• ECCO un altro BUON MOTIVO per VOTARE NO al REFERENDUM!
    HA fatto SPARIRE 70 MILIONI di SOLDI PUBBLICI, ha fatto solo 5 mesi di GALERA e si è DICHIARATO NULLATENENTE!

    Formigoni torna in campo “Farò campagna per il Sì”
    Leggi su Il Fatto Quotidiano l'articolo in edicola "Formigoni torna in campo per il referendum sulla Giustizia: “Farò campagna per il Sì”" pubblicato il 29 Gennaio 2026 a firma di Lorenzo Giarelli

    La storia: Roberto Formigoni è uscito dal carcere di Bollate dopo 5 mesi di detenzione. L'ex governatore della Lombardia, condannato in via definitiva ...

    Somme contestate e soldi sottratti

    La contestazione dei pubblici ministeri e della sentenza riguarda i benefici e i soldi illecitamente percepiti e l’uso di fondi pubblici:

    Secondo l’accusa i legami con la Fondazione Maugeri e con il San Raffaele hanno portato a utilità e benefit (vacanze, cene, yacht, regali, acquisto agevolato villa, ecc.) per un valore complessivo di milioni di euro e a favoreggiamenti in favore delle due strutture per rimborsi della Regione Lombardia stimati dagli investigatori nell’ordine di circa 200 milioni di euro di rimborsi pubblici complessivi non dovuti.

    In sede giudiziaria si è parlato anche di circa 70 milioni di euro di flussi e forme di utilità ricevute da Formigoni attraverso i due enti sanitari, e di sequestri di beni e denaro per oltre 60 milioni di euro nell’ambito dell’inchiesta.

    Risarcimento alla Regione Lombardia: in primo grado la sentenza aveva disposto anche che Formigoni versasse 3 milioni di euro di provvisionale alla Regione Lombardia.

    È stata inoltre disposta la confisca di circa 6,6 milioni di euro di beni riconducibili all’ex presidente.

    In sintesi, mentre la pena definitiva è di 5 anni e 10 mesi di reclusione, i benefici e i flussi di denaro oggetto dell’accusa – secondo i pm e la sentenza di primo grado – si collocano nell’ordine di decine di milioni di euro di utilità e flussi pubblici e privati che sarebbero stati collegati al sistema di favori tra Regione Lombardia e le strutture Maugeri/San Raffaele.


