• MILANO E LA POLITICA DELL’ABITARE
    I numeri non mentono. La politica sì.

    Inutile girarci intorno: la politica dell’abitare è la vera emergenza strutturale di Milano, trasversale a tutte le fasce di reddito.
    E puntualmente, quando si avvicinano le elezioni, gli stessi responsabili del disastro riscoprono improvvisamente la “sensibilità sociale”.

    È un copione già visto.
    Un po’ come la passerella di ieri sera a San Siro: chi per anni ha definito lo stadio “obsoleto” oggi lo celebra come simbolo identitario, senza alcuna autocritica. Coerenza zero, propaganda massima.

    Ma torniamo ai fatti, perché i numeri sull’edilizia pubblica sono impietosi:

    Quota di edilizia pubblica/sociale nelle nuove lottizzazioni:

    Anni ’60–’70: 30–60% (in molti casi fino al 100%)
    Anni ’80–’90: 15–30%
    Giunta Albertini: 10–20%
    Giunta Moratti: 0–5%
    Giunta Pisapia: 8–12%
    Giunta Sala: 5–10%

    Prima: fino al 100% di edilizia pubblica nelle trasformazioni urbane
    Oggi: meno del 10%

    Nel frattempo, i prezzi delle case e degli affitti sono esplosi.

    La conclusione è fin troppo evidente:
    governi diversi, stesso risultato sull’abitare.
    A Milano destra e sinistra non hanno cambiato rotta, né sul diritto alla casa né sulla gestione (o svendita) del patrimonio pubblico.
    Questa è la verità che nessuno vuole dire.

    Adesso basta
    Milano può cambiare, ma solo se ha il coraggio di liberarsi da schemi fallimentari che arricchiscono pochi ed escludono molti.
    Un’alternativa esiste ed è chiara:
    - riportare la casa sociale a gestione pubblica al centro delle politiche urbane
    - ispirarsi a modelli europei vincenti, come Vienna, dove l’housing pubblico è una leva strategica e non un fastidio da ridurre.

    Proposte concrete:
    - creazione di un’Agenzia interamente pubblica per la gestione del patrimonio ERP / ERS
    - istituzione di un Consiglio cittadino per la casa, composto da:
    comitati di quartiere
    sindacati,
    associazioni degli inquilini
    esperti di urbanistica e politiche abitative

    Trasparenza reale, non slogan:
    pubblicazione mensile sul portale del Comune di Milano:
    - stato di avanzamento di tutti i cantieri
    elenco degli alloggi assegnati
    dati aggiornati sul patrimonio abitativo pubblico

    È davvero troppo pretendere trasparenza e diritto alla casa?
    È un’eresia chiedere che uno dei bisogni primari venga trattato come una priorità pubblica?
    No.
    È semplicemente aprire gli occhi sulla realtà.

    Per riportare l’edilizia pubblica al centro
    Per una città accessibile a chi la vive davvero
    Milano deve tornare ai cittadini.

