• IRISH TEACHER ARRESTED AGAIN AFTER REFUSING TO USE "THEY" PRONOUN FOR STUDENT

    Back in cuffs again. Enoch Burke, the Irish teacher who’s already spent over 560 days in jail, was arrested again this morning outside Wilson’s Hospital School.
    Why? He wouldn’t call a male student “they,” as demanded by the school principal.

    "This is all about transgender ideology, forcing it upon every school in the country.

    They want silence, not debate. But my conscience will bring me back to this gate.
    I was never told I had to renounce my Christian beliefs to do this job.
    They can throw me in a prison cell, but they can’t force me to lie."

    INSEGNANTE IRLANDESE ARRESTATO DI NUOVO DOPO AVER RIFIUTATO DI USARE IL PRONOME "THEY" PER UNO STUDENTE

    Di nuovo in manette. Enoch Burke, l'insegnante irlandese che ha già trascorso oltre 560 giorni in carcere, è stato nuovamente arrestato questa mattina fuori dalla Wilson's Hospital School.
    Perché? Non avrebbe chiamato uno studente maschio "they", come richiesto dal preside.

    "Tutto questo riguarda l'ideologia transgender, che viene imposta a tutte le scuole del paese.

    Vogliono silenzio, non dibattito. Ma la mia coscienza mi riporterà a questo punto.
    Non mi è mai stato detto che dovevo rinunciare alla mia fede cristiana per fare questo lavoro.
    Possono sbattermi in una cella, ma non possono costringermi a mentire."

    Source: @EnochBurke

    Source: https://x.com/MarioNawfal/status/2013227802833887664?s=20
    🇮🇪 IRISH TEACHER ARRESTED AGAIN AFTER REFUSING TO USE "THEY" PRONOUN FOR STUDENT Back in cuffs again. Enoch Burke, the Irish teacher who’s already spent over 560 days in jail, was arrested again this morning outside Wilson’s Hospital School. Why? He wouldn’t call a male student “they,” as demanded by the school principal. "This is all about transgender ideology, forcing it upon every school in the country. They want silence, not debate. But my conscience will bring me back to this gate. I was never told I had to renounce my Christian beliefs to do this job. They can throw me in a prison cell, but they can’t force me to lie." 🇮🇪 INSEGNANTE IRLANDESE ARRESTATO DI NUOVO DOPO AVER RIFIUTATO DI USARE IL PRONOME "THEY" PER UNO STUDENTE Di nuovo in manette. Enoch Burke, l'insegnante irlandese che ha già trascorso oltre 560 giorni in carcere, è stato nuovamente arrestato questa mattina fuori dalla Wilson's Hospital School. Perché? Non avrebbe chiamato uno studente maschio "they", come richiesto dal preside. "Tutto questo riguarda l'ideologia transgender, che viene imposta a tutte le scuole del paese. Vogliono silenzio, non dibattito. Ma la mia coscienza mi riporterà a questo punto. Non mi è mai stato detto che dovevo rinunciare alla mia fede cristiana per fare questo lavoro. Possono sbattermi in una cella, ma non possono costringermi a mentire." Source: @EnochBurke Source: https://x.com/MarioNawfal/status/2013227802833887664?s=20
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  • Avv. Mauro Sandri sulla Commissione di Inchiesta Parlamentare Covid-19.

    Mentre il dibattito pubblico sembra essersi spostato altrove, in #Parlamento è attiva una commissione d’inchiesta sul #Covid che sta facendo emergere elementi tutt’altro che marginali. Il problema è che quasi nessuno ne parla.
    Dalle audizioni stanno affiorando dati che mettono in discussione presupposti centrali della gestione della #pandemia, a partire dalla credibilità della diagnostica utilizzata per giustificare decisioni drastiche. Se quei presupposti vacillano, vacilla l’intero impianto narrativo costruito in questi anni.
    Il silenzio mediatico non è casuale: ciò che sta emergendo non rafforza la versione ufficiale, la demolisce alla base. Dare visibilità a questi lavori non è militanza, è informazione.

    MASSIMA DIFFUSIONE!
    Avv. Mauro Sandri sulla Commissione di Inchiesta Parlamentare Covid-19. Mentre il dibattito pubblico sembra essersi spostato altrove, in #Parlamento è attiva una commissione d’inchiesta sul #Covid che sta facendo emergere elementi tutt’altro che marginali. Il problema è che quasi nessuno ne parla. Dalle audizioni stanno affiorando dati che mettono in discussione presupposti centrali della gestione della #pandemia, a partire dalla credibilità della diagnostica utilizzata per giustificare decisioni drastiche. Se quei presupposti vacillano, vacilla l’intero impianto narrativo costruito in questi anni. Il silenzio mediatico non è casuale: ciò che sta emergendo non rafforza la versione ufficiale, la demolisce alla base. Dare visibilità a questi lavori non è militanza, è informazione. MASSIMA DIFFUSIONE!
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  • UNO DEI POCHI CHE DICE LE COSE COME STANNO.

    Vannacci sfida il governo Meloni: “Continuare a mandare armi all’Ucraina è follia, l’esercito russo avanza e noi paghiamo il conto”
    "Continuare a cedere armi e fondi infiniti all’Ucraina è follia. Se vogliamo essere coerenti con l’approccio bellicistico, dobbiamo entrare in guerra con la Russia. Ma allora il governo dica agli italiani che andranno a versare il loro sangue per Kiev.

    Nuovo fronte di tensione nella maggioranza di governo sul sostegno militare all’Ucraina. A riaccendere il dibattito è Roberto Vannacci, europarlamentare della Lega ed ex generale dell’Esercito, intervenuto a Battitori Liberi, su Radio Cusano Campus, dove ha ribadito la sua fermissima contrarietà al decreto armi approvato dal governo Meloni a fine dicembre 2025, che proroga fino al 2026 gli aiuti militari a Kiev. In Aula, i leghisti Sasso e Ziello hanno votato no su risoluzioni collegate, in linea con la posizione dello stesso Vannacci.

