• RIVELAZIONE DECLASSIFICATA SUI BIOLABORATORI: La DNI Tulsi Gabbard ha appena rilasciato i documenti e sono esplosivi. Oltre 120 biolaboratori in più di 30 paesi, con un forte focus sull'Ucraina, dove gli Stati Uniti hanno costruito e sostenuto oltre 40 laboratori. Questa pubblicazione supporta direttamente l'Ordine Esecutivo del Presidente Trump del maggio 2025 per porre fine al finanziamento federale della rischiosa ricerca Gain-of-Function a livello mondiale e aumentare la trasparenza. La Direttrice dell'Intelligence Nazionale Tulsi Gabbard ha rilasciato diapositive declassificate mai viste prima che espongono l'ampiezza dei laboratori biologici finanziati dal governo statunitense in tutto il mondo. Queste strutture sono state utilizzate per: - Stoccaggio di Patogeni Particolarmente Pericolosi (EDP) dell'era sovietica - Formazione di scienziati ucraini in laboratori di biocontenimento ad alto contenimento - Le diapositive notano anche le accuse della Russia su lavori di armi biologiche statunitensi nelle strutture ucraine. - Ricerca su virus mortali I patogeni documentati includono, Antrace, Peste, Ebola, Marburg, Lassa, Tularemia, Tubercolosi, Febbre Suina Africana, Malattia di Newcastle, MERS, SARS, Rickettsia e altri. Laboratori a Odessa, Uzhgorod, Kherson, Zakarpattia, più grandi istituti come il Laboratorio di Riferimento Centrale e l'Istituto di Ricerca Antipe ste Ucranio. Il principale appaltatore statunitense era Black & Veatch, con subappaltatori ucraini come Techno Project, Mediamax, Invest e altri. I costi per i contribuenti ammontavano a milioni per laboratorio. Esempi: $2,1M, $3,5M, $1,7M–$1,9M per progettazione, costruzione e attrezzature. Il Ministero della Salute ucraino ha rilasciato permessi per lavorare con questi patogeni pericolosi. Gli Stati Uniti hanno pagato scienziati ucraini per studiare i genomi di virus altamente infettivi, inclusa l'influenza aviaria altamente patogena, all'interno di questi laboratori di biocontenimento finanziati dagli americani. Chiaro "reticolo di connessioni" con l'industria della difesa dalle armi biologiche statunitense. Le diapositive notano anche le accuse della Russia su lavori di armi biologiche statunitensi nelle strutture ucraine. Questo programma è stato consapevolmente nascosto al popolo americano per anni. Amministrazioni precedenti e funzionari avrebbero mentito, insabbiato e attaccato chiunque sollevasse domande. Molti di questi laboratori hanno condotto ricerche su patogeni pericolosi con pochissima supervisione, inclusi lavori pericolosi di Gain-of-Function. I laboratori in Ucraina sono ora a rischio elevato a causa della guerra in corso. I file sono pubblici. La verità è venuta fuori. Non si tratta di cospirazione, sono documenti declassificati del governo statunitense. Esigete responsabilità.

    https://x.com/OrtigiaP/status/2065761271786455508?s=20
    RIVELAZIONE DECLASSIFICATA SUI BIOLABORATORI: La DNI Tulsi Gabbard ha appena rilasciato i documenti e sono esplosivi. Oltre 120 biolaboratori in più di 30 paesi, con un forte focus sull'Ucraina, dove gli Stati Uniti hanno costruito e sostenuto oltre 40 laboratori. Questa pubblicazione supporta direttamente l'Ordine Esecutivo del Presidente Trump del maggio 2025 per porre fine al finanziamento federale della rischiosa ricerca Gain-of-Function a livello mondiale e aumentare la trasparenza. La Direttrice dell'Intelligence Nazionale Tulsi Gabbard ha rilasciato diapositive declassificate mai viste prima che espongono l'ampiezza dei laboratori biologici finanziati dal governo statunitense in tutto il mondo. Queste strutture sono state utilizzate per: - Stoccaggio di Patogeni Particolarmente Pericolosi (EDP) dell'era sovietica - Formazione di scienziati ucraini in laboratori di biocontenimento ad alto contenimento - Le diapositive notano anche le accuse della Russia su lavori di armi biologiche statunitensi nelle strutture ucraine. - Ricerca su virus mortali I patogeni documentati includono, Antrace, Peste, Ebola, Marburg, Lassa, Tularemia, Tubercolosi, Febbre Suina Africana, Malattia di Newcastle, MERS, SARS, Rickettsia e altri. Laboratori a Odessa, Uzhgorod, Kherson, Zakarpattia, più grandi istituti come il Laboratorio di Riferimento Centrale e l'Istituto di Ricerca Antipe ste Ucranio. Il principale appaltatore statunitense era Black & Veatch, con subappaltatori ucraini come Techno Project, Mediamax, Invest e altri. I costi per i contribuenti ammontavano a milioni per laboratorio. Esempi: $2,1M, $3,5M, $1,7M–$1,9M per progettazione, costruzione e attrezzature. Il Ministero della Salute ucraino ha rilasciato permessi per lavorare con questi patogeni pericolosi. Gli Stati Uniti hanno pagato scienziati ucraini per studiare i genomi di virus altamente infettivi, inclusa l'influenza aviaria altamente patogena, all'interno di questi laboratori di biocontenimento finanziati dagli americani. Chiaro "reticolo di connessioni" con l'industria della difesa dalle armi biologiche statunitense. Le diapositive notano anche le accuse della Russia su lavori di armi biologiche statunitensi nelle strutture ucraine. Questo programma è stato consapevolmente nascosto al popolo americano per anni. Amministrazioni precedenti e funzionari avrebbero mentito, insabbiato e attaccato chiunque sollevasse domande. Molti di questi laboratori hanno condotto ricerche su patogeni pericolosi con pochissima supervisione, inclusi lavori pericolosi di Gain-of-Function. I laboratori in Ucraina sono ora a rischio elevato a causa della guerra in corso. I file sono pubblici. La verità è venuta fuori. Non si tratta di cospirazione, sono documenti declassificati del governo statunitense. Esigete responsabilità. https://x.com/OrtigiaP/status/2065761271786455508?s=20
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  • Hanno costretto i sanitari a vaccinarsi tutti, anche gli amministrativi e ora la Cassazione boccia la delibera . Non dovevano essere obbligati alla vaccinazione. Ma come e tutti i ragazzi? tutti gli insegnanti? tutti sono stati costretti a vaccinarsi e ora per qualcuno si poteva fare eccezione? ENNESIMA RIVELAZIONE DELLA TRUFFA SANITARIA AI NOSTRI DANNI. Nessuno avrà più fiducia nel sistema sanitario. E ancora nessuno paga!!!

