• LIBERIAMO L'INFORMAZIONE
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  • 𝗣𝗘𝗥 𝗖𝗘𝗥𝗖𝗔𝗥𝗘 𝗚𝗜𝗨𝗦𝗧𝗜𝗭𝗜𝗔 𝗗𝗘𝗩𝗢 𝗥𝗜𝗦𝗖𝗛𝗜𝗔𝗥𝗘 𝗨𝗡 𝗔𝗡𝗡𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗠𝗜𝗔 𝗔𝗦𝗦𝗜𝗦𝗧𝗘𝗡𝗭𝗔.

    Guardate questa foto.
    A sinistra c'è la ragazza che ero.
    A destra c'è la donna che sono oggi.

    In mezzo non ci sono solo quattro anni.

    Ci sono una sedia a rotelle, ricoveri, diagnosi, visite, speranze e una vita completamente riscritta.

    Da mesi sto preparando il mio ricorso contro il Ministero della Salute.
    Nel frattempo ho aspettato.
    Ho sperato che arrivasse una risposta.
    Non è arrivata.

    Oggi devo prendere una decisione.
    Posso andare avanti.
    Fare una perizia medico-legale di parte.
    Portare tutto davanti a un giudice.
    Provare a ottenere giustizia.
    Ma c'è una possibilità che mi spaventa.

    𝗦𝗲 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝘃𝗲𝗻𝗶𝘀𝘀𝗲 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗶𝗻𝘁𝗼, 𝗽𝗼𝘁𝗿𝗲𝗶 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮𝗻𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗮 𝗽𝗮𝗴𝗮𝗿𝗲 𝘁𝗿𝗮 𝗶 𝟯.𝟬𝟬𝟬 𝗲 𝗶 𝟱.𝟬𝟬𝟬 𝗲𝘂𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝗽𝗲𝘀𝗲 𝗹𝗲𝗴𝗮𝗹𝗶.

    Per qualcuno sono numeri.
    Per me significano quasi un anno della persona che aiuta me e la mia famiglia a vivere.

    L'alternativa è aspettare ancora.
    Continuare a vivere nell'incertezza.
    Senza sapere quando arriverà una risposta.
    Senza sapere quali aiuti mi resteranno.
    Senza sapere se riuscirò mai ad avere giustizia.

    E allora oggi non vi chiedo chi ha ragione.
    Vi chiedo una cosa molto più semplice.

    Voi rischiereste tutto per difendere un vostro diritto?
    Perché è questa la scelta che ho davanti.

    Non vi chiedo di condividere questo post perché la mia storia è speciale.
    Vi chiedo di farlo perché nessuno dovrebbe essere costretto a scegliere tra la propria dignità e la possibilità di difendere i propri diritti.

    Se questa storia vi ha fatto fermare anche solo un minuto...
    Condividetela.

    🪽 𝗠𝗶 𝗮𝘃𝗲𝘁𝗲 𝗺𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗹𝗲 𝗿𝘂𝗼𝘁𝗲.
    𝗠𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗺𝗶 𝘁𝗼𝗴𝗹𝗶𝗲𝗿𝗲𝘁𝗲 𝗺𝗮𝗶 𝗹𝗲 𝗮𝗹𝗶.

    #Giustizia #Diritti #Disabilità #NessunoIndietro #StoriaVera
    🚨 𝗣𝗘𝗥 𝗖𝗘𝗥𝗖𝗔𝗥𝗘 𝗚𝗜𝗨𝗦𝗧𝗜𝗭𝗜𝗔 𝗗𝗘𝗩𝗢 𝗥𝗜𝗦𝗖𝗛𝗜𝗔𝗥𝗘 𝗨𝗡 𝗔𝗡𝗡𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗠𝗜𝗔 𝗔𝗦𝗦𝗜𝗦𝗧𝗘𝗡𝗭𝗔. Guardate questa foto. A sinistra c'è la ragazza che ero. A destra c'è la donna che sono oggi. In mezzo non ci sono solo quattro anni. Ci sono una sedia a rotelle, ricoveri, diagnosi, visite, speranze e una vita completamente riscritta. Da mesi sto preparando il mio ricorso contro il Ministero della Salute. Nel frattempo ho aspettato. Ho sperato che arrivasse una risposta. Non è arrivata. Oggi devo prendere una decisione. Posso andare avanti. Fare una perizia medico-legale di parte. Portare tutto davanti a un giudice. Provare a ottenere giustizia. Ma c'è una possibilità che mi spaventa. 𝗦𝗲 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝘃𝗲𝗻𝗶𝘀𝘀𝗲 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗶𝗻𝘁𝗼, 𝗽𝗼𝘁𝗿𝗲𝗶 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮𝗻𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗮 𝗽𝗮𝗴𝗮𝗿𝗲 𝘁𝗿𝗮 𝗶 𝟯.𝟬𝟬𝟬 𝗲 𝗶 𝟱.𝟬𝟬𝟬 𝗲𝘂𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝗽𝗲𝘀𝗲 𝗹𝗲𝗴𝗮𝗹𝗶. Per qualcuno sono numeri. Per me significano quasi un anno della persona che aiuta me e la mia famiglia a vivere. L'alternativa è aspettare ancora. Continuare a vivere nell'incertezza. Senza sapere quando arriverà una risposta. Senza sapere quali aiuti mi resteranno. Senza sapere se riuscirò mai ad avere giustizia. E allora oggi non vi chiedo chi ha ragione. Vi chiedo una cosa molto più semplice. Voi rischiereste tutto per difendere un vostro diritto? Perché è questa la scelta che ho davanti. Non vi chiedo di condividere questo post perché la mia storia è speciale. Vi chiedo di farlo perché nessuno dovrebbe essere costretto a scegliere tra la propria dignità e la possibilità di difendere i propri diritti. Se questa storia vi ha fatto fermare anche solo un minuto... Condividetela. 🪽 𝗠𝗶 𝗮𝘃𝗲𝘁𝗲 𝗺𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗹𝗲 𝗿𝘂𝗼𝘁𝗲. 𝗠𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗺𝗶 𝘁𝗼𝗴𝗹𝗶𝗲𝗿𝗲𝘁𝗲 𝗺𝗮𝗶 𝗹𝗲 𝗮𝗹𝗶. #Giustizia #Diritti #Disabilità #NessunoIndietro #StoriaVera
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  • A LI MORTACCI SUA
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  • I DEPUTATI ITALIANI DEL PARLAMENTO EUROPEO CHE HANNO VOTATO PER LA DEREGOLAMENTAZIONE DEI NUOVI OGM

    Il 17 giugno 2026 l'Europarlamento riunito in plenaria a Strasburgo ha approvato senza emendamenti la proposta di Deregolamentazione per i nuovi OGM / NGT / TEA.

    Nelle immagini la lista degli europarlamentari italiani e il loro voto:
    - in arancione i voti a favore della deregulation
    - in verde i voti per il no alla deregulation
    - gli assenti non hanno colorazione

    Il nuovo regolamento sugli OGM adottato in via definitiva, fa si che i nuovi OGM potranno invadere il mercato alimentare senza che il consumatore li possa distinguere: essendo praticamente indistinguibili da quelle convenzionali, saranno trattate come tali e non avranno obbligo di etichettatura come OGM. È un colpo alla trasparenza, al diritto di scelta e alla qualità delle filiere agroalimentari.

