• GIU' LE MANI DAI NOSTRI RISPARMI!!!! #Costa: «La vera priorità è sbloccare i fondi privati, mobilitare i nostri risparmi per investire nelle nostre aziende e creare un ecosistema di investimento più dinamico e vivace». MA PROPRIO NO!... il mercato finanziario del Continente non sta funzionando, gli eurobond non passeranno mai ee soprattutto "l’economia della Ue e, ancor più, dell’Eurozona, si è fondata sulla compressione della domanda interna e dei salari, come più volte è stato costretto ad ammettere anche Mario Draghi. In un mercato in cui languono i consumi e gli investimenti, quali prospettive di reddito possono offrire le imprese e quindi, quali flussi di investimento possono attrarre, quando altrove nel mondo si corre a velocità ben superiore?"

    Source: https://x.com/OrtigiaP/status/2022315651436589377?t=6NOqRYyYiUgZvPoxSnaZvQ&s=19
    GIU' LE MANI DAI NOSTRI RISPARMI!!!! #Costa: «La vera priorità è sbloccare i fondi privati, mobilitare i nostri risparmi per investire nelle nostre aziende e creare un ecosistema di investimento più dinamico e vivace». MA PROPRIO NO!... il mercato finanziario del Continente non sta funzionando, gli eurobond non passeranno mai ee soprattutto "l’economia della Ue e, ancor più, dell’Eurozona, si è fondata sulla compressione della domanda interna e dei salari, come più volte è stato costretto ad ammettere anche Mario Draghi. In un mercato in cui languono i consumi e gli investimenti, quali prospettive di reddito possono offrire le imprese e quindi, quali flussi di investimento possono attrarre, quando altrove nel mondo si corre a velocità ben superiore?" Source: https://x.com/OrtigiaP/status/2022315651436589377?t=6NOqRYyYiUgZvPoxSnaZvQ&s=19
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  • Corte dei Conti Ue boccia la riforma della Politica agricola comune
    Politica agricola comune, la Corte dei Conti Ue critica la proposta di Bruxelles: più complessità e incertezza sui fondi.

    La Corte dei Conti boccia su tutta la linea la proposta presentata nel 2025 dalla Commissione europea per la nuova Politica Agricola Comune, che disciplinerà il settore dal 2028 al 2034. Più complessa, con meno fondi dedicati e, di conseguenza, per nulla incentrata sulla semplificazione. Secondo i magistrati contabili, infatti, le complicate modalità di programmazione e approvazione, combinate con un’architettura giuridica della Pac più complessa, rischiano di creare incertezza, rendendo i finanziamenti meno prevedibili per i beneficiari e ritardando l’erogazione dei fondi. Non solo. Nella proposta presentata da Bruxelles con un obiettivo dichiarato di “semplificazione”, la Corte dei Conti sottolinea che, tutti gli aspetti critici indicati, potrebbero compromettere proprio questo obiettivo. Molto critico, dunque, il parere fornito al Parlamento europeo e al Consiglio dell’Ue relative alla Pac e all’organizzazione comune dei mercati (Ocm). Una posizione che trova l’accordo delle associazioni di categoria, sul piede di guerra da mesi contro alcune modifiche storiche di una Politica agricola comune che, però, in qualche modo va modificata se finora ha portato nei Paesi membri alla perdita, tra il 2007 e il 2022, di quasi due milioni di aziende agricole di piccole dimensioni, con un calo del 44%. La Pac, finora, ha aiutato più le grandi realtà e l’agroindustria ma, di fatto, questa volta rischia di non accontentare nessuno. Come dimostrano le proteste dei trattori in tutta Europa, anche contro il Mercosur.
    La proposta di modifica che toglie il fondo specifico all’agricoltura

