• NON È SOLO UN’APP
    (A fare la differenza)

    Qualcuno potrà storcere il naso o mugugnare che si tratti solo di “materia nazionale”.

    Ma quando si parla di lavoro, una città come Milano non può tirarsi fuori dal dibattito politico né sottrarsi al peso della propria istituzione.
    Negli ultimi anni le istituzioni hanno spesso scelto la neutralità, che è una forma elegante di "assenza".
    E mentre Milano celebrava la sua crescita, nelle sue strade si consolidava un modello fatto di consegne pagate pochi euro, turni infiniti, nessuna tutela reale.

    Proprio questo ultimo sabato di febbraio, nel silenzio generale, i rider sono scesi in piazza per rivendicare condizioni più umane.
    Come ha ribadito l’avvocata giuslavorista Giulia Druetta:
    “Le leggi ci sono. Ma puntualmente nessuno le fa rispettare.”

    Non è una questione ideologica.
    È una questione di dignità.
    Una metropoli che ambisce a guidare l’innovazione non può farlo comprimendo i diritti.
    La modernità non può essere misurata con il parametro della precarietà permanente.
    Qui entra in gioco una responsabilità che è anche comunale.

    Il Comune non firma i contratti nazionali, è vero.
    Ma può scegliere che città essere.
    Può promuovere protocolli con le piattaforme.
    Può pretendere trasparenza negli appalti.
    Può vincolare concessioni pubbliche al rispetto di standard minimi di tutela.
    Può aprire tavoli permanenti sul lavoro (digitale e non).
    Può decidere davvero di stare dalla delle persone. E il sogno di una "Milano Libera" nasce proprio da questo concetto:
    la crescita economica deve essere compatibile con la giustizia sociale.
    Perché non esiste innovazione senza responsabilità, come non esiste progresso finché le disparità restano evidenti.

    Il tema dei rider non è una parentesi, ma lo specchio di una città che rischia di diventare sempre più veloce…
    e sempre meno umana.
    Quando parliamo di “città in 15 minuti”, dovremmo chiederci:
    si intende il tempo massimo consentito per consegnare un pasto dal punto A al punto B tramite la corsa pericolosa di un moderno "schiavo"?!

    Da come Milano risponde a queste istanze si capisce se vuole essere solo efficiente…
    o anche giusta.

