• ATTENTATO di MODENA.
    ASCOLTATE con ATTENZIONE.

    “CRISTIANI BASTARDI”
    Ecco le parole di Salim

    Source: valentinamazzacuratiofficial

    “ cristiani bastardi” ecco le parole contenute in una mail scritta dall’attentatore di Modena.
    Probabilmente aveva problemi psichiatrici, ma aveva sicuramente odio contro chi non aveva la sua stessa religione!
    Ecco le parole dell’attentatore di Modena che potete leggere nel comunicato stampa del ministro, piantedosi che non ha escluso che l’attentato di Modena potesse essere di matrice estremista!

    #modena

    https://www.interno.gov.it/it/stampa-e-comunicazione/interventi-e-interviste/quella-mail-salim-contro-i-cristiani-non-e-solo-folle
    ATTENTATO di MODENA. ASCOLTATE con ATTENZIONE. “CRISTIANI BASTARDI” Ecco le parole di Salim Source: valentinamazzacuratiofficial “ cristiani bastardi” ecco le parole contenute in una mail scritta dall’attentatore di Modena. Probabilmente aveva problemi psichiatrici, ma aveva sicuramente odio contro chi non aveva la sua stessa religione! Ecco le parole dell’attentatore di Modena che potete leggere nel comunicato stampa del ministro, piantedosi che non ha escluso che l’attentato di Modena potesse essere di matrice estremista! #modena https://www.interno.gov.it/it/stampa-e-comunicazione/interventi-e-interviste/quella-mail-salim-contro-i-cristiani-non-e-solo-folle
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  • https://youtu.be/cqhCL80uDWA?is=G8jlECZFjmnTbD2Z
    Da ascoltare, come la comunicazione ha imposto l'idea di non avere figli dagli anni 70 ad oggi.
    Questo è il problema più grande del nostro futuro.
    https://youtu.be/cqhCL80uDWA?is=G8jlECZFjmnTbD2Z Da ascoltare, come la comunicazione ha imposto l'idea di non avere figli dagli anni 70 ad oggi. Questo è il problema più grande del nostro futuro.
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  • Ciao campione: provassero i potenti e i signori delle guerre ad avere un centesimo del tuo coraggio
    Il tributo ad Alex Zanardi: grandissimo campione sportivo e immenso combattente

    Premessa doverosa: chi scrive non ha mai incontrato Alex Zanardi, non ha mai scambiato con lui due parole o un messaggio via telefono. La fortuna, in queste ore in cui sui social scorre un commosso tributo nei confronti di questo immenso campione, dello sport e della vita, è di poter esprimere le proprie considerazioni attraverso un importante mezzo di comunicazione. Quella fortuna mancata a Zanardi, distrutto fisicamente da due gravissimi incidenti, il primo alla guida di una monoposto nella categoria CART, il secondo nell’handbike. Anche nella sua seconda esistenza, quella con le gambe mutilate, il destino ha voluto che Zanardi facesse i conti con un orribile scontro sulle ruote. Com’era la ruota della fortuna? Beh, Alex non l’ha avuta, anzi, l’esatto contrario. Del resto, come diceva Gino Paoli, che ci ha lasciato meno di due mesi fa ed ha vissuto fino a fino 91 anni, 62 abbondanti con una pallottola nel cuore, “la vita è una botta di culo”.

    Zanardi è stato un grandissimo campione sportivo e un immenso combattente. Già possedere un decimo del coraggio con il quale affrontò prima l’amputazione delle gambe dopo il terribile incidente del 15 settembre 2001 a Lausitzring e poi le lesioni che lo deturparono dopo lo scontro della sua handbike contro un camion, il 19 giugno 2000, in una manifestazione benefica a favore del Covid, sarebbe moltissimo per qualsiasi comune mortale. Nel primo caso, Zanardi riuscì a tornare in pista, diventando uno straordinario atleta paralimpico e conquistando otto medaglie ai Giochi. Ispirò, con il suo esempio, milioni di persone. Eloquente l’omaggio di un altro personaggio leggendario come Bebe Vio: “E’ stato un onore e un privilegio averti avuto come tutor sportivo e nella vita”. Nel secondo, sopravvissuto miracolosamente all’impatto terrificante contro un camion e costretto a comunicare solo con gli occhi, la sua resistenza è stata un altro messaggio formidabile. La vita mi attacca? E allora io mi attacco alla vita.

    Zanardi è stato unico anche nel copione della Formula 1. I piloti nascono quasi sempre in famiglie agiate, che hanno le risorse per investire sulla passione dei figli. Alex, originario di Bologna, era invece figlio di un idraulico e di una sarta. I genitori non assecondarono all’inizio l’amore per i motori perché una sorella di Alex era scomparsa nel 1979 in un incidente stradale – un accanimento davvero brutale del destino contro la famiglia Zanardi -, ma la determinazione e il talento ebbero il sopravvento. La carriera iniziò con un kart e lo porto al debutto nel 1991 in Formula 1 con la scuderia Jordan, fino a disputare 44 gran premi e ottenere un sesto posto nel 1993 come miglior risultato.

    Zanardi ha dato il meglio di sé nella dimensione di atleta paralimpico. I successi, ma soprattutto un’incredibile vitalità e un sorriso che non tramontava mai. “L’incidente paradossalmente mi ha permesso di fare cose che in un’altra vita non avrei avuto la forza di provare”. In un contesto in cui, mai come oggi, dopo 80 anni di relativa pace, si usa con facilità disarmante il ricorso alle armi, il messaggio di Alex Zanardi andrebbe sbattuto in faccia ai potenti della terra. Provassero loro, i Trump e i signori delle guerre, ad avere un centesimo del coraggio di questo piccolo atleta bolognese, icona della vita.


