• ECCO un altro BUON MOTIVO per VOTARE NO al REFERENDUM!
    HA fatto SPARIRE 70 MILIONI di SOLDI PUBBLICI, ha fatto solo 5 mesi di GALERA e si è DICHIARATO NULLATENENTE!

    Formigoni torna in campo “Farò campagna per il Sì”
    Leggi su Il Fatto Quotidiano l'articolo in edicola "Formigoni torna in campo per il referendum sulla Giustizia: “Farò campagna per il Sì”" pubblicato il 29 Gennaio 2026 a firma di Lorenzo Giarelli

    La storia: Roberto Formigoni è uscito dal carcere di Bollate dopo 5 mesi di detenzione. L'ex governatore della Lombardia, condannato in via definitiva ...

    Somme contestate e soldi sottratti

    La contestazione dei pubblici ministeri e della sentenza riguarda i benefici e i soldi illecitamente percepiti e l’uso di fondi pubblici:

    Secondo l’accusa i legami con la Fondazione Maugeri e con il San Raffaele hanno portato a utilità e benefit (vacanze, cene, yacht, regali, acquisto agevolato villa, ecc.) per un valore complessivo di milioni di euro e a favoreggiamenti in favore delle due strutture per rimborsi della Regione Lombardia stimati dagli investigatori nell’ordine di circa 200 milioni di euro di rimborsi pubblici complessivi non dovuti.

    In sede giudiziaria si è parlato anche di circa 70 milioni di euro di flussi e forme di utilità ricevute da Formigoni attraverso i due enti sanitari, e di sequestri di beni e denaro per oltre 60 milioni di euro nell’ambito dell’inchiesta.

    Risarcimento alla Regione Lombardia: in primo grado la sentenza aveva disposto anche che Formigoni versasse 3 milioni di euro di provvisionale alla Regione Lombardia.

    È stata inoltre disposta la confisca di circa 6,6 milioni di euro di beni riconducibili all’ex presidente.

    In sintesi, mentre la pena definitiva è di 5 anni e 10 mesi di reclusione, i benefici e i flussi di denaro oggetto dell’accusa – secondo i pm e la sentenza di primo grado – si collocano nell’ordine di decine di milioni di euro di utilità e flussi pubblici e privati che sarebbero stati collegati al sistema di favori tra Regione Lombardia e le strutture Maugeri/San Raffaele.


    https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/01/29/formigoni-torna-in-campo-faro-campagna-per-il-si/8272599/
    ECCO un altro BUON MOTIVO per VOTARE NO al REFERENDUM! HA fatto SPARIRE 70 MILIONI di SOLDI PUBBLICI, ha fatto solo 5 mesi di GALERA e si è DICHIARATO NULLATENENTE! Formigoni torna in campo “Farò campagna per il Sì” Leggi su Il Fatto Quotidiano l'articolo in edicola "Formigoni torna in campo per il referendum sulla Giustizia: “Farò campagna per il Sì”" pubblicato il 29 Gennaio 2026 a firma di Lorenzo Giarelli La storia: Roberto Formigoni è uscito dal carcere di Bollate dopo 5 mesi di detenzione. L'ex governatore della Lombardia, condannato in via definitiva ... Somme contestate e soldi sottratti La contestazione dei pubblici ministeri e della sentenza riguarda i benefici e i soldi illecitamente percepiti e l’uso di fondi pubblici: Secondo l’accusa i legami con la Fondazione Maugeri e con il San Raffaele hanno portato a utilità e benefit (vacanze, cene, yacht, regali, acquisto agevolato villa, ecc.) per un valore complessivo di milioni di euro e a favoreggiamenti in favore delle due strutture per rimborsi della Regione Lombardia stimati dagli investigatori nell’ordine di circa 200 milioni di euro di rimborsi pubblici complessivi non dovuti. In sede giudiziaria si è parlato anche di circa 70 milioni di euro di flussi e forme di utilità ricevute da Formigoni attraverso i due enti sanitari, e di sequestri di beni e denaro per oltre 60 milioni di euro nell’ambito dell’inchiesta. Risarcimento alla Regione Lombardia: in primo grado la sentenza aveva disposto anche che Formigoni versasse 3 milioni di euro di provvisionale alla Regione Lombardia. È stata inoltre disposta la confisca di circa 6,6 milioni di euro di beni riconducibili all’ex presidente. In sintesi, mentre la pena definitiva è di 5 anni e 10 mesi di reclusione, i benefici e i flussi di denaro oggetto dell’accusa – secondo i pm e la sentenza di primo grado – si collocano nell’ordine di decine di milioni di euro di utilità e flussi pubblici e privati che sarebbero stati collegati al sistema di favori tra Regione Lombardia e le strutture Maugeri/San Raffaele. https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/01/29/formigoni-torna-in-campo-faro-campagna-per-il-si/8272599/
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    Formigoni torna in campo “Farò campagna per il Sì”
    Leggi su Il Fatto Quotidiano l'articolo in edicola "Formigoni torna in campo per il referendum sulla Giustizia: “Farò campagna per il Sì”" pubblicato il 29 Gennaio 2026 a firma di Lorenzo Giarelli
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  • «Io mio figlio lo amo. Non chiedo di portarlo via, chiedo solo di poterlo aiutare diversamente»..