    #MilanoLibera
    #DignitàDelLavoro
    #MilanoReale
    #PoliticaCivica
    #LavoroDigitale
    NON È SOLO UN’APP 🚲 (A fare la differenza) Qualcuno potrà storcere il naso o mugugnare che si tratti solo di “materia nazionale”. Ma quando si parla di lavoro, una città come Milano non può tirarsi fuori dal dibattito politico né sottrarsi al peso della propria istituzione. Negli ultimi anni le istituzioni hanno spesso scelto la neutralità, che è una forma elegante di "assenza". E mentre Milano celebrava la sua crescita, nelle sue strade si consolidava un modello fatto di consegne pagate pochi euro, turni infiniti, nessuna tutela reale. Proprio questo ultimo sabato di febbraio, nel silenzio generale, i rider sono scesi in piazza per rivendicare condizioni più umane. Come ha ribadito l’avvocata giuslavorista Giulia Druetta: “Le leggi ci sono. Ma puntualmente nessuno le fa rispettare.” Non è una questione ideologica. È una questione di dignità. Una metropoli che ambisce a guidare l’innovazione non può farlo comprimendo i diritti. La modernità non può essere misurata con il parametro della precarietà permanente. Qui entra in gioco una responsabilità che è anche comunale. Il Comune non firma i contratti nazionali, è vero. Ma può scegliere che città essere. Può promuovere protocolli con le piattaforme. Può pretendere trasparenza negli appalti. Può vincolare concessioni pubbliche al rispetto di standard minimi di tutela. Può aprire tavoli permanenti sul lavoro (digitale e non). Può decidere davvero di stare dalla delle persone. E il sogno di una "Milano Libera" nasce proprio da questo concetto: la crescita economica deve essere compatibile con la giustizia sociale. Perché non esiste innovazione senza responsabilità, come non esiste progresso finché le disparità restano evidenti. Il tema dei rider non è una parentesi, ma lo specchio di una città che rischia di diventare sempre più veloce… e sempre meno umana. Quando parliamo di “città in 15 minuti”, dovremmo chiederci: si intende il tempo massimo consentito per consegnare un pasto dal punto A al punto B tramite la corsa pericolosa di un moderno "schiavo"?! Da come Milano risponde a queste istanze si capisce se vuole essere solo efficiente… o anche giusta. #MilanoLibera #DignitàDelLavoro #MilanoReale #PoliticaCivica #LavoroDigitale
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  • A Milano il delivery ha un volto etico: «Qui non comanda l’algoritmo»
    So.De. effettua consegne a domicilio con rider assunti e formati: «Non portiamo la cena perché è un modello insostenibile. Meglio l’ultimo miglio: siamo
    https://www.avvenire.it/attualita/a-milano-il-delivery-ha-un-volto-etico-qui-non-comanda-lalgoritmo_105215
    A Milano il delivery ha un volto etico: «Qui non comanda l’algoritmo» So.De. effettua consegne a domicilio con rider assunti e formati: «Non portiamo la cena perché è un modello insostenibile. Meglio l’ultimo miglio: siamo https://www.avvenire.it/attualita/a-milano-il-delivery-ha-un-volto-etico-qui-non-comanda-lalgoritmo_105215
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    A Milano il delivery ha un volto etico: «Qui non comanda l’algoritmo»
    So.De. effettua consegne a domicilio con rider assunti e formati: «Non portiamo la cena perché è un modello insostenibile. Meglio l’ultimo miglio: siamo ...
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  • QUESTA È UNA BELLA NOTIZIA!
    A Milano si sta creando una rete di piccoli fruttivendoli per resistere nei quartieri
    Dalla distribuzione per ristoranti e hotel all’acquisizione di postazioni nell’ortomercato e di storici fruttivendoli di quartiere: ecco come L’Orto di Jack, a Milano, ha costruito una rete integrata digitalizzando la filiera ortofrutticola
    https://amp.cibotoday.it/storie/orto-di-jack-fruttivendoli-distribuzione-milano.html
    QUESTA È UNA BELLA NOTIZIA! A Milano si sta creando una rete di piccoli fruttivendoli per resistere nei quartieri Dalla distribuzione per ristoranti e hotel all’acquisizione di postazioni nell’ortomercato e di storici fruttivendoli di quartiere: ecco come L’Orto di Jack, a Milano, ha costruito una rete integrata digitalizzando la filiera ortofrutticola https://amp.cibotoday.it/storie/orto-di-jack-fruttivendoli-distribuzione-milano.html
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    A Milano si sta creando una rete di piccoli fruttivendoli per resistere nei quartieri
    Dalla distribuzione per ristoranti e hotel all’acquisizione di postazioni nell’ortomercato e di storici fruttivendoli di quartiere: ecco come L’Orto di Jack, a Milano, ha costruito una rete integrata digitalizzando la filiera ortofrutticola
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  • L'incidente del tram a Milano le riprese subito dopo l'incidente!
    Due morti e 38 feriti, tra cui sei codici gialli e trentadue codici verdi, La Procura di Milano indaga per omicidio colpose e lesioni colpose
    L'incidente del tram a Milano le riprese subito dopo l'incidente! Due morti e 38 feriti, tra cui sei codici gialli e trentadue codici verdi, La Procura di Milano indaga per omicidio colpose e lesioni colpose
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  • Tram deragliato a Milano: le prime immagini dell'incidente. Soccorsi in azione [VIDEO]
    Il mezzo della linea 9 è uscito dai binari in viale Vittorio Veneto. Sul posto ambulanze, vigili del fuoco e forze dell'ordine [VIDEO]
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/27/tram-deragliato-milano-prime-immagini-video/8307920/
    Tram deragliato a Milano: le prime immagini dell'incidente. Soccorsi in azione [VIDEO] Il mezzo della linea 9 è uscito dai binari in viale Vittorio Veneto. Sul posto ambulanze, vigili del fuoco e forze dell'ordine [VIDEO] https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/27/tram-deragliato-milano-prime-immagini-video/8307920/
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  • L'incidente del tram a Milano ripreso da una Dash Cam
    Due morti e 38 feriti, tra cui sei codici gialli e trentadue codici verdi, La Procura di Milano indaga per omicidio colpose e lesioni colpose