    #Milano #PoliticaDellAbitare #DirittoAllaCasa #EdiliziaPubblica #CasaAMilano #Affitti #Urbanistica #ERP #ERS #PoliticaUrbana #MilanoLibera #MassimilianoLisa #sindaco
    🏙️ MILANO E LA POLITICA DELL’ABITARE 📉 I numeri non mentono. La politica sì. Inutile girarci intorno: la politica dell’abitare è la vera emergenza strutturale di Milano, trasversale a tutte le fasce di reddito. E puntualmente, quando si avvicinano le elezioni, gli stessi responsabili del disastro riscoprono improvvisamente la “sensibilità sociale”. È un copione già visto. Un po’ come la passerella di ieri sera a San Siro: chi per anni ha definito lo stadio “obsoleto” oggi lo celebra come simbolo identitario, senza alcuna autocritica. Coerenza zero, propaganda massima. Ma torniamo ai fatti, perché i numeri sull’edilizia pubblica sono impietosi: 📊 Quota di edilizia pubblica/sociale nelle nuove lottizzazioni: Anni ’60–’70: 30–60% (in molti casi fino al 100%) Anni ’80–’90: 15–30% Giunta Albertini: 10–20% Giunta Moratti: 0–5% Giunta Pisapia: 8–12% Giunta Sala: 5–10% ➡️ Prima: fino al 100% di edilizia pubblica nelle trasformazioni urbane ➡️ Oggi: meno del 10% 💸 Nel frattempo, i prezzi delle case e degli affitti sono esplosi. La conclusione è fin troppo evidente: ⚖️ governi diversi, stesso risultato sull’abitare. A Milano destra e sinistra non hanno cambiato rotta, né sul diritto alla casa né sulla gestione (o svendita) del patrimonio pubblico. Questa è la verità che nessuno vuole dire. 🚫 Adesso basta Milano può cambiare, ma solo se ha il coraggio di liberarsi da schemi fallimentari che arricchiscono pochi ed escludono molti. Un’alternativa esiste ed è chiara: - riportare la casa sociale a gestione pubblica al centro delle politiche urbane - ispirarsi a modelli europei vincenti, come Vienna, dove l’housing pubblico è una leva strategica e non un fastidio da ridurre. 🔑 Proposte concrete: - creazione di un’Agenzia interamente pubblica per la gestione del patrimonio ERP / ERS - istituzione di un Consiglio cittadino per la casa, composto da: comitati di quartiere sindacati, associazioni degli inquilini esperti di urbanistica e politiche abitative 📊 Trasparenza reale, non slogan: pubblicazione mensile sul portale del Comune di Milano: - stato di avanzamento di tutti i cantieri elenco degli alloggi assegnati dati aggiornati sul patrimonio abitativo pubblico È davvero troppo pretendere trasparenza e diritto alla casa? È un’eresia chiedere che uno dei bisogni primari venga trattato come una priorità pubblica? No. È semplicemente aprire gli occhi sulla realtà. 🏙️ Per riportare l’edilizia pubblica al centro 🔑 Per una città accessibile a chi la vive davvero Milano deve tornare ai cittadini. #Milano #PoliticaDellAbitare #DirittoAllaCasa #EdiliziaPubblica #CasaAMilano #Affitti #Urbanistica #ERP #ERS #PoliticaUrbana #MilanoLibera #MassimilianoLisa #sindaco
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  • QUESTA PURTROPPO È L'AMARA VERITÀ!
    Caro affitti e docenti fuori sede, la storia di Stefania: “Precaria, vivo in 40 metri quadri, pago 700 euro al mese e sopravvivo. Per noi del Sud non è scelta, è costrizione. Mi sono data due anni, poi cambio lavoro”. INTERVISTA

    https://www.orizzontescuola.it/caro-affitti-e-docenti-fuori-sede-la-storia-di-stefania-vivo-in-40-metri-quadri-pago-700-euro-al-mese-e-sopravvivo-per-noi-del-sud-non-e-scelta-e-costrizione-mi-sono-data-due-anni-poi-cambio/
    QUESTA PURTROPPO È L'AMARA VERITÀ! Caro affitti e docenti fuori sede, la storia di Stefania: “Precaria, vivo in 40 metri quadri, pago 700 euro al mese e sopravvivo. Per noi del Sud non è scelta, è costrizione. Mi sono data due anni, poi cambio lavoro”. INTERVISTA https://www.orizzontescuola.it/caro-affitti-e-docenti-fuori-sede-la-storia-di-stefania-vivo-in-40-metri-quadri-pago-700-euro-al-mese-e-sopravvivo-per-noi-del-sud-non-e-scelta-e-costrizione-mi-sono-data-due-anni-poi-cambio/
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  • QUESTO È L'EFFETTO SALA!!!
    Milano, i negozi chiudono e gli abitanti si spostano: esiste una ricetta contro la «londrizzazione» dei prezzi? La palla passa (davvero) alla politica
    Prezzi calmierati, sostegno del piccolo commercio: si possono cominciare a governare le città, invece di lasciarle in balia dei capricci arbitrari e speculativi di un libero mercato incontrollato, destinato a divorare se stesso.