    Source: https://x.com/OrtigiaP/status/2064481919631331639?s=20
    Hanno costretto i sanitari a vaccinarsi tutti, anche gli amministrativi e ora la Cassazione boccia la delibera . Non dovevano essere obbligati alla vaccinazione. Ma come e tutti i ragazzi? tutti gli insegnanti? tutti sono stati costretti a vaccinarsi e ora per qualcuno si poteva fare eccezione? ENNESIMA RIVELAZIONE DELLA TRUFFA SANITARIA AI NOSTRI DANNI. Nessuno avrà più fiducia nel sistema sanitario. E ancora nessuno paga!!! Source: https://x.com/OrtigiaP/status/2064481919631331639?s=20
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  • CARI AMICI, OGGI LEGGO TRA LE NOTIZIE RIPORTATE DALL'ANSA, QUELLA DELLA INDAGINE DELLA VENDITA DELLO STADIO DI SAN SIRO, A MILANO. L'INDAGINE RIGUARDA ANCHE M-1 STADIO DI MILAN ED INTER. DUNQUE, IN RELAZIONE ALL'INDAGINE ,APERTASI ,SONO IN CORSO PERQUISIZIONI ANCHE NELLE ABITAZIONI DI EX DIRIGENTI E CONSULENTI DELLE DUE SQUADRE MILAN ED INTER NONCHE' DEGLI EX ASSESSORI ,GIANCARLO TANCREDI ED ADA DE CESARIS E DEL DG DI PALAZZO MARINO, CHRISTIAN MALANGONE .!!!! LA GUARDIA DI FINANZA STA ESEGUENDO UN DECRETO DEL GIP DOTT. ROBERTO CREPALDI,DEL TRIBUNALE DI MILANO, IN ACCOGLIMENTO DI UNA ISTANZA DEI PUBBLICI MINISTERI DELLA PROCURA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO.E,TRA I TANTI INDAGATI, VI SONO ANCHE MARK VAN HUUSKLOT E GIUSEPPE BONOMI, UNO DEI MANAGERS DEL CLUB NERO AZZURRO ,-NONCHE' L'ALTRO PRESIDENTE DI "SPORT LIFE CITY"- CONTROLLATA DEL MILAN -ED ALESSANDRO ANTONELLO EX CEO CORPORATE INTER !!!!!I PUBBLICI MINISTERI TITOLARI DELLA INDAGINE PREDETTA ,SONO GIOVANNA CAVALLERI, PAOLO FILIPPINI E GIOVANNI POLIZZI, ED HANNO AFFIDATO LA INDAGINE AI MILITARI DEL NUCLEO DI POLIZIA ECONOMICO FINANZIARIA DELLA GUARDIA DI FINANZA DI MILANO. I REATI IPOTIZZATI SONO TURBATIVA D'ASTA E RIVELAZIONE DEL SEGRETO DI UFFICIO!!!! MA.NON FINISCE QUI ,L'ELENCO DEGLI INDAGATI DELLA MAXI INDAGINE, CHE, COMPRENDE,NCHE I NOMI DI SIMONA COLLARINI E DI FABRIZIO GRENA E MARTA SPAINI, RISPETTIVAMENTE CONSULENTI DI INTER E MILAN.VI E' DA DIRE CHE SIMONA COLLARINI E' EX RESPONSABILE DEL SETTORE "RIGENERAZIONE URBANA DEL COMUNE" !!!!MA, VI E' DI PIU'DA DIRE E CIOE' CHE VI E' DA VERIFICARE CHE LA VENDITA DEL MEAZZA AL MILAN E ALL'INTER, VENDITA PER LA QUALE IL COMUNE DI MILANO EBBE AD INCASSARE LA SOMMA DI 107 MILIONI DI EURO, SIA STATA UNA OPERAZIONE CHE POSSA AVER FAVORITO INTERESSI PRIVATI A SCAPITO DELL'INTERESSE PUBBLICO !!!! LA MAXI INDAGINE, DUNQUE, SULLA VENDITA DELLO STADIO SAN SIRO FARA' IL SUO CORSO E COMUNQUE IN QUESTA ITALIA A PEZZI, O MEGLIO SFASCIATA, C'E' SOLO DA RABBRIVIDIRE.DI FRONTE A FENOMENI DI COMPORTAMENTI ILLECITI PENALMENTE, CHE RIGUARDANO PURTROPPO OGNI SETTORE DELLA VITA PUBBLICA !!!! SCANDALO SU SCANDALO, SIAMO ALLA ATTENZIONE DEL MONDO INTERO !!!! POVERA ITALIA, CHE PECCATO E CHE DOLORE !!!! UN ABBRACCIO A TUTTI E BUONA GIORNATA.
    CARI AMICI, OGGI LEGGO TRA LE NOTIZIE RIPORTATE DALL'ANSA, QUELLA DELLA INDAGINE DELLA VENDITA DELLO STADIO DI SAN SIRO, A MILANO. L'INDAGINE RIGUARDA ANCHE M-1 STADIO DI MILAN ED INTER. DUNQUE, IN RELAZIONE ALL'INDAGINE ,APERTASI ,SONO IN CORSO PERQUISIZIONI ANCHE NELLE ABITAZIONI DI EX DIRIGENTI E CONSULENTI DELLE DUE SQUADRE MILAN ED INTER NONCHE' DEGLI EX ASSESSORI ,GIANCARLO TANCREDI ED ADA DE CESARIS E DEL DG DI PALAZZO MARINO, CHRISTIAN MALANGONE .!!!! LA GUARDIA DI FINANZA STA ESEGUENDO UN DECRETO DEL GIP DOTT. ROBERTO CREPALDI,DEL TRIBUNALE DI MILANO, IN ACCOGLIMENTO DI UNA ISTANZA DEI PUBBLICI MINISTERI DELLA PROCURA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO.E,TRA I TANTI INDAGATI, VI SONO ANCHE MARK VAN HUUSKLOT E GIUSEPPE BONOMI, UNO DEI MANAGERS DEL CLUB NERO AZZURRO ,-NONCHE' L'ALTRO PRESIDENTE DI "SPORT LIFE CITY"- CONTROLLATA DEL MILAN -ED ALESSANDRO ANTONELLO EX CEO CORPORATE INTER !!!!!I PUBBLICI MINISTERI TITOLARI DELLA INDAGINE PREDETTA ,SONO GIOVANNA CAVALLERI, PAOLO FILIPPINI E GIOVANNI POLIZZI, ED HANNO AFFIDATO LA INDAGINE AI MILITARI DEL NUCLEO DI POLIZIA ECONOMICO FINANZIARIA DELLA GUARDIA DI FINANZA DI MILANO. I REATI IPOTIZZATI SONO TURBATIVA D'ASTA E RIVELAZIONE DEL SEGRETO DI UFFICIO!!!! MA.NON FINISCE QUI ,L'ELENCO DEGLI INDAGATI DELLA MAXI INDAGINE, CHE, COMPRENDE,NCHE I NOMI DI SIMONA COLLARINI E DI FABRIZIO GRENA E MARTA SPAINI, RISPETTIVAMENTE CONSULENTI DI INTER E MILAN.VI E' DA DIRE CHE SIMONA COLLARINI E' EX RESPONSABILE DEL SETTORE "RIGENERAZIONE URBANA DEL COMUNE" !!!!MA, VI E' DI PIU'DA DIRE E CIOE' CHE VI E' DA VERIFICARE CHE LA VENDITA DEL MEAZZA AL MILAN E ALL'INTER, VENDITA PER LA QUALE IL COMUNE DI MILANO EBBE AD INCASSARE LA SOMMA DI 107 MILIONI DI EURO, SIA STATA UNA OPERAZIONE CHE POSSA AVER FAVORITO INTERESSI PRIVATI A SCAPITO DELL'INTERESSE PUBBLICO !!!! LA MAXI INDAGINE, DUNQUE, SULLA VENDITA DELLO STADIO SAN SIRO FARA' IL SUO CORSO E COMUNQUE IN QUESTA ITALIA A PEZZI, O MEGLIO SFASCIATA, C'E' SOLO DA RABBRIVIDIRE.DI FRONTE A FENOMENI DI COMPORTAMENTI ILLECITI PENALMENTE, CHE RIGUARDANO PURTROPPO OGNI SETTORE DELLA VITA PUBBLICA !!!! SCANDALO SU SCANDALO, SIAMO ALLA ATTENZIONE DEL MONDO INTERO !!!! POVERA ITALIA, CHE PECCATO E CHE DOLORE !!!! UN ABBRACCIO A TUTTI E BUONA GIORNATA.
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  • Vendita San Siro: perquisizioni in corso, indagati ex assessori e dirigenti
    La Guardia di Finanza perquisisce il Comune di Milano e sedi di M-I Stadio per l'indagine sulla vendita dello stadio di San Siro

