• MILANO 2025 – Fra bollettino di guerra e m2 di sofferenza

    Quando si avvicina la fine dell’anno arriva anche il momento dei bilanci.
    E per la nostra città i conti sono, ancora una volta, in passivo.
    Non è un caso se sempre più testate giornalistiche snocciolano percentuali, grafici e numeri che raccontano una Milano che non è più la “locomotiva d’Italia”, ma assomiglia sempre di più a un girone urbano dei dannati. Il dato più inquietante, però, non è nei report: è nella nostra assuefazione collettiva.
    Stiamo accettando tutto questo con una calma sospetta. Forse perché siamo – giustamente – presi dal dimostrare empatia e solidarietà verso conflitti e sofferenze che si consumano a migliaia di chilometri da qui. È umano, è giusto, è necessario.
    Ma permettetemi una riflessione, rapportata alle nostre vite e alle nostre dimensioni quotidiane.
    È come vivere in un condominio che cade a pezzi e scegliere di ignorarlo perché siamo emotivamente assorbiti dai problemi di un altro palazzo, lontano chilometri dal nostro. La solidarietà non è in discussione. La rimozione del reale, sì.

    Con un nuovo anno alle porte e le prossime amministrative che si avvicinano, forse è arrivato il momento di rivolgere a Milano attenzioni maggiori, senza sensi di colpa ma con responsabilità. Se siamo in grado di occuparci del mondo intero, dobbiamo essere capaci di guardare anche alle gravi carenze di casa nostra.
    Vogliamo dare un’occhiata insieme al bollettino di guerra del 2025?
    Eccolo.

    A Milano si guadagna più che nel resto d’Italia.
    Ma lavorare, oggi, non è più sufficiente per vivere bene.
    Secondo lo studio della Camera del Lavoro Metropolitana di Milano (CGIL), un lavoratore su tre percepisce un reddito incompatibile con il costo della vita cittadina. Non stiamo parlando di marginalità estrema, ma di una fascia sempre più ampia di persone intrappolate in una normalità impoverita, dove il lavoro garantisce la sopravvivenza ma non la dignità.
    Il nodo è strutturale: casa e sanità assorbono oltre il 50% del salario.
    Solo l’abitazione pesa tra il 30 e il 40%, mentre la spesa sanitaria supera il 20%. Il resto dello stipendio evapora tra inflazione, trasporti e spese obbligate. Il risultato è una città che costringe i suoi lavoratori ad adottare comportamenti difensivi, a partire dall’espulsione verso l’hinterland.
    Milano diventa così una città che si lavora ma non si abita.
    E chi non può permettersi di viverla viene progressivamente escluso anche dal punto di vista sociale e culturale: tempo libero, relazioni, partecipazione, accesso alla vita urbana. Tutto ciò che non coincide con l’orario di lavoro viene sacrificato.
    Questa dinamica colpisce in modo violento il lavoro pubblico. In appena due anni, i dipendenti pubblici in città sono diminuiti di circa il 14%. Scuola, sanità, amministrazioni locali: Milano non è più attrattiva nemmeno per chi garantisce i servizi essenziali. Una fuga silenziosa che compromette la qualità stessa della vita urbana.

    Nel frattempo i salari nominali crescono, ma meno dell’inflazione, che a Milano ha superato l’11% nel periodo 2022–2024. Tradotto: si lavora di più, si guadagna “sulla carta”, ma si perde potere d’acquisto reale.
    La crescita c’è, ma non viene redistribuita. E una crescita senza equità non è sviluppo: è estrazione sociale.
    Milano continua a produrre ricchezza, ma non benessere.
    E una città che consuma le persone che la tengono in piedi è una città che sta ipotecando il proprio futuro.

    Queste ragioni dovrebbero essere più che sufficienti per risvegliarci dal torpore e dall’accettazione passiva di una degenerazione che, fino ad oggi, abbiamo avuto il coraggio di denunciare solo parlando di malapolitica.

    Esistono gruppi politici di potere? Vero.
    Le lobby sono forze reali che comandano Milano? Vero anche questo.
    Ma la domanda più scomoda resta un’altra: noi dove eravamo quando era il momento di contrastare tutto questo da dentro?
    Troppo spesso abbiamo preferito allontanare il pensiero, rifugiandoci in mobilitazioni che, per quanto giuste, lavano la coscienza ma non attivano la responsabilità. Cortei, riflessioni, prese di posizione sacrosante — ma raramente radicate fino in fondo nel nostro territorio.

    Milano oggi merita di essere liberata.
    Non solo dagli episodi di malagestione, ma da quello che è diventato il nostro male moderno: la pigrizia mentale, la rinuncia a immaginare un’alternativa, la mancanza di motivazioni a giocarsi davvero la partita.
    Se non lo facciamo ora, tra un anno, a pochi giorni da un nuovo Capodanno, rileggeremo le stesse statistiche impietose. La stessa insoddisfazione generale. La stessa insicurezza.
    E una fila ancora più lunga ad attendere un pacco di sostegno e di dignità davanti al Pane Quotidiano.

    Vogliamo davvero questo?
    Se la risposta è no, allora è il tempo di mettersi a lavorare seriamente per curare Milano e liberarla.
    Perché solo ripartendo dal nostro territorio avremo la serenità e la forza per aiutare anche il resto del mondo.
    Il primo passo si fa sempre da qui.
    Dal nostro metro quadrato di sofferenza.

    #MilanoLibera #Milano2025 #CostoDellaVita
    #LavoroEDignità #CasaÈUnDiritto #CittàPerChiLavora
    🚨 MILANO 2025 – Fra bollettino di guerra e m2 di sofferenza ⚠️🏙️ Quando si avvicina la fine dell’anno arriva anche il momento dei bilanci. E per la nostra città i conti sono, ancora una volta, in passivo. 📉 Non è un caso se sempre più testate giornalistiche snocciolano percentuali, grafici e numeri che raccontano una Milano che non è più la “locomotiva d’Italia”, ma assomiglia sempre di più a un girone urbano dei dannati. Il dato più inquietante, però, non è nei report: è nella nostra assuefazione collettiva. Stiamo accettando tutto questo con una calma sospetta. Forse perché siamo – giustamente – presi dal dimostrare empatia e solidarietà verso conflitti e sofferenze che si consumano a migliaia di chilometri da qui. È umano, è giusto, è necessario. ❤️‍🩹 Ma permettetemi una riflessione, rapportata alle nostre vite e alle nostre dimensioni quotidiane. È come vivere in un condominio che cade a pezzi e scegliere di ignorarlo perché siamo emotivamente assorbiti dai problemi di un altro palazzo, lontano chilometri dal nostro. La solidarietà non è in discussione. La rimozione del reale, sì. Con un nuovo anno alle porte e le prossime amministrative che si avvicinano, forse è arrivato il momento di rivolgere a Milano attenzioni maggiori, senza sensi di colpa ma con responsabilità. Se siamo in grado di occuparci del mondo intero, dobbiamo essere capaci di guardare anche alle gravi carenze di casa nostra. Vogliamo dare un’occhiata insieme al bollettino di guerra del 2025? Eccolo. 🧾🔥 A Milano si guadagna più che nel resto d’Italia. Ma lavorare, oggi, non è più sufficiente per vivere bene. Secondo lo studio della Camera del Lavoro Metropolitana di Milano (CGIL), un lavoratore su tre percepisce un reddito incompatibile con il costo della vita cittadina. Non stiamo parlando di marginalità estrema, ma di una fascia sempre più ampia di persone intrappolate in una normalità impoverita, dove il lavoro garantisce la sopravvivenza ma non la dignità. Il nodo è strutturale: casa e sanità assorbono oltre il 50% del salario. Solo l’abitazione pesa tra il 30 e il 40%, mentre la spesa sanitaria supera il 20%. Il resto dello stipendio evapora tra inflazione, trasporti e spese obbligate. Il risultato è una città che costringe i suoi lavoratori ad adottare comportamenti difensivi, a partire dall’espulsione verso l’hinterland. Milano diventa così una città che si lavora ma non si abita. E chi non può permettersi di viverla viene progressivamente escluso anche dal punto di vista sociale e culturale: tempo libero, relazioni, partecipazione, accesso alla vita urbana. Tutto ciò che non coincide con l’orario di lavoro viene sacrificato. Questa dinamica colpisce in modo violento il lavoro pubblico. In appena due anni, i dipendenti pubblici in città sono diminuiti di circa il 14%. Scuola, sanità, amministrazioni locali: Milano non è più attrattiva nemmeno per chi garantisce i servizi essenziali. Una fuga silenziosa che compromette la qualità stessa della vita urbana. Nel frattempo i salari nominali crescono, ma meno dell’inflazione, che a Milano ha superato l’11% nel periodo 2022–2024. Tradotto: si lavora di più, si guadagna “sulla carta”, ma si perde potere d’acquisto reale. La crescita c’è, ma non viene redistribuita. E una crescita senza equità non è sviluppo: è estrazione sociale. Milano continua a produrre ricchezza, ma non benessere. E una città che consuma le persone che la tengono in piedi è una città che sta ipotecando il proprio futuro. Queste ragioni dovrebbero essere più che sufficienti per risvegliarci dal torpore e dall’accettazione passiva di una degenerazione che, fino ad oggi, abbiamo avuto il coraggio di denunciare solo parlando di malapolitica. Esistono gruppi politici di potere? Vero. Le lobby sono forze reali che comandano Milano? Vero anche questo. Ma la domanda più scomoda resta un’altra: noi dove eravamo quando era il momento di contrastare tutto questo da dentro? Troppo spesso abbiamo preferito allontanare il pensiero, rifugiandoci in mobilitazioni che, per quanto giuste, lavano la coscienza ma non attivano la responsabilità. Cortei, riflessioni, prese di posizione sacrosante — ma raramente radicate fino in fondo nel nostro territorio. 🪧 👉Milano oggi merita di essere liberata. Non solo dagli episodi di malagestione, ma da quello che è diventato il nostro male moderno: la pigrizia mentale, la rinuncia a immaginare un’alternativa, la mancanza di motivazioni a giocarsi davvero la partita. Se non lo facciamo ora, tra un anno, a pochi giorni da un nuovo Capodanno, rileggeremo le stesse statistiche impietose. La stessa insoddisfazione generale. La stessa insicurezza. E una fila ancora più lunga ad attendere un pacco di sostegno e di dignità davanti al Pane Quotidiano. 🍞 Vogliamo davvero questo? Se la risposta è no, allora è il tempo di mettersi a lavorare seriamente per curare Milano e liberarla. Perché solo ripartendo dal nostro territorio avremo la serenità e la forza per aiutare anche il resto del mondo. Il primo passo si fa sempre da qui. Dal nostro metro quadrato di sofferenza. 📐🔥 #MilanoLibera #Milano2025 #CostoDellaVita #LavoroEDignità #CasaÈUnDiritto #CittàPerChiLavora
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  • VOTO LIBEGUALE –
    Il problema non è solo CHI votare, ma COME