    Con queste parole Lusaida Calvano racconta la sua storia: una madre che, dopo aver chiesto aiuto ai servizi sociali per il figlio con sindrome di Asperger, si ritrova oggi a dover ricorrere a un avvocato per poterlo riabbracciare a casa. Una richiesta di sostegno trasformata in un percorso giudiziario. Ci domandiamo, si può chiedere aiuto allo Stato senza temere di perdere i propri figli?
    Quella di Lusaida non è una storia isolata. Durante il presidio di Campoli, Alessandro Amori ha raccolto molte altre testimonianze simili, drammatiche e tutte invisibili, nell’ambito del documentario Sottratti. Raccontare queste storie significa rompere il silenzio e aprire uno spazio per una giustizia più umana.
    Sostenete il nostro inossidabile impegno. AIUTACI A REALIZZARRE IL DOCUMENTARIO

    https://www.playmastermovie.com/sottratti/
    «Io mio figlio lo amo. Non chiedo di portarlo via, chiedo solo di poterlo aiutare diversamente».. Con queste parole Lusaida Calvano racconta la sua storia: una madre che, dopo aver chiesto aiuto ai servizi sociali per il figlio con sindrome di Asperger, si ritrova oggi a dover ricorrere a un avvocato per poterlo riabbracciare a casa. Una richiesta di sostegno trasformata in un percorso giudiziario. Ci domandiamo, si può chiedere aiuto allo Stato senza temere di perdere i propri figli? Quella di Lusaida non è una storia isolata. Durante il presidio di Campoli, Alessandro Amori ha raccolto molte altre testimonianze simili, drammatiche e tutte invisibili, nell’ambito del documentario Sottratti. Raccontare queste storie significa rompere il silenzio e aprire uno spazio per una giustizia più umana. Sostenete il nostro inossidabile impegno. AIUTACI A REALIZZARRE IL DOCUMENTARIO 👉 https://www.playmastermovie.com/sottratti/
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    Sottratti. Storie di famiglie spezzate dal sistema degli affidi - Playmastermovie
    Sottratti Storie di famiglie spezzate dal sistema degli affidi I recenti fatti di cronaca hanno aperto uno squarcio inquietante su un sistema, quello degli affidi, che colpisce in modo violento e ingiustificato bambini e famiglie nel nostro paese. Interessi economici e abusi di potere Figli strappati ai loro genitori, storie soffocate nel silenzio da un […]
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  • Nel maggio 2024 l’ingegnere Talerico, responsabile della parte tecnologica in tutto il nord Italia, si reca al Palazzo di Giustizia di Torino per costringere i tecnici della Procura a installare ECM, il programma per la gestione centralizzata dei dispositivi.
    Questa sera #Rai3
    Nel maggio 2024 l’ingegnere Talerico, responsabile della parte tecnologica in tutto il nord Italia, si reca al Palazzo di Giustizia di Torino per costringere i tecnici della Procura a installare ECM, il programma per la gestione centralizzata dei dispositivi. Questa sera #Rai3
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  • 5 Voti in più al fronte del SÌ.
    Calenda ospite da Forza Italia: "Al referendum sulla giustizia voteremo sì"
    Il leader di Azione accolto con applausi all'evento in memoria di Berlusconi. Presenti anche Tajani, Confalonieri e Marta Fascina
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/25/calenda-convegno-forzaitalia-berlusconi-referendum-notizie/8268581/
    5 Voti in più al fronte del SÌ. Calenda ospite da Forza Italia: "Al referendum sulla giustizia voteremo sì" Il leader di Azione accolto con applausi all'evento in memoria di Berlusconi. Presenti anche Tajani, Confalonieri e Marta Fascina https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/25/calenda-convegno-forzaitalia-berlusconi-referendum-notizie/8268581/
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    Calenda ospite da Forza Italia: "Al referendum sulla giustizia voteremo sì"
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  • Estratto dal discorso di Papa Leone XIV al corpo diplomatico. 16- Maggio 2025-https://share.google/ZYJFegd9cEXlErptd
    Nel nostro dialogo vorrei che tenessimo presente tre parole-chiave, ( pace, giustizia, verità n.d.r.) che costituiscono i pilastri dell’azione missionaria della Chiesa e del lavoro della diplomazia della Santa Sede.