    https://www.agi.it/cronaca/video/2026-02-27/incidente-tram-milano-porta-venezia-momento-impatto-35842352/
    L'incidente del tram a Milano ripreso da una Dash Cam Due morti e 38 feriti, tra cui sei codici gialli e trentadue codici verdi, La Procura di Milano indaga per omicidio colpose e lesioni colpose https://www.agi.it/cronaca/video/2026-02-27/incidente-tram-milano-porta-venezia-momento-impatto-35842352/
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  • Inchiesta sull'incidente del tram a Milano, l'ipotesi di un malore del conducente: «Aveva saltato l'ultima fermata prima dell'incrocio» | Corriere.it https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/26_febbraio_27/inchiesta-incidente-tram-milano-malore-conducente-824c4153-d32c-4d58-a9a5-046903e15xlk_amp.shtml#amp_tf=Da%20%251%24s&aoh=17722163093177&referrer=https%3A%2F%2Fwww.google.com
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  • Ornella Mariani: a POCO più di un anno dalla sua MORTE avvenuta il 31 Gennaio 2025 VOGLIAMO RICORDARLA COSi'!

    ORNELLA VOGLIAMO RICORDARTI COSÌ. UN'INDOMITA GUERRIERA! CI MANCHI!
    100 Giorni da Leoni - Milano 23 Ottobre '22 - Intervento di Ornella Mariani - Prima parte - "Il primo passo della Meloni è stato quello di telefonare alla Von der Leyen..."
    Ornella Mariani a tutto campo sul nuovo Governo e sui danni provocati dal Governo precedente.

    https://www.scenario.press/posts/59330
    Ornella Mariani: a POCO più di un anno dalla sua MORTE avvenuta il 31 Gennaio 2025 VOGLIAMO RICORDARLA COSi'! ORNELLA VOGLIAMO RICORDARTI COSÌ. UN'INDOMITA GUERRIERA! CI MANCHI! 100 Giorni da Leoni - Milano 23 Ottobre '22 - Intervento di Ornella Mariani - Prima parte - "Il primo passo della Meloni è stato quello di telefonare alla Von der Leyen..." Ornella Mariani a tutto campo sul nuovo Governo e sui danni provocati dal Governo precedente. https://www.scenario.press/posts/59330
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    100 Giorni da Leoni - Milano 23 '22 - Intervento di Ornella...
    ORNELLA VOGLIAMO RICORDARTI COSÌ. UN'INDOMITA GUERRIERA! CI MANCHERAI! 100 Giorni da Leoni - Milano 23 Ottobre '22 - Intervento di Ornella Mariani - Prima parte - "Il primo passo della Meloni è stato quello di telefonare alla Von der Leyen..." Ornella Mariani a...
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  • 25 Settembre 2021 - Manifestazione NO GREEN PASS centro di Milano.
    IO NON DIMENTICO!
    #ionondimentico
    25 Settembre 2021 - Manifestazione NO GREEN PASS centro di Milano. IO NON DIMENTICO! #ionondimentico
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  • FESTA

    Ormai non sono più tempi per raccontare favole o lanciare promesse che puntualmente non vengono mantenute.

    A questo ci ha abituati una certa politica degli ultimi vent’anni: parole leggere, responsabilità leggere.
    E so perfettamente, anche per esperienza personale, quanto sia difficile "rialzarsi" ogni volta e "rimettersi in gioco".
    Ma se restano intatte la salute mentale e le motivazioni profonde, allora vale ancora la pena battersi per il proprio territorio.
    Per un’idea di bene che deve restare davvero "comune".

    Ci penso spesso.
    La politica, quella vera, non è nata nei palazzi.
    È nata nelle piazze, nei cortili, nei circoli.
    Nei luoghi in cui le persone si incontrano e discutono del proprio destino.