    L’ex generale rivendica la linea dura e sottolinea come il dissenso non sia rimasto isolato: “Mi dà soddisfazione che non solo due parlamentari della Lega abbiano votato no in Aula, ma molti di più. Il mio appello era rivolto a tutti perché ritengo che trovare una pace a questo conflitto sia un interesse nazionale. Questa guerra non ha portato nulla di buono all’Italia. Ha portato a meno commercio, a meno ricchezza, a meno benessere, a un caro vita eccessivo e a un prezzo dell’energia salito alle stelle, oltre a tantissimi imprenditori italiani che non possono più esportare i loro beni in Russia”.
    Nel suo intervento, l’europarlamentare leghista cita anche il dato dei disertori ucraini per rafforzare la tesi dell’inutilità della strategia occidentale: “Solo nel 2025 ci sono stati 180mila ucraini che sono scappati per non andare al fronte. Non è più una guerra che il popolo ucraino vuole portare avanti, perché quattro anni di cessione continua di armi e fondi infiniti non hanno portato ai risultati sperati, mentre l’esercito russo continua ad avanzare”.
    A riguardo, cita Einstein sulla follia di ripetere sempre le stesse azioni aspettandosi esiti diversi: “Per non essere dei folli dobbiamo cambiare strategia e usare altri strumenti, oppure, se vogliamo essere coerenti con l’approccio bellicistico, dobbiamo entrare in guerra con la Russia insieme a Unione europea e Nato, ma dobbiamo anche dirlo chiaramente agli italiani e spiegare che i nostri figli e nipoti andranno a versare il loro sangue per Kiev”.

    Al giornalista Savino Balzano che cita le parole del segretario generale della Nato, Mark Rutte, sulla necessità di prepararsi alla guerra, Vannacci replica tranchant, anche con una frecciata alla maggioranza di governo: “Gli psicopatici sono tanti, ma non credo che gli italiani siano d’accordo. E siccome io credo che la sovranità appartenga al popolo e che il Parlamento sia là proprio per garantire che questa sovranità rimanga ancorata al popolo, una decisione del genere deve essere sposata da tutti quanti. Io mi auguro – ribadisce – che si cambino gli strumenti e che si arrivi a una pace oggi, che ci costerà sicuramente, ma costerà meno della pace di domani, perché il trend dell’invasione russa non sta cambiando. Questi sono dati reali e oggettivi”.

    L’ex generale sposta poi l’attenzione sulle priorità interne: “Questo Paese ha bisogno di maggiore attenzione sulla sicurezza, sull’immigrazione fuori controllo, sull’islamizzazione estremamente allarmante della nostra patria, sul prezzo dell’energia e su salari bassi e sanità che si sta sgretolando. Queste sono le priorità degli italiani – continua, giudicando inaccettabile destinare fondi a Kiev mentre famiglie e imprese faticano a fine mese – Ci sono 50 milioni di euro nella manovra che dovranno andare all’Ucraina e un fondo di debito comune europeo da 90 miliardi che qualcuno dovrà restituire, perché gli ucraini non lo faranno mai”.

    Alla domanda sulle ripercussioni politiche delle sue posizioni, Vannacci rivendica la propria autonomia: “Io faccio i miei appelli, mi interessa quello che pensano gli altri, ma non mi faccio condizionare. Anche se colleghi di partito o di maggioranza non fossero d’accordo, la forza di una coalizione sta nella pluralità delle espressioni. Io voto a Bruxelles e posso dire con coscienza di avere sempre votato in maniera coerente per uno stop alla cessione di armi e fondi illimitati all’Ucraina, perché ritengo che questa strategia sia fallimentare”.

