• UNA BELLA NOTIZIA FINALMENTE!
    La prima scuola giardino arriva in Brianza: dove i bambini studieranno circondati da verde e luce
    Un progetto unico nel suo genere in Italia. Una grande scuola organizzata con padiglioni, dove le aule saranno collegate da sentieri. Abbiamo visto i render: ecco come sarà e chi c'è dietro al progetto
    https://www.monzatoday.it/dossier/scuola-giardino-brianza-dove.html
    UNA BELLA NOTIZIA FINALMENTE! La prima scuola giardino arriva in Brianza: dove i bambini studieranno circondati da verde e luce Un progetto unico nel suo genere in Italia. Una grande scuola organizzata con padiglioni, dove le aule saranno collegate da sentieri. Abbiamo visto i render: ecco come sarà e chi c'è dietro al progetto https://www.monzatoday.it/dossier/scuola-giardino-brianza-dove.html
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    La prima scuola giardino arriva in Brianza: dove i bambini studieranno circondati da verde e luce
    Un progetto unico nel suo genere in Italia. Una grande scuola organizzata con padiglioni, dove le aule saranno collegate da sentieri. Abbiamo visto i render: ecco come sarà e chi c'è dietro al progetto
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  • "AGGREDITA IN COMMISSIONE COVID CON BUGIE VECCHIE E INCREDIBILI" â–· INTERVISTA A MARIA RITA GISMONDO
    escrizione

    "AGGREDITA IN COMMISSIONE COVID CON BUGIE VECCHIE E INCREDIBILI" â–· INTERVISTA A MARIA RITA GISMONDO

    “Le #intubazioni indiscriminate hanno causato la morte di molti pazienti.”
    A pronunciare queste parole è stata la dottoressa Maria Rita #Gismondo durante l’ultima audizione dinanzi alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione del #Covid.

    “Le intubazioni indiscriminate hanno causato la morte di molti pazienti. L’avremmo evitato se non ci fosse stato il criminale divieto delle autopsie, imposto nei primi mesi di emergenza", dice la microbiologo nello sconcerto di qualcuno in aula. “Se avessimo potuto fare le autopsie sin dall’inizio, avremmo scoperto subito che il Covid dava problemi di coagulazione e non solo polmonari. Il divieto di autopsie è stato un errore gravissimo: molti decessi si sarebbero potuti evitare”.

    Non si è fatta attendere la reazione del grillino Colucci, tra i più critici in aula: “Serve rigore scientifico, le generalizzazioni rischiano solo di alimentare confusione e sfiducia”, ha ribattuto il parlamentare, dando il via a una delle sedute più incandescenti degli ultimi mesi.
    La seduta, avvenuta lunedì scorso, ha visto forti tensioni fin dal principio. Gismondo, microbiologa tra le più note del panorama italiano, ha attaccato la strategia adottata nelle prime fasi della pandemia. “È stato il panico a guidare molte decisioni sbagliate. La popolazione è stata chiusa in casa con lockdown indiscriminati e i dati sono stati comunicati in modo da generare solo terrore”, ha insistito l’esperta. Secondo Gismondo, inoltre, “oggi il vaccino non è più necessario: il virus è ormai mutato in una forma endemica e colpisce con sintomi lievi, nella gran parte dei casi”.