    Le norme si applicheranno sia alle piante originarie dell’Europa sia a quelle importate.

    Le Ngt sono tutte coperte da brevetti, di proprietà di poche grandi multinazionali del settore sementiero come Corteva, Bayer-Monsanto, Syngenta e Basf. Senza obbligo di rendere pubblici i metodi di rilevamento gli agricoltori e le piccole e medie imprese sementiere rimarranno indifesi in caso di contaminazione dovuta alla coltivazione nelle vicinanze di campi Ogm/Ngt. Questi brevetti coprono geni simili a quelli già presenti nei semi non Ogm e consentiranno quindi alle multinazionali di privatizzare anche le sementi tradizionali.
    Ora le imprese potranno perseguire abusivamente gli agricoltori e i piccoli produttori di sementi per violazione di brevetto, nel caso le loro varietà contengano tratti genetici brevettati.
    L’onere della prova, infatti, ricadrà su chi subisce le contaminazioni tramite cui questi tratti genetici si trasferiscono, oppure chi semplicemente ha sviluppato gli stessi tratti tramite l’incrocio e la selezione naturale. Per le piccole imprese sementiere significherà dover fare costosissime, lunghe e impraticabili ricerche nei database dei brevetti per capire se stanno utilizzando sementi che contengono un tratto genetico privatizzato da qualche impresa.

    La deregolamentazione aumenta la dipendenza degli agricoltori da sementi brevettate, riducendo l’autonomia delle aziende agricole e mettendo a rischio la biodiversità che caratterizza il modello agricolo europeo.

    Mentre il Governo Italiano ed Europeo fanno gli interessi delle multinazionali, noi ci appelliamo ai Comuni e alle Regioni che possono in autonomia fare passare delibere per dichiarare il proprio territorio libero da vecchi e nuovi OGM, contrastando così i tentativi di sperimentazioni NGT nel proprio territorio. Al momento in Italia sono 17 le amministrazioni comunali che lo hanno fatto. Crediamo e speriamo che dopo questo voto aumenteranno sensibilmente.

    Nel link la mappa dei comuni OGM-FREE e una copia della delibera che i comuni possono approvare per dichiararsi tali: https://www.croceviaterra.it/comuni-e-regioni-liberi-da-nuovi-ogm-tea/

    Source: https://x.com/itsmeback_/status/2068033219363066023?s=20
    I DEPUTATI ITALIANI DEL PARLAMENTO EUROPEO CHE HANNO VOTATO PER LA DEREGOLAMENTAZIONE DEI NUOVI OGM Il 17 giugno 2026 l'Europarlamento riunito in plenaria a Strasburgo ha approvato senza emendamenti la proposta di Deregolamentazione per i nuovi OGM / NGT / TEA. Nelle immagini la lista degli europarlamentari italiani e il loro voto: - in arancione i voti a favore della deregulation - in verde i voti per il no alla deregulation - gli assenti non hanno colorazione Il nuovo regolamento sugli OGM adottato in via definitiva, fa si che i nuovi OGM potranno invadere il mercato alimentare senza che il consumatore li possa distinguere: essendo praticamente indistinguibili da quelle convenzionali, saranno trattate come tali e non avranno obbligo di etichettatura come OGM. È un colpo alla trasparenza, al diritto di scelta e alla qualità delle filiere agroalimentari. Le norme si applicheranno sia alle piante originarie dell’Europa sia a quelle importate. Le Ngt sono tutte coperte da brevetti, di proprietà di poche grandi multinazionali del settore sementiero come Corteva, Bayer-Monsanto, Syngenta e Basf. Senza obbligo di rendere pubblici i metodi di rilevamento gli agricoltori e le piccole e medie imprese sementiere rimarranno indifesi in caso di contaminazione dovuta alla coltivazione nelle vicinanze di campi Ogm/Ngt. Questi brevetti coprono geni simili a quelli già presenti nei semi non Ogm e consentiranno quindi alle multinazionali di privatizzare anche le sementi tradizionali. Ora le imprese potranno perseguire abusivamente gli agricoltori e i piccoli produttori di sementi per violazione di brevetto, nel caso le loro varietà contengano tratti genetici brevettati. L’onere della prova, infatti, ricadrà su chi subisce le contaminazioni tramite cui questi tratti genetici si trasferiscono, oppure chi semplicemente ha sviluppato gli stessi tratti tramite l’incrocio e la selezione naturale. Per le piccole imprese sementiere significherà dover fare costosissime, lunghe e impraticabili ricerche nei database dei brevetti per capire se stanno utilizzando sementi che contengono un tratto genetico privatizzato da qualche impresa. La deregolamentazione aumenta la dipendenza degli agricoltori da sementi brevettate, riducendo l’autonomia delle aziende agricole e mettendo a rischio la biodiversità che caratterizza il modello agricolo europeo. Mentre il Governo Italiano ed Europeo fanno gli interessi delle multinazionali, noi ci appelliamo ai Comuni e alle Regioni che possono in autonomia fare passare delibere per dichiarare il proprio territorio libero da vecchi e nuovi OGM, contrastando così i tentativi di sperimentazioni NGT nel proprio territorio. Al momento in Italia sono 17 le amministrazioni comunali che lo hanno fatto. Crediamo e speriamo che dopo questo voto aumenteranno sensibilmente. Nel link la mappa dei comuni OGM-FREE e una copia della delibera che i comuni possono approvare per dichiararsi tali: https://www.croceviaterra.it/comuni-e-regioni-liberi-da-nuovi-ogm-tea/ Source: https://x.com/itsmeback_/status/2068033219363066023?s=20
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  • Il Tribunale dell'UE ha bocciato la Commissione Europea sul caso "Pfizergate", annullando il suo rifiuto di rivelare il contenuto degli SMS tra Ursula von der Leyen e il CEO di Pfizer, Albert Bourla. La Corte ha stabilito che negare l'accesso agli atti viola il diritto all'informazione e lede l'interesse pubblico alla trasparenza.I punti chiave della vicenda:Il parere dell'Avvocato Generale: L'Avvocato generale della Corte di Giustizia Europea ha recentemente ribadito la necessità di respingere il ricorso della Commissione, affermando che l'interesse pubblico alla trasparenza delle trattative deve prevalere su eventuali protezioni di natura commerciale. La richiesta iniziale: tutto è partito da un'inchiesta del New York Times che aveva chiesto di accedere ai messaggi di testo e agli accordi presi nel 2021 per oltre 1,8 miliardi di dosi. La censura dei contratti: Oltre allo "scandalo degli SMS", la Corte ha evidenziato come le versioni dei contratti messe a disposizione fossero pesantemente censurate. I punti rimasti opachi riguardavano principalmente le clausole di indennizzo per eventuali effetti avversi e le dichiarazioni di assenza di conflitto di interessi dei membri del team negoziale.
    Il Tribunale dell'UE ha bocciato la Commissione Europea sul caso "Pfizergate", annullando il suo rifiuto di rivelare il contenuto degli SMS tra Ursula von der Leyen e il CEO di Pfizer, Albert Bourla. La Corte ha stabilito che negare l'accesso agli atti viola il diritto all'informazione e lede l'interesse pubblico alla trasparenza.I punti chiave della vicenda:Il parere dell'Avvocato Generale: L'Avvocato generale della Corte di Giustizia Europea ha recentemente ribadito la necessità di respingere il ricorso della Commissione, affermando che l'interesse pubblico alla trasparenza delle trattative deve prevalere su eventuali protezioni di natura commerciale. La richiesta iniziale: tutto è partito da un'inchiesta del New York Times che aveva chiesto di accedere ai messaggi di testo e agli accordi presi nel 2021 per oltre 1,8 miliardi di dosi. La censura dei contratti: Oltre allo "scandalo degli SMS", la Corte ha evidenziato come le versioni dei contratti messe a disposizione fossero pesantemente censurate. I punti rimasti opachi riguardavano principalmente le clausole di indennizzo per eventuali effetti avversi e le dichiarazioni di assenza di conflitto di interessi dei membri del team negoziale.
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  • https://tg24.sky.it/cronaca/2026/06/19/daniela-fargion-rapina-firenze