    La prima parola è pace. Troppe volte la consideriamo una parola “negativa”, ossia come mera assenza di guerra e di conflitto, poiché la contrapposizione è parte della natura umana e ci accompagna sempre, spingendoci troppo spesso a vivere in un costante “stato di conflitto”: in casa, al lavoro, nella società. La pace allora sembra una semplice tregua, un momento di riposo tra una contesa e l’altra, poiché, per quanto ci si sforzi, le tensioni sono sempre presenti, un po’ come la brace che cova sotto la cenere, pronta a riaccendersi in ogni momento.

    Nella prospettiva cristiana — come anche in quella di altre esperienze religiose — la pace è anzitutto un dono: il primo dono di Cristo: «Vi do la mia pace» (Gv 14, 27). Essa è però un dono attivo, coinvolgente, che interessa e impegna ciascuno di noi, indipendentemente dalla provenienza culturale e dall’appartenenza religiosa, e che esige anzitutto un lavoro su sé stessi. La pace si costruisce nel cuore e a partire dal cuore, sradicando l’orgoglio e le rivendicazioni, e misurando il linguaggio, poiché si può ferire e uccidere anche con le parole, non solo con le armi.

    In quest’ottica, ritengo fondamentale il contributo che le religioni e il dialogo interreligioso possono svolgere per favorire contesti di pace. Ciò naturalmente esige il pieno rispetto della libertà religiosa in ogni Paese, poiché l’esperienza religiosa è una dimensione fondamentale della persona umana, tralasciando la quale è difficile, se non impossibile, compiere quella purificazione del cuore necessaria per costruire relazioni di pace.

    A partire da questo lavoro, che tutti siamo chiamati a fare, si possono sradicare le premesse di ogni conflitto e di ogni distruttiva volontà di conquista. Ciò esige anche una sincera volontà di dialogo, animata dal desiderio di incontrarsi più che di scontrarsi. In questa prospettiva è necessario ridare respiro alla diplomazia multilaterale e a quelle istituzioni internazionali che sono state volute e pensate anzitutto per porre rimedio alle contese che potessero insorgere in seno alla Comunità internazionale. Certo, occorre anche la volontà di smettere di produrre strumenti di distruzione e di morte, poiché, come ricordava Papa Francesco nel suo ultimo Messaggio Urbi et Orbi, «nessuna pace è possibile senza un vero disarmo [e] l’esigenza che ogni popolo ha di provvedere alla propria difesa non può trasformarsi in una corsa generale al riarmo» (1).

