MILANO E LA POLITICA DELL’ABITARE
I numeri non mentono. La politica sì.
Inutile girarci intorno: la politica dell’abitare è la vera emergenza strutturale di Milano, trasversale a tutte le fasce di reddito.
E puntualmente, quando si avvicinano le elezioni, gli stessi responsabili del disastro riscoprono improvvisamente la “sensibilità sociale”.
È un copione già visto.
Un po’ come la passerella di ieri sera a San Siro: chi per anni ha definito lo stadio “obsoleto” oggi lo celebra come simbolo identitario, senza alcuna autocritica. Coerenza zero, propaganda massima.
Ma torniamo ai fatti, perché i numeri sull’edilizia pubblica sono impietosi:
Quota di edilizia pubblica/sociale nelle nuove lottizzazioni:
Anni ’60–’70: 30–60% (in molti casi fino al 100%)
Anni ’80–’90: 15–30%
Giunta Albertini: 10–20%
Giunta Moratti: 0–5%
Giunta Pisapia: 8–12%
Giunta Sala: 5–10%
Prima: fino al 100% di edilizia pubblica nelle trasformazioni urbane
Oggi: meno del 10%
Nel frattempo, i prezzi delle case e degli affitti sono esplosi.
La conclusione è fin troppo evidente:
governi diversi, stesso risultato sull’abitare.
A Milano destra e sinistra non hanno cambiato rotta, né sul diritto alla casa né sulla gestione (o svendita) del patrimonio pubblico.
Questa è la verità che nessuno vuole dire.
Adesso basta
Milano può cambiare, ma solo se ha il coraggio di liberarsi da schemi fallimentari che arricchiscono pochi ed escludono molti.
Un’alternativa esiste ed è chiara:
- riportare la casa sociale a gestione pubblica al centro delle politiche urbane
- ispirarsi a modelli europei vincenti, come Vienna, dove l’housing pubblico è una leva strategica e non un fastidio da ridurre.
Proposte concrete:
- creazione di un’Agenzia interamente pubblica per la gestione del patrimonio ERP / ERS
- istituzione di un Consiglio cittadino per la casa, composto da:
comitati di quartiere
sindacati,
associazioni degli inquilini
esperti di urbanistica e politiche abitative
Trasparenza reale, non slogan:
pubblicazione mensile sul portale del Comune di Milano:
- stato di avanzamento di tutti i cantieri
elenco degli alloggi assegnati
dati aggiornati sul patrimonio abitativo pubblico
È davvero troppo pretendere trasparenza e diritto alla casa?
È un’eresia chiedere che uno dei bisogni primari venga trattato come una priorità pubblica?
No.
È semplicemente aprire gli occhi sulla realtà.
Per riportare l’edilizia pubblica al centro
Per una città accessibile a chi la vive davvero
Milano deve tornare ai cittadini.
#Milano #PoliticaDellAbitare #DirittoAllaCasa #EdiliziaPubblica #CasaAMilano #Affitti #Urbanistica #ERP #ERS #PoliticaUrbana #MilanoLibera #MassimilianoLisa #sindaco
I numeri non mentono. La politica sì.
Inutile girarci intorno: la politica dell’abitare è la vera emergenza strutturale di Milano, trasversale a tutte le fasce di reddito.
E puntualmente, quando si avvicinano le elezioni, gli stessi responsabili del disastro riscoprono improvvisamente la “sensibilità sociale”.
È un copione già visto.
Un po’ come la passerella di ieri sera a San Siro: chi per anni ha definito lo stadio “obsoleto” oggi lo celebra come simbolo identitario, senza alcuna autocritica. Coerenza zero, propaganda massima.
Ma torniamo ai fatti, perché i numeri sull’edilizia pubblica sono impietosi:
Quota di edilizia pubblica/sociale nelle nuove lottizzazioni:
Anni ’60–’70: 30–60% (in molti casi fino al 100%)
Anni ’80–’90: 15–30%
Giunta Albertini: 10–20%
Giunta Moratti: 0–5%
Giunta Pisapia: 8–12%
Giunta Sala: 5–10%
Prima: fino al 100% di edilizia pubblica nelle trasformazioni urbane
Oggi: meno del 10%
Nel frattempo, i prezzi delle case e degli affitti sono esplosi.
La conclusione è fin troppo evidente:
governi diversi, stesso risultato sull’abitare.
A Milano destra e sinistra non hanno cambiato rotta, né sul diritto alla casa né sulla gestione (o svendita) del patrimonio pubblico.
Questa è la verità che nessuno vuole dire.
Adesso basta
Milano può cambiare, ma solo se ha il coraggio di liberarsi da schemi fallimentari che arricchiscono pochi ed escludono molti.
