• “COLPIRNE UNO PER EDUCARNE 100” — Davvero funziona ancora così?

    A quanto pare sì.
    Perché certe pressioni verso i lavoratori non arrivano solo dalle solite aziende “di frontiera”. No: oggi si insinuano perfino nei luoghi che dovrebbero insegnare cultura, diritto, rispetto e — ironia della sorte — senso del lavoro.

    E quando dico che in questo Paese qualcosa non va, non lo dico per sfogo. Lo dico perché stavolta a essere colpito è un lavoratore, un docente, un professionista stimato. E le scuse con cui è stato messo alla porta sono talmente becere che fanno quasi più rumore del licenziamento stesso.
    E no, non lo dico solo perché questo lavoratore lo conosco e abbiamo condiviso battaglie di attivismo.
    Lo dico perché il punto è esattamente questo: in Italia, oggi, l’attivismo e l’azione sindacale danno più fastidio di ogni inefficienza strutturale.

    Continuate pure a scannarvi su chi parlerà alla prossima kermesse di Atreju. Continuate pure a litigare sul nulla cosmico delle polemiche a orologeria.
    Intanto, nella realtà, le priorità vere le pagano sempre gli stessi: lavoratori, insegnanti, persone che ogni giorno provano a rendere dignitoso ciò che altri vogliono rendere precario.
    Persone come il prof. Carlo Fino, che ha osato una cosa gravissima: cercare di migliorare le condizioni di lavoro dei colleghi e la qualità dell’insegnamento per i ragazzi.

    Tutto questo succede alla International School of Como.
    La dirigenza dell’azienda — perché chiamarla “scuola” in queste condizioni è un esercizio di fantasia — ha costruito un castello di accuse pseudo-didattiche, pseudo-metodologiche e pseudo-legali. Contestazioni inconsistenti, infondate e funzionali a un unico obiettivo: intimidire.
    Perché la verità è un’altra, e la sanno tutti:
    Carlo è stato licenziato per la sua attività sindacale con USB, per l’impegno nel far valere contratti, norme, diritti. Per essersi preso la briga di spiegare tutto questo a colleghe e colleghi di diverse nazionalità che, senza di lui, sarebbero stati ancora più esposti.

    Queste sono battaglie concrete. Non le scaramucce politiche da talk show, non i sondaggi del lunedì, non le risse da social media.
    Servono lucidità e coraggio, non mentalità da bookmaker né da opinionisti della tastiera.

    Dal 2016 ho scelto — sempre — di stare dalla parte dei lavoratori, anche quando si trattava di un solo contratto a rischio.
    E allora la storia di Carlo non è solo un caso:
    è il simbolo di una cultura e di un’istruzione che questo Paese non ha più il coraggio di proteggere.

    Per questo, insieme ad altri amici, sosteniamo USB e chiediamo l’immediato ritiro del licenziamento e il reintegro di Carlo nel suo posto di lavoro.

    Comunicato stampa USB:
    https://lombardia.usb.it/leggi-notizia/international-school-of-como-i-lavoratori-proseguono-lagitazione-fino-al-reintegro-di-carlo-1211.html