    All’interno del progetto di bilancio dell’Ue per il 2028-2034, ossia del Quadro finanziario pluriennale (QFP), per un ammontare complessivo di 2mila miliardi di euro, il Fondo europeo costituirebbe la componente maggiore, con una dotazione finanziaria di circa 865 miliardi di euro. La Politica agricola comune, che è attualmente il più grande programma di spesa agricola dell’Ue, sarebbe finanziata da questo nuovo Fondo unico sulla base di piani nazionali. È la prima volta, dalla creazione della Pac nel 1962, che non verrebbe istituito un fondo specifico per l’agricoltura. La proposta della Commissione segna inoltre un notevole cambiamento strutturale, in quanto elimina il tradizionale sostegno a due pilastri della Pac: uno diretto per gli agricoltori e il settore agroalimentare e l’altro per lo sviluppo rurale. Secondo la Corte, però, per come è stata disegnata la struttura della Pac è più complessa, tanto da rendere i finanziamenti meno prevedibili per i beneficiari, con il rischio di ritardi nell’erogazione dei fondi. Passando alle cifre, la Pac riceverebbe la dotazione di bilancio minima di 293,7 miliardi di euro per il sostegno al reddito degli agricoltori (importo “riservato”), mentre altre misure – come il programma di sviluppo rurale Leader, il sostegno alle regioni ultraperiferiche e il programma dell’Ue destinato alle scuole – sarebbero finanziati dall’importo “non riservato”. Un accordo interistituzionale suggerisce un “obiettivo rurale” del 10 % dell’importo non riservato (almeno 48,7 miliardi di euro a prezzi correnti). Inoltre, nell’ambito dell’accordo UE-Mercosur, la Commissione ha proposto che i paesi dell’Ue abbiano accesso anche a circa 45 miliardi di euro dell’importo di flessibilità a partire dal 2028, per rispondere alle esigenze degli agricoltori e delle comunità rurali.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/10/corte-conti-ue-boccia-riforma-pac-notizie/8286596/
    Corte dei Conti Ue boccia la riforma della Politica agricola comune Politica agricola comune, la Corte dei Conti Ue critica la proposta di Bruxelles: più complessità e incertezza sui fondi. La Corte dei Conti boccia su tutta la linea la proposta presentata nel 2025 dalla Commissione europea per la nuova Politica Agricola Comune, che disciplinerà il settore dal 2028 al 2034. Più complessa, con meno fondi dedicati e, di conseguenza, per nulla incentrata sulla semplificazione. Secondo i magistrati contabili, infatti, le complicate modalità di programmazione e approvazione, combinate con un’architettura giuridica della Pac più complessa, rischiano di creare incertezza, rendendo i finanziamenti meno prevedibili per i beneficiari e ritardando l’erogazione dei fondi. Non solo. Nella proposta presentata da Bruxelles con un obiettivo dichiarato di “semplificazione”, la Corte dei Conti sottolinea che, tutti gli aspetti critici indicati, potrebbero compromettere proprio questo obiettivo. Molto critico, dunque, il parere fornito al Parlamento europeo e al Consiglio dell’Ue relative alla Pac e all’organizzazione comune dei mercati (Ocm). Una posizione che trova l’accordo delle associazioni di categoria, sul piede di guerra da mesi contro alcune modifiche storiche di una Politica agricola comune che, però, in qualche modo va modificata se finora ha portato nei Paesi membri alla perdita, tra il 2007 e il 2022, di quasi due milioni di aziende agricole di piccole dimensioni, con un calo del 44%. La Pac, finora, ha aiutato più le grandi realtà e l’agroindustria ma, di fatto, questa volta rischia di non accontentare nessuno. Come dimostrano le proteste dei trattori in tutta Europa, anche contro il Mercosur. La proposta di modifica che toglie il fondo specifico all’agricoltura All’interno del progetto di bilancio dell’Ue per il 2028-2034, ossia del Quadro finanziario pluriennale (QFP), per un ammontare complessivo di 2mila miliardi di euro, il Fondo europeo costituirebbe la componente maggiore, con una dotazione finanziaria di circa 865 miliardi di euro. La Politica agricola comune, che è attualmente il più grande programma di spesa agricola dell’Ue, sarebbe finanziata da questo nuovo Fondo unico sulla base di piani nazionali. È la prima volta, dalla creazione della Pac nel 1962, che non verrebbe istituito un fondo specifico per l’agricoltura. La proposta della Commissione segna inoltre un notevole cambiamento strutturale, in quanto elimina il tradizionale sostegno a due pilastri della Pac: uno diretto per gli agricoltori e il settore agroalimentare e l’altro per lo sviluppo rurale. Secondo la Corte, però, per come è stata disegnata la struttura della Pac è più complessa, tanto da rendere i finanziamenti meno prevedibili per i beneficiari, con il rischio di ritardi nell’erogazione dei fondi. Passando alle cifre, la Pac riceverebbe la dotazione di bilancio minima di 293,7 miliardi di euro per il sostegno al reddito degli agricoltori (importo “riservato”), mentre altre misure – come il programma di sviluppo rurale Leader, il sostegno alle regioni ultraperiferiche e il programma dell’Ue destinato alle scuole – sarebbero finanziati dall’importo “non riservato”. Un accordo interistituzionale suggerisce un “obiettivo rurale” del 10 % dell’importo non riservato (almeno 48,7 miliardi di euro a prezzi correnti). Inoltre, nell’ambito dell’accordo UE-Mercosur, la Commissione ha proposto che i paesi dell’Ue abbiano accesso anche a circa 45 miliardi di euro dell’importo di flessibilità a partire dal 2028, per rispondere alle esigenze degli agricoltori e delle comunità rurali. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/10/corte-conti-ue-boccia-riforma-pac-notizie/8286596/
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  • QUESTA È UNA BELLA DOMANDA!
    MILIONI di PERSONE SENZA PIÙ REDDITO!
    Fabbriche di auto senza operai entro il 2030: ma poi chi le comprerà
    L'automazione totale è destinata a cambiare il modo di produrre nei prossimi anni. Un fenomeno che soleva più di un interrogativo.
    https://www.alvolante.it/news/fabbriche-auto-senza-operai-entro-il-2030-411325
    QUESTA È UNA BELLA DOMANDA! MILIONI di PERSONE SENZA PIÙ REDDITO! Fabbriche di auto senza operai entro il 2030: ma poi chi le comprerà L'automazione totale è destinata a cambiare il modo di produrre nei prossimi anni. Un fenomeno che soleva più di un interrogativo. https://www.alvolante.it/news/fabbriche-auto-senza-operai-entro-il-2030-411325
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    Fabbriche di auto senza operai entro il 2030: ma poi chi le comprerà
    L'automazione totale è destinata a cambiare il modo di produrre nei prossimi anni. Un fenomeno che soleva più di un interrogativo.
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  • MILANO E LA POLITICA DELL’ABITARE
    I numeri non mentono. La politica sì.

    Inutile girarci intorno: la politica dell’abitare è la vera emergenza strutturale di Milano, trasversale a tutte le fasce di reddito.
    E puntualmente, quando si avvicinano le elezioni, gli stessi responsabili del disastro riscoprono improvvisamente la “sensibilità sociale”.

    È un copione già visto.
    Un po’ come la passerella di ieri sera a San Siro: chi per anni ha definito lo stadio “obsoleto” oggi lo celebra come simbolo identitario, senza alcuna autocritica. Coerenza zero, propaganda massima.

    Ma torniamo ai fatti, perché i numeri sull’edilizia pubblica sono impietosi:

    Quota di edilizia pubblica/sociale nelle nuove lottizzazioni:

    Anni ’60–’70: 30–60% (in molti casi fino al 100%)
    Anni ’80–’90: 15–30%
    Giunta Albertini: 10–20%
    Giunta Moratti: 0–5%
    Giunta Pisapia: 8–12%
    Giunta Sala: 5–10%

    Prima: fino al 100% di edilizia pubblica nelle trasformazioni urbane
    Oggi: meno del 10%

    Nel frattempo, i prezzi delle case e degli affitti sono esplosi.

