8108716/
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    200 docenti universitari contro l'urbanistica di Milano: "Fermate i progetti"
    Un appello firmato da professori di tutta Italia chiede di bloccare le operazioni immobiliari sotto inchiesta, in primis San Siro
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  • QUESTA MI SEMBRA un'OTTIMA INIZIATIVA!
    FORZA ADERIAMO IN CENTINAIA di MIGLIAIA!
    Oltre mille insegnanti italiani si mobilitano contro il genocidio a Gaza
    Da un gruppo WhatsApp nato a Brescia a un movimento nazionale: docenti uniti per sensibilizzare sul conflitto a Gaza e chiedere lo stop alle armi.
    “Sentiamo l’esigenza di fare qualcosa - raccontano - Per questo chiediamo che si indica uno sciopero unitario della scuola, ma capace di coinvolgere anche studenti e famiglie, con lo scopo di fare pressione sul governo affinché interrompa le relazioni militari e commerciali con lo Stato di Israele”
    Più di mille insegnanti si mobilitano per Gaza: “Servono progetti per sensibilizzare i nostri bambini”


    Mobilitazione del mondo della scuola per alzare la voce e dire no al genocidio in corso nella Striscia di Gaza ad opera del governo israeliano. Una iniziativa, nata quasi per caso, spontaneamente, pochi giorni fa a Brescia e che oggi sta coinvolgendo istituti scolastici di tutta Italia, dalla Lombardia alla Sicilia, dall’Alto Adige alla Toscana. Un gruppo WhatsApp che oggi ha raggiunto una dimensione nazionale e che conta oltre mille iscritti tra insegnanti, educatori e operatori che lavorano nell’universo scolastico, dall’asilo nido fino all’università. “Un paio di settimane fa – racconta a ilfattoquotidiano.it Emanuela De Rocco, una delle promotrici della mobilitazione che insegna alla scuola primaria Torricella di Brescia – ho scritto un messaggio sul gruppo ‘Coordinamento bresciano contro la guerra per la pace e il disarmo’. Non potevo immaginare di riprendere la scuola facendo finta di niente. Mi sono chiesta, angosciata e impotente, se fosse possibile trovarsi e condividere questi pensieri, oltre che muovere i sindacati avendo l’impressione che le istituzioni stiano facendo ben poco”. Subito ha risposto Sara Girelli Carasi, insegnante della scuola media Pascoli di Brescia, che ha lanciato l’idea di creare una community di cui ora fanno parte, mentre scriviamo, 1.050 membri.

    “Sentiamo l’esigenza di fare qualcosa – ha detto invece Fernando Scarlata, docente del centro di formazione professionale Canossa di Brescia, anche lui tra i promotori dell’iniziativa pro Gaza – Non possiamo più rimandare. Per questo chiediamo che si indica uno sciopero unitario della scuola, ma capace di coinvolgere anche studenti e famiglie, con lo scopo di fare pressione sul governo affinché interrompa le relazioni militari e commerciali con lo Stato di Israele”. E aggiunge: “Di iniziative in questo periodo ce ne sono parecchie, ma spesso quelle legate al mondo della scuola sono scollegate tra loro. Il nostro obiettivo è dare a questi progetti la giusta visibilità e far uscire queste progettualità dalla scuola per coinvolgere unitariamente tutte le istituzioni”.

    Per questo i promotori della mobilitazione hanno scritto, tre giorni fa in occasione della loro prima assemblea che si è tenuta aula magna dell’Itis Castelli di Brescia, una lettera che spediranno a presidente della Repubblica, governo, Parlamento, sindacati e uffici scolastici territoriali. Nel documento, una sorta di manifesto programmatico che ci si aspetta verrà sottoscritto da migliaia di persone. Si chiede, tra le altre cose, che il governo cessi immediatamente l’invio di armi verso Israele e ogni forma di collaborazione militare con Tel Aviv, che si assuma una posizione di ferma condanna verso i crimini di guerra e contro l’umanità commessi, che si sospenda ogni forma di collaborazione politica ed economica fino a quando non si porrà fine al genocidio in corso e all’occupazione dei territori palestinesi, l’immediato riconoscimento da parte dell’Italia dello Stato di Palestina (come già hanno fatto altri 143 Stati) per affermare un diritto universale e inalienabile, ossia il diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese.