    #CarloFino #InternationalSchoolOfComo #Lavoro #Scuola #Diritti #USB #Sindacato #LicenziamentoIllegittimo #Attivismo #WorkersRights #ReintegroSubito #GiustiziaSulLavoro #StopRepressioneSindacale
    “COLPIRNE UNO PER EDUCARNE 100” — Davvero funziona ancora così? A quanto pare sì. Perché certe pressioni verso i lavoratori non arrivano solo dalle solite aziende “di frontiera”. No: oggi si insinuano perfino nei luoghi che dovrebbero insegnare cultura, diritto, rispetto e — ironia della sorte — senso del lavoro. E quando dico che in questo Paese qualcosa non va, non lo dico per sfogo. Lo dico perché stavolta a essere colpito è un lavoratore, un docente, un professionista stimato. E le scuse con cui è stato messo alla porta sono talmente becere che fanno quasi più rumore del licenziamento stesso. E no, non lo dico solo perché questo lavoratore lo conosco e abbiamo condiviso battaglie di attivismo. Lo dico perché il punto è esattamente questo: in Italia, oggi, l’attivismo e l’azione sindacale danno più fastidio di ogni inefficienza strutturale. Continuate pure a scannarvi su chi parlerà alla prossima kermesse di Atreju. Continuate pure a litigare sul nulla cosmico delle polemiche a orologeria. Intanto, nella realtà, le priorità vere le pagano sempre gli stessi: lavoratori, insegnanti, persone che ogni giorno provano a rendere dignitoso ciò che altri vogliono rendere precario. Persone come il prof. Carlo Fino, che ha osato una cosa gravissima: cercare di migliorare le condizioni di lavoro dei colleghi e la qualità dell’insegnamento per i ragazzi. Tutto questo succede alla International School of Como. La dirigenza dell’azienda — perché chiamarla “scuola” in queste condizioni è un esercizio di fantasia — ha costruito un castello di accuse pseudo-didattiche, pseudo-metodologiche e pseudo-legali. Contestazioni inconsistenti, infondate e funzionali a un unico obiettivo: intimidire. Perché la verità è un’altra, e la sanno tutti: Carlo è stato licenziato per la sua attività sindacale con USB, per l’impegno nel far valere contratti, norme, diritti. Per essersi preso la briga di spiegare tutto questo a colleghe e colleghi di diverse nazionalità che, senza di lui, sarebbero stati ancora più esposti. Queste sono battaglie concrete. Non le scaramucce politiche da talk show, non i sondaggi del lunedì, non le risse da social media. Servono lucidità e coraggio, non mentalità da bookmaker né da opinionisti della tastiera. Dal 2016 ho scelto — sempre — di stare dalla parte dei lavoratori, anche quando si trattava di un solo contratto a rischio. E allora la storia di Carlo non è solo un caso: è il simbolo di una cultura e di un’istruzione che questo Paese non ha più il coraggio di proteggere. Per questo, insieme ad altri amici, sosteniamo USB e chiediamo l’immediato ritiro del licenziamento e il reintegro di Carlo nel suo posto di lavoro. 📄 Comunicato stampa USB: https://lombardia.usb.it/leggi-notizia/international-school-of-como-i-lavoratori-proseguono-lagitazione-fino-al-reintegro-di-carlo-1211.html #CarloFino #InternationalSchoolOfComo #Lavoro #Scuola #Diritti #USB #Sindacato #LicenziamentoIllegittimo #Attivismo #WorkersRights #ReintegroSubito #GiustiziaSulLavoro #StopRepressioneSindacale
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  • NON SI PUÒ VIETARE UN'ASSEMBLEA STUDENTESCA!
    Il ricorso presentato dalla Flc Cgil nei confronti dell'istituto Monti Iblei. Il segretario del sindacato: "Riconosciuto un diritto dei lavoratori".
    https://www.palermotoday.it/cronaca/scuola-monti-iblei-assemblea-gaza-ricorso-cgil.html
    NON SI PUÒ VIETARE UN'ASSEMBLEA STUDENTESCA! Il ricorso presentato dalla Flc Cgil nei confronti dell'istituto Monti Iblei. Il segretario del sindacato: "Riconosciuto un diritto dei lavoratori". https://www.palermotoday.it/cronaca/scuola-monti-iblei-assemblea-gaza-ricorso-cgil.html
    WWW.PALERMOTODAY.IT
    Preside nega l'assemblea su Gaza a scuola, il tribunale: "Condotta antisindacale"
    Il ricorso presentato dalla Flc Cgil nei confronti dell'istituto Monti Iblei. Il segretario del sindacato: "Riconosciuto un diritto dei lavoratori"
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  • *ATTUALMENTE HANNO ADERITO 316 PERSONE* (in 12 ore)

    *Alle 12 spediremo la seconda PEC* al Rettore, Bassetti ed organizzatori.

