• Cose dall’altro mondo – se ne sono accorti. / Le radiazioni elettromagnetiche generate dalle dorsali elettriche (linee elettriche) sono promotrici (rischio più alto) di tumori del sistema nervoso centrale nei bambini. / Uno studio recente pubblicato su Environmental Research ha riportato un'associazione (causa/effetto) tra l'esposizione a radiazioni elettromagnetiche a Città del Messico. In particolare i campi magnetici a frequenza estremamente bassa (ELF-MF) generati dalle linee elettriche e gli stessi cablaggi domestici, sono fonte di rischio nei bambini. L’esposizione promuove lo sviluppare tumori del sistema nervoso centrale (SNC). / Si chiama – inquinamento elettromagnetico indoor. La sopracitata ricerca ha evidenziato che l’esposizione ai Campi ElettroMagnetici (CEM) che emettono Radiazioni Non Ionizzanti (NIR) a Frequenza Ultra Bassa (ELF) e Media (MF) come quella che alimenta le nostre abitazioni, (misurata nelle camere da letto), se superiore a 0,4 μT (microTesla) è stata significativamente associata a un aumento del rischio di sviluppare tumori nel SNC (Sistema Nervoso Centrale). Oltre il 5% dei bambini a Città del Messico, è stato esposto a livelli di ELF-MF superiori a 0,3 μT, e le conseguenze si sono dimostrate evidenti.
    L'esposizione quotidiana alle radiazioni elettromagnetiche (CEM NIR) — emesse dalle dorsali elettriche (AT) e dalle infrastrutture della rete elettrica (ad es. sottostazioni, linee MT, BT e altro), sono in continuo incremento vista la continua domanda di erogazione del servizio. Sebbene i cittadini (una grande parte) sappiano che ciò nuoce, non riescono a rinunciare a ciò che questo servizio e le tecnologie offrono. Questo ulteriore studio, rafforza la conoscenza riguardo ai rischi per la salute che ne derivano se esposti a tali eventi. La Consapevolezza, purtroppo è tutta un’altra cosa. Proprio su questo giocano coloro i quali basano il loro business sulle nostre cattive abitudini. La stessa scienza ufficiale favorisce tutto questo, a sua volta spalleggiata dalla governance nazionale. Una vera vergogna. / Chi mi segue sa che alla fine dei testi, tiro le somme e offro un’analisi che ben pochi fanno, chi per ignoranza altri mentendo sapendo di farlo. Lascio a voi decidere quale sia la peggiore. / Come evidenzio da tempo, niente può funzionare se non è alimentato dalla Fem (Forza elettromotrice), la quale genera CEM NIR (elettrosmog). Va anche specificato che la “radiofrequenza” può essere generata solamente in presenza di elettrosmog (parte predominante delle onde radio). Anche in questo caso, la ricerca effettuata si basa sul danno biologico, come conseguenza all’esposizione dell’intensità del campo elettromagnetico generato. È un “fattore indicatore” che pur essendo associato ad uno specifico danno (tumori dovuti all’alterazione del Sistema Nervoso Centrale), non è sufficiente per determinare la gravità dell’evento, soprattutto, NON evidenzia la CAUSA. / Per determinare il DANNO BIOLOGICO da esposizione ai CAMPI ELETTROMAGNETICI (CEM) artificiali che emettono RADIAZIONI NON IONIZZANTI (NIR), è necessario effettuare non meno di 4 misurazioni contemporaneamente. Esse sono: 1) Forza (Intensità dell’evento); 2) Frequenza (Ciclicità dell’evento); 3) Forma d’Onda (andamento dell’evento nel tempo e nello spazio); 4) Tempo (esposizione dell’evento). Solo scoprendo la CAUSA, è possibile trovare la soluzione o, almeno, suggerire pratiche che attenuano il danno biologico a cui siamo esposti. Possiamo infine aggiungere che NON esistono “soluzioni schermanti”. Non ci sono in natura, tantomeno artificiali (costruite dall’uomo), capaci di creare un muro (scudo, schermo) dietro al quale ci si può proteggere. Il Primio Nobel per la Fisica, assegnato riguardo lo “effetto tunneling” del 2025, dimostra proprio questo. Anche nei modelli macroscopici, le particelle oltrepassano la materia sono forma di onda quantistica. Desidero inoltre ricordare che tale scoperta risale a 41 anni fa. / Mi auguro di esservi stato utile e capace di farvi comprendere che dentro alle nostre abitazioni, noi viviamo immersi dentro a “INQUINAMENTO INDOOR”. Talvolta maggiore di quello presente all’esterno.
    Giorgio Rossi Ecoitaliasolidale Nord Italia_
    Cose dall’altro mondo – se ne sono accorti. / Le radiazioni elettromagnetiche generate dalle dorsali elettriche (linee elettriche) sono promotrici (rischio più alto) di tumori del sistema nervoso centrale nei bambini. / Uno studio recente pubblicato su Environmental Research ha riportato un'associazione (causa/effetto) tra l'esposizione a radiazioni elettromagnetiche a Città del Messico. In particolare i campi magnetici a frequenza estremamente bassa (ELF-MF) generati dalle linee elettriche e gli stessi cablaggi domestici, sono fonte di rischio nei bambini. L’esposizione promuove lo sviluppare tumori del sistema nervoso centrale (SNC). / Si chiama – inquinamento elettromagnetico indoor. La sopracitata ricerca ha evidenziato che l’esposizione ai Campi ElettroMagnetici (CEM) che emettono Radiazioni Non Ionizzanti (NIR) a Frequenza Ultra Bassa (ELF) e Media (MF) come quella che alimenta le nostre abitazioni, (misurata nelle camere da letto), se superiore a 0,4 μT (microTesla) è stata significativamente associata a un aumento del rischio di sviluppare tumori nel SNC (Sistema Nervoso Centrale). Oltre il 5% dei bambini a Città del Messico, è stato esposto a livelli di ELF-MF superiori a 0,3 μT, e le conseguenze si sono dimostrate evidenti. L'esposizione quotidiana alle radiazioni elettromagnetiche (CEM NIR) — emesse dalle dorsali elettriche (AT) e dalle infrastrutture della rete elettrica (ad es. sottostazioni, linee MT, BT e altro), sono in continuo incremento vista la continua domanda di erogazione del servizio. Sebbene i cittadini (una grande parte) sappiano che ciò nuoce, non riescono a rinunciare a ciò che questo servizio e le tecnologie offrono. Questo ulteriore studio, rafforza la conoscenza riguardo ai rischi per la salute che ne derivano se esposti a tali eventi. La Consapevolezza, purtroppo è tutta un’altra cosa. Proprio su questo giocano coloro i quali basano il loro business sulle nostre cattive abitudini. La stessa scienza ufficiale favorisce tutto questo, a sua volta spalleggiata dalla governance nazionale. Una vera vergogna. / Chi mi segue sa che alla fine dei testi, tiro le somme e offro un’analisi che ben pochi fanno, chi per ignoranza altri mentendo sapendo di farlo. Lascio a voi decidere quale sia la peggiore. / Come evidenzio da tempo, niente può funzionare se non è alimentato dalla Fem (Forza elettromotrice), la quale genera CEM NIR (elettrosmog). Va anche specificato che la “radiofrequenza” può essere generata solamente in presenza di elettrosmog (parte predominante delle onde radio). Anche in questo caso, la ricerca effettuata si basa sul danno biologico, come conseguenza all’esposizione dell’intensità del campo elettromagnetico generato. È un “fattore indicatore” che pur essendo associato ad uno specifico danno (tumori dovuti all’alterazione del Sistema Nervoso Centrale), non è sufficiente per determinare la gravità dell’evento, soprattutto, NON evidenzia la CAUSA. / Per determinare il DANNO BIOLOGICO da esposizione ai CAMPI ELETTROMAGNETICI (CEM) artificiali che emettono RADIAZIONI NON IONIZZANTI (NIR), è necessario effettuare non meno di 4 misurazioni contemporaneamente. Esse sono: 1) Forza (Intensità dell’evento); 2) Frequenza (Ciclicità dell’evento); 3) Forma d’Onda (andamento dell’evento nel tempo e nello spazio); 4) Tempo (esposizione dell’evento). Solo scoprendo la CAUSA, è possibile trovare la soluzione o, almeno, suggerire pratiche che attenuano il danno biologico a cui siamo esposti. Possiamo infine aggiungere che NON esistono “soluzioni schermanti”. Non ci sono in natura, tantomeno artificiali (costruite dall’uomo), capaci di creare un muro (scudo, schermo) dietro al quale ci si può proteggere. Il Primio Nobel per la Fisica, assegnato riguardo lo “effetto tunneling” del 2025, dimostra proprio questo. Anche nei modelli macroscopici, le particelle oltrepassano la materia sono forma di onda quantistica. Desidero inoltre ricordare che tale scoperta risale a 41 anni fa. / Mi auguro di esservi stato utile e capace di farvi comprendere che dentro alle nostre abitazioni, noi viviamo immersi dentro a “INQUINAMENTO INDOOR”. Talvolta maggiore di quello presente all’esterno. Giorgio Rossi Ecoitaliasolidale Nord Italia_
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  • IL SEQUESTRO DEL TEMPO - NUOVO ARTICOLO SUL FORUM