    In vista dell’avvio dell’anno scolastico e dei primi collegi-docenti, Girelli Carasi spiega che la community sta pensando a un evento di sensibilizzazione per il primo giorno di scuola. Inoltre, i promotori hanno chiesto al ministero dell’Istruzione di inserire nella normale programmazione didattica spazi e momenti di educazione alla pace e alla non violenza, oltre ad approfondimenti storici su sionismo e anti-semitismo. Argomenti che andranno tarati per tipologia di scuola e utenza. Vi è anche l’idea di suggerire ai ragazzi di intrattenere una corrispondenza epistolare con studenti gazawi e per i bimbi più piccoli la possibilità di avere accanto a loro, in un forte legame ideale, uno degli oltre 18mila bambini uccisi dal 7 ottobre 2023.

    “Il primo settembre riprenderò la scuola – racconta ancora De Rocco – e non posso immaginare di iniziare così, come se niente fosse, di partecipare al primo collegio docenti come fosse routine e poi ritrovare i miei alunni allegri, fiduciosi e giocosi, come dovrebbero essere tutti i bambini del mondo, senza pensare ai bambini di Gaza. Io non posso iniziare facendo finta di niente, non ce la faccio”.

    Le maestre si occupano dei bambini, della loro cura, cercando di trasmettere loro valori e speranze e dunque “come è possibile dedicarsi a tutto ciò – si legge ancora nel documento programmatico – sapendo che ci sono bambini e famiglie che vengo intenzionalmente uccise, lasciate morire di fame e di sete, sapendo che il nostro Paese è complice di simili atrocità?”.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/08/29/insegnanti-mobilitazione-gaza-stop-armi-notizie/8107979/
    QUESTA MI SEMBRA un'OTTIMA INIZIATIVA! FORZA ADERIAMO IN CENTINAIA di MIGLIAIA! Oltre mille insegnanti italiani si mobilitano contro il genocidio a Gaza Da un gruppo WhatsApp nato a Brescia a un movimento nazionale: docenti uniti per sensibilizzare sul conflitto a Gaza e chiedere lo stop alle armi. “Sentiamo l’esigenza di fare qualcosa - raccontano - Per questo chiediamo che si indica uno sciopero unitario della scuola, ma capace di coinvolgere anche studenti e famiglie, con lo scopo di fare pressione sul governo affinché interrompa le relazioni militari e commerciali con lo Stato di Israele” Più di mille insegnanti si mobilitano per Gaza: “Servono progetti per sensibilizzare i nostri bambini” Mobilitazione del mondo della scuola per alzare la voce e dire no al genocidio in corso nella Striscia di Gaza ad opera del governo israeliano. Una iniziativa, nata quasi per caso, spontaneamente, pochi giorni fa a Brescia e che oggi sta coinvolgendo istituti scolastici di tutta Italia, dalla Lombardia alla Sicilia, dall’Alto Adige alla Toscana. Un gruppo WhatsApp che oggi ha raggiunto una dimensione nazionale e che conta oltre mille iscritti tra insegnanti, educatori e operatori che lavorano nell’universo scolastico, dall’asilo nido fino all’università. “Un paio di settimane fa – racconta a ilfattoquotidiano.it Emanuela De Rocco, una delle promotrici della mobilitazione che insegna alla scuola primaria Torricella di Brescia – ho scritto un messaggio sul gruppo ‘Coordinamento bresciano contro la guerra per la pace e il disarmo’. Non potevo immaginare di riprendere la scuola facendo finta di niente. Mi sono chiesta, angosciata e impotente, se fosse possibile trovarsi e condividere questi pensieri, oltre che muovere i sindacati avendo l’impressione che le istituzioni stiano facendo ben poco”. Subito ha risposto Sara Girelli Carasi, insegnante della scuola media Pascoli di Brescia, che ha lanciato l’idea di creare una community di cui ora fanno parte, mentre scriviamo, 1.050 membri. “Sentiamo l’esigenza di fare qualcosa – ha detto invece Fernando Scarlata, docente del centro di formazione professionale Canossa di Brescia, anche lui tra i promotori dell’iniziativa pro Gaza – Non possiamo più rimandare. Per questo chiediamo che si indica uno sciopero unitario della scuola, ma capace di coinvolgere anche studenti e famiglie, con lo scopo di fare pressione sul governo affinché interrompa le relazioni militari e commerciali con lo Stato di Israele”. E aggiunge: “Di iniziative in questo periodo ce ne sono parecchie, ma spesso quelle legate al mondo della scuola sono scollegate tra loro. Il nostro obiettivo è dare a questi progetti la giusta visibilità e far uscire queste progettualità dalla scuola per coinvolgere unitariamente tutte le istituzioni”. Per questo i promotori della mobilitazione hanno scritto, tre giorni fa in occasione della loro prima assemblea che si è tenuta aula magna dell’Itis Castelli di Brescia, una lettera che spediranno a presidente della Repubblica, governo, Parlamento, sindacati e uffici scolastici territoriali. Nel documento, una sorta di manifesto programmatico che ci si aspetta verrà sottoscritto da migliaia di persone. Si chiede, tra le altre cose, che il governo cessi immediatamente l’invio di armi verso Israele e ogni forma di collaborazione militare con Tel Aviv, che si assuma una posizione di ferma condanna verso i crimini di guerra e contro l’umanità commessi, che si sospenda ogni forma di collaborazione politica ed economica fino a quando non si porrà fine al genocidio in corso e all’occupazione dei territori palestinesi, l’immediato riconoscimento da parte dell’Italia dello Stato di Palestina (come già hanno fatto altri 143 Stati) per affermare un diritto universale e inalienabile, ossia il diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese. In vista dell’avvio dell’anno scolastico e dei primi collegi-docenti, Girelli Carasi spiega che la community sta pensando a un evento di sensibilizzazione per il primo giorno di scuola. Inoltre, i promotori hanno chiesto al ministero dell’Istruzione di inserire nella normale programmazione didattica spazi e momenti di educazione alla pace e alla non violenza, oltre ad approfondimenti storici su sionismo e anti-semitismo. Argomenti che andranno tarati per tipologia di scuola e utenza. Vi è anche l’idea di suggerire ai ragazzi di intrattenere una corrispondenza epistolare con studenti gazawi e per i bimbi più piccoli la possibilità di avere accanto a loro, in un forte legame ideale, uno degli oltre 18mila bambini uccisi dal 7 ottobre 2023. “Il primo settembre riprenderò la scuola – racconta ancora De Rocco – e non posso immaginare di iniziare così, come se niente fosse, di partecipare al primo collegio docenti come fosse routine e poi ritrovare i miei alunni allegri, fiduciosi e giocosi, come dovrebbero essere tutti i bambini del mondo, senza pensare ai bambini di Gaza. Io non posso iniziare facendo finta di niente, non ce la faccio”. Le maestre si occupano dei bambini, della loro cura, cercando di trasmettere loro valori e speranze e dunque “come è possibile dedicarsi a tutto ciò – si legge ancora nel documento programmatico – sapendo che ci sono bambini e famiglie che vengo intenzionalmente uccise, lasciate morire di fame e di sete, sapendo che il nostro Paese è complice di simili atrocità?”. https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/08/29/insegnanti-mobilitazione-gaza-stop-armi-notizie/8107979/
