• GIULIETTO CHIESA SU #EPSTEIN NEL 2019
    La testimonianza di chi eseguì l’autopsia…

    #giuliettochiesa #geopolitica #giornalismo #news

    Source:
    https://www.facebook.com/share/v/1G9U7hCoFM/?mibextid=wwXIfr
    GIULIETTO CHIESA SU #EPSTEIN NEL 2019 La testimonianza di chi eseguì l’autopsia… #giuliettochiesa #geopolitica #giornalismo #news Source: https://www.facebook.com/share/v/1G9U7hCoFM/?mibextid=wwXIfr
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  • CARI AMICI, SILENZIO ASSOLUTO IN POLITICA SULLE QUESTIONI CHE AFFLIGGONO GLI ITALIANI.NON RISULTA CHE IL PESSIMO GOVERNO ANCORA IN PIEDI, PER DISGRAZIA, SIA RIUSCITO A STILARE IL QUESITO REFERENDARIO.LA DATA DEL REFERENDUM E' SEMPRE FISSATA AL 22 E AL 23 MARZO PROSSIMO. SI DEVE VOTARE PER IL "NO", PER TANTE RAGIONI CHE COMINCERO' A SPIEGARE DALLA SETTIMANA PROSSIMA.UN ABBRACCIO E BUONA GIORNATA.
    CARI AMICI, SILENZIO ASSOLUTO IN POLITICA SULLE QUESTIONI CHE AFFLIGGONO GLI ITALIANI.NON RISULTA CHE IL PESSIMO GOVERNO ANCORA IN PIEDI, PER DISGRAZIA, SIA RIUSCITO A STILARE IL QUESITO REFERENDARIO.LA DATA DEL REFERENDUM E' SEMPRE FISSATA AL 22 E AL 23 MARZO PROSSIMO. SI DEVE VOTARE PER IL "NO", PER TANTE RAGIONI CHE COMINCERO' A SPIEGARE DALLA SETTIMANA PROSSIMA.UN ABBRACCIO E BUONA GIORNATA.
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  • Corte dei Conti Ue boccia la riforma della Politica agricola comune
    Politica agricola comune, la Corte dei Conti Ue critica la proposta di Bruxelles: più complessità e incertezza sui fondi.

    La Corte dei Conti boccia su tutta la linea la proposta presentata nel 2025 dalla Commissione europea per la nuova Politica Agricola Comune, che disciplinerà il settore dal 2028 al 2034. Più complessa, con meno fondi dedicati e, di conseguenza, per nulla incentrata sulla semplificazione. Secondo i magistrati contabili, infatti, le complicate modalità di programmazione e approvazione, combinate con un’architettura giuridica della Pac più complessa, rischiano di creare incertezza, rendendo i finanziamenti meno prevedibili per i beneficiari e ritardando l’erogazione dei fondi. Non solo. Nella proposta presentata da Bruxelles con un obiettivo dichiarato di “semplificazione”, la Corte dei Conti sottolinea che, tutti gli aspetti critici indicati, potrebbero compromettere proprio questo obiettivo. Molto critico, dunque, il parere fornito al Parlamento europeo e al Consiglio dell’Ue relative alla Pac e all’organizzazione comune dei mercati (Ocm). Una posizione che trova l’accordo delle associazioni di categoria, sul piede di guerra da mesi contro alcune modifiche storiche di una Politica agricola comune che, però, in qualche modo va modificata se finora ha portato nei Paesi membri alla perdita, tra il 2007 e il 2022, di quasi due milioni di aziende agricole di piccole dimensioni, con un calo del 44%. La Pac, finora, ha aiutato più le grandi realtà e l’agroindustria ma, di fatto, questa volta rischia di non accontentare nessuno. Come dimostrano le proteste dei trattori in tutta Europa, anche contro il Mercosur.
    La proposta di modifica che toglie il fondo specifico all’agricoltura