    La raccolta differenziata porta a porta è stato il "paziente zero" del sequestro del tempo. È il primo grande esperimento di massa in cui un costo industriale è stato trasformato in un dovere morale del cittadino, facendogli fare gratis il lavoro che prima era a carico dell'azienda. Prima passava il camion e raccoglieva tutto; la separazione avveniva (o doveva avvenire) negli impianti. Oggi il lavoro lo fai tu. Separi, pulisci i contenitori, stocchi in casa (occupando il tuo spazio privato), esponi i bidoni secondo calendari rigidi. Quei 10-15 minuti al giorno dedicati alla gestione dei rifiuti sono ore di vita sottratte ogni mese. Moltiplicato per tutti i cittadini , è una mole di lavoro gratuito che ricevono "in dono". Infatti le aziende e le amministrazioni comunali continuano a spingere sulla raccolta differenziata spinta (porta a porta) per ragioni che non sono sempre legate all'efficienza tecnologica, ma a precisi vincoli normativi ed economici:
    - Obblighi Normativi UE e Nazionali: La legge italiana, in linea con le direttive europee, impone il raggiungimento di quote percentuali di raccolta differenziata "alla fonte" (ovvero fatta in casa dal cittadino). Spesso gli obiettivi sono legati alla qualità del materiale: la plastica o la carta separate alla fonte sono meno "contaminate" e hanno un valore di mercato superiore per i consorzi di riciclo (come CONAI) rispetto a quelle estratte meccanicamente dai rifiuti indifferenziati.
    - Investimenti e Profitto: Gestire impianti TMB avanzati richiede enormi investimenti iniziali. Al contrario, la raccolta porta a porta permette di esternalizzare il costo della selezione direttamente sul tempo e sullo sforzo del cittadino. In questo modo, l'azienda riceve materiale già parzialmente lavorato gratuitamente, incassando i contributi per il riciclo mentre la TARI continua a riflettere i costi di una logistica complessa.
    - Evoluzione Tecnologica 2025-2026: Le ultime tendenze nel riciclo industriale mostrano che l'Intelligenza Artificiale e la sensoristica SMART stanno rendendo gli impianti TMB capaci di separare i rifiuti con una precisione mai vista prima, riducendo drasticamente la massa di scarti da inviare in discarica. Nonostante ciò, il "sequestro del tempo" rimane il modello preferito perché garantisce una catena di controllo sociale ed economica consolidata.

    In sintesi, il cittadino agisce come il "primo anello della catena di montaggio" di un'industria multimilionaria, svolgendo gratis un compito che le macchine potrebbero già fare, spesso senza vedere benefici reali sulla tariffa finale data la tendenza all'aumento della TARI (media nazionale ~340€ nel 2025, +3,3%) che, nonostante l'introduzione di sistemi virtuosi, è un fenomeno riscontrabile in gran parte d'Italia. Sebbene i sistemi come il porta a porta e la tariffa puntuale (TARIC) mirino a premiare chi differenzia meglio, diversi fattori strutturali spingono le tariffe verso l'alto a livello nazionale. In teoria, il cittadino dovrebbe essere pagato o ricevere sconti massicci per il servizio di selezione che svolge ma è stato manipolato sul suo senso civico e morale. Per l'ambiente ed il nostro futuro."Pensavate di salvare il pianeta? Stavate solo salvando i bilanci di chi gestisce i rifiuti. La raccolta differenziata porta a porta è stato il primo test per vedere quanto lavoro gratuito eravamo disposti a fare".