    La seconda parola è giustizia. Perseguire la pace esige di praticare la giustizia. Come ho già avuto modo di accennare, ho scelto il mio nome pensando anzitutto a Leone XIII, il Papa della prima grande enciclica sociale, la Rerum novarum. Nel cambiamento d’epoca che stiamo vivendo, la Santa Sede non può esimersi dal far sentire la propria voce dinanzi ai numerosi squilibri e alle ingiustizie che conducono, tra l’altro, a condizioni indegne di lavoro e a società sempre più frammentate e conflittuali. Occorre peraltro adoperarsi per porre rimedio alle disparità globali, che vedono opulenza e indigenza tracciare solchi profondi tra continenti, Paesi e anche all’interno di singole società.

    È compito di chi ha responsabilità di governo adoperarsi per costruire società civili armoniche e pacificate. Ciò può essere fatto anzitutto investendo sulla famiglia, fondata sull’unione stabile tra uomo e donna, «società piccola ma vera, e anteriore a ogni civile società» (2). Inoltre, nessuno può esimersi dal favorire contesti in cui sia tutelata la dignità di ogni persona, specialmente di quelle più fragili e indifese, dal nascituro all’anziano, dal malato al disoccupato, sia esso cittadino o immigrato.

    La mia stessa storia è quella di un cittadino, discendente di immigrati, a sua volta emigrato. Ciascuno di noi, nel corso della vita, si può ritrovare sano o malato, occupato o disoccupato, in patria o in terra straniera: la sua dignità però rimane sempre la stessa, quella di creatura voluta e amata da Dio.

    La terza parola è verità. Non si possono costruire relazioni veramente pacifiche, anche in seno alla Comunità internazionale, senza verità. Laddove le parole assumono connotati ambigui e ambivalenti e il mondo virtuale, con la sua mutata percezione del reale, prende il sopravvento senza controllo, è arduo costruire rapporti autentici, poiché vengono meno le premesse oggettive e reali della comunicazione.