    Nove indagati e perquisizioni negli uffici e nelle abitazioni di società e dirigenti collegati all’operazione che ha portato alla vendita a Inter e Milan dello stadio di San Siro. Il giudice per le indagini preliminari Roberto Crepaldi ha accolto un’istanza dei pubblici ministeri e ha dato mandato alla Guardia di Finanza di compiere il blitz che ha coinvolto le strutture del Comune di Milano, della M-I Stadio di Milan e Inter e le abitazioni di ex dirigenti e consulenti delle due squadre, degli ex assessori Giancarlo Tancredi e Ada De Cesaris e del direttore generale di Palazzo Marino, Christian Malangone. In totale, sono nove le persone indagate per l’operazione, tra queste anche Mark Van Huukslot e Giuseppe Bonomi, uno già manager del club nerazzurro e l’altro presidente di Sport Life City, controllata del Milan, e Alessandro Antonello, ex ceo corporate Inter.
    Le ipotesi di reato e tutti gli indagati

    I reati ipotizzati dai pm Giovanna Cavalleri, Paolo Filippini e Giovanni Polizzi, che hanno affidato le indagini al Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Milano, sono quello di turbativa d’asta e rivelazione del segreto di ufficio. Reati contestati, oltre agli ex assessori comunali Giancarlo Tancredi e Ada De Cesaris e a ex manager e consulenti di Inter e Milan, anche a Simona Collarini, ex responsabile del settore Rigenerazione urbana del Comune ed allora responsabile unico del procedimento sullo stadio, e a Fabrizio Grena e Marta Spaini, rispettivamente consulenti di Inter e Milan. Anche De Cesaris è indagata in qualità di consulente del club nerazzurro.
    L’origine dell’inchiesta

    A far scattare le perquisizioni e il sequestro di apparecchi elettronici e cellulari della mattinata di martedì, anche presso terzi, è stato lo sviluppo dei contenuti di chat e mail raccolte nella maxi indagine sulla gestione dell’urbanistica a Milano e che la scorsa estate aveva portato ad alcuni arresti, poi annullati dal Tribunale del Riesame e dalla Cassazione. Proprio Tancredi, Malangone e De Cesaris, tra l’altro, sono già indagati proprio nell’inchiesta sull’urbanistica.
    Il sospetto: “Favoriti i club nella vendita”

    Il sospetto dei pubblici ministeri è che tra gli indagati ci siano state delle rivelazioni di informazioni segrete, scambi di informazioni non trasparenti e che sia stato costruito un avviso pubblico per favorire i club. In particolare emerge nel documento di autorizzazione del giudice come gli indagati attraverso “accordi informali e collusioni tra loro, nel contesto del procedimento amministrativo diretto alla alienazione/valorizzazione” dell’area San Siro – sviluppatosi tra il 2017 e il 2025 -, “turbavano il procedimento amministrativo volto alla determinazione del contenuto dell’avviso pubblico per la raccolta di manifestazioni di interesse”.
    “Si scambiavano le bozze delle delibere”