    Da troppo tempo il dibattito politico si ferma ai nomi.
    Ma la vera domanda è un’altra: con quale sistema scegliamo chi ci rappresenta?

    Questo Paese ha bisogno di una riforma seria, strutturale e definitiva.
    Non solo della Giustizia, ma soprattutto di un sistema elettorale che oggi non consente agli elettori di scegliere davvero le persone più adeguate.

    Tra meno di 18 mesi voteremo per Camera e Senato.
    E mentre il tempo scorre, la nuova legge elettorale viene scritta fuori dal Parlamento, nelle stanze di pochi.
    Vogliamo davvero tornare a meccanismi opachi che permettono a qualche decina di persone di decidere chi entra in Parlamento, nominando di fatto deputati e senatori e concentrando il potere legislativo ed esecutivo?

    La democrazia non può essere un automatismo. Va esercitata.

    Per questo ti invitiamo a informarti e firmare subito tre leggi di iniziativa popolare per una legge elettorale che, dopo 20 anni, restituisca agli elettori il diritto di scegliere:

    parlamentari scelti dai cittadini

    niente voto congiunto

    niente pluricandidature

    niente soglie distorsive

    voto di preferenza

    primarie obbligatorie


    È il momento di passare dalla riflessione all’azione.


    ---

    FIRMA ADESSO

    Bastano CIE o SPID

    1️⃣ Vai qui e usa i pulsanti blu del sito:
    https://votolibeguale.it
    2️⃣ Clicca su Accedi e scegli CIE o SPID
    3️⃣ Usa SPID o l’app CieID
    4️⃣ Conferma la firma

    Fallo subito.
    Perché il voto è davvero libero solo quando scegli tu.

    #VotoLibeguale #Democrazia #Partecipazione #RiformaElettorale
    VOTO LIBEGUALE – Il problema non è solo CHI votare, ma COME 🗳️ Da troppo tempo il dibattito politico si ferma ai nomi. Ma la vera domanda è un’altra: con quale sistema scegliamo chi ci rappresenta? Questo Paese ha bisogno di una riforma seria, strutturale e definitiva. Non solo della Giustizia, ma soprattutto di un sistema elettorale che oggi non consente agli elettori di scegliere davvero le persone più adeguate. Tra meno di 18 mesi voteremo per Camera e Senato. E mentre il tempo scorre, la nuova legge elettorale viene scritta fuori dal Parlamento, nelle stanze di pochi. Vogliamo davvero tornare a meccanismi opachi che permettono a qualche decina di persone di decidere chi entra in Parlamento, nominando di fatto deputati e senatori e concentrando il potere legislativo ed esecutivo? 👉 La democrazia non può essere un automatismo. Va esercitata. Per questo ti invitiamo a informarti e firmare subito tre leggi di iniziativa popolare per una legge elettorale che, dopo 20 anni, restituisca agli elettori il diritto di scegliere: parlamentari scelti dai cittadini niente voto congiunto niente pluricandidature niente soglie distorsive voto di preferenza primarie obbligatorie È il momento di passare dalla riflessione all’azione. ✍️ --- FIRMA ADESSO Bastano CIE o SPID 1️⃣ Vai qui e usa i pulsanti blu del sito: ✍️ https://votolibeguale.it 2️⃣ Clicca su Accedi e scegli CIE o SPID 3️⃣ Usa SPID o l’app CieID 4️⃣ Conferma la firma ✅ ⏳ Fallo subito. 🇮🇹 Perché il voto è davvero libero solo quando scegli tu. #VotoLibeguale #Democrazia #Partecipazione #RiformaElettorale
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  • Il CIO ha rimosso tutte le restrizioni alla partecipazione degli atleti russi alle competizioni internazionali.

    L'esecutivo del Comitato Olimpico Internazionale ha raccomandato alle federazioni sportive di ammettere i giovani atleti russi e bielorussi alle competizioni con i simboli nazionali. La decisione significa la revoca delle restrizioni in vigore dal 2022, quando gli atleti potevano partecipare solo con uno status neutrale.

    Il ministro dello sport Mikhail Degtyarev ha dichiarato di sentire il sostegno del CIO e ha sottolineato l'intervento della presidente del comitato Kirsty Coventry, che ha evidenziato l'inaccettabilità delle barriere politiche.

    «Ogni atleta ammesso alle competizioni deve poter partecipare senza discriminazioni o interferenze politiche»
    — ha citato il capo del dicastero le parole di Coventry.

    ❗️Le nuove regole si applicano sia agli sport individuali che a quelli di squadra. Le federazioni internazionali definiranno autonomamente i criteri per le competizioni giovanili, ma la partecipazione a queste deve essere garantita senza ulteriori restrizioni. A condizione che il Comitato Olimpico Russo venga reintegrato, queste regole saranno valide per i Giochi Olimpici Giovanili di Dakar 2026.

    Alla domanda di un rappresentante dei media ucraini riguardo alla presunta non conformità dei russi ai criteri, il capo del CIO ha consigliato di rivolgersi a un gruppo di lavoro con tali informazioni, respingendo di fatto le accuse.

    t.me/RussiaeDintorni
    Il CIO ha rimosso tutte le restrizioni alla partecipazione degli atleti russi alle competizioni internazionali. L'esecutivo del Comitato Olimpico Internazionale ha raccomandato alle federazioni sportive di ammettere i giovani atleti russi e bielorussi alle competizioni con i simboli nazionali. La decisione significa la revoca delle restrizioni in vigore dal 2022, quando gli atleti potevano partecipare solo con uno status neutrale. 📝Il ministro dello sport Mikhail Degtyarev ha dichiarato di sentire il sostegno del CIO e ha sottolineato l'intervento della presidente del comitato Kirsty Coventry, che ha evidenziato l'inaccettabilità delle barriere politiche. «Ogni atleta ammesso alle competizioni deve poter partecipare senza discriminazioni o interferenze politiche» — ha citato il capo del dicastero le parole di Coventry. ❗️Le nuove regole si applicano sia agli sport individuali che a quelli di squadra. Le federazioni internazionali definiranno autonomamente i criteri per le competizioni giovanili, ma la partecipazione a queste deve essere garantita senza ulteriori restrizioni. A condizione che il Comitato Olimpico Russo venga reintegrato, queste regole saranno valide per i Giochi Olimpici Giovanili di Dakar 2026. 🇺🇦Alla domanda di un rappresentante dei media ucraini riguardo alla presunta non conformità dei russi ai criteri, il capo del CIO ha consigliato di rivolgersi a un gruppo di lavoro con tali informazioni, respingendo di fatto le accuse. t.me/RussiaeDintorni
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  • È online e in distribuzione il nuovo numero de Il SUD Milano – Dicembre 2025!