    https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/01/29/formigoni-torna-in-campo-faro-campagna-per-il-si/8272599/
    ECCO un altro BUON MOTIVO per VOTARE NO al REFERENDUM! HA fatto SPARIRE 70 MILIONI di SOLDI PUBBLICI, ha fatto solo 5 mesi di GALERA e si è DICHIARATO NULLATENENTE! Formigoni torna in campo “Farò campagna per il Sì” Leggi su Il Fatto Quotidiano l'articolo in edicola "Formigoni torna in campo per il referendum sulla Giustizia: “Farò campagna per il Sì”" pubblicato il 29 Gennaio 2026 a firma di Lorenzo Giarelli La storia: Roberto Formigoni è uscito dal carcere di Bollate dopo 5 mesi di detenzione. L'ex governatore della Lombardia, condannato in via definitiva ... Somme contestate e soldi sottratti La contestazione dei pubblici ministeri e della sentenza riguarda i benefici e i soldi illecitamente percepiti e l’uso di fondi pubblici: Secondo l’accusa i legami con la Fondazione Maugeri e con il San Raffaele hanno portato a utilità e benefit (vacanze, cene, yacht, regali, acquisto agevolato villa, ecc.) per un valore complessivo di milioni di euro e a favoreggiamenti in favore delle due strutture per rimborsi della Regione Lombardia stimati dagli investigatori nell’ordine di circa 200 milioni di euro di rimborsi pubblici complessivi non dovuti. In sede giudiziaria si è parlato anche di circa 70 milioni di euro di flussi e forme di utilità ricevute da Formigoni attraverso i due enti sanitari, e di sequestri di beni e denaro per oltre 60 milioni di euro nell’ambito dell’inchiesta. Risarcimento alla Regione Lombardia: in primo grado la sentenza aveva disposto anche che Formigoni versasse 3 milioni di euro di provvisionale alla Regione Lombardia. È stata inoltre disposta la confisca di circa 6,6 milioni di euro di beni riconducibili all’ex presidente. In sintesi, mentre la pena definitiva è di 5 anni e 10 mesi di reclusione, i benefici e i flussi di denaro oggetto dell’accusa – secondo i pm e la sentenza di primo grado – si collocano nell’ordine di decine di milioni di euro di utilità e flussi pubblici e privati che sarebbero stati collegati al sistema di favori tra Regione Lombardia e le strutture Maugeri/San Raffaele. https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/01/29/formigoni-torna-in-campo-faro-campagna-per-il-si/8272599/
    WWW.ILFATTOQUOTIDIANO.IT
    Formigoni torna in campo “Farò campagna per il Sì”
    Leggi su Il Fatto Quotidiano l'articolo in edicola "Formigoni torna in campo per il referendum sulla Giustizia: “Farò campagna per il Sì”" pubblicato il 29 Gennaio 2026 a firma di Lorenzo Giarelli
    Angry
    2
    0 Σχόλια 0 Μοιράστηκε 35 Views
  • Having access to local support can be quite beneficial for anyone flying with KLM. Getting support as soon as possible is crucial, whether you need it for baggage problems, travel adjustments, or booking. At the heart of these services is the KLM Atlanta Office, which provides dependable and welcoming assistance. Their experienced staff ensures a seamless trip from beginning to end and simplifies travel preparation.
    Visit us :- https://airofficedesks.com/klm-airlines/klm-airlines-atlanta-office-in-usa/
    Having access to local support can be quite beneficial for anyone flying with KLM. Getting support as soon as possible is crucial, whether you need it for baggage problems, travel adjustments, or booking. At the heart of these services is the KLM Atlanta Office, which provides dependable and welcoming assistance. Their experienced staff ensures a seamless trip from beginning to end and simplifies travel preparation. Visit us :- https://airofficedesks.com/klm-airlines/klm-airlines-atlanta-office-in-usa/
    AIROFFICEDESKS.COM
    KLM Airlines Atlanta Office in USA +1-833-840-8287
    Catch a flight via a high-tech mode through the sales office of KLM Airlines in USA. The office curates facilities that concern […]
    0 Σχόλια 0 Μοιράστηκε 53 Views
  • ECCO COSA OCCORRE FARE!
    Carta, il paradosso del riciclo: «Chiuse 6 cartiere, mentre l’India ci rivende i prodotti fatti col nostro macero»
    Lorenzo Poli (Assocarta): «L’Italia esporta un quarto della carta raccolta, annullando i benefici ambientali del riciclo. Servono politiche industriali per rilanciare il riciclo di prossimità
    https://www.corriere.it/economia/aziende/26_gennaio_25/carta-il-paradosso-del-riciclo-chiuse-6-cartiere-mentre-l-india-ci-rivende-i-prodotti-fatti-col-nostro-macero-7a85f197-7ef2-41b6-8f63-7a8ee3954xlk_amp.shtml
    ECCO COSA OCCORRE FARE! Carta, il paradosso del riciclo: «Chiuse 6 cartiere, mentre l’India ci rivende i prodotti fatti col nostro macero» Lorenzo Poli (Assocarta): «L’Italia esporta un quarto della carta raccolta, annullando i benefici ambientali del riciclo. Servono politiche industriali per rilanciare il riciclo di prossimità https://www.corriere.it/economia/aziende/26_gennaio_25/carta-il-paradosso-del-riciclo-chiuse-6-cartiere-mentre-l-india-ci-rivende-i-prodotti-fatti-col-nostro-macero-7a85f197-7ef2-41b6-8f63-7a8ee3954xlk_amp.shtml
    Angry
    2
    0 Σχόλια 0 Μοιράστηκε 345 Views
  • https://youtu.be/v-P-S1Kmkhc?si=tpevnXrvZ2nkP1CI
    Grandissima Raffaella, finalmente una analisi che non parte dal teorema Trump= cattivo ma valuta rischi e benefici.
    Le Elite euroglobaliste sono alle corde.
    L'informazione corrotta dalle menzogne sul clima, i vaccini, la guerra, il gender, le migrazioni, almeno questo è stato messo a sedere.
    Vedremo cosa accadrà ma forse abbiamo qualche possibilità.
    https://youtu.be/v-P-S1Kmkhc?si=tpevnXrvZ2nkP1CI Grandissima Raffaella, finalmente una analisi che non parte dal teorema Trump= cattivo ma valuta rischi e benefici. Le Elite euroglobaliste sono alle corde. L'informazione corrotta dalle menzogne sul clima, i vaccini, la guerra, il gender, le migrazioni, almeno questo è stato messo a sedere. Vedremo cosa accadrà ma forse abbiamo qualche possibilità.
    Like
    1
    0 Σχόλια 0 Μοιράστηκε 610 Views
  • Panoramica del mercato della gomma: la domanda del settore automobilistico, la sostenibilità e le tipologie speciali trainano la crescita a lungo termine

