• “The US deliberately dragged Russia and Europe into this conflict. In that sense, they achieved their goal - they drove a wedge between us and Europe. Now they’re shifting the financial burden onto the Europeans. And the spineless, weak-willed generation of today’s European politicians can’t stand up to them, given their overwhelming dependence on the U.S. in media, economics, and politics. You know, if you look closely at any major media outlet, the ultimate beneficiary often turns out to be some American fund. U.S. intelligence agencies across the ocean recruit their supporters from a young age, right from the student benches, grooming them and propelling them to the political heights of European countries.” - President Putin

    “Gli Stati Uniti hanno deliberatamente trascinato la Russia e l'Europa in questo conflitto. In questo senso, hanno raggiunto il loro obiettivo: hanno creato una spaccatura tra noi e l'Europa. Ora stanno scaricando l'onere finanziario sugli europei. E la generazione di politici europei di oggi, senza spina dorsale e dalla volontà debole, non è in grado di opporsi, data la sua schiacciante dipendenza dagli Stati Uniti nei media, nell'economia e nella politica. Sapete, se guardate attentamente qualsiasi grande testata giornalistica, il beneficiario finale si rivela spesso essere qualche fondo americano. Le agenzie di intelligence statunitensi oltreoceano reclutano i loro sostenitori fin dalla giovane età, direttamente dai banchi di scuola, preparandoli e spingendoli ai vertici politici dei paesi europei.” - Presidente Putin
    ☝️ “The US deliberately dragged Russia and Europe into this conflict. In that sense, they achieved their goal - they drove a wedge between us and Europe. Now they’re shifting the financial burden onto the Europeans. And the spineless, weak-willed generation of today’s European politicians can’t stand up to them, given their overwhelming dependence on the U.S. in media, economics, and politics. You know, if you look closely at any major media outlet, the ultimate beneficiary often turns out to be some American fund. U.S. intelligence agencies across the ocean recruit their supporters from a young age, right from the student benches, grooming them and propelling them to the political heights of European countries.” - President Putin ☝️ “Gli Stati Uniti hanno deliberatamente trascinato la Russia e l'Europa in questo conflitto. In questo senso, hanno raggiunto il loro obiettivo: hanno creato una spaccatura tra noi e l'Europa. Ora stanno scaricando l'onere finanziario sugli europei. E la generazione di politici europei di oggi, senza spina dorsale e dalla volontà debole, non è in grado di opporsi, data la sua schiacciante dipendenza dagli Stati Uniti nei media, nell'economia e nella politica. Sapete, se guardate attentamente qualsiasi grande testata giornalistica, il beneficiario finale si rivela spesso essere qualche fondo americano. Le agenzie di intelligence statunitensi oltreoceano reclutano i loro sostenitori fin dalla giovane età, direttamente dai banchi di scuola, preparandoli e spingendoli ai vertici politici dei paesi europei.” - Presidente Putin
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  • SULLE ORME DI SAN FRANCESCO
    informazione indipendente Africa diritto politica geopolitica scuola insegnamento cultura giudizio commenti
    https://indisponente24.blogspot.com/2026/03/sulle-orme-di-san-francesco.html
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  • UNA BELLA NOTIZIA FINALMENTE!
    La prima scuola giardino arriva in Brianza: dove i bambini studieranno circondati da verde e luce
    Un progetto unico nel suo genere in Italia. Una grande scuola organizzata con padiglioni, dove le aule saranno collegate da sentieri. Abbiamo visto i render: ecco come sarà e chi c'è dietro al progetto
    https://www.monzatoday.it/dossier/scuola-giardino-brianza-dove.html
    UNA BELLA NOTIZIA FINALMENTE! La prima scuola giardino arriva in Brianza: dove i bambini studieranno circondati da verde e luce Un progetto unico nel suo genere in Italia. Una grande scuola organizzata con padiglioni, dove le aule saranno collegate da sentieri. Abbiamo visto i render: ecco come sarà e chi c'è dietro al progetto https://www.monzatoday.it/dossier/scuola-giardino-brianza-dove.html
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    La prima scuola giardino arriva in Brianza: dove i bambini studieranno circondati da verde e luce
    Un progetto unico nel suo genere in Italia. Una grande scuola organizzata con padiglioni, dove le aule saranno collegate da sentieri. Abbiamo visto i render: ecco come sarà e chi c'è dietro al progetto
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  • IO OBIETTO

    La vera sconfitta è trovarsi nel 2026 a fare ancora gli stessi discorsi e le stesse valutazioni di 30 o 40 anni fa. Dopo tutto ciò che la storia recente ci ha già mostrato in termini di distruzione e perdite umane, siamo ancora qui a discutere di #riarmo, di #difesa e del ritorno di un linguaggio che pensavamo appartenesse al passato. Questo è il vero schifo della situazione.