    Bentrovati/e!
    Con l’arrivo delle feste torniamo a farvi compagnia con la nostra informazione libera, partecipata e profondamente radicata nei quartieri del Sud Milano.
    In questo ultimo numero dell’anno raccontiamo il territorio con uno sguardo che unisce attualità, cultura e le storie di chi ogni giorno lavora per costruire comunità più vive e inclusive.

    In questo numero trovate:
    Approfondimenti sui fatti più significativi del mese
    Interviste e testimonianze dal territorio
    Cultura, teatro, eventi e musica nel Sud Milano
    Le nostre rubriche dedicate a libri, serie TV, società e lifestyle
    Uno sguardo sulle iniziative natalizie nei quartieri

    Vi auguriamo una buona lettura e delle feste serene, con l’auspicio che il 2026 porti nuove energie, nuovi progetti e un anno di comunicazione ancora più ricco e fortunato per tutti e tutte.

    La versione cartacea è in distribuzione dal 3 dicembre.
    Puoi leggere e scaricare l’edizione digitale in PDF qui:


    Home - Il Sud Milano https://share.google/psAk2A3nqbP2eveh6

    Seguici anche su Facebook:

    facebook.com/ilSUDMilano

    #ilsudmilano #Dicembre2025 #milano #cultura #territori #cronacalocale #attualità #rubriche #interviste #giornalismoindipendente #freepress #SudMilanoInforma #Natale2025 #Comunità #Buon2026
    🎄 È online e in distribuzione il nuovo numero de Il SUD Milano – Dicembre 2025! 🎄 Bentrovati/e! Con l’arrivo delle feste torniamo a farvi compagnia con la nostra informazione libera, partecipata e profondamente radicata nei quartieri del Sud Milano. ✨🗞️ In questo ultimo numero dell’anno raccontiamo il territorio con uno sguardo che unisce attualità, cultura e le storie di chi ogni giorno lavora per costruire comunità più vive e inclusive. 👉 In questo numero trovate: ✔️ Approfondimenti sui fatti più significativi del mese ✔️ Interviste e testimonianze dal territorio ✔️ Cultura, teatro, eventi e musica nel Sud Milano ✔️ Le nostre rubriche dedicate a libri, serie TV, società e lifestyle ✔️ Uno sguardo sulle iniziative natalizie nei quartieri 📖 Vi auguriamo una buona lettura e delle feste serene, con l’auspicio che il 2026 porti nuove energie, nuovi progetti e un anno di comunicazione ancora più ricco e fortunato per tutti e tutte. ✨ 📰 La versione cartacea è in distribuzione dal 3 dicembre. 💻 Puoi leggere e scaricare l’edizione digitale in PDF qui: 👉 Home - Il Sud Milano https://share.google/psAk2A3nqbP2eveh6 🔗 Seguici anche su Facebook: facebook.com/ilSUDMilano #ilsudmilano #Dicembre2025 #milano #cultura #territori #cronacalocale #attualità #rubriche #interviste #giornalismoindipendente #freepress #SudMilanoInforma #Natale2025 #Comunità #Buon2026
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  • WhatsApp, analisi forense choc rivela cosa contengono i metadati dei messaggi


    WhatsApp, analisi forense choc rivela cosa contengono i metadati dei messaggi
    01 Dicembre 2025
    16 Commenti

    Ogni messaggio contiene più di un semplice testo. E ancora: se le persone dimenticano, i dispositivi digitali raramente lo fanno. La scoperta di Elorm Daniel, esperto di informatica forense con più di 20 mila follower su X, potrebbe essere sintetizzata con queste due frasi, estratte dal suo stesso post. Un post che ha fatto brevemente il giro della rete, contenendo delle apparenti "rivelazioni" sulla popolare app di messaggistica WhatsApp che non possono essere ignorate.

    Premessa: la maggior parte delle persone non può avere accesso al "contenuto nascosto" dei messaggi WhatsApp. L'estrazione avviene attraverso strumenti forensi avanzati (almeno nel contesto di questo esperimento), tramite cui – tra l'altro – si riesce a ricostruire un quadro dettagliato dell'attività di un utente. Rimane ferma la protezione garantita dalla crittografia end-to-end (come tutte le altre misure di sicurezza, un vero e proprio pallino per Meta), per cui nessuno può leggere niente mentre i messaggi sono in viaggio tra mittente e destinatario, ma ciò che resta memorizzato sul dispositivo o nei backup può comunque rivelare molte cose, anche al di là del contenuto visibile.

    COSA SI È SCOPERTO
    Anzitutto, l'analista afferma di aver ricevuto un messaggio WhatsApp di routine da un amico il 3 settembre scorso. Successivamente, lo smartphone è stato fatto analizzare da un team di esperti forensi, e durante il processo sono emerse le coordinate esatte da cui quel messaggio era stato inviato.

    Immaginate di ricevere un normale messaggio WhatsApp e poi scoprire che contiene segretamente la posizione esatta di una persona, anche se non l'ha mai condivisa.

    Insomma: anche se l'utente non condivide manualmente la posizione, i messaggi WhatsApp possono contenere dati GPS precisi registrati in automatico dal telefono. Ciò che preoccupa ancora di più è che si possa risalire alle coordinate del mittente dal telefono del destinatario, nel caso in cui quest'ultimo finisse nelle mani degli investigatori (o anche di qualche malintenzionato molto competente, in teoria).


    COSA SI È SCOPERTO
    Anzitutto, l'analista afferma di aver ricevuto un messaggio WhatsApp di routine da un amico il 3 settembre scorso. Successivamente, lo smartphone è stato fatto analizzare da un team di esperti forensi, e durante il processo sono emerse le coordinate esatte da cui quel messaggio era stato inviato.

    Immaginate di ricevere un normale messaggio WhatsApp e poi scoprire che contiene segretamente la posizione esatta di una persona, anche se non l'ha mai condivisa.

    Insomma: anche se l'utente non condivide manualmente la posizione, i messaggi WhatsApp possono contenere dati GPS precisi registrati in automatico dal telefono. Ciò che preoccupa ancora di più è che si possa risalire alle coordinate del mittente dal telefono del destinatario, nel caso in cui quest'ultimo finisse nelle mani degli investigatori (o anche di qualche malintenzionato molto competente, in teoria).


    Anche foto, video, screenshot e messaggi vocali contengono metadati con ora e luogo di creazione. E anche dei gruppi WhatsApp il dispositivo conserva una memoria precisa, anche molto tempo (anni!) dopo aver abbandonato la chat.

    Un sospettato non può negare l'appartenenza a un gruppo quando il dispositivo stesso conserva:

    data di creazione
    identità del creatore
    data di iscrizione
    cronologia di partecipazione

    LA RISPOSTA DI WHATSAPP
    Chiamata in causa, WhatsApp ha confermato che i metadati memorizzati sul dispositivo o nei backup possono essere accessibili se qualcuno ha fisicamente il telefono. In pratica, i messaggi restano privati durante la trasmissione (crittografia end-to-end), ma tutto ciò che il telefono registra può essere comunque "intercettato" in caso di accesso diretto al dispositivo. E in questo WA c'entra poco: il "problema" – se così possiamo definirlo – riguarda specificamente il dispositivo e il sistema operativo, non l'applicazione in sé.