    All’interno del progetto di bilancio dell’Ue per il 2028-2034, ossia del Quadro finanziario pluriennale (QFP), per un ammontare complessivo di 2mila miliardi di euro, il Fondo europeo costituirebbe la componente maggiore, con una dotazione finanziaria di circa 865 miliardi di euro. La Politica agricola comune, che è attualmente il più grande programma di spesa agricola dell’Ue, sarebbe finanziata da questo nuovo Fondo unico sulla base di piani nazionali. È la prima volta, dalla creazione della Pac nel 1962, che non verrebbe istituito un fondo specifico per l’agricoltura. La proposta della Commissione segna inoltre un notevole cambiamento strutturale, in quanto elimina il tradizionale sostegno a due pilastri della Pac: uno diretto per gli agricoltori e il settore agroalimentare e l’altro per lo sviluppo rurale. Secondo la Corte, però, per come è stata disegnata la struttura della Pac è più complessa, tanto da rendere i finanziamenti meno prevedibili per i beneficiari, con il rischio di ritardi nell’erogazione dei fondi. Passando alle cifre, la Pac riceverebbe la dotazione di bilancio minima di 293,7 miliardi di euro per il sostegno al reddito degli agricoltori (importo “riservato”), mentre altre misure – come il programma di sviluppo rurale Leader, il sostegno alle regioni ultraperiferiche e il programma dell’Ue destinato alle scuole – sarebbero finanziati dall’importo “non riservato”. Un accordo interistituzionale suggerisce un “obiettivo rurale” del 10 % dell’importo non riservato (almeno 48,7 miliardi di euro a prezzi correnti). Inoltre, nell’ambito dell’accordo UE-Mercosur, la Commissione ha proposto che i paesi dell’Ue abbiano accesso anche a circa 45 miliardi di euro dell’importo di flessibilità a partire dal 2028, per rispondere alle esigenze degli agricoltori e delle comunità rurali.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/10/corte-conti-ue-boccia-riforma-pac-notizie/8286596/
    Corte dei Conti Ue boccia la riforma della Politica agricola comune Politica agricola comune, la Corte dei Conti Ue critica la proposta di Bruxelles: più complessità e incertezza sui fondi. La Corte dei Conti boccia su tutta la linea la proposta presentata nel 2025 dalla Commissione europea per la nuova Politica Agricola Comune, che disciplinerà il settore dal 2028 al 2034. Più complessa, con meno fondi dedicati e, di conseguenza, per nulla incentrata sulla semplificazione. Secondo i magistrati contabili, infatti, le complicate modalità di programmazione e approvazione, combinate con un’architettura giuridica della Pac più complessa, rischiano di creare incertezza, rendendo i finanziamenti meno prevedibili per i beneficiari e ritardando l’erogazione dei fondi. Non solo. Nella proposta presentata da Bruxelles con un obiettivo dichiarato di “semplificazione”, la Corte dei Conti sottolinea che, tutti gli aspetti critici indicati, potrebbero compromettere proprio questo obiettivo. Molto critico, dunque, il parere fornito al Parlamento europeo e al Consiglio dell’Ue relative alla Pac e all’organizzazione comune dei mercati (Ocm). Una posizione che trova l’accordo delle associazioni di categoria, sul piede di guerra da mesi contro alcune modifiche storiche di una Politica agricola comune che, però, in qualche modo va modificata se finora ha portato nei Paesi membri alla perdita, tra il 2007 e il 2022, di quasi due milioni di aziende agricole di piccole dimensioni, con un calo del 44%. La Pac, finora, ha aiutato più le grandi realtà e l’agroindustria ma, di fatto, questa volta rischia di non accontentare nessuno. Come dimostrano le proteste dei trattori in tutta Europa, anche contro il Mercosur. La proposta di modifica che toglie il fondo specifico all’agricoltura All’interno del progetto di bilancio dell’Ue per il 2028-2034, ossia del Quadro finanziario pluriennale (QFP), per un ammontare complessivo di 2mila miliardi di euro, il Fondo europeo costituirebbe la componente maggiore, con una dotazione finanziaria di circa 865 miliardi di euro. La Politica agricola comune, che è attualmente il più grande programma di spesa agricola dell’Ue, sarebbe finanziata da questo nuovo Fondo unico sulla base di piani nazionali. È la prima volta, dalla creazione della Pac nel 1962, che non verrebbe istituito un fondo specifico per l’agricoltura. La proposta della Commissione segna inoltre un notevole cambiamento strutturale, in quanto elimina il tradizionale sostegno a due pilastri della Pac: uno diretto per gli agricoltori e il settore agroalimentare e l’altro per lo sviluppo rurale. Secondo la Corte, però, per come è stata disegnata la struttura della Pac è più complessa, tanto da rendere i finanziamenti meno prevedibili per i beneficiari, con il rischio di ritardi nell’erogazione dei fondi. Passando alle cifre, la Pac riceverebbe la dotazione di bilancio minima di 293,7 miliardi di euro per il sostegno al reddito degli agricoltori (importo “riservato”), mentre altre misure – come il programma di sviluppo rurale Leader, il sostegno alle regioni ultraperiferiche e il programma dell’Ue destinato alle scuole – sarebbero finanziati dall’importo “non riservato”. Un accordo interistituzionale suggerisce un “obiettivo rurale” del 10 % dell’importo non riservato (almeno 48,7 miliardi di euro a prezzi correnti). Inoltre, nell’ambito dell’accordo UE-Mercosur, la Commissione ha proposto che i paesi dell’Ue abbiano accesso anche a circa 45 miliardi di euro dell’importo di flessibilità a partire dal 2028, per rispondere alle esigenze degli agricoltori e delle comunità rurali. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/10/corte-conti-ue-boccia-riforma-pac-notizie/8286596/
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  • How Are Defense Modernization and Security Concerns Fueling a 6.8% CAGR in the Automatic Weapons Market?

