• Olimpiadi a Milano. Demogorgoni, soldi e miracoli economici
    Leggi su Il Fatto Quotidiano l'articolo in edicola "Olimpiadi a Milano. Demogorgoni, soldi e miracoli economici" pubblicato il 20 Febbraio 2026 a firma di Gianni Barbacetto
    https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/02/20/olimpiadi-a-milano-demogorgoni-soldi-e-miracoli-economici/8298246/
    Olimpiadi a Milano. Demogorgoni, soldi e miracoli economici Leggi su Il Fatto Quotidiano l'articolo in edicola "Olimpiadi a Milano. Demogorgoni, soldi e miracoli economici" pubblicato il 20 Febbraio 2026 a firma di Gianni Barbacetto https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/02/20/olimpiadi-a-milano-demogorgoni-soldi-e-miracoli-economici/8298246/
    Olimpiadi a Milano. Demogorgoni, soldi e miracoli economici
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  • Olimpiadi, Pietrobelli e Barbacetto presentano "Una montagna di soldi": "L'evento sportivo ha dettato l'agenda politica e lo paghiamo tutti"
    I giornalisti Pietrobelli e Barbacetto presentano il libro che denuncia i costi eccessivi e i retroscena delle Olimpiadi invernali 2026...
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/03/olimpiadi-milano-cortina-pietrobelli-barbacetto-libro-presentazione-video/8278156/
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    Olimpiadi, Pietrobelli e Barbacetto presentano "Una montagna di soldi": "L'evento sportivo ha dettato l'agenda politica e lo paghiamo tutti"
    I giornalisti Pietrobelli e Barbacetto presentano il libro che denuncia i costi eccessivi e i retroscena delle Olimpiadi invernali 2026
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  • Per quelli che
    esordiscono con:
    "C'E' UN AGGRESSORE (Putin) ED UN AGGREDITO (Zelensky)...
    Perché non è così:

    Putin è la tipica risposta della Russia a chi vuole distruggerla.

    Facciamo un ripassino?

    Nel 1991, Gorbaciov scioglie a luglio il patto di Varsavia senza chiedere in cambio lo scioglimento della NATO, accontentandosi della promessa americana di non allagare l'alleanza atlantica.

    Un mese dopo, in agosto, Eltsin destituisce Gorbaciov e scioglie l'Unione sovietica.

    Durante gli anni di Eltsin, la Russia viene spolpata dagli oligarchi corrotti, dalle mafie e dalla finanza internazionale filo occidentale e la popolazione invece del benessere si ritrova alla fame.

    Nel 1999, la NATO rompe la promessa di non allargarsi e, a marzo, ingloba tre paesi dell'ex patto di Varsavia: Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria.

    Sempre nel marzo 1999, la NATO bombarda la Serbia violando le risoluzioni ONU e ignorando il veto di Russia e Cina. Dopodiché piazza basi militari in Kosovo e non si schioda più da lì.

    I russi si incazzano e 5 mesi dopo, agosto 1999, danno un calcio in culo a Eltsin, che in cambio dell'immunità per le ruberie e tutto il resto nomina come nuovo premier il direttore dell'ex KGB, un tale chiamato Vladimir Putin.

    Prima mossa di Putin: spazzare via i separatisti ceceni, che stavano vendendo il paese, petrolio compreso, alle multinazionali occidentali.

    L'anno dopo Putin diventa presidente, fa arrestare gli oligarchi e riprende il controllo dell'economia russa, poi allaccia relazioni strette con Cina e India e si oppone alla seconda guerra del golfo degli USA e soci.

    Nel marzo 2004 la NATO si allarga ancora e fa entrare le Repubbliche baltiche, Bulgaria, Romania, Slovacchia e Slovenia, praticamente si mangia tutto l'ex patto di Varsavia, si piazza al confine con la Russia e mette un'altra zampa nei Balcani.

    Sempre a marzo 2004, Putin viene rieletto presidente e riarma la Russia per difendersi dall'allargamento della NATO che la stringe ormai in una morsa.

    Risponde all'espansionismo della NATO vincendo la guerra in Ossezia contro la Georgia, che stava effettuando esercitazioni congiunte con l'esercito USA a due passi da Mosca.

    Stringe ancora i rapporti con i BRIC, con la Turchia (paese NATO ribelle) e con l'Ucraina, bastione europeo per bloccare l'ulteriore avvicinamento delle basi NATO alla Russia. Inoltre si salda alla Bielorussia.