    https://m.youtube.com/watch?v=HLiiD6dJTek&pp=iggCQAE%3D
    "AGGREDITA IN COMMISSIONE COVID CON BUGIE VECCHIE E INCREDIBILI" â–· INTERVISTA A MARIA RITA GISMONDO escrizione "AGGREDITA IN COMMISSIONE COVID CON BUGIE VECCHIE E INCREDIBILI" â–· INTERVISTA A MARIA RITA GISMONDO “Le #intubazioni indiscriminate hanno causato la morte di molti pazienti.” A pronunciare queste parole è stata la dottoressa Maria Rita #Gismondo durante l’ultima audizione dinanzi alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione del #Covid. “Le intubazioni indiscriminate hanno causato la morte di molti pazienti. L’avremmo evitato se non ci fosse stato il criminale divieto delle autopsie, imposto nei primi mesi di emergenza", dice la microbiologo nello sconcerto di qualcuno in aula. “Se avessimo potuto fare le autopsie sin dall’inizio, avremmo scoperto subito che il Covid dava problemi di coagulazione e non solo polmonari. Il divieto di autopsie è stato un errore gravissimo: molti decessi si sarebbero potuti evitare”. Non si è fatta attendere la reazione del grillino Colucci, tra i più critici in aula: “Serve rigore scientifico, le generalizzazioni rischiano solo di alimentare confusione e sfiducia”, ha ribattuto il parlamentare, dando il via a una delle sedute più incandescenti degli ultimi mesi. La seduta, avvenuta lunedì scorso, ha visto forti tensioni fin dal principio. Gismondo, microbiologa tra le più note del panorama italiano, ha attaccato la strategia adottata nelle prime fasi della pandemia. “È stato il panico a guidare molte decisioni sbagliate. La popolazione è stata chiusa in casa con lockdown indiscriminati e i dati sono stati comunicati in modo da generare solo terrore”, ha insistito l’esperta. Secondo Gismondo, inoltre, “oggi il vaccino non è più necessario: il virus è ormai mutato in una forma endemica e colpisce con sintomi lievi, nella gran parte dei casi”. https://m.youtube.com/watch?v=HLiiD6dJTek&pp=iggCQAE%3D
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  • Blog | C'è uno Stato parallelo in grado di condizionare i governi. Da Peter Thiel al tecnocapitalismo
    Le ragioni per discutere le idee di Peter Thiel sono molte. L'analisi del professor Luca R Perfetti

    di Luca R Perfetti*

    Peter Thiel verrà a Roma per tenervi conferenze a porte chiuse. Potrebbe essere l’occasione nella quale, anche nel nostro Paese, gli intellettuali si ricordino del loro dovere di comprendere le tendenze di fondo della realtà e darvi risposta. Ma non è detto. Il suo libro The Straussian moment, ormai disponibile anche in traduzione italiana, è passato sostanzialmente inosservato. Eppure, Thiel non è un autore qualunque: fondatore con Musk di PayPal, creatore e proprietario di Palantir Technologies o Anduril Industries – protagoniste della sorveglianza tecnologica, della cybersecurity e delle imprese belliche israelo-americane di questi anni – e ideologo dell’attuale amministrazione americana.

    Le ragioni per discutere le sue idee sono molte

    Anzitutto, la necessità di un sistema di potere di produrre un pensiero. Al netto della sua qualità, in disparte la manipolazione delle fonti e gli errori, è indubbio che gli scritti di Thiel abbiano l’ambizione di fornire un sistema di conoscenza, un’ideologia. È un fatto non irrilevante a fronte del congedo della sinistra dagli intellettuali (fuorché i corifei) e dello sprofondare di questi nella ripetizione di formule stantie, nel bon ton della critica accompagnata all’incapacità di comprendere quel che accade – nonché nella complessiva indisponibilità a fare i conti con le responsabilità della sinistra quanto ai dispositivi della globalizzazione ed al crescere inusitato delle diseguaglianze sociali nell’Occidente.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/10/peter-thiel-roma-stato-parallelo-tecnocapitalismo-oggi/8317855/
    Blog | C'è uno Stato parallelo in grado di condizionare i governi. Da Peter Thiel al tecnocapitalismo Le ragioni per discutere le idee di Peter Thiel sono molte. L'analisi del professor Luca R Perfetti di Luca R Perfetti* Peter Thiel verrà a Roma per tenervi conferenze a porte chiuse. Potrebbe essere l’occasione nella quale, anche nel nostro Paese, gli intellettuali si ricordino del loro dovere di comprendere le tendenze di fondo della realtà e darvi risposta. Ma non è detto. Il suo libro The Straussian moment, ormai disponibile anche in traduzione italiana, è passato sostanzialmente inosservato. Eppure, Thiel non è un autore qualunque: fondatore con Musk di PayPal, creatore e proprietario di Palantir Technologies o Anduril Industries – protagoniste della sorveglianza tecnologica, della cybersecurity e delle imprese belliche israelo-americane di questi anni – e ideologo dell’attuale amministrazione americana. Le ragioni per discutere le sue idee sono molte Anzitutto, la necessità di un sistema di potere di produrre un pensiero. Al netto della sua qualità, in disparte la manipolazione delle fonti e gli errori, è indubbio che gli scritti di Thiel abbiano l’ambizione di fornire un sistema di conoscenza, un’ideologia. È un fatto non irrilevante a fronte del congedo della sinistra dagli intellettuali (fuorché i corifei) e dello sprofondare di questi nella ripetizione di formule stantie, nel bon ton della critica accompagnata all’incapacità di comprendere quel che accade – nonché nella complessiva indisponibilità a fare i conti con le responsabilità della sinistra quanto ai dispositivi della globalizzazione ed al crescere inusitato delle diseguaglianze sociali nell’Occidente. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/10/peter-thiel-roma-stato-parallelo-tecnocapitalismo-oggi/8317855/
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  • PLANETFUNK – “Blooom”