    Eppure sta accadendo di nuovo.
    Con l’ultima escalation internazionale torna con insistenza il tema della leva militare, spesso riproposta sotto forme apparentemente nuove: volontariato “strutturato”, percorsi pre-militari nelle scuole, programmi presentati come facoltativi ma che rappresentano il primo passo verso un possibile ripristino della coscrizione.

    Nei Paesi nordici migliaia di giovani vengono già richiamati ogni anno: chi rifiuta paga, chi disobbedisce perde diritti.
    Anche in Italia il dibattito si riaccende. Il governo ha già accennato l’intenzione di aumentare l’organico delle forze armate di 10.000 unità, con prospettive che potrebbero arrivare a 30-35.000. La leva obbligatoria, ricordiamolo, non è stata abolita: è semplicemente sospesa e potrebbe essere riattivata con un atto di governo.

    Nel frattempo cresce la presenza dei militari nelle scuole, in nome dell’orientamento o dell’educazione civica. Un fenomeno che molti osservatori leggono come il tentativo di normalizzare la guerra nelle menti dei più giovani, dentro un clima generale segnato da emergenze securitarie, propaganda e costruzione continua di nuovi “nemici”.
    Per questo non sorprende che proprio gli studenti abbiano deciso di mobilitarsi.

    Il 5 marzo, nella Giornata internazionale per la consapevolezza sul disarmo e la non proliferazione istituita dall’ONU, migliaia di giovani sono scesi in piazza in tutta Italia. Presìdi, assemblee e cortei organizzati dalla Rete degli studenti medi e dall’Unione degli universitari per contestare il piano di riarmo europeo e le ipotesi di nuove forme di leva.
    “Le giovani generazioni sono terrorizzate dalla prospettiva della guerra e da una sensazione di incertezza permanente”, ha spiegato Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale della Rete degli studenti medi. “Vogliamo una scuola e un’università di pace, libere dalla militarizzazione e dagli interessi dell’industria bellica. Le risorse pubbliche devono andare all’istruzione, alla sanità e al welfare, non alle armi”.
    Gli studenti denunciano anche il rischio che scuole e università diventino spazi di propaganda o bacini di reclutamento. In un contesto globale sempre più instabile — dalle tensioni in Medio Oriente all’apertura di nuovi fronti di conflitto — la risposta politica sembra concentrarsi quasi esclusivamente sull’aumento delle spese militari. Ma, ricordano molti giovani, più armi non significa automaticamente più sicurezza.

    E forse vale la pena ascoltarli.
    Perché la storia ci insegna che le guerre raramente vengono combattute da chi le decide. Al fronte non partono i figli di chi le promuove o ne trae vantaggio economico; partono soprattutto giovani e lavoratori, spesso già segnati da precarietà e mancanza di prospettive.
    È anche per questo che molti ragazzi chiedono semplicemente di essere ascoltati. Chiedono opportunità, istruzione, lavoro dignitoso, una sanità pubblica che funzioni. Chiedono un futuro che non sia definito dall’idea di dover difendere con le armi ciò che la politica non è riuscita a costruire con la giustizia sociale.
    Forse il primo passo non è imporre nuove forme di militarizzazione, ma riaprire uno spazio di confronto reale sulle politiche sociali e giovanili, nelle città e nel Paese. Riconoscere l’incertezza che attraversa questa generazione e provare ad affrontarla con strumenti diversi dalla logica della guerra.

    Dire “io obietto” non è uno slogan.
    È l’inizio di una domanda collettiva: quale società vogliamo costruire e quale futuro siamo disposti a immaginare per chi verrà dopo di noi.