    Prezzi calmierati, sostegno del piccolo commercio: si possono cominciare a governare le città, invece di lasciarle in balia dei capricci arbitrari e speculativi di un libero mercato incontrollato, destinato a divorare se stesso

    La chiamano «decommercializzazione», sulla scia della deindustrializzazione. In pratica, le saracinesche si abbassano, le botteghe spariscono, i centri storici si spopolano. Le cause sono note. I salari reali degli italiani sono calati del 7,5 per cento dal 2021. Son finiti i soldi. E quei pochi che ci sono, si spendono nei grandi centri commerciali, o meglio, nei discount. O ancora sulle grandi piattaforme online, voraci idrovore del commercio. I grandi fondi di investimenti acquistano interi palazzi e danno le carte: se non stai ai loro prezzi folli, te ne puoi andare. E al tuo posto, avanza una teoria infinita di b&b. Milano, come sempre, è all’avanguardia: nella sperequazione tra ricchi e poveri, nella «londrizzazione» dei prezzi, nel diradarsi dei negozi strozzati dagli affitti e nella fuga degli abitanti, in cerca di aria migliore e più economica.

    In 50 anni le quotazioni delle case sono salite di 35 volte. Così anche il numero dei super ricchi: ci sono in città 115 mila milionari e 17 miliardari. E gli altri? Sopravvivono. Vanno a vivere in montagna o sul lago oppure si danno al pendolarismo lavorativo, con l’aiuto di quel che rimane dello smart working. Manfredi Catella, re dei grattacieli, suggeriva di andare a vivere a Genova: con l’alta velocità ce la si farà in soli 40 minuti, anche se poi bisogna pagarli i treni.
    Ma si può far qualcosa contro questo scenario apocalittico? In effetti sì, ci sarebbe qualcuno deputato a intervenire: la politica.

    Che però non sembra avere questa priorità. Eppure non si può credere che si accetti la deriva attuale. Perché poi questi poveri turisti, cosa ci verranno a fare in città svuotate e deserte? Andranno al discount a comprare le buste d’insalata? Le città vivono anche e soprattutto della presenza capillare di un commercio a misura d’uomo, per strade che sanno alternare pasticcerie e boutique di moda, wine bar e botteghe artigianali. Non è passatismo, non è il solito refrain «piccolo è bello», è la ricerca di quell’equilibrio, di quell’armonia che rende ricche e vivibili le nostre città.

    A Milano la speculazione rischia di trasformarsi in una bolla e in un boomerang per gli stessi affaristi. E allora i governi dovrebbero intervenire con sgravi fiscali e i sindaci potrebbero inaugurare una politica di agevolazione per gli esercizi commerciali, abbattendo la ragnatela di lacci e lacciuoli imposti da una politica indifferente e da una burocrazia ottusa. Le regole che servono, poche e chiare, dovranno presiedere al controllo del territorio. Per bloccare la gentrificazione selvaggia di alcune zone (via Melzo ha più locali che abitanti) e per favorire una ripartizione più equa di negozi e attività (senza dimenticare le periferie, naturalmente, che soffrono per altri motivi). Si può fare molto: introdurre meccanismi per calmierare gli affitti, sostenere il piccolo commercio, valorizzare i centri storici, tutelare alcune attività. Insomma, si possono cominciare a governare le città, invece di lasciarle in balia dei capricci arbitrari e speculativi di un libero mercato incontrollato, destinato a divorare se stesso.