    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/02/alex-zanardi-tributo-campione-provassero-potenti-signori-guerre-ad-avere-tuo-coraggio/8372941/
    Ciao campione: provassero i potenti e i signori delle guerre ad avere un centesimo del tuo coraggio Il tributo ad Alex Zanardi: grandissimo campione sportivo e immenso combattente Premessa doverosa: chi scrive non ha mai incontrato Alex Zanardi, non ha mai scambiato con lui due parole o un messaggio via telefono. La fortuna, in queste ore in cui sui social scorre un commosso tributo nei confronti di questo immenso campione, dello sport e della vita, è di poter esprimere le proprie considerazioni attraverso un importante mezzo di comunicazione. Quella fortuna mancata a Zanardi, distrutto fisicamente da due gravissimi incidenti, il primo alla guida di una monoposto nella categoria CART, il secondo nell’handbike. Anche nella sua seconda esistenza, quella con le gambe mutilate, il destino ha voluto che Zanardi facesse i conti con un orribile scontro sulle ruote. Com’era la ruota della fortuna? Beh, Alex non l’ha avuta, anzi, l’esatto contrario. Del resto, come diceva Gino Paoli, che ci ha lasciato meno di due mesi fa ed ha vissuto fino a fino 91 anni, 62 abbondanti con una pallottola nel cuore, “la vita è una botta di culo”. Zanardi è stato un grandissimo campione sportivo e un immenso combattente. Già possedere un decimo del coraggio con il quale affrontò prima l’amputazione delle gambe dopo il terribile incidente del 15 settembre 2001 a Lausitzring e poi le lesioni che lo deturparono dopo lo scontro della sua handbike contro un camion, il 19 giugno 2000, in una manifestazione benefica a favore del Covid, sarebbe moltissimo per qualsiasi comune mortale. Nel primo caso, Zanardi riuscì a tornare in pista, diventando uno straordinario atleta paralimpico e conquistando otto medaglie ai Giochi. Ispirò, con il suo esempio, milioni di persone. Eloquente l’omaggio di un altro personaggio leggendario come Bebe Vio: “E’ stato un onore e un privilegio averti avuto come tutor sportivo e nella vita”. Nel secondo, sopravvissuto miracolosamente all’impatto terrificante contro un camion e costretto a comunicare solo con gli occhi, la sua resistenza è stata un altro messaggio formidabile. La vita mi attacca? E allora io mi attacco alla vita. Zanardi è stato unico anche nel copione della Formula 1. I piloti nascono quasi sempre in famiglie agiate, che hanno le risorse per investire sulla passione dei figli. Alex, originario di Bologna, era invece figlio di un idraulico e di una sarta. I genitori non assecondarono all’inizio l’amore per i motori perché una sorella di Alex era scomparsa nel 1979 in un incidente stradale – un accanimento davvero brutale del destino contro la famiglia Zanardi -, ma la determinazione e il talento ebbero il sopravvento. La carriera iniziò con un kart e lo porto al debutto nel 1991 in Formula 1 con la scuderia Jordan, fino a disputare 44 gran premi e ottenere un sesto posto nel 1993 come miglior risultato. Zanardi ha dato il meglio di sé nella dimensione di atleta paralimpico. I successi, ma soprattutto un’incredibile vitalità e un sorriso che non tramontava mai. “L’incidente paradossalmente mi ha permesso di fare cose che in un’altra vita non avrei avuto la forza di provare”. In un contesto in cui, mai come oggi, dopo 80 anni di relativa pace, si usa con facilità disarmante il ricorso alle armi, il messaggio di Alex Zanardi andrebbe sbattuto in faccia ai potenti della terra. Provassero loro, i Trump e i signori delle guerre, ad avere un centesimo del coraggio di questo piccolo atleta bolognese, icona della vita. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/02/alex-zanardi-tributo-campione-provassero-potenti-signori-guerre-ad-avere-tuo-coraggio/8372941/
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  • Logicamente da quello che esce dalla commissione covid si sentino almeno infastiditi e quindi il Fatto si mobilita per il suo finanziatore Conte affiche' le ombre svaniscano!
    Si chiama “Il reddittio di giornalanza” !
    Quando l'OMS non sarà più controllato dai privati (multinazionali farmaceutiche); l'EMA e AIFA e ordine dei medici dalla politica corrotta, allora prenderò in considerazione gli studi di ricerca. Fino ad allora mi tengo i miei pregiudizi.
    Io faccio la statistica basata sull'osservazione e intorno a me vedo solo disastri. Ma tanti. E disastrosi. Persone per le quali il vaccino ha segnato un prima e un dopo: prima stavano bene.
    Quello che mi domando è come si possa affermare che le persone che hanno preso il vaccino siano state salvate. La riprova non potrà mai essere sperimentata. Bisognerebbe tornare indietro nel tempo e non vaccinare le stesse persone, e contare quante sarebbero sopravvissute. Stessa cosa per tutti i casi. Come se esce? Dunque bisogna sovrapporre nella linea temporale la mortalità generale con il programma di vaccinazione.
    Ci sono stati molti decessi.
    Molto causati da covid, molto causati dal vaccino, entrambi rientrano in uno
    Schema che solo uno stupido può non vedere.
    Ci vogliono morti, malati, perennemente impauriti e in balia di primordiali sentimenti disumani… consumatori vuoti di ogni valore.
    Il resto sono inutili discussioni vuote su medicina e legalità che si nascondono dietro protocolli e leggi inique.
    Stiamo ancora a disquisire in base al famoso "uno studio" di cui si riempiva la bocca Speranza. E che il dottor Cosentino definisce "osservazionale epidemiologico" su dati amministrativi (amministrativi?) e che riguardo ai quasi 5000 morti ha applicato vari test statistici che non hanno rilevato alcuna correlazione con i vaccini.
    Test statistici a rilevare correlazioni?
    Ma che razza di studio è?
    Io pretendo studi medici, di anatomopatologi, attenti e approfonditi e soprattutto al di fuori di ogni conflitto di interessi, su deceduti per morti improvvise. E su danneggiati dopo la vaccinazione. Studi scientifici rigorosi fatti da professionisti qualificati, non l'applicazione di test statistici.
    Invece stiamo alle proiezioni dei risultati dei referendum o delle elezioni politiche?
    Qualcuno dovrebbe fare uno studio sulle persone che ora stanno male ed è tutta una corsa a specialisti, visite, esami, tentativi di cure perché "non si capisce bene qual è il problema".
    - Sui costi sociali di avere così tanti cittadini non più pienamente attivi, non più pienamente indipendenti
    - sui costi finanziari della sanità
    - sui costi finanziari delle famiglie
    - sui costi psicologici e organizzativi delle famiglie
    - sull'impatto psicologico sulle persone che sanno benissimo di non essere più quelli di prima, che sanno da dove arrivano tutti questi problemi e temono ne possano arrivare di peggiori.
    - sul pentimento di essersi fidati, sulla rabbia di chi non può fare più di tanto, sul senso di abbandono
    - Sul costo della perdita di fiducia verso lo stato, la sanità e le cure.
    Che prezzo ha tutto questo?
    Io mi baso sui fatti: parenti, amici e conoscenti che muoiono come mosche dal vaccino in poi. Guardo i manifesti mortuari prima e dopo il vaccino. Il numero delle campane a morte della chiesa prima e dopo il vaccino. Il numero di persone che camminano con le stampelle per strada prima e dopo il vaccino. I grafici di Euromomo che riportano un aumento delle morti del 30% dal vaccino in poi.
    Le ricerche fatte da università colluse con Big Pharma mi lasciano alquanto indifferente.
    E Dio solo sa quanto vorrei essere affetta da pura allucinazione.
    Conosco diversi genitori che hanno visto morire i propri figli sani poco dopo la vaccinazione.
    Un dramma inconcepibile su cui è stato impossibile indagare con l'unico metodo che sarebbe stato attendibile e razionale, ovvero delle rapide e accurate autopsie.
    Ecco il pensiero espresso dai più.
    Un plauso al Bravissimo Prof. Cosentino, sempre equilibrato e attentissimo ricercatore. Il nucleo centrale dirimente rimane la "libertà di scelta" che non deve mai essere elusa! - di Emilia Padovano