    𝗟𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗦𝗼𝗹𝗶𝗱𝗮𝗿𝗶𝗲𝘁𝗮̀

    𝘎𝘦𝘯𝘵𝘪𝘭𝘪𝘴𝘴𝘪𝘮𝘢 𝘋𝘢𝘯𝘪𝘦𝘭𝘢 𝘍𝘢𝘳𝘨𝘪𝘰𝘯,

    “𝗟𝗲𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘀𝗼𝗹𝗮.”

    Ci sono ferite che non si vedono, ma che cambiano per sempre il modo in cui guardiamo una porta, una finestra, il silenzio della nostra stessa casa.

    Dopo una violenta rapina — la quarta — Daniela Fargion ha espresso tutta la paura, la rabbia e lo sconforto di chi non riesce più a sentirsi al sicuro nel luogo che dovrebbe proteggerla più di ogni altro.

    Quando una persona arriva a pensare di lasciare tutto, di vendere, di andare via, non sta perdendo soltanto lei. Perde Firenze. Perde l’Italia. Perde un Paese che dovrebbe custodire chi lavora, crea, dà occupazione e costruisce futuro.

    Per questo OSA Polizia ha scelto di scriverle una lettera. Non una comunicazione formale, ma un abbraccio affidato alle parole. La voce di donne e uomini delle Forze dell’Ordine che, pur tra difficoltà, carenze e sacrifici spesso invisibili, continuano ogni giorno a gettare il cuore oltre l’ostacolo.

    Una lettera per dirle:

    𝗻𝗼𝗻 𝗹𝗮𝘀𝗰𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮 𝘃𝗶𝗼𝗹𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗹𝗲 𝗿𝘂𝗯𝗶 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝗽𝗲𝗿𝗮𝗻𝘇𝗮.
    𝗗𝗮𝗻𝗶𝗲𝗹𝗮, 𝗙𝗶𝗿𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗲 𝗹’𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗟𝗲𝗶. 𝗣𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗼𝘁𝘁𝗮𝗻𝗼, 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝗺𝗮𝗻𝗼, 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗼𝗴𝗻𝗮𝗻𝗼 𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘃𝗶𝗻𝗰𝗼𝗻𝗼

    Perché nessuno dovrebbe essere lasciato solo dopo aver subito una violenza. Nessuno dovrebbe sentirsi abbandonato dal proprio Paese.

    Questa lettera parla a Daniela, ma riguarda tutti noi. Riguarda le nostre case, le nostre famiglie, le nostre città e il diritto di vivere senza paura.

    𝗟𝗲𝗴𝗴𝗲𝘁𝗲 𝗹𝗮 𝗹𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗮 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗴𝗿𝗮𝗹𝗲.
    Fatelo fino all’ultima riga. Dentro quelle parole ci sono dolore, rabbia, dignità, coraggio e una promessa che oggi abbiamo il dovere di ripetere insieme:
    https://acrobat.adobe.com/id/urn:aaid:sc:EU:99379c94-83f2-4d2f-9d3d-4c382482e02f

    𝗗𝗮𝗻𝗶𝗲𝗹𝗮, 𝗙𝗶𝗿𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗲 𝗹’𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗟𝗲𝗶. 𝗣𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗼𝘁𝘁𝗮𝗻𝗼, 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝗺𝗮𝗻𝗼, 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗼𝗴𝗻𝗮𝗻𝗼 𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘃𝗶𝗻𝗰𝗼𝗻𝗼.

    𝙇𝙖 𝙎𝙚𝙜𝙧𝙚𝙩𝙚𝙧𝙞𝙖 𝙉𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙖𝙡𝙚
    https://osapolizia.com

    Seguici qui
    https://www.facebook.com/share/1A2bS8tK9p/
    https://x.com/osapolizia?t=b2eWtCBCyVUUOaHlRqAnAg&s=09
    https://tg24.sky.it/cronaca/2026/06/19/daniela-fargion-rapina-firenze 𝗟𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗦𝗼𝗹𝗶𝗱𝗮𝗿𝗶𝗲𝘁𝗮̀ 𝘎𝘦𝘯𝘵𝘪𝘭𝘪𝘴𝘴𝘪𝘮𝘢 𝘋𝘢𝘯𝘪𝘦𝘭𝘢 𝘍𝘢𝘳𝘨𝘪𝘰𝘯, “𝗟𝗲𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘀𝗼𝗹𝗮.” Ci sono ferite che non si vedono, ma che cambiano per sempre il modo in cui guardiamo una porta, una finestra, il silenzio della nostra stessa casa. Dopo una violenta rapina — la quarta — Daniela Fargion ha espresso tutta la paura, la rabbia e lo sconforto di chi non riesce più a sentirsi al sicuro nel luogo che dovrebbe proteggerla più di ogni altro. Quando una persona arriva a pensare di lasciare tutto, di vendere, di andare via, non sta perdendo soltanto lei. Perde Firenze. Perde l’Italia. Perde un Paese che dovrebbe custodire chi lavora, crea, dà occupazione e costruisce futuro. Per questo OSA Polizia ha scelto di scriverle una lettera. Non una comunicazione formale, ma un abbraccio affidato alle parole. La voce di donne e uomini delle Forze dell’Ordine che, pur tra difficoltà, carenze e sacrifici spesso invisibili, continuano ogni giorno a gettare il cuore oltre l’ostacolo. Una lettera per dirle: 𝗻𝗼𝗻 𝗹𝗮𝘀𝗰𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮 𝘃𝗶𝗼𝗹𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗹𝗲 𝗿𝘂𝗯𝗶 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝗽𝗲𝗿𝗮𝗻𝘇𝗮. 𝗗𝗮𝗻𝗶𝗲𝗹𝗮, 𝗙𝗶𝗿𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗲 𝗹’𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗟𝗲𝗶. 𝗣𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗼𝘁𝘁𝗮𝗻𝗼, 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝗺𝗮𝗻𝗼, 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗼𝗴𝗻𝗮𝗻𝗼 𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘃𝗶𝗻𝗰𝗼𝗻𝗼 Perché nessuno dovrebbe essere lasciato solo dopo aver subito una violenza. Nessuno dovrebbe sentirsi abbandonato dal proprio Paese. Questa lettera parla a Daniela, ma riguarda tutti noi. Riguarda le nostre case, le nostre famiglie, le nostre città e il diritto di vivere senza paura. 𝗟𝗲𝗴𝗴𝗲𝘁𝗲 𝗹𝗮 𝗹𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗮 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗴𝗿𝗮𝗹𝗲. Fatelo fino all’ultima riga. Dentro quelle parole ci sono dolore, rabbia, dignità, coraggio e una promessa che oggi abbiamo il dovere di ripetere insieme:👇 https://acrobat.adobe.com/id/urn:aaid:sc:EU:99379c94-83f2-4d2f-9d3d-4c382482e02f 𝗗𝗮𝗻𝗶𝗲𝗹𝗮, 𝗙𝗶𝗿𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗲 𝗹’𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗟𝗲𝗶. 𝗣𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗼𝘁𝘁𝗮𝗻𝗼, 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝗺𝗮𝗻𝗼, 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗼𝗴𝗻𝗮𝗻𝗼 𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘃𝗶𝗻𝗰𝗼𝗻𝗼. 𝙇𝙖 𝙎𝙚𝙜𝙧𝙚𝙩𝙚𝙧𝙞𝙖 𝙉𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙖𝙡𝙚 https://osapolizia.com Seguici qui👇 https://www.facebook.com/share/1A2bS8tK9p/ https://x.com/osapolizia?t=b2eWtCBCyVUUOaHlRqAnAg&s=09
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    Firenze, imprenditrice rapinata si sfoga: “Vendo azienda e vado via'
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  • LA VERITA’ GIURIDICA “CIELI BLU”.