    Source: https://www.hdblog.it/smartphone/articoli/n640440/whatsapp-analisi-choc-metadati-messaggi/
    WhatsApp, analisi forense choc rivela cosa contengono i metadati dei messaggi WhatsApp, analisi forense choc rivela cosa contengono i metadati dei messaggi 01 Dicembre 2025 16 Commenti Ogni messaggio contiene più di un semplice testo. E ancora: se le persone dimenticano, i dispositivi digitali raramente lo fanno. La scoperta di Elorm Daniel, esperto di informatica forense con più di 20 mila follower su X, potrebbe essere sintetizzata con queste due frasi, estratte dal suo stesso post. Un post che ha fatto brevemente il giro della rete, contenendo delle apparenti "rivelazioni" sulla popolare app di messaggistica WhatsApp che non possono essere ignorate. Premessa: la maggior parte delle persone non può avere accesso al "contenuto nascosto" dei messaggi WhatsApp. L'estrazione avviene attraverso strumenti forensi avanzati (almeno nel contesto di questo esperimento), tramite cui – tra l'altro – si riesce a ricostruire un quadro dettagliato dell'attività di un utente. Rimane ferma la protezione garantita dalla crittografia end-to-end (come tutte le altre misure di sicurezza, un vero e proprio pallino per Meta), per cui nessuno può leggere niente mentre i messaggi sono in viaggio tra mittente e destinatario, ma ciò che resta memorizzato sul dispositivo o nei backup può comunque rivelare molte cose, anche al di là del contenuto visibile. COSA SI È SCOPERTO Anzitutto, l'analista afferma di aver ricevuto un messaggio WhatsApp di routine da un amico il 3 settembre scorso. Successivamente, lo smartphone è stato fatto analizzare da un team di esperti forensi, e durante il processo sono emerse le coordinate esatte da cui quel messaggio era stato inviato. Immaginate di ricevere un normale messaggio WhatsApp e poi scoprire che contiene segretamente la posizione esatta di una persona, anche se non l'ha mai condivisa. Insomma: anche se l'utente non condivide manualmente la posizione, i messaggi WhatsApp possono contenere dati GPS precisi registrati in automatico dal telefono. Ciò che preoccupa ancora di più è che si possa risalire alle coordinate del mittente dal telefono del destinatario, nel caso in cui quest'ultimo finisse nelle mani degli investigatori (o anche di qualche malintenzionato molto competente, in teoria). COSA SI È SCOPERTO Anzitutto, l'analista afferma di aver ricevuto un messaggio WhatsApp di routine da un amico il 3 settembre scorso. Successivamente, lo smartphone è stato fatto analizzare da un team di esperti forensi, e durante il processo sono emerse le coordinate esatte da cui quel messaggio era stato inviato. Immaginate di ricevere un normale messaggio WhatsApp e poi scoprire che contiene segretamente la posizione esatta di una persona, anche se non l'ha mai condivisa. Insomma: anche se l'utente non condivide manualmente la posizione, i messaggi WhatsApp possono contenere dati GPS precisi registrati in automatico dal telefono. Ciò che preoccupa ancora di più è che si possa risalire alle coordinate del mittente dal telefono del destinatario, nel caso in cui quest'ultimo finisse nelle mani degli investigatori (o anche di qualche malintenzionato molto competente, in teoria). Anche foto, video, screenshot e messaggi vocali contengono metadati con ora e luogo di creazione. E anche dei gruppi WhatsApp il dispositivo conserva una memoria precisa, anche molto tempo (anni!) dopo aver abbandonato la chat. Un sospettato non può negare l'appartenenza a un gruppo quando il dispositivo stesso conserva: data di creazione identità del creatore data di iscrizione cronologia di partecipazione LA RISPOSTA DI WHATSAPP Chiamata in causa, WhatsApp ha confermato che i metadati memorizzati sul dispositivo o nei backup possono essere accessibili se qualcuno ha fisicamente il telefono. In pratica, i messaggi restano privati durante la trasmissione (crittografia end-to-end), ma tutto ciò che il telefono registra può essere comunque "intercettato" in caso di accesso diretto al dispositivo. E in questo WA c'entra poco: il "problema" – se così possiamo definirlo – riguarda specificamente il dispositivo e il sistema operativo, non l'applicazione in sé. Source: https://www.hdblog.it/smartphone/articoli/n640440/whatsapp-analisi-choc-metadati-messaggi/
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  • Imagine receiving a normal WhatsApp message from someone… and later discovering that the message secretly contained their exact location, even though they never shared it.

    That’s exactly what happened during a recent forensic extraction I performed on my iPhone 12 Pro Max.

    During the analysis, I found a I decided to pick a message I received from @RedHatPentester, on 3rd September 2025 at 7:11 AM.

    Nothing unusual at first glance just a regular text.

    But deep inside the message metadata, the phone had silently logged:

    @RedHatPentester exact location at the moment he sent that message.

    He didn’t share it intentionally.
    I didn’t request it.
    Yet the device recorded it automatically.

    This was extracted directly from my own phone, meaning:

    If your location is turned ON while chatting on WhatsApp, your exact location can be extracted from someone else’s device if theirs undergoes forensic imaging.

    Most people have absolutely no idea this happens.

    But this was only the beginning.

    Also, every single file created on the device, ie: photos, videos, screenshots, recordings had the exact location of where I was when that file was created.

    The phone automatically logged precise GPS coordinates for each media file.

    This means investigators can determine where you were at the exact moment you took a picture, recorded a video, captured a screenshot, or created any media on the device.

    This level of metadata helps reconstruct movements, timelines, and behaviors with incredible accuracy.

    The extraction revealed far more than hidden location data and remember, this phone was NOT jailbroken.

    Here’s what else was recovered:

    1. Full Synchronized Accounts & Passwords

    The extraction pulled:
    •URLs
    •Usernames
    •Passwords
    •Stored login metadata

    Basically, every synchronized password ever used on the device all recovered without jailbreak.

    2. Complete Application Logs & Histories

    Every installed application had:

    ✔ Detailed logs
    ✔ Usage history
    ✔ Internal data
    ✔ Metadata

    Even apps considered “secure” or “encrypted” still left behind recoverable traces.

    3. Full WhatsApp Data, Including Group Histories

    WhatsApp revealed more than most users realize:
    •Full history of every group ever joined
    •Date each group was created
    •Who created it
    •Date I was added
    •Group metadata even after you exit the group

    This is critical in investigations because a suspect cannot deny belonging to a group when the device itself retains:

    Creation date
    Creator identity
    Join date
    Participation timeline

    Even if they left the group years ago.

    4. Message-Level Location Metadata

    The iPhone logged exact sender locations at the moment messages were typed and sent just like what happened with @RedHatPentester message.

    Most people never see this.
    Investigators do.

    Why This Matters

    Every phone tells a story.
    Every app keeps footprints.
    Every message carries more than text.

    This extraction proves that even without a jailbreak, investigators can discover:

    ✔ Locations
    ✔ Passwords
    ✔ Group associations
    ✔ Message histories
    ✔ Detailed app activity
    ✔ Metadata most users never realize exists

    Digital devices rarely forget even when the user does.


    Immagina di ricevere un normale messaggio WhatsApp da qualcuno... e scoprire in seguito che il messaggio conteneva segretamente la sua posizione esatta, anche se non l'ha mai condivisa.

    Questo è esattamente quello che è successo durante una recente estrazione dati forense che ho eseguito sul mio iPhone 12 Pro Max.

    Durante l'analisi, ho trovato un messaggio che ho ricevuto da @RedHatPentester il 3 settembre 2025 alle 7:11.

    Niente di insolito a prima vista, solo un normale messaggio di testo.

    Ma nei metadati del messaggio, il telefono aveva registrato silenziosamente:

    Posizione esatta di @RedHatPentester al momento dell'invio del messaggio.

    Non l'ha condivisa intenzionalmente.
    Non l'ho richiesto io.
    Eppure il dispositivo l'ha registrata automaticamente.

    Questo è stato estratto direttamente dal mio telefono, il che significa:

    Se la tua posizione è ATTIVA mentre chatti su WhatsApp, la tua posizione esatta può essere estratta dal dispositivo di qualcun altro se il suo viene sottoposto a imaging forense.

    La maggior parte delle persone non ha la minima idea di cosa accada.

    Ma questo è stato solo l'inizio.

    Inoltre, ogni singolo file creato sul dispositivo, ovvero foto, video, screenshot e registrazioni, riportava la posizione esatta in cui mi trovavo al momento della creazione.

    Il telefono ha registrato automaticamente le coordinate GPS precise per ogni file multimediale.

    Ciò significa che gli investigatori possono determinare dove ti trovavi nel momento esatto in cui hai scattato una foto, registrato un video, catturato uno screenshot o creato qualsiasi contenuto multimediale sul dispositivo.

    Questo livello di metadati aiuta a ricostruire movimenti, linee temporali e comportamenti con incredibile precisione.