    *Fai circolare al fine di avere più aderenti possibile*
    MASSIMA DIFFUSIONE! L'INCONTRO È PREVISTO PER DOMANI!

    Grazie

    https://sindacatodazione.com/2025/11/04/bassetti-aderisci-a-lettera-aperta/
    *ATTUALMENTE HANNO ADERITO 316 PERSONE* (in 12 ore) *Alle 12 spediremo la seconda PEC* al Rettore, Bassetti ed organizzatori. *Fai circolare al fine di avere più aderenti possibile* MASSIMA DIFFUSIONE! L'INCONTRO È PREVISTO PER DOMANI! Grazie https://sindacatodazione.com/2025/11/04/bassetti-aderisci-a-lettera-aperta/
    SINDACATODAZIONE.COM
    Bassetti: aderisci a lettera aperta
    Domani, 5 novembre, alle ore 17,30, presso l’aula magna dell’Ateneo di Parma, in Via dell’Università 12, Matteo Bassetti inaugurerà il master avente ad oggetto la comunicazione sc…
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  • Corriere della Sera rifiuta comunicato sindacale su Flotilla per Gaza
    La segretaria generale del sindacato unitario dei giornalisti scrive al direttore Fontana: "È una violazione del nostro contratto collettivo
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/10/03/flotilla-gaza-corriere-censura-comunicato-sindacale-news/8148516/amp/
    Corriere della Sera rifiuta comunicato sindacale su Flotilla per Gaza La segretaria generale del sindacato unitario dei giornalisti scrive al direttore Fontana: "È una violazione del nostro contratto collettivo https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/10/03/flotilla-gaza-corriere-censura-comunicato-sindacale-news/8148516/amp/
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  • Le prime reazioni di Hollywood all’attrice AI Tilly Norwood: «Fermatevi, cosa vi passa per la testa?»
    Emily Blunt e Whoopi Goldberg sono state tra le prime a commentare la presentazione della "collega": «Vi prego, smettetela di portarci via la nostra connessione umana»

    Gli attori di Hollywood stanno cominciando a reagire all’arrivo di Tilly Norwood, prima attrice AI ufficialmente introdotta nell’industria del cinema. Ve lo raccontavamo ieri: Norwood ha un profilo social, comunica come qualsiasi attrice in erba, e ha recitato la sua prima parte in uno sketch comico della casa-madre che l’ha creata, lo studio Xiconia.

    Emily Blunt, per esempio, scoprendo l’esistenza della “collega” durante la registrazione di un podcast di Variety, ha commentato: «Se questa cosa mi dispiace? Non so bene come rispondere, mai viene da dire che mi spaventa molto». E poi, vedendo una foto di Norwood: «State scherzando? Quella è fatta con l’AI? Santo cielo, siamo fritti. Questo fa davvero, davvero paura. Agenzie, ma che vi passa per la testa? Fermatevi. Vi prego, smettetela di portarci via la nostra connessione umana».

    L’attrice ha poi proseguito, notando la somiglianza di Norwood con una serie di professioniste in carne e ossa, e come il suo aspetto risultasse essere un mix di tutte loro. Gli intervistatori le hanno poi riferito una dichiarazione della portavoce di Xiconia, secondo la quale il loro scopo sarebbe quello di rendere Norwood “la prossima Scarlett Johansson”. Al che, Blunt ha risposto: «Ma noi abbiamo già Scarlett Johansson!».

    Dello stesso parere anche Whoopi Goldberg, che durante la puntata del 29 settembre della trasmissione che conduce, The View, ha commentato così la “nascita” di Tilly Norwood: «Il problema, se mi permettete, è che ci fanno competere con qualcosa che è stato generato mettendo insieme 5000 attori. Ha lo charme di Bette Davis e le labbra di Humphrey Bogart. Quindi si tratta di una competizione impari. Sapete che vi dico? Fatevi sotto. Si può sempre riconoscerli, distinguerli dagli esseri umani. Noi ci muoviamo in modo diverso, le nostre facce si muovono in modo diverso, e pure i nostri corpi».