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    Da un gruppo WhatsApp nato a Brescia a un movimento nazionale: docenti uniti per sensibilizzare sul conflitto a Gaza e chiedere lo stop alle armi
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  • QUESTI BASTARDI SIONISTI VOGLIONO STERMINARE TUTTI I TESTIMONI a cominciare dai giornalisti e foto-reporter!
    Raid all'ospedale di Gaza: il nuovo video CNN che smentisce Israele
    Il filmato mostra tre attacchi coordinati contro giornalisti e sanitari, contraddicendo la teoria del "tragico errore"
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/08/28/attacco-ospedale-nasser-gaza-cnn-notizie/8107623/
    QUESTI BASTARDI SIONISTI VOGLIONO STERMINARE TUTTI I TESTIMONI a cominciare dai giornalisti e foto-reporter! Raid all'ospedale di Gaza: il nuovo video CNN che smentisce Israele Il filmato mostra tre attacchi coordinati contro giornalisti e sanitari, contraddicendo la teoria del "tragico errore" https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/08/28/attacco-ospedale-nasser-gaza-cnn-notizie/8107623/
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    Il filmato mostra tre attacchi coordinati contro giornalisti e sanitari, contraddicendo la teoria del "tragico errore"
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  • FOLLIA PURA! PENSASSERO AGLI OSPEDALI e ALLE SCUOLE CHE CADONO A PEZZI!
    Nato, spesa record per la Difesa: nel 2025 tutti i Paesi raggiungono il 2% del PIL
    Con Trump alla Casa Bianca, impennata nelle spese militari: Italia da 18 a 48 miliardi in 11 anni. Polonia prima in Europa con il 4,48% del PIL
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/08/28/spesa-difesa-nato-obiettivo-raggiunto-notizie/8107440/
    FOLLIA PURA! PENSASSERO AGLI OSPEDALI e ALLE SCUOLE CHE CADONO A PEZZI! Nato, spesa record per la Difesa: nel 2025 tutti i Paesi raggiungono il 2% del PIL Con Trump alla Casa Bianca, impennata nelle spese militari: Italia da 18 a 48 miliardi in 11 anni. Polonia prima in Europa con il 4,48% del PIL https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/08/28/spesa-difesa-nato-obiettivo-raggiunto-notizie/8107440/
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    Nato, spesa record per la Difesa: nel 2025 tutti i Paesi raggiungono il 2% del PIL
    Con Trump alla Casa Bianca, impennata nelle spese militari: Italia da 18 a 48 miliardi in 11 anni. Polonia prima in Europa con il 4,48% del PIL
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  • UN ALTRO PICCOLO PASSO MA IMPORTANTE!
    “Agire contro le atrocità di Israele contro la popolazione palestinese”: la lettera dei dipendenti ai vertici dell’Ingv
    Un gruppo di lavoratori dell'Istituto di Geofisica chiede ai vertici di prendere posizione contro le violazioni in Palestina...
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/08/27/dipendenti-ingv-lettera-israele-palestina-notizie/8106409/
    UN ALTRO PICCOLO PASSO MA IMPORTANTE! “Agire contro le atrocità di Israele contro la popolazione palestinese”: la lettera dei dipendenti ai vertici dell’Ingv Un gruppo di lavoratori dell'Istituto di Geofisica chiede ai vertici di prendere posizione contro le violazioni in Palestina... https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/08/27/dipendenti-ingv-lettera-israele-palestina-notizie/8106409/
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    I dipendenti Ingv chiedono di interrompere le collaborazioni con Israele
    Un gruppo di lavoratori dell'Istituto di Geofisica chiede ai vertici di prendere posizione contro le violazioni in Palestina
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  • FACCIAMOLA FINITA CON QUESTI ARTICOLI del ***** PROMOSSI dalle MULTINAZIONALI del FARMACO! FATE SCHIFO!
    DITE CHIARAMENTE i MILIONI di MORTI PROVOCATI dai VACCINI COVID-19.
    Vaccini, infermiera anti-Covid a Borghi: "Non eri con me a salvare vite"
    Martina Benedetti, l'infermiera simbolo della pandemia, risponde alle proposte di Borghi sul dibattito vaccinale. La risposta del senatore...
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/08/24/obbligo-vaccinale-benedetti-borghi-covid-notizie/8103344/
    FACCIAMOLA FINITA CON QUESTI ARTICOLI del CAZZO PROMOSSI dalle MULTINAZIONALI del FARMACO! FATE SCHIFO! DITE CHIARAMENTE i MILIONI di MORTI PROVOCATI dai VACCINI COVID-19. Vaccini, infermiera anti-Covid a Borghi: "Non eri con me a salvare vite" Martina Benedetti, l'infermiera simbolo della pandemia, risponde alle proposte di Borghi sul dibattito vaccinale. La risposta del senatore... https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/08/24/obbligo-vaccinale-benedetti-borghi-covid-notizie/8103344/
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    Vaccini, infermiera anti-Covid a Borghi: "Non eri con me a salvare vite"
    Martina Benedetti, l'infermiera simbolo della pandemia, risponde alle proposte di Borghi sul dibattito vaccinale. La risposta del senatore
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  • "Per il vino si conferma il nuovo regime di dazi al 15%: una stangata per il settore, con un'incidenza al 24% sul totale export globale e un controvalore di 2 miliardi di euro l'anno". È lo scenario delineato dal presidente di Unione italiana vini #ANSA