    Il mercato globale della gomma rimane un segmento strategicamente importante dell'industria dei materiali, sostenuto da una domanda costante proveniente dai settori automobilistico, industriale, edile e dei beni di consumo. Il mercato, che comprende sia la gomma naturale che quella sintetica, beneficia di lunghi cicli di sostituzione, dello sviluppo delle infrastrutture e delle crescenti esigenze di mobilità. Sebbene la volatilità dei prezzi a breve termine e i vincoli di approvvigionamento influenzino i margini, i fondamentali di crescita a lungo termine rimangono solidi, posizionando la gomma come un'opportunità di investimento stabile nel più ampio panorama dei prodotti chimici e dei materiali.

    Leggi il rapporto sul mercato della gomma oggi stesso - https://www.skyquestt.com/report/rubber-market

    #MercatoDellaGomma #IndustriaDeiMateriali #GommaSintetica #GommaNaturale #MaterialiPerLAutomotive #IndustriaDeiPneumatici #GommaIndustriale #ProdottiChimiciSpeciali #MaterialiSostenibili #InvestimentiESG #CrescitaManifatturiera #MercatiGlobali #ApprofondimentiPerGliInvestitori
    Panoramica del mercato della gomma: la domanda del settore automobilistico, la sostenibilità e le tipologie speciali trainano la crescita a lungo termine Il mercato globale della gomma rimane un segmento strategicamente importante dell'industria dei materiali, sostenuto da una domanda costante proveniente dai settori automobilistico, industriale, edile e dei beni di consumo. Il mercato, che comprende sia la gomma naturale che quella sintetica, beneficia di lunghi cicli di sostituzione, dello sviluppo delle infrastrutture e delle crescenti esigenze di mobilità. Sebbene la volatilità dei prezzi a breve termine e i vincoli di approvvigionamento influenzino i margini, i fondamentali di crescita a lungo termine rimangono solidi, posizionando la gomma come un'opportunità di investimento stabile nel più ampio panorama dei prodotti chimici e dei materiali. Leggi il rapporto sul mercato della gomma oggi stesso - https://www.skyquestt.com/report/rubber-market #MercatoDellaGomma #IndustriaDeiMateriali #GommaSintetica #GommaNaturale #MaterialiPerLAutomotive #IndustriaDeiPneumatici #GommaIndustriale #ProdottiChimiciSpeciali #MaterialiSostenibili #InvestimentiESG #CrescitaManifatturiera #MercatiGlobali #ApprofondimentiPerGliInvestitori
    WWW.SKYQUESTT.COM
    Rubber Market Size, Share | Global Trends, Report [2033]
    Rubber Market reached $53.76 billion in 2025 and will grow to $82.51 billion by 2033 at CAGR 5.5%.
    0 Σχόλια 0 Μοιράστηκε 1χλμ. Views
  • Capire la giustizia per scegliere consapevolmente

    Penso sia giusto entrare nel merito delle varie materie, anche – e forse soprattutto – di quelle più complesse e meno “mediate” dal dibattito quotidiano.

    La Riforma della Giustizia (Riforma Nordio) e i quesiti del Referendum del 22/23 marzo rientrano pienamente in questa categoria: temi tecnici, articolati, che non si prestano a slogan ma che possono produrre effetti sistemici rilevanti sull’assetto costituzionale, sull’equilibrio dei poteri e sui diritti dei cittadini.

    Non tutte le riforme sono immediatamente comprensibili. Alcune nascondono criticità, costi indiretti e conseguenze di medio-lungo periodo che una cittadinanza davvero attiva e consapevole ha il dovere di analizzare, al di là delle appartenenze politiche e delle consuete contrapposizioni ideologiche, spesso più identitarie che fondate sul merito.

    Evento di approfondimento pubblico
    Riforma della giustizia: cosa cambia davvero?
    Costi, rischi e nessun beneficio per i cittadini

    🗓 Venerdì 23 gennaio 2026 – ore 21.00
    Cooperativa Labriola – Via Falck 51, Milano (MM San Leonardo)

    🎙 Intervengono

    Maria Agostina Cabiddu, costituzionalista, Ordinaria di Istituzioni di diritto pubblico – Politecnico di Milano

    Armando Spataro, già magistrato

    Modera
    Maxia Zandonai, giornalista

    Un’occasione preziosa per entrare nel merito dei contenuti, comprendere i nodi giuridici e costituzionali della riforma e approfondire, con rigore e competenza, le ragioni del NO al referendum, senza semplificazioni né tifo da stadio. Un confronto aperto, informato, accessibile anche a chi non è addetto ai lavori ma vuole capire davvero.