    Cari AMICI BLU, se oggi mi accingo a rispondere agli attacchi isterici del web, lo faccio solo per il grande rispetto nei Vostri confronti.
    Ho tardato a dare una risposta ufficiale poiché sin dall’inizio mi sono apparse per quello che sono: insensate farneticazioni.

    1. CIELI BLU è una legge italiana.
    Mi dispiace per gli “affezionati sostenitori” ma non ho letto l’AIR QUALITY ACT. Ho invece esaminato la legge della Florida al fine di meglio individuare a livello legale le condotte di geoingegneria climatica, non solo esistenti ma passibili di essere vietate.
    CIELI BLU è una legge tutta italiana, al suo interno non vi è alcun riferimento a Leggi Americane.
    CIELI BLU richiamando Trattati internazionali. Moratorie delle Nazioni Unite, a cui ha aderito il nostro Stato, e chiedendo l’applicazione del principio di precauzione che permea tutto il diritto internazionale europeo e nazionale, in materia di tutela dell’ambiente, degli ecosistemi e della salute dell’uomo chiede che il nostro Parlamento emani una legge che vieti ogni tipo di attività di geoingegneria climatica nello Stato Italiano.
    A) Il principio di precauzione, statuisce che, le attività che comportano un elevato rischio per la natura devono essere precedute da un esame approfondito; i loro promotori devono dimostrare che i benefici derivanti dalle attività prevalgono sui danni eventuali alla natura.
    B) qualora gli effetti nocivi di tale attività siano conosciuti in modo imperfetto, esse non dovranno essere intraprese.
    La Convenzione dell’ONU sulla diversità biologica  ha stabilito che la geoingegneria comporta una seria violazione dei diritti umani a causa dei pericoli impliciti nelle tecnologie utilizzate
    Cieli Blu richiama inoltre espressamente articoli della Costituzione italiana e il Dlg 152/2006 Testo Unico Ambientale.

    2. Non si è introdotto alcun concetto che vada ad inficiare la legittimità e la tassatività della legge.
    Il richiamo all’ attività di geoingegneria attuata all’interno del commercio inter statale ed estero è necessaria, in quanto per la realizzazione della condotta criminosa, sono proprio le vie commerciali, terresti, aviarie, marittime, tutte le vie di comunicazione commerciali che vengono utilizzate.
    Si parla di commercio inter statale quindi all’interno dello Stato italiano ed estero.
    L’ utilizzo di tali termini non va assolutamente ad impedire l’ individuazione precisa, del contesto territoriale entro il quale la norma è chiamata ad operare.

    In realtà, questo “poderoso ruggito” contro CIELI BLU a ben vedere si riduce ad un flebile miagolio. Vengono richiamati in maniera imprecisa principi e concetti giuridici.

    3. Si richiama l’ art 25 Cost. e si sostiene che lo stesso sancisca il principio di tassatività. In realtà la norma parla del principio di legalità penale. Esso stabilisce che nessuno può essere punito o sottoposto a misure di sicurezza se non in forza di una legge entrata in vigore prima del fatto commesso La tassatività è un corollario della norma stessa.
    Bene, CIELI BLU, prevede il divieto di condotte tassativamente individuate quali:
    utilizzo di  un mezzo, un canale, una struttura che sostiene l’attività di geoingegneria per la modificazione del clima all’ interno delle rete commerciale italiana ed estera
    trasmissione di qualsiasi comunicazione relativa e/o a sostegno dell’attività di geoingegneria climatica utilizzando ogni mezzo di comunicazione, quali il computer, la posta.
    tale condotta si è verificata all’ interno della giurisdizione marittima italiana.
    la condotta si è comunque verificata e ha interessato il territorio italiano.
    CIELI BLU rispetta il principio di tassatività.
    L’ affermazione secondo la quale un qualsiasi avvocato potrebbe eccepire questa INESISTENTE INCOSTITUZIONALITÀ è chiaramente ridicola.
    Non solo la legge prevede una condotta specifica e tassativa : la modifica delle condizioni meteorologiche attraverso attività o sostegno ad attività di geoingegneria climatica.
    Da nessuna parte c’ è scritto che viene punito solo chi non ha un’autorizzazione.
    In  America  esistono Leggi che consentono l’ attività previa autorizzazione. IN ITALIA NO:
    Questo denota una non reale e disinteressata lettura della Legge ,ma forse suggerisce che il vero intento sia stato solo quello di denigrare a prescindere.
    In tutta la Legge non si fanno distinzioni.
    Se violi il divieto sei passibile di sanzioni civili e penali.

    4. Sulle pene, i detrattori, consentitemi il gioco di parole, fanno pena.
    Si contesta il fatto che si richiede che il soggetto abbia commesso il fatto consapevolmente, con volontà.
    Qui siamo all’apoteosi!!
    La legge penale a differenza di quella civile che stabilisce che  chiunque danneggi un bene è tenuto a pagare il risarcimento, a prescindere dal fatto che abbia agito intenzionalmente, esige l’intenzionalità.
    La consapevolezza può assumere i connotati della colpa lieve, grave, del dolo specifico o eventuale.
    La Legge quindi richiede la consapevolezza perché si tratta di legge penale.
    Sembra evidente che, gli arguti giuristi abbiano fatto un pochino di confusione tra i principi che governano la responsabilità civile e quella penale.