    Le collusioni, si legge ancora nel decreto, sarebbero consistite anche nello scambio di “documentazione e bozze delle Deliberazioni comunali”, con l’obiettivo di “orientare l’iter amministrativo”, “concertando tra l’attore pubblico e la parte privata le modalità tecnico-giuridiche e i dettagli operativi della cessione dell’area”. L’effetto, secondo l’accusa, è stato che l’Avviso Pubblico del 24 marzo 2025, è stato “nella sostanza costruito sulle caratteristiche gradite alle società sportive” Milan e Inter ed è rimasto aperto per soli 30 giorni andando deserto, consentendo così la successiva vendita dell’area agli unici offerenti, ovvero le squadri milanesi. A fine settembre 2025 il consiglio comunale ha votato la vendita di San Siro e del quartiere circostante a Milan e Inter per 197 milioni di euro.
    Gli esposti del comitato Sì Meazza

    Il filone giudiziario sullo stadio è stato aperto dopo una serie di esposti arrivati in Procura, tra cui quello firmato dall’ex vicesindaco Luigi Corbani e dal promoter musicale Claudio Trotta, tra i fondatori del comitato Sì Meazza. I pm stanno cercando di verificare se la vendita dello stadio ai due club, per un totale di 197 milioni di euro incassati dal Comune, può aver favorito gli interessi privati a scapito di quelli pubblici. Il sospetto è che sia stata “usata” la legge sugli stadi per sostenere il progetto di urbanizzazione dell’area e quindi di determinate società costruttrici.
    Gli sms di Boeri a Sala: “Grave precedente…”