    Intel Market Research, the global Automatic Weapons Market was valued at USD 5.92 billion in 2026 and is projected to reach USD 9.30 billion by 2034, growing at a steady CAGR of 6.8% during the forecast period (2025-2034). This expansion is fueled by escalating global defense expenditures, accelerated military modernization initiatives, and heightened geopolitical security concerns worldwide.

    https://www.intelmarketresearch.com/download-free-sample/29806/automatic-weapons-market
    How Are Defense Modernization and Security Concerns Fueling a 6.8% CAGR in the Automatic Weapons Market? Intel Market Research, the global Automatic Weapons Market was valued at USD 5.92 billion in 2026 and is projected to reach USD 9.30 billion by 2034, growing at a steady CAGR of 6.8% during the forecast period (2025-2034). This expansion is fueled by escalating global defense expenditures, accelerated military modernization initiatives, and heightened geopolitical security concerns worldwide. https://www.intelmarketresearch.com/download-free-sample/29806/automatic-weapons-market
    Download Free Sample : Automatic Weapons Market
    Free Sample Report Preview: Automatic Weapons Market Growth Analysis, Dynamics, Key Players and Innovations, Outlook and Forecast 2026-2034
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  • Ricominciare ogni giorno.
    Per me, la vita politica è esattamente questo.
    E così ci ritroviamo qui, nel 2026, con una nuova ripartenza: l’inizio di un’avventura collettiva fatta di entusiasmo, di un’etica rinforzata e di una visione rinnovata per una città come la nostra, Milano.
    Una città che merita un futuro capace di seguire un percorso diverso, più giusto, più umano, più coraggioso.

    Ricondivido il mio intervento integrale alla Conferenza stampa di presentazione di Milano Libera, tenutasi il 27 gennaio al Politeatro.