    Per poi aggiungere: «Se tutto va bene, riusciremo a resistere. Quello che stiamo vedendo significa che l’AI entrerà nei luoghi di lavoro, non solo quelli del mio lavoro, ma in ogni industria. Alcune industrie stanno già usando l’AI. Le persone dicono di non avere più connessioni, di essere sole, ma se continuiamo con queste forme di intelligenza artificiale, allora sì che non avremo altre connessioni che quelle con il nostro telefono».

    E su Tilly Norwood è arrivata anche una nota della Screen Actors Guild, il sindacato degli attori USA: «Per essere chiari, Tilly Norwood non è un’attrice, è un personaggio generato da un programma informatico che è stato addestrato in base al lavoro di innumerevoli artisti professionisti, senza permesso o compenso. Non ha alcuna esperienza di vita da cui attingere, nessuna emozione e, da quello che abbiamo visto, il pubblico non è interessato a guardare contenuti generati al computer slegati dall’esperienza umana. Non risolve alcun “problema”: crea il problema di usare performance rubate per mettere gli attori senza lavoro, mettendo a repentaglio i mezzi di sostentamento degli artisti e svalutando l’arte umana. I produttori firmatari devono essere consapevoli che non possono utilizzare attori digitali senza rispettare i nostri obblighi contrattuali, che richiedono preavviso e contrattazione ogni volta che verrà utilizzato un attore digitale».