    La conclusione è fin troppo evidente:
    governi diversi, stesso risultato sull’abitare.
    A Milano destra e sinistra non hanno cambiato rotta, né sul diritto alla casa né sulla gestione (o svendita) del patrimonio pubblico.
    Questa è la verità che nessuno vuole dire.

    Adesso basta
    Milano può cambiare, ma solo se ha il coraggio di liberarsi da schemi fallimentari che arricchiscono pochi ed escludono molti.
    Un’alternativa esiste ed è chiara:
    - riportare la casa sociale a gestione pubblica al centro delle politiche urbane
    - ispirarsi a modelli europei vincenti, come Vienna, dove l’housing pubblico è una leva strategica e non un fastidio da ridurre.

    Proposte concrete:
    - creazione di un’Agenzia interamente pubblica per la gestione del patrimonio ERP / ERS
    - istituzione di un Consiglio cittadino per la casa, composto da:
    comitati di quartiere
    sindacati,
    associazioni degli inquilini
    esperti di urbanistica e politiche abitative

    Trasparenza reale, non slogan:
    pubblicazione mensile sul portale del Comune di Milano:
    - stato di avanzamento di tutti i cantieri
    elenco degli alloggi assegnati
    dati aggiornati sul patrimonio abitativo pubblico

    È davvero troppo pretendere trasparenza e diritto alla casa?
    È un’eresia chiedere che uno dei bisogni primari venga trattato come una priorità pubblica?
    No.
    È semplicemente aprire gli occhi sulla realtà.

    Per riportare l’edilizia pubblica al centro
    Per una città accessibile a chi la vive davvero
    Milano deve tornare ai cittadini.

    #Milano #PoliticaDellAbitare #DirittoAllaCasa #EdiliziaPubblica #CasaAMilano #Affitti #Urbanistica #ERP #ERS #PoliticaUrbana #MilanoLibera #MassimilianoLisa #sindaco
    πŸ™οΈ MILANO E LA POLITICA DELL’ABITARE πŸ“‰ I numeri non mentono. La politica sì. Inutile girarci intorno: la politica dell’abitare è la vera emergenza strutturale di Milano, trasversale a tutte le fasce di reddito. E puntualmente, quando si avvicinano le elezioni, gli stessi responsabili del disastro riscoprono improvvisamente la “sensibilità sociale”. È un copione già visto. Un po’ come la passerella di ieri sera a San Siro: chi per anni ha definito lo stadio “obsoleto” oggi lo celebra come simbolo identitario, senza alcuna autocritica. Coerenza zero, propaganda massima. Ma torniamo ai fatti, perché i numeri sull’edilizia pubblica sono impietosi: πŸ“Š Quota di edilizia pubblica/sociale nelle nuove lottizzazioni: Anni ’60–’70: 30–60% (in molti casi fino al 100%) Anni ’80–’90: 15–30% Giunta Albertini: 10–20% Giunta Moratti: 0–5% Giunta Pisapia: 8–12% Giunta Sala: 5–10% ➑️ Prima: fino al 100% di edilizia pubblica nelle trasformazioni urbane ➑️ Oggi: meno del 10% πŸ’Έ Nel frattempo, i prezzi delle case e degli affitti sono esplosi. La conclusione è fin troppo evidente: βš–οΈ governi diversi, stesso risultato sull’abitare. A Milano destra e sinistra non hanno cambiato rotta, né sul diritto alla casa né sulla gestione (o svendita) del patrimonio pubblico. Questa è la verità che nessuno vuole dire. 🚫 Adesso basta Milano può cambiare, ma solo se ha il coraggio di liberarsi da schemi fallimentari che arricchiscono pochi ed escludono molti. Un’alternativa esiste ed è chiara: - riportare la casa sociale a gestione pubblica al centro delle politiche urbane - ispirarsi a modelli europei vincenti, come Vienna, dove l’housing pubblico è una leva strategica e non un fastidio da ridurre. πŸ”‘ Proposte concrete: - creazione di un’Agenzia interamente pubblica per la gestione del patrimonio ERP / ERS - istituzione di un Consiglio cittadino per la casa, composto da: comitati di quartiere sindacati, associazioni degli inquilini esperti di urbanistica e politiche abitative πŸ“Š Trasparenza reale, non slogan: pubblicazione mensile sul portale del Comune di Milano: - stato di avanzamento di tutti i cantieri elenco degli alloggi assegnati dati aggiornati sul patrimonio abitativo pubblico È davvero troppo pretendere trasparenza e diritto alla casa? È un’eresia chiedere che uno dei bisogni primari venga trattato come una priorità pubblica? No. È semplicemente aprire gli occhi sulla realtà. πŸ™οΈ Per riportare l’edilizia pubblica al centro πŸ”‘ Per una città accessibile a chi la vive davvero Milano deve tornare ai cittadini. #Milano #PoliticaDellAbitare #DirittoAllaCasa #EdiliziaPubblica #CasaAMilano #Affitti #Urbanistica #ERP #ERS #PoliticaUrbana #MilanoLibera #MassimilianoLisa #sindaco
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  • Nel 2021 è cambiato tutto.
    I vaccini sono la prima fonte di reddito per Pfizer, con entrate di 4 miliardi e 894 milioni, il 203,8% in più rispetto a un anno fa. Il vaccino anti-Covid, sviluppato dalla tedesca BioNTech e industrializzato da Pfizer, è valso da solo 3,5 miliardi di fatturato. E tuttavia aumenti si sono avuti anche per le altre linee di farmaco. In particolare quelli oncologici, che hanno visto un incremento del 17,5% delle vendite.