    Link video:

    https://www.facebook.com/share/v/1BzgkUTCNf/

    #MilanoLibera
    #Ripartenza
    #PoliticaLocale
    #Milano
    #VisionePolitica
    Ricominciare ogni giorno. Per me, la vita politica è esattamente questo. E così ci ritroviamo qui, nel 2026, con una nuova ripartenza: l’inizio di un’avventura collettiva fatta di entusiasmo, di un’etica rinforzata e di una visione rinnovata per una città come la nostra, Milano. Una città che merita un futuro capace di seguire un percorso diverso, più giusto, più umano, più coraggioso. Ricondivido il mio intervento integrale alla Conferenza stampa di presentazione di Milano Libera, tenutasi il 27 gennaio al Politeatro. 🎬 Link video: https://www.facebook.com/share/v/1BzgkUTCNf/ #MilanoLibera #Ripartenza #PoliticaLocale #Milano #VisionePolitica
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  • L’idea geniale di scavare un laboratorio sotto al Gran Sasso: così Zichichi convinse la Dc
    Lo scienziato scomparso oggi, all’epoca presidente dell’Infn, chiese alla politica di sfruttare i lavori per l’A24. Oggi il centro di ricerca ospita 1300 scienziati...
    https://www.repubblica.it/cronaca/2026/02/09/news/laboratori_gran_sasso_cosa_sono_antonino_zichichi-425148639/amp/
    L’idea geniale di scavare un laboratorio sotto al Gran Sasso: così Zichichi convinse la Dc Lo scienziato scomparso oggi, all’epoca presidente dell’Infn, chiese alla politica di sfruttare i lavori per l’A24. Oggi il centro di ricerca ospita 1300 scienziati... https://www.repubblica.it/cronaca/2026/02/09/news/laboratori_gran_sasso_cosa_sono_antonino_zichichi-425148639/amp/
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    L’idea geniale di scavare un laboratorio sotto al Gran Sasso: così Zichichi convinse la Dc
    Lo scienziato scomparso oggi, all’epoca presidente dell’Infn, chiese alla politica di sfruttare i lavori per l’A24. Oggi il centro di ricerca ospita 1300 scien…
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  • Un’occasione per conoscere da vicino Massimiliano Lisa e l’essenza del progetto Milano Libera.
    Un confronto sui temi chiave per il presente e il futuro del territorio, tra visione, identità e partecipazione.

    Appuntamento questa sera in diretta su Antenna 3 – Canale 11, alle ore 20.30.

    #MilanoLibera #MassimilianoLisa #DirettaTV #PoliticaLocale
    Un’occasione per conoscere da vicino Massimiliano Lisa e l’essenza del progetto Milano Libera. Un confronto sui temi chiave per il presente e il futuro del territorio, tra visione, identità e partecipazione. 📌Appuntamento questa sera in diretta su Antenna 3 – Canale 11, alle ore 20.30. #MilanoLibera #MassimilianoLisa #DirettaTV #PoliticaLocale
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  • MILANO E LA POLITICA DELL’ABITARE
    I numeri non mentono. La politica sì.

    Inutile girarci intorno: la politica dell’abitare è la vera emergenza strutturale di Milano, trasversale a tutte le fasce di reddito.
    E puntualmente, quando si avvicinano le elezioni, gli stessi responsabili del disastro riscoprono improvvisamente la “sensibilità sociale”.

    È un copione già visto.
    Un po’ come la passerella di ieri sera a San Siro: chi per anni ha definito lo stadio “obsoleto” oggi lo celebra come simbolo identitario, senza alcuna autocritica. Coerenza zero, propaganda massima.