    Una lettura, quest’ultima, sposata ad esempio dall’architetto Stefano Boeri che in una chat del 10 settembre 2019 col sindaco Beppe Sala, dopo che il suo progetto “stadio-bosco” non era stato apprezzato, avvertiva il primo cittadino “in amicizia” che sull’operazione San Siro stavano prevalendo gli interessi privati a scapito di quelli pubblici: “Attenzione che si crea un grave precedente di sostituzione di interessi privati e decisioni private ai criteri di informazione e scelta basati sull’interesse collettivo – aveva scritto Boeri a Sala – Beppe per me il caso è chiuso, perdere concorsi è del tutto normale… ma ti segnalo che qui la cosa è diversa”.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/31/vendita-san-siro-indagini-assessori-dirigenti-news/8340878/
    Vendita San Siro: perquisizioni in corso, indagati ex assessori e dirigenti La Guardia di Finanza perquisisce il Comune di Milano e sedi di M-I Stadio per l'indagine sulla vendita dello stadio di San Siro Nove indagati e perquisizioni negli uffici e nelle abitazioni di società e dirigenti collegati all’operazione che ha portato alla vendita a Inter e Milan dello stadio di San Siro. Il giudice per le indagini preliminari Roberto Crepaldi ha accolto un’istanza dei pubblici ministeri e ha dato mandato alla Guardia di Finanza di compiere il blitz che ha coinvolto le strutture del Comune di Milano, della M-I Stadio di Milan e Inter e le abitazioni di ex dirigenti e consulenti delle due squadre, degli ex assessori Giancarlo Tancredi e Ada De Cesaris e del direttore generale di Palazzo Marino, Christian Malangone. In totale, sono nove le persone indagate per l’operazione, tra queste anche Mark Van Huukslot e Giuseppe Bonomi, uno già manager del club nerazzurro e l’altro presidente di Sport Life City, controllata del Milan, e Alessandro Antonello, ex ceo corporate Inter. Le ipotesi di reato e tutti gli indagati I reati ipotizzati dai pm Giovanna Cavalleri, Paolo Filippini e Giovanni Polizzi, che hanno affidato le indagini al Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Milano, sono quello di turbativa d’asta e rivelazione del segreto di ufficio. Reati contestati, oltre agli ex assessori comunali Giancarlo Tancredi e Ada De Cesaris e a ex manager e consulenti di Inter e Milan, anche a Simona Collarini, ex responsabile del settore Rigenerazione urbana del Comune ed allora responsabile unico del procedimento sullo stadio, e a Fabrizio Grena e Marta Spaini, rispettivamente consulenti di Inter e Milan. Anche De Cesaris è indagata in qualità di consulente del club nerazzurro. L’origine dell’inchiesta A far scattare le perquisizioni e il sequestro di apparecchi elettronici e cellulari della mattinata di martedì, anche presso terzi, è stato lo sviluppo dei contenuti di chat e mail raccolte nella maxi indagine sulla gestione dell’urbanistica a Milano e che la scorsa estate aveva portato ad alcuni arresti, poi annullati dal Tribunale del Riesame e dalla Cassazione. Proprio Tancredi, Malangone e De Cesaris, tra l’altro, sono già indagati proprio nell’inchiesta sull’urbanistica. Il sospetto: “Favoriti i club nella vendita” Il sospetto dei pubblici ministeri è che tra gli indagati ci siano state delle rivelazioni di informazioni segrete, scambi di informazioni non trasparenti e che sia stato costruito un avviso pubblico per favorire i club. In particolare emerge nel documento di autorizzazione del giudice come gli indagati attraverso “accordi informali e collusioni tra loro, nel contesto del procedimento amministrativo diretto alla alienazione/valorizzazione” dell’area San Siro – sviluppatosi tra il 2017 e il 2025 -, “turbavano il procedimento amministrativo volto alla determinazione del contenuto dell’avviso pubblico per la raccolta di manifestazioni di interesse”. “Si scambiavano le bozze delle delibere” Le collusioni, si legge ancora nel decreto, sarebbero consistite anche nello scambio di “documentazione e bozze delle Deliberazioni comunali”, con l’obiettivo di “orientare l’iter amministrativo”, “concertando tra l’attore pubblico e la parte privata le modalità tecnico-giuridiche e i dettagli operativi della cessione dell’area”. L’effetto, secondo l’accusa, è stato che l’Avviso Pubblico del 24 marzo 2025, è stato “nella sostanza costruito sulle caratteristiche gradite alle società sportive” Milan e Inter ed è rimasto aperto per soli 30 giorni andando deserto, consentendo così la successiva vendita dell’area agli unici offerenti, ovvero le squadri milanesi. A fine settembre 2025 il consiglio comunale ha votato la vendita di San Siro e del quartiere circostante a Milan e Inter per 197 milioni di euro. Gli esposti del comitato Sì Meazza Il filone giudiziario sullo stadio è stato aperto dopo una serie di esposti arrivati in Procura, tra cui quello firmato dall’ex vicesindaco Luigi Corbani e dal promoter musicale Claudio Trotta, tra i fondatori del comitato Sì Meazza. I pm stanno cercando di verificare se la vendita dello stadio ai due club, per un totale di 197 milioni di euro incassati dal Comune, può aver favorito gli interessi privati a scapito di quelli pubblici. Il sospetto è che sia stata “usata” la legge sugli stadi per sostenere il progetto di urbanizzazione dell’area e quindi di determinate società costruttrici. Gli sms di Boeri a Sala: “Grave precedente…” Una lettura, quest’ultima, sposata ad esempio dall’architetto Stefano Boeri che in una chat del 10 settembre 2019 col sindaco Beppe Sala, dopo che il suo progetto “stadio-bosco” non era stato apprezzato, avvertiva il primo cittadino “in amicizia” che sull’operazione San Siro stavano prevalendo gli interessi privati a scapito di quelli pubblici: “Attenzione che si crea un grave precedente di sostituzione di interessi privati e decisioni private ai criteri di informazione e scelta basati sull’interesse collettivo – aveva scritto Boeri a Sala – Beppe per me il caso è chiuso, perdere concorsi è del tutto normale… ma ti segnalo che qui la cosa è diversa”. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/31/vendita-san-siro-indagini-assessori-dirigenti-news/8340878/
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    Vendita San Siro: perquisizioni in corso, indagati ex assessori e dirigenti
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  • ULTIME NOTIZIE
    La rivelazione del ministro degli Esteri saudita...
    "Se i servizi segreti pakistani non ci avessero fornito informazioni tempestive, non avremmo saputo che l'attacco alla raffineria di petrolio era stato compiuto da Israele e non dall'Iran"
    ULTIME NOTIZIE La rivelazione del ministro degli Esteri saudita... "Se i servizi segreti pakistani non ci avessero fornito informazioni tempestive, non avremmo saputo che l'attacco alla raffineria di petrolio era stato compiuto da Israele e non dall'Iran"
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  • 700 MILIARDI, DOCUMENTI SEGRETI E UNA VERITÀ CHE FA PAURA A BRUXELLES: VANNACCI ROMPE IL SILENZIO, SCOPERCHIA I DOSSIER NASCOSTI E METTE L’EUROPA CON LE SPALLE AL MURO DAVANTI A TUTTI. Non è una rivelazione qualsiasi. Roberto Vannacci entra in scena e fa tremare i palazzi del potere europeo. Parla di 700 miliardi, di carte riservate, di decisioni prese lontano dai cittadini e mai spiegate davvero. Ogni parola sembra aprire una crepa nel racconto ufficiale dell’Unione Europea. Da una parte chi difende il sistema, dall’altra chi accusa Bruxelles di aver giocato sulla pelle dei popoli. Vannacci non arretra, insiste, mostra documenti, cita cifre che nessuno voleva far uscire. In studio cala il gelo, mentre sui social esplode la tempesta. C’è chi grida allo scandalo storico, chi parla di attacco diretto all’Europa così come la conosciamo. Una cosa è certa: dopo queste rivelazioni, nulla appare più chiaro come prima. E la domanda che ora circola ovunque è inquietante: quei 700 miliardi… chi li ha davvero decisi, e a quale prezzo per l’Italia e per l’Europa?" Guarda l’intera storia nel link sotto nei commenti "
    700 MILIARDI, DOCUMENTI SEGRETI E UNA VERITÀ CHE FA PAURA A BRUXELLES: VANNACCI ROMPE IL SILENZIO, SCOPERCHIA I DOSSIER NASCOSTI E METTE L’EUROPA CON LE SPALLE AL MURO DAVANTI A TUTTI. Non è una rivelazione qualsiasi. Roberto Vannacci entra in scena e fa tremare i palazzi del potere europeo. Parla di 700 miliardi, di carte riservate, di decisioni prese lontano dai cittadini e mai spiegate davvero. Ogni parola sembra aprire una crepa nel racconto ufficiale dell’Unione Europea. Da una parte chi difende il sistema, dall’altra chi accusa Bruxelles di aver giocato sulla pelle dei popoli. Vannacci non arretra, insiste, mostra documenti, cita cifre che nessuno voleva far uscire. In studio cala il gelo, mentre sui social esplode la tempesta. C’è chi grida allo scandalo storico, chi parla di attacco diretto all’Europa così come la conosciamo. Una cosa è certa: dopo queste rivelazioni, nulla appare più chiaro come prima. E la domanda che ora circola ovunque è inquietante: quei 700 miliardi… chi li ha davvero decisi, e a quale prezzo per l’Italia e per l’Europa?" Guarda l’intera storia nel link sotto nei commenti 👇👇👇"
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  • Il Dipartimento della Difesa utilizza basi militari e aerei di linea in leasing per spruzzare 40-60 milioni di tonnellate di nanoparticelle tossiche ogni anno

    L'esperto di geoingegneria Dane Wigington racconta a Tucker Carlson che i programmi segreti di intervento sul clima vengono implementati da basi militari statunitensi e da centinaia di jet commerciali noleggiati dal Dipartimento della Difesa, dotati di ugelli di adattamento montati sui piloni alari, che puntano verso il flusso di scarico, per farlo sembrare condensa.
    I sistemi automatizzati disperdono ogni anno 40-60 milioni di tonnellate di nanoparticelle a base di ceneri volanti di carbone (alluminio, magnesio, grafene) fornite da aziende come American Elements Corp.
    Le particelle sono progettate per rimanere in quota più a lungo e sfuggire ai controlli della qualità dell'aria. In alcuni casi, i piloti commerciali contribuiscono segretamente a smascherare l'operazione, che ha iniziato a diffondersi intorno al 2000 sotto la copertura di rigide norme sul peso dei bagagli.
    Wigington afferma che l'insabbiamento sta crollando in modo significativo e che la piena rivelazione è imminente.