    Il costo di produzione dei vaccini a tecnologia mRNA è stato stimato molto più basso rispetto al prezzo pagato dagli stati, con alcune nazioni che hanno pagato fino a 24 volte il costo di produzione.

    https://www.truenumbers.it/vaccino-aziende-farmaceutiche/
    Nel 2021 è cambiato tutto. I vaccini sono la prima fonte di reddito per Pfizer, con entrate di 4 miliardi e 894 milioni, il 203,8% in più rispetto a un anno fa. Il vaccino anti-Covid, sviluppato dalla tedesca BioNTech e industrializzato da Pfizer, è valso da solo 3,5 miliardi di fatturato. E tuttavia aumenti si sono avuti anche per le altre linee di farmaco. In particolare quelli oncologici, che hanno visto un incremento del 17,5% delle vendite. Il costo di produzione dei vaccini a tecnologia mRNA è stato stimato molto più basso rispetto al prezzo pagato dagli stati, con alcune nazioni che hanno pagato fino a 24 volte il costo di produzione. https://www.truenumbers.it/vaccino-aziende-farmaceutiche/
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  • Panoramica del mercato degli spazzolini elettrici: crescita, innovazione e tendenze chiave

    Il mercato degli spazzolini elettrici ha registrato una crescita costante negli ultimi anni, trainata dalla crescente consapevolezza dell'importanza dell'igiene orale, dai progressi tecnologici e dal cambiamento delle preferenze dei consumatori verso la cura dentale preventiva. Un tempo considerati un prodotto di lusso o di nicchia, gli spazzolini elettrici sono ora ampiamente diffusi tra diverse fasce d'età e livelli di reddito, diventando una soluzione per l'igiene orale di uso comune.

    Leggi il rapporto sul mercato degli spazzolini elettrici oggi stesso - https://www.skyquestt.com/report/electric-toothbrush-market
    Panoramica del mercato degli spazzolini elettrici: crescita, innovazione e tendenze chiave Il mercato degli spazzolini elettrici ha registrato una crescita costante negli ultimi anni, trainata dalla crescente consapevolezza dell'importanza dell'igiene orale, dai progressi tecnologici e dal cambiamento delle preferenze dei consumatori verso la cura dentale preventiva. Un tempo considerati un prodotto di lusso o di nicchia, gli spazzolini elettrici sono ora ampiamente diffusi tra diverse fasce d'età e livelli di reddito, diventando una soluzione per l'igiene orale di uso comune. Leggi il rapporto sul mercato degli spazzolini elettrici oggi stesso - https://www.skyquestt.com/report/electric-toothbrush-market
    WWW.SKYQUESTT.COM
    Electric Toothbrush Market Size, Share| Growth Report [2032]
    Electric Toothbrush Market size is $3.98 billion in 2024, forecast at $6.74 billion by 2032, CAGR 6.8%.
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  • "L'incidenza della SIDS è "SCOMPARSA" in Giappone dopo l'innalzamento dell'età vaccinale a 2 anni."
    Dott. Pierre Kory, MD

    Nel 1981, il Giappone ha posticipato la vaccinazione contro la pertosse (DTaP) fino all'età di 2 anni.

    La mortalità infantile in Giappone è la più bassa al mondo, mentre gli Stati Uniti sono al primo posto per numero di decessi.

    Negli anni '70, due decessi infantili sono stati collegati al vaccino contro la pertosse a cellule intere (DTwP). Ciò ha suscitato preoccupazione nell'opinione pubblica e il governo giapponese ha sospeso la vaccinazione di routine contro la pertosse.

    Il governo ha poi introdotto il vaccino contro la pertosse acellulare (DTaP) nel 1981, per i bambini dai due anni in su.

    Nel 1993, il Ministero della Salute, del Lavoro e del Welfare giapponese interruppe l'uso del vaccino combinato contro morbillo, parotite e rosolia (MPR) a causa di un'elevata incidenza di reazioni avverse, in particolare meningite asettica che provocò gravi lesioni e decessi.

    Il Giappone attualmente offre vaccini monovalenti separati contro morbillo e rosolia. E non ha mai più reintrodotto il vaccino contro la parotite o il MPR combinato.

    Nel 1994, la legge giapponese sull'immunizzazione fu rivista, trasformando tutte le vaccinazioni infantili da obbligatorie a "raccomandate" o volontarie.

    Questa modifica politica significò l'eliminazione delle sanzioni per la mancata vaccinazione e il programma passò dalle vaccinazioni di massa presso i centri sanitari pubblici alle vaccinazioni individuali da parte di medici privati.

    La modifica del 1994 rappresenta uno spostamento dell'enfasi politica dal dovere civico al rispetto della volontà individuale e al processo di consenso informato.

    Il tasso di mortalità infantile negli Stati Uniti è "sproporzionatamente" più alto rispetto ad altri 16 Paesi...
    Secondo i Centers for Disease Control and Prevention (CDC), nel 2022 il tasso di mortalità infantile negli Stati Uniti era di 5,6 decessi ogni 1.000 nati vivi.

    I bambini negli Stati Uniti muoiono a tassi più elevati rispetto ai loro coetanei in altri 16 Paesi ad alto reddito. Il tasso di mortalità infantile in Giappone è tra i più bassi al mondo, con 1,7 decessi ogni 1.000 nati vivi.

    Il tasso di mortalità infantile negli Stati Uniti è il triplo.

    Dott. Paul Thomas, pediatra e autore del libro "Vax Facts"...
    "Oltre 20.000 neonati muoiono ogni anno negli Stati Uniti, con un tasso di mortalità infantile complessivo di 5,6 decessi ogni 1.000 nati vivi. Il CDC classifica la SIDS come terza causa di morte, dopo difetti congeniti e parto pretermine, con 1.389 casi.

    "I decessi che un tempo venivano classificati come indotti post-vaccino oggi sono classificati come 'sconosciuti'."