    Partecipare, informarsi e discutere è il primo passo per esercitare un voto libero, responsabile e consapevole.

    #RiformaDellaGiustizia #Referendum2026 #CittadinanzaAttiva #Costituzione #StatoDiDiritto
    #Approfondimento #Democrazia #Partecipazione #VotoConsapevole #NOalReferendum
    🧭 Capire la giustizia per scegliere consapevolmente Penso sia giusto entrare nel merito delle varie materie, anche – e forse soprattutto – di quelle più complesse e meno “mediate” dal dibattito quotidiano. La Riforma della Giustizia (Riforma Nordio) e i quesiti del Referendum del 22/23 marzo rientrano pienamente in questa categoria: temi tecnici, articolati, che non si prestano a slogan ma che possono produrre effetti sistemici rilevanti sull’assetto costituzionale, sull’equilibrio dei poteri e sui diritti dei cittadini. Non tutte le riforme sono immediatamente comprensibili. Alcune nascondono criticità, costi indiretti e conseguenze di medio-lungo periodo che una cittadinanza davvero attiva e consapevole ha il dovere di analizzare, al di là delle appartenenze politiche e delle consuete contrapposizioni ideologiche, spesso più identitarie che fondate sul merito. 📌 Evento di approfondimento pubblico Riforma della giustizia: cosa cambia davvero? Costi, rischi e nessun beneficio per i cittadini 🗓 Venerdì 23 gennaio 2026 – ore 21.00 📍 Cooperativa Labriola – Via Falck 51, Milano (MM San Leonardo) 🎙 Intervengono Maria Agostina Cabiddu, costituzionalista, Ordinaria di Istituzioni di diritto pubblico – Politecnico di Milano Armando Spataro, già magistrato 🎤 Modera Maxia Zandonai, giornalista Un’occasione preziosa per entrare nel merito dei contenuti, comprendere i nodi giuridici e costituzionali della riforma e approfondire, con rigore e competenza, le ragioni del NO al referendum, senza semplificazioni né tifo da stadio. Un confronto aperto, informato, accessibile anche a chi non è addetto ai lavori ma vuole capire davvero. 👉 Partecipare, informarsi e discutere è il primo passo per esercitare un voto libero, responsabile e consapevole. #RiformaDellaGiustizia #Referendum2026 #CittadinanzaAttiva #Costituzione #StatoDiDiritto #Approfondimento #Democrazia #Partecipazione #VotoConsapevole #NOalReferendum
    0 Σχόλια 0 Μοιράστηκε 1χλμ. Views
  • WHEN YOU DON'T DRIVE THE GAME ANYMORE, THE TRUTH CAN BE TOLD
    #MarkCarney with resipiscent admits at #Davos forum that the rule-based International order never existed. Of course, now that they, the globalist elites, are no longer calling the shots, it's worth stating this clearly. And it's always been this way: the international order functioned to the extent that it guaranteed the interests of the strongest countries. And we've reiterated this recently.
    ------------------------------------------
    Extract of Carney's speech:
    Every morning, the shopkeeper places a sign in his window: “Workers of the world unite.” He doesn’t believe in it. No one does. But he places the sign anyway to avoid trouble, to signal compliance, to get along. And because every shopkeeper on every street does the same, the system persists — not through violence alone, but through the participation of ordinary people in rituals they privately know to be false.

    Havel called this living within a lie. The system’s power comes not from its truth, but from everyone’s willingness to perform as if it were true. And its fragility comes from the same source. When even one person stops performing, when the greengrocer removes his sign, the illusion begins to crack.
    Story continues below advertisement
    Friends, it is time for companies and countries to take their signs down.

    For decades, countries like Canada prospered under what we called the rules-based international order. We joined its institutions, we praised its principles, we benefited from its predictability. And because of that, we could pursue values-based foreign policies under its protection.

    We knew the story of the international rules-based order was partially false, that the strongest would exempt themselves when convenient, that trade rules were enforced asymmetrically, and we knew that international law applied with varied rigour, depending on the identity of the accused or the victim (...)

    QUANDO NON SI CONTROLLA PIÙ IL GIOCO, LA VERITÀ PUÒ ESSERE DICITA
    #MarkCarney con resipiscent ammette al forum di #Davos che l'ordine internazionale basato sulle regole non è mai esistito. Certo, ora che loro, le élite globaliste, non comandano più, vale la pena affermarlo chiaramente. Ed è sempre stato così: l'ordine internazionale ha funzionato nella misura in cui ha garantito gli interessi dei paesi più forti. E lo abbiamo ribadito di recente.
    ------------------------------------------
    Estratto del discorso di Carney:
    Ogni mattina, il negoziante mette un cartello in vetrina: "Lavoratori di tutto il mondo, unitevi". Non ci crede. Nessuno ci crede. Ma mette comunque il cartello per evitare problemi, per segnalare conformità, per andare d'accordo. E poiché ogni negoziante in ogni strada fa lo stesso, il sistema persiste, non solo attraverso la violenza, ma attraverso la partecipazione di persone comuni a rituali che sanno privatamente essere falsi.