    Sul piano internazionale, l’europarlamentare affronta anche il caso Iran, invitando a evitare letture selettive: “È una situazione complessa, c’è una dittatura che opprime un popolo, ma non è l’unica nell’area. Ci sono tanti altri Stati con cui l’Occidente intrattiene ottime relazioni pur non essendo democrazie liberali“. E menziona il Qatar, l’Arabia Saudita e recenti accordi commerciali del governo Meloni.
    E sulla Siria aggiunge: “Al-Jolani è stato ricevuto dalla signora Ursula von der Leyen, ricordo che era un terrorista di Al-Qaeda”.
    Netta anche la bocciatura dell’idea di esportare la democrazia con le armi: “Ne ho visto gli effetti di persona. Sono stato in Somalia, Iraq, Libia e Afghanistan. Prima si stava male perché c’era una dittatura, ma si viveva meglio. Oggi c’è il caos totale e si vive peggio”.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/16/vannacci-meloni-ucraina-armi-iran-russia-lega/8258668/
    UNO DEI POCHI CHE DICE LE COSE COME STANNO. Vannacci sfida il governo Meloni: “Continuare a mandare armi all’Ucraina è follia, l’esercito russo avanza e noi paghiamo il conto” "Continuare a cedere armi e fondi infiniti all’Ucraina è follia. Se vogliamo essere coerenti con l’approccio bellicistico, dobbiamo entrare in guerra con la Russia. Ma allora il governo dica agli italiani che andranno a versare il loro sangue per Kiev. Nuovo fronte di tensione nella maggioranza di governo sul sostegno militare all’Ucraina. A riaccendere il dibattito è Roberto Vannacci, europarlamentare della Lega ed ex generale dell’Esercito, intervenuto a Battitori Liberi, su Radio Cusano Campus, dove ha ribadito la sua fermissima contrarietà al decreto armi approvato dal governo Meloni a fine dicembre 2025, che proroga fino al 2026 gli aiuti militari a Kiev. In Aula, i leghisti Sasso e Ziello hanno votato no su risoluzioni collegate, in linea con la posizione dello stesso Vannacci. L’ex generale rivendica la linea dura e sottolinea come il dissenso non sia rimasto isolato: “Mi dà soddisfazione che non solo due parlamentari della Lega abbiano votato no in Aula, ma molti di più. Il mio appello era rivolto a tutti perché ritengo che trovare una pace a questo conflitto sia un interesse nazionale. Questa guerra non ha portato nulla di buono all’Italia. Ha portato a meno commercio, a meno ricchezza, a meno benessere, a un caro vita eccessivo e a un prezzo dell’energia salito alle stelle, oltre a tantissimi imprenditori italiani che non possono più esportare i loro beni in Russia”. Nel suo intervento, l’europarlamentare leghista cita anche il dato dei disertori ucraini per rafforzare la tesi dell’inutilità della strategia occidentale: “Solo nel 2025 ci sono stati 180mila ucraini che sono scappati per non andare al fronte. Non è più una guerra che il popolo ucraino vuole portare avanti, perché quattro anni di cessione continua di armi e fondi infiniti non hanno portato ai risultati sperati, mentre l’esercito russo continua ad avanzare”. A riguardo, cita Einstein sulla follia di ripetere sempre le stesse azioni aspettandosi esiti diversi: “Per non essere dei folli dobbiamo cambiare strategia e usare altri strumenti, oppure, se vogliamo essere coerenti con l’approccio bellicistico, dobbiamo entrare in guerra con la Russia insieme a Unione europea e Nato, ma dobbiamo anche dirlo chiaramente agli italiani e spiegare che i nostri figli e nipoti andranno a versare il loro sangue per Kiev”. Al giornalista Savino Balzano che cita le parole del segretario generale della Nato, Mark Rutte, sulla necessità di prepararsi alla guerra, Vannacci replica tranchant, anche con una frecciata alla maggioranza di governo: “Gli psicopatici sono tanti, ma non credo che gli italiani siano d’accordo. E siccome io credo che la sovranità appartenga al popolo e che il Parlamento sia là proprio per garantire che questa sovranità rimanga ancorata al popolo, una decisione del genere deve essere sposata da tutti quanti. Io mi auguro – ribadisce – che si cambino gli strumenti e che si arrivi a una pace oggi, che ci costerà sicuramente, ma costerà meno della pace di domani, perché il trend dell’invasione russa non sta cambiando. Questi sono dati reali e oggettivi”. L’ex generale sposta poi l’attenzione sulle priorità interne: “Questo Paese ha bisogno di maggiore attenzione sulla sicurezza, sull’immigrazione fuori controllo, sull’islamizzazione estremamente allarmante della nostra patria, sul prezzo dell’energia e su salari bassi e sanità che si sta sgretolando. Queste sono le priorità degli italiani – continua, giudicando inaccettabile destinare fondi a Kiev mentre famiglie e imprese faticano a fine mese – Ci sono 50 milioni di euro nella manovra che dovranno andare all’Ucraina e un fondo di debito comune europeo da 90 miliardi che qualcuno dovrà restituire, perché gli ucraini non lo faranno mai”. Alla domanda sulle ripercussioni politiche delle sue posizioni, Vannacci rivendica la propria autonomia: “Io faccio i miei appelli, mi interessa quello che pensano gli altri, ma non mi faccio condizionare. Anche se colleghi di partito o di maggioranza non fossero d’accordo, la forza di una coalizione sta nella pluralità delle espressioni. Io voto a Bruxelles e posso dire con coscienza di avere sempre votato in maniera coerente per uno stop alla cessione di armi e fondi illimitati all’Ucraina, perché ritengo che questa strategia sia fallimentare”. Sul piano internazionale, l’europarlamentare affronta anche il caso Iran, invitando a evitare letture selettive: “È una situazione complessa, c’è una dittatura che opprime un popolo, ma non è l’unica nell’area. Ci sono tanti altri Stati con cui l’Occidente intrattiene ottime relazioni pur non essendo democrazie liberali“. E menziona il Qatar, l’Arabia Saudita e recenti accordi commerciali del governo Meloni. E sulla Siria aggiunge: “Al-Jolani è stato ricevuto dalla signora Ursula von der Leyen, ricordo che era un terrorista di Al-Qaeda”. Netta anche la bocciatura dell’idea di esportare la democrazia con le armi: “Ne ho visto gli effetti di persona. Sono stato in Somalia, Iraq, Libia e Afghanistan. Prima si stava male perché c’era una dittatura, ma si viveva meglio. Oggi c’è il caos totale e si vive peggio”. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/16/vannacci-meloni-ucraina-armi-iran-russia-lega/8258668/
    WWW.ILFATTOQUOTIDIANO.IT
    Vannacci sfida il governo Meloni: “Continuare a mandare armi all’Ucraina è follia, l’esercito russo avanza e noi paghiamo il conto”
    "Continuare a cedere armi e fondi infiniti all’Ucraina è follia. Se vogliamo essere coerenti con l’approccio bellicistico, dobbiamo entrare in guerra con la Russia. Ma allora il governo dica agli italiani che andranno a versare il loro sangue per Kiev". Vannacci rivendica il no alle armi all'Ucraina - Guarda il video
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  • ACCADE ANCHE QUESTO GRAZIE ALLA Von der Leyen
    L’INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA TEDESCA SI TRASFERISCE IN UNGHERIA
    GRAZIE ALLE RISORSE ENERGETICHE RUSSE —

    Non è ideologia.
    Non è geopolitica “valoriale”.
    È ECONOMIA REALE.

    Mercedes sposta la produzione della A-Class dalla Germania all’Ungheria.
    Motivo ufficiale: riduzione dei costi.
    Motivo reale: ENERGIA.

    In Germania:
    – prezzi energetici fuori controllo
    – industria manifatturiera strangolata
    – decine di migliaia di posti di lavoro che svaniscono

    In Ungheria:
    – forniture energetiche stabili
    – costi sostenibili
    – continuità produttiva

    La variabile rimossa dal dibattito europeo è sempre la stessa:
    l’Ungheria non ha reciso i rapporti energetici con la Russia.
    La Germania sì.
    E ora paga il prezzo della “virtù”.

    Questa non è delocalizzazione.
    È DEINDUSTRIALIZZAZIONE PILOTATA.

    Audi produce già in Ungheria.
    BMW ha investito pesantemente.
    Mercedes segue.

    Il mercato non ascolta slogan.
    Non legge editoriali.
    Non applaude conferenze.

    Il mercato SI SPOSTA.

    E mentre Bruxelles parla di transizione,
    le fabbriche chiudono,
    i lavoratori vengono licenziati
    e l’industria europea prende la via più razionale:
    quella dove l’energia esiste e costa meno.