    Nel 2011, si oppone all'invasione della NATO (che nel frattempo si allarga pure in Albania e Croazia) in Libia.

    Quando nel 2014 la NATO prova a ripetere il giochino in Siria, manda l'esercito russo e vince la guerra, mantenendo Assad al potere.
    NEL FRATTEMPO LA NATO ADDESTRA 10 MILA NAZISTI UCRAINI

    Sempre nel 2014, risponde al colpo di stato in Ucraina organizzato dagli USA annettendosi la Crimea e piazzando i suoi a dare man forte alla popolazione ucraina (filo-russa) nel Donbass.

    Nel 2017 la NATO si allarga al Montenegro e nel 2020 si piglia pure la Macedonia del nord.

    Nel 2022, in risposta all'addestramento ed al finanziamento dell'esercito golpista ucraino da parte della NATO e 8 anni di bombardamenti nel Donbass penetra nel paese e si annette il Donbass e altre due regioni.

    Nel 2023 la NATO annette anche la Finlandia, stringendo ancora la morsa intorno alla Russia.

    Da oltre 20 anni funziona così: più la NATO insiste con le aggressioni, più la Russia risponde.

    L'unica via d'uscita è smettere di rompere i coglioni alla Russia e lasciare in pace il resto del mondo.

    Diritti e cooperazione non vanno d'accordo con l'imperialismo della NATO.

    - Andrea Katsumoto
    Per quelli che esordiscono con: "C'E' UN AGGRESSORE (Putin) ED UN AGGREDITO (Zelensky)... Perché non è così: Putin è la tipica risposta della Russia a chi vuole distruggerla. Facciamo un ripassino? Nel 1991, Gorbaciov scioglie a luglio il patto di Varsavia senza chiedere in cambio lo scioglimento della NATO, accontentandosi della promessa americana di non allagare l'alleanza atlantica. Un mese dopo, in agosto, Eltsin destituisce Gorbaciov e scioglie l'Unione sovietica. Durante gli anni di Eltsin, la Russia viene spolpata dagli oligarchi corrotti, dalle mafie e dalla finanza internazionale filo occidentale e la popolazione invece del benessere si ritrova alla fame. Nel 1999, la NATO rompe la promessa di non allargarsi e, a marzo, ingloba tre paesi dell'ex patto di Varsavia: Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria. Sempre nel marzo 1999, la NATO bombarda la Serbia violando le risoluzioni ONU e ignorando il veto di Russia e Cina. Dopodiché piazza basi militari in Kosovo e non si schioda più da lì. I russi si incazzano e 5 mesi dopo, agosto 1999, danno un calcio in culo a Eltsin, che in cambio dell'immunità per le ruberie e tutto il resto nomina come nuovo premier il direttore dell'ex KGB, un tale chiamato Vladimir Putin. Prima mossa di Putin: spazzare via i separatisti ceceni, che stavano vendendo il paese, petrolio compreso, alle multinazionali occidentali. L'anno dopo Putin diventa presidente, fa arrestare gli oligarchi e riprende il controllo dell'economia russa, poi allaccia relazioni strette con Cina e India e si oppone alla seconda guerra del golfo degli USA e soci. Nel marzo 2004 la NATO si allarga ancora e fa entrare le Repubbliche baltiche, Bulgaria, Romania, Slovacchia e Slovenia, praticamente si mangia tutto l'ex patto di Varsavia, si piazza al confine con la Russia e mette un'altra zampa nei Balcani. Sempre a marzo 2004, Putin viene rieletto presidente e riarma la Russia per difendersi dall'allargamento della NATO che la stringe ormai in una morsa. Risponde all'espansionismo della NATO vincendo la guerra in Ossezia contro la Georgia, che stava effettuando esercitazioni congiunte con l'esercito USA a due passi da Mosca. Stringe ancora i rapporti con i BRIC, con la Turchia (paese NATO ribelle) e con l'Ucraina, bastione europeo per bloccare l'ulteriore avvicinamento delle basi NATO alla Russia. Inoltre si salda alla Bielorussia. Nel 2011, si oppone all'invasione della NATO (che nel frattempo si allarga pure in Albania e Croazia) in Libia. Quando nel 2014 la NATO prova a ripetere il giochino in Siria, manda l'esercito russo e vince la guerra, mantenendo Assad al potere. NEL FRATTEMPO LA NATO ADDESTRA 10 MILA NAZISTI UCRAINI Sempre nel 2014, risponde al colpo di stato in Ucraina organizzato dagli USA annettendosi la Crimea e piazzando i suoi a dare man forte alla popolazione ucraina (filo-russa) nel Donbass. Nel 2017 la NATO si allarga al Montenegro e nel 2020 si piglia pure la Macedonia del nord. Nel 2022, in risposta all'addestramento ed al finanziamento dell'esercito golpista ucraino da parte della NATO e 8 anni di bombardamenti nel Donbass penetra nel paese e si annette il Donbass e altre due regioni. Nel 2023 la NATO annette anche la Finlandia, stringendo ancora la morsa intorno alla Russia. Da oltre 20 anni funziona così: più la NATO insiste con le aggressioni, più la Russia risponde. L'unica via d'uscita è smettere di rompere i coglioni alla Russia e lasciare in pace il resto del mondo. Diritti e cooperazione non vanno d'accordo con l'imperialismo della NATO. - Andrea Katsumoto
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  • Il nuovo progetto di San Siro, tutti i numeri (e l’imbroglio delle volumetrie) – Gianni Barbacetto
    https://www.giannibarbacetto.it/2022/09/18/il-nuovo-progetto-di-san-siro-tutti-i-numeri-e-limbroglio-delle-volumetrie/
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    Il nuovo progetto di San Siro, tutti i numeri (e l’imbroglio delle volumetrie)
    Giuseppe Sala passerà alla storia come il sindaco che ha permesso la distruzione dello stadio Meazza, la “Scala del calcio” – un bene pubblico – per lasciar fare una speculazione edilizia da 1,3 miliardi di ...
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  • Ucraina, moni ovadia: "ecco perché ammiro putin, è un grandissimo statista"
    L'attore e cantante Moni Ovadia spiega il suo supporto al presidente russo Vladimir Putin. "Putin è un grandissimo statista. Parlo ovviamente dal punto di vista della politica internazionale. Lui è arrivato dopo Gorbacev, al quale era stato promesso che la Nato non si sarebbe allargata di un millimetro sul fronte Est, e Eltsin, che voleva regalare la Russia all'Occidente. Putin ha detto sin dall'inizio: la Russia rimane ai russi. Ha provato a dire in tutti i modi agli americani: non mi va bene questo allargamento della Nato. Certo, è un uomo duro. Ma credo che in futuro ringrazieremo che in Russia governasse Putin e non qualcun altro più duro".