    Havel definì questo vivere dentro una menzogna. Il potere del sistema non deriva dalla sua verità, ma dalla volontà di tutti di comportarsi come se fosse vero. E la sua fragilità deriva dalla stessa fonte. Quando anche una sola persona smette di comportarsi, quando il fruttivendolo rimuove la sua insegna, l'illusione inizia a incrinarsi.
    Continua sotto la pubblicità
    Amici, è ora che aziende e paesi rimuovano le loro insegne.

    Per decenni, paesi come il Canada hanno prosperato sotto quello che abbiamo chiamato l'ordine internazionale basato sulle regole. Abbiamo aderito alle sue istituzioni, ne abbiamo elogiato i principi, abbiamo beneficiato della sua prevedibilità. E per questo motivo, abbiamo potuto perseguire politiche estere basate sui valori sotto la sua protezione.

    Sapevamo che la storia dell'ordine internazionale basato sulle regole era in parte falsa, che i più forti si sarebbero esentati quando conveniva, che le regole commerciali venivano applicate in modo asimmetrico e che il diritto internazionale si applicava con rigore variabile, a seconda dell'identità dell'accusato o della vittima (...)
    WHEN YOU DON'T DRIVE THE GAME ANYMORE, THE TRUTH CAN BE TOLD #MarkCarney with resipiscent admits at #Davos forum that the rule-based International order never existed. Of course, now that they, the globalist elites, are no longer calling the shots, it's worth stating this clearly. And it's always been this way: the international order functioned to the extent that it guaranteed the interests of the strongest countries. And we've reiterated this recently. ------------------------------------------ Extract of Carney's speech: Every morning, the shopkeeper places a sign in his window: “Workers of the world unite.” He doesn’t believe in it. No one does. But he places the sign anyway to avoid trouble, to signal compliance, to get along. And because every shopkeeper on every street does the same, the system persists — not through violence alone, but through the participation of ordinary people in rituals they privately know to be false. Havel called this living within a lie. The system’s power comes not from its truth, but from everyone’s willingness to perform as if it were true. And its fragility comes from the same source. When even one person stops performing, when the greengrocer removes his sign, the illusion begins to crack. Story continues below advertisement Friends, it is time for companies and countries to take their signs down. For decades, countries like Canada prospered under what we called the rules-based international order. We joined its institutions, we praised its principles, we benefited from its predictability. And because of that, we could pursue values-based foreign policies under its protection. We knew the story of the international rules-based order was partially false, that the strongest would exempt themselves when convenient, that trade rules were enforced asymmetrically, and we knew that international law applied with varied rigour, depending on the identity of the accused or the victim (...) QUANDO NON SI CONTROLLA PIÙ IL GIOCO, LA VERITÀ PUÒ ESSERE DICITA #MarkCarney con resipiscent ammette al forum di #Davos che l'ordine internazionale basato sulle regole non è mai esistito. Certo, ora che loro, le élite globaliste, non comandano più, vale la pena affermarlo chiaramente. Ed è sempre stato così: l'ordine internazionale ha funzionato nella misura in cui ha garantito gli interessi dei paesi più forti. E lo abbiamo ribadito di recente. ------------------------------------------ Estratto del discorso di Carney: Ogni mattina, il negoziante mette un cartello in vetrina: "Lavoratori di tutto il mondo, unitevi". Non ci crede. Nessuno ci crede. Ma mette comunque il cartello per evitare problemi, per segnalare conformità, per andare d'accordo. E poiché ogni negoziante in ogni strada fa lo stesso, il sistema persiste, non solo attraverso la violenza, ma attraverso la partecipazione di persone comuni a rituali che sanno privatamente essere falsi. Havel definì questo vivere dentro una menzogna. Il potere del sistema non deriva dalla sua verità, ma dalla volontà di tutti di comportarsi come se fosse vero. E la sua fragilità deriva dalla stessa fonte. Quando anche una sola persona smette di comportarsi, quando il fruttivendolo rimuove la sua insegna, l'illusione inizia a incrinarsi. Continua sotto la pubblicità Amici, è ora che aziende e paesi rimuovano le loro insegne. Per decenni, paesi come il Canada hanno prosperato sotto quello che abbiamo chiamato l'ordine internazionale basato sulle regole. Abbiamo aderito alle sue istituzioni, ne abbiamo elogiato i principi, abbiamo beneficiato della sua prevedibilità. E per questo motivo, abbiamo potuto perseguire politiche estere basate sui valori sotto la sua protezione. Sapevamo che la storia dell'ordine internazionale basato sulle regole era in parte falsa, che i più forti si sarebbero esentati quando conveniva, che le regole commerciali venivano applicate in modo asimmetrico e che il diritto internazionale si applicava con rigore variabile, a seconda dell'identità dell'accusato o della vittima (...)
    Angry
    1
    0 Σχόλια 0 Μοιράστηκε 2χλμ. Views
  • SheaMoisture Daily Hydration Body Lotion, made with 100% virgin coconut oil, is a nourishing moisturizer designed to keep your skin soft, smooth, and deeply hydrated throughout the day. Its lightweight yet creamy texture absorbs quickly into the skin without leaving a greasy or sticky residue, making it perfect for daily use on both body and face.