    La rifioritura dell’elettronica italiana tra memoria, eleganza sonora e visione futuribile


    La musica elettronica è una cosa seria. Non è soltanto ritmo, non è soltanto club culture, non è neppure l’ennesima derivazione da playlist algoritmiche o da produzioni ipercompresse pensate per funzionare su TikTok. La vera elettronica – quella che ha costruito un immaginario, una grammatica sonora e una cultura – vive di stratificazioni, di ricerca timbrica, di architetture sonore capaci di sostenere tanto l’emozione quanto il movimento.

    In questo senso i Planetfunk hanno sempre occupato una posizione peculiare nel panorama europeo: un laboratorio di electronic songwriting dove convivono house, synth-pop, techno melodica e suggestioni alternative. 

    Recensione completa nel Salotto Letterario di Recsando:

    https://www.recsando.it/planetfunk-bloom/


    #Recsando #Planetfunk #Blooom
    PLANETFUNK – “Blooom” La rifioritura dell’elettronica italiana tra memoria, eleganza sonora e visione futuribile La musica elettronica è una cosa seria. Non è soltanto ritmo, non è soltanto club culture, non è neppure l’ennesima derivazione da playlist algoritmiche o da produzioni ipercompresse pensate per funzionare su TikTok. La vera elettronica – quella che ha costruito un immaginario, una grammatica sonora e una cultura – vive di stratificazioni, di ricerca timbrica, di architetture sonore capaci di sostenere tanto l’emozione quanto il movimento. In questo senso i Planetfunk hanno sempre occupato una posizione peculiare nel panorama europeo: un laboratorio di electronic songwriting dove convivono house, synth-pop, techno melodica e suggestioni alternative.  👉Recensione completa nel Salotto Letterario di Recsando: https://www.recsando.it/planetfunk-bloom/ #Recsando #Planetfunk #Blooom
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  • Blog | Cara Bartolozzi, i giovani se ne vanno dall'Italia per colpa della politica, non della magistratura
    di Roberto Celante Ospite ad un programma tv sul referendum costituzionale del 22-23 marzo, il Capo di gabinetto del Ministro della Giustizia, Giusy Bartolo...