    LO STUDIO "DI FINE MONDO" di Marco Cosentino
    Da stamane i social pro- e anti-vax sono in fibrillazione per quello che certi media si sono spinti a definire "un punto di non ritorno" dopo il quale "il problema non è più la scienza, ma è chi continua a ignorare la scienza". Sbam!
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/04/13/vaccino-covid-morti-improvvise-studio-ricerca-news/8351951/?utm_id=97758_v0_s00_e0_tv0&fbclid=IwY2xjawRW9_RleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEesKXC0UCkgqeFYduBh3cIfAtdnfBRbruGxgTtHHjKnWJ0XT4YXH0bsicMxFs_aem_CixEO6aLONfM8NeYlaupWQ

    Ora, al netto dei sorrisi che certi ingenui entusiasmi strappano, queste forme di comunicazione non hanno nulla a che fare con la ricerca scientifica e il suo modo di procedere. In altri termini, non esistono studi definitivi se non nella mente di chi affronta le questioni con l'ansia pregiudiziale di confermare le proprie tesi aprioristiche.
    Nello specifico, lo studio in questione è l'ennesimo osservazionale epidemiologico su dati amministrativi, che su 6,7 milioni di persone identifica quasi 5.000 morti improvvise e con l'applicazione di vari test statistici non trova alcuna associazione con i vaccini covid.
    E fin qui tutto bene. Le morti improvvise sono un argomento da trattare con cautela, sbaglia chi le vuole attribuire tutte monomaniacalmente ai vaccini covid, sbaglia simmetricamente chi vuole a tutti costi "salvare il soldato vaccino".
    Nel merito, quello studio va preso con le pinze già solo in quanto parte da quasi 15 milioni di persone nella popolazione totale per ridurle a poco più di 6 dopo aver eliminato tutti i soggetti a rischio anche minimo di morte repentina per le più diverse cause comprese quelle psichiatriche. Ci si vada a leggere i metodi per capire quanto estesi possano essere i criteri di esclusione che fanno la punta alla matita.
    Poi, rispetto ai risultati, rimane il fatto che quasi 5.000 persone morte improvvisamente saranno ben decedute per qualche ragione. Discutevamo l'altro giorno di importanti studi che stimano le vite salvate dai vaccini covid e che onestamente ammettono che i vaccini covid hanno anche ucciso. Nelle stime di alcuni dei migliori epidemiologi oggi in attività, almeno qualche decina di migliaia di persone, forse 20.000,forse 50.000 o più a seconda di come si gioca con i numeri. Una città neanche tanto piccola.
    Ora, volendo prendere per buone queste cifre, una semplice proporzione ci suggerisce che nella pancia dello studio canadese "di fine mondo" ci devono essere almeno qualche centinaio di morti "da vaccino". Troppe? Troppo poche? Io da sempre pemso troppo poche per essere "viste" con i grandi numeri dell'epidemiologia. Sono invece certo che siano troppe, come lo sarebbe anche una sola, per ritenere di poter imporre obbligatoriamente un farmaco intrinsecamente pericoloso, che forse ha salvato vite ma con la medesima probabilità ne ha anche rovinate. Da qui l'unica posizione possibile, ovvero a favore della libertà di scelta. E poi si può discutere. Ma prima di tutto, liberi di scegliere.
    Infine, raccomanderei agli estremisti no-vax un minimo di cautela, e che cercassero di smettere di essere la copia carbone dei loro interlocutori pro-vax, perché a continuare a urlare al veleno universale si finisce per cascare nella trappola degli studi sui grandi numeri perdendo di vista i singoli individui, che sono invece coloro che vanno protetti e tutelati dalle persone in malafede. Che stanno su entrambe le sponde del fiume.