    Formulated with ethically sourced shea butter, coconut oil, and Acacia Senegal, this lotion helps restore the skin’s natural moisture barrier while improving overall texture and elasticity. It is especially beneficial for dry and sensitive skin, as it is free from parabens, sulfates, phthalates, and synthetic fragrances.

    Regular use of SheaMoisture Daily Hydration Body Lotion can visibly reduce dryness, soothe rough patches, and enhance your skin’s natural glow. The subtle coconut scent provides a refreshing, spa-like experience without being overpowering.
    https://buyatozproduct.com/shea-moisture-daily-hydration-face-lotion-truth/
    SheaMoisture Daily Hydration Body Lotion, made with 100% virgin coconut oil, is a nourishing moisturizer designed to keep your skin soft, smooth, and deeply hydrated throughout the day. Its lightweight yet creamy texture absorbs quickly into the skin without leaving a greasy or sticky residue, making it perfect for daily use on both body and face. Formulated with ethically sourced shea butter, coconut oil, and Acacia Senegal, this lotion helps restore the skin’s natural moisture barrier while improving overall texture and elasticity. It is especially beneficial for dry and sensitive skin, as it is free from parabens, sulfates, phthalates, and synthetic fragrances. Regular use of SheaMoisture Daily Hydration Body Lotion can visibly reduce dryness, soothe rough patches, and enhance your skin’s natural glow. The subtle coconut scent provides a refreshing, spa-like experience without being overpowering. https://buyatozproduct.com/shea-moisture-daily-hydration-face-lotion-truth/
    BUYATOZPRODUCT.COM
    6 Downsides of Shea Moisture Daily Hydration Face Lotion
    Shea Moisture Daily Hydration Face Lotion: Hidden truth about its ingredients, downsides and real user results. Find out if it’s really worth buying.
    0 Σχόλια 0 Μοιράστηκε 598 Views
  • Panoramica del mercato dei biscotti: tendenze, opportunità e prospettive strategiche

    Il mercato globale dei biscotti si conferma un segmento solido e attraente all'interno dell'industria degli alimenti confezionati e degli snack, offrendo rendimenti costanti grazie al consumo abituale, alla fedeltà al marchio e alla continua innovazione di prodotto. Nonostante la crescente attenzione alla salute, i biscotti continuano a beneficiare della loro convenienza, praticità e del loro appeal emotivo, affermandosi come un prodotto di base sia nelle economie sviluppate che in quelle emergenti.

    Leggi il rapporto sul mercato dei biscotti oggi stesso - https://www.skyquestt.com/report/cookies-market

    #MercatoDeiBiscotti #IndustriaDegliSnack #MercatoDeiProdottiDaForno #AlimentiEBevande #BeniDiConsumo #AlimentiConfezionati #ApprofondimentiDiMercato #ProspettivePerGliInvestitori #ScenarioCompetitivo
    Panoramica del mercato dei biscotti: tendenze, opportunità e prospettive strategiche Il mercato globale dei biscotti si conferma un segmento solido e attraente all'interno dell'industria degli alimenti confezionati e degli snack, offrendo rendimenti costanti grazie al consumo abituale, alla fedeltà al marchio e alla continua innovazione di prodotto. Nonostante la crescente attenzione alla salute, i biscotti continuano a beneficiare della loro convenienza, praticità e del loro appeal emotivo, affermandosi come un prodotto di base sia nelle economie sviluppate che in quelle emergenti. Leggi il rapporto sul mercato dei biscotti oggi stesso - https://www.skyquestt.com/report/cookies-market #MercatoDeiBiscotti #IndustriaDegliSnack #MercatoDeiProdottiDaForno #AlimentiEBevande #BeniDiConsumo #AlimentiConfezionati #ApprofondimentiDiMercato #ProspettivePerGliInvestitori #ScenarioCompetitivo
    WWW.SKYQUESTT.COM
    Cookies Market Insights and Future Growth Opportunities 2033
    Cookies Market: $45.44B in 2025 → $66.63B in 2033, CAGR 4.9%.
    0 Σχόλια 0 Μοιράστηκε 1χλμ. Views
  • Donald Trump andrà a Davos, e le élite sanno esattamente perché è importante.