    5. Pur di accanirsi contro CIELI BLU, gli incauti commentatori, stravolgono l’impianto del diritto penale, arrivando ad affermare che “il nemico” (linguaggio da film e da bar),” potrà continuare ad operare con la garanzia di non subire sequestri o blocchi totali di attività”.
    Chiunque abbia anche per sbaglio, aperto una volta un codice penale, sa che: l'art. 240 del Codice Penale italiano disciplina la confisca, una misura di sicurezza patrimoniale che consiste nell'espropriazione coattiva da parte dello Stato di beni legati a un reato.
    Quando si redige una denuncia penale l’avvocato può chiedere la confisca  delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato, e delle cose che ne sono il prodotto o il profitto. A maggior ragione il PM stesso.
    Pertanto alle sanzioni previste nel reato speciale di nuova configurazione, potrà agevolmente aggiungersi la richiesta di confisca ex art 240 c.p.

    6. Per quanto riguarda il tema delle sanzioni patrimoniali troppo basse.
    La previsione dei 100.000 euro per ogni infrazione, è perfettamente in linea con il principio di proporzionalità e ragionevolezza. Inoltre non dimentichiamo i profili dei danni alla salute e della responsabilità civile strettamente connessi alla commissione di ogni fatto reato.
    Ah, già un altra dimenticanza dei “Carnelutti” di turno.
    L’ obiettivo di CIELI BLU è portare alla luce un’attività di modificazione del clima artificiale, che esiste ed è provata dalle Intesa Bush-Berlusconi del 2002.
    Cooperazione confermata nel 2023 da Biden e Meloni e vietarla.
    Non siamo giustizialisti e tanto meno giustizieri.

    7. Pagina 9
    Grande deliberata confusione nell’illustrare il contenuto della Legge. Se non fosse deliberato, si potrebbe pensare ad una grave deficit nella capacità di comprensione di un  testo scritto in italiano.
    LE SANZIONI CIVILI saranno erogate direttamente con ingiunzione di pagamento immediatamente esecutiva, senza passare per un Tribunale, dall’Ente che già Istituzionalmente ne ha il potere e cioè l’ ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile).

    GLI ENTI DEPUTATI AL CONTROLLO saranno:

    ART. 3 - SEGNALAZIONE E INDAGINE
    (a) SEGNALAZIONE AL PUBBLICO
    (1) ISTITUZIONE DEL SISTEMA — L'ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile), in coordinamento con l'Amministrazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e l’ Amministrazione dell’ENAV (Ente Nazionale Assistenza Volo) e con l’ Amministrazione della Difesa dell’Areonautica Militare, del Ministero degli Interni, con ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e con il sistema SNPA, che include le ARPA/APPA regionali/provinciali, con il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica (MASE) segnaleranno qualsiasi sospetta violazione che si ritiene si sia verificata ai sensi della sottosezione (a e b2).

    Di conseguenza l’affermazione secondo la quale l’Ente deputato a monitorare e riscuotere le violazioni civili sarebbe solo “Il ministero delle Economia e delle Finanze”  è un errore grossolano.
    Tutte le affermazioni ”complottiste” e le farneticazioni giuridiche poste a fondamento di ciascun attacco a CIELI BLU sono prive di qualsiasi senso o fondamento giuridico.

    Come parimenti priva di riscontro testuale l’affermazione secondo la quale la segnalazione  dei fenomeni di alterazione atmosferica sarebbe affidata al MEF e non dell’ ISPRA.
    Nell’ ART 3s opra richiamato, sono presenti tutti gli Enti Istituzionali che possiedono gli strumenti tecnici ed operativi per operare i controlli richiesti dalla Legge CIELI BLU e tra questi L’ISPRA:

    8. Nel testo non vengono fatte salve e tollerate ATTIVITÀ di geoingegneria per presunti motivi di sicurezza Nazionale o programmi di ricerca e…nel DDL CIELI BLU non sono menzionate!! Altre farneticazioni!!!

    Naturalmente, anche se non sarebbe necessario ricordarlo a siffatti fini conoscitori del Diritto, ogni legge è poi corredata da quelle che si definiscono Norme Attuative che servono appunto a facilitare ed organizzare l’ attuazione della Legge stessa.
    Le norme attuative, le discussioni in Parlamento, potranno semmai ritoccare dei dettagli ma mai snaturare lo scopo di CIELI BLU e cioè IL DIVIETO DI ATTIVITÀ DI GEOINGEGNERIA CLIMATICA NEL NOSTRO PAESE.
    La mistificazione del testo e la manipolazione attraverso il linguaggio operata da coloro che in maniera del tutto fallimentare, lasciatemelo dire, hanno cercato di smontare pezzo per pezzo la Legge, non è certamente al servizio del bene della collettività ma sottende interessi totalmente diversi.

    Coloro che sono impegnati a screditare il DDL CIELI BLU sono legati solo ed esclusivamente a difendere il proprio interesse personale, schiavi dei like e dei consensi effimeri.