    Da parte sua, la Chiesa non può mai esimersi dal dire la verità sull’uomo e sul mondo, ricorrendo quando necessario anche ad un linguaggio schietto, che può suscitare qualche iniziale incomprensione. La verità però non è mai disgiunta dalla carità, che alla radice ha sempre la preoccupazione per la vita e il bene di ogni uomo e donna. D’altronde, nella prospettiva cristiana, la verità non è l’affermazione di principi astratti e disincarnati, ma l’incontro con la persona stessa di Cristo, che vive nella comunità dei credenti. Così la verità non ci allontana, anzi ci consente di affrontare con miglior vigore le sfide del nostro tempo, come le migrazioni, l’uso etico dell’intelligenza artificiale e la salvaguardia della nostra amata Terra. Sono sfide che richiedono l’impegno e la collaborazione di tutti, poiché nessuno può pensare di affrontarle da solo.
    Estratto dal discorso di Papa Leone XIV al corpo diplomatico. 16- Maggio 2025-https://share.google/ZYJFegd9cEXlErptd Nel nostro dialogo vorrei che tenessimo presente tre parole-chiave, ( pace, giustizia, verità n.d.r.) che costituiscono i pilastri dell’azione missionaria della Chiesa e del lavoro della diplomazia della Santa Sede. La prima parola è pace. Troppe volte la consideriamo una parola “negativa”, ossia come mera assenza di guerra e di conflitto, poiché la contrapposizione è parte della natura umana e ci accompagna sempre, spingendoci troppo spesso a vivere in un costante “stato di conflitto”: in casa, al lavoro, nella società. La pace allora sembra una semplice tregua, un momento di riposo tra una contesa e l’altra, poiché, per quanto ci si sforzi, le tensioni sono sempre presenti, un po’ come la brace che cova sotto la cenere, pronta a riaccendersi in ogni momento. Nella prospettiva cristiana — come anche in quella di altre esperienze religiose — la pace è anzitutto un dono: il primo dono di Cristo: «Vi do la mia pace» (Gv 14, 27). Essa è però un dono attivo, coinvolgente, che interessa e impegna ciascuno di noi, indipendentemente dalla provenienza culturale e dall’appartenenza religiosa, e che esige anzitutto un lavoro su sé stessi. La pace si costruisce nel cuore e a partire dal cuore, sradicando l’orgoglio e le rivendicazioni, e misurando il linguaggio, poiché si può ferire e uccidere anche con le parole, non solo con le armi. In quest’ottica, ritengo fondamentale il contributo che le religioni e il dialogo interreligioso possono svolgere per favorire contesti di pace. Ciò naturalmente esige il pieno rispetto della libertà religiosa in ogni Paese, poiché l’esperienza religiosa è una dimensione fondamentale della persona umana, tralasciando la quale è difficile, se non impossibile, compiere quella purificazione del cuore necessaria per costruire relazioni di pace. A partire da questo lavoro, che tutti siamo chiamati a fare, si possono sradicare le premesse di ogni conflitto e di ogni distruttiva volontà di conquista. Ciò esige anche una sincera volontà di dialogo, animata dal desiderio di incontrarsi più che di scontrarsi. In questa prospettiva è necessario ridare respiro alla diplomazia multilaterale e a quelle istituzioni internazionali che sono state volute e pensate anzitutto per porre rimedio alle contese che potessero insorgere in seno alla Comunità internazionale. Certo, occorre anche la volontà di smettere di produrre strumenti di distruzione e di morte, poiché, come ricordava Papa Francesco nel suo ultimo Messaggio Urbi et Orbi, «nessuna pace è possibile senza un vero disarmo [e] l’esigenza che ogni popolo ha di provvedere alla propria difesa non può trasformarsi in una corsa generale al riarmo» (1). La seconda parola è giustizia. Perseguire la pace esige di praticare la giustizia. Come ho già avuto modo di accennare, ho scelto il mio nome pensando anzitutto a Leone XIII, il Papa della prima grande enciclica sociale, la Rerum novarum. Nel cambiamento d’epoca che stiamo vivendo, la Santa Sede non può esimersi dal far sentire la propria voce dinanzi ai numerosi squilibri e alle ingiustizie che conducono, tra l’altro, a condizioni indegne di lavoro e a società sempre più frammentate e conflittuali. Occorre peraltro adoperarsi per porre rimedio alle disparità globali, che vedono opulenza e indigenza tracciare solchi profondi tra continenti, Paesi e anche all’interno di singole società. È compito di chi ha responsabilità di governo adoperarsi per costruire società civili armoniche e pacificate. Ciò può essere fatto anzitutto investendo sulla famiglia, fondata sull’unione stabile tra uomo e donna, «società piccola ma vera, e anteriore a ogni civile società» (2). Inoltre, nessuno può esimersi dal favorire contesti in cui sia tutelata la dignità di ogni persona, specialmente di quelle più fragili e indifese, dal nascituro all’anziano, dal malato al disoccupato, sia esso cittadino o immigrato. La mia stessa storia è quella di un cittadino, discendente di immigrati, a sua volta emigrato. Ciascuno di noi, nel corso della vita, si può ritrovare sano o malato, occupato o disoccupato, in patria o in terra straniera: la sua dignità però rimane sempre la stessa, quella di creatura voluta e amata da Dio. La terza parola è verità. Non si possono costruire relazioni veramente pacifiche, anche in seno alla Comunità internazionale, senza verità. Laddove le parole assumono connotati ambigui e ambivalenti e il mondo virtuale, con la sua mutata percezione del reale, prende il sopravvento senza controllo, è arduo costruire rapporti autentici, poiché vengono meno le premesse oggettive e reali della comunicazione. Da parte sua, la Chiesa non può mai esimersi dal dire la verità sull’uomo e sul mondo, ricorrendo quando necessario anche ad un linguaggio schietto, che può suscitare qualche iniziale incomprensione. La verità però non è mai disgiunta dalla carità, che alla radice ha sempre la preoccupazione per la vita e il bene di ogni uomo e donna. D’altronde, nella prospettiva cristiana, la verità non è l’affermazione di principi astratti e disincarnati, ma l’incontro con la persona stessa di Cristo, che vive nella comunità dei credenti. Così la verità non ci allontana, anzi ci consente di affrontare con miglior vigore le sfide del nostro tempo, come le migrazioni, l’uso etico dell’intelligenza artificiale e la salvaguardia della nostra amata Terra. Sono sfide che richiedono l’impegno e la collaborazione di tutti, poiché nessuno può pensare di affrontarle da solo.
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    Papa Leone XIV incontra il Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede - Pace Giustizia Verità - L'Osservatore Romano
    Pace, giustizia e verità: sono «i pilastri dell’azione missionaria della Chiesa e del lavoro della diplomazia della Santa Sede» ricordati da Papa Leone XIV stamani, venerdì 16 maggio, nell’udienza al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, ricevuto nella Sala Clementina. Il Pontefice ha anche sottolineato che è tempo di lasciare alle spalle le contese e cominciare un cammino nuovo di speranza a partire dai contesti più provati come l’Ucraina e la Terra Santa - il discorso del Papa
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  • REFERENDUM GIUSTIZIA!
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  • Capire la giustizia per scegliere consapevolmente