    #pace #dirittideigiovani #noallaMilitarizzazione #futuro
    IO OBIETTO ✋ La vera sconfitta è trovarsi nel 2026 a fare ancora gli stessi discorsi e le stesse valutazioni di 30 o 40 anni fa. Dopo tutto ciò che la storia recente ci ha già mostrato in termini di distruzione e perdite umane, siamo ancora qui a discutere di #riarmo, di #difesa e del ritorno di un linguaggio che pensavamo appartenesse al passato. Questo è il vero schifo della situazione. Eppure sta accadendo di nuovo. Con l’ultima escalation internazionale torna con insistenza il tema della leva militare, spesso riproposta sotto forme apparentemente nuove: volontariato “strutturato”, percorsi pre-militari nelle scuole, programmi presentati come facoltativi ma che rappresentano il primo passo verso un possibile ripristino della coscrizione. Nei Paesi nordici migliaia di giovani vengono già richiamati ogni anno: chi rifiuta paga, chi disobbedisce perde diritti. Anche in Italia il dibattito si riaccende. Il governo ha già accennato l’intenzione di aumentare l’organico delle forze armate di 10.000 unità, con prospettive che potrebbero arrivare a 30-35.000. La leva obbligatoria, ricordiamolo, non è stata abolita: è semplicemente sospesa e potrebbe essere riattivata con un atto di governo. Nel frattempo cresce la presenza dei militari nelle scuole, in nome dell’orientamento o dell’educazione civica. Un fenomeno che molti osservatori leggono come il tentativo di normalizzare la guerra nelle menti dei più giovani, dentro un clima generale segnato da emergenze securitarie, propaganda e costruzione continua di nuovi “nemici”. Per questo non sorprende che proprio gli studenti abbiano deciso di mobilitarsi. Il 5 marzo, nella Giornata internazionale per la consapevolezza sul disarmo e la non proliferazione istituita dall’ONU, migliaia di giovani sono scesi in piazza in tutta Italia. Presìdi, assemblee e cortei organizzati dalla Rete degli studenti medi e dall’Unione degli universitari per contestare il piano di riarmo europeo e le ipotesi di nuove forme di leva. “Le giovani generazioni sono terrorizzate dalla prospettiva della guerra e da una sensazione di incertezza permanente”, ha spiegato Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale della Rete degli studenti medi. “Vogliamo una scuola e un’università di pace, libere dalla militarizzazione e dagli interessi dell’industria bellica. Le risorse pubbliche devono andare all’istruzione, alla sanità e al welfare, non alle armi”. Gli studenti denunciano anche il rischio che scuole e università diventino spazi di propaganda o bacini di reclutamento. In un contesto globale sempre più instabile — dalle tensioni in Medio Oriente all’apertura di nuovi fronti di conflitto — la risposta politica sembra concentrarsi quasi esclusivamente sull’aumento delle spese militari. Ma, ricordano molti giovani, più armi non significa automaticamente più sicurezza. E forse vale la pena ascoltarli. Perché la storia ci insegna che le guerre raramente vengono combattute da chi le decide. Al fronte non partono i figli di chi le promuove o ne trae vantaggio economico; partono soprattutto giovani e lavoratori, spesso già segnati da precarietà e mancanza di prospettive. È anche per questo che molti ragazzi chiedono semplicemente di essere ascoltati. Chiedono opportunità, istruzione, lavoro dignitoso, una sanità pubblica che funzioni. Chiedono un futuro che non sia definito dall’idea di dover difendere con le armi ciò che la politica non è riuscita a costruire con la giustizia sociale. Forse il primo passo non è imporre nuove forme di militarizzazione, ma riaprire uno spazio di confronto reale sulle politiche sociali e giovanili, nelle città e nel Paese. Riconoscere l’incertezza che attraversa questa generazione e provare ad affrontarla con strumenti diversi dalla logica della guerra. Dire “io obietto” non è uno slogan. È l’inizio di una domanda collettiva: quale società vogliamo costruire e quale futuro siamo disposti a immaginare per chi verrà dopo di noi. #pace #dirittideigiovani #noallaMilitarizzazione #futuro
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  • Uno studente di 15 anni è stato colpito con un martello da un compagno di scuola, questa mattina, all'interno dell'istituto professionale "Ettore Maiorana" di Gela, in provincia di Caltanissetta. Sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato e i sanitari del 118. Il ragazzo ferito è stato soccorso e condotto al pronto soccorso. Non sarebbe in gravi condizioni. Ancora da chiarire i motivi della lite degenerata nell'aggressione. La polizia sta ricostruendo la dinamica dell'accaduto. #ANSA

    https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/02/26/studente-colpisce-con-martello-un-compagno-in-scuola-a-gela_2bb8899c-a2ed-445d-a831-2692904f987b.html
    Uno studente di 15 anni è stato colpito con un martello da un compagno di scuola, questa mattina, all'interno dell'istituto professionale "Ettore Maiorana" di Gela, in provincia di Caltanissetta. Sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato e i sanitari del 118. Il ragazzo ferito è stato soccorso e condotto al pronto soccorso. Non sarebbe in gravi condizioni. Ancora da chiarire i motivi della lite degenerata nell'aggressione. La polizia sta ricostruendo la dinamica dell'accaduto. #ANSA https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/02/26/studente-colpisce-con-martello-un-compagno-in-scuola-a-gela_2bb8899c-a2ed-445d-a831-2692904f987b.html
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  • I GIULLARI DI CORTE DELLA CANZONE AL QUIRINALE.
    COME SEMPRE…BOICOTTA SANREMO!