    Davos si sta preparando per la 56a riunione annuale del World Economic Forum, che si terrà dal 19 al 23 gennaio, e quest'anno c'è una cosa che incombe su quella montagna come una nube temporalesca: Donald Trump arriverà.

    Si prevede che arriverà all'inizio della settimana e il suo intervento è previsto per il 21 gennaio, proprio nel bel mezzo del forum, non nascosto in una stanza laterale, non in collegamento, ma di fronte a coloro che credono di governare il mondo.

    La tempistica non è casuale.

    Questo non è solo l'ennesimo discorso in un'agenda fitta di impegni. È Donald Trump che entra nell'assemblea più isolata e autocelebrativa del pianeta e fa l'unica cosa che Davos odia di più: mettere in discussione la legittimità della sala stessa.

    Davos è il luogo in cui il potere non eletto si riunisce per rassicurarsi di sapere più degli elettori. È il luogo in cui le politiche globali vengono discusse da persone che non devono mai bussare alle porte, non devono mai spiegare l'inflazione a una famiglia al supermercato, non devono mai giustificare perché la vita continua a diventare più difficile per tutti gli altri mentre volano su jet privati per parlare di "sacrificio condiviso".
    Trump non ha mai finto di rispettare questa cultura.

    Se è coerente, e lo è sempre, non elogierà la governance globale o la gestione tecnocratica. Non si piegherà al consenso internazionale. Dirà, senza mezzi termini, che gli stati nazionali contano più delle istituzioni globali, che i governi sono responsabili nei confronti dei propri cittadini, non di forum, commissioni o organi consultivi che non rispondono a nessuno.
    Questo da solo farà rabbrividire la sala.

    Probabilmente dirà ciò che nessuno a Davos vuole sentirsi dire ad alta voce: che il globalismo ha funzionato spettacolarmente bene per le persone sedute in quelle poltrone, e spettacolarmente male per le persone che non sono state invitate. Che le fabbriche non sono scomparse per caso. Che le classi medie non si sono svuotate per caso. Che le scelte politiche siano state fatte deliberatamente e che la gente comune ne abbia pagato il prezzo.
    Parlerà di confini quando loro vorranno parlare di quadri normativi. Parlerà di sovranità quando loro vorranno parlare di coordinamento. Parlerà di elettori quando loro vorranno parlare di parti interessate.

    E quando si parla di energia, non giocherà al gioco della performance morale. La inquadrerà come sempre, come una questione di accessibilità economica, sicurezza e sopravvivenza nazionale. Non obiettivi teorici. Non astrazioni a lungo termine. Costi reali, pagati da persone reali, che non possono rinunciare.

    Questo è profondamente sgradevole in una stanza dove le conseguenze vengono sempre esternalizzate.
    Ma la parte più dura di ciò che Trump probabilmente dirà non sarà la politica. Sarà la colpa.

    Ha sempre sostenuto che il populismo non nasce dall'ignoranza, ma dal tradimento. Da élite che si sono isolate dalle conseguenze delle loro decisioni, per poi agire scioccate quando la fiducia è crollata. Da istituzioni che esigevano obbedienza senza offrire nulla che assomigliasse a una qualche forma di responsabilità.

    Dirlo ovunque attira l'attenzione. Dirlo a Davos, agli stessi artefici e beneficiari del sistema, è uno scontro diretto.
    Il tema di quest'anno è "Uno spirito di dialogo". La presenza di Trump mette in luce quanto sia vuota questa frase. Perché il vero dialogo significa ascoltare voci che rifiutano completamente i presupposti della sala. E Davos non è mai stata brava in questo.
    Trump non rappresenta il consenso. Rappresenta il rifiuto del consenso. Rappresenta milioni di persone che credono che l'ordine globale sia stato costruito senza il loro consenso e mantenuto senza il loro beneficio.

    Ecco perché questo discorso è importante.