    https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/25_luglio_12/milano-i-negozi-chiudono-e-gli-abitanti-si-spostano-esiste-una-ricetta-contro-la-londrizzazione-dei-prezzi-la-palla-passa-47ca34ed-7d4f-45a1-82e1-d9bbc2311xlk_amp.shtml
    QUESTO È L'EFFETTO SALA!!! Milano, i negozi chiudono e gli abitanti si spostano: esiste una ricetta contro la «londrizzazione» dei prezzi? La palla passa (davvero) alla politica Prezzi calmierati, sostegno del piccolo commercio: si possono cominciare a governare le città, invece di lasciarle in balia dei capricci arbitrari e speculativi di un libero mercato incontrollato, destinato a divorare se stesso. Prezzi calmierati, sostegno del piccolo commercio: si possono cominciare a governare le città, invece di lasciarle in balia dei capricci arbitrari e speculativi di un libero mercato incontrollato, destinato a divorare se stesso La chiamano «decommercializzazione», sulla scia della deindustrializzazione. In pratica, le saracinesche si abbassano, le botteghe spariscono, i centri storici si spopolano. Le cause sono note. I salari reali degli italiani sono calati del 7,5 per cento dal 2021. Son finiti i soldi. E quei pochi che ci sono, si spendono nei grandi centri commerciali, o meglio, nei discount. O ancora sulle grandi piattaforme online, voraci idrovore del commercio. I grandi fondi di investimenti acquistano interi palazzi e danno le carte: se non stai ai loro prezzi folli, te ne puoi andare. E al tuo posto, avanza una teoria infinita di b&b. Milano, come sempre, è all’avanguardia: nella sperequazione tra ricchi e poveri, nella «londrizzazione» dei prezzi, nel diradarsi dei negozi strozzati dagli affitti e nella fuga degli abitanti, in cerca di aria migliore e più economica. In 50 anni le quotazioni delle case sono salite di 35 volte. Così anche il numero dei super ricchi: ci sono in città 115 mila milionari e 17 miliardari. E gli altri? Sopravvivono. Vanno a vivere in montagna o sul lago oppure si danno al pendolarismo lavorativo, con l’aiuto di quel che rimane dello smart working. Manfredi Catella, re dei grattacieli, suggeriva di andare a vivere a Genova: con l’alta velocità ce la si farà in soli 40 minuti, anche se poi bisogna pagarli i treni. Ma si può far qualcosa contro questo scenario apocalittico? In effetti sì, ci sarebbe qualcuno deputato a intervenire: la politica. Che però non sembra avere questa priorità. Eppure non si può credere che si accetti la deriva attuale. Perché poi questi poveri turisti, cosa ci verranno a fare in città svuotate e deserte? Andranno al discount a comprare le buste d’insalata? Le città vivono anche e soprattutto della presenza capillare di un commercio a misura d’uomo, per strade che sanno alternare pasticcerie e boutique di moda, wine bar e botteghe artigianali. Non è passatismo, non è il solito refrain «piccolo è bello», è la ricerca di quell’equilibrio, di quell’armonia che rende ricche e vivibili le nostre città. A Milano la speculazione rischia di trasformarsi in una bolla e in un boomerang per gli stessi affaristi. E allora i governi dovrebbero intervenire con sgravi fiscali e i sindaci potrebbero inaugurare una politica di agevolazione per gli esercizi commerciali, abbattendo la ragnatela di lacci e lacciuoli imposti da una politica indifferente e da una burocrazia ottusa. Le regole che servono, poche e chiare, dovranno presiedere al controllo del territorio. Per bloccare la gentrificazione selvaggia di alcune zone (via Melzo ha più locali che abitanti) e per favorire una ripartizione più equa di negozi e attività (senza dimenticare le periferie, naturalmente, che soffrono per altri motivi). Si può fare molto: introdurre meccanismi per calmierare gli affitti, sostenere il piccolo commercio, valorizzare i centri storici, tutelare alcune attività. Insomma, si possono cominciare a governare le città, invece di lasciarle in balia dei capricci arbitrari e speculativi di un libero mercato incontrollato, destinato a divorare se stesso. https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/25_luglio_12/milano-i-negozi-chiudono-e-gli-abitanti-si-spostano-esiste-una-ricetta-contro-la-londrizzazione-dei-prezzi-la-palla-passa-47ca34ed-7d4f-45a1-82e1-d9bbc2311xlk_amp.shtml
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  • CITTÀ PUBBLICA E CASE PER TUTTI!

    Abbiamo una sfida collettiva qui a Milano che non può più essere rimandata. È la stessa che investe tutte le principali città italiane: ripensare radicalmente le politiche dell’abitare.