    Poi una volta che il sistema ha funzionato ci siamo ritrovati alle casse automatiche dei grandi supermercati, sempre con la spinta del "Ti conviene perchè salti la fila e fai prima". La realtà? State lavorando gratis per la GDO. Siete voi a passare i codici, a pesare la verdura, a gestire gli errori del software e a imbustare. Con il risultato che il supermercato risparmia sullo stipendio di un cassiere, ma i prezzi sullo scaffale sono saliti del 24,9%, dove ne abbiamo parlato ---> https://www.tuteladirittosoggettivo.it/forum/topic/quanto-pesa-la-spesa-degli-italiani/. Dove finisce il risparmio del costo del lavoro che abbiamo regalato noi facendo i cassieri? Finisce dritto nei margini degli speculatori. Il risparmio per un'azienda come la Coop (o qualsiasi grande catena della GDO) derivante dall'eliminazione di una singola postazione di cassa servita non si limita al solo stipendio, ma comprende una serie di "costi accessori" che l'automazione azzera completamente. Analizzando i dati del settore retail per il 2025-2026, ecco una stima realistica del risparmio annuale per ogni cassiere "sostituito" dalle macchine. Un cassiere full-time (livello medio CCNL Commercio) costa all'azienda molto più di quanto percepisca in busta paga:
    - Retribuzione Annua Lorda (RAL): circa 22.000€ - 26.000€.
    - Oneri previdenziali e assistenziali (INPS/INAIL): circa il 30% della RAL.
    - Accantonamento TFR e ratei (13ª e 14ª): circa il 15-20% della RAL.
    - Totale costo annuo per addetto: tra i 35.000€ e i 42.000€.
    Se prima servivano 4 cassieri per 4 casse (costo totale: ~160.000€), ora serve 1 solo addetto alla vigilanza per le stesse 4 casse automatiche (costo: ~40.000€).
    - Risparmio netto per blocco di casse: circa 120.000€ l'anno.

    L'automazione elimina variabili umane che pesano sul bilancio:
    - Malattie, ferie e permessi: La macchina non si assenta mai.
    - Formazione e sicurezza: Costi fissi obbligatori per ogni dipendente fisico.
    - Errori di cassa e ammanchi: La precisione digitale riduce le perdite monetarie dirette.

    Se consideriamo che ogni cliente impiega mediamente 3-5 minuti per fare il "lavoro del cassiere" (passare i prodotti, pesare, pagare), e moltiplichiamo questo tempo per le migliaia di clienti giornalieri di un punto vendita il supermercato riceve in "regalo" dai cittadini circa 30-50 ore di lavoro manuale gratuito al giorno. Al valore della manodopera base, questo è un ulteriore risparmio occulto di circa 15.000€ - 20.000€ annui per punto vendita.

    E dopo aver fatto l'operatore ecologico ed il cassiere di supermercato, si torna a casa a fare il segretario amministrativo. Obbligando i genitori all'uso esclusivo di SPID e CIE per ogni minima comunicazione, le scuole hanno smantellato il servizio di segreteria, ribaltando l'intero onere burocratico sulle famiglie. Oggi siamo noi a dover fare il data-entry, a monitorare portali spesso inefficienti e a risolvere bug informatici nelle nostre ore di riposo. Se il sistema non ci notifica un'assenza, la colpa è nostra: "Doveva vigilare lei". Lo Stato risparmia sul personale e noi paghiamo con il nostro tempo. La digitalizzazione deve essere un servizio, non un modo per trasformare i cittadini in impiegati amministrativi gratuiti. Se moltiplichi 20 minuti a settimana per 26 milioni di famiglie, ottieni una quantità di lavoro gratuito immane che genera risparmio per la PA, ma zero vantaggi per te. Il "sequestro del tempo" è la forma più sottile e pervasiva di prevaricazione burocratica del 2026. Mentre la narrazione ufficiale parla di "semplificazione digitale", la realtà è che lo Stato sta trasferendo l'intero onere lavorativo dell'amministrazione sulle spalle del cittadino ma anche tutte le colpe.

    Siamo di fronte a una forma di sequestro del tempo sistemico. Il tempo è un bene limitato e non riproducibile. Quando un'organizzazione, sia essa pubblica o privata, impone al cittadino di svolgere compiti amministrativi o logistici per proprio conto, sta di fatto prelevando una risorsa privata per ottimizzare i propri bilanci. Il metodo è sempre lo stesso: tu lavori, loro guadagnano e il tuo tempo sparisce. In un mondo che corre per rubarti un secondo di attenzione e trasformarlo in un profitto per qualcun altro, fermarsi a ragionare sui propri diritti è rivoluzionario. Ci hanno tolto il servizio e ci hanno dato il dovere di farlo al posto loro. È ora di riprenderci il nostro tempo.