    Source: https://www.rollingstone.it/cinema-tv/news-cinema-tv/le-prime-reazioni-di-hollywood-allattrice-ai-tilly-norwood-fermatevi-cosa-vi-passa-per-la-testa/1006219/?utm_source=firefox-newtab-it-it
    Le prime reazioni di Hollywood all’attrice AI Tilly Norwood: «Fermatevi, cosa vi passa per la testa?» Emily Blunt e Whoopi Goldberg sono state tra le prime a commentare la presentazione della "collega": «Vi prego, smettetela di portarci via la nostra connessione umana» Gli attori di Hollywood stanno cominciando a reagire all’arrivo di Tilly Norwood, prima attrice AI ufficialmente introdotta nell’industria del cinema. Ve lo raccontavamo ieri: Norwood ha un profilo social, comunica come qualsiasi attrice in erba, e ha recitato la sua prima parte in uno sketch comico della casa-madre che l’ha creata, lo studio Xiconia. Emily Blunt, per esempio, scoprendo l’esistenza della “collega” durante la registrazione di un podcast di Variety, ha commentato: «Se questa cosa mi dispiace? Non so bene come rispondere, mai viene da dire che mi spaventa molto». E poi, vedendo una foto di Norwood: «State scherzando? Quella è fatta con l’AI? Santo cielo, siamo fritti. Questo fa davvero, davvero paura. Agenzie, ma che vi passa per la testa? Fermatevi. Vi prego, smettetela di portarci via la nostra connessione umana». L’attrice ha poi proseguito, notando la somiglianza di Norwood con una serie di professioniste in carne e ossa, e come il suo aspetto risultasse essere un mix di tutte loro. Gli intervistatori le hanno poi riferito una dichiarazione della portavoce di Xiconia, secondo la quale il loro scopo sarebbe quello di rendere Norwood “la prossima Scarlett Johansson”. Al che, Blunt ha risposto: «Ma noi abbiamo già Scarlett Johansson!». Dello stesso parere anche Whoopi Goldberg, che durante la puntata del 29 settembre della trasmissione che conduce, The View, ha commentato così la “nascita” di Tilly Norwood: «Il problema, se mi permettete, è che ci fanno competere con qualcosa che è stato generato mettendo insieme 5000 attori. Ha lo charme di Bette Davis e le labbra di Humphrey Bogart. Quindi si tratta di una competizione impari. Sapete che vi dico? Fatevi sotto. Si può sempre riconoscerli, distinguerli dagli esseri umani. Noi ci muoviamo in modo diverso, le nostre facce si muovono in modo diverso, e pure i nostri corpi». Per poi aggiungere: «Se tutto va bene, riusciremo a resistere. Quello che stiamo vedendo significa che l’AI entrerà nei luoghi di lavoro, non solo quelli del mio lavoro, ma in ogni industria. Alcune industrie stanno già usando l’AI. Le persone dicono di non avere più connessioni, di essere sole, ma se continuiamo con queste forme di intelligenza artificiale, allora sì che non avremo altre connessioni che quelle con il nostro telefono». E su Tilly Norwood è arrivata anche una nota della Screen Actors Guild, il sindacato degli attori USA: «Per essere chiari, Tilly Norwood non è un’attrice, è un personaggio generato da un programma informatico che è stato addestrato in base al lavoro di innumerevoli artisti professionisti, senza permesso o compenso. Non ha alcuna esperienza di vita da cui attingere, nessuna emozione e, da quello che abbiamo visto, il pubblico non è interessato a guardare contenuti generati al computer slegati dall’esperienza umana. Non risolve alcun “problema”: crea il problema di usare performance rubate per mettere gli attori senza lavoro, mettendo a repentaglio i mezzi di sostentamento degli artisti e svalutando l’arte umana. I produttori firmatari devono essere consapevoli che non possono utilizzare attori digitali senza rispettare i nostri obblighi contrattuali, che richiedono preavviso e contrattazione ogni volta che verrà utilizzato un attore digitale». Source: https://www.rollingstone.it/cinema-tv/news-cinema-tv/le-prime-reazioni-di-hollywood-allattrice-ai-tilly-norwood-fermatevi-cosa-vi-passa-per-la-testa/1006219/?utm_source=firefox-newtab-it-it
    WWW.ROLLINGSTONE.IT
    Le prime reazioni di Hollywood all’attrice AI Tilly Norwood: «Fermatevi, cosa vi passa per la testa?»
    Emily Blunt e Whoopi Goldberg sono state tra le prime a commentare la presentazione della "collega": «Vi prego, smettetela di portarci via la nostra connessione umana»
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  • I tre «sconosciuti» dell’Usb e la batosta Cgil: perché lo sciopero pro Pal di lunedì ha cambiato il sindacato
    di Luca Angelini
    26 settembre 2025
    L’atto di proclamazione ufficiale dello sciopero è stato firmato da Daniela Mencarelli, Cinzia Della Porta e Guido Lutrario: ignoti ai più. Il clima collettivo del «blocchiamo tutto» ha lasciato la Cgil in mezzo al guado

    Visto che i primi sconfitti per le violenze, in particolare alla stazione Centrale di Milano, sono stati gli organizzatori dei cortei pro Palestina, non si è fatto molto caso al fatto che quella di lunedì fosse una giornata di sciopero generale. Secondo Dario Di Vico, però, non è da sottovalutare il fatto che l’atto di proclamazione ufficiale dello sciopero fosse stato firmato da Daniela Mencarelli, Cinzia Della Porta e Guido Lutrario. «Tre sindacalisti - scrive Di Vico in un intervento sul Foglio - che fanno parte degli organi dirigenti dell’Usb (Unione sindacati di base) ma che sono sconosciuti sia al grande pubblico sia agli addetti ai lavori».



    L’identikit dei tre alla guida di Usb
    È possibile, ma non troppo probabile, che quei tre nomi si conquistino, d'ora in avanti, una duratura ribalta. Di sicuro, però, un posto sotto i riflettori se l'è assicurato, da un po', l’Usb, il cui identikit Di Vico tratteggia così: «Nata nel 2010, è una piccola organizzazione della galassia Cobas che però nel tempo si è radicata nel territorio (dichiara 80 sedi territoriali) e soprattutto nei settori dei servizi come logistica, trasporti, scuola e pubblico impiego. (...) Vale il dato che nelle periferie del lavoro vari sindacatini più o meno simil-Cobas sono riusciti a radicarsi, come nel caso di Prato in cui organizzano gli operai pachistani in lotta contro i padroni sia cinesi sia italiani».