    Come tutti i giullari di corte servi di un sistema malato, anche i 30 “big” che parteciperanno a Sanremo sono andati in liturgica visita dal capo dello stato Sergio Mattarella, il custode della Costituzione Italiana, da lui però sostituita in tempo di Covid con la Costituzione delle Multinazionali del Farmaco, che all’art. 1 permette di togliere la libertà di scuola e di circolazione anche ai minorenni se non in cambio dell’inoculazione di un farmaco tossico sperimentale.

    Fra di loro il signor Fedez e il signor J-AX che si sono resi complici della strage pandemica con spot pubblicitari a favore dei sieri magici e frasi d’odio ormai entrate nella storia. E poi tutti gli altri, vecchie glorie in cerca di qualche spicciolo per la pensione e nuovi “talenti” mai sentiti nominare in vita mia…scusate l’ignoranza in materia.
    Ce ne fosse mezzo che non abbia elogiato la simpatia e la disponibilità del presidente amante delle siringhe e degli armamenti.

    La frase più divertente l’ha pronunciata Laura Pausini, co-conduttrice del Festival, che commossa ha detto a Mattarella: “Di solito veniamo definiti quasi come giullari…ma noi non siamo solo canzonette, siamo qui per fare musica e non la guerra”.
    Forse la Pausini non sa che Mattarella è uno dei promotori del (costoso per noi) riarmo europeo e quando era ministro della difesa del governo D'Alema ordinò di bombardare, anche con l'uranio impoverito, e senza autorizzazione dell'ONU, Belgrado e Pristina, causando la morte di migliaia di civili innocenti.

    Sanremo con le vittorie programmate a tavolino dalle case discografiche rappresenta in pieno il marcio del nostro sistema-paese assieme alla politica corrotta, alla stampa di regime, alle sprecolimpiadi etc. etc. quindi anche quest’anno….BOICOTTA SANREMO!