    Source: https://x.com/MJTruthUltra/status/1988049601912250403?s=20
    Il Dipartimento della Difesa utilizza basi militari e aerei di linea in leasing per spruzzare 40-60 milioni di tonnellate di nanoparticelle tossiche ogni anno L'esperto di geoingegneria Dane Wigington racconta a Tucker Carlson che i programmi segreti di intervento sul clima vengono implementati da basi militari statunitensi e da centinaia di jet commerciali noleggiati dal Dipartimento della Difesa, dotati di ugelli di adattamento montati sui piloni alari, che puntano verso il flusso di scarico, per farlo sembrare condensa. I sistemi automatizzati disperdono ogni anno 40-60 milioni di tonnellate di nanoparticelle a base di ceneri volanti di carbone (alluminio, magnesio, grafene) fornite da aziende come American Elements Corp. Le particelle sono progettate per rimanere in quota più a lungo e sfuggire ai controlli della qualità dell'aria. In alcuni casi, i piloti commerciali contribuiscono segretamente a smascherare l'operazione, che ha iniziato a diffondersi intorno al 2000 sotto la copertura di rigide norme sul peso dei bagagli. Wigington afferma che l'insabbiamento sta crollando in modo significativo e che la piena rivelazione è imminente. Source: https://x.com/MJTruthUltra/status/1988049601912250403?s=20
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  • Le infermiere che ballavano non avevano mai lo scopo di migliorare il morale degli operatori sanitari o di alleviare lo stress. Erano un test, un meccanismo di selezione, che rivelava chi avrebbe accettato le contraddizioni e chi le avrebbe resistite. Questi video su TikTok, apparsi simultaneamente su tutti i continenti mentre i governi dichiaravano emergenze mediche, rappresentavano qualcosa di senza precedenti nella storia della propaganda: le autorità dimostravano di poter far accettare alle popolazioni due realtà mutuamente esclusive allo stesso tempo. [Gli ospedali erano "sovraccarichi" eppure medici e infermieri trascorrevano ore a provare coreografie di danza.]

    Ciò a cui abbiamo assistito non era propaganda tradizionale mirata alla persuasione, ma qualcosa di più simile a ciò che gli esperti di abusi riconoscono come gaslighting su larga scala. Il meccanismo psicologico era elegante nella sua crudeltà: presentava ai cittadini una apparente contraddizione—ospedali sia sovraffollati che abbastanza vuoti per le routine coreografate—e poi li puniva socialmente per averla notata.

    Questo saggio esplora come questa tecnica si inserisca nel contesto più ampio della guerra psicologica

    Le infermiere danzanti erano un test per la distorsione della realtà. Una volta che le popolazioni accettavano questa contraddizione iniziale, erano preparate a ulteriori: ogni assurdità accettata indeboliva la capacità del pubblico di fidarsi delle proprie osservazioni.

    Questa tecnica sembra trarre ispirazione da ciò che Michael Hoffman chiama “method disclosure“ — la pratica della criptocrazia di rivelare le proprie attività alla luce del sole, sapendo che l’inerzia pubblica di fronte a tale rivelazione produce un effetto scoraggiante. Il messaggio diventa: “Possiamo mostrarti la contraddizione tra le nostre parole e le nostre azioni, e tu non farai nulla. Accetterai sia la menzogna che la prova di essa.” È una forma di umiliazione rituale che funziona non attraverso la segretezza, ma attraverso una sfacciata esposizione. Quasi quattro anni dopo, possiamo vedere come questa impresa abbia creato precedenti che persistono.

    https://substack.com/home/post/p-175746469

    Laura Ruggeri (Originale in inglese)
    Le infermiere che ballavano non avevano mai lo scopo di migliorare il morale degli operatori sanitari o di alleviare lo stress. Erano un test, un meccanismo di selezione, che rivelava chi avrebbe accettato le contraddizioni e chi le avrebbe resistite. Questi video su TikTok, apparsi simultaneamente su tutti i continenti mentre i governi dichiaravano emergenze mediche, rappresentavano qualcosa di senza precedenti nella storia della propaganda: le autorità dimostravano di poter far accettare alle popolazioni due realtà mutuamente esclusive allo stesso tempo. [Gli ospedali erano "sovraccarichi" eppure medici e infermieri trascorrevano ore a provare coreografie di danza.] Ciò a cui abbiamo assistito non era propaganda tradizionale mirata alla persuasione, ma qualcosa di più simile a ciò che gli esperti di abusi riconoscono come gaslighting su larga scala. Il meccanismo psicologico era elegante nella sua crudeltà: presentava ai cittadini una apparente contraddizione—ospedali sia sovraffollati che abbastanza vuoti per le routine coreografate—e poi li puniva socialmente per averla notata. Questo saggio esplora come questa tecnica si inserisca nel contesto più ampio della guerra psicologica Le infermiere danzanti erano un test per la distorsione della realtà. Una volta che le popolazioni accettavano questa contraddizione iniziale, erano preparate a ulteriori: ogni assurdità accettata indeboliva la capacità del pubblico di fidarsi delle proprie osservazioni. Questa tecnica sembra trarre ispirazione da ciò che Michael Hoffman chiama “method disclosure“ — la pratica della criptocrazia di rivelare le proprie attività alla luce del sole, sapendo che l’inerzia pubblica di fronte a tale rivelazione produce un effetto scoraggiante. Il messaggio diventa: “Possiamo mostrarti la contraddizione tra le nostre parole e le nostre azioni, e tu non farai nulla. Accetterai sia la menzogna che la prova di essa.” È una forma di umiliazione rituale che funziona non attraverso la segretezza, ma attraverso una sfacciata esposizione. Quasi quattro anni dopo, possiamo vedere come questa impresa abbia creato precedenti che persistono. https://substack.com/home/post/p-175746469 Laura Ruggeri (Originale in inglese)
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    Helpful Steps towards understanding those 'pandemic' Hospital Dance Videos
    A new essay from a Greek author 0minus Prime and a post from UK film maker Jacqui Deevoy help to clarify what was behind the disturbing and inappropriate 'dancing nurses' video displays of 2020/21
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  • Non tutto il male vien per nuocere