Un’alternativa esiste ed è chiara:
- riportare la casa sociale a gestione pubblica al centro delle politiche urbane
- ispirarsi a modelli europei vincenti, come Vienna, dove l’housing pubblico è una leva strategica e non un fastidio da ridurre.
Proposte concrete:
- creazione di un’Agenzia interamente pubblica per la gestione del patrimonio ERP / ERS
- istituzione di un Consiglio cittadino per la casa, composto da:
comitati di quartiere
sindacati,
associazioni degli inquilini
esperti di urbanistica e politiche abitative
Trasparenza reale, non slogan:
pubblicazione mensile sul portale del Comune di Milano:
- stato di avanzamento di tutti i cantieri
elenco degli alloggi assegnati
dati aggiornati sul patrimonio abitativo pubblico
È davvero troppo pretendere trasparenza e diritto alla casa?
È un’eresia chiedere che uno dei bisogni primari venga trattato come una priorità pubblica?
No.
È semplicemente aprire gli occhi sulla realtà.
Per riportare l’edilizia pubblica al centro
Per una città accessibile a chi la vive davvero
Milano deve tornare ai cittadini.
#Milano #PoliticaDellAbitare #DirittoAllaCasa #EdiliziaPubblica #CasaAMilano #Affitti #Urbanistica #ERP #ERS #PoliticaUrbana #MilanoLibera #MassimilianoLisa #sindaco
🏙️ MILANO E LA POLITICA DELL’ABITARE
📉 I numeri non mentono. La politica sì.
Inutile girarci intorno: la politica dell’abitare è la vera emergenza strutturale di Milano, trasversale a tutte le fasce di reddito.
E puntualmente, quando si avvicinano le elezioni, gli stessi responsabili del disastro riscoprono improvvisamente la “sensibilità sociale”.
È un copione già visto.
Un po’ come la passerella di ieri sera a San Siro: chi per anni ha definito lo stadio “obsoleto” oggi lo celebra come simbolo identitario, senza alcuna autocritica. Coerenza zero, propaganda massima.
Ma torniamo ai fatti, perché i numeri sull’edilizia pubblica sono impietosi:
📊 Quota di edilizia pubblica/sociale nelle nuove lottizzazioni:
Anni ’60–’70: 30–60% (in molti casi fino al 100%)
Anni ’80–’90: 15–30%
Giunta Albertini: 10–20%
Giunta Moratti: 0–5%
Giunta Pisapia: 8–12%
Giunta Sala: 5–10%
➡️ Prima: fino al 100% di edilizia pubblica nelle trasformazioni urbane
➡️ Oggi: meno del 10%
💸 Nel frattempo, i prezzi delle case e degli affitti sono esplosi.
La conclusione è fin troppo evidente:
⚖️ governi diversi, stesso risultato sull’abitare.
A Milano destra e sinistra non hanno cambiato rotta, né sul diritto alla casa né sulla gestione (o svendita) del patrimonio pubblico.
Questa è la verità che nessuno vuole dire.
🚫 Adesso basta
Milano può cambiare, ma solo se ha il coraggio di liberarsi da schemi fallimentari che arricchiscono pochi ed escludono molti.
Un’alternativa esiste ed è chiara:
- riportare la casa sociale a gestione pubblica al centro delle politiche urbane
- ispirarsi a modelli europei vincenti, come Vienna, dove l’housing pubblico è una leva strategica e non un fastidio da ridurre.
🔑 Proposte concrete:
- creazione di un’Agenzia interamente pubblica per la gestione del patrimonio ERP / ERS
- istituzione di un Consiglio cittadino per la casa, composto da:
comitati di quartiere
sindacati,
associazioni degli inquilini
esperti di urbanistica e politiche abitative
📊 Trasparenza reale, non slogan:
pubblicazione mensile sul portale del Comune di Milano:
- stato di avanzamento di tutti i cantieri
elenco degli alloggi assegnati
dati aggiornati sul patrimonio abitativo pubblico
È davvero troppo pretendere trasparenza e diritto alla casa?
È un’eresia chiedere che uno dei bisogni primari venga trattato come una priorità pubblica?
No.
È semplicemente aprire gli occhi sulla realtà.
🏙️ Per riportare l’edilizia pubblica al centro
🔑 Per una città accessibile a chi la vive davvero
Milano deve tornare ai cittadini.
#Milano #PoliticaDellAbitare #DirittoAllaCasa #EdiliziaPubblica #CasaAMilano #Affitti #Urbanistica #ERP #ERS #PoliticaUrbana #MilanoLibera #MassimilianoLisa #sindaco
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