    "Quando un neonato muore, indipendentemente da quanto tempo dopo la vaccinazione, medici legali e patologi non hanno più codici di decesso correlati al vaccino disponibili come opzioni; quel codice ICD è stato rimosso, quindi questi decessi vengono codificati come SIDS, sconosciuti o soffocamento."

    "I pediatri non sono informati sul nesso causale tra morte infantile, vaccini e adiuvanti di alluminio che bloccano il centro respiratorio del cervello, quindi anche quando si verifica chiaramente, non lo fanno." riconoscerlo."

    Ricerca citata linkata qui sotto nelle risposte...

    "The Incidence of SIDS ‘DISAPPEARED’ In Japan After Raising The Age of Vaccination To 2yrs Old."
    Dr Pierre Kory, MD

    In 1981, Japan Delayed The DTaP Vaccine Until Children Were 2yrs old.

    Japan's Infant Mortality Is The Lowest In The World, While The US Ranks #1 In Deaths.

    In the 70s, 2 infant deaths were linked to the whole-cell pertussis vaccine (DTwP) caused public concern, the Japanese government suspended routine DTwP vaccination.

    The government then introduced the acellular pertussis vaccine (DTaP) in 1981, for children aged two years & older.

    In 1993, Japan's Ministry of Health, Labor & Welfare discontinued the use of the combined measles, mumps & rubella (MMR) vaccine due to a high incidence of adverse reactions, specifically aseptic meningitis that resulted in major injury & deaths.

    Japan currently offers separate monovalent measles & rubella vaccines. And never re-introduced mumps vaccine or combination mmr again.

    In 1994, Japan's Immunization Act was revised, changing all childhood vaccinations from mandatory to "recommended" or voluntary.

    This policy change meant that there were no longer penalties for not vaccinating & the program shifted from mass immunizations at public health centers to individual vaccinations by private physicians.

    The 1994 change represents a shift in policy emphasis from a civic duty to respecting the individual's will & the informed consent process.

    U.S. Infant Mortality Rate Is ‘Disproportionately’ Higher Than 16 Other Countries...
    Infant mortality rates in the U.S. as of 2022 are 5.6 infant deaths per 1,000 live births, according to the Centers for Disease Control and Prevention (CDC).

    Children in the U.S. are dying at higher rates than their peers in 16 other high-income countries. The infant mortality rate in Japan is among the lowest in the world at 1.7 deaths per 1,000 live births.

    The United States infant mortality is triple that rate.

    Dr. Paul Thomas, MD Pediatrician & author of the book, 'Vax Facts'...
    “Over 20,000 infants die in the USA annually, for an overall infant mortality rate of 5.6 deaths per 1,000 live births. The CDC lists SIDS as the number three cause of death, following birth defects and preterm birth, with 1,389 cases.

    "Deaths that used to be classified as post vaccine induced are classified ‘unknown’ these days."

    "When an infant dies, no matter how soon after vaccination, coroners & pathologists do not have any codes for vaccine-related death available as options anymore, that ICD code was removed, so these deaths are coded as SIDS, unknown, or suffocation."

    "Pediatricians are not educated about the causal link between infant death, vaccines & aluminum adjuvants shutting down the breathing center of the brain, so even when it clearly occurs, they don’t recognize it."

    Cited research linked below in replies...