    Source: https://www.facebook.com/emilia.padovano/posts/pfbid0yN5x2A3atTwG5YukeN5VMtuZ3F5igCxr4BmtHBBuj4fYamVVVTkK6BtrhrUXGWnnl
    Logicamente da quello che esce dalla commissione covid si sentino almeno infastiditi e quindi il Fatto si mobilita per il suo finanziatore Conte affiche' le ombre svaniscano! Si chiama “Il reddittio di giornalanza” ! Quando l'OMS non sarà più controllato dai privati (multinazionali farmaceutiche); l'EMA e AIFA e ordine dei medici dalla politica corrotta, allora prenderò in considerazione gli studi di ricerca. Fino ad allora mi tengo i miei pregiudizi. Io faccio la statistica basata sull'osservazione e intorno a me vedo solo disastri. Ma tanti. E disastrosi. Persone per le quali il vaccino ha segnato un prima e un dopo: prima stavano bene. Quello che mi domando è come si possa affermare che le persone che hanno preso il vaccino siano state salvate. La riprova non potrà mai essere sperimentata. Bisognerebbe tornare indietro nel tempo e non vaccinare le stesse persone, e contare quante sarebbero sopravvissute. Stessa cosa per tutti i casi. Come se esce? Dunque bisogna sovrapporre nella linea temporale la mortalità generale con il programma di vaccinazione. Ci sono stati molti decessi. Molto causati da covid, molto causati dal vaccino, entrambi rientrano in uno Schema che solo uno stupido può non vedere. Ci vogliono morti, malati, perennemente impauriti e in balia di primordiali sentimenti disumani… consumatori vuoti di ogni valore. Il resto sono inutili discussioni vuote su medicina e legalità che si nascondono dietro protocolli e leggi inique. Stiamo ancora a disquisire in base al famoso "uno studio" di cui si riempiva la bocca Speranza. E che il dottor Cosentino definisce "osservazionale epidemiologico" su dati amministrativi (amministrativi?) e che riguardo ai quasi 5000 morti ha applicato vari test statistici che non hanno rilevato alcuna correlazione con i vaccini. Test statistici a rilevare correlazioni? Ma che razza di studio è? Io pretendo studi medici, di anatomopatologi, attenti e approfonditi e soprattutto al di fuori di ogni conflitto di interessi, su deceduti per morti improvvise. E su danneggiati dopo la vaccinazione. Studi scientifici rigorosi fatti da professionisti qualificati, non l'applicazione di test statistici. Invece stiamo alle proiezioni dei risultati dei referendum o delle elezioni politiche? Qualcuno dovrebbe fare uno studio sulle persone che ora stanno male ed è tutta una corsa a specialisti, visite, esami, tentativi di cure perché "non si capisce bene qual è il problema". - Sui costi sociali di avere così tanti cittadini non più pienamente attivi, non più pienamente indipendenti - sui costi finanziari della sanità - sui costi finanziari delle famiglie - sui costi psicologici e organizzativi delle famiglie - sull'impatto psicologico sulle persone che sanno benissimo di non essere più quelli di prima, che sanno da dove arrivano tutti questi problemi e temono ne possano arrivare di peggiori. - sul pentimento di essersi fidati, sulla rabbia di chi non può fare più di tanto, sul senso di abbandono - Sul costo della perdita di fiducia verso lo stato, la sanità e le cure. Che prezzo ha tutto questo? Io mi baso sui fatti: parenti, amici e conoscenti che muoiono come mosche dal vaccino in poi. Guardo i manifesti mortuari prima e dopo il vaccino. Il numero delle campane a morte della chiesa prima e dopo il vaccino. Il numero di persone che camminano con le stampelle per strada prima e dopo il vaccino. I grafici di Euromomo che riportano un aumento delle morti del 30% dal vaccino in poi. Le ricerche fatte da università colluse con Big Pharma mi lasciano alquanto indifferente. E Dio solo sa quanto vorrei essere affetta da pura allucinazione. Conosco diversi genitori che hanno visto morire i propri figli sani poco dopo la vaccinazione. Un dramma inconcepibile su cui è stato impossibile indagare con l'unico metodo che sarebbe stato attendibile e razionale, ovvero delle rapide e accurate autopsie. Ecco il pensiero espresso dai più. 📌Un plauso al Bravissimo Prof. Cosentino, sempre equilibrato e attentissimo ricercatore. Il nucleo centrale dirimente rimane la "libertà di scelta" che non deve mai essere elusa! - di Emilia Padovano LO STUDIO "DI FINE MONDO" 🌺🌺🌺 di Marco Cosentino Da stamane i social pro- e anti-vax sono in fibrillazione per quello che certi media si sono spinti a definire "un punto di non ritorno" dopo il quale "il problema non è più la scienza, ma è chi continua a ignorare la scienza". Sbam! https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/04/13/vaccino-covid-morti-improvvise-studio-ricerca-news/8351951/?utm_id=97758_v0_s00_e0_tv0&fbclid=IwY2xjawRW9_RleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEesKXC0UCkgqeFYduBh3cIfAtdnfBRbruGxgTtHHjKnWJ0XT4YXH0bsicMxFs_aem_CixEO6aLONfM8NeYlaupWQ Ora, al netto dei sorrisi che certi ingenui entusiasmi strappano, queste forme di comunicazione non hanno nulla a che fare con la ricerca scientifica e il suo modo di procedere. In altri termini, non esistono studi definitivi se non nella mente di chi affronta le questioni con l'ansia pregiudiziale di confermare le proprie tesi aprioristiche. Nello specifico, lo studio in questione è l'ennesimo osservazionale epidemiologico su dati amministrativi, che su 6,7 milioni di persone identifica quasi 5.000 morti improvvise e con l'applicazione di vari test statistici non trova alcuna associazione con i vaccini covid. E fin qui tutto bene. Le morti improvvise sono un argomento da trattare con cautela, sbaglia chi le vuole attribuire tutte monomaniacalmente ai vaccini covid, sbaglia simmetricamente chi vuole a tutti costi "salvare il soldato vaccino". Nel merito, quello studio va preso con le pinze già solo in quanto parte da quasi 15 milioni di persone nella popolazione totale per ridurle a poco più di 6 dopo aver eliminato tutti i soggetti a rischio anche minimo di morte repentina per le più diverse cause comprese quelle psichiatriche. Ci si vada a leggere i metodi per capire quanto estesi possano essere i criteri di esclusione che fanno la punta alla matita. Poi, rispetto ai risultati, rimane il fatto che quasi 5.000 persone morte improvvisamente saranno ben decedute per qualche ragione. Discutevamo l'altro giorno di importanti studi che stimano le vite salvate dai vaccini covid e che onestamente ammettono che i vaccini covid hanno anche ucciso. Nelle stime di alcuni dei migliori epidemiologi oggi in attività, almeno qualche decina di migliaia di persone, forse 20.000,forse 50.000 o più a seconda di come si gioca con i numeri. Una città neanche tanto piccola. Ora, volendo prendere per buone queste cifre, una semplice proporzione ci suggerisce che nella pancia dello studio canadese "di fine mondo" ci devono essere almeno qualche centinaio di morti "da vaccino". Troppe? Troppo poche? Io da sempre pemso troppo poche per essere "viste" con i grandi numeri dell'epidemiologia. Sono invece certo che siano troppe, come lo sarebbe anche una sola, per ritenere di poter imporre obbligatoriamente un farmaco intrinsecamente pericoloso, che forse ha salvato vite ma con la medesima probabilità ne ha anche rovinate. Da qui l'unica posizione possibile, ovvero a favore della libertà di scelta. E poi si può discutere. Ma prima di tutto, liberi di scegliere. Infine, raccomanderei agli estremisti no-vax un minimo di cautela, e che cercassero di smettere di essere la copia carbone dei loro interlocutori pro-vax, perché a continuare a urlare al veleno universale si finisce per cascare nella trappola degli studi sui grandi numeri perdendo di vista i singoli individui, che sono invece coloro che vanno protetti e tutelati dalle persone in malafede. Che stanno su entrambe le sponde del fiume. Source: https://www.facebook.com/emilia.padovano/posts/pfbid0yN5x2A3atTwG5YukeN5VMtuZ3F5igCxr4BmtHBBuj4fYamVVVTkK6BtrhrUXGWnnl
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    Vaccino Covid e morti improvvise: grande studio canadese esclude ogni collegamento
    Analizzati 4.912 casi di decesso in persone tra 12-50 anni: nessun aumento di morti nei periodi post-vaccinazione
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  • LO STUDIO "DI FINE MONDO" di Marco Cosentino
    Da stamane i social pro- e anti-vax sono in fibrillazione per quello che certi media si sono spinti a definire "un punto di non ritorno" dopo il quale "il problema non è più la scienza, ma è chi continua a ignorare la scienza". Sbam!
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/04/13/vaccino-covid-morti-improvvise-studio-ricerca-news/8351951/