    Non perché convertirà le élite, non lo farà. Ma perché, per una volta, le persone che fanno la predica al mondo su legittimità, inclusione e fiducia dovranno restare in silenzio mentre qualcuno dice loro, in faccia, che l'hanno persa.

    E nessuna quantità di pannelli, slogan o comunicati accuratamente formulati potrà far scomparire quel momento.
    Donald Trump andrà a Davos, e le élite sanno esattamente perché è importante. Davos si sta preparando per la 56a riunione annuale del World Economic Forum, che si terrà dal 19 al 23 gennaio, e quest'anno c'è una cosa che incombe su quella montagna come una nube temporalesca: Donald Trump arriverà. Si prevede che arriverà all'inizio della settimana e il suo intervento è previsto per il 21 gennaio, proprio nel bel mezzo del forum, non nascosto in una stanza laterale, non in collegamento, ma di fronte a coloro che credono di governare il mondo. La tempistica non è casuale. Questo non è solo l'ennesimo discorso in un'agenda fitta di impegni. È Donald Trump che entra nell'assemblea più isolata e autocelebrativa del pianeta e fa l'unica cosa che Davos odia di più: mettere in discussione la legittimità della sala stessa. Davos è il luogo in cui il potere non eletto si riunisce per rassicurarsi di sapere più degli elettori. È il luogo in cui le politiche globali vengono discusse da persone che non devono mai bussare alle porte, non devono mai spiegare l'inflazione a una famiglia al supermercato, non devono mai giustificare perché la vita continua a diventare più difficile per tutti gli altri mentre volano su jet privati per parlare di "sacrificio condiviso". Trump non ha mai finto di rispettare questa cultura. Se è coerente, e lo è sempre, non elogierà la governance globale o la gestione tecnocratica. Non si piegherà al consenso internazionale. Dirà, senza mezzi termini, che gli stati nazionali contano più delle istituzioni globali, che i governi sono responsabili nei confronti dei propri cittadini, non di forum, commissioni o organi consultivi che non rispondono a nessuno. Questo da solo farà rabbrividire la sala. Probabilmente dirà ciò che nessuno a Davos vuole sentirsi dire ad alta voce: che il globalismo ha funzionato spettacolarmente bene per le persone sedute in quelle poltrone, e spettacolarmente male per le persone che non sono state invitate. Che le fabbriche non sono scomparse per caso. Che le classi medie non si sono svuotate per caso. Che le scelte politiche siano state fatte deliberatamente e che la gente comune ne abbia pagato il prezzo. Parlerà di confini quando loro vorranno parlare di quadri normativi. Parlerà di sovranità quando loro vorranno parlare di coordinamento. Parlerà di elettori quando loro vorranno parlare di parti interessate. E quando si parla di energia, non giocherà al gioco della performance morale. La inquadrerà come sempre, come una questione di accessibilità economica, sicurezza e sopravvivenza nazionale. Non obiettivi teorici. Non astrazioni a lungo termine. Costi reali, pagati da persone reali, che non possono rinunciare. Questo è profondamente sgradevole in una stanza dove le conseguenze vengono sempre esternalizzate. Ma la parte più dura di ciò che Trump probabilmente dirà non sarà la politica. Sarà la colpa. Ha sempre sostenuto che il populismo non nasce dall'ignoranza, ma dal tradimento. Da élite che si sono isolate dalle conseguenze delle loro decisioni, per poi agire scioccate quando la fiducia è crollata. Da istituzioni che esigevano obbedienza senza offrire nulla che assomigliasse a una qualche forma di responsabilità. Dirlo ovunque attira l'attenzione. Dirlo a Davos, agli stessi artefici e beneficiari del sistema, è uno scontro diretto. Il tema di quest'anno è "Uno spirito di dialogo". La presenza di Trump mette in luce quanto sia vuota questa frase. Perché il vero dialogo significa ascoltare voci che rifiutano completamente i presupposti della sala. E Davos non è mai stata brava in questo. Trump non rappresenta il consenso. Rappresenta il rifiuto del consenso. Rappresenta milioni di persone che credono che l'ordine globale sia stato costruito senza il loro consenso e mantenuto senza il loro beneficio. Ecco perché questo discorso è importante. Non perché convertirà le élite, non lo farà. Ma perché, per una volta, le persone che fanno la predica al mondo su legittimità, inclusione e fiducia dovranno restare in silenzio mentre qualcuno dice loro, in faccia, che l'hanno persa. E nessuna quantità di pannelli, slogan o comunicati accuratamente formulati potrà far scomparire quel momento.
    Like
    2
    0 Σχόλια 0 Μοιράστηκε 2χλμ. Views
Αναζήτηση αποτελεσμάτων