    Non si tratta semplicemente di spazi vuoti o di affitti troppo alti: parliamo del diritto a una vita dignitosa per tutti, giovani e anziani, precari e studenti, famiglie e persone sole.

    Il 3 luglio scendiamo in piazza per dire basta a caro affitti, sfratti, sgomberi e speculazione immobiliare.
    Piazzale Lodi (MM3) | Ore 18:30

    Una manifestazione cittadina con sindacati inquilini, studenti, comitati, spazi sociali, reti territoriali, associazioni civiche e forze politiche: uniti e unite per il diritto alla casa e alla città.

    Questa è anche un’occasione per fare squadra , perché solo insieme possiamo costruire una Milano che metta al centro le persone, e non i profitti.

    PARTECIPA. CONDIVIDI. ORGANIZZATI.

    #3luglioMilano #DirittoAllaCasa #CittàPubblica #CaroAffitti #StopSfratti #SpeculazioneZero #CasePerTutti #TettoAgliAffitti #StudentatiPubblici #QuartieriAccessibili #RecuperoCasePopolari #WelfareMetropolitano #AltaTensioneAbitativa #DirittiSociali #milanosolidale
    CITTÀ PUBBLICA E CASE PER TUTTI! Abbiamo una sfida collettiva qui a Milano che non può più essere rimandata. È la stessa che investe tutte le principali città italiane: ripensare radicalmente le politiche dell’abitare. Non si tratta semplicemente di spazi vuoti o di affitti troppo alti: parliamo del diritto a una vita dignitosa per tutti, giovani e anziani, precari e studenti, famiglie e persone sole. Il 3 luglio scendiamo in piazza per dire basta a caro affitti, sfratti, sgomberi e speculazione immobiliare. Piazzale Lodi (MM3) | Ore 18:30 Una manifestazione cittadina con sindacati inquilini, studenti, comitati, spazi sociali, reti territoriali, associazioni civiche e forze politiche: uniti e unite per il diritto alla casa e alla città. Questa è anche un’occasione per fare squadra , perché solo insieme possiamo costruire una Milano che metta al centro le persone, e non i profitti. PARTECIPA. CONDIVIDI. ORGANIZZATI. #3luglioMilano #DirittoAllaCasa #CittàPubblica #CaroAffitti #StopSfratti #SpeculazioneZero #CasePerTutti #TettoAgliAffitti #StudentatiPubblici #QuartieriAccessibili #RecuperoCasePopolari #WelfareMetropolitano #AltaTensioneAbitativa #DirittiSociali #milanosolidale
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  • Milano e il suo esercito di lavoratori poveri: il paradosso di una città che respinge chi la manda avanti
    Paghe da fame e costi alle stelle. L’affitto assorbe oltre la metà dello stipendio, si allarga la forbice fra operai e dirigenti. Gli appelli dei sindacati: “Servono strumenti nuovi, partiamo dal problema della casa”

    https://www.ilgiorno.it/milano/economia/lavoratori-poveri-affitti-stipendi-tiddsctc
    Milano e il suo esercito di lavoratori poveri: il paradosso di una città che respinge chi la manda avanti Paghe da fame e costi alle stelle. L’affitto assorbe oltre la metà dello stipendio, si allarga la forbice fra operai e dirigenti. Gli appelli dei sindacati: “Servono strumenti nuovi, partiamo dal problema della casa” https://www.ilgiorno.it/milano/economia/lavoratori-poveri-affitti-stipendi-tiddsctc
    WWW.ILGIORNO.IT
    Milano e il suo esercito di lavoratori poveri: il paradosso di una città che respinge chi la manda avanti
    Paghe da fame e costi alle stelle. L’affitto assorbe oltre la metà dello stipendio, si allarga la forbice fra operai e dirigenti. Gli appelli dei sindacati: “Servono strumenti nuovi, partiamo dal problema della casa”
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  • Milano implode. Vivere con stipendi bassi e affitti alti (di M. Sacconi)
    La rottura degli equilibri sociali ed economici può determinare il declino, drammatico, dell’unica metropoli europea d’Italia...
    https://www.huffingtonpost.it/blog/2024/12/24/news/milano_implode_vivere_con_stipendi_bassi_e_affitti_alti-18061010/
    Milano implode. Vivere con stipendi bassi e affitti alti (di M. Sacconi) La rottura degli equilibri sociali ed economici può determinare il declino, drammatico, dell’unica metropoli europea d’Italia... https://www.huffingtonpost.it/blog/2024/12/24/news/milano_implode_vivere_con_stipendi_bassi_e_affitti_alti-18061010/
    WWW.HUFFINGTONPOST.IT
    Milano implode. Vivere con stipendi bassi e affitti alti (di M. Sacconi)
    La rottura degli equilibri sociali ed economici può determinare il declino, drammatico, dell’unica metropoli europea d’Italia
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  • PER MAGGIORI DETTAGLI SULLO SCANDALO IMMOBILIARE a MILANO.
    Scandalo casa, a Milano affitti impazziti - FarWest 11/06/2024