    Ora, al netto dei sorrisi che certi ingenui entusiasmi strappano, queste forme di comunicazione non hanno nulla a che fare con la ricerca scientifica e il suo modo di procedere. In altri termini, non esistono studi definitivi se non nella mente di chi affronta le questioni con l'ansia pregiudiziale di confermare le proprie tesi aprioristiche.
    Nello specifico, lo studio in questione è l'ennesimo osservazionale epidemiologico su dati amministrativi, che su 6,7 milioni di persone identifica quasi 5.000 morti improvvise e con l'applicazione di vari test statistici non trova alcuna associazione con i vaccini covid.
    E fin qui tutto bene. Le morti improvvise sono un argomento da trattare con cautela, sbaglia chi le vuole attribuire tutte monomaniacalmente ai vaccini covid, sbaglia simmetricamente chi vuole a tutti costi "salvare il soldato vaccino".
    Nel merito, quello studio va preso con le pinze già solo in quanto parte da quasi 15 milioni di persone nella popolazione totale per ridurle a poco più di 6 dopo aver eliminato tutti i soggetti a rischio anche minimo di morte repentina per le più diverse cause comprese quelle psichiatriche. Ci si vada a leggere i metodi per capire quanto estesi possano essere i criteri di esclusione che fanno la punta alla matita.

    Poi, rispetto ai risultati, rimane il fatto che quasi 5.000 persone morte improvvisamente saranno ben decedute per qualche ragione. Discutevamo l'altro giorno di importanti studi che stimano le vite salvate dai vaccini covid e che onestamente ammettono che i vaccini covid hanno anche ucciso. Nelle stime di alcuni dei migliori epidemiologi oggi in attività, almeno qualche decina di migliaia di persone, forse 20.000,forse 50.000 o più a seconda di come si gioca con i numeri. Una città neanche tanto piccola.

    Ora, volendo prendere per buone queste cifre, una semplice proporzione ci suggerisce che nella pancia dello studio canadese "di fine mondo" ci devono essere almeno qualche centinaio di morti "da vaccino". Troppe? Troppo poche? Io da sempre penso troppo poche per essere "viste" con i grandi numeri dell'epidemiologia. Sono invece certo che siano troppe, come lo sarebbe anche una sola, per ritenere di poter imporre obbligatoriamente un farmaco intrinsecamente pericoloso, che forse ha salvato vite ma con la medesima probabilità ne ha anche rovinate. Da qui l'unica posizione possibile, ovvero a favore della libertà di scelta. E poi si può discutere. Ma prima di tutto, liberi di scegliere.

    Infine, raccomanderei agli estremisti no-vax un minimo di cautela, e che cercassero di smettere di essere la copia carbone dei loro interlocutori pro-vax, perché a continuare a urlare al veleno universale si finisce per cascare nella trappola degli studi sui grandi numeri perdendo di vista i singoli individui, che sono invece coloro che vanno protetti e tutelati dalle persone in malafede. Che stanno su entrambe le sponde del fiume.