    https://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/vino/2025/08/21/uiv-conferma-dazi-costa-a-vino-317-milioni-e-una-stangata_8ac5342a-a7b0-47c0-9d85-3780a46978d2.html?s=08
    "Per il vino si conferma il nuovo regime di dazi al 15%: una stangata per il settore, con un'incidenza al 24% sul totale export globale e un controvalore di 2 miliardi di euro l'anno". È lo scenario delineato dal presidente di Unione italiana vini #ANSA https://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/vino/2025/08/21/uiv-conferma-dazi-costa-a-vino-317-milioni-e-una-stangata_8ac5342a-a7b0-47c0-9d85-3780a46978d2.html?s=08
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  • È PROPRIO VERO!
    Autogrill, la fine di un'era: «La sosta è un salasso e il ceto medio rinuncia a caffè, cono gelato e Camogli (metà rovente e metà ghiacciato)»
    Basta entrare in un autogrill e restare basito, stordito dai prezzi. La cosa più economica è il Gratta e vinci, per il resto è come stare in un casinò, dove dietro al banco non vi è un barista, ma un croupier...
    https://corrieredibologna.corriere.it/notizie/cronaca/25_agosto_22/autogrill-la-fine-di-un-era-la-sosta-e-un-salasso-e-il-ceto-medio-rinuncia-a-caffe-cono-gelato-e-camogli-meta-rovente-e-meta-77a4475e-0f6b-49cb-8edc-67270a657xlk.shtml