    I miei più cari saluti.
    Avv. Frida Chialastri
    LA VERITA’ GIURIDICA “CIELI BLU”. Cari AMICI BLU, se oggi mi accingo a rispondere agli attacchi isterici del web, lo faccio solo per il grande rispetto nei Vostri confronti. Ho tardato a dare una risposta ufficiale poiché sin dall’inizio mi sono apparse per quello che sono: insensate farneticazioni. 1. CIELI BLU è una legge italiana. Mi dispiace per gli “affezionati sostenitori” ma non ho letto l’AIR QUALITY ACT. Ho invece esaminato la legge della Florida al fine di meglio individuare a livello legale le condotte di geoingegneria climatica, non solo esistenti ma passibili di essere vietate. CIELI BLU è una legge tutta italiana, al suo interno non vi è alcun riferimento a Leggi Americane. CIELI BLU richiamando Trattati internazionali. Moratorie delle Nazioni Unite, a cui ha aderito il nostro Stato, e chiedendo l’applicazione del principio di precauzione che permea tutto il diritto internazionale europeo e nazionale, in materia di tutela dell’ambiente, degli ecosistemi e della salute dell’uomo chiede che il nostro Parlamento emani una legge che vieti ogni tipo di attività di geoingegneria climatica nello Stato Italiano. A) Il principio di precauzione, statuisce che, le attività che comportano un elevato rischio per la natura devono essere precedute da un esame approfondito; i loro promotori devono dimostrare che i benefici derivanti dalle attività prevalgono sui danni eventuali alla natura. B) qualora gli effetti nocivi di tale attività siano conosciuti in modo imperfetto, esse non dovranno essere intraprese. La Convenzione dell’ONU sulla diversità biologica  ha stabilito che la geoingegneria comporta una seria violazione dei diritti umani a causa dei pericoli impliciti nelle tecnologie utilizzate Cieli Blu richiama inoltre espressamente articoli della Costituzione italiana e il Dlg 152/2006 Testo Unico Ambientale. 2. Non si è introdotto alcun concetto che vada ad inficiare la legittimità e la tassatività della legge. Il richiamo all’ attività di geoingegneria attuata all’interno del commercio inter statale ed estero è necessaria, in quanto per la realizzazione della condotta criminosa, sono proprio le vie commerciali, terresti, aviarie, marittime, tutte le vie di comunicazione commerciali che vengono utilizzate. Si parla di commercio inter statale quindi all’interno dello Stato italiano ed estero. L’ utilizzo di tali termini non va assolutamente ad impedire l’ individuazione precisa, del contesto territoriale entro il quale la norma è chiamata ad operare. In realtà, questo “poderoso ruggito” contro CIELI BLU a ben vedere si riduce ad un flebile miagolio. Vengono richiamati in maniera imprecisa principi e concetti giuridici. 3. Si richiama l’ art 25 Cost. e si sostiene che lo stesso sancisca il principio di tassatività. In realtà la norma parla del principio di legalità penale. Esso stabilisce che nessuno può essere punito o sottoposto a misure di sicurezza se non in forza di una legge entrata in vigore prima del fatto commesso La tassatività è un corollario della norma stessa. Bene, CIELI BLU, prevede il divieto di condotte tassativamente individuate quali: utilizzo di  un mezzo, un canale, una struttura che sostiene l’attività di geoingegneria per la modificazione del clima all’ interno delle rete commerciale italiana ed estera trasmissione di qualsiasi comunicazione relativa e/o a sostegno dell’attività di geoingegneria climatica utilizzando ogni mezzo di comunicazione, quali il computer, la posta. tale condotta si è verificata all’ interno della giurisdizione marittima italiana. la condotta si è comunque verificata e ha interessato il territorio italiano. CIELI BLU rispetta il principio di tassatività. L’ affermazione secondo la quale un qualsiasi avvocato potrebbe eccepire questa INESISTENTE INCOSTITUZIONALITÀ è chiaramente ridicola. Non solo la legge prevede una condotta specifica e tassativa : la modifica delle condizioni meteorologiche attraverso attività o sostegno ad attività di geoingegneria climatica. Da nessuna parte c’ è scritto che viene punito solo chi non ha un’autorizzazione. In  America  esistono Leggi che consentono l’ attività previa autorizzazione. IN ITALIA NO: Questo denota una non reale e disinteressata lettura della Legge ,ma forse suggerisce che il vero intento sia stato solo quello di denigrare a prescindere. In tutta la Legge non si fanno distinzioni. Se violi il divieto sei passibile di sanzioni civili e penali. 4. Sulle pene, i detrattori, consentitemi il gioco di parole, fanno pena. Si contesta il fatto che si richiede che il soggetto abbia commesso il fatto consapevolmente, con volontà. Qui siamo all’apoteosi!! La legge penale a differenza di quella civile che stabilisce che  chiunque danneggi un bene è tenuto a pagare il risarcimento, a prescindere dal fatto che abbia agito intenzionalmente, esige l’intenzionalità. La consapevolezza può assumere i connotati della colpa lieve, grave, del dolo specifico o eventuale. La Legge quindi richiede la consapevolezza perché si tratta di legge penale. Sembra evidente che, gli arguti giuristi abbiano fatto un pochino di confusione tra i principi che governano la responsabilità civile e quella penale. 5. Pur di accanirsi contro CIELI BLU, gli incauti commentatori, stravolgono l’impianto del diritto penale, arrivando ad affermare che “il nemico” (linguaggio da film e da bar),” potrà continuare ad operare con la garanzia di non subire sequestri o blocchi totali di attività”. Chiunque abbia anche per sbaglio, aperto una volta un codice penale, sa che: l'art. 240 del Codice Penale italiano disciplina la confisca, una misura di sicurezza patrimoniale che consiste nell'espropriazione coattiva da parte dello Stato di beni legati a un reato. Quando si redige una denuncia penale l’avvocato può chiedere la confisca  delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato, e delle cose che ne sono il prodotto o il profitto. A maggior ragione il PM stesso. Pertanto alle sanzioni previste nel reato speciale di nuova configurazione, potrà agevolmente aggiungersi la richiesta di confisca ex art 240 c.p. 6. Per quanto riguarda il tema delle sanzioni patrimoniali troppo basse. La previsione dei 100.000 euro per ogni infrazione, è perfettamente in linea con il principio di proporzionalità e ragionevolezza. Inoltre non dimentichiamo i profili dei danni alla salute e della responsabilità civile strettamente connessi alla commissione di ogni fatto reato. Ah, già un altra dimenticanza dei “Carnelutti” di turno. L’ obiettivo di CIELI BLU è portare alla luce un’attività di modificazione del clima artificiale, che esiste ed è provata dalle Intesa Bush-Berlusconi del 2002. Cooperazione confermata nel 2023 da Biden e Meloni e vietarla. Non siamo giustizialisti e tanto meno giustizieri. 7. Pagina 9 Grande deliberata confusione nell’illustrare il contenuto della Legge. Se non fosse deliberato, si potrebbe pensare ad una grave deficit nella capacità di comprensione di un  testo scritto in italiano. LE SANZIONI CIVILI saranno erogate direttamente con ingiunzione di pagamento immediatamente esecutiva, senza passare per un Tribunale, dall’Ente che già Istituzionalmente ne ha il potere e cioè l’ ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile). GLI ENTI DEPUTATI AL CONTROLLO saranno: ART. 3 - SEGNALAZIONE E INDAGINE (a) SEGNALAZIONE AL PUBBLICO (1) ISTITUZIONE DEL SISTEMA — L'ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile), in coordinamento con l'Amministrazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e l’ Amministrazione dell’ENAV (Ente Nazionale Assistenza Volo) e con l’ Amministrazione della Difesa dell’Areonautica Militare, del Ministero degli Interni, con ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e con il sistema SNPA, che include le ARPA/APPA regionali/provinciali, con il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica (MASE) segnaleranno qualsiasi sospetta violazione che si ritiene si sia verificata ai sensi della sottosezione (a e b2). Di conseguenza l’affermazione secondo la quale l’Ente deputato a monitorare e riscuotere le violazioni civili sarebbe solo “Il ministero delle Economia e delle Finanze”  è un errore grossolano. Tutte le affermazioni ”complottiste” e le farneticazioni giuridiche poste a fondamento di ciascun attacco a CIELI BLU sono prive di qualsiasi senso o fondamento giuridico. Come parimenti priva di riscontro testuale l’affermazione secondo la quale la segnalazione  dei fenomeni di alterazione atmosferica sarebbe affidata al MEF e non dell’ ISPRA. Nell’ ART 3s opra richiamato, sono presenti tutti gli Enti Istituzionali che possiedono gli strumenti tecnici ed operativi per operare i controlli richiesti dalla Legge CIELI BLU e tra questi L’ISPRA: 8. Nel testo non vengono fatte salve e tollerate ATTIVITÀ di geoingegneria per presunti motivi di sicurezza Nazionale o programmi di ricerca e…nel DDL CIELI BLU non sono menzionate!! Altre farneticazioni!!! Naturalmente, anche se non sarebbe necessario ricordarlo a siffatti fini conoscitori del Diritto, ogni legge è poi corredata da quelle che si definiscono Norme Attuative che servono appunto a facilitare ed organizzare l’ attuazione della Legge stessa. Le norme attuative, le discussioni in Parlamento, potranno semmai ritoccare dei dettagli ma mai snaturare lo scopo di CIELI BLU e cioè IL DIVIETO DI ATTIVITÀ DI GEOINGEGNERIA CLIMATICA NEL NOSTRO PAESE. La mistificazione del testo e la manipolazione attraverso il linguaggio operata da coloro che in maniera del tutto fallimentare, lasciatemelo dire, hanno cercato di smontare pezzo per pezzo la Legge, non è certamente al servizio del bene della collettività ma sottende interessi totalmente diversi. Coloro che sono impegnati a screditare il DDL CIELI BLU sono legati solo ed esclusivamente a difendere il proprio interesse personale, schiavi dei like e dei consensi effimeri. I miei più cari saluti. Avv. Frida Chialastri
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  • IRRICEVIBILE il tentativo di annullare l'unanimità nelle votazioni europee. Si dovrebbero cambiare i Trattati, i paesi minori non sarebbero rappresentati, e in ogni caso , un'infrazione ai Trattati legittima qualsiasi infrazione. La #vonderleyen vuole la dittatura , non le sarà consentito