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/10/cara-bartolozzi-i-giovani-se-ne-vanno-dallitalia-per-colpa-della-politica-non-della-magistratura/8319128/
    Blog | Cara Bartolozzi, i giovani se ne vanno dall'Italia per colpa della politica, non della magistratura di Roberto Celante Ospite ad un programma tv sul referendum costituzionale del 22-23 marzo, il Capo di gabinetto del Ministro della Giustizia, Giusy Bartolo... https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/10/cara-bartolozzi-i-giovani-se-ne-vanno-dallitalia-per-colpa-della-politica-non-della-magistratura/8319128/
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    di Roberto Celante Ospite ad un programma tv sul referendum costituzionale del 22-23 marzo, il Capo di gabinetto del Ministro della Giustizia, Giusy Bartolo...
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  • IL NESSO! L'ITALIA è STATA CONDANNATA a PAGARE 3.000 euro al mese per una danno da vaccino anti-COVID.
    IL NESSO! L'ITALIA è STATA CONDANNATA a PAGARE 3.000 euro al mese per una danno da vaccino anti-COVID.
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  • LA GRANDE PRESA per IL CULO ALL'ITALIANA CONTINUA! A GIOCHI FINITI!
    "La cabinovia di Socrepes è finita": l'annuncio alla fine dei Giochi. Ma il cantiere è ancora aperto
    L'impianto serviva per i Giochi invernali. E, oltretutto, a giudicare dagli scatti de La Voce di Cortina le cose non stanno così
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/08/cabinovia-socrepes-cortina-fine-lavori-condizioni-foto-news/8316546/
    LA GRANDE PRESA per IL CULO ALL'ITALIANA CONTINUA! A GIOCHI FINITI! "La cabinovia di Socrepes è finita": l'annuncio alla fine dei Giochi. Ma il cantiere è ancora aperto L'impianto serviva per i Giochi invernali. E, oltretutto, a giudicare dagli scatti de La Voce di Cortina le cose non stanno così https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/08/cabinovia-socrepes-cortina-fine-lavori-condizioni-foto-news/8316546/
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    "La cabinovia di Socrepes è finita": l'annuncio alla fine dei Giochi. Ma il cantiere è ancora aperto
    L'impianto serviva per i Giochi invernali. E, oltretutto, a giudicare dagli scatti de La Voce di Cortina le cose non stanno così
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  • VACCINO PER TUTTE LE GALLINE!
    Coldiretti chiede un vaccino per le galline ovaiole per combattere l'influenza aviaria!
    I lobbisti di Big Pharma ringraziano l'associazione mentre si sfregano le mani, dato che ci saranno diverse decine di milioni di ovaiole in Italia. Un bel botto di soldi.
    Io invece vaccinerei coattivamente quelli di Coldiretti, ma so che lo avranno già fatto per conto proprio, quindi non ha senso infierire ulteriormente.
    Aspetterò anche loro al solito posto: lungo la sponda del fiume...
    VACCINO PER TUTTE LE GALLINE! Coldiretti chiede un vaccino per le galline ovaiole per combattere l'influenza aviaria! 😂😂😂😂 I lobbisti di Big Pharma ringraziano l'associazione mentre si sfregano le mani, dato che ci saranno diverse decine di milioni di ovaiole in Italia. Un bel botto di soldi. Io invece vaccinerei coattivamente quelli di Coldiretti, ma so che lo avranno già fatto per conto proprio, quindi non ha senso infierire ulteriormente. Aspetterò anche loro al solito posto: lungo la sponda del fiume...
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  • L’AI rimpiazzerà le società di software? Da Cy4gate a Sesa e Txt e-Solutions: chi supera la tempesta a Piazza Affari | MilanoFinanza News
    La bufera scatenata sull’AI dall’ultimo aggiornamento di Anthropic si è fatta sentire anche sui titoli italiani. Da Cy4gate a Sesa e Txt e-Solutions: chi supera la tempesta in borsa e chi no
    https://www.milanofinanza.it/news/l-ai-rimpiazzera-le-societa-di-software-da-cy4gate-a-sesa-e-txt-e-solutions-chi-supera-la-tempesta-a-202603061910274016
    L’AI rimpiazzerà le società di software? Da Cy4gate a Sesa e Txt e-Solutions: chi supera la tempesta a Piazza Affari | MilanoFinanza News La bufera scatenata sull’AI dall’ultimo aggiornamento di Anthropic si è fatta sentire anche sui titoli italiani. Da Cy4gate a Sesa e Txt e-Solutions: chi supera la tempesta in borsa e chi no https://www.milanofinanza.it/news/l-ai-rimpiazzera-le-societa-di-software-da-cy4gate-a-sesa-e-txt-e-solutions-chi-supera-la-tempesta-a-202603061910274016
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  • IO OBIETTO

    La vera sconfitta è trovarsi nel 2026 a fare ancora gli stessi discorsi e le stesse valutazioni di 30 o 40 anni fa. Dopo tutto ciò che la storia recente ci ha già mostrato in termini di distruzione e perdite umane, siamo ancora qui a discutere di #riarmo, di #difesa e del ritorno di un linguaggio che pensavamo appartenesse al passato. Questo è il vero schifo della situazione.