    SIATE CONSAPEVOLI, SIATE LIBERI

    LEGGI QUI --->https://www.tuteladirittosoggettivo.it/forum/topic/il-sequestro-del-tempo/
    IL SEQUESTRO DEL TEMPO - NUOVO ARTICOLO SUL FORUM La raccolta differenziata porta a porta è stato il "paziente zero" del sequestro del tempo. È il primo grande esperimento di massa in cui un costo industriale è stato trasformato in un dovere morale del cittadino, facendogli fare gratis il lavoro che prima era a carico dell'azienda. Prima passava il camion e raccoglieva tutto; la separazione avveniva (o doveva avvenire) negli impianti. Oggi il lavoro lo fai tu. Separi, pulisci i contenitori, stocchi in casa (occupando il tuo spazio privato), esponi i bidoni secondo calendari rigidi. Quei 10-15 minuti al giorno dedicati alla gestione dei rifiuti sono ore di vita sottratte ogni mese. Moltiplicato per tutti i cittadini , è una mole di lavoro gratuito che ricevono "in dono". Infatti le aziende e le amministrazioni comunali continuano a spingere sulla raccolta differenziata spinta (porta a porta) per ragioni che non sono sempre legate all'efficienza tecnologica, ma a precisi vincoli normativi ed economici: - Obblighi Normativi UE e Nazionali: La legge italiana, in linea con le direttive europee, impone il raggiungimento di quote percentuali di raccolta differenziata "alla fonte" (ovvero fatta in casa dal cittadino). Spesso gli obiettivi sono legati alla qualità del materiale: la plastica o la carta separate alla fonte sono meno "contaminate" e hanno un valore di mercato superiore per i consorzi di riciclo (come CONAI) rispetto a quelle estratte meccanicamente dai rifiuti indifferenziati. - Investimenti e Profitto: Gestire impianti TMB avanzati richiede enormi investimenti iniziali. Al contrario, la raccolta porta a porta permette di esternalizzare il costo della selezione direttamente sul tempo e sullo sforzo del cittadino. In questo modo, l'azienda riceve materiale già parzialmente lavorato gratuitamente, incassando i contributi per il riciclo mentre la TARI continua a riflettere i costi di una logistica complessa. - Evoluzione Tecnologica 2025-2026: Le ultime tendenze nel riciclo industriale mostrano che l'Intelligenza Artificiale e la sensoristica SMART stanno rendendo gli impianti TMB capaci di separare i rifiuti con una precisione mai vista prima, riducendo drasticamente la massa di scarti da inviare in discarica. Nonostante ciò, il "sequestro del tempo" rimane il modello preferito perché garantisce una catena di controllo sociale ed economica consolidata. In sintesi, il cittadino agisce come il "primo anello della catena di montaggio" di un'industria multimilionaria, svolgendo gratis un compito che le macchine potrebbero già fare, spesso senza vedere benefici reali sulla tariffa finale data la tendenza all'aumento della TARI (media nazionale ~340€ nel 2025, +3,3%) che, nonostante l'introduzione di sistemi virtuosi, è un fenomeno riscontrabile in gran parte d'Italia. Sebbene i sistemi come il porta a porta e la tariffa puntuale (TARIC) mirino a premiare chi differenzia meglio, diversi fattori strutturali spingono le tariffe verso l'alto a livello nazionale. In teoria, il cittadino dovrebbe essere pagato o ricevere sconti massicci per il servizio di selezione che svolge ma è stato manipolato sul suo senso civico e morale. Per l'ambiente ed il nostro futuro."Pensavate di salvare il pianeta? Stavate solo salvando i bilanci di chi gestisce i rifiuti. La raccolta differenziata porta a porta è stato il primo test per vedere quanto lavoro gratuito eravamo disposti a fare". Poi una volta che il sistema ha funzionato ci siamo ritrovati alle casse automatiche dei grandi supermercati, sempre con la spinta del "Ti conviene perchè salti la fila e fai prima". La realtà? State lavorando gratis per la GDO. Siete voi a passare i codici, a pesare la verdura, a gestire gli errori del software e a imbustare. Con il risultato che il supermercato risparmia sullo stipendio di un cassiere, ma i prezzi sullo scaffale sono saliti del 24,9%, dove ne abbiamo parlato ---> https://www.tuteladirittosoggettivo.it/forum/topic/quanto-pesa-la-spesa-degli-italiani/. Dove finisce il risparmio del costo del lavoro che abbiamo regalato noi facendo i cassieri? Finisce dritto nei margini degli speculatori. Il risparmio per un'azienda come la Coop (o qualsiasi grande catena della GDO) derivante dall'eliminazione di una singola postazione di cassa servita non si limita al solo stipendio, ma comprende una serie di "costi accessori" che l'automazione azzera completamente. Analizzando i dati del settore retail per il 2025-2026, ecco una stima realistica del risparmio annuale per ogni cassiere "sostituito" dalle macchine. Un cassiere full-time (livello medio CCNL Commercio) costa all'azienda molto più di quanto percepisca in busta paga: - Retribuzione Annua Lorda (RAL): circa 22.000€ - 26.000€. - Oneri previdenziali e assistenziali (INPS/INAIL): circa il 30% della RAL. - Accantonamento TFR e ratei (13ª e 14ª): circa il 15-20% della RAL. - Totale costo annuo per addetto: tra i 35.000€ e i 42.000€. Se prima servivano 4 cassieri per 4 casse (costo totale: ~160.000€), ora serve 1 solo addetto alla vigilanza per le stesse 4 casse automatiche (costo: ~40.000€). - Risparmio netto per blocco di casse: circa 120.000€ l'anno. L'automazione elimina variabili umane che pesano sul bilancio: - Malattie, ferie e permessi: La macchina non si assenta mai. - Formazione e sicurezza: Costi fissi obbligatori per ogni dipendente fisico. - Errori di cassa e ammanchi: La precisione digitale riduce le perdite monetarie dirette. Se consideriamo che ogni cliente impiega mediamente 3-5 minuti per fare il "lavoro del cassiere" (passare i prodotti, pesare, pagare), e moltiplichiamo questo tempo per le migliaia di clienti giornalieri di un punto vendita il supermercato riceve in "regalo" dai cittadini circa 30-50 ore di lavoro manuale gratuito al giorno. Al valore della manodopera base, questo è un ulteriore risparmio occulto di circa 15.000€ - 20.000€ annui per punto vendita. E dopo aver fatto l'operatore ecologico ed il cassiere di supermercato, si torna a casa a fare il segretario amministrativo. Obbligando i genitori all'uso esclusivo di SPID e CIE per ogni minima comunicazione, le scuole hanno smantellato il servizio di segreteria, ribaltando l'intero onere burocratico sulle famiglie. Oggi siamo noi a dover fare il data-entry, a monitorare portali spesso inefficienti e a risolvere bug informatici nelle nostre ore di riposo. Se il sistema non ci notifica un'assenza, la colpa è nostra: "Doveva vigilare lei". Lo Stato risparmia sul personale e noi paghiamo con il nostro tempo. La digitalizzazione deve essere un servizio, non un modo per trasformare i cittadini in impiegati amministrativi gratuiti. Se moltiplichi 20 minuti a settimana per 26 milioni di famiglie, ottieni una quantità di lavoro gratuito immane che genera risparmio per la PA, ma zero vantaggi per te. Il "sequestro del tempo" è la forma più sottile e pervasiva di prevaricazione burocratica del 2026. Mentre la narrazione ufficiale parla di "semplificazione digitale", la realtà è che lo Stato sta trasferendo l'intero onere lavorativo dell'amministrazione sulle spalle del cittadino ma anche tutte le colpe. Siamo di fronte a una forma di sequestro del tempo sistemico. Il tempo è un bene limitato e non riproducibile. Quando un'organizzazione, sia essa pubblica o privata, impone al cittadino di svolgere compiti amministrativi o logistici per proprio conto, sta di fatto prelevando una risorsa privata per ottimizzare i propri bilanci. Il metodo è sempre lo stesso: tu lavori, loro guadagnano e il tuo tempo sparisce. In un mondo che corre per rubarti un secondo di attenzione e trasformarlo in un profitto per qualcun altro, fermarsi a ragionare sui propri diritti è rivoluzionario. Ci hanno tolto il servizio e ci hanno dato il dovere di farlo al posto loro. È ora di riprenderci il nostro tempo. SIATE CONSAPEVOLI, SIATE LIBERI LEGGI QUI --->https://www.tuteladirittosoggettivo.it/forum/topic/il-sequestro-del-tempo/
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    QUANTO PESA LA SPESA DEGLI ITALIANI?
    A causa dei vari movimenti geopolitici (ne abbiamo parlato ---> QUI), tra i primi la "guerra in Ucraina", c'è stato un cospicuo aumento …
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  • UN'ALTRA BUONA NOTIZIA per NOI PRECARI da SEMPRE DISCRIMINATI nel MONDO della SCUOLA.
    L'UE avvia procedura contro l'Italia: discriminati i docenti precari
    Commissione Europea contro l'Italia: i 234.576 docenti precari senza progressione salariale come i colleghi di ruolo