    Milano negli ultimi 10 anni è diventata la prima città europea per investimenti immobiliari. Vedremo come una crescita vorticosa ha reso la città sempre meno accessibile alle fasce medie della popolazione, spingendole verso la periferia. E ci concentreremo sulla casa, il sintomo più evidente di questo fenomeno, mostrando miniappartamenti improvvisati in cantine ed ex negozi, entrando in solai trasformati in stanze per studenti fortunati e ascoltando i lavoratori che vivono in appartamenti condivisi. C'è poi un'altra città, quella degli stranieri che godono della flat tax da 100mila euro all'anno: per loro ci sono appartamenti da 15 mila euro al mese arredati dagli architetti di grido, dove è possibile camminare sul tetto in vetro. Peccato che, come ci racconta il sindacato, a causa del costo della vita a Milano è sempre più difficile trovare personale per la pubblica amministrazione. Ma il sindaco Beppe Sala cosa ne pensa? Siamo andati a incontrarlo a un evento elettorale.

    https://youtu.be/4sTxVcwc5dI?feature=shared
    PER MAGGIORI DETTAGLI SULLO SCANDALO IMMOBILIARE a MILANO. Scandalo casa, a Milano affitti impazziti - FarWest 11/06/2024 Milano negli ultimi 10 anni è diventata la prima città europea per investimenti immobiliari. Vedremo come una crescita vorticosa ha reso la città sempre meno accessibile alle fasce medie della popolazione, spingendole verso la periferia. E ci concentreremo sulla casa, il sintomo più evidente di questo fenomeno, mostrando miniappartamenti improvvisati in cantine ed ex negozi, entrando in solai trasformati in stanze per studenti fortunati e ascoltando i lavoratori che vivono in appartamenti condivisi. C'è poi un'altra città, quella degli stranieri che godono della flat tax da 100mila euro all'anno: per loro ci sono appartamenti da 15 mila euro al mese arredati dagli architetti di grido, dove è possibile camminare sul tetto in vetro. Peccato che, come ci racconta il sindacato, a causa del costo della vita a Milano è sempre più difficile trovare personale per la pubblica amministrazione. Ma il sindaco Beppe Sala cosa ne pensa? Siamo andati a incontrarlo a un evento elettorale. https://youtu.be/4sTxVcwc5dI?feature=shared
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  • i miliardi per rifare facciate erano assurdi, (ma era un idea di Francescini), si potevano costruire case popolari in modo che dal Suditalia e non dalla Nigeria
    venisse gente dove c'è lavoro (con affitti di 600 euro è difficile), ma sono soldi che girano in Italia,
    invece i lockdown, i vaccini, le sanzioni alla Russia e gas russo, i 16 mld a Zelensky, gli 8 mld per Leopard i sussidi per solare ed eolico e le perdite ora per i trasporti che non passano + per Suez sono tutti soldi che spariscono e sono spariti

    fa differenza se lo stato spende e i soldi rimangono in conti bancari in Italia o finiscono in conti bancari all'estero,