    Marco Cosentino
    LO STUDIO "DI FINE MONDO" 🌺🌺🌺 di Marco Cosentino Da stamane i social pro- e anti-vax sono in fibrillazione per quello che certi media si sono spinti a definire "un punto di non ritorno" dopo il quale "il problema non è più la scienza, ma è chi continua a ignorare la scienza". Sbam! https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/04/13/vaccino-covid-morti-improvvise-studio-ricerca-news/8351951/ Ora, al netto dei sorrisi che certi ingenui entusiasmi strappano, queste forme di comunicazione non hanno nulla a che fare con la ricerca scientifica e il suo modo di procedere. In altri termini, non esistono studi definitivi se non nella mente di chi affronta le questioni con l'ansia pregiudiziale di confermare le proprie tesi aprioristiche. Nello specifico, lo studio in questione è l'ennesimo osservazionale epidemiologico su dati amministrativi, che su 6,7 milioni di persone identifica quasi 5.000 morti improvvise e con l'applicazione di vari test statistici non trova alcuna associazione con i vaccini covid. E fin qui tutto bene. Le morti improvvise sono un argomento da trattare con cautela, sbaglia chi le vuole attribuire tutte monomaniacalmente ai vaccini covid, sbaglia simmetricamente chi vuole a tutti costi "salvare il soldato vaccino". Nel merito, quello studio va preso con le pinze già solo in quanto parte da quasi 15 milioni di persone nella popolazione totale per ridurle a poco più di 6 dopo aver eliminato tutti i soggetti a rischio anche minimo di morte repentina per le più diverse cause comprese quelle psichiatriche. Ci si vada a leggere i metodi per capire quanto estesi possano essere i criteri di esclusione che fanno la punta alla matita. Poi, rispetto ai risultati, rimane il fatto che quasi 5.000 persone morte improvvisamente saranno ben decedute per qualche ragione. Discutevamo l'altro giorno di importanti studi che stimano le vite salvate dai vaccini covid e che onestamente ammettono che i vaccini covid hanno anche ucciso. Nelle stime di alcuni dei migliori epidemiologi oggi in attività, almeno qualche decina di migliaia di persone, forse 20.000,forse 50.000 o più a seconda di come si gioca con i numeri. Una città neanche tanto piccola. Ora, volendo prendere per buone queste cifre, una semplice proporzione ci suggerisce che nella pancia dello studio canadese "di fine mondo" ci devono essere almeno qualche centinaio di morti "da vaccino". Troppe? Troppo poche? Io da sempre penso troppo poche per essere "viste" con i grandi numeri dell'epidemiologia. Sono invece certo che siano troppe, come lo sarebbe anche una sola, per ritenere di poter imporre obbligatoriamente un farmaco intrinsecamente pericoloso, che forse ha salvato vite ma con la medesima probabilità ne ha anche rovinate. Da qui l'unica posizione possibile, ovvero a favore della libertà di scelta. E poi si può discutere. Ma prima di tutto, liberi di scegliere. Infine, raccomanderei agli estremisti no-vax un minimo di cautela, e che cercassero di smettere di essere la copia carbone dei loro interlocutori pro-vax, perché a continuare a urlare al veleno universale si finisce per cascare nella trappola degli studi sui grandi numeri perdendo di vista i singoli individui, che sono invece coloro che vanno protetti e tutelati dalle persone in malafede. Che stanno su entrambe le sponde del fiume. Marco Cosentino
    WWW.ILFATTOQUOTIDIANO.IT
    Vaccino Covid e morti improvvise: grande studio canadese esclude ogni collegamento
    Analizzati 4.912 casi di decesso in persone tra 12-50 anni: nessun aumento di morti nei periodi post-vaccinazione
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  • Ti tolgo un euro dalla tasca destra, ma te ne sfilo dieci da quella sinistra. Sembra un trucco di magia di bassa lega, invece è l'ultima proposta shock per combattere il caro-vita.

    Le parole del Ministro degli Esteri hanno lasciato tutti di sasso: tagliare le accise sulla benzina compensando l'ammanco con un aumento dell'IVA. Avete letto bene. ⛽️

    Il problema? L'accisa pesa sul pieno di carburante, ma l'IVA è la tassa che colpisce ogni singolo respiro della nostra economia: dal pane al latte, dalle bollette alle fatture dell'idraulico.

    È come dire a chi sta affogando: ti tolgo l'acqua dalla scarpa ma ti butto in mezzo all'oceano. Una logica che penalizza proprio chi ha meno e fatica ad arrivare a fine mese.

    C'è chi pensa sia stato un errore di comunicazione e chi teme che facciano sul serio. In entrambi i casi, la situazione è preoccupante per le tasche degli italiani.

    - Mente Alchemica
    Ti tolgo un euro dalla tasca destra, ma te ne sfilo dieci da quella sinistra. Sembra un trucco di magia di bassa lega, invece è l'ultima proposta shock per combattere il caro-vita. 😱 Le parole del Ministro degli Esteri hanno lasciato tutti di sasso: tagliare le accise sulla benzina compensando l'ammanco con un aumento dell'IVA. Avete letto bene. ⛽️ Il problema? L'accisa pesa sul pieno di carburante, ma l'IVA è la tassa che colpisce ogni singolo respiro della nostra economia: dal pane al latte, dalle bollette alle fatture dell'idraulico. 🛒 È come dire a chi sta affogando: ti tolgo l'acqua dalla scarpa ma ti butto in mezzo all'oceano. Una logica che penalizza proprio chi ha meno e fatica ad arrivare a fine mese. 🌊 C'è chi pensa sia stato un errore di comunicazione e chi teme che facciano sul serio. In entrambi i casi, la situazione è preoccupante per le tasche degli italiani. 📉 - Mente Alchemica
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  • DEMOCRAZIA IN TEMPO DI GUERRA
    Milano , 13/03/2026 - Camera del Lavoro.

    Condivido con soddisfazione il nuovo Conunicato di questa iniziativa, che a titolo personale rappresenta un ulteriore passo nel percorso costruito insieme alle amiche e agli amici del Coordinamento per la Pace - Milano Coordinamento per la Pace.

    Un ringraziamento particolare ai ragazzi con cui ho collaborato nel Gruppo di lavoro della Comunicazione e al team del servizio d’ordine per il contributo e l’impegno che hanno reso possibile la buona riuscita dell’incontro.
    Grazie ragazzi/e !!!

    Link post Coordinamento per la Pace-Milano:

    https://www.facebook.com/share/p/1ALPEsRMvj/


    #Democrazia #Pace #Milano #Diritti
    DEMOCRAZIA IN TEMPO DI GUERRA Milano , 13/03/2026 - Camera del Lavoro. Condivido con soddisfazione il nuovo Conunicato di questa iniziativa, che a titolo personale rappresenta un ulteriore passo nel percorso costruito insieme alle amiche e agli amici del Coordinamento per la Pace - Milano Coordinamento per la Pace. Un ringraziamento particolare ai ragazzi con cui ho collaborato nel Gruppo di lavoro della Comunicazione e al team del servizio d’ordine per il contributo e l’impegno che hanno reso possibile la buona riuscita dell’incontro. Grazie ragazzi/e !!! 👉Link post Coordinamento per la Pace-Milano: https://www.facebook.com/share/p/1ALPEsRMvj/ #Democrazia #Pace #Milano #Diritti
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  • I messaggi WhatsApp sono veramente privati? Ecco cosa è stato scoperto
    “WhatsApp dichiara di adottare un meccanismo di crittografia end-to-end (E2E) basato sul Protocollo Signal (noto precedentemente come “TextSecure Protocol”).

    L’assunto di fondo di un sistema E2E è che soltanto i dispositivi dei due interlocutori gestiscano le chiavi di crittografia necessarie alla cifratura e decifratura dei messaggi, escludendo chiunque altro (inclusi i server dell’azienda fornitrice).Tuttavia, i test sperimentali condotti suggeriscono che Meta potrebbe conservare le chiavi utilizzate per crittografare e decrittare i messaggi degli utenti.

    Questa ipotesi si basa su un’osservazione specifica: la capacità di ricevere messaggi da nuovi contatti su WhatsApp Web o sull’app desktop anche quando lo smartphone è spento.