    #boicottasanremo

    Source: https://www.facebook.com/paolo.cassina.3/posts/pfbid02c9FdY47KZmfY4KDRxZWyHvXzXua1M9K9u4EDntVBsspUo1GKXsqqkeRW6BXHw82Ll
    I GIULLARI DI CORTE DELLA CANZONE AL QUIRINALE. COME SEMPRE…BOICOTTA SANREMO! Come tutti i giullari di corte servi di un sistema malato, anche i 30 “big” che parteciperanno a Sanremo sono andati in liturgica visita dal capo dello stato Sergio Mattarella, il custode della Costituzione Italiana, da lui però sostituita in tempo di Covid con la Costituzione delle Multinazionali del Farmaco, che all’art. 1 permette di togliere la libertà di scuola e di circolazione anche ai minorenni se non in cambio dell’inoculazione di un farmaco tossico sperimentale. Fra di loro il signor Fedez e il signor J-AX che si sono resi complici della strage pandemica con spot pubblicitari a favore dei sieri magici e frasi d’odio ormai entrate nella storia. E poi tutti gli altri, vecchie glorie in cerca di qualche spicciolo per la pensione e nuovi “talenti” mai sentiti nominare in vita mia…scusate l’ignoranza in materia. Ce ne fosse mezzo che non abbia elogiato la simpatia e la disponibilità del presidente amante delle siringhe e degli armamenti. La frase più divertente l’ha pronunciata Laura Pausini, co-conduttrice del Festival, che commossa ha detto a Mattarella: “Di solito veniamo definiti quasi come giullari…ma noi non siamo solo canzonette, siamo qui per fare musica e non la guerra”. Forse la Pausini non sa che Mattarella è uno dei promotori del (costoso per noi) riarmo europeo e quando era ministro della difesa del governo D'Alema ordinò di bombardare, anche con l'uranio impoverito, e senza autorizzazione dell'ONU, Belgrado e Pristina, causando la morte di migliaia di civili innocenti. Sanremo con le vittorie programmate a tavolino dalle case discografiche rappresenta in pieno il marcio del nostro sistema-paese assieme alla politica corrotta, alla stampa di regime, alle sprecolimpiadi etc. etc. quindi anche quest’anno….BOICOTTA SANREMO! #boicottasanremo Source: https://www.facebook.com/paolo.cassina.3/posts/pfbid02c9FdY47KZmfY4KDRxZWyHvXzXua1M9K9u4EDntVBsspUo1GKXsqqkeRW6BXHw82Ll
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  • Intelligenza artificiale per governarla a scuola ci vuole una rete, 60 corsi e 600 ore di formazione. Il modello del FVG
    https://www.orizzontescuola.it/intelligenza-artificiale-per-governarla-a-scuola-ci-vuole-una-rete-60-corsi-e-600-ore-di-formazione-il-modello-del-fvg/
    Intelligenza artificiale per governarla a scuola ci vuole una rete, 60 corsi e 600 ore di formazione. Il modello del FVG https://www.orizzontescuola.it/intelligenza-artificiale-per-governarla-a-scuola-ci-vuole-una-rete-60-corsi-e-600-ore-di-formazione-il-modello-del-fvg/
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  • QUESTO NON È MOLTO RASSICURANTE!
    Il lavoro chiude le porte ai giovani: crollo del 16% nelle professioni esposte all’IA. Lo studio
    Di Giuseppina Bonadies
    https://www.orizzontescuola.it/il-lavoro-chiude-le-porte-ai-giovani-crollo-del-16-nelle-professioni-esposte-allia-lo-studio/
    QUESTO NON È MOLTO RASSICURANTE! Il lavoro chiude le porte ai giovani: crollo del 16% nelle professioni esposte all’IA. Lo studio Di Giuseppina Bonadies https://www.orizzontescuola.it/il-lavoro-chiude-le-porte-ai-giovani-crollo-del-16-nelle-professioni-esposte-allia-lo-studio/
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  • UN'ALTRA BUONA NOTIZIA per NOI PRECARI da SEMPRE DISCRIMINATI nel MONDO della SCUOLA.
    L'UE avvia procedura contro l'Italia: discriminati i docenti precari
    Commissione Europea contro l'Italia: i 234.576 docenti precari senza progressione salariale come i colleghi di ruolo

    Nel mirino di Bruxelles la disparità di trattamento: "Gli insegnanti a tempo determinato non hanno diritto a una progressione salariale graduale basata sui periodi di servizio precedenti, contrariamente agli insegnanti a tempo indeterminato"
    “Discriminazione nei confronti dei docenti precari”: la Commissione Europea avvia una procedura d’infrazione contro l’Italia

    La Commissione Europea accusa ancora una volta l’Italia, rea secondo Bruxelles di discriminazione nei confronti dei docenti precari. La notizia è stata diffusa dalla Flc Cgil che punta il dito contro il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, nonostante siano anni che la situazione è la stessa. Con una lettera partita da Bruxelles, giovedì, l’esecutivo dell’Ue ha avviato una procedura d’infrazione contro lo Stato italiano perché a causa della normativa italiana “gli insegnanti a tempo determinato non hanno diritto a una progressione salariale graduale basata sui periodi di servizio precedenti, contrariamente agli insegnanti a tempo indeterminato”. Una disparità di trattamento che rappresenta “condizioni di lavoro discriminatorie” a detta dei vertici dell’Unione europea.

    Per Bruxelles, coloro che hanno un contratto di lavoro che termina a fine agosto o con la fine dell’attività didattica o ancora al trenta giugno devono avere lo stesso trattamento di maestri e professori di ruolo. Ora Roma ha due mesi di tempo per spiegare come intende porre rimedio alle carenze emerse. La questione, se non risolta prima con un parere motivato da parte di viale Trastevere, rischia di finire dinanzi alla Corte di giustizia dell’Ue che potrebbe imporre sanzioni pecuniarie che pagherebbero tutti i cittadini. Stiamo parlando di 234.576 (dato dello scorso anno) precari che potrebbero finalmente avere gli stessi diritti degli altri colleghi.