    L'estrazione ha rivelato molto più dei dati di posizione nascosti e, ricordate, questo telefono NON era stato sottoposto a jailbreak.

    Ecco cos'altro è stato recuperato:

    1. Account e password completamente sincronizzati

    L'estrazione ha estratto:
    •URL
    •Nomi utente
    •Password
    •Metadati di accesso memorizzati

    In pratica, tutte le password sincronizzate mai utilizzate sul dispositivo sono state recuperate senza jailbreak.

    2. Registri e cronologie complete delle applicazioni

    Ogni applicazione installata presentava:

    ✔ Registri dettagliati
    ✔ Cronologia di utilizzo
    ✔ Dati interni
    ✔ Metadati

    Anche le app considerate "sicure" o "crittografate" lasciavano comunque tracce recuperabili.

    3. Dati completi di WhatsApp, incluse le cronologie dei gruppi

    WhatsApp ha rivelato più di quanto la maggior parte degli utenti creda:
    • Cronologia completa di ogni gruppo a cui si è mai iscritto
    • Data di creazione di ciascun gruppo
    • Chi l'ha creato
    • Data di aggiunta dell'utente
    • Metadati del gruppo anche dopo l'uscita dal gruppo

    Questo è fondamentale nelle indagini perché un sospettato non può negare l'appartenenza a un gruppo quando il dispositivo stesso conserva:

    Data di creazione
    Identità del creatore
    Data di iscrizione
    Cronologia di partecipazione

    Anche se l'utente ha abbandonato il gruppo anni fa.

    4. Metadati sulla posizione a livello di messaggio

    L'iPhone ha registrato la posizione esatta del mittente nel momento in cui i messaggi sono stati digitati e inviati, proprio come è successo con il messaggio @RedHatPentester.

    La maggior parte delle persone non se ne accorge mai.
    Gli investigatori sì.

    Perché è importante

    Ogni telefono racconta una storia.
    Ogni app conserva tracce.
    Ogni messaggio contiene più di un semplice testo.

    Questa estrazione dimostra che anche senza jailbreak, gli investigatori possono scoprire:

    ✔ Posizioni
    ✔ Password
    ✔ Associazioni di gruppo
    ✔ Cronologia dei messaggi
    ✔ Attività dettagliata delle app
    ✔ Metadati di cui la maggior parte degli utenti non si accorge nemmeno dell'esistenza

    I dispositivi digitali raramente dimenticano, anche quando l'utente lo fa.

    Source: https://x.com/elormkdaniel/status/1993320187974541683?t=pV8BM00BIOTb8YhqC_iH3Q&s=19
    Imagine receiving a normal WhatsApp message from someone… and later discovering that the message secretly contained their exact location, even though they never shared it. That’s exactly what happened during a recent forensic extraction I performed on my iPhone 12 Pro Max. During the analysis, I found a I decided to pick a message I received from @RedHatPentester, on 3rd September 2025 at 7:11 AM. Nothing unusual at first glance just a regular text. But deep inside the message metadata, the phone had silently logged: @RedHatPentester exact location at the moment he sent that message. He didn’t share it intentionally. I didn’t request it. Yet the device recorded it automatically. This was extracted directly from my own phone, meaning: If your location is turned ON while chatting on WhatsApp, your exact location can be extracted from someone else’s device if theirs undergoes forensic imaging. Most people have absolutely no idea this happens. But this was only the beginning. Also, every single file created on the device, ie: photos, videos, screenshots, recordings had the exact location of where I was when that file was created. The phone automatically logged precise GPS coordinates for each media file. This means investigators can determine where you were at the exact moment you took a picture, recorded a video, captured a screenshot, or created any media on the device. This level of metadata helps reconstruct movements, timelines, and behaviors with incredible accuracy. The extraction revealed far more than hidden location data and remember, this phone was NOT jailbroken. Here’s what else was recovered: 1. Full Synchronized Accounts & Passwords The extraction pulled: •URLs •Usernames •Passwords •Stored login metadata Basically, every synchronized password ever used on the device all recovered without jailbreak. 2. Complete Application Logs & Histories Every installed application had: ✔ Detailed logs ✔ Usage history ✔ Internal data ✔ Metadata Even apps considered “secure” or “encrypted” still left behind recoverable traces. 3. Full WhatsApp Data, Including Group Histories WhatsApp revealed more than most users realize: •Full history of every group ever joined •Date each group was created •Who created it •Date I was added •Group metadata even after you exit the group This is critical in investigations because a suspect cannot deny belonging to a group when the device itself retains: 📌 Creation date 📌 Creator identity 📌 Join date 📌 Participation timeline Even if they left the group years ago. 4. Message-Level Location Metadata The iPhone logged exact sender locations at the moment messages were typed and sent just like what happened with @RedHatPentester message. Most people never see this. Investigators do. Why This Matters Every phone tells a story. Every app keeps footprints. Every message carries more than text. This extraction proves that even without a jailbreak, investigators can discover: ✔ Locations ✔ Passwords ✔ Group associations ✔ Message histories ✔ Detailed app activity ✔ Metadata most users never realize exists Digital devices rarely forget even when the user does. Immagina di ricevere un normale messaggio WhatsApp da qualcuno... e scoprire in seguito che il messaggio conteneva segretamente la sua posizione esatta, anche se non l'ha mai condivisa. Questo è esattamente quello che è successo durante una recente estrazione dati forense che ho eseguito sul mio iPhone 12 Pro Max. Durante l'analisi, ho trovato un messaggio che ho ricevuto da @RedHatPentester il 3 settembre 2025 alle 7:11. Niente di insolito a prima vista, solo un normale messaggio di testo. Ma nei metadati del messaggio, il telefono aveva registrato silenziosamente: Posizione esatta di @RedHatPentester al momento dell'invio del messaggio. Non l'ha condivisa intenzionalmente. Non l'ho richiesto io. Eppure il dispositivo l'ha registrata automaticamente. Questo è stato estratto direttamente dal mio telefono, il che significa: Se la tua posizione è ATTIVA mentre chatti su WhatsApp, la tua posizione esatta può essere estratta dal dispositivo di qualcun altro se il suo viene sottoposto a imaging forense. La maggior parte delle persone non ha la minima idea di cosa accada. Ma questo è stato solo l'inizio. Inoltre, ogni singolo file creato sul dispositivo, ovvero foto, video, screenshot e registrazioni, riportava la posizione esatta in cui mi trovavo al momento della creazione. Il telefono ha registrato automaticamente le coordinate GPS precise per ogni file multimediale. Ciò significa che gli investigatori possono determinare dove ti trovavi nel momento esatto in cui hai scattato una foto, registrato un video, catturato uno screenshot o creato qualsiasi contenuto multimediale sul dispositivo. Questo livello di metadati aiuta a ricostruire movimenti, linee temporali e comportamenti con incredibile precisione. L'estrazione ha rivelato molto più dei dati di posizione nascosti e, ricordate, questo telefono NON era stato sottoposto a jailbreak. Ecco cos'altro è stato recuperato: 1. Account e password completamente sincronizzati L'estrazione ha estratto: •URL •Nomi utente •Password •Metadati di accesso memorizzati In pratica, tutte le password sincronizzate mai utilizzate sul dispositivo sono state recuperate senza jailbreak. 2. Registri e cronologie complete delle applicazioni Ogni applicazione installata presentava: ✔ Registri dettagliati ✔ Cronologia di utilizzo ✔ Dati interni ✔ Metadati Anche le app considerate "sicure" o "crittografate" lasciavano comunque tracce recuperabili. 3. Dati completi di WhatsApp, incluse le cronologie dei gruppi WhatsApp ha rivelato più di quanto la maggior parte degli utenti creda: • Cronologia completa di ogni gruppo a cui si è mai iscritto • Data di creazione di ciascun gruppo • Chi l'ha creato • Data di aggiunta dell'utente • Metadati del gruppo anche dopo l'uscita dal gruppo Questo è fondamentale nelle indagini perché un sospettato non può negare l'appartenenza a un gruppo quando il dispositivo stesso conserva: 📌 Data di creazione 📌 Identità del creatore 📌 Data di iscrizione 📌 Cronologia di partecipazione Anche se l'utente ha abbandonato il gruppo anni fa. 4. Metadati sulla posizione a livello di messaggio L'iPhone ha registrato la posizione esatta del mittente nel momento in cui i messaggi sono stati digitati e inviati, proprio come è successo con il messaggio @RedHatPentester. La maggior parte delle persone non se ne accorge mai. Gli investigatori sì. Perché è importante Ogni telefono racconta una storia. Ogni app conserva tracce. Ogni messaggio contiene più di un semplice testo. Questa estrazione dimostra che anche senza jailbreak, gli investigatori possono scoprire: ✔ Posizioni ✔ Password ✔ Associazioni di gruppo ✔ Cronologia dei messaggi ✔ Attività dettagliata delle app ✔ Metadati di cui la maggior parte degli utenti non si accorge nemmeno dell'esistenza I dispositivi digitali raramente dimenticano, anche quando l'utente lo fa. Source: https://x.com/elormkdaniel/status/1993320187974541683?t=pV8BM00BIOTb8YhqC_iH3Q&s=19
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  • PARADOSSO ASSOLUTO ⚡️