    Il dibattito acceso sulla composizione del Nitag ha fatto emergere inaspettatamente la questione dei conflitti di interessi di alcuni membri e quindi della infiltrazione di big pharma negli enti decisionali in sanità.
    Schillaci non lo dice ma questa rivelazione deve aver pesato più del “pericolo” delle idee di Bellavite e Serravalle.
    Anche solo per questo la battaglia ha portato frutto.
    D’ora in poi l’argomento del conflitto di interessi sarà in primo piano nella medicina italiana e questo è sicuramente un bene, persino superiore ai risultati che potrebbe forse conseguire il Nitag!
    Noi che vogliamo verità, giustizia e libertà dovremo sempre vigilare che non vada perso questo passaggio e chiedere che sia fatta pulizia da tale inquinamento delle istituzioni, anche rafforzando le normative di controllo.

    da Paolo BELLAVITE.
    Non tutto il male vien per nuocere Il dibattito acceso sulla composizione del Nitag ha fatto emergere inaspettatamente la questione dei conflitti di interessi di alcuni membri e quindi della infiltrazione di big pharma negli enti decisionali in sanità. Schillaci non lo dice ma questa rivelazione deve aver pesato più del “pericolo” delle idee di Bellavite e Serravalle. Anche solo per questo la battaglia ha portato frutto. D’ora in poi l’argomento del conflitto di interessi sarà in primo piano nella medicina italiana e questo è sicuramente un bene, persino superiore ai risultati che potrebbe forse conseguire il Nitag! Noi che vogliamo verità, giustizia e libertà dovremo sempre vigilare che non vada perso questo passaggio e chiedere che sia fatta pulizia da tale inquinamento delle istituzioni, anche rafforzando le normative di controllo. da Paolo BELLAVITE.
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  • GATES SVELA LE CARTE: L'ID DIGITALE COME ARMA FINALE CONTRO IL LIBERO PENSIERO
    Eccolo di nuovo. L'architetto della sorveglianza globale, il profeta autoproclamato delle emergenze sanitarie, il miliardario che sussurra all'orecchio dei governi avanza l'ennesimo tassello del suo progetto tecnocratico. Bill Gates – che non si nasconde più dietro veli di filantropia – articola con disarmante chiarezza la prossima fase: un sistema di identificazione digitale per soffocare quella che lui chiama "disinformazione".

    "Gli Stati Uniti rappresentano un caso complesso a causa del Primo Emendamento. Quali eccezioni possiamo contemplare?" Non è una domanda, è una strategia. Il Primo Emendamento – questo fastidioso ostacolo alla censura totale – viene trattato come un bug da correggere nel sistema operativo della società che immagina.

    La sua rivelazione prosegue senza filtri: "Credo che col tempo... vorremmo operare in un ambiente dove le persone siano veramente identificate... Dovremo sviluppare sistemi e comportamenti che ci permettano di essere più consapevoli riguardo a chi dice cosa, chi ha creato questo contenuto."

    Traduzione: nessuna voce anonima, nessun rifugio digitale, nessuna opinione senza un collare elettronico che ne tracci la provenienza. L'uomo che ha costruito un impero sul controllo dei sistemi operativi ora ambisce al controllo dell'ecosistema informativo globale.

    Non è un'evoluzione inaspettata per chi segue la traiettoria di Gates. Dal dominio dei computer personali alla manipolazione dei sistemi alimentari globali, dall'influenza sulla sanità mondiale all'ingegneria climatica – il pattern è sempre lo stesso: centralizzazione, controllo, abolizione delle alternative.
    L'ID digitale rappresenta semplicemente l'anello mancante – il dispositivo che salda definitivamente persona fisica e identità digitale, trasformando ogni espressione umana in dato tracciabile, classificabile, eventualmente censurabile.

    La tecnocrazia di cui Gates è portavoce non ha bisogno di campi di concentramento o plotoni d'esecuzione. Le bastano database, algoritmi e l'eliminazione sistematica dell'anonimato. Il dissenso non viene fucilato – viene semplicemente reso invisibile, relegato negli angoli più oscuri e inaccessibili della rete, privato di ossigeno mediatico.

    Chi ha seguito l'ascesa di questa élite tecnocratica riconosce i segnali. Gates non sta improvvisando – sta eseguendo il copione previsto, rivelando pubblicamente ciò che è stato pianificato nelle stanze dei bottoni della governance globale.
    L'ID digitale non è uno strumento isolato – è il fulcro di un ecosistema di controllo che include moneta digitale, credito sociale e biosorveglianza permanente. La "lotta alla disinformazione" è solo il pretesto nobile dietro cui nascondere l'obiettivo reale: la fine definitiva della privacy e dell'autonomia individuale.

    La domanda non è più "se" ma "quando" questo sistema verrà implementato. E soprattutto: quale resistenza siamo disposti a opporre?

    GATES SHOWS HIS CARDS: DIGITAL ID AS THE ULTIMATE WEAPON AGAINST FREE THOUGHT
    Here he goes again. The architect of global surveillance, the self-proclaimed prophet of health emergencies, the billionaire who whispers in the ear of governments, advances yet another piece of his technocratic project. Bill Gates – no longer hiding behind veils of philanthropy – articulates with disarming clarity the next phase: a digital identification system to stifle what he calls “misinformation.”

    “The United States is a complex case because of the First Amendment. What exceptions can we contemplate?” It’s not a question, it’s a strategy. The First Amendment – ​​that pesky obstacle to total censorship – is treated as a bug to be fixed in the operating system of the society he imagines.

    His revelation continues without filters: "I think that over time... we would like to operate in an environment where people are truly identified... We will have to develop systems and behaviors that allow us to be more aware of who says what, who created this content."

    Translation: no anonymous voice, no digital refuge, no opinion without an electronic collar that traces its origin. The man who built an empire on the control of operating systems now aspires to control the global information ecosystem.

    This is not an unexpected evolution for those who follow Gates' trajectory. From the domination of personal computers to the manipulation of global food systems, from influencing global health to climate engineering – the pattern is always the same: centralization, control, abolition of alternatives.