    https://youtu.be/QyktkNHoFlE?si=-QBIoMTi-tXef5Vj
    Ucraina, moni ovadia: "ecco perché ammiro putin, è un grandissimo statista" L'attore e cantante Moni Ovadia spiega il suo supporto al presidente russo Vladimir Putin. "Putin è un grandissimo statista. Parlo ovviamente dal punto di vista della politica internazionale. Lui è arrivato dopo Gorbacev, al quale era stato promesso che la Nato non si sarebbe allargata di un millimetro sul fronte Est, e Eltsin, che voleva regalare la Russia all'Occidente. Putin ha detto sin dall'inizio: la Russia rimane ai russi. Ha provato a dire in tutti i modi agli americani: non mi va bene questo allargamento della Nato. Certo, è un uomo duro. Ma credo che in futuro ringrazieremo che in Russia governasse Putin e non qualcun altro più duro". https://youtu.be/QyktkNHoFlE?si=-QBIoMTi-tXef5Vj
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  • “Uffici, grattacieli, il più grande centro commerciale d’Europa servono a ripagare l’operazione del nuovo stadio e abbattere un’icona di Milano come il Meazza”. Sono queste le parole di Gianni Barbacetto, giornalista de Il Fatto Quotidiano, a margine del Consiglio comunale che lunedì 29 settembre è stato chiamato a decidere le sorti dello Stadio Giuseppe Meazza e
    dell’intera Zona Urbana di San Siro, nel capoluogo lombardo. A emergere, nel corso della seduta, è stato un cambio nella maggioranza che voterebbe a favore del nuovo stadio, con l’abbattimento della ‘Scala del Calcio’: “Forza Italia e Letizia Moratti hanno fatto capire che probabilmente faranno passare la delibera”, ha sottolineato il giornalista. “Come ha detto il
    comitato di Nando Dalla Chiesa, qui c’è rischio antiriciclaggio e antimafia perché a monte non sappiamo di chi sono i soldi e a valle non sappiamo chi farà i lavori”, ha concluso poi Barbacetto..