    Source: https://x.com/ValerieAnne1970/status/2005223552539033608?t=vPk-7iBdyQnrdURA3PP5lw&s=19
    🚨"L'incidenza della SIDS è "SCOMPARSA" in Giappone dopo l'innalzamento dell'età vaccinale a 2 anni." Dott. Pierre Kory, MD Nel 1981, il Giappone ha posticipato la vaccinazione contro la pertosse (DTaP) fino all'età di 2 anni. La mortalità infantile in Giappone è la più bassa al mondo, mentre gli Stati Uniti sono al primo posto per numero di decessi. Negli anni '70, due decessi infantili sono stati collegati al vaccino contro la pertosse a cellule intere (DTwP). Ciò ha suscitato preoccupazione nell'opinione pubblica e il governo giapponese ha sospeso la vaccinazione di routine contro la pertosse. Il governo ha poi introdotto il vaccino contro la pertosse acellulare (DTaP) nel 1981, per i bambini dai due anni in su. Nel 1993, il Ministero della Salute, del Lavoro e del Welfare giapponese interruppe l'uso del vaccino combinato contro morbillo, parotite e rosolia (MPR) a causa di un'elevata incidenza di reazioni avverse, in particolare meningite asettica che provocò gravi lesioni e decessi. Il Giappone attualmente offre vaccini monovalenti separati contro morbillo e rosolia. E non ha mai più reintrodotto il vaccino contro la parotite o il MPR combinato. Nel 1994, la legge giapponese sull'immunizzazione fu rivista, trasformando tutte le vaccinazioni infantili da obbligatorie a "raccomandate" o volontarie. Questa modifica politica significò l'eliminazione delle sanzioni per la mancata vaccinazione e il programma passò dalle vaccinazioni di massa presso i centri sanitari pubblici alle vaccinazioni individuali da parte di medici privati. La modifica del 1994 rappresenta uno spostamento dell'enfasi politica dal dovere civico al rispetto della volontà individuale e al processo di consenso informato. Il tasso di mortalità infantile negli Stati Uniti è "sproporzionatamente" più alto rispetto ad altri 16 Paesi... Secondo i Centers for Disease Control and Prevention (CDC), nel 2022 il tasso di mortalità infantile negli Stati Uniti era di 5,6 decessi ogni 1.000 nati vivi. I bambini negli Stati Uniti muoiono a tassi più elevati rispetto ai loro coetanei in altri 16 Paesi ad alto reddito. Il tasso di mortalità infantile in Giappone è tra i più bassi al mondo, con 1,7 decessi ogni 1.000 nati vivi. Il tasso di mortalità infantile negli Stati Uniti è il triplo. Dott. Paul Thomas, pediatra e autore del libro "Vax Facts"... "Oltre 20.000 neonati muoiono ogni anno negli Stati Uniti, con un tasso di mortalità infantile complessivo di 5,6 decessi ogni 1.000 nati vivi. Il CDC classifica la SIDS come terza causa di morte, dopo difetti congeniti e parto pretermine, con 1.389 casi. "I decessi che un tempo venivano classificati come indotti post-vaccino oggi sono classificati come 'sconosciuti'." "Quando un neonato muore, indipendentemente da quanto tempo dopo la vaccinazione, medici legali e patologi non hanno più codici di decesso correlati al vaccino disponibili come opzioni; quel codice ICD è stato rimosso, quindi questi decessi vengono codificati come SIDS, sconosciuti o soffocamento." "I pediatri non sono informati sul nesso causale tra morte infantile, vaccini e adiuvanti di alluminio che bloccano il centro respiratorio del cervello, quindi anche quando si verifica chiaramente, non lo fanno." riconoscerlo." Ricerca citata linkata qui sotto nelle risposte... 🚨"The Incidence of SIDS ‘DISAPPEARED’ In Japan After Raising The Age of Vaccination To 2yrs Old." Dr Pierre Kory, MD In 1981, Japan Delayed The DTaP Vaccine Until Children Were 2yrs old. Japan's Infant Mortality Is The Lowest In The World, While The US Ranks #1 In Deaths. In the 70s, 2 infant deaths were linked to the whole-cell pertussis vaccine (DTwP) caused public concern, the Japanese government suspended routine DTwP vaccination. The government then introduced the acellular pertussis vaccine (DTaP) in 1981, for children aged two years & older. In 1993, Japan's Ministry of Health, Labor & Welfare discontinued the use of the combined measles, mumps & rubella (MMR) vaccine due to a high incidence of adverse reactions, specifically aseptic meningitis that resulted in major injury & deaths. Japan currently offers separate monovalent measles & rubella vaccines. And never re-introduced mumps vaccine or combination mmr again. In 1994, Japan's Immunization Act was revised, changing all childhood vaccinations from mandatory to "recommended" or voluntary. This policy change meant that there were no longer penalties for not vaccinating & the program shifted from mass immunizations at public health centers to individual vaccinations by private physicians. The 1994 change represents a shift in policy emphasis from a civic duty to respecting the individual's will & the informed consent process. U.S. Infant Mortality Rate Is ‘Disproportionately’ Higher Than 16 Other Countries... Infant mortality rates in the U.S. as of 2022 are 5.6 infant deaths per 1,000 live births, according to the Centers for Disease Control and Prevention (CDC). Children in the U.S. are dying at higher rates than their peers in 16 other high-income countries. The infant mortality rate in Japan is among the lowest in the world at 1.7 deaths per 1,000 live births. The United States infant mortality is triple that rate. Dr. Paul Thomas, MD Pediatrician & author of the book, 'Vax Facts'... “Over 20,000 infants die in the USA annually, for an overall infant mortality rate of 5.6 deaths per 1,000 live births. The CDC lists SIDS as the number three cause of death, following birth defects and preterm birth, with 1,389 cases. "Deaths that used to be classified as post vaccine induced are classified ‘unknown’ these days." "When an infant dies, no matter how soon after vaccination, coroners & pathologists do not have any codes for vaccine-related death available as options anymore, that ICD code was removed, so these deaths are coded as SIDS, unknown, or suffocation." "Pediatricians are not educated about the causal link between infant death, vaccines & aluminum adjuvants shutting down the breathing center of the brain, so even when it clearly occurs, they don’t recognize it." Cited research linked below in replies... Source: https://x.com/ValerieAnne1970/status/2005223552539033608?t=vPk-7iBdyQnrdURA3PP5lw&s=19
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  • MILANO 2025 – Fra bollettino di guerra e m2 di sofferenza

    Quando si avvicina la fine dell’anno arriva anche il momento dei bilanci.
    E per la nostra città i conti sono, ancora una volta, in passivo.
    Non è un caso se sempre più testate giornalistiche snocciolano percentuali, grafici e numeri che raccontano una Milano che non è più la “locomotiva d’Italia”, ma assomiglia sempre di più a un girone urbano dei dannati. Il dato più inquietante, però, non è nei report: è nella nostra assuefazione collettiva.
    Stiamo accettando tutto questo con una calma sospetta. Forse perché siamo – giustamente – presi dal dimostrare empatia e solidarietà verso conflitti e sofferenze che si consumano a migliaia di chilometri da qui. È umano, è giusto, è necessario.
    Ma permettetemi una riflessione, rapportata alle nostre vite e alle nostre dimensioni quotidiane.
    È come vivere in un condominio che cade a pezzi e scegliere di ignorarlo perché siamo emotivamente assorbiti dai problemi di un altro palazzo, lontano chilometri dal nostro. La solidarietà non è in discussione. La rimozione del reale, sì.

    Con un nuovo anno alle porte e le prossime amministrative che si avvicinano, forse è arrivato il momento di rivolgere a Milano attenzioni maggiori, senza sensi di colpa ma con responsabilità. Se siamo in grado di occuparci del mondo intero, dobbiamo essere capaci di guardare anche alle gravi carenze di casa nostra.
    Vogliamo dare un’occhiata insieme al bollettino di guerra del 2025?
    Eccolo.