    Poi, con aria stupita, ci chiederemo:
    “Ma perché l’Europa si sta svuotando?”

    La risposta è già scritta sui cancelli delle fabbriche.
    Solo che non è scritta in tedesco.
    ACCADE ANCHE QUESTO GRAZIE ALLA Von der Leyen 🇭🇺🇩🇪 L’INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA TEDESCA SI TRASFERISCE IN UNGHERIA GRAZIE ALLE RISORSE ENERGETICHE RUSSE — Non è ideologia. Non è geopolitica “valoriale”. È ECONOMIA REALE. Mercedes sposta la produzione della A-Class dalla Germania all’Ungheria. Motivo ufficiale: riduzione dei costi. Motivo reale: ENERGIA. In Germania: – prezzi energetici fuori controllo – industria manifatturiera strangolata – decine di migliaia di posti di lavoro che svaniscono In Ungheria: – forniture energetiche stabili – costi sostenibili – continuità produttiva La variabile rimossa dal dibattito europeo è sempre la stessa: 👉 l’Ungheria non ha reciso i rapporti energetici con la Russia. La Germania sì. E ora paga il prezzo della “virtù”. Questa non è delocalizzazione. È DEINDUSTRIALIZZAZIONE PILOTATA. Audi produce già in Ungheria. BMW ha investito pesantemente. Mercedes segue. Il mercato non ascolta slogan. Non legge editoriali. Non applaude conferenze. Il mercato SI SPOSTA. E mentre Bruxelles parla di transizione, le fabbriche chiudono, i lavoratori vengono licenziati e l’industria europea prende la via più razionale: quella dove l’energia esiste e costa meno. Poi, con aria stupita, ci chiederemo: “Ma perché l’Europa si sta svuotando?” La risposta è già scritta sui cancelli delle fabbriche. Solo che non è scritta in tedesco.
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  • Abbiamo varcato la soglia della singolarità tecnologica, parola di Elon Musk.

    La recente chiusura di un round di finanziamento da 20 miliardi di dollari per xAI ha dato nuova spinta all'azienda di Elon Musk, ma è stata anche l'occasione per l’imprenditore sudafricano, di rilasciare dichiarazioni che faranno discutere. Musk ha commentato il risultato finanziario durante un podcast pubblicato sul canale Moonshots, condotto da Peter Diamandis, e le sue parole hanno rapidamente fatto il giro del mondo alimentando il dibattito sul futuro dell’AI e della robotica.

    Secondo Musk, l’umanità avrebbe già varcato la soglia della cosiddetta Singolarità tecnologica, un punto oltre il quale lo sviluppo dell’AI procede con una velocità tale da rendere impossibile tornare indietro. Nella sua visione, l’accelerazione simultanea di algoritmi, potenza di calcolo e disponibilità di dati sta portando a sistemi sempre più autonomi e capaci, con effetti destinati a riflettersi sull’economia, sulla sanità e sull’organizzazione stessa della società. Il 2026, ha spiegato, sarà un anno chiave, perché segnerà l’ingresso dell’AI e della robotica in una fase di diffusione su larga scala. Una parte centrale di questo scenario riguarda Optimus, il robot umanoide sviluppato da Tesla.

    Musk lo ha definito senza esitazioni il prodotto più importante mai realizzato dall’azienda, attribuendogli un potenziale superiore a quello delle automobili elettriche. La terza generazione di Optimus, attesa nei primi mesi del 2026, dovrebbe introdurre miglioramenti sostanziali nella destrezza delle mani e nella precisione dei movimenti. L’obiettivo dichiarato è avviare la produzione di massa già da aprile, con numeri che, nelle intenzioni, potrebbero arrivare a milioni di unità l’anno. Secondo Musk, questi robot saranno in grado di svolgere compiti complessi in ambito industriale e medico, aprendo la strada a un accesso più ampio alle cure avanzate.

    Parallelamente anche Neuralink si prepara a un passaggio importantissimo e proprio nel corso del 2026 dovrebbe partire la produzione ad alto volume degli impianti cerebrali, accompagnata da procedure chirurgiche sempre più automatizzate. Tra i progetti più ambiziosi figura Blindsight, pensato per restituire la vista anche a persone non vedenti dalla nascita. I primi test clinici su pazienti umani rappresentano un passaggio delicato, ma Musk li descrive come un passo necessario verso una medicina capace non solo di ripristinare funzioni compromesse, ma anche di ampliare le capacità umane.

    Elon Musk insiste sul fatto che la ricerca debba essere guidata da curiosità e ricerca della verità, elementi che, a suo dire, permetteranno di trasformare l’automazione avanzata in una fonte di prosperità diffusa. Un futuro che promette abbondanza e nuove opportunità, ma sarà davvero così? In molti sono preoccupati dalla direzione del cambiamento tecnologico negli ultimi 2 anni. E voi che ne pensate? Diteci la vostra nei commenti.