    Ma torniamo ai fatti, perché i numeri sull’edilizia pubblica sono impietosi:

    Quota di edilizia pubblica/sociale nelle nuove lottizzazioni:

    Anni ’60–’70: 30–60% (in molti casi fino al 100%)
    Anni ’80–’90: 15–30%
    Giunta Albertini: 10–20%
    Giunta Moratti: 0–5%
    Giunta Pisapia: 8–12%
    Giunta Sala: 5–10%

    Prima: fino al 100% di edilizia pubblica nelle trasformazioni urbane
    Oggi: meno del 10%

    Nel frattempo, i prezzi delle case e degli affitti sono esplosi.

    La conclusione è fin troppo evidente:
    governi diversi, stesso risultato sull’abitare.
    A Milano destra e sinistra non hanno cambiato rotta, né sul diritto alla casa né sulla gestione (o svendita) del patrimonio pubblico.
    Questa è la verità che nessuno vuole dire.

    Adesso basta
    Milano può cambiare, ma solo se ha il coraggio di liberarsi da schemi fallimentari che arricchiscono pochi ed escludono molti.
    Un’alternativa esiste ed è chiara:
    - riportare la casa sociale a gestione pubblica al centro delle politiche urbane
    - ispirarsi a modelli europei vincenti, come Vienna, dove l’housing pubblico è una leva strategica e non un fastidio da ridurre.

    Proposte concrete:
    - creazione di un’Agenzia interamente pubblica per la gestione del patrimonio ERP / ERS
    - istituzione di un Consiglio cittadino per la casa, composto da:
    comitati di quartiere
    sindacati,
    associazioni degli inquilini
    esperti di urbanistica e politiche abitative

    Trasparenza reale, non slogan:
    pubblicazione mensile sul portale del Comune di Milano:
    - stato di avanzamento di tutti i cantieri
    elenco degli alloggi assegnati
    dati aggiornati sul patrimonio abitativo pubblico

    È davvero troppo pretendere trasparenza e diritto alla casa?
    È un’eresia chiedere che uno dei bisogni primari venga trattato come una priorità pubblica?
    No.
    È semplicemente aprire gli occhi sulla realtà.

    Per riportare l’edilizia pubblica al centro
    Per una città accessibile a chi la vive davvero
    Milano deve tornare ai cittadini.