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/09/29/san-siro-meazza-operazione-immobiliare-milano-notizie/8143501/amp/
    “Uffici, grattacieli, il più grande centro commerciale d’Europa servono a ripagare l’operazione del nuovo stadio e abbattere un’icona di Milano come il Meazza”. Sono queste le parole di Gianni Barbacetto, giornalista de Il Fatto Quotidiano, a margine del Consiglio comunale che lunedì 29 settembre è stato chiamato a decidere le sorti dello Stadio Giuseppe Meazza e dell’intera Zona Urbana di San Siro, nel capoluogo lombardo. A emergere, nel corso della seduta, è stato un cambio nella maggioranza che voterebbe a favore del nuovo stadio, con l’abbattimento della ‘Scala del Calcio’: “Forza Italia e Letizia Moratti hanno fatto capire che probabilmente faranno passare la delibera”, ha sottolineato il giornalista. “Come ha detto il comitato di Nando Dalla Chiesa, qui c’è rischio antiriciclaggio e antimafia perché a monte non sappiamo di chi sono i soldi e a valle non sappiamo chi farà i lavori”, ha concluso poi Barbacetto.. https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/09/29/san-siro-meazza-operazione-immobiliare-milano-notizie/8143501/amp/
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  • IL GRANDE INCIUCIO. S. SIRO SVENDUTA! Adesso occorre sperare nella magistratura!
    San Siro, Forza Italia soccorre Sala: sì alla svendita - Il Fatto Quotidiano
    Leggi su Il Fatto Quotidiano l'articolo in edicola "San Siro, Forza Italia soccorre Sala: sì alla svendita" pubblicato il 30 Settembre 2025 a firma di Gianni Barbacetto.
    Forza Italia ora è chiaro da che parte sta...
    https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2025/09/30/forza-italia-soccorre-sala-si-alla-svendita-di-san-siro/8143644/
    IL GRANDE INCIUCIO. S. SIRO SVENDUTA! Adesso occorre sperare nella magistratura! San Siro, Forza Italia soccorre Sala: sì alla svendita - Il Fatto Quotidiano Leggi su Il Fatto Quotidiano l'articolo in edicola "San Siro, Forza Italia soccorre Sala: sì alla svendita" pubblicato il 30 Settembre 2025 a firma di Gianni Barbacetto. Forza Italia ora è chiaro da che parte sta... https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2025/09/30/forza-italia-soccorre-sala-si-alla-svendita-di-san-siro/8143644/
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  • Milano, tra Sala e Catella pranzi, cene e chat: "Ragioniamo sul futuro" - Il Fatto Quotidiano
    Leggi su Il Fatto Quotidiano l'articolo in edicola "Milano, tra Sala e Catella pranzi, cene e chat: “Ragioniamo sul futuro”" pubblicato il 15 Agosto 2025 a firma di Gianni Barbacetto

    Grande confidenza, tra il sindaco e il costruttore. Giuseppe Sala e Manfredi Catella si scambiano messaggi e inviti a cena come due amiconi. Eppure l’uno è l’imprenditore immobiliare che ha i suoi più grossi business a Milano, l’altro è il sindaco che deve decidere in nome del bene comune, e dando a tutti gli operatori […]

    https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2025/08/15/pranzi-cene-e-chat-l-a-coppia-salacatella/8095524/
    Milano, tra Sala e Catella pranzi, cene e chat: "Ragioniamo sul futuro" - Il Fatto Quotidiano Leggi su Il Fatto Quotidiano l'articolo in edicola "Milano, tra Sala e Catella pranzi, cene e chat: “Ragioniamo sul futuro”" pubblicato il 15 Agosto 2025 a firma di Gianni Barbacetto Grande confidenza, tra il sindaco e il costruttore. Giuseppe Sala e Manfredi Catella si scambiano messaggi e inviti a cena come due amiconi. Eppure l’uno è l’imprenditore immobiliare che ha i suoi più grossi business a Milano, l’altro è il sindaco che deve decidere in nome del bene comune, e dando a tutti gli operatori […] https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2025/08/15/pranzi-cene-e-chat-l-a-coppia-salacatella/8095524/
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    Milano, tra Sala e Catella pranzi, cene e chat: "Ragioniamo sul futuro" - Il Fatto Quotidiano
    Leggi su Il Fatto Quotidiano l'articolo in edicola "Milano, tra Sala e Catella pranzi, cene e chat: “Ragioniamo sul futuro”" pubblicato il 15 Agosto 2025 a firma di Gianni Barbacetto
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  • MILANO – Lo stato del degrado

    Stiamo osservando insieme uno stato ormai avanzato di deperimento e degenerazione di Milano. Non solo dal punto di vista ambientale o economico, ma soprattutto sociale. È inutile negarlo.