    https://www.hdblog.it/tecnologia/articoli/n643812/elon-musk-singolarita-tecnologica-ai-robotica/
    Abbiamo varcato la soglia della singolarità tecnologica, parola di Elon Musk. La recente chiusura di un round di finanziamento da 20 miliardi di dollari per xAI ha dato nuova spinta all'azienda di Elon Musk, ma è stata anche l'occasione per l’imprenditore sudafricano, di rilasciare dichiarazioni che faranno discutere. Musk ha commentato il risultato finanziario durante un podcast pubblicato sul canale Moonshots, condotto da Peter Diamandis, e le sue parole hanno rapidamente fatto il giro del mondo alimentando il dibattito sul futuro dell’AI e della robotica. Secondo Musk, l’umanità avrebbe già varcato la soglia della cosiddetta Singolarità tecnologica, un punto oltre il quale lo sviluppo dell’AI procede con una velocità tale da rendere impossibile tornare indietro. Nella sua visione, l’accelerazione simultanea di algoritmi, potenza di calcolo e disponibilità di dati sta portando a sistemi sempre più autonomi e capaci, con effetti destinati a riflettersi sull’economia, sulla sanità e sull’organizzazione stessa della società. Il 2026, ha spiegato, sarà un anno chiave, perché segnerà l’ingresso dell’AI e della robotica in una fase di diffusione su larga scala. Una parte centrale di questo scenario riguarda Optimus, il robot umanoide sviluppato da Tesla. Musk lo ha definito senza esitazioni il prodotto più importante mai realizzato dall’azienda, attribuendogli un potenziale superiore a quello delle automobili elettriche. La terza generazione di Optimus, attesa nei primi mesi del 2026, dovrebbe introdurre miglioramenti sostanziali nella destrezza delle mani e nella precisione dei movimenti. L’obiettivo dichiarato è avviare la produzione di massa già da aprile, con numeri che, nelle intenzioni, potrebbero arrivare a milioni di unità l’anno. Secondo Musk, questi robot saranno in grado di svolgere compiti complessi in ambito industriale e medico, aprendo la strada a un accesso più ampio alle cure avanzate. Parallelamente anche Neuralink si prepara a un passaggio importantissimo e proprio nel corso del 2026 dovrebbe partire la produzione ad alto volume degli impianti cerebrali, accompagnata da procedure chirurgiche sempre più automatizzate. Tra i progetti più ambiziosi figura Blindsight, pensato per restituire la vista anche a persone non vedenti dalla nascita. I primi test clinici su pazienti umani rappresentano un passaggio delicato, ma Musk li descrive come un passo necessario verso una medicina capace non solo di ripristinare funzioni compromesse, ma anche di ampliare le capacità umane. Elon Musk insiste sul fatto che la ricerca debba essere guidata da curiosità e ricerca della verità, elementi che, a suo dire, permetteranno di trasformare l’automazione avanzata in una fonte di prosperità diffusa. Un futuro che promette abbondanza e nuove opportunità, ma sarà davvero così? In molti sono preoccupati dalla direzione del cambiamento tecnologico negli ultimi 2 anni. E voi che ne pensate? Diteci la vostra nei commenti. https://www.hdblog.it/tecnologia/articoli/n643812/elon-musk-singolarita-tecnologica-ai-robotica/
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  • “A Milano qualcosa si muove…”
    Un momento di confronto aperto alla città.
    Segnali di coraggio e motivazione nel dibattito cittadino.

    #MilanoLibera
    “A Milano qualcosa si muove…” Un momento di confronto aperto alla città. Segnali di coraggio e motivazione nel dibattito cittadino. #MilanoLibera
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  • L'Avvocato Francesco Cinquemani, alias "lo squalo", disintegra la sentenza n. 199/2025 della Corte Costituzionale, quella che definisce legittimi gli obblighi vaccinali in "pandemia"

    Cerchiamo di sintetizzare in cinque punti cosa si contesta alla sentenza della Corte Costituzionale nel magistrale articolo dell' Avv. Cinquemani, vero fuoriclasse, che si distingue per rigore tecnico-giuridico e precisione chirurgica nello smontare la pronuncia.

    1. Ha evitato il nodo centrale: "vaccini" non autorizzati per prevenire l'infezione

    - La Corte Costituzionale, anche chiamata Consulta, ignora che il D.L. 44/2021 imponeva l'obbligo per "prevenire l'infezione", ma i "vaccini" non erano autorizzati a farlo. Tutti i documenti ufficiali (EMA, AIFA, RCP) autorizzavano i "vaccini" solo per "prevenire la malattia COVID-19 causata da SARS-CoV-2", non si parla né di prevenzione dell'infezione né di "contagio". Di più: nel 2021 EMA dichiarò pubblicamente che non c'erano dati disponibili sulla capacità dei "vaccini" di prevenire il "contagio". Questa contraddizione è il "vizio originario" che la Consulta si rifiuta di affrontare.

    2. Deferenza cieca alle autorità sanitarie - rinuncia al controllo

    La Corte accetta senza verificare le affermazioni delle autorità, quando le stesse nel 2021 ammettevano:

    -Nessun dato sulla trasmissione
    -Studi incompleti su anziani e fragili
    -Autorizzazione solo condizionata

    La Consulta ha rinunciato al suo ruolo di garante dei diritti fondamentali, abdicando al controllo di proporzionalità.

    3. Ignora l'utilizzo off-label di massa (illegale)

    Utilizzare un farmaco off-label, vuol dire che lo stesso è prescritto al di fuori delle indicazioni approvate nell'RCP/bugiardino. Se il "vaccino" è autorizzato per la malattia ma imposto per l'infezione, è uso off-label, che richiede:

    -Valutazione AIFA specifica
    -Consenso informato rafforzato
    -Monitoraggio rigoroso
    -Responsabilità del medico che somministra il farmaco

    Nulla di tutto ciò è stato fatto. La Corte non risponde nemmeno una riga su questo punto sollevato da altri tribunali.

    4. Proporzionalità e dignità: i grandi assenti nella sentenza 199/2025

    L'art. 32 della Costituzione impone tre condizioni per i trattamenti sanitari obbligatori:
    -Tutela della salute individuale
    -Tutela della salute collettiva
    -Rispetto della persona umana

    La sospensione dal lavoro, privando di retribuzione la persona, è stata qualificata da numerosi giudici come:
    -Discriminatoria
    -Lesiva della dignità
    -Devastante economicamente
    -Sproporzionata

    La Consulta per questo punto rifiuta ogni valutazione ex post, cristallizza la legittimità della norma al momento della sua emanazione, ignora che già nel 2021 i dati erano insufficienti.

    5. Una sola sentenza non crea diritto vivente

    L'accusa più dura, abrasiva, feroce: pretendere che questa pronuncia chiuda il dibattito è giuridicamente scorretto. Una singola sentenza non può ribaltare i principi costituzionali fondamentali.

    La Consulta tradisce il suo ruolo, evita le questioni scomode che avrebbero smaterializzato la stessa sentenza e legittima misure basate su presupposti scientifici mai autorizzati.