    Stasera sono attraversato da un sentimento viscerale, un mix perfetto tra indignazione e rabbia. Non la resa, quella mai.
    Ma ci sono decisioni che si commentano da sole, che gridano allo scandalo prima ancora che qualcuno apra bocca. E quando a essere calpestata è la Cultura, la rabbia assume una forma ancora più precisa, più amara, più politica.
    Perché sì, in questo Paese siamo tristemente abituati a vedere professionisti catapultati in ruoli totalmente avulsi dalle loro competenze.
    Ma quando il “gioco delle sedie” arriva a colpire la Cultura – già bistrattata, ridotta a fanalino di coda nelle agende istituzionali, sottovalutata e sacrificata sempre per ultima – allora è davvero troppo.

    E diventa chiaro il disegno: la Cultura come parcheggio, come area di sosta per figure in attesa di riabilitazione, un cuscinetto morbido dove far ricadere in piedi qualcuno che certo non spicca per trasparenza o linearità gestionale.
    Milano, dove il paradosso diventa metodo.

    E così, dopo la saga tragicomica Sangiuliano–Giuli, ecco servita la nuova stagione:
    l’ex assessore alla “Rigenerazione Urbana” (che già il titolo, scusate, fa sorridere ) Giancarlo Tancredi, ora promosso a… dirigente della Direzione Cultura.
    Sì, avete letto bene. Cultura.

    Ripercorriamo in 30 secondi il capolavoro di trama:

    - Tancredi lascia il Comune nel 2021 quando diventa assessore.

    - Finisce sotto indagine («cantieropoli»), arriva l’arresto ai domiciliari.

    - Poi revoca dei domiciliari. Poi interdittiva. Poi la Cassazione la annulla.

    - Sala dichiara: “Torna pure, ma non all’Urbanistica… imbarazzerebbe”.

    SOLUZIONE? Spostiamolo alla Cultura, che tanto lì chi vuoi che si accorga di qualcosa…

    E allora la domanda, quella vera, è una sola:

    Perché? Perché proprio lì? Perché sempre lì?

    Anche evitando di puntare il dito sulla persona: cosa c’entra?
    Per quale logica, per quale visione politica, per quale strategia amministrativa la Cultura diventa la terra di nessuno in cui “svernare” in attesa di tempi migliori?
    La Cultura non è un ripiego.
    Non è un corridoio di transito.
    Non è un tappeto sotto cui spingere l’imbarazzo amministrativo.
    La Cultura è identità, visione, coraggio, innovazione, partecipazione, comunità.
    E quando la tratti come una discarica di ruoli, stai dicendo esattamente come consideri la città che dovresti governare.

    E allora sì, qualcosa di buono lo avete fatto.

    Ci avete ricordato da dove dobbiamo ripartire.
    Da una Milano Libera, non complice di questi equilibri tossici,
    non ostaggio dei giochi di potere,
    non prona alla logica del “sistemiamo qualcuno, intanto la Cultura se ne farà una ragione”.

    Nel 2027 arriveranno le amministrative.
    E grazie a voi abbiamo un esempio perfetto di come una città non vada amministrata.
    Di come la meritocrazia venga tradita.
    Di come il valore delle competenze venga calpestato.
    Di come la Cultura venga considerata sacrificabile.
    Ma noi no.
    Noi non siamo sacrificabili.
    E neanche la Cultura.

    #MilanoLibera #CulturaÈPolitica #NoAiGiochiDiPotere #Meritocrazia #Milano2027 #ParadossoAssoluto #DifendiamoLaCultura #CulturaNonÈUnParcheggio
    PARADOSSO ASSOLUTO ⚡️🤦‍♂️ Stasera sono attraversato da un sentimento viscerale, un mix perfetto tra indignazione e rabbia. Non la resa, quella mai. Ma ci sono decisioni che si commentano da sole, che gridano allo scandalo prima ancora che qualcuno apra bocca. E quando a essere calpestata è la Cultura, la rabbia assume una forma ancora più precisa, più amara, più politica. Perché sì, in questo Paese siamo tristemente abituati a vedere professionisti catapultati in ruoli totalmente avulsi dalle loro competenze. Ma quando il “gioco delle sedie” arriva a colpire la Cultura – già bistrattata, ridotta a fanalino di coda nelle agende istituzionali, sottovalutata e sacrificata sempre per ultima – allora è davvero troppo. E diventa chiaro il disegno: la Cultura come parcheggio, come area di sosta per figure in attesa di riabilitazione, un cuscinetto morbido dove far ricadere in piedi qualcuno che certo non spicca per trasparenza o linearità gestionale. 🎭 Milano, dove il paradosso diventa metodo. E così, dopo la saga tragicomica Sangiuliano–Giuli, ecco servita la nuova stagione: l’ex assessore alla “Rigenerazione Urbana” (che già il titolo, scusate, fa sorridere 😏) Giancarlo Tancredi, ora promosso a… dirigente della Direzione Cultura. Sì, avete letto bene. Cultura. 📚✨ Ripercorriamo in 30 secondi il capolavoro di trama: - Tancredi lascia il Comune nel 2021 quando diventa assessore. - Finisce sotto indagine («cantieropoli»), arriva l’arresto ai domiciliari. - Poi revoca dei domiciliari. Poi interdittiva. Poi la Cassazione la annulla. - Sala dichiara: “Torna pure, ma non all’Urbanistica… imbarazzerebbe”. 👉SOLUZIONE? Spostiamolo alla Cultura, che tanto lì chi vuoi che si accorga di qualcosa… 🎨🧩 E allora la domanda, quella vera, è una sola: Perché? Perché proprio lì? Perché sempre lì? 🙄 Anche evitando di puntare il dito sulla persona: cosa c’entra? Per quale logica, per quale visione politica, per quale strategia amministrativa la Cultura diventa la terra di nessuno in cui “svernare” in attesa di tempi migliori? La Cultura non è un ripiego. Non è un corridoio di transito. Non è un tappeto sotto cui spingere l’imbarazzo amministrativo. La Cultura è identità, visione, coraggio, innovazione, partecipazione, comunità. E quando la tratti come una discarica di ruoli, stai dicendo esattamente come consideri la città che dovresti governare. E allora sì, qualcosa di buono lo avete fatto. Ci avete ricordato da dove dobbiamo ripartire. Da una Milano Libera, non complice di questi equilibri tossici, non ostaggio dei giochi di potere, non prona alla logica del “sistemiamo qualcuno, intanto la Cultura se ne farà una ragione”. Nel 2027 arriveranno le amministrative. E grazie a voi abbiamo un esempio perfetto di come una città non vada amministrata. Di come la meritocrazia venga tradita. Di come il valore delle competenze venga calpestato. Di come la Cultura venga considerata sacrificabile. Ma noi no. Noi non siamo sacrificabili. E neanche la Cultura. ✊📚 #MilanoLibera #CulturaÈPolitica #NoAiGiochiDiPotere #Meritocrazia #Milano2027 #ParadossoAssoluto #DifendiamoLaCultura #CulturaNonÈUnParcheggio
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  • UN'ANALISI molto OBIETTIVA e VERITIERA!
    L’Ucraina in una maniera o nell’altra è rovinata: il piano europeo non ha senso
    Enrico Grazzini
    Giornalista economico e saggista

    Il piano di pace preparato da Trump e Putin è una resa senza (quasi) condizioni per l’Ucraina ma è realistico. Quello dell'Ue invece non ha possibilità e i russi presto arriveranno a Kiev
    L’Ucraina in una maniera o nell’altra è rovinata: il piano europeo non ha senso
    Icona dei commenti Commenti

    Donald Trump
    Guerra Russia Ucraina
    Unione Europea

    Siamo arrivati alla resa dei conti: l’Ucraina ha perso una guerra che non poteva vincere, come anche i bambini potevano capire fin dall’inizio. Questa guerra è iniziata come scontro tra due imperi e ora America e Russia si sono messi d’accordo per spartirsi l’Ucraina.