    È PROPRIO VERO! Autogrill, la fine di un'era: «La sosta è un salasso e il ceto medio rinuncia a caffè, cono gelato e Camogli (metà rovente e metà ghiacciato)» Basta entrare in un autogrill e restare basito, stordito dai prezzi. La cosa più economica è il Gratta e vinci, per il resto è come stare in un casinò, dove dietro al banco non vi è un barista, ma un croupier... https://corrieredibologna.corriere.it/notizie/cronaca/25_agosto_22/autogrill-la-fine-di-un-era-la-sosta-e-un-salasso-e-il-ceto-medio-rinuncia-a-caffe-cono-gelato-e-camogli-meta-rovente-e-meta-77a4475e-0f6b-49cb-8edc-67270a657xlk.shtml
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    Autogrill, la fine di un'era: «La sosta è un salasso e il ceto medio rinuncia a caffè, cono gelato e Camogli (metà rovente e metà ghiacciato)»
    Basta entrare in un autogrill e restare basito, stordito dai prezzi. La cosa più economica è il Gratta e vinci, per il resto è come stare in un casinò, dove dietro al banco non vi è un barista, ma un croupier
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  • Inchiesta in Francia dopo la morte in diretta di uno streamer. Maltrattamenti e un live di 10 giorni, si faceva chiamare Jeanpormanove

    https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2025/08/20/inchiesta-in-francia-dopo-la-morte-in-diretta-di-uno-streamer_819c2931-ce8d-4fb3-a1d8-b96387c6c4ea.html
    Inchiesta in Francia dopo la morte in diretta di uno streamer. Maltrattamenti e un live di 10 giorni, si faceva chiamare Jeanpormanove https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2025/08/20/inchiesta-in-francia-dopo-la-morte-in-diretta-di-uno-streamer_819c2931-ce8d-4fb3-a1d8-b96387c6c4ea.html
    WWW.ANSA.IT
    Inchiesta in Francia dopo la morte in diretta di uno streamer - Notizie - Ansa.it
    Maltrattamenti e un live di 10 giorni, si faceva chiamare Jeanpormanove (ANSA)
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