    Penso sia giusto entrare nel merito delle varie materie, anche – e forse soprattutto – di quelle più complesse e meno “mediate” dal dibattito quotidiano.

    La Riforma della Giustizia (Riforma Nordio) e i quesiti del Referendum del 22/23 marzo rientrano pienamente in questa categoria: temi tecnici, articolati, che non si prestano a slogan ma che possono produrre effetti sistemici rilevanti sull’assetto costituzionale, sull’equilibrio dei poteri e sui diritti dei cittadini.

    Non tutte le riforme sono immediatamente comprensibili. Alcune nascondono criticità, costi indiretti e conseguenze di medio-lungo periodo che una cittadinanza davvero attiva e consapevole ha il dovere di analizzare, al di là delle appartenenze politiche e delle consuete contrapposizioni ideologiche, spesso più identitarie che fondate sul merito.

    Evento di approfondimento pubblico
    Riforma della giustizia: cosa cambia davvero?
    Costi, rischi e nessun beneficio per i cittadini

    🗓 Venerdì 23 gennaio 2026 – ore 21.00
    Cooperativa Labriola – Via Falck 51, Milano (MM San Leonardo)

    🎙 Intervengono

    Maria Agostina Cabiddu, costituzionalista, Ordinaria di Istituzioni di diritto pubblico – Politecnico di Milano

    Armando Spataro, già magistrato

    Modera
    Maxia Zandonai, giornalista

    Un’occasione preziosa per entrare nel merito dei contenuti, comprendere i nodi giuridici e costituzionali della riforma e approfondire, con rigore e competenza, le ragioni del NO al referendum, senza semplificazioni né tifo da stadio. Un confronto aperto, informato, accessibile anche a chi non è addetto ai lavori ma vuole capire davvero.

    Partecipare, informarsi e discutere è il primo passo per esercitare un voto libero, responsabile e consapevole.