    Speriamo che il conflitto finalmente cessi e non continui fino alla disfatta completa di Kiev e al massacro di altre migliaia di ucraini, e di russi. Ancora non si sa come andrà a finire il Piano di Pace concordato dai due capi imperiali, da Trump e da Putin, e contestato dagli europei: ma quel che è certo è che l’Ucraina in una maniera o nell’altra è rovinata, e che il banchetto per dividersi le spoglie e le ricchezze del paese è iniziato. I governi corrotti dell’Ucraina – dopo avere seguito le sirene della Nato diretta dall’ex presidente americano Joe Biden, dopo avere seguito i proclami di Ursula von der Leyen e del governo Zelensky, che hanno spinto in maniera criminale il paese a abbandonare la sua neutralità e a non negoziare sull’autonomia del Donbas per combattere i russi “fino alla vittoria” – hanno mandato il loro paese e il loro popolo in rovina. Il paese passerà dal governo corrotto degli oligarchi ucraini amici di Zelensky (già implicato nei Pandora Papers) nelle mani di America e Russia, con qualche briciola concessa (forse) anche agli europei. Washington si è già messa d’accordo con Mosca per spartirsi il bottino. Business is business. Gli ucraini sono stati sfruttati come carne da macello.

    Se passerà il piano di pace di Trump, gran parte dei fondi di circa 250 miliardi di euro relativi ai beni congelati ai russi dall’inizio della guerra verranno gestiti in joint venture tra Russia e Usa. Il piano statunitense prevede che 100 miliardi di dollari di fondi russi congelati saranno investiti in uno “sforzo guidato dagli Stati Uniti per ricostruire e investire in Ucraina” e che gli Usa riceveranno il 50% dei profitti. Gli Stati Uniti hanno inoltre proposto che la parte rimanente sarà investita in un “veicolo di investimento separato tra Stati Uniti e Russia”.

    Il problema è che i soldi russi interessano anche agli europei. Il piano dell’Unione Europea prevede che “l’Ucraina sarà ricostruita attraverso i beni sovrani russi che rimarranno congelati finché la Russia non risarcirà i danni causati all’Ucraina”. Gli europei puntavano a sequestrare i miliardi russi congelati in Europa per armare l’Ucraina: ora puntano invece a gestire i capitali russi per ricostruire l’Ucraina sotto il loro comando. Ursula von der Leyen ha annunciato la creazione del Fondo Europeo per la ricostruzione dell’Ucraina senza però specificare come si finanzierà. Tutti vogliono partecipare al banchetto della ricostruzione ma con i soldi degli altri. Comunque la Ue prevede che i finanziamenti vengano erogati a pezzi, verificando di volta in volta i progressi compiuti da Kiev nella lotta contro la corruzione, nell’attuazione delle riforme democratiche e amministrative e nell’uso dei fondi Ue. Secondo questa prospettiva, l’Ucraina sarà sostanzialmente commissariata e diventerà una sorta di protettorato Ue. Invece gli americani, d’accordo con i russi, vorrebbero che l’Ucraina diventasse una sorta di loro protettorato. In ogni caso il popolo ucraino, condotto alla guerra da governi irresponsabili e corrotti, dovrà sopportare il giogo della servitù.

    Putin ha invaso illegalmente l’Ucraina. Ma resta il fatto che all’origine della guerra c’è stata la volontà assurda e irresponsabile dei governi ucraini, forse corrotti con i soldi americani, di lasciare che la Nato mettesse le sue basi e i suoi missili alle frontiere contro la Russia, secondo i piani di espansione militare antirussi già previsti 25 anni prima dal consigliere americano per la sicurezza nazionale Zbigniew Brzezinski. Putin è un tiranno ma ha reagito ai piani Nato un po’ come aveva reagito molti anni prima John Kennedy quando i sovietici cercarono di mettere i loro missili a Cuba, alle porte dell’America.

    Source: https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/11/24/piano-pace-ucraina-russia-usa-ue-spartizione-notizie/8205591/
    UN'ANALISI molto OBIETTIVA e VERITIERA! L’Ucraina in una maniera o nell’altra è rovinata: il piano europeo non ha senso Enrico Grazzini Giornalista economico e saggista Il piano di pace preparato da Trump e Putin è una resa senza (quasi) condizioni per l’Ucraina ma è realistico. Quello dell'Ue invece non ha possibilità e i russi presto arriveranno a Kiev L’Ucraina in una maniera o nell’altra è rovinata: il piano europeo non ha senso Icona dei commenti Commenti Donald Trump Guerra Russia Ucraina Unione Europea Siamo arrivati alla resa dei conti: l’Ucraina ha perso una guerra che non poteva vincere, come anche i bambini potevano capire fin dall’inizio. Questa guerra è iniziata come scontro tra due imperi e ora America e Russia si sono messi d’accordo per spartirsi l’Ucraina. Speriamo che il conflitto finalmente cessi e non continui fino alla disfatta completa di Kiev e al massacro di altre migliaia di ucraini, e di russi. Ancora non si sa come andrà a finire il Piano di Pace concordato dai due capi imperiali, da Trump e da Putin, e contestato dagli europei: ma quel che è certo è che l’Ucraina in una maniera o nell’altra è rovinata, e che il banchetto per dividersi le spoglie e le ricchezze del paese è iniziato. I governi corrotti dell’Ucraina – dopo avere seguito le sirene della Nato diretta dall’ex presidente americano Joe Biden, dopo avere seguito i proclami di Ursula von der Leyen e del governo Zelensky, che hanno spinto in maniera criminale il paese a abbandonare la sua neutralità e a non negoziare sull’autonomia del Donbas per combattere i russi “fino alla vittoria” – hanno mandato il loro paese e il loro popolo in rovina. Il paese passerà dal governo corrotto degli oligarchi ucraini amici di Zelensky (già implicato nei Pandora Papers) nelle mani di America e Russia, con qualche briciola concessa (forse) anche agli europei. Washington si è già messa d’accordo con Mosca per spartirsi il bottino. Business is business. Gli ucraini sono stati sfruttati come carne da macello. Se passerà il piano di pace di Trump, gran parte dei fondi di circa 250 miliardi di euro relativi ai beni congelati ai russi dall’inizio della guerra verranno gestiti in joint venture tra Russia e Usa. Il piano statunitense prevede che 100 miliardi di dollari di fondi russi congelati saranno investiti in uno “sforzo guidato dagli Stati Uniti per ricostruire e investire in Ucraina” e che gli Usa riceveranno il 50% dei profitti. Gli Stati Uniti hanno inoltre proposto che la parte rimanente sarà investita in un “veicolo di investimento separato tra Stati Uniti e Russia”. Il problema è che i soldi russi interessano anche agli europei. Il piano dell’Unione Europea prevede che “l’Ucraina sarà ricostruita attraverso i beni sovrani russi che rimarranno congelati finché la Russia non risarcirà i danni causati all’Ucraina”. Gli europei puntavano a sequestrare i miliardi russi congelati in Europa per armare l’Ucraina: ora puntano invece a gestire i capitali russi per ricostruire l’Ucraina sotto il loro comando. Ursula von der Leyen ha annunciato la creazione del Fondo Europeo per la ricostruzione dell’Ucraina senza però specificare come si finanzierà. Tutti vogliono partecipare al banchetto della ricostruzione ma con i soldi degli altri. Comunque la Ue prevede che i finanziamenti vengano erogati a pezzi, verificando di volta in volta i progressi compiuti da Kiev nella lotta contro la corruzione, nell’attuazione delle riforme democratiche e amministrative e nell’uso dei fondi Ue. Secondo questa prospettiva, l’Ucraina sarà sostanzialmente commissariata e diventerà una sorta di protettorato Ue. Invece gli americani, d’accordo con i russi, vorrebbero che l’Ucraina diventasse una sorta di loro protettorato. In ogni caso il popolo ucraino, condotto alla guerra da governi irresponsabili e corrotti, dovrà sopportare il giogo della servitù. Putin ha invaso illegalmente l’Ucraina. Ma resta il fatto che all’origine della guerra c’è stata la volontà assurda e irresponsabile dei governi ucraini, forse corrotti con i soldi americani, di lasciare che la Nato mettesse le sue basi e i suoi missili alle frontiere contro la Russia, secondo i piani di espansione militare antirussi già previsti 25 anni prima dal consigliere americano per la sicurezza nazionale Zbigniew Brzezinski. Putin è un tiranno ma ha reagito ai piani Nato un po’ come aveva reagito molti anni prima John Kennedy quando i sovietici cercarono di mettere i loro missili a Cuba, alle porte dell’America. Source: https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/11/24/piano-pace-ucraina-russia-usa-ue-spartizione-notizie/8205591/
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    Blog | L'Ucraina in una maniera o nell’altra è rovinata: il piano europeo non ha senso
    "L'Ucraina ha perso una guerra che non poteva vincere, anche i bambini potevano capirlo". Dal blog
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  • Allora, mettiamo assieme i pezzi.
    Una famiglia vive nei boschi. Una scelta che molti di noi non farebbero, d'accordo, ma va preso atto che gli esiti sono sorprendenti: sono felici, i figli sono circondati da amore, nutriti, sani e regolarmente istruiti. Non c'è traccia di violenza o abusi. Si tratta di una scelta libera che, piaccia o no, trasforma quel nucleo in simbolo radicale della "famiglia tradizionale". Si dice che tutto è partito perché tempo fa sono finiti in ospedale per intossicazione da funghi velenosi. Fosse vero sarebbe in effetti segno d'incuria, ma è una bugia: in realtà avevano fatto indigestione di funghi perfettamente commestibili, come può capitare a qualunque famiglia. Fatto sta che dall'ospedale parte la segnalazione.
    La cosa finisce in mano a una giudice (donna), Cecilia Angrisano, Presidente del Tribunale dei Minori de L'Aquila, che dispone casa famiglia per bambini e madre e allontanamento del padre. Durante il sequestro (perché di questo si tratta), ordina che i Carabinieri dispongano posti di blocco affinché il tutto avvenga senza problemi. Manco si trattasse di pericolosi terroristi.
    In tutto questo a molti qualcosa non torna. Vi spieghiamo noi per punti perché qualcosa non vi torna:

    - Cecilia Angrisano è una femminista, parte integrante dell'industria dell'antiviolenza del nostro paese. Qui è in un liceo locale a spargere la solita propaganda fasulla, senza contraddittorio: https://www.youtube.com/watch?v=r2bUTp1OM8g

    - Cecilia Angrisano è anche una sostenitrice delle famiglie arcobaleno o, come le chiama lei in questo convegno in cui è ospite d'onore insieme ad altri convegnisti improbabili, delle "genitorialità fuori dall'ordinario": https://www.psicologia.io/formazione-online/le-genitorialita-fuori-dallordinario

    Già così si sente puzza di un rigurgito di Bibbiano. Perché, non dimentichiamolo: Bibbiano è ovunque, Bibbiano è sempre. Anche lì c'erano presidenti di tribunale "woke", giudici onorari arruolati dall'industria dell'antiviolenza e operatrici LGBT. Soprattutto c'era un sistema basato su un'ideologia precisa. Scava scava e si trova la prova.

    - Qui Cecilia Angrisano viene intervistata e le viene lisciato il pelo dal CISMAI, nota lobby che elabora ideologie rigettate da tutto il mondo scientifico sul trattamento dei minori in sede giudiziaria. Sono quelli che "il bambino dice sempre la verità, va sempre creduto", favorevoli al sequestro dei minori e al loro più che profittevole collocamento in casa famiglia. Il CISMAI è il mandante ideologico di Bibbiano, dei "Diavoli della Bassa" e di tutti gli eventi similari precedenti. https://cismai.it/intervista-a-cecilia-angrisano/

    - Cecilia Angrisano è una fedele adepta del CISMAI. In questo articolo, relativo proprio alla vicenda di Bibbiano, fa endorsement delle posizioni del CISMAI, mentre partecipa a uno dei suoi convegni tossici. https://www.redattoresociale.it/article/notiziario/infanzia_cismai_il_caso_bibbiano_ha_demonizzato_il_sistema_investire_in_prevenzione_

    La situazione è chiara, dunque: qui la distopia e il veleno ideologico che ODIA la famiglia tradizionale attacca e distrugge un simbolo radicale di famiglia tradizionale, come un maledetto virus fa con una cellula sana.
    In un paese normale i Carabinieri avrebbero già riportato a casa quella famiglia con tante scuse e un risarcimento dello Stato, un PM avrebbe indagato il giudice Angrisano per sequestro di persona, un altro avrebbe aperto un’inchiesta sul CISMAI per verificarne la trasparenza dell’operato.

    Source: https://www.facebook.com/share/p/17heVB37jU/
    Allora, mettiamo assieme i pezzi. Una famiglia vive nei boschi. Una scelta che molti di noi non farebbero, d'accordo, ma va preso atto che gli esiti sono sorprendenti: sono felici, i figli sono circondati da amore, nutriti, sani e regolarmente istruiti. Non c'è traccia di violenza o abusi. Si tratta di una scelta libera che, piaccia o no, trasforma quel nucleo in simbolo radicale della "famiglia tradizionale". Si dice che tutto è partito perché tempo fa sono finiti in ospedale per intossicazione da funghi velenosi. Fosse vero sarebbe in effetti segno d'incuria, ma è una bugia: in realtà avevano fatto indigestione di funghi perfettamente commestibili, come può capitare a qualunque famiglia. Fatto sta che dall'ospedale parte la segnalazione. La cosa finisce in mano a una giudice (donna), Cecilia Angrisano, Presidente del Tribunale dei Minori de L'Aquila, che dispone casa famiglia per bambini e madre e allontanamento del padre. Durante il sequestro (perché di questo si tratta), ordina che i Carabinieri dispongano posti di blocco affinché il tutto avvenga senza problemi. Manco si trattasse di pericolosi terroristi. In tutto questo a molti qualcosa non torna. Vi spieghiamo noi per punti perché qualcosa non vi torna: - Cecilia Angrisano è una femminista, parte integrante dell'industria dell'antiviolenza del nostro paese. Qui è in un liceo locale a spargere la solita propaganda fasulla, senza contraddittorio: https://www.youtube.com/watch?v=r2bUTp1OM8g - Cecilia Angrisano è anche una sostenitrice delle famiglie arcobaleno o, come le chiama lei in questo convegno in cui è ospite d'onore insieme ad altri convegnisti improbabili, delle "genitorialità fuori dall'ordinario": https://www.psicologia.io/formazione-online/le-genitorialita-fuori-dallordinario Già così si sente puzza di un rigurgito di Bibbiano. Perché, non dimentichiamolo: Bibbiano è ovunque, Bibbiano è sempre. Anche lì c'erano presidenti di tribunale "woke", giudici onorari arruolati dall'industria dell'antiviolenza e operatrici LGBT. Soprattutto c'era un sistema basato su un'ideologia precisa. Scava scava e si trova la prova. - Qui Cecilia Angrisano viene intervistata e le viene lisciato il pelo dal CISMAI, nota lobby che elabora ideologie rigettate da tutto il mondo scientifico sul trattamento dei minori in sede giudiziaria. Sono quelli che "il bambino dice sempre la verità, va sempre creduto", favorevoli al sequestro dei minori e al loro più che profittevole collocamento in casa famiglia. Il CISMAI è il mandante ideologico di Bibbiano, dei "Diavoli della Bassa" e di tutti gli eventi similari precedenti. https://cismai.it/intervista-a-cecilia-angrisano/ - Cecilia Angrisano è una fedele adepta del CISMAI. In questo articolo, relativo proprio alla vicenda di Bibbiano, fa endorsement delle posizioni del CISMAI, mentre partecipa a uno dei suoi convegni tossici. https://www.redattoresociale.it/article/notiziario/infanzia_cismai_il_caso_bibbiano_ha_demonizzato_il_sistema_investire_in_prevenzione_ La situazione è chiara, dunque: qui la distopia e il veleno ideologico che ODIA la famiglia tradizionale attacca e distrugge un simbolo radicale di famiglia tradizionale, come un maledetto virus fa con una cellula sana. In un paese normale i Carabinieri avrebbero già riportato a casa quella famiglia con tante scuse e un risarcimento dello Stato, un PM avrebbe indagato il giudice Angrisano per sequestro di persona, un altro avrebbe aperto un’inchiesta sul CISMAI per verificarne la trasparenza dell’operato. Source: https://www.facebook.com/share/p/17heVB37jU/
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  • CONTINUIAMO a SOSTENERE L'UCRAINA? ECCO DOVE VANNO I NOSTRI SOLDI. E gli ITALIANI SEMPRE PIÙ POVERI!!!
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