    Questo comportamento indica che le chiavi crittografiche non sono archiviate esclusivamente sugli smartphone, un requisito fondamentale per garantire la crittografia ‘End-to-End’.

    Infatti, se le chiavi fossero presenti solo sui dispositivi mobili, sarebbe tecnicamente e logicamente impossibile comunicare con nuovi contatti senza il telefono connesso. Di conseguenza, il fatto che questa comunicazione avvenga anche a telefono spento dimostra che le chiavi crittografiche potrebbero essere conservate in altri sistemi, non limitandosi ai nostri dispositivi personali.

    Queste assunzioni generano forti dubbi sulla reale efficacia del canale E2E e sulla conformità alla stessa Privacy Policy di WhatsApp.”

    L'articolo completo è a cura di Red Hot Cyber e continua a questo URL:

    https://www.redhotcyber.com/post/i-messaggi-whatsapp-sono-veramente-privati-ecco-cosa-abbiamo-scoperto/
    I messaggi WhatsApp sono veramente privati? Ecco cosa è stato scoperto “WhatsApp dichiara di adottare un meccanismo di crittografia end-to-end (E2E) basato sul Protocollo Signal (noto precedentemente come “TextSecure Protocol”). L’assunto di fondo di un sistema E2E è che soltanto i dispositivi dei due interlocutori gestiscano le chiavi di crittografia necessarie alla cifratura e decifratura dei messaggi, escludendo chiunque altro (inclusi i server dell’azienda fornitrice).Tuttavia, i test sperimentali condotti suggeriscono che Meta potrebbe conservare le chiavi utilizzate per crittografare e decrittare i messaggi degli utenti. Questa ipotesi si basa su un’osservazione specifica: la capacità di ricevere messaggi da nuovi contatti su WhatsApp Web o sull’app desktop anche quando lo smartphone è spento. Questo comportamento indica che le chiavi crittografiche non sono archiviate esclusivamente sugli smartphone, un requisito fondamentale per garantire la crittografia ‘End-to-End’. Infatti, se le chiavi fossero presenti solo sui dispositivi mobili, sarebbe tecnicamente e logicamente impossibile comunicare con nuovi contatti senza il telefono connesso. Di conseguenza, il fatto che questa comunicazione avvenga anche a telefono spento dimostra che le chiavi crittografiche potrebbero essere conservate in altri sistemi, non limitandosi ai nostri dispositivi personali. Queste assunzioni generano forti dubbi sulla reale efficacia del canale E2E e sulla conformità alla stessa Privacy Policy di WhatsApp.” L'articolo completo è a cura di Red Hot Cyber e continua a questo URL: https://www.redhotcyber.com/post/i-messaggi-whatsapp-sono-veramente-privati-ecco-cosa-abbiamo-scoperto/
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    I Messaggi WhatsApp Sono Veramente Privati? Ecco Cosa Abbiamo Scoperto
    Una analisi svolta da Giuseppe Longobarti fa comprendere che la cifratura E2E su Whatsapp potrebbe avere delle crepe by design.
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  • On January 7, 1943, Nikola Tesla died alone in Room 3327 of the Hotel New Yorker. He was 86 years old. A maid found him two days later after he had left a “do not disturb” sign on his door. The official cause was coronary thrombosis. But the deeper truth was quieter — years of isolation, poverty, and a world that had moved on without the man who helped power it.

    This was the inventor of alternating current, the system that still runs through our homes today. He pioneered wireless transmission, radio technology, and electric motors. He held hundreds of patents and imagined ideas — like wireless communication and renewable energy — long before they became reality. Yet by the end of his life, he was nearly penniless.

    In his final years, Tesla lived simply. He survived mostly on milk, bread, honey, and vegetable juice. Every day he walked to nearby parks to feed pigeons, especially one white pigeon he loved deeply. He once said he loved her as a man loves a woman. When she died, something in him seemed to fade too.

    There was a time when Tesla dazzled New York society, lighting bulbs with his bare hands and creating artificial lightning in his laboratory. Investors once backed him. Crowds once admired him. But as his ideas grew more ambitious — especially his dream of free wireless energy for the world — funding disappeared. He became known more as an eccentric than a genius.

    And yet, when he died, the world paused. Thousands attended his funeral. Leaders and scientists sent tributes. Years later, the Supreme Court recognized his priority in radio patents. History slowly corrected itself. The world he electrified had not truly forgotten him — it had simply taken time to understand him.

    Today, his name lives on in science, technology, and even in companies that shape the modern age. Tesla died alone in a hotel room, feeding pigeons while the current he created hummed through cities. He did not die forgotten. He died having changed the world — and that legacy still shines.

    Il 7 gennaio 1943, Nikola Tesla morì da solo nella stanza 3327 dell'Hotel New Yorker. Aveva 86 anni. Una cameriera lo trovò due giorni dopo, dopo che aveva lasciato un cartello "non disturbare" sulla porta. La causa ufficiale fu una trombosi coronarica. Ma la verità più profonda era più nascosta: anni di isolamento, povertà e un mondo che era andato avanti senza l'uomo che contribuiva ad alimentarlo.

    Questo era l'inventore della corrente alternata, il sistema che ancora oggi attraversa le nostre case. Fu un pioniere della trasmissione senza fili, della tecnologia radio e dei motori elettrici. Detenne centinaia di brevetti e immaginò idee – come la comunicazione wireless e l'energia rinnovabile – molto prima che diventassero realtà. Eppure, alla fine della sua vita, era quasi senza un soldo.

    Nei suoi ultimi anni, Tesla visse in modo semplice. Sopravvisse principalmente a latte, pane, miele e succo di verdura. Ogni giorno andava a piedi nei parchi vicini per dare da mangiare ai piccioni, in particolare a un piccione bianco che amava profondamente. Una volta disse di amarla come un uomo ama una donna. Quando lei morì, qualcosa in lui sembrò svanire anche lui.

    C'è stato un tempo in cui Tesla abbagliava la società newyorkese, accendendo lampadine a mani nude e creando fulmini artificiali nel suo laboratorio. Un tempo gli investitori lo sostenevano. Un tempo la folla lo ammirava. Ma man mano che le sue idee diventavano più ambiziose – soprattutto il suo sogno di energia elettrica gratuita e senza fili per il mondo – i finanziamenti svanirono. Divenne noto più come un eccentrico che come un genio.