    The digital ID is simply the missing link – the device that definitively welds the physical person and digital identity, transforming every human expression into traceable, classifiable, possibly censorable data.

    The technocracy that Gates champions does not need concentration camps or firing squads. Databases, algorithms, and the systematic elimination of anonymity are enough. Dissent is not shot – it is simply made invisible, relegated to the darkest and most inaccessible corners of the internet, deprived of media oxygen.

    Anyone who has followed the rise of this technocratic elite recognizes the signs. Gates is not improvising – he is following the expected script, publicly revealing what has been planned in the control rooms of global governance.
    The digital ID is not an isolated tool – it is the centerpiece of an ecosystem of control that includes digital currency, social credit, and permanent biosurveillance. The "fight against disinformation" is just the noble pretext behind which to hide the real goal: the definitive end of privacy and individual autonomy.

    The question is no longer "if" but "when" this system will be implemented. And above all: what resistance are we willing to put up?

    t.me/lacivettabianca
    GATES SVELA LE CARTE: L'ID DIGITALE COME ARMA FINALE CONTRO IL LIBERO PENSIERO Eccolo di nuovo. L'architetto della sorveglianza globale, il profeta autoproclamato delle emergenze sanitarie, il miliardario che sussurra all'orecchio dei governi avanza l'ennesimo tassello del suo progetto tecnocratico. Bill Gates – che non si nasconde più dietro veli di filantropia – articola con disarmante chiarezza la prossima fase: un sistema di identificazione digitale per soffocare quella che lui chiama "disinformazione". "Gli Stati Uniti rappresentano un caso complesso a causa del Primo Emendamento. Quali eccezioni possiamo contemplare?" Non è una domanda, è una strategia. Il Primo Emendamento – questo fastidioso ostacolo alla censura totale – viene trattato come un bug da correggere nel sistema operativo della società che immagina. La sua rivelazione prosegue senza filtri: "Credo che col tempo... vorremmo operare in un ambiente dove le persone siano veramente identificate... Dovremo sviluppare sistemi e comportamenti che ci permettano di essere più consapevoli riguardo a chi dice cosa, chi ha creato questo contenuto." Traduzione: nessuna voce anonima, nessun rifugio digitale, nessuna opinione senza un collare elettronico che ne tracci la provenienza. L'uomo che ha costruito un impero sul controllo dei sistemi operativi ora ambisce al controllo dell'ecosistema informativo globale. Non è un'evoluzione inaspettata per chi segue la traiettoria di Gates. Dal dominio dei computer personali alla manipolazione dei sistemi alimentari globali, dall'influenza sulla sanità mondiale all'ingegneria climatica – il pattern è sempre lo stesso: centralizzazione, controllo, abolizione delle alternative. L'ID digitale rappresenta semplicemente l'anello mancante – il dispositivo che salda definitivamente persona fisica e identità digitale, trasformando ogni espressione umana in dato tracciabile, classificabile, eventualmente censurabile. La tecnocrazia di cui Gates è portavoce non ha bisogno di campi di concentramento o plotoni d'esecuzione. Le bastano database, algoritmi e l'eliminazione sistematica dell'anonimato. Il dissenso non viene fucilato – viene semplicemente reso invisibile, relegato negli angoli più oscuri e inaccessibili della rete, privato di ossigeno mediatico. Chi ha seguito l'ascesa di questa élite tecnocratica riconosce i segnali. Gates non sta improvvisando – sta eseguendo il copione previsto, rivelando pubblicamente ciò che è stato pianificato nelle stanze dei bottoni della governance globale. L'ID digitale non è uno strumento isolato – è il fulcro di un ecosistema di controllo che include moneta digitale, credito sociale e biosorveglianza permanente. La "lotta alla disinformazione" è solo il pretesto nobile dietro cui nascondere l'obiettivo reale: la fine definitiva della privacy e dell'autonomia individuale. La domanda non è più "se" ma "quando" questo sistema verrà implementato. E soprattutto: quale resistenza siamo disposti a opporre? GATES SHOWS HIS CARDS: DIGITAL ID AS THE ULTIMATE WEAPON AGAINST FREE THOUGHT Here he goes again. The architect of global surveillance, the self-proclaimed prophet of health emergencies, the billionaire who whispers in the ear of governments, advances yet another piece of his technocratic project. Bill Gates – no longer hiding behind veils of philanthropy – articulates with disarming clarity the next phase: a digital identification system to stifle what he calls “misinformation.” “The United States is a complex case because of the First Amendment. What exceptions can we contemplate?” It’s not a question, it’s a strategy. The First Amendment – ​​that pesky obstacle to total censorship – is treated as a bug to be fixed in the operating system of the society he imagines. His revelation continues without filters: "I think that over time... we would like to operate in an environment where people are truly identified... We will have to develop systems and behaviors that allow us to be more aware of who says what, who created this content." Translation: no anonymous voice, no digital refuge, no opinion without an electronic collar that traces its origin. The man who built an empire on the control of operating systems now aspires to control the global information ecosystem. This is not an unexpected evolution for those who follow Gates' trajectory. From the domination of personal computers to the manipulation of global food systems, from influencing global health to climate engineering – the pattern is always the same: centralization, control, abolition of alternatives. The digital ID is simply the missing link – the device that definitively welds the physical person and digital identity, transforming every human expression into traceable, classifiable, possibly censorable data. The technocracy that Gates champions does not need concentration camps or firing squads. Databases, algorithms, and the systematic elimination of anonymity are enough. Dissent is not shot – it is simply made invisible, relegated to the darkest and most inaccessible corners of the internet, deprived of media oxygen. Anyone who has followed the rise of this technocratic elite recognizes the signs. Gates is not improvising – he is following the expected script, publicly revealing what has been planned in the control rooms of global governance. The digital ID is not an isolated tool – it is the centerpiece of an ecosystem of control that includes digital currency, social credit, and permanent biosurveillance. The "fight against disinformation" is just the noble pretext behind which to hide the real goal: the definitive end of privacy and individual autonomy. The question is no longer "if" but "when" this system will be implemented. And above all: what resistance are we willing to put up? t.me/lacivettabianca
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