    Bruxelles mira ad allargare a tutti per poi non far contare nessuno

    Cinque Paesi insistono per «limitare» il diritto di veto dei nuovi ingressi. E l’unanimità?

    di FLAMINIA CAMILLETTI

    Testo:
    In Europa si insiste: l’obiettivo è eliminare il diritto di veto per i Paesi membri nelle materie in cui è richiesta l’unanimità. Una proposta che comincia a prendere forma perché è arrivata una richiesta ufficiale in un documento firmato da Francia, Germania, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo.

    Nel documento si legge: «L’Ue dovrebbe iniziare un approfondito dibattito sulla possibilità di limitazioni temporanee e transitorie dei diritti di voto per i nuovi Stati membri, in particolare nelle parti dell’acquis dell’Ue in cui è richiesta l’unanimità». Nel testo si fa riferimento a Politica estera e di sicurezza comune e Quadro finanziario pluriennale.

    Nel documento vengono citate anche ulteriori forme di salvaguardia, tra cui una clausola di non regressione vincolante sullo Stato di diritto, che abbia conseguenze automatiche in caso di violazione; la partecipazione alla Procura europea (Eppo) come precondizione per l’adesione; l’estensione delle clausole di salvaguardia esistenti a sicurezza economica e interferenze straniere, con misure transitorie anche per Politica agricola comune e coesione; una revisione dell’articolo 7 Tue (quello che permette di privare del diritto di voto uno Stato membro che non rispetta i valori europei) in modo che non sia più richiesta l’unanimità ma un voto a maggioranza dei 4/5; e una clausola che richiami il principio di leale cooperazione, con possibili meccanismi per affrontare possibili violazioni. «I Paesi candidati hanno bisogno di una prospettiva chiara per l’allargamento. Dobbiamo quindi mantenere lo slancio nella nostra politica di allargamento, garantendo che gli impegni di adesione conducano a risultati concreti» si spiega nel testo. «Facendo tesoro delle lezioni apprese dai precedenti cicli di allargamento, occorre una nuova prospettiva sui trattati di adesione».

    La sostanza è proprio nella revisione dell’articolo 7 del Tue. Una proposta sollevata dalla crisi creata dal veto che l’Ungheria di Viktor Orbán aveva posto sul sostegno all’Ucraina e resa più urgente dalla necessità di velocizzare gli iter decisionali dell’Unione. Una proposta che tuttavia continua a sollevare forti dubbi perché potrebbe costringere certi Stati membri a subire decisioni che si ripercuotono nel loro diritto interno senza che i propri cittadini ne siano decisori. Potrebbe quindi inquadrarsi come una violazione del diritto di autodeterminazione dei popoli.

    L’Italia si è posta fin qui con atteggiamento critico sul tema. La stessa premier Giorgia Meloni ha sollevato dubbi sul superamento del diritto di veto. «Continuiamo a difendere l’impostazione europea come una confederazione di Stati. Non come un superstato» ha detto poche settimane fa Nicola Procaccini, copresidente del gruppo Ecr. Completamente diversa la posizione del Pd che in una risoluzione oggi impegnerà il governo «favorire il superamento del potere di veto e una coerente riforma dei Trattati, come richiesto dal Parlamento europeo per abolire l’unanimità nel sistema decisionale dell’Unione, e a utilizzare la pratica istituzionale delle cooperazioni rafforzate, per avviare da subito progetti e politiche comuni con gli Stati membri che vogliono farlo».

    Si tratta di due degli impegni, indirizzati al governo, presenti nella risoluzione del Partito democratico sulle comunicazioni, domani in Parlamento, della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno.

    Didascalia foto:
    António Costa, presidente del Consiglio europeo [Ansa]
    IRRICEVIBILE il tentativo di annullare l'unanimità nelle votazioni europee. Si dovrebbero cambiare i Trattati, i paesi minori non sarebbero rappresentati, e in ogni caso , un'infrazione ai Trattati legittima qualsiasi infrazione. La #vonderleyen vuole la dittatura , non le sarà consentito Bruxelles mira ad allargare a tutti per poi non far contare nessuno Cinque Paesi insistono per «limitare» il diritto di veto dei nuovi ingressi. E l’unanimità? di FLAMINIA CAMILLETTI Testo: In Europa si insiste: l’obiettivo è eliminare il diritto di veto per i Paesi membri nelle materie in cui è richiesta l’unanimità. Una proposta che comincia a prendere forma perché è arrivata una richiesta ufficiale in un documento firmato da Francia, Germania, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo. Nel documento si legge: «L’Ue dovrebbe iniziare un approfondito dibattito sulla possibilità di limitazioni temporanee e transitorie dei diritti di voto per i nuovi Stati membri, in particolare nelle parti dell’acquis dell’Ue in cui è richiesta l’unanimità». Nel testo si fa riferimento a Politica estera e di sicurezza comune e Quadro finanziario pluriennale. Nel documento vengono citate anche ulteriori forme di salvaguardia, tra cui una clausola di non regressione vincolante sullo Stato di diritto, che abbia conseguenze automatiche in caso di violazione; la partecipazione alla Procura europea (Eppo) come precondizione per l’adesione; l’estensione delle clausole di salvaguardia esistenti a sicurezza economica e interferenze straniere, con misure transitorie anche per Politica agricola comune e coesione; una revisione dell’articolo 7 Tue (quello che permette di privare del diritto di voto uno Stato membro che non rispetta i valori europei) in modo che non sia più richiesta l’unanimità ma un voto a maggioranza dei 4/5; e una clausola che richiami il principio di leale cooperazione, con possibili meccanismi per affrontare possibili violazioni. «I Paesi candidati hanno bisogno di una prospettiva chiara per l’allargamento. Dobbiamo quindi mantenere lo slancio nella nostra politica di allargamento, garantendo che gli impegni di adesione conducano a risultati concreti» si spiega nel testo. «Facendo tesoro delle lezioni apprese dai precedenti cicli di allargamento, occorre una nuova prospettiva sui trattati di adesione». La sostanza è proprio nella revisione dell’articolo 7 del Tue. Una proposta sollevata dalla crisi creata dal veto che l’Ungheria di Viktor Orbán aveva posto sul sostegno all’Ucraina e resa più urgente dalla necessità di velocizzare gli iter decisionali dell’Unione. Una proposta che tuttavia continua a sollevare forti dubbi perché potrebbe costringere certi Stati membri a subire decisioni che si ripercuotono nel loro diritto interno senza che i propri cittadini ne siano decisori. Potrebbe quindi inquadrarsi come una violazione del diritto di autodeterminazione dei popoli. L’Italia si è posta fin qui con atteggiamento critico sul tema. La stessa premier Giorgia Meloni ha sollevato dubbi sul superamento del diritto di veto. «Continuiamo a difendere l’impostazione europea come una confederazione di Stati. Non come un superstato» ha detto poche settimane fa Nicola Procaccini, copresidente del gruppo Ecr. Completamente diversa la posizione del Pd che in una risoluzione oggi impegnerà il governo «favorire il superamento del potere di veto e una coerente riforma dei Trattati, come richiesto dal Parlamento europeo per abolire l’unanimità nel sistema decisionale dell’Unione, e a utilizzare la pratica istituzionale delle cooperazioni rafforzate, per avviare da subito progetti e politiche comuni con gli Stati membri che vogliono farlo». Si tratta di due degli impegni, indirizzati al governo, presenti nella risoluzione del Partito democratico sulle comunicazioni, domani in Parlamento, della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno. Didascalia foto: António Costa, presidente del Consiglio europeo [Ansa]
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  • Se n’è andata in silenzio, ieri pomeriggio, in una stanza d’ospedale, dove era stata trasferita dal carcere in seguito al precipitare delle sue condizioni.