    Eppure, quando morì, il mondo si fermò. Migliaia di persone parteciparono al suo funerale. Leader e scienziati inviarono tributi. Anni dopo, la Corte Suprema gli riconobbe la priorità nei brevetti radiofonici. La storia si corresse lentamente. Il mondo da lui elettrificato non lo aveva veramente dimenticato – aveva semplicemente impiegato del tempo per capirlo.

    Oggi, il suo nome vive nella scienza, nella tecnologia e persino nelle aziende che plasmano l'era moderna. Tesla morì da solo in una stanza d'albergo, dando da mangiare ai piccioni mentre la corrente da lui creata ronzava per le città. Non morì dimenticato. Morì avendo cambiato il mondo – e questa eredità brilla ancora.
    On January 7, 1943, Nikola Tesla died alone in Room 3327 of the Hotel New Yorker. He was 86 years old. A maid found him two days later after he had left a “do not disturb” sign on his door. The official cause was coronary thrombosis. But the deeper truth was quieter — years of isolation, poverty, and a world that had moved on without the man who helped power it. This was the inventor of alternating current, the system that still runs through our homes today. He pioneered wireless transmission, radio technology, and electric motors. He held hundreds of patents and imagined ideas — like wireless communication and renewable energy — long before they became reality. Yet by the end of his life, he was nearly penniless. In his final years, Tesla lived simply. He survived mostly on milk, bread, honey, and vegetable juice. Every day he walked to nearby parks to feed pigeons, especially one white pigeon he loved deeply. He once said he loved her as a man loves a woman. When she died, something in him seemed to fade too. There was a time when Tesla dazzled New York society, lighting bulbs with his bare hands and creating artificial lightning in his laboratory. Investors once backed him. Crowds once admired him. But as his ideas grew more ambitious — especially his dream of free wireless energy for the world — funding disappeared. He became known more as an eccentric than a genius. And yet, when he died, the world paused. Thousands attended his funeral. Leaders and scientists sent tributes. Years later, the Supreme Court recognized his priority in radio patents. History slowly corrected itself. The world he electrified had not truly forgotten him — it had simply taken time to understand him. Today, his name lives on in science, technology, and even in companies that shape the modern age. Tesla died alone in a hotel room, feeding pigeons while the current he created hummed through cities. He did not die forgotten. He died having changed the world — and that legacy still shines. Il 7 gennaio 1943, Nikola Tesla morì da solo nella stanza 3327 dell'Hotel New Yorker. Aveva 86 anni. Una cameriera lo trovò due giorni dopo, dopo che aveva lasciato un cartello "non disturbare" sulla porta. La causa ufficiale fu una trombosi coronarica. Ma la verità più profonda era più nascosta: anni di isolamento, povertà e un mondo che era andato avanti senza l'uomo che contribuiva ad alimentarlo. Questo era l'inventore della corrente alternata, il sistema che ancora oggi attraversa le nostre case. Fu un pioniere della trasmissione senza fili, della tecnologia radio e dei motori elettrici. Detenne centinaia di brevetti e immaginò idee – come la comunicazione wireless e l'energia rinnovabile – molto prima che diventassero realtà. Eppure, alla fine della sua vita, era quasi senza un soldo. Nei suoi ultimi anni, Tesla visse in modo semplice. Sopravvisse principalmente a latte, pane, miele e succo di verdura. Ogni giorno andava a piedi nei parchi vicini per dare da mangiare ai piccioni, in particolare a un piccione bianco che amava profondamente. Una volta disse di amarla come un uomo ama una donna. Quando lei morì, qualcosa in lui sembrò svanire anche lui. C'è stato un tempo in cui Tesla abbagliava la società newyorkese, accendendo lampadine a mani nude e creando fulmini artificiali nel suo laboratorio. Un tempo gli investitori lo sostenevano. Un tempo la folla lo ammirava. Ma man mano che le sue idee diventavano più ambiziose – soprattutto il suo sogno di energia elettrica gratuita e senza fili per il mondo – i finanziamenti svanirono. Divenne noto più come un eccentrico che come un genio. Eppure, quando morì, il mondo si fermò. Migliaia di persone parteciparono al suo funerale. Leader e scienziati inviarono tributi. Anni dopo, la Corte Suprema gli riconobbe la priorità nei brevetti radiofonici. La storia si corresse lentamente. Il mondo da lui elettrificato non lo aveva veramente dimenticato – aveva semplicemente impiegato del tempo per capirlo. Oggi, il suo nome vive nella scienza, nella tecnologia e persino nelle aziende che plasmano l'era moderna. Tesla morì da solo in una stanza d'albergo, dando da mangiare ai piccioni mentre la corrente da lui creata ronzava per le città. Non morì dimenticato. Morì avendo cambiato il mondo – e questa eredità brilla ancora.
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  • È il momento di fermarci e fare una riflessione più profonda sul tempo che stiamo vivendo.
    Insieme a esperti di ambito universitario e alle associazioni che partecipano al percorso di attivismo del Coordinamento per la Pace, faremo il punto sullo stato della comunicazione democratica e sulla veicolazione dell’informazione in un contesto di guerra e di crescente disordine geopolitico.
    Un’occasione di confronto e di approfondimento per comprendere meglio il presente e rafforzare il nostro ruolo di cittadini informati e consapevoli.

    Vi aspettiamo.

    Post + link evento Facebook:

    https://www.facebook.com/share/p/187CUpomfg/

    #Democrazia #Informazione #Pace #Geopolitica #CittadinanzaAttiva
    È il momento di fermarci e fare una riflessione più profonda sul tempo che stiamo vivendo. Insieme a esperti di ambito universitario e alle associazioni che partecipano al percorso di attivismo del Coordinamento per la Pace, faremo il punto sullo stato della comunicazione democratica e sulla veicolazione dell’informazione in un contesto di guerra e di crescente disordine geopolitico. Un’occasione di confronto e di approfondimento per comprendere meglio il presente e rafforzare il nostro ruolo di cittadini informati e consapevoli. 🌍📚 Vi aspettiamo. 👉 Post + link evento Facebook: https://www.facebook.com/share/p/187CUpomfg/ #Democrazia #Informazione #Pace #Geopolitica #CittadinanzaAttiva
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