    “Il Governo italiano continua ad ignorare la discriminazione subita dal personale a tempo determinato a cui non viene riconosciuta, diversamente dal personale di ruolo, la progressione stipendiale basata sull’anzianità di servizio. Per questo la Commissione Europea ha deciso di avviare una procedura di infrazione inviando una lettera di messa in mora causa il mancato allineamento della normativa italiana alla Direttiva 1999/70/CE, che vieta le discriminazioni tra lavoratori a tempo determinato e indeterminato e impone misure per prevenire l’utilizzo abusivo di contratti a termine nel settore scolastico”, spiega la segretaria nazionale della Flc Cgil, Gianna Fracassi.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/14/procedura-infrazione-docenti-precari-discriminazione-notizie/8291397/
    UN'ALTRA BUONA NOTIZIA per NOI PRECARI da SEMPRE DISCRIMINATI nel MONDO della SCUOLA. L'UE avvia procedura contro l'Italia: discriminati i docenti precari Commissione Europea contro l'Italia: i 234.576 docenti precari senza progressione salariale come i colleghi di ruolo Nel mirino di Bruxelles la disparità di trattamento: "Gli insegnanti a tempo determinato non hanno diritto a una progressione salariale graduale basata sui periodi di servizio precedenti, contrariamente agli insegnanti a tempo indeterminato" “Discriminazione nei confronti dei docenti precari”: la Commissione Europea avvia una procedura d’infrazione contro l’Italia La Commissione Europea accusa ancora una volta l’Italia, rea secondo Bruxelles di discriminazione nei confronti dei docenti precari. La notizia è stata diffusa dalla Flc Cgil che punta il dito contro il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, nonostante siano anni che la situazione è la stessa. Con una lettera partita da Bruxelles, giovedì, l’esecutivo dell’Ue ha avviato una procedura d’infrazione contro lo Stato italiano perché a causa della normativa italiana “gli insegnanti a tempo determinato non hanno diritto a una progressione salariale graduale basata sui periodi di servizio precedenti, contrariamente agli insegnanti a tempo indeterminato”. Una disparità di trattamento che rappresenta “condizioni di lavoro discriminatorie” a detta dei vertici dell’Unione europea. Per Bruxelles, coloro che hanno un contratto di lavoro che termina a fine agosto o con la fine dell’attività didattica o ancora al trenta giugno devono avere lo stesso trattamento di maestri e professori di ruolo. Ora Roma ha due mesi di tempo per spiegare come intende porre rimedio alle carenze emerse. La questione, se non risolta prima con un parere motivato da parte di viale Trastevere, rischia di finire dinanzi alla Corte di giustizia dell’Ue che potrebbe imporre sanzioni pecuniarie che pagherebbero tutti i cittadini. Stiamo parlando di 234.576 (dato dello scorso anno) precari che potrebbero finalmente avere gli stessi diritti degli altri colleghi. “Il Governo italiano continua ad ignorare la discriminazione subita dal personale a tempo determinato a cui non viene riconosciuta, diversamente dal personale di ruolo, la progressione stipendiale basata sull’anzianità di servizio. Per questo la Commissione Europea ha deciso di avviare una procedura di infrazione inviando una lettera di messa in mora causa il mancato allineamento della normativa italiana alla Direttiva 1999/70/CE, che vieta le discriminazioni tra lavoratori a tempo determinato e indeterminato e impone misure per prevenire l’utilizzo abusivo di contratti a termine nel settore scolastico”, spiega la segretaria nazionale della Flc Cgil, Gianna Fracassi. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/14/procedura-infrazione-docenti-precari-discriminazione-notizie/8291397/
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  • UN'ALTRA STRAGE in UNA SCUOLA in CANADA!
    COSA sta SUCCEDENDO?
    Strage in una scuola in Canada, dieci morti e 25 feriti. La polizia: "È stata una donna, ignoto il movente"
    Una nuova strage di una scuola. Questa volta la sparatoria è avvenuta in una scuola della Columbia Britannica in Canada ha causato dieci morti tra cui una do...
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/11/strage-in-una-scuola-in-canada-dieci-morti-e-25-feriti-la-polizia-e-stata-una-donna-ignoto-il-movente/8287482/
    UN'ALTRA STRAGE in UNA SCUOLA in CANADA! COSA sta SUCCEDENDO? Strage in una scuola in Canada, dieci morti e 25 feriti. La polizia: "È stata una donna, ignoto il movente" Una nuova strage di una scuola. Questa volta la sparatoria è avvenuta in una scuola della Columbia Britannica in Canada ha causato dieci morti tra cui una do... https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/11/strage-in-una-scuola-in-canada-dieci-morti-e-25-feriti-la-polizia-e-stata-una-donna-ignoto-il-movente/8287482/
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