    #Milano #PoliticaDellAbitare #DirittoAllaCasa #EdiliziaPubblica #CasaAMilano #Affitti #Urbanistica #ERP #ERS #PoliticaUrbana #MilanoLibera #MassimilianoLisa #sindaco
    🏙️ MILANO E LA POLITICA DELL’ABITARE 📉 I numeri non mentono. La politica sì. Inutile girarci intorno: la politica dell’abitare è la vera emergenza strutturale di Milano, trasversale a tutte le fasce di reddito. E puntualmente, quando si avvicinano le elezioni, gli stessi responsabili del disastro riscoprono improvvisamente la “sensibilità sociale”. È un copione già visto. Un po’ come la passerella di ieri sera a San Siro: chi per anni ha definito lo stadio “obsoleto” oggi lo celebra come simbolo identitario, senza alcuna autocritica. Coerenza zero, propaganda massima. Ma torniamo ai fatti, perché i numeri sull’edilizia pubblica sono impietosi: 📊 Quota di edilizia pubblica/sociale nelle nuove lottizzazioni: Anni ’60–’70: 30–60% (in molti casi fino al 100%) Anni ’80–’90: 15–30% Giunta Albertini: 10–20% Giunta Moratti: 0–5% Giunta Pisapia: 8–12% Giunta Sala: 5–10% ➡️ Prima: fino al 100% di edilizia pubblica nelle trasformazioni urbane ➡️ Oggi: meno del 10% 💸 Nel frattempo, i prezzi delle case e degli affitti sono esplosi. La conclusione è fin troppo evidente: ⚖️ governi diversi, stesso risultato sull’abitare. A Milano destra e sinistra non hanno cambiato rotta, né sul diritto alla casa né sulla gestione (o svendita) del patrimonio pubblico. Questa è la verità che nessuno vuole dire. 🚫 Adesso basta Milano può cambiare, ma solo se ha il coraggio di liberarsi da schemi fallimentari che arricchiscono pochi ed escludono molti. Un’alternativa esiste ed è chiara: - riportare la casa sociale a gestione pubblica al centro delle politiche urbane - ispirarsi a modelli europei vincenti, come Vienna, dove l’housing pubblico è una leva strategica e non un fastidio da ridurre. 🔑 Proposte concrete: - creazione di un’Agenzia interamente pubblica per la gestione del patrimonio ERP / ERS - istituzione di un Consiglio cittadino per la casa, composto da: comitati di quartiere sindacati, associazioni degli inquilini esperti di urbanistica e politiche abitative 📊 Trasparenza reale, non slogan: pubblicazione mensile sul portale del Comune di Milano: - stato di avanzamento di tutti i cantieri elenco degli alloggi assegnati dati aggiornati sul patrimonio abitativo pubblico È davvero troppo pretendere trasparenza e diritto alla casa? È un’eresia chiedere che uno dei bisogni primari venga trattato come una priorità pubblica? No. È semplicemente aprire gli occhi sulla realtà. 🏙️ Per riportare l’edilizia pubblica al centro 🔑 Per una città accessibile a chi la vive davvero Milano deve tornare ai cittadini. #Milano #PoliticaDellAbitare #DirittoAllaCasa #EdiliziaPubblica #CasaAMilano #Affitti #Urbanistica #ERP #ERS #PoliticaUrbana #MilanoLibera #MassimilianoLisa #sindaco
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  • Finalmente qualcuno che ha il coraggio di ammetterlo. La sconsiderata politica Green della Von der Leyen ha fatto perdere milioni di posti di lavoro e ha fatto crollare la nostra economia!
    Hanno giocato con il nostro futuro!
    Stellantis, la sterzata sull'elettrico costa 22 miliardi e fa crollare il titolo
    Il gruppo sospende il dividendo e annuncia bond per 5 miliardi. Filosa ammette: "Sovrastimata la rapidità della transizione energetica".
    Un cambio di strategia sull’elettrico con oneri per 22,2 miliardi di euro nel 2025. E una perdita tra i 19 e i 21 miliardi di euro nel secondo semestre dell’anno, accompagnata dallo stop al dividendo 2026 e dall’emissione di 5 miliardi di bond ibridi perpetui non convertibili. Sono gli annunci arrivati venerdì dai vertici del gruppo Stellantis, che riconducono la voragine al “costo derivante da una sovrastima del ritmo della transizione energetica” ma pure a “precedenti problemi di scarsa efficienza operativa“. Come dire che la colpa è della passata gestione di Carlos Tavares, uscito dal gruppo a fine 2024. La “reimpostazione” decisa dall’ad Antonio Filosa, certo che nel 2026 il gruppo “sarà profittevole”, non ha però dissipato le preoccupazioni di investitori e analisti, come dimostra il crollo verticale del titolo a Piazza Affari: le azioni Stellantis sono arrivate a perdere oltre il 29% per poi chiudere a -25. Solo giovedì Filosa aveva firmato insieme a Oliver Blume, numero uno di Volkswagen, un appello alla Ue per ottenere un trattamento preferenziale per i veicoli prodotti in Europa, con incentivi all’acquisto nazionali e corsie preferenziali negli appalti pubblici.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/06/stellantis-perdita-elettrico-dividendi-borsa-notizie/8282105/