    Se n’è andata al 238esimo di uno sciopero della fame con cui chiedeva un processo equo in un Paese, la Turchia, in cui l’equità e la giustizia sono concetti inesistenti. Specie se sei donna. Specie se sei un’avvocata per i diritti umani. Specie se non pieghi la schiena di fronte a un potere che vorrebbe tapparti la bocca.

    *È morta così, Ebru Timtik, di fame e di ingiustizia. Il suo cuore si è fermato semplicemente perché non aveva più nulla da pompare in un corpo scarnificato dall’inedia.*

    È morta per difendere il suo diritto ad un giusto processo, dopo essere stata condannata a 13 anni, insieme ad altri 18 avvocati come lei, detenuti con l’accusa di terrorismo, solo per aver difeso altre persone accusate dello stesso crimine.

    È morta come Ibrahim e come Helin e come Mustafa del Grup Yorum, morti dopo 300 giorni di digiuno per combattere la stessa accusa.

    È morta combattendo con il proprio corpo, fino alle estreme conseguenze, una battaglia che nella Turchia di Erdogan non è più possibile combattere con una parola, un voto, una manifestazione di piazza.

    È morta come fanno gli eroi, sacrificando la propria vita per i diritti di tutti.

    C’è solo un modo per celebrare la memoria di questa grande donna: non restare zitti. Far arrivare la sua voce il più lontano possibile, dove lei non può più arrivare.

    Ci sono idee così forti capaci di sopravvivere anche alla morte.

    Addio Ebru. Viva Ebru.
    Facciamo circolare

    She passed away silently yesterday afternoon, in a hospital room where she had been transferred from prison following her deteriorating condition.

    She died on the 238th day of a hunger strike demanding a fair trial in a country, Turkey, where fairness and justice are nonexistent. Especially if you're a woman. Especially if you're a human rights lawyer. Especially if you don't bow your head to a power that would silence you.

    *This is how Ebru Timtik died, of hunger and injustice. Her heart stopped simply because it had nothing left to pump into a body emaciated by starvation.*

    She died defending her right to a fair trial, after being sentenced to 13 years, along with 18 other lawyers like her, detained on terrorism charges, simply for having defended others accused of the same crime.

    She died like Ibrahim, Helin, and Mustafa of Grup Yorum, who died after 300 days of fasting to fight the same accusation.

    She died fighting with her own body, to the very end, a battle that in Erdogan's Turkey can no longer be fought with a word, a vote, or a street demonstration.

    She died as heroes do, sacrificing her life for the rights of all.

    There is only one way to celebrate the memory of this great woman: not to remain silent. To make her voice heard as far as possible, where she can no longer reach.

    There are ideas so strong that they can survive even death.

    Goodbye Ebru. Long live Ebru.
    Let's spread the word.
    Se n’è andata in silenzio, ieri pomeriggio, in una stanza d’ospedale, dove era stata trasferita dal carcere in seguito al precipitare delle sue condizioni. Se n’è andata al 238esimo di uno sciopero della fame con cui chiedeva un processo equo in un Paese, la Turchia, in cui l’equità e la giustizia sono concetti inesistenti. Specie se sei donna. Specie se sei un’avvocata per i diritti umani. Specie se non pieghi la schiena di fronte a un potere che vorrebbe tapparti la bocca. *È morta così, Ebru Timtik, di fame e di ingiustizia. Il suo cuore si è fermato semplicemente perché non aveva più nulla da pompare in un corpo scarnificato dall’inedia.* È morta per difendere il suo diritto ad un giusto processo, dopo essere stata condannata a 13 anni, insieme ad altri 18 avvocati come lei, detenuti con l’accusa di terrorismo, solo per aver difeso altre persone accusate dello stesso crimine. È morta come Ibrahim e come Helin e come Mustafa del Grup Yorum, morti dopo 300 giorni di digiuno per combattere la stessa accusa. È morta combattendo con il proprio corpo, fino alle estreme conseguenze, una battaglia che nella Turchia di Erdogan non è più possibile combattere con una parola, un voto, una manifestazione di piazza. È morta come fanno gli eroi, sacrificando la propria vita per i diritti di tutti. C’è solo un modo per celebrare la memoria di questa grande donna: non restare zitti. Far arrivare la sua voce il più lontano possibile, dove lei non può più arrivare. Ci sono idee così forti capaci di sopravvivere anche alla morte. Addio Ebru. Viva Ebru. Facciamo circolare She passed away silently yesterday afternoon, in a hospital room where she had been transferred from prison following her deteriorating condition. She died on the 238th day of a hunger strike demanding a fair trial in a country, Turkey, where fairness and justice are nonexistent. Especially if you're a woman. Especially if you're a human rights lawyer. Especially if you don't bow your head to a power that would silence you. *This is how Ebru Timtik died, of hunger and injustice. Her heart stopped simply because it had nothing left to pump into a body emaciated by starvation.* She died defending her right to a fair trial, after being sentenced to 13 years, along with 18 other lawyers like her, detained on terrorism charges, simply for having defended others accused of the same crime. She died like Ibrahim, Helin, and Mustafa of Grup Yorum, who died after 300 days of fasting to fight the same accusation. She died fighting with her own body, to the very end, a battle that in Erdogan's Turkey can no longer be fought with a word, a vote, or a street demonstration. She died as heroes do, sacrificing her life for the rights of all. There is only one way to celebrate the memory of this great woman: not to remain silent. To make her voice heard as far as possible, where she can no longer reach. There are ideas so strong that they can survive even death. Goodbye Ebru. Long live Ebru. Let's spread the word.
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