    Eppure sta accadendo di nuovo.
    Con l’ultima escalation internazionale torna con insistenza il tema della leva militare, spesso riproposta sotto forme apparentemente nuove: volontariato “strutturato”, percorsi pre-militari nelle scuole, programmi presentati come facoltativi ma che rappresentano il primo passo verso un possibile ripristino della coscrizione.

    Nei Paesi nordici migliaia di giovani vengono già richiamati ogni anno: chi rifiuta paga, chi disobbedisce perde diritti.
    Anche in Italia il dibattito si riaccende. Il governo ha già accennato l’intenzione di aumentare l’organico delle forze armate di 10.000 unità, con prospettive che potrebbero arrivare a 30-35.000. La leva obbligatoria, ricordiamolo, non è stata abolita: è semplicemente sospesa e potrebbe essere riattivata con un atto di governo.

    Nel frattempo cresce la presenza dei militari nelle scuole, in nome dell’orientamento o dell’educazione civica. Un fenomeno che molti osservatori leggono come il tentativo di normalizzare la guerra nelle menti dei più giovani, dentro un clima generale segnato da emergenze securitarie, propaganda e costruzione continua di nuovi “nemici”.
    Per questo non sorprende che proprio gli studenti abbiano deciso di mobilitarsi.

    Il 5 marzo, nella Giornata internazionale per la consapevolezza sul disarmo e la non proliferazione istituita dall’ONU, migliaia di giovani sono scesi in piazza in tutta Italia. Presìdi, assemblee e cortei organizzati dalla Rete degli studenti medi e dall’Unione degli universitari per contestare il piano di riarmo europeo e le ipotesi di nuove forme di leva.
    “Le giovani generazioni sono terrorizzate dalla prospettiva della guerra e da una sensazione di incertezza permanente”, ha spiegato Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale della Rete degli studenti medi. “Vogliamo una scuola e un’università di pace, libere dalla militarizzazione e dagli interessi dell’industria bellica. Le risorse pubbliche devono andare all’istruzione, alla sanità e al welfare, non alle armi”.
    Gli studenti denunciano anche il rischio che scuole e università diventino spazi di propaganda o bacini di reclutamento. In un contesto globale sempre più instabile — dalle tensioni in Medio Oriente all’apertura di nuovi fronti di conflitto — la risposta politica sembra concentrarsi quasi esclusivamente sull’aumento delle spese militari. Ma, ricordano molti giovani, più armi non significa automaticamente più sicurezza.

    E forse vale la pena ascoltarli.
    Perché la storia ci insegna che le guerre raramente vengono combattute da chi le decide. Al fronte non partono i figli di chi le promuove o ne trae vantaggio economico; partono soprattutto giovani e lavoratori, spesso già segnati da precarietà e mancanza di prospettive.
    È anche per questo che molti ragazzi chiedono semplicemente di essere ascoltati. Chiedono opportunità, istruzione, lavoro dignitoso, una sanità pubblica che funzioni. Chiedono un futuro che non sia definito dall’idea di dover difendere con le armi ciò che la politica non è riuscita a costruire con la giustizia sociale.
    Forse il primo passo non è imporre nuove forme di militarizzazione, ma riaprire uno spazio di confronto reale sulle politiche sociali e giovanili, nelle città e nel Paese. Riconoscere l’incertezza che attraversa questa generazione e provare ad affrontarla con strumenti diversi dalla logica della guerra.

    Dire “io obietto” non è uno slogan.
    È l’inizio di una domanda collettiva: quale società vogliamo costruire e quale futuro siamo disposti a immaginare per chi verrà dopo di noi.