    Nel mirino di Bruxelles la disparità di trattamento: "Gli insegnanti a tempo determinato non hanno diritto a una progressione salariale graduale basata sui periodi di servizio precedenti, contrariamente agli insegnanti a tempo indeterminato"
    “Discriminazione nei confronti dei docenti precari”: la Commissione Europea avvia una procedura d’infrazione contro l’Italia

    La Commissione Europea accusa ancora una volta l’Italia, rea secondo Bruxelles di discriminazione nei confronti dei docenti precari. La notizia è stata diffusa dalla Flc Cgil che punta il dito contro il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, nonostante siano anni che la situazione è la stessa. Con una lettera partita da Bruxelles, giovedì, l’esecutivo dell’Ue ha avviato una procedura d’infrazione contro lo Stato italiano perché a causa della normativa italiana “gli insegnanti a tempo determinato non hanno diritto a una progressione salariale graduale basata sui periodi di servizio precedenti, contrariamente agli insegnanti a tempo indeterminato”. Una disparità di trattamento che rappresenta “condizioni di lavoro discriminatorie” a detta dei vertici dell’Unione europea.

    Per Bruxelles, coloro che hanno un contratto di lavoro che termina a fine agosto o con la fine dell’attività didattica o ancora al trenta giugno devono avere lo stesso trattamento di maestri e professori di ruolo. Ora Roma ha due mesi di tempo per spiegare come intende porre rimedio alle carenze emerse. La questione, se non risolta prima con un parere motivato da parte di viale Trastevere, rischia di finire dinanzi alla Corte di giustizia dell’Ue che potrebbe imporre sanzioni pecuniarie che pagherebbero tutti i cittadini. Stiamo parlando di 234.576 (dato dello scorso anno) precari che potrebbero finalmente avere gli stessi diritti degli altri colleghi.