    A Milano si guadagna più che nel resto d’Italia.
    Ma lavorare, oggi, non è più sufficiente per vivere bene.
    Secondo lo studio della Camera del Lavoro Metropolitana di Milano (CGIL), un lavoratore su tre percepisce un reddito incompatibile con il costo della vita cittadina. Non stiamo parlando di marginalità estrema, ma di una fascia sempre più ampia di persone intrappolate in una normalità impoverita, dove il lavoro garantisce la sopravvivenza ma non la dignità.
    Il nodo è strutturale: casa e sanità assorbono oltre il 50% del salario.
    Solo l’abitazione pesa tra il 30 e il 40%, mentre la spesa sanitaria supera il 20%. Il resto dello stipendio evapora tra inflazione, trasporti e spese obbligate. Il risultato è una città che costringe i suoi lavoratori ad adottare comportamenti difensivi, a partire dall’espulsione verso l’hinterland.
    Milano diventa così una città che si lavora ma non si abita.
    E chi non può permettersi di viverla viene progressivamente escluso anche dal punto di vista sociale e culturale: tempo libero, relazioni, partecipazione, accesso alla vita urbana. Tutto ciò che non coincide con l’orario di lavoro viene sacrificato.
    Questa dinamica colpisce in modo violento il lavoro pubblico. In appena due anni, i dipendenti pubblici in città sono diminuiti di circa il 14%. Scuola, sanità, amministrazioni locali: Milano non è più attrattiva nemmeno per chi garantisce i servizi essenziali. Una fuga silenziosa che compromette la qualità stessa della vita urbana.

    Nel frattempo i salari nominali crescono, ma meno dell’inflazione, che a Milano ha superato l’11% nel periodo 2022–2024. Tradotto: si lavora di più, si guadagna “sulla carta”, ma si perde potere d’acquisto reale.
    La crescita c’è, ma non viene redistribuita. E una crescita senza equità non è sviluppo: è estrazione sociale.
    Milano continua a produrre ricchezza, ma non benessere.
    E una città che consuma le persone che la tengono in piedi è una città che sta ipotecando il proprio futuro.

    Queste ragioni dovrebbero essere più che sufficienti per risvegliarci dal torpore e dall’accettazione passiva di una degenerazione che, fino ad oggi, abbiamo avuto il coraggio di denunciare solo parlando di malapolitica.

    Esistono gruppi politici di potere? Vero.
    Le lobby sono forze reali che comandano Milano? Vero anche questo.
    Ma la domanda più scomoda resta un’altra: noi dove eravamo quando era il momento di contrastare tutto questo da dentro?
    Troppo spesso abbiamo preferito allontanare il pensiero, rifugiandoci in mobilitazioni che, per quanto giuste, lavano la coscienza ma non attivano la responsabilità. Cortei, riflessioni, prese di posizione sacrosante — ma raramente radicate fino in fondo nel nostro territorio.

    Milano oggi merita di essere liberata.
    Non solo dagli episodi di malagestione, ma da quello che è diventato il nostro male moderno: la pigrizia mentale, la rinuncia a immaginare un’alternativa, la mancanza di motivazioni a giocarsi davvero la partita.
    Se non lo facciamo ora, tra un anno, a pochi giorni da un nuovo Capodanno, rileggeremo le stesse statistiche impietose. La stessa insoddisfazione generale. La stessa insicurezza.
    E una fila ancora più lunga ad attendere un pacco di sostegno e di dignità davanti al Pane Quotidiano.

    Vogliamo davvero questo?
    Se la risposta è no, allora è il tempo di mettersi a lavorare seriamente per curare Milano e liberarla.
    Perché solo ripartendo dal nostro territorio avremo la serenità e la forza per aiutare anche il resto del mondo.
    Il primo passo si fa sempre da qui.
    Dal nostro metro quadrato di sofferenza.