    #pace #dirittideigiovani #noallaMilitarizzazione #futuro
    IO OBIETTO ✋ La vera sconfitta è trovarsi nel 2026 a fare ancora gli stessi discorsi e le stesse valutazioni di 30 o 40 anni fa. Dopo tutto ciò che la storia recente ci ha già mostrato in termini di distruzione e perdite umane, siamo ancora qui a discutere di #riarmo, di #difesa e del ritorno di un linguaggio che pensavamo appartenesse al passato. Questo è il vero schifo della situazione. Eppure sta accadendo di nuovo. Con l’ultima escalation internazionale torna con insistenza il tema della leva militare, spesso riproposta sotto forme apparentemente nuove: volontariato “strutturato”, percorsi pre-militari nelle scuole, programmi presentati come facoltativi ma che rappresentano il primo passo verso un possibile ripristino della coscrizione. Nei Paesi nordici migliaia di giovani vengono già richiamati ogni anno: chi rifiuta paga, chi disobbedisce perde diritti. Anche in Italia il dibattito si riaccende. Il governo ha già accennato l’intenzione di aumentare l’organico delle forze armate di 10.000 unità, con prospettive che potrebbero arrivare a 30-35.000. La leva obbligatoria, ricordiamolo, non è stata abolita: è semplicemente sospesa e potrebbe essere riattivata con un atto di governo. Nel frattempo cresce la presenza dei militari nelle scuole, in nome dell’orientamento o dell’educazione civica. Un fenomeno che molti osservatori leggono come il tentativo di normalizzare la guerra nelle menti dei più giovani, dentro un clima generale segnato da emergenze securitarie, propaganda e costruzione continua di nuovi “nemici”. Per questo non sorprende che proprio gli studenti abbiano deciso di mobilitarsi. Il 5 marzo, nella Giornata internazionale per la consapevolezza sul disarmo e la non proliferazione istituita dall’ONU, migliaia di giovani sono scesi in piazza in tutta Italia. Presìdi, assemblee e cortei organizzati dalla Rete degli studenti medi e dall’Unione degli universitari per contestare il piano di riarmo europeo e le ipotesi di nuove forme di leva. “Le giovani generazioni sono terrorizzate dalla prospettiva della guerra e da una sensazione di incertezza permanente”, ha spiegato Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale della Rete degli studenti medi. “Vogliamo una scuola e un’università di pace, libere dalla militarizzazione e dagli interessi dell’industria bellica. Le risorse pubbliche devono andare all’istruzione, alla sanità e al welfare, non alle armi”. Gli studenti denunciano anche il rischio che scuole e università diventino spazi di propaganda o bacini di reclutamento. In un contesto globale sempre più instabile — dalle tensioni in Medio Oriente all’apertura di nuovi fronti di conflitto — la risposta politica sembra concentrarsi quasi esclusivamente sull’aumento delle spese militari. Ma, ricordano molti giovani, più armi non significa automaticamente più sicurezza. E forse vale la pena ascoltarli. Perché la storia ci insegna che le guerre raramente vengono combattute da chi le decide. Al fronte non partono i figli di chi le promuove o ne trae vantaggio economico; partono soprattutto giovani e lavoratori, spesso già segnati da precarietà e mancanza di prospettive. È anche per questo che molti ragazzi chiedono semplicemente di essere ascoltati. Chiedono opportunità, istruzione, lavoro dignitoso, una sanità pubblica che funzioni. Chiedono un futuro che non sia definito dall’idea di dover difendere con le armi ciò che la politica non è riuscita a costruire con la giustizia sociale. Forse il primo passo non è imporre nuove forme di militarizzazione, ma riaprire uno spazio di confronto reale sulle politiche sociali e giovanili, nelle città e nel Paese. Riconoscere l’incertezza che attraversa questa generazione e provare ad affrontarla con strumenti diversi dalla logica della guerra. Dire “io obietto” non è uno slogan. È l’inizio di una domanda collettiva: quale società vogliamo costruire e quale futuro siamo disposti a immaginare per chi verrà dopo di noi. #pace #dirittideigiovani #noallaMilitarizzazione #futuro
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