    Mi dispiace dover usare un termine così crudo, ma la città appare oggi come affetta da una vera e propria cancrena, una metastasi diffusa su cui diventa necessario intervenire in modo "chirurgico".
    Non basta più la prima ondata di indignazione, le classiche urla allo scandalo di turno: rischiano solo di essere insabbiate dal prossimo scandalo, previsto — puntuale come un orologio svizzero — tra qualche mese o anno.
    E noi, come sempre, pronti a commentare ma incapaci di agire davvero.

    ⚫️Questo è il problema.
    Milano ha un “tumore” da estirpare. E, nonostante lo stadio avanzato, non tutto è compromesso: molto dipende dalla volontà dei cittadini di recuperare il proprio "spirito critico" e il coraggio di sapersi “schierare” (ogni riferimento, naturalmente, è davvero puramente casuale giuro).

    ⚫️Già ben prima di Expo 2015 si era fatta strada nel tessuto sociale e politico una vera e propria politica di lavaggio del cervello, con tratti più mafiosi che democratici, e soprattutto di marca “neoliberista”. L’obiettivo dichiarato era rendere Milano più vivibile, attrattiva e competitiva, per residenti e visitatori. Il risultato, invece, è stata la benedizione delle peggiori porcate: eventi spacciati per progresso, strategie di “marketing culturale” che hanno avuto ben poco a che fare con la cultura. Una sorta di cultural-washing in piena regola.

    ⚫️A ciò si è aggiunto il teatrino del coinvolgimento civico: finti processi di “partecipazione”, convocati in fasce orarie improbabili o con modalità lontane da qualsiasi confronto democratico e civile. Di referendum cittadini o di altre forme di question time autentico meglio non parlare: tentativi abortiti prima ancora di arrivare al confronto.

    ⚫️Ma il nodo più doloroso è forse un altro: la nostra stessa incapacità di fare squadra. È difficile già tra comitati e associazioni civiche, che si battono per centimetri di diritti nei rispettivi quartieri; figuriamoci tra partiti e movimenti, impegnati a contendersi percentuali minime di consenso. Tutti elementi che aggravano ulteriormente il quadro, rendendo Milano una città sempre più disaggregata e disgregante.

    A questo si somma l’aumento vertiginoso del costo della vita e della gestione delle economie familiari, che colpisce indiscriminatamente single, famiglie, anziani. Quando la priorità quotidiana diventa “arrivare a fine mese”, è difficile coltivare un’autentica esperienza di politica collettiva. La sopravvivenza sostituisce la partecipazione.

    Negli ultimi anni si è poi aggiunta un’altra forma di cecità: quella dell’empatia totale. Da due anni a questa parte siamo comprensibilmente assorbiti dalle tragedie internazionali, dall’Ucraina alla Palestina. È giusto provare dolore di fronte alla perdita di centinaia di bambini e civili innocenti. Ma questo sentimento, pur necessario, ha contribuito a distogliere la nostra attenzione dal terreno di casa. Nel frattempo Milano è scivolata fuori controllo, ostaggio di decenni di politiche affidate a arraffoni, furbacchioni e affaristi di ogni colore politico. Una visione “neoliberista” che non conosce distinzione tra centrodestra e centrosinistra.

    Se questo scenario ci piace, continuiamo pure con il nostro masochismo urbano. Se invece dentro di noi sopravvive ancora un fuoco interiore, allora è tempo di ribaltare il “paradigma”: abbassare le difese intellettuali, mettere da parte i pregiudizi, smettere di fare gli schizzinosi.

    È tempo di provare davvero a fare squadra. Perché se Milano è malata, la cura dipende solo da noi.