    #MilanoLibera #Milano2025 #CostoDellaVita
    #LavoroEDignità #CasaÈUnDiritto #CittàPerChiLavora
    🚨 MILANO 2025 – Fra bollettino di guerra e m2 di sofferenza βš οΈπŸ™οΈ Quando si avvicina la fine dell’anno arriva anche il momento dei bilanci. E per la nostra città i conti sono, ancora una volta, in passivo. πŸ“‰ Non è un caso se sempre più testate giornalistiche snocciolano percentuali, grafici e numeri che raccontano una Milano che non è più la “locomotiva d’Italia”, ma assomiglia sempre di più a un girone urbano dei dannati. Il dato più inquietante, però, non è nei report: è nella nostra assuefazione collettiva. Stiamo accettando tutto questo con una calma sospetta. Forse perché siamo – giustamente – presi dal dimostrare empatia e solidarietà verso conflitti e sofferenze che si consumano a migliaia di chilometri da qui. È umano, è giusto, è necessario. ❀️‍🩹 Ma permettetemi una riflessione, rapportata alle nostre vite e alle nostre dimensioni quotidiane. È come vivere in un condominio che cade a pezzi e scegliere di ignorarlo perché siamo emotivamente assorbiti dai problemi di un altro palazzo, lontano chilometri dal nostro. La solidarietà non è in discussione. La rimozione del reale, sì. Con un nuovo anno alle porte e le prossime amministrative che si avvicinano, forse è arrivato il momento di rivolgere a Milano attenzioni maggiori, senza sensi di colpa ma con responsabilità. Se siamo in grado di occuparci del mondo intero, dobbiamo essere capaci di guardare anche alle gravi carenze di casa nostra. Vogliamo dare un’occhiata insieme al bollettino di guerra del 2025? Eccolo. 🧾πŸ”₯ A Milano si guadagna più che nel resto d’Italia. Ma lavorare, oggi, non è più sufficiente per vivere bene. Secondo lo studio della Camera del Lavoro Metropolitana di Milano (CGIL), un lavoratore su tre percepisce un reddito incompatibile con il costo della vita cittadina. Non stiamo parlando di marginalità estrema, ma di una fascia sempre più ampia di persone intrappolate in una normalità impoverita, dove il lavoro garantisce la sopravvivenza ma non la dignità. Il nodo è strutturale: casa e sanità assorbono oltre il 50% del salario. Solo l’abitazione pesa tra il 30 e il 40%, mentre la spesa sanitaria supera il 20%. Il resto dello stipendio evapora tra inflazione, trasporti e spese obbligate. Il risultato è una città che costringe i suoi lavoratori ad adottare comportamenti difensivi, a partire dall’espulsione verso l’hinterland. Milano diventa così una città che si lavora ma non si abita. E chi non può permettersi di viverla viene progressivamente escluso anche dal punto di vista sociale e culturale: tempo libero, relazioni, partecipazione, accesso alla vita urbana. Tutto ciò che non coincide con l’orario di lavoro viene sacrificato. Questa dinamica colpisce in modo violento il lavoro pubblico. In appena due anni, i dipendenti pubblici in città sono diminuiti di circa il 14%. Scuola, sanità, amministrazioni locali: Milano non è più attrattiva nemmeno per chi garantisce i servizi essenziali. Una fuga silenziosa che compromette la qualità stessa della vita urbana. Nel frattempo i salari nominali crescono, ma meno dell’inflazione, che a Milano ha superato l’11% nel periodo 2022–2024. Tradotto: si lavora di più, si guadagna “sulla carta”, ma si perde potere d’acquisto reale. La crescita c’è, ma non viene redistribuita. E una crescita senza equità non è sviluppo: è estrazione sociale. Milano continua a produrre ricchezza, ma non benessere. E una città che consuma le persone che la tengono in piedi è una città che sta ipotecando il proprio futuro. Queste ragioni dovrebbero essere più che sufficienti per risvegliarci dal torpore e dall’accettazione passiva di una degenerazione che, fino ad oggi, abbiamo avuto il coraggio di denunciare solo parlando di malapolitica. Esistono gruppi politici di potere? Vero. Le lobby sono forze reali che comandano Milano? Vero anche questo. Ma la domanda più scomoda resta un’altra: noi dove eravamo quando era il momento di contrastare tutto questo da dentro? Troppo spesso abbiamo preferito allontanare il pensiero, rifugiandoci in mobilitazioni che, per quanto giuste, lavano la coscienza ma non attivano la responsabilità. Cortei, riflessioni, prese di posizione sacrosante — ma raramente radicate fino in fondo nel nostro territorio. πŸͺ§ πŸ‘‰Milano oggi merita di essere liberata. Non solo dagli episodi di malagestione, ma da quello che è diventato il nostro male moderno: la pigrizia mentale, la rinuncia a immaginare un’alternativa, la mancanza di motivazioni a giocarsi davvero la partita. Se non lo facciamo ora, tra un anno, a pochi giorni da un nuovo Capodanno, rileggeremo le stesse statistiche impietose. La stessa insoddisfazione generale. La stessa insicurezza. E una fila ancora più lunga ad attendere un pacco di sostegno e di dignità davanti al Pane Quotidiano. 🍞 Vogliamo davvero questo? Se la risposta è no, allora è il tempo di mettersi a lavorare seriamente per curare Milano e liberarla. Perché solo ripartendo dal nostro territorio avremo la serenità e la forza per aiutare anche il resto del mondo. Il primo passo si fa sempre da qui. Dal nostro metro quadrato di sofferenza. πŸ“πŸ”₯ #MilanoLibera #Milano2025 #CostoDellaVita #LavoroEDignità #CasaÈUnDiritto #CittàPerChiLavora
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  • Panoramica del mercato degli elettrodomestici: opportunità e sfide future

    Il mercato degli elettrodomestici ha registrato una crescita costante negli ultimi anni, trainata dall'aumento dell'urbanizzazione, dall'incremento del reddito disponibile e dai rapidi progressi tecnologici. I consumatori di oggi sono sempre più attenti alla praticità, all'efficienza energetica e all'integrazione con le tecnologie per la casa intelligente, fattori che stanno plasmando i prodotti e i servizi offerti in questo settore.

    Leggi il rapporto sul mercato degli elettrodomestici oggi stesso - https://www.skyquestt.com/report/household-appliances-market
    Panoramica del mercato degli elettrodomestici: opportunità e sfide future Il mercato degli elettrodomestici ha registrato una crescita costante negli ultimi anni, trainata dall'aumento dell'urbanizzazione, dall'incremento del reddito disponibile e dai rapidi progressi tecnologici. I consumatori di oggi sono sempre più attenti alla praticità, all'efficienza energetica e all'integrazione con le tecnologie per la casa intelligente, fattori che stanno plasmando i prodotti e i servizi offerti in questo settore. Leggi il rapporto sul mercato degli elettrodomestici oggi stesso - https://www.skyquestt.com/report/household-appliances-market
    WWW.SKYQUESTT.COM
    Household Appliances Market Size, Share | Analysis [2033]
    Household Appliances Market will rise from $861.61 billion (2025) to $1282.72 billion (2033), CAGR 5.1%.
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  • QUESTO è VERGOGNOSO e gli STIPENDI fermi da ANNI! Guardate il grafico è sconsolante!
    Il reddito reale delle famiglie italiane tra 2004 e 2024 è sceso del 4%: il dato peggiore nell’Ue con la Grecia. La media è +22%
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/11/25/reddito-famiglie-italiane-calo-eurostat-notizie/8206976/
    QUESTO è VERGOGNOSO e gli STIPENDI fermi da ANNI! Guardate il grafico è sconsolante! Il reddito reale delle famiglie italiane tra 2004 e 2024 è sceso del 4%: il dato peggiore nell’Ue con la Grecia. La media è +22% https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/11/25/reddito-famiglie-italiane-calo-eurostat-notizie/8206976/
    WWW.ILFATTOQUOTIDIANO.IT
    Italia ultima in UE: reddito famiglie calato del 4% negli ultimi 20 anni
    Eurostat certifica: Italia e Grecia sono gli unici paesi UE dove il reddito reale delle famiglie è diminuito dal 2004, contro una media europea del +22%
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