    “Il Governo italiano continua ad ignorare la discriminazione subita dal personale a tempo determinato a cui non viene riconosciuta, diversamente dal personale di ruolo, la progressione stipendiale basata sull’anzianità di servizio. Per questo la Commissione Europea ha deciso di avviare una procedura di infrazione inviando una lettera di messa in mora causa il mancato allineamento della normativa italiana alla Direttiva 1999/70/CE, che vieta le discriminazioni tra lavoratori a tempo determinato e indeterminato e impone misure per prevenire l’utilizzo abusivo di contratti a termine nel settore scolastico”, spiega la segretaria nazionale della Flc Cgil, Gianna Fracassi.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/14/procedura-infrazione-docenti-precari-discriminazione-notizie/8291397/
    UN'ALTRA BUONA NOTIZIA per NOI PRECARI da SEMPRE DISCRIMINATI nel MONDO della SCUOLA. L'UE avvia procedura contro l'Italia: discriminati i docenti precari Commissione Europea contro l'Italia: i 234.576 docenti precari senza progressione salariale come i colleghi di ruolo Nel mirino di Bruxelles la disparità di trattamento: "Gli insegnanti a tempo determinato non hanno diritto a una progressione salariale graduale basata sui periodi di servizio precedenti, contrariamente agli insegnanti a tempo indeterminato" “Discriminazione nei confronti dei docenti precari”: la Commissione Europea avvia una procedura d’infrazione contro l’Italia La Commissione Europea accusa ancora una volta l’Italia, rea secondo Bruxelles di discriminazione nei confronti dei docenti precari. La notizia è stata diffusa dalla Flc Cgil che punta il dito contro il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, nonostante siano anni che la situazione è la stessa. Con una lettera partita da Bruxelles, giovedì, l’esecutivo dell’Ue ha avviato una procedura d’infrazione contro lo Stato italiano perché a causa della normativa italiana “gli insegnanti a tempo determinato non hanno diritto a una progressione salariale graduale basata sui periodi di servizio precedenti, contrariamente agli insegnanti a tempo indeterminato”. Una disparità di trattamento che rappresenta “condizioni di lavoro discriminatorie” a detta dei vertici dell’Unione europea. Per Bruxelles, coloro che hanno un contratto di lavoro che termina a fine agosto o con la fine dell’attività didattica o ancora al trenta giugno devono avere lo stesso trattamento di maestri e professori di ruolo. Ora Roma ha due mesi di tempo per spiegare come intende porre rimedio alle carenze emerse. La questione, se non risolta prima con un parere motivato da parte di viale Trastevere, rischia di finire dinanzi alla Corte di giustizia dell’Ue che potrebbe imporre sanzioni pecuniarie che pagherebbero tutti i cittadini. Stiamo parlando di 234.576 (dato dello scorso anno) precari che potrebbero finalmente avere gli stessi diritti degli altri colleghi. “Il Governo italiano continua ad ignorare la discriminazione subita dal personale a tempo determinato a cui non viene riconosciuta, diversamente dal personale di ruolo, la progressione stipendiale basata sull’anzianità di servizio. Per questo la Commissione Europea ha deciso di avviare una procedura di infrazione inviando una lettera di messa in mora causa il mancato allineamento della normativa italiana alla Direttiva 1999/70/CE, che vieta le discriminazioni tra lavoratori a tempo determinato e indeterminato e impone misure per prevenire l’utilizzo abusivo di contratti a termine nel settore scolastico”, spiega la segretaria nazionale della Flc Cgil, Gianna Fracassi. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/14/procedura-infrazione-docenti-precari-discriminazione-notizie/8291397/
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    L'UE avvia procedura contro l'Italia: discriminati i docenti precari
    Commissione Europea contro l'Italia: i 234.576 docenti precari senza progressione salariale come i colleghi di ruolo
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  • CARI AMICI, TUTTO IL MONDO E' A CONOSCENZA DEL CLIMA CHE ESSTE IN ITALIA, CLIMA DI SCONTRO TRA ISTITUZIONI !!!! QUESTO ,IN RELAZIONE AL FAMOSO REFERENDUM SULLA GIUSTIZiA !!!! IO VORREI CHE TUTTI I CITTADINI SI RENDESSERO CONTO CHE IL PROCURATORE CAPO DI NAPOLI, DOTTOR GRATTERI STA METTENDO IN GUARDIA IL POPOLO ITALIANO SULL'ENORME ERRORE CHE SI FAREBBE VOTANDO "SI'". BISOGNA VOTARE "NO" E FARE PROPAGANDA PER IL "NO" BUON FINE SETTIMANA E BUONA DOMENICA A TUTTI.
    CARI AMICI, TUTTO IL MONDO E' A CONOSCENZA DEL CLIMA CHE ESSTE IN ITALIA, CLIMA DI SCONTRO TRA ISTITUZIONI !!!! QUESTO ,IN RELAZIONE AL FAMOSO REFERENDUM SULLA GIUSTIZiA !!!! IO VORREI CHE TUTTI I CITTADINI SI RENDESSERO CONTO CHE IL PROCURATORE CAPO DI NAPOLI, DOTTOR GRATTERI STA METTENDO IN GUARDIA IL POPOLO ITALIANO SULL'ENORME ERRORE CHE SI FAREBBE VOTANDO "SI'". BISOGNA VOTARE "NO" E FARE PROPAGANDA PER IL "NO" BUON FINE SETTIMANA E BUONA DOMENICA A TUTTI.
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  • 700 MILIARDI, DOCUMENTI SEGRETI E UNA VERITÀ CHE FA PAURA A BRUXELLES: VANNACCI ROMPE IL SILENZIO, SCOPERCHIA I DOSSIER NASCOSTI E METTE L’EUROPA CON LE SPALLE AL MURO DAVANTI A TUTTI. Non è una rivelazione qualsiasi. Roberto Vannacci entra in scena e fa tremare i palazzi del potere europeo. Parla di 700 miliardi, di carte riservate, di decisioni prese lontano dai cittadini e mai spiegate davvero. Ogni parola sembra aprire una crepa nel racconto ufficiale dell’Unione Europea. Da una parte chi difende il sistema, dall’altra chi accusa Bruxelles di aver giocato sulla pelle dei popoli. Vannacci non arretra, insiste, mostra documenti, cita cifre che nessuno voleva far uscire. In studio cala il gelo, mentre sui social esplode la tempesta. C’è chi grida allo scandalo storico, chi parla di attacco diretto all’Europa così come la conosciamo. Una cosa è certa: dopo queste rivelazioni, nulla appare più chiaro come prima. E la domanda che ora circola ovunque è inquietante: quei 700 miliardi… chi li ha davvero decisi, e a quale prezzo per l’Italia e per l’Europa?" Guarda l’intera storia nel link sotto nei commenti "
    700 MILIARDI, DOCUMENTI SEGRETI E UNA VERITÀ CHE FA PAURA A BRUXELLES: VANNACCI ROMPE IL SILENZIO, SCOPERCHIA I DOSSIER NASCOSTI E METTE L’EUROPA CON LE SPALLE AL MURO DAVANTI A TUTTI. Non è una rivelazione qualsiasi. Roberto Vannacci entra in scena e fa tremare i palazzi del potere europeo. Parla di 700 miliardi, di carte riservate, di decisioni prese lontano dai cittadini e mai spiegate davvero. Ogni parola sembra aprire una crepa nel racconto ufficiale dell’Unione Europea. Da una parte chi difende il sistema, dall’altra chi accusa Bruxelles di aver giocato sulla pelle dei popoli. Vannacci non arretra, insiste, mostra documenti, cita cifre che nessuno voleva far uscire. In studio cala il gelo, mentre sui social esplode la tempesta. C’è chi grida allo scandalo storico, chi parla di attacco diretto all’Europa così come la conosciamo. Una cosa è certa: dopo queste rivelazioni, nulla appare più chiaro come prima. E la domanda che ora circola ovunque è inquietante: quei 700 miliardi… chi li ha davvero decisi, e a quale prezzo per l’Italia e per l’Europa?" Guarda l’intera storia nel link sotto nei commenti 👇👇👇"
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  • SOTTOSCRIVIAMO quanto VIENE detto in QUESTO ARTICOLO!
    Blog | Il divieto dei social non illuda gli adulti: non risolve il problema e può diventare un boomerang - Il Fatto Quotidiano
    "Educare i ragazzi non è sorvegliare". L'intervento del professor Tolomelli

    Parlare del divieto ai social per i minori di sedici anni, come quello annunciato dal governo Sánchez in Spagna, e discutere in generale di misure simili che molte nazioni stanno valutando, non è semplice per chi si occupa di educazione. Da un lato, è legittimo e perfino doveroso che la società degli adulti ponga limiti ai cittadini in età di sviluppo: fa parte della responsabilità collettiva definire dei perimetri al libero arbitrio e alla scelta, quando queste cornici proteggono il benessere e lo sviluppo. Dall’altro lato, chi fa educazione non ha tra le sue prerogative quella di legittimare o contrastare direttamente i divieti: facciamo un altro mestiere, giochiamo su un altro campo.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/07/divieto-social-minori-educazione-digitale-oggi/8282161/
    SOTTOSCRIVIAMO quanto VIENE detto in QUESTO ARTICOLO! Blog | Il divieto dei social non illuda gli adulti: non risolve il problema e può diventare un boomerang - Il Fatto Quotidiano "Educare i ragazzi non è sorvegliare". L'intervento del professor Tolomelli Parlare del divieto ai social per i minori di sedici anni, come quello annunciato dal governo Sánchez in Spagna, e discutere in generale di misure simili che molte nazioni stanno valutando, non è semplice per chi si occupa di educazione. Da un lato, è legittimo e perfino doveroso che la società degli adulti ponga limiti ai cittadini in età di sviluppo: fa parte della responsabilità collettiva definire dei perimetri al libero arbitrio e alla scelta, quando queste cornici proteggono il benessere e lo sviluppo. Dall’altro lato, chi fa educazione non ha tra le sue prerogative quella di legittimare o contrastare direttamente i divieti: facciamo un altro mestiere, giochiamo su un altro campo. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/07/divieto-social-minori-educazione-digitale-oggi/8282161/
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  • MILANO E LA POLITICA DELL’ABITARE
    I numeri non mentono. La politica sì.

    Inutile girarci intorno: la politica dell’abitare è la vera emergenza strutturale di Milano, trasversale a tutte le fasce di reddito.
    E puntualmente, quando si avvicinano le elezioni, gli stessi responsabili del disastro riscoprono improvvisamente la “sensibilità sociale”.