    #Milano #Politica #Società #Neoliberismo #CulturalWashing #CittadinanzaAttiva #Carovita #Partecipazione #Comunità #RigenerazioneSociale #SpiritoCritico
    MILANO – Lo stato del degrado 🏙️ Stiamo osservando insieme uno stato ormai avanzato di deperimento e degenerazione di Milano. Non solo dal punto di vista ambientale o economico, ma soprattutto sociale. È inutile negarlo. Mi dispiace dover usare un termine così crudo, ma la città appare oggi come affetta da una vera e propria cancrena, una metastasi diffusa su cui diventa necessario intervenire in modo "chirurgico". Non basta più la prima ondata di indignazione, le classiche urla allo scandalo di turno: rischiano solo di essere insabbiate dal prossimo scandalo, previsto — puntuale come un orologio svizzero — tra qualche mese o anno. E noi, come sempre, pronti a commentare ma incapaci di agire davvero. ⚫️Questo è il problema. Milano ha un “tumore” da estirpare. E, nonostante lo stadio avanzato, non tutto è compromesso: molto dipende dalla volontà dei cittadini di recuperare il proprio "spirito critico" e il coraggio di sapersi “schierare” (ogni riferimento, naturalmente, è davvero puramente casuale giuro). ⚫️Già ben prima di Expo 2015 si era fatta strada nel tessuto sociale e politico una vera e propria politica di lavaggio del cervello, con tratti più mafiosi che democratici, e soprattutto di marca “neoliberista”. L’obiettivo dichiarato era rendere Milano più vivibile, attrattiva e competitiva, per residenti e visitatori. Il risultato, invece, è stata la benedizione delle peggiori porcate: eventi spacciati per progresso, strategie di “marketing culturale” che hanno avuto ben poco a che fare con la cultura. Una sorta di cultural-washing in piena regola. ⚫️A ciò si è aggiunto il teatrino del coinvolgimento civico: finti processi di “partecipazione”, convocati in fasce orarie improbabili o con modalità lontane da qualsiasi confronto democratico e civile. Di referendum cittadini o di altre forme di question time autentico meglio non parlare: tentativi abortiti prima ancora di arrivare al confronto. ⚫️Ma il nodo più doloroso è forse un altro: la nostra stessa incapacità di fare squadra. È difficile già tra comitati e associazioni civiche, che si battono per centimetri di diritti nei rispettivi quartieri; figuriamoci tra partiti e movimenti, impegnati a contendersi percentuali minime di consenso. Tutti elementi che aggravano ulteriormente il quadro, rendendo Milano una città sempre più disaggregata e disgregante. A questo si somma l’aumento vertiginoso del costo della vita e della gestione delle economie familiari, che colpisce indiscriminatamente single, famiglie, anziani. Quando la priorità quotidiana diventa “arrivare a fine mese”, è difficile coltivare un’autentica esperienza di politica collettiva. La sopravvivenza sostituisce la partecipazione. Negli ultimi anni si è poi aggiunta un’altra forma di cecità: quella dell’empatia totale. Da due anni a questa parte siamo comprensibilmente assorbiti dalle tragedie internazionali, dall’Ucraina alla Palestina. È giusto provare dolore di fronte alla perdita di centinaia di bambini e civili innocenti. Ma questo sentimento, pur necessario, ha contribuito a distogliere la nostra attenzione dal terreno di casa. Nel frattempo Milano è scivolata fuori controllo, ostaggio di decenni di politiche affidate a arraffoni, furbacchioni e affaristi di ogni colore politico. Una visione “neoliberista” che non conosce distinzione tra centrodestra e centrosinistra. 🙏Se questo scenario ci piace, continuiamo pure con il nostro masochismo urbano. Se invece dentro di noi sopravvive ancora un fuoco interiore, allora è tempo di ribaltare il “paradigma”: abbassare le difese intellettuali, mettere da parte i pregiudizi, smettere di fare gli schizzinosi. 👉È tempo di provare davvero a fare squadra. Perché se Milano è malata, la cura dipende solo da noi. #Milano #Politica #Società #Neoliberismo #CulturalWashing #CittadinanzaAttiva #Carovita #Partecipazione #Comunità #RigenerazioneSociale #SpiritoCritico
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  • LA VERITÀ SUL SISTEMA MILANO COMINCIA A VENIRE a GALLA!
    Inchiesta urbanistica Milano: il Comune in mano a Catella, il vero sindaco - Il Fatto Quotidiano
    Leggi su Il Fatto Quotidiano l'articolo in edicola "Inchiesta urbanistica Milano: il Comune in mano a Catella, il vero sindaco" pubblicato il 13 Agosto 2025 a firma di Gianni Barbacetto
    https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2025/08/13/milano-in-mano-a-catella-il-vero-sindaco/8093296/
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Arama Sonuçları