    N.B.
    mantenere di peso 300 mila "migranti" (perchè vengono mantenuti per almeno un anno senza lavorare) sono soldi che rimangono in Italia, ma non vanno a italiani

    G.Zibordi
    biancaneve.substack.com
    i miliardi per rifare facciate erano assurdi, (ma era un idea di Francescini), si potevano costruire case popolari in modo che dal Suditalia e non dalla Nigeria venisse gente dove c'è lavoro (con affitti di 600 euro è difficile), ma sono soldi che girano in Italia, invece i lockdown, i vaccini, le sanzioni alla Russia e gas russo, i 16 mld a Zelensky, gli 8 mld per Leopard i sussidi per solare ed eolico e le perdite ora per i trasporti che non passano + per Suez sono tutti soldi che spariscono e sono spariti fa differenza se lo stato spende e i soldi rimangono in conti bancari in Italia o finiscono in conti bancari all'estero, N.B. mantenere di peso 300 mila "migranti" (perchè vengono mantenuti per almeno un anno senza lavorare) sono soldi che rimangono in Italia, ma non vanno a italiani G.Zibordi biancaneve.substack.com
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  • CARI AMICI, STO PENSANDO CHE L'ATTENZIONE , NELLA ITALIA DELLO SCONQUASSO, E' OGGI VOLTA ALLA PROTESTA DAVANTI AGLI ATENEI, DEGLI UNIVERSITARI, CONTRO IL CARO AFFITTI !!!! LA BERNINI, MINISTRO DELLA UNIVERSITA' E DELLA CULTURA SUGGERISCE DI DARE AGLI STUDENTI, LA POSSIBILITA' DI OCCUPARE GLI ALLOGGI VUOTI !!!! MA LA BERNINI SA CHE ACCANTO AL PROBLEMA DEGLI STUDENTI UNIVERSITARI IN ITALIA, C'E', ANCHE QUELLO DI MIGLIAIA DI FAMIGLIE, IN TUTTA ITALIA, CHE O SONO SENZA TETTO ,E ,QUINDI VIVONO NELLE AUTO- SE LE POSSIEDONO- O OCCUPANO ALLOGGI DI FORTUNA !!!! LA QUESTIONE DEL BLOCCO DELLA EDILIZIA POPOLARE E' GRAVISSIMA ED OGNI GOVERNO, HA MANTENUTO IL COMPORTAMENTO DELLO STRUZZO, CHE METTE LA TESTA SOTTO TERRA !!!! ANCHE QUESTA E' UNA SITUAZIONE DI ESTREMA VERGOGNA !!!! UN ABBRACCIO A TUTTI E BUONA GIORNATA.
    CARI AMICI, STO PENSANDO CHE L'ATTENZIONE , NELLA ITALIA DELLO SCONQUASSO, E' OGGI VOLTA ALLA PROTESTA DAVANTI AGLI ATENEI, DEGLI UNIVERSITARI, CONTRO IL CARO AFFITTI !!!! LA BERNINI, MINISTRO DELLA UNIVERSITA' E DELLA CULTURA SUGGERISCE DI DARE AGLI STUDENTI, LA POSSIBILITA' DI OCCUPARE GLI ALLOGGI VUOTI !!!! MA LA BERNINI SA CHE ACCANTO AL PROBLEMA DEGLI STUDENTI UNIVERSITARI IN ITALIA, C'E', ANCHE QUELLO DI MIGLIAIA DI FAMIGLIE, IN TUTTA ITALIA, CHE O SONO SENZA TETTO ,E ,QUINDI VIVONO NELLE AUTO- SE LE POSSIEDONO- O OCCUPANO ALLOGGI DI FORTUNA !!!! LA QUESTIONE DEL BLOCCO DELLA EDILIZIA POPOLARE E' GRAVISSIMA ED OGNI GOVERNO, HA MANTENUTO IL COMPORTAMENTO DELLO STRUZZO, CHE METTE LA TESTA SOTTO TERRA !!!! ANCHE QUESTA E' UNA SITUAZIONE DI ESTREMA VERGOGNA !!!! UN ABBRACCIO A TUTTI E BUONA GIORNATA.
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