    È un copione già visto.
    Un po’ come la passerella di ieri sera a San Siro: chi per anni ha definito lo stadio “obsoleto” oggi lo celebra come simbolo identitario, senza alcuna autocritica. Coerenza zero, propaganda massima.

    Ma torniamo ai fatti, perché i numeri sull’edilizia pubblica sono impietosi:

    Quota di edilizia pubblica/sociale nelle nuove lottizzazioni:

    Anni ’60–’70: 30–60% (in molti casi fino al 100%)
    Anni ’80–’90: 15–30%
    Giunta Albertini: 10–20%
    Giunta Moratti: 0–5%
    Giunta Pisapia: 8–12%
    Giunta Sala: 5–10%

    Prima: fino al 100% di edilizia pubblica nelle trasformazioni urbane
    Oggi: meno del 10%

    Nel frattempo, i prezzi delle case e degli affitti sono esplosi.

    La conclusione è fin troppo evidente:
    governi diversi, stesso risultato sull’abitare.
    A Milano destra e sinistra non hanno cambiato rotta, né sul diritto alla casa né sulla gestione (o svendita) del patrimonio pubblico.
    Questa è la verità che nessuno vuole dire.

    Adesso basta
    Milano può cambiare, ma solo se ha il coraggio di liberarsi da schemi fallimentari che arricchiscono pochi ed escludono molti.
    Un’alternativa esiste ed è chiara:
    - riportare la casa sociale a gestione pubblica al centro delle politiche urbane
    - ispirarsi a modelli europei vincenti, come Vienna, dove l’housing pubblico è una leva strategica e non un fastidio da ridurre.

    Proposte concrete:
    - creazione di un’Agenzia interamente pubblica per la gestione del patrimonio ERP / ERS
    - istituzione di un Consiglio cittadino per la casa, composto da:
    comitati di quartiere
    sindacati,
    associazioni degli inquilini
    esperti di urbanistica e politiche abitative

    Trasparenza reale, non slogan:
    pubblicazione mensile sul portale del Comune di Milano:
    - stato di avanzamento di tutti i cantieri
    elenco degli alloggi assegnati
    dati aggiornati sul patrimonio abitativo pubblico

    È davvero troppo pretendere trasparenza e diritto alla casa?
    È un’eresia chiedere che uno dei bisogni primari venga trattato come una priorità pubblica?
    No.
    È semplicemente aprire gli occhi sulla realtà.

    Per riportare l’edilizia pubblica al centro
    Per una città accessibile a chi la vive davvero
    Milano deve tornare ai cittadini.

    #Milano #PoliticaDellAbitare #DirittoAllaCasa #EdiliziaPubblica #CasaAMilano #Affitti #Urbanistica #ERP #ERS #PoliticaUrbana #MilanoLibera #MassimilianoLisa #sindaco
    🏙️ MILANO E LA POLITICA DELL’ABITARE 📉 I numeri non mentono. La politica sì. Inutile girarci intorno: la politica dell’abitare è la vera emergenza strutturale di Milano, trasversale a tutte le fasce di reddito. E puntualmente, quando si avvicinano le elezioni, gli stessi responsabili del disastro riscoprono improvvisamente la “sensibilità sociale”. È un copione già visto. Un po’ come la passerella di ieri sera a San Siro: chi per anni ha definito lo stadio “obsoleto” oggi lo celebra come simbolo identitario, senza alcuna autocritica. Coerenza zero, propaganda massima. Ma torniamo ai fatti, perché i numeri sull’edilizia pubblica sono impietosi: 📊 Quota di edilizia pubblica/sociale nelle nuove lottizzazioni: Anni ’60–’70: 30–60% (in molti casi fino al 100%) Anni ’80–’90: 15–30% Giunta Albertini: 10–20% Giunta Moratti: 0–5% Giunta Pisapia: 8–12% Giunta Sala: 5–10% ➡️ Prima: fino al 100% di edilizia pubblica nelle trasformazioni urbane ➡️ Oggi: meno del 10% 💸 Nel frattempo, i prezzi delle case e degli affitti sono esplosi. La conclusione è fin troppo evidente: ⚖️ governi diversi, stesso risultato sull’abitare. A Milano destra e sinistra non hanno cambiato rotta, né sul diritto alla casa né sulla gestione (o svendita) del patrimonio pubblico. Questa è la verità che nessuno vuole dire. 🚫 Adesso basta Milano può cambiare, ma solo se ha il coraggio di liberarsi da schemi fallimentari che arricchiscono pochi ed escludono molti. Un’alternativa esiste ed è chiara: - riportare la casa sociale a gestione pubblica al centro delle politiche urbane - ispirarsi a modelli europei vincenti, come Vienna, dove l’housing pubblico è una leva strategica e non un fastidio da ridurre. 🔑 Proposte concrete: - creazione di un’Agenzia interamente pubblica per la gestione del patrimonio ERP / ERS - istituzione di un Consiglio cittadino per la casa, composto da: comitati di quartiere sindacati, associazioni degli inquilini esperti di urbanistica e politiche abitative 📊 Trasparenza reale, non slogan: pubblicazione mensile sul portale del Comune di Milano: - stato di avanzamento di tutti i cantieri elenco degli alloggi assegnati dati aggiornati sul patrimonio abitativo pubblico È davvero troppo pretendere trasparenza e diritto alla casa? È un’eresia chiedere che uno dei bisogni primari venga trattato come una priorità pubblica? No. È semplicemente aprire gli occhi sulla realtà. 🏙️ Per riportare l’edilizia pubblica al centro 🔑 Per una città accessibile a chi la vive davvero Milano deve tornare ai cittadini. #Milano #PoliticaDellAbitare #DirittoAllaCasa #EdiliziaPubblica #CasaAMilano #Affitti #Urbanistica #ERP #ERS #PoliticaUrbana #MilanoLibera #MassimilianoLisa #sindaco
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  • SpazioPontano35
    VENERDÌ 20-2
    ore 20:30
    **PALESTINA E ISRAELE
    UN’ALTRA VIA È POSSIBILE!**
    Molte sono le iniziative congiunte di palestinesi e israeliani che lavorano insieme per la convivenza pacifica di Israele e Palestina.
    Più di quante si creda.
    SpazioPontano35 vuole dare il suo contributo alla conoscenza di queste associazioni, genitori di entrambe i popoli di vittime del conflitto e singoli cittadini israeliani e palestinesi che lavorano insieme per costruire la via della collaborazione e della convivenza.
    Il 20 Febbraio alle ore 20:30 organizzeremo un incontro introduttivo a questo fondamentale e poco conosciuto aspetto al quale seguirà la presentazione da parte dell’autrice Daniela Bezzi del libro Combattenti per la pace.
    Per info scrivete a:
    info@spaziopontano35.it
    Combattenti per la Pace
    Palestinesi e israeliani insieme per la liberazione collettiva
    Edizione aggiornata a cura di Daniela Bezzi
    (Logo e scritta in ebraico, arabo e inglese)
    COMBATANTS FOR PEACE
    SPAZIO PONTANO 35
    Associazione Culturale
    via G. Pontano, 35 – 20127 Milano (MI)
    Seguiteci sui nostri social!
    SpazioPontano35 VENERDÌ 20-2 ore 20:30 **PALESTINA E ISRAELE UN’ALTRA VIA È POSSIBILE!** Molte sono le iniziative congiunte di palestinesi e israeliani che lavorano insieme per la convivenza pacifica di Israele e Palestina. Più di quante si creda. SpazioPontano35 vuole dare il suo contributo alla conoscenza di queste associazioni, genitori di entrambe i popoli di vittime del conflitto e singoli cittadini israeliani e palestinesi che lavorano insieme per costruire la via della collaborazione e della convivenza. Il 20 Febbraio alle ore 20:30 organizzeremo un incontro introduttivo a questo fondamentale e poco conosciuto aspetto al quale seguirà la presentazione da parte dell’autrice Daniela Bezzi del libro Combattenti per la pace. Per info scrivete a: info@spaziopontano35.it Combattenti per la Pace Palestinesi e israeliani insieme per la liberazione collettiva Edizione aggiornata a cura di Daniela Bezzi (Logo e scritta in ebraico, arabo e inglese) COMBATANTS FOR PEACE SPAZIO PONTANO 35 Associazione Culturale via G. Pontano, 35 – 20127 Milano (MI) Seguiteci sui nostri social!
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  • “Milano è diventata una città per pochi”: Milano Libera rilancia l’interesse pubblico e chiama i cittadini a liberare la città da partiti e clientelismo.