    Per concludere con una metafora sportiva: pensavano di aver segnato un gol decisivo, non rendendosi conto che si sta giocando a tennis e loro, sono senza racchetta.

    quotidianosociale.it
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    L'Avvocato Francesco Cinquemani, alias "lo squalo", disintegra la sentenza n. 199/2025 della Corte Costituzionale, quella che definisce legittimi gli obblighi vaccinali in "pandemia" Cerchiamo di sintetizzare in cinque punti cosa si contesta alla sentenza della Corte Costituzionale nel magistrale articolo dell' Avv. Cinquemani, vero fuoriclasse, che si distingue per rigore tecnico-giuridico e precisione chirurgica nello smontare la pronuncia. 1. Ha evitato il nodo centrale: "vaccini" non autorizzati per prevenire l'infezione - La Corte Costituzionale, anche chiamata Consulta, ignora che il D.L. 44/2021 imponeva l'obbligo per "prevenire l'infezione", ma i "vaccini" non erano autorizzati a farlo. Tutti i documenti ufficiali (EMA, AIFA, RCP) autorizzavano i "vaccini" solo per "prevenire la malattia COVID-19 causata da SARS-CoV-2", non si parla né di prevenzione dell'infezione né di "contagio". Di più: nel 2021 EMA dichiarò pubblicamente che non c'erano dati disponibili sulla capacità dei "vaccini" di prevenire il "contagio". Questa contraddizione è il "vizio originario" che la Consulta si rifiuta di affrontare. 2. Deferenza cieca alle autorità sanitarie - rinuncia al controllo La Corte accetta senza verificare le affermazioni delle autorità, quando le stesse nel 2021 ammettevano: -Nessun dato sulla trasmissione -Studi incompleti su anziani e fragili -Autorizzazione solo condizionata La Consulta ha rinunciato al suo ruolo di garante dei diritti fondamentali, abdicando al controllo di proporzionalità. 3. Ignora l'utilizzo off-label di massa (illegale) Utilizzare un farmaco off-label, vuol dire che lo stesso è prescritto al di fuori delle indicazioni approvate nell'RCP/bugiardino. Se il "vaccino" è autorizzato per la malattia ma imposto per l'infezione, è uso off-label, che richiede: -Valutazione AIFA specifica -Consenso informato rafforzato -Monitoraggio rigoroso -Responsabilità del medico che somministra il farmaco Nulla di tutto ciò è stato fatto. La Corte non risponde nemmeno una riga su questo punto sollevato da altri tribunali. 4. Proporzionalità e dignità: i grandi assenti nella sentenza 199/2025 L'art. 32 della Costituzione impone tre condizioni per i trattamenti sanitari obbligatori: -Tutela della salute individuale -Tutela della salute collettiva -Rispetto della persona umana La sospensione dal lavoro, privando di retribuzione la persona, è stata qualificata da numerosi giudici come: -Discriminatoria -Lesiva della dignità -Devastante economicamente -Sproporzionata La Consulta per questo punto rifiuta ogni valutazione ex post, cristallizza la legittimità della norma al momento della sua emanazione, ignora che già nel 2021 i dati erano insufficienti. 5. Una sola sentenza non crea diritto vivente L'accusa più dura, abrasiva, feroce: pretendere che questa pronuncia chiuda il dibattito è giuridicamente scorretto. Una singola sentenza non può ribaltare i principi costituzionali fondamentali. La Consulta tradisce il suo ruolo, evita le questioni scomode che avrebbero smaterializzato la stessa sentenza e legittima misure basate su presupposti scientifici mai autorizzati. Per concludere con una metafora sportiva: pensavano di aver segnato un gol decisivo, non rendendosi conto che si sta giocando a tennis e loro, sono senza racchetta. quotidianosociale.it Canale Telegram Avv. Cinquemani Gruppo Telegram Avv. Cinquemani 🔗 In_Telegram_Veritas
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  • VOTO LIBEGUALE –
    Il problema non è solo CHI votare, ma COME

    Da troppo tempo il dibattito politico si ferma ai nomi.
    Ma la vera domanda è un’altra: con quale sistema scegliamo chi ci rappresenta?

    Questo Paese ha bisogno di una riforma seria, strutturale e definitiva.
    Non solo della Giustizia, ma soprattutto di un sistema elettorale che oggi non consente agli elettori di scegliere davvero le persone più adeguate.

    Tra meno di 18 mesi voteremo per Camera e Senato.
    E mentre il tempo scorre, la nuova legge elettorale viene scritta fuori dal Parlamento, nelle stanze di pochi.
    Vogliamo davvero tornare a meccanismi opachi che permettono a qualche decina di persone di decidere chi entra in Parlamento, nominando di fatto deputati e senatori e concentrando il potere legislativo ed esecutivo?

    La democrazia non può essere un automatismo. Va esercitata.

    Per questo ti invitiamo a informarti e firmare subito tre leggi di iniziativa popolare per una legge elettorale che, dopo 20 anni, restituisca agli elettori il diritto di scegliere:

    parlamentari scelti dai cittadini

    niente voto congiunto

    niente pluricandidature

    niente soglie distorsive

    voto di preferenza

    primarie obbligatorie


    È il momento di passare dalla riflessione all’azione.


    ---

    FIRMA ADESSO

    Bastano CIE o SPID

    1️⃣ Vai qui e usa i pulsanti blu del sito:
    https://votolibeguale.it
    2️⃣ Clicca su Accedi e scegli CIE o SPID
    3️⃣ Usa SPID o l’app CieID
    4️⃣ Conferma la firma

    Fallo subito.
    Perché il voto è davvero libero solo quando scegli tu.