    Finalmente qualcuno che ha il coraggio di ammetterlo. La sconsiderata politica Green della Von der Leyen ha fatto perdere milioni di posti di lavoro e ha fatto crollare la nostra economia! Hanno giocato con il nostro futuro! Stellantis, la sterzata sull'elettrico costa 22 miliardi e fa crollare il titolo Il gruppo sospende il dividendo e annuncia bond per 5 miliardi. Filosa ammette: "Sovrastimata la rapidità della transizione energetica". Un cambio di strategia sull’elettrico con oneri per 22,2 miliardi di euro nel 2025. E una perdita tra i 19 e i 21 miliardi di euro nel secondo semestre dell’anno, accompagnata dallo stop al dividendo 2026 e dall’emissione di 5 miliardi di bond ibridi perpetui non convertibili. Sono gli annunci arrivati venerdì dai vertici del gruppo Stellantis, che riconducono la voragine al “costo derivante da una sovrastima del ritmo della transizione energetica” ma pure a “precedenti problemi di scarsa efficienza operativa“. Come dire che la colpa è della passata gestione di Carlos Tavares, uscito dal gruppo a fine 2024. La “reimpostazione” decisa dall’ad Antonio Filosa, certo che nel 2026 il gruppo “sarà profittevole”, non ha però dissipato le preoccupazioni di investitori e analisti, come dimostra il crollo verticale del titolo a Piazza Affari: le azioni Stellantis sono arrivate a perdere oltre il 29% per poi chiudere a -25. Solo giovedì Filosa aveva firmato insieme a Oliver Blume, numero uno di Volkswagen, un appello alla Ue per ottenere un trattamento preferenziale per i veicoli prodotti in Europa, con incentivi all’acquisto nazionali e corsie preferenziali negli appalti pubblici. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/06/stellantis-perdita-elettrico-dividendi-borsa-notizie/8282105/
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    Stellantis, la sterzata sull'elettrico costa 22 miliardi e fa crollare il titolo
    Il gruppo sospende il dividendo e annuncia bond per 5 miliardi. Filosa ammette: "Sovrastimata la rapidità della transizione energetica"
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  • Referendum giustizia, Cacciari: “Credevano di raccattare una vittoria facile, ma portano a ...
    Durante Otto e Mezzo, Massimo Cacciari ha commentato le mosse del governo sul referendum della giustizia, sottolineando come l’esecutivo abbia tentato di ottenere una vittoria politica facile:«Credevano di raccattare una vittoria relativamente facile su uno dei grandi temi di riforma che avevano sbandierato in campagna elettorale – ha spiegato Cacciari – Insieme, cercavano di coprire il vuoto di realizzazioni in altri settori: trasporti e scuole stanno come stanno. Quali bandiere potranno continuare ad agitare? Va bene la Borsa, vanno bene le agenzie di rating, ma in tempo di guerra la Borsa va bene comunque. Obiettivamente stanno portando a casa pochissimo, e credo che se ne rendano conto».Secondo il filosofo, l’operazione politica attorno alla giustizia rischia di essere più simbolica che efficace, lasciando scoperti altri settori strategici del Paese.
    https://youtu.be/WmtjO5AqHB8?si=P_cAeYRlceledbKB
    Referendum giustizia, Cacciari: “Credevano di raccattare una vittoria facile, ma portano a ... Durante Otto e Mezzo, Massimo Cacciari ha commentato le mosse del governo sul referendum della giustizia, sottolineando come l’esecutivo abbia tentato di ottenere una vittoria politica facile:«Credevano di raccattare una vittoria relativamente facile su uno dei grandi temi di riforma che avevano sbandierato in campagna elettorale – ha spiegato Cacciari – Insieme, cercavano di coprire il vuoto di realizzazioni in altri settori: trasporti e scuole stanno come stanno. Quali bandiere potranno continuare ad agitare? Va bene la Borsa, vanno bene le agenzie di rating, ma in tempo di guerra la Borsa va bene comunque. Obiettivamente stanno portando a casa pochissimo, e credo che se ne rendano conto».Secondo il filosofo, l’operazione politica attorno alla giustizia rischia di essere più simbolica che efficace, lasciando scoperti altri settori strategici del Paese. https://youtu.be/WmtjO5AqHB8?si=P_cAeYRlceledbKB
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