    #RiformaDellaGiustizia #Referendum2026 #CittadinanzaAttiva #Costituzione #StatoDiDiritto
    #Approfondimento #Democrazia #Partecipazione #VotoConsapevole #NOalReferendum
    🧭 Capire la giustizia per scegliere consapevolmente Penso sia giusto entrare nel merito delle varie materie, anche – e forse soprattutto – di quelle più complesse e meno “mediate” dal dibattito quotidiano. La Riforma della Giustizia (Riforma Nordio) e i quesiti del Referendum del 22/23 marzo rientrano pienamente in questa categoria: temi tecnici, articolati, che non si prestano a slogan ma che possono produrre effetti sistemici rilevanti sull’assetto costituzionale, sull’equilibrio dei poteri e sui diritti dei cittadini. Non tutte le riforme sono immediatamente comprensibili. Alcune nascondono criticità, costi indiretti e conseguenze di medio-lungo periodo che una cittadinanza davvero attiva e consapevole ha il dovere di analizzare, al di là delle appartenenze politiche e delle consuete contrapposizioni ideologiche, spesso più identitarie che fondate sul merito. 📌 Evento di approfondimento pubblico Riforma della giustizia: cosa cambia davvero? Costi, rischi e nessun beneficio per i cittadini 🗓 Venerdì 23 gennaio 2026 – ore 21.00 📍 Cooperativa Labriola – Via Falck 51, Milano (MM San Leonardo) 🎙 Intervengono Maria Agostina Cabiddu, costituzionalista, Ordinaria di Istituzioni di diritto pubblico – Politecnico di Milano Armando Spataro, già magistrato 🎤 Modera Maxia Zandonai, giornalista Un’occasione preziosa per entrare nel merito dei contenuti, comprendere i nodi giuridici e costituzionali della riforma e approfondire, con rigore e competenza, le ragioni del NO al referendum, senza semplificazioni né tifo da stadio. Un confronto aperto, informato, accessibile anche a chi non è addetto ai lavori ma vuole capire davvero. 👉 Partecipare, informarsi e discutere è il primo passo per esercitare un voto libero, responsabile e consapevole. #RiformaDellaGiustizia #Referendum2026 #CittadinanzaAttiva #Costituzione #StatoDiDiritto #Approfondimento #Democrazia #Partecipazione #VotoConsapevole #NOalReferendum
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  • CARI AMICI, GRAZIE DEI VOSTRI LIKE, COME SEMPRE. RITORNATA DAL TOUR, CHE L'HA VISTA IN MEDIO ORIENTE ED IN CINA ED IN COREA DEL SUD, LA NANA MASSONA DI PALAZZO CHIGI, TACE SU OGNI QUESTIONE CHE RIGUARDA LA VITA DI TUTTI GLI TALIANI ED ORA , AL RIENTRO, SI DEDICA ALLA QUESTIONE SICUREZZA E ALLA BUONA RIUSCITA DEL REFERENDUM DEL 22 E DEL 23 MARZO, SULLA SERAZIONE DELLE CARRIERE, SECONDO LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA !!!!!SPERO NELLA CADUTA DEL PEGGIORE GOVERNO DI QUESTA ITALIA !!!! BUNA GIORNATA. UN ABBRACCIO .
    CARI AMICI, GRAZIE DEI VOSTRI LIKE, COME SEMPRE. RITORNATA DAL TOUR, CHE L'HA VISTA IN MEDIO ORIENTE ED IN CINA ED IN COREA DEL SUD, LA NANA MASSONA DI PALAZZO CHIGI, TACE SU OGNI QUESTIONE CHE RIGUARDA LA VITA DI TUTTI GLI TALIANI ED ORA , AL RIENTRO, SI DEDICA ALLA QUESTIONE SICUREZZA E ALLA BUONA RIUSCITA DEL REFERENDUM DEL 22 E DEL 23 MARZO, SULLA SERAZIONE DELLE CARRIERE, SECONDO LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA !!!!!SPERO NELLA CADUTA DEL PEGGIORE GOVERNO DI QUESTA ITALIA !!!! BUNA GIORNATA. UN ABBRACCIO .
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  • https://indisponente24.blogspot.com/2026/01/referendum-sulla-giustizia-tifo-da.html
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    REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA: TIFO DA STADIO O DIBATTITO RAGIONATO?
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