    #VotoLibeguale #Democrazia #Partecipazione #RiformaElettorale
    VOTO LIBEGUALE – Il problema non è solo CHI votare, ma COME 🗳️ Da troppo tempo il dibattito politico si ferma ai nomi. Ma la vera domanda è un’altra: con quale sistema scegliamo chi ci rappresenta? Questo Paese ha bisogno di una riforma seria, strutturale e definitiva. Non solo della Giustizia, ma soprattutto di un sistema elettorale che oggi non consente agli elettori di scegliere davvero le persone più adeguate. Tra meno di 18 mesi voteremo per Camera e Senato. E mentre il tempo scorre, la nuova legge elettorale viene scritta fuori dal Parlamento, nelle stanze di pochi. Vogliamo davvero tornare a meccanismi opachi che permettono a qualche decina di persone di decidere chi entra in Parlamento, nominando di fatto deputati e senatori e concentrando il potere legislativo ed esecutivo? 👉 La democrazia non può essere un automatismo. Va esercitata. Per questo ti invitiamo a informarti e firmare subito tre leggi di iniziativa popolare per una legge elettorale che, dopo 20 anni, restituisca agli elettori il diritto di scegliere: parlamentari scelti dai cittadini niente voto congiunto niente pluricandidature niente soglie distorsive voto di preferenza primarie obbligatorie È il momento di passare dalla riflessione all’azione. ✍️ --- FIRMA ADESSO Bastano CIE o SPID 1️⃣ Vai qui e usa i pulsanti blu del sito: ✍️ https://votolibeguale.it 2️⃣ Clicca su Accedi e scegli CIE o SPID 3️⃣ Usa SPID o l’app CieID 4️⃣ Conferma la firma ✅ ⏳ Fallo subito. 🇮🇹 Perché il voto è davvero libero solo quando scegli tu. #VotoLibeguale #Democrazia #Partecipazione #RiformaElettorale
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  • CONTINUIAMO A FAR MATURARE LE COSCIENZE.

    ANALISI DEI 10 VACCINI OBBLIGATORI AI BAMBINI

    È stato recentemente pubblicato un documento dalla commissione medico scientifica indipendente che analizza uno per uno i dieci vaccini pediatrici previsti dalla Legge Lorenzin.

    Come sappiamo, nel 2017 Beatrice Lorenzin, Ministro della Sanità del governo Gentiloni, varava una legge che introduceva l’obbligo per dieci vaccinazioni pediatriche, obbligo con relative sanzioni per le famiglie inadempienti.

    Nel 2017 la situazione epidemiologica delle malattie infettive e la copertura vaccinale non erano tali da destare alcuna preoccupazione, ma il Ministro, già Responsabile dei Giovani di Forza Italia e poi progressivamente scivolata a Sinistra fino al suo ingresso nel Pd, volle fortemente questa legge cui legò il suo nome.

    Da allora si parla di rivedere tale normativa.

    Giunge quindi opportuna la pubblicazione di un documento sulla possibilità e opportunità di abrogare l’obbligo vaccinale.
    Il documento è stato realizzato dalla Commissione Medico Scientifica Indipendente (CMSi), un organismo formato per promuovere un dibattito scientifico aperto e critico sulla gestione della pandemia e sui vaccini, con particolare attenzione alla sicurezza e all'efficacia dei trattamenti.
    La CMSi ha espresso preoccupazioni riguardo ai vaccini a mRNA e ha chiesto indagini approfondite sulla loro sicurezza.
    Ha pubblicato articoli e comunicati stampa per informare il pubblico e le istituzioni sui potenziali rischi associati a questi farmaci, sostenendo la necessità di un approccio più cauto e basato su evidenze.

    Il documento ora pubblicato, a firma del professor Alberto Donzelli, del professor Paolo Bellavite e del dottor Serravalle, riporta le ragioni scientifiche e giuridiche che motivano la richiesta di una revisione della normativa sulle vaccinazioni obbligatorie.
    Si tratta di un lavoro “in fieri” che la Commissione Medico Scientifica indipendente mette a disposizione degli interessati (es. associazioni di cittadini, autorità e operatori sanitari, politici, avvocati, educatori, giornalisti) e sul quale intende aprire un dibattito pubblico.

    In questo lavoro sono ridiscussi, uno per volta, i 10 vaccini menzionati nella legge 119/2017, evidenziando la loro incapacità di tutelare veramente gli interessi della collettività nell’attuale quadro epidemiologico.

    In altre parole, si prospetta il fatto che, ad una rigorosa considerazione basata sulle prove, l’obbligo vaccinale istituito nel 2017 non abbia affatto quel grado di necessità e urgenza che era stato attribuito allora.

    Dall’analisi risulta inoltre che le conoscenze scientifiche acquisite negli ultimi anni dalla farmacovigilanza attiva, parte delle quali non disponibili nel 2017, dimostrano che gli effetti avversi dei vaccini sulla salute dei bambini non sono affatto trascurabili, soprattutto se rapportati alla rarità delle malattie infettive (rarità per lo più non dovuta ai vaccini stessi).

    Secondo vari tipi di rilevamenti, l’incidenza di gravi effetti avversi della vaccinazione è dello stesso ordine di grandezza dell’incidenza di effetti gravi delle malattie che i vaccini prevengono, o superiore.
    Ciò richiama ancora una volta il principio di precauzione, da sempre cardine della medicina, assieme alla necessità di un consenso veramente informato, cioè basato su dati reali e non su ideologie storiche.

    I dati epidemiologici sulle coperture vaccinali e sugli effetti avversi sono adeguati a sostenere l’accettazione nel nido d’infanzia e nella scuola di ogni grado dei bambini non vaccinati o parzialmente vaccinati, che attualmente non vengono accettati senza aver iniziato un iter vaccinale: una vera e propria discriminazione che non trova fondamento e giustificazione di tipo scientifico.

    A conclusione di questo documento si presentano alcune linee programmatiche e suggerimenti preliminari su come sarebbe possibile rimuovere o attenuare l’obbligo vaccinale.
    Modifiche importanti ed efficaci del regime attuale sarebbero possibili persino senza abolire la legge “Lorenzin”, anzi rispettando il suo dettato alla lettera e i suggerimenti della Corte.

    Proposte ragionevoli e soprattutto ben fondate dal punto di vista medico.
    Sarà possibile discuterne nella comunità scientifica senza che inizi il fuoco di sbarramento contro i cosiddetti no vax?

    Invito tutti a leggere e a discutere del documento suddetto.