    Ringraziamo gli amici della Redazione di RecSando per aver raccontato con chiarezza visione, intenzioni e valori di un nuovo progetto civico, che nasce con umiltà e forte convinzione grazie a Massimiliano Lisa e a un team aperto e partecipato.

    Buona lettura
    Link all’articolo:
    https://www.recsando.it/milano-libera/

    #MilanoLibera #Milano #PoliticaCivica #Partecipazione #CittadinanzaAttiva #BeneComune #MilanoPerTutti #ImpegnoCivico #Trasparenza #RecSando
    “Milano è diventata una città per pochi”: Milano Libera rilancia l’interesse pubblico e chiama i cittadini a liberare la città da partiti e clientelismo. Ringraziamo gli amici della Redazione di RecSando per aver raccontato con chiarezza visione, intenzioni e valori di un nuovo progetto civico, che nasce con umiltà e forte convinzione grazie a Massimiliano Lisa e a un team aperto e partecipato. 👉 Buona lettura 👉 Link all’articolo: https://www.recsando.it/milano-libera/ #MilanoLibera #Milano #PoliticaCivica #Partecipazione #CittadinanzaAttiva #BeneComune #MilanoPerTutti #ImpegnoCivico #Trasparenza #RecSando
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  • Linda Corrias

    DA OGGI PARTE LA RACCOLTA FIRME PER LA REMIGRAZIONE IN FORMATO DIGITALE
    Finalmente abbiamo completato tutti i preparativi e siamo pronti a partire per portare la Remigrazione in Parlamento.
    A partire da oggi, è finalmente possibile firmare per la legge di iniziativa popolare denominata “Remigrazione e Riconquista” sul portale del Ministero della Giustizia.
    La procedura è semplicissima e bastano 2 minuti:
    1️⃣ collegati al link: https://firmereferendum.giustizia.it/.../dettagli.../5700000
    2️⃣ Accedi con SPID o CIE per confermare la tua identità
    3️⃣ clicca su “Sostieni iniziativa” e conferma la tua scelta nella schermata successiva
    4️⃣ Hai firmato per portare la REMIGRAZIONE in Parlamento ✍🏻
    Nei prossimi giorni partiremo coi gazebo in tutta Italia per effettuare anche la raccolta tramite moduli cartacei.
    In questi mesi ci hanno attaccato in tutti i modi, hanno tentato di silenziarci, hanno detto che siamo dei mostri. I loro tentativi non serviranno a nulla perché il sostegno incredibile che abbiamo ricevuto ci dà la certezza che TANTISSIMI cittadini italiani sono dalla nostra parte.
    Ora abbiamo bisogno del tuo aiuto per portare questa proposta sul tavolo del Parlamento. Firma e poi fai girare il link https://firmereferendum.giustizia.it/.../dettagli.../5700000 a tutti i tuoi amici e conoscenti
    È l’ora della Remigrazione, è l’ora della Riconquista.
    Linda Corrias DA OGGI PARTE LA RACCOLTA FIRME PER LA REMIGRAZIONE IN FORMATO DIGITALE 📣 Finalmente abbiamo completato tutti i preparativi e siamo pronti a partire per portare la Remigrazione in Parlamento. A partire da oggi, è finalmente possibile firmare per la legge di iniziativa popolare denominata “Remigrazione e Riconquista” sul portale del Ministero della Giustizia. La procedura è semplicissima e bastano 2 minuti: 1️⃣ collegati al link: https://firmereferendum.giustizia.it/.../dettagli.../5700000 2️⃣ Accedi con SPID o CIE per confermare la tua identità 3️⃣ clicca su “Sostieni iniziativa” e conferma la tua scelta nella schermata successiva 4️⃣ Hai firmato per portare la REMIGRAZIONE in Parlamento ✍🏻 Nei prossimi giorni partiremo coi gazebo in tutta Italia per effettuare anche la raccolta tramite moduli cartacei. In questi mesi ci hanno attaccato in tutti i modi, hanno tentato di silenziarci, hanno detto che siamo dei mostri. I loro tentativi non serviranno a nulla perché il sostegno incredibile che abbiamo ricevuto ci dà la certezza che TANTISSIMI cittadini italiani sono dalla nostra parte. Ora abbiamo bisogno del tuo aiuto per portare questa proposta sul tavolo del Parlamento. Firma e poi fai girare il link https://firmereferendum.giustizia.it/.../dettagli.../5700000 a tutti i tuoi amici e conoscenti ‼️ È l’ora della Remigrazione, è l’ora della Riconquista.
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