    Milano in questi anni è cresciuta, si è trasformata, si è proiettata nel mondo.
    Ma in questo slancio qualcosa si è incrinato: la distanza.

    Troppi cittadini spettatori.
    Troppi quartieri che cambiano senza essere ascoltati.
    Troppa gestione tecnica, poca passione civile.
    E allora mi sono chiesto da dove ripartire.

    Fatto tesoro degli errori e anche dei successi che ormai appartengono al passato, ho scelto di ripartire da una parola semplice ma esigente: libertà civica.
    E da una figura che può sembrare retorica, ma non lo è: la Festa.

    La festa non è evasione.
    È incontro.
    È responsabilità condivisa.
    È persone che fino a poche ore prima non si conoscevano e decidono di sedersi allo stesso tavolo, magari su un patio al tramonto, e iniziare a pensare insieme.
    Anche senza la certezza del risultato.
    Anche quando il mondo sembra andare altrove.
    Perché l’immobilismo è morte politica.
    E indietro non si torna.
    Davanti c’è uno spazio vuoto da riempire.

    Non con slogan.
    Con presenza.
    Con partecipazione.
    Con idee che non restino sulla carta ma diventino programma, proposta, impegno.

    È su questo che sto lavorando insieme a chi crede che Milano possa tornare ad essere comunità prima ancora che vetrina.
    Una città più abitabile, più giusta, più ascoltata.
    La politica può tornare ad essere una festa collettiva.
    Seria. Esigente. Concreta.
    Ma pur sempre festa.
    E forse è proprio da qui che possiamo ricominciare.

    Milano è di chi la vive.

    #MilanoDiChiVive
    #MilanoLibera
    #Partecipazione
    #BeneComune
    🎉 FESTA Ormai non sono più tempi per raccontare favole o lanciare promesse che puntualmente non vengono mantenute. A questo ci ha abituati una certa politica degli ultimi vent’anni: parole leggere, responsabilità leggere. E so perfettamente, anche per esperienza personale, quanto sia difficile "rialzarsi" ogni volta e "rimettersi in gioco". Ma se restano intatte la salute mentale e le motivazioni profonde, allora vale ancora la pena battersi per il proprio territorio. Per un’idea di bene che deve restare davvero "comune". Ci penso spesso. La politica, quella vera, non è nata nei palazzi. È nata nelle piazze, nei cortili, nei circoli. Nei luoghi in cui le persone si incontrano e discutono del proprio destino. Milano in questi anni è cresciuta, si è trasformata, si è proiettata nel mondo. Ma in questo slancio qualcosa si è incrinato: la distanza. Troppi cittadini spettatori. Troppi quartieri che cambiano senza essere ascoltati. Troppa gestione tecnica, poca passione civile. E allora mi sono chiesto da dove ripartire. Fatto tesoro degli errori e anche dei successi che ormai appartengono al passato, ho scelto di ripartire da una parola semplice ma esigente: libertà civica. E da una figura che può sembrare retorica, ma non lo è: la Festa. 🎈 La festa non è evasione. È incontro. È responsabilità condivisa. È persone che fino a poche ore prima non si conoscevano e decidono di sedersi allo stesso tavolo, magari su un patio al tramonto, e iniziare a pensare insieme. Anche senza la certezza del risultato. Anche quando il mondo sembra andare altrove. Perché l’immobilismo è morte politica. E indietro non si torna. Davanti c’è uno spazio vuoto da riempire. Non con slogan. Con presenza. Con partecipazione. Con idee che non restino sulla carta ma diventino programma, proposta, impegno. È su questo che sto lavorando insieme a chi crede che Milano possa tornare ad essere comunità prima ancora che vetrina. Una città più abitabile, più giusta, più ascoltata. La politica può tornare ad essere una festa collettiva. Seria. Esigente. Concreta. Ma pur sempre festa. E forse è proprio da qui che possiamo ricominciare. Milano è di chi la vive. #MilanoDiChiVive #MilanoLibera #Partecipazione #BeneComune
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