    Lo sciopero di venerdì
    Quel che a Di Vico preme di più far notare è, però, che un altro sciopero pro Palestina c'era stato appena pochi giorni prima, venerdì 19 settembre. A proclamarlo era stata la Cgil di Maurizio Landini. Eppure, fors'anche perché si era generata «una discreta confusione su quali fossero i settori coinvolti e le modalità dell’astensione», «la partecipazione non è stata minimamente paragonabile a quella delle 70 piazze di lunedì». E non basta, a spiegare come sia potuto succedere, il fatto che «il segmento di tute blu più vicino ai sindacati di base, e anche più coinvolto nel boicottaggio delle merci e armi dirette in Israele, è quello dei portuali soprattutto di Genova e Livorno».

    Il terzo settore
    Se, come ha scritto Prospero, portando quasi 15 milioni di italiani alle urne l'8 e 9 giugno «la Cgil ha mostrato che la strettoia per il recupero di rappresentanza rimane tuttora aperta», il fatto che in quella strettoia sembri essersi inserito qualcun altro è, per Di Vico, la conseguenza di errori imputabili al segretario generale: «Nella rete sapientemente tessuta in questi anni da Landini sono presenti realtà del terzo settore e organizzazioni come Arci e Acli o Libera ma pare più un’adunata di ufficiali che di soldati semplici. Un progetto cerebrale che quando si scontra con la realtà dei fatti si rivela una sorta di prefabbricato costruito a misura di una leadership e per minare l’unità sindacale più che indicare nuove strade. Con il risultato però che la Cgil da una parte perde le sue caratteristiche storiche fondate sulla contrattazione e la rappresentatività e dall’altra non conquista nuovo consenso».