    #amiciperlitalia #amicidiippocrate #covid19 #vaccinazioni #effetticollaterali #effettiavversi
    #quotidianoweb #news #notizie #attualità #informazione #informazionelibera #Bellavite #dibattitoscientifico #EvidenzeScientifiche #fiducianellascienza #medicinaindipendente #metodoscientifico #nitag #pluralismoscientifico #principiodiprecauzione #sanitàpubblica #ScienzaAperta #scienzacritica #Serravalle #trasparenza #vaccini

    Source: https://www.facebook.com/share/19iTX53fdN/
    CONTINUIAMO A FAR MATURARE LE COSCIENZE. ANALISI DEI 10 VACCINI OBBLIGATORI AI BAMBINI È stato recentemente pubblicato un documento dalla commissione medico scientifica indipendente che analizza uno per uno i dieci vaccini pediatrici previsti dalla Legge Lorenzin. Come sappiamo, nel 2017 Beatrice Lorenzin, Ministro della Sanità del governo Gentiloni, varava una legge che introduceva l’obbligo per dieci vaccinazioni pediatriche, obbligo con relative sanzioni per le famiglie inadempienti. Nel 2017 la situazione epidemiologica delle malattie infettive e la copertura vaccinale non erano tali da destare alcuna preoccupazione, ma il Ministro, già Responsabile dei Giovani di Forza Italia e poi progressivamente scivolata a Sinistra fino al suo ingresso nel Pd, volle fortemente questa legge cui legò il suo nome. Da allora si parla di rivedere tale normativa. Giunge quindi opportuna la pubblicazione di un documento sulla possibilità e opportunità di abrogare l’obbligo vaccinale. Il documento è stato realizzato dalla Commissione Medico Scientifica Indipendente (CMSi), un organismo formato per promuovere un dibattito scientifico aperto e critico sulla gestione della pandemia e sui vaccini, con particolare attenzione alla sicurezza e all'efficacia dei trattamenti. La CMSi ha espresso preoccupazioni riguardo ai vaccini a mRNA e ha chiesto indagini approfondite sulla loro sicurezza. Ha pubblicato articoli e comunicati stampa per informare il pubblico e le istituzioni sui potenziali rischi associati a questi farmaci, sostenendo la necessità di un approccio più cauto e basato su evidenze. Il documento ora pubblicato, a firma del professor Alberto Donzelli, del professor Paolo Bellavite e del dottor Serravalle, riporta le ragioni scientifiche e giuridiche che motivano la richiesta di una revisione della normativa sulle vaccinazioni obbligatorie. Si tratta di un lavoro “in fieri” che la Commissione Medico Scientifica indipendente mette a disposizione degli interessati (es. associazioni di cittadini, autorità e operatori sanitari, politici, avvocati, educatori, giornalisti) e sul quale intende aprire un dibattito pubblico. In questo lavoro sono ridiscussi, uno per volta, i 10 vaccini menzionati nella legge 119/2017, evidenziando la loro incapacità di tutelare veramente gli interessi della collettività nell’attuale quadro epidemiologico. In altre parole, si prospetta il fatto che, ad una rigorosa considerazione basata sulle prove, l’obbligo vaccinale istituito nel 2017 non abbia affatto quel grado di necessità e urgenza che era stato attribuito allora. Dall’analisi risulta inoltre che le conoscenze scientifiche acquisite negli ultimi anni dalla farmacovigilanza attiva, parte delle quali non disponibili nel 2017, dimostrano che gli effetti avversi dei vaccini sulla salute dei bambini non sono affatto trascurabili, soprattutto se rapportati alla rarità delle malattie infettive (rarità per lo più non dovuta ai vaccini stessi). Secondo vari tipi di rilevamenti, l’incidenza di gravi effetti avversi della vaccinazione è dello stesso ordine di grandezza dell’incidenza di effetti gravi delle malattie che i vaccini prevengono, o superiore. Ciò richiama ancora una volta il principio di precauzione, da sempre cardine della medicina, assieme alla necessità di un consenso veramente informato, cioè basato su dati reali e non su ideologie storiche. I dati epidemiologici sulle coperture vaccinali e sugli effetti avversi sono adeguati a sostenere l’accettazione nel nido d’infanzia e nella scuola di ogni grado dei bambini non vaccinati o parzialmente vaccinati, che attualmente non vengono accettati senza aver iniziato un iter vaccinale: una vera e propria discriminazione che non trova fondamento e giustificazione di tipo scientifico. A conclusione di questo documento si presentano alcune linee programmatiche e suggerimenti preliminari su come sarebbe possibile rimuovere o attenuare l’obbligo vaccinale. Modifiche importanti ed efficaci del regime attuale sarebbero possibili persino senza abolire la legge “Lorenzin”, anzi rispettando il suo dettato alla lettera e i suggerimenti della Corte. Proposte ragionevoli e soprattutto ben fondate dal punto di vista medico. Sarà possibile discuterne nella comunità scientifica senza che inizi il fuoco di sbarramento contro i cosiddetti no vax? Invito tutti a leggere e a discutere del documento suddetto. #amiciperlitalia #amicidiippocrate #covid19 #vaccinazioni #effetticollaterali #effettiavversi #quotidianoweb #news #notizie #attualità #informazione #informazionelibera #Bellavite #dibattitoscientifico #EvidenzeScientifiche #fiducianellascienza #medicinaindipendente #metodoscientifico #nitag #pluralismoscientifico #principiodiprecauzione #sanitàpubblica #ScienzaAperta #scienzacritica #Serravalle #trasparenza #vaccini Source: https://www.facebook.com/share/19iTX53fdN/
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  • MA COME si FA a DIRE CERTE COSE?
    Crosetto e Travaglio si scontrano sul ruolo della NATO: difesa o aggressione?
    Acceso dibattito ad Atreju tra il ministro della Difesa e il direttore del Fatto sulla NATO e le sue azioni nei Balcani, Iraq e Libia
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/12/12/crosetto-travaglio-nato-russia-dibattito-oggi-video/8226013/
    MA COME si FA a DIRE CERTE COSE? Crosetto e Travaglio si scontrano sul ruolo della NATO: difesa o aggressione? Acceso dibattito ad Atreju tra il ministro della Difesa e il direttore del Fatto sulla NATO e le sue azioni nei Balcani, Iraq e Libia https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/12/12/crosetto-travaglio-nato-russia-dibattito-oggi-video/8226013/
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    Crosetto e Travaglio si scontrano sul ruolo della NATO: difesa o aggressione?
    Acceso dibattito ad Atreju tra il ministro della Difesa e il direttore del Fatto sulla NATO e le sue azioni nei Balcani, Iraq e Libia
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