    Source: https://www.corriere.it/economia/lavoro/25_settembre_26/i-tre-sconosciuti-dell-usb-e-la-batosta-cgil-perche-lo-sciopero-pro-pal-di-lunedi-ha-cambiato-il-sindacato-9fc80ef2-ddb2-4038-9745-d14a24facxlk_amp.shtml
    I tre «sconosciuti» dell’Usb e la batosta Cgil: perché lo sciopero pro Pal di lunedì ha cambiato il sindacato di Luca Angelini 26 settembre 2025 L’atto di proclamazione ufficiale dello sciopero è stato firmato da Daniela Mencarelli, Cinzia Della Porta e Guido Lutrario: ignoti ai più. Il clima collettivo del «blocchiamo tutto» ha lasciato la Cgil in mezzo al guado Visto che i primi sconfitti per le violenze, in particolare alla stazione Centrale di Milano, sono stati gli organizzatori dei cortei pro Palestina, non si è fatto molto caso al fatto che quella di lunedì fosse una giornata di sciopero generale. Secondo Dario Di Vico, però, non è da sottovalutare il fatto che l’atto di proclamazione ufficiale dello sciopero fosse stato firmato da Daniela Mencarelli, Cinzia Della Porta e Guido Lutrario. «Tre sindacalisti - scrive Di Vico in un intervento sul Foglio - che fanno parte degli organi dirigenti dell’Usb (Unione sindacati di base) ma che sono sconosciuti sia al grande pubblico sia agli addetti ai lavori». L’identikit dei tre alla guida di Usb È possibile, ma non troppo probabile, che quei tre nomi si conquistino, d'ora in avanti, una duratura ribalta. Di sicuro, però, un posto sotto i riflettori se l'è assicurato, da un po', l’Usb, il cui identikit Di Vico tratteggia così: «Nata nel 2010, è una piccola organizzazione della galassia Cobas che però nel tempo si è radicata nel territorio (dichiara 80 sedi territoriali) e soprattutto nei settori dei servizi come logistica, trasporti, scuola e pubblico impiego. (...) Vale il dato che nelle periferie del lavoro vari sindacatini più o meno simil-Cobas sono riusciti a radicarsi, come nel caso di Prato in cui organizzano gli operai pachistani in lotta contro i padroni sia cinesi sia italiani». Lo sciopero di venerdì Quel che a Di Vico preme di più far notare è, però, che un altro sciopero pro Palestina c'era stato appena pochi giorni prima, venerdì 19 settembre. A proclamarlo era stata la Cgil di Maurizio Landini. Eppure, fors'anche perché si era generata «una discreta confusione su quali fossero i settori coinvolti e le modalità dell’astensione», «la partecipazione non è stata minimamente paragonabile a quella delle 70 piazze di lunedì». E non basta, a spiegare come sia potuto succedere, il fatto che «il segmento di tute blu più vicino ai sindacati di base, e anche più coinvolto nel boicottaggio delle merci e armi dirette in Israele, è quello dei portuali soprattutto di Genova e Livorno». Il terzo settore Se, come ha scritto Prospero, portando quasi 15 milioni di italiani alle urne l'8 e 9 giugno «la Cgil ha mostrato che la strettoia per il recupero di rappresentanza rimane tuttora aperta», il fatto che in quella strettoia sembri essersi inserito qualcun altro è, per Di Vico, la conseguenza di errori imputabili al segretario generale: «Nella rete sapientemente tessuta in questi anni da Landini sono presenti realtà del terzo settore e organizzazioni come Arci e Acli o Libera ma pare più un’adunata di ufficiali che di soldati semplici. Un progetto cerebrale che quando si scontra con la realtà dei fatti si rivela una sorta di prefabbricato costruito a misura di una leadership e per minare l’unità sindacale più che indicare nuove strade. Con il risultato però che la Cgil da una parte perde le sue caratteristiche storiche fondate sulla contrattazione e la rappresentatività e dall’altra non conquista nuovo consenso». Source: https://www.corriere.it/economia/lavoro/25_settembre_26/i-tre-sconosciuti-dell-usb-e-la-batosta-cgil-perche-lo-sciopero-pro-pal-di-lunedi-ha-cambiato-il-sindacato-9fc80ef2-ddb2-4038-9745-d14a24facxlk_amp.shtml
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  • TUTTI A ROMA
    Manifestazione nazionale
    Sabato 18 ottobre 2025
    ore 15:00 – 19:00
    Piazza Santi Apostoli

    Il sindacato Di.Co.Si. ContiamoCi! chiama a raccolta tutti per chiedere VERITÀ e GIUSTIZIA

    Il momento è ORA: chiediamo trasparenza, verità e giustizia per chi ha subito sospensioni e discriminazioni, per le persone danneggiate da vaccino e per i bambini penalizzati dalla legge Lorenzin.

    Scarica e condividi il comunicato ufficiale:
    https://www.dicosicontiamoci.it/post/il-momento-è-ora-manifestazione-nazionale-a-roma

    Invitiamo cittadini, associazioni e realtà sociali a unirsi per difendere lavoro, salute, libertà e diritti fondamentali.
    Nessuno deve sentirsi solo.

    #IlMomentoÈOra #VeritàeGiustizia #ContiamoCi #18OttobreRoma
    ‼️TUTTI A ROMA‼️ Manifestazione nazionale Sabato 18 ottobre 2025 ore 15:00 – 19:00 Piazza Santi Apostoli Il sindacato Di.Co.Si. ContiamoCi! chiama a raccolta tutti per chiedere VERITÀ e GIUSTIZIA Il momento è ORA: chiediamo trasparenza, verità e giustizia per chi ha subito sospensioni e discriminazioni, per le persone danneggiate da vaccino e per i bambini penalizzati dalla legge Lorenzin. 👉 Scarica e condividi il comunicato ufficiale: https://www.dicosicontiamoci.it/post/il-momento-è-ora-manifestazione-nazionale-a-roma Invitiamo cittadini, associazioni e realtà sociali a unirsi per difendere lavoro, salute, libertà e diritti fondamentali. Nessuno deve sentirsi solo. #IlMomentoÈOra #VeritàeGiustizia #ContiamoCi #18OttobreRoma
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  • 22 SETTEMBRE SCIOPERO GENERALE NAZIONALE PER GAZA
    https://fisisindacato.it/2025/09/16/22-settembre-sciopero-generale-nazionale-per-gaza/
    22 SETTEMBRE SCIOPERO GENERALE NAZIONALE PER GAZA https://fisisindacato.it/2025/09/16/22-settembre-sciopero-generale-nazionale-per-gaza/
    FISISINDACATO.IT
    22 SETTEMBRE SCIOPERO GENERALE NAZIONALE PER GAZA
    FISI aderisce allo Sciopero Generale dell’intera giornata del 22 settembre 2025 di tutte le categorie di lavoratrici e lavoratori pubbliche e private.
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  • Mentre la CGIL si erge a paladina dei diritti a Gaza, mi chiedo: per i diritti dei lavoratori italiani quando scendete in piazza?
    Mentre applaudite a un flashmob, le fabbriche chiudono, i contratti non si rinnovano e i vostri iscritti vi abbandonano a migliaia. Avete perso 177.000 tesserati in 4 anni, lo sapete? Forse non erano d'accordo con la vostra linea.
    Facciamo un ripasso:
    Referendum sul lavoro? Un flop colossale, quorum neanche a parlarne.
    Aumenti per il pubblico impiego? Bloccati, anche a causa della vostra guerra politica al governo.
    Sicurezza sul lavoro? Una strage continua di cui vi ricordate a intermittenza.
    È facile fare i rivoluzionari con le vite degli altri, specialmente quando il segretario predica contro i salari bassi dall'alto di uno stipendio da oltre 7.000€ al mese.
    La domanda è semplice: siete ancora un sindacato o siete diventati la filiale di un partito che ha perso il contatto con la realtà del Paese?
    Solidarietà a chi, ogni giorno, si alza per lavorare e non si sente più rappresentato da voi.
    #CGIL #lavoro #sindacato #precariato #Landini

    Source: https://x.com/IU0QVW/status/1964026033838919820?t=QjCG7CbpGYlZMsJ8J1Z9zA&s=19
    Mentre la CGIL si erge a paladina dei diritti a Gaza, mi chiedo: per i diritti dei lavoratori italiani quando scendete in piazza? Mentre applaudite a un flashmob, le fabbriche chiudono, i contratti non si rinnovano e i vostri iscritti vi abbandonano a migliaia. Avete perso 177.000 tesserati in 4 anni, lo sapete? Forse non erano d'accordo con la vostra linea. Facciamo un ripasso: Referendum sul lavoro? Un flop colossale, quorum neanche a parlarne. Aumenti per il pubblico impiego? Bloccati, anche a causa della vostra guerra politica al governo. Sicurezza sul lavoro? Una strage continua di cui vi ricordate a intermittenza. È facile fare i rivoluzionari con le vite degli altri, specialmente quando il segretario predica contro i salari bassi dall'alto di uno stipendio da oltre 7.000€ al mese. La domanda è semplice: siete ancora un sindacato o siete diventati la filiale di un partito che ha perso il contatto con la realtà del Paese? Solidarietà a chi, ogni giorno, si alza per lavorare e non si sente più rappresentato da voi. #CGIL #lavoro #sindacato #precariato #Landini Source: https://x.com/IU0QVW/status/1964026033838919820?t=QjCG7CbpGYlZMsJ8J1Z9zA&s=19
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  • LETTERA APERTA del Sindacato OSA POLIZIA al Segretario della CGIL Maurizio Landini
    MASSIMA DIFFUSIONE.
    LETTERA APERTA del Sindacato OSA POLIZIA al Segretario della CGIL Maurizio Landini MASSIMA DIFFUSIONE.
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