• Non si registrano casi di autismo nella comunità Amish, che non si sottopone a vaccinazioni.

    Non si trovano bambini affetti da ADD (disturbo da deficit di attenzione), malattie autoimmuni, PANDAS, PANS o epilessia.

    Non vi sono tracce di cancro, diabete o asma.

    Il governo degli Stati Uniti studia gli Amish da decenni, ma non ha mai reso pubblici i risultati delle proprie ricerche.

    Il motivo è che il rapporto dimostrerebbe come il mancato rispetto delle linee guida sanitarie governative porti a una salute migliore; ciò demolirebbe la narrazione ufficiale e rivelerebbe come il CDC abbia arrecato danno agli americani, occultando per decenni dati contraddittori.

    Steve Kirsch ha testimoniato davanti al Senato della Pennsylvania, presentando i risultati della Vaccine Safety Research Foundation (VSRF).

    "Tutti questi vaccini stanno causando danni ai nostri figli. Non si tratta solo dei vaccini contro il COVID", ha affermato Steve Kirsch.

    "Se si confrontano i risultati relativi ai bambini le cui madri non si sono vaccinate — senza iniezione di vitamina K né altri vaccini — con quelli dei bambini che hanno seguito il calendario vaccinale del CDC, emerge una differenza enorme", ha sottolineato.

    Negli Stati Uniti, la prevalenza dell'autismo è passata da 1 caso su 10.000 a 1 su 31.

    "È una differenza di cui nessuno vuole parlare... I bambini completamente non vaccinati godono sempre di salute migliore".

    Dati relativi al gruppo di controllo, presentati dal Dott. Paul Thomas.

    Condizione -- Vaccinati / Non vaccinati:

    • Tutte le patologie croniche -- 60% / 5,71%
    • Artrite -- 16,67% / 0%
    • Malattie cardiache -- 48% / 0%
    • Diabete -- 10% / 0%
    • Asma -- 7,7% / 0%
    • Autismo -- 2,5% / 0%
    • ADHD -- 9,4% / 0,47%
    • Cancro -- 6,0% / 0%

    Le comunità Amish rappresentano il gruppo di controllo placebo ideale. Conducono una vita a contatto con la natura, all'aperto e sotto la luce del sole; consumano alimenti integrali composti da un unico ingrediente e privi di sostanze chimiche; rifiutano le ingerenze governative e mantengono un sistema immunitario robusto evitando vaccini dannosi.

    There Are No Cases Of Autism In The Unvaccinated Amish Community.

    You won't find Kids with ADD, Autoimmune Disease, PANDAS, PANS or Epilepsy.

    There is no Cancer, Diabetes or Asthma.

    The US government has studied the Amish for decades but has never released its findings to the public.

    The reason is that the report would show that NOT following government health guidelines leads to BETTER health — devastating the official narrative and exposing how the CDC has harmed Americans while burying contradictory data for decades.

    Steve Kirsch testified before the Pennsylvania Senate, with findings by the Vaccine Safety Research Foundation (VSRF).

    “All these vaccines are causing harm to our kids. It’s not just the COVID vaccines,” attested Steve Kirsch.

    “If you compare the results of kids whose moms didn’t get vaccinated, no Vitamin K shot & no vaccines, and if you compare the outcomes of those kids versus kids who got the CDC schedule, there is a dramatic difference,” he emphasized.

    The prevalence of Autism in the United States has increase from 1 in 10,000 to 1 in 31.

    “It is a difference that nobody wants to talk about ... The fully unvaccinated kids are always healthier.”

    The Control Group Data, as presented by Dr. Paul Thomas.

    Condition -- Vaccinated / Unvaccinated:

    • All Chronic Conditions -- 60% / 5.71%
    • Arthritis -- 16.67% / 0%
    • Heart Disease -- 48% / 0%
    • Diabetes -- 10% / 0%
    • Asthma -- 7.7% / 0%
    • Autism -- 2.5% / 0%
    • ADHD -- 9.4% / 0.47%
    • Cancer -- 6.0% / 0%

    The Amish communities are the perfect placebo control group. They live their lives close to nature, outdoors & in the sun, they eat whole single ingredient foods without chemicals, they reject government overreach & have robust immune systems by avoiding harmful vaccines.

    Source: https://x.com/ValerieAnne1970/status/2069782596439933147?s=20
    Non si registrano casi di autismo nella comunità Amish, che non si sottopone a vaccinazioni. Non si trovano bambini affetti da ADD (disturbo da deficit di attenzione), malattie autoimmuni, PANDAS, PANS o epilessia. Non vi sono tracce di cancro, diabete o asma. Il governo degli Stati Uniti studia gli Amish da decenni, ma non ha mai reso pubblici i risultati delle proprie ricerche. Il motivo è che il rapporto dimostrerebbe come il mancato rispetto delle linee guida sanitarie governative porti a una salute migliore; ciò demolirebbe la narrazione ufficiale e rivelerebbe come il CDC abbia arrecato danno agli americani, occultando per decenni dati contraddittori. Steve Kirsch ha testimoniato davanti al Senato della Pennsylvania, presentando i risultati della Vaccine Safety Research Foundation (VSRF). "Tutti questi vaccini stanno causando danni ai nostri figli. Non si tratta solo dei vaccini contro il COVID", ha affermato Steve Kirsch. "Se si confrontano i risultati relativi ai bambini le cui madri non si sono vaccinate — senza iniezione di vitamina K né altri vaccini — con quelli dei bambini che hanno seguito il calendario vaccinale del CDC, emerge una differenza enorme", ha sottolineato. Negli Stati Uniti, la prevalenza dell'autismo è passata da 1 caso su 10.000 a 1 su 31. "È una differenza di cui nessuno vuole parlare... I bambini completamente non vaccinati godono sempre di salute migliore". Dati relativi al gruppo di controllo, presentati dal Dott. Paul Thomas. Condizione -- Vaccinati / Non vaccinati: • Tutte le patologie croniche -- 60% / 5,71% • Artrite -- 16,67% / 0% • Malattie cardiache -- 48% / 0% • Diabete -- 10% / 0% • Asma -- 7,7% / 0% • Autismo -- 2,5% / 0% • ADHD -- 9,4% / 0,47% • Cancro -- 6,0% / 0% Le comunità Amish rappresentano il gruppo di controllo placebo ideale. Conducono una vita a contatto con la natura, all'aperto e sotto la luce del sole; consumano alimenti integrali composti da un unico ingrediente e privi di sostanze chimiche; rifiutano le ingerenze governative e mantengono un sistema immunitario robusto evitando vaccini dannosi. There Are No Cases Of Autism In The Unvaccinated Amish Community. You won't find Kids with ADD, Autoimmune Disease, PANDAS, PANS or Epilepsy. There is no Cancer, Diabetes or Asthma. The US government has studied the Amish for decades but has never released its findings to the public. The reason is that the report would show that NOT following government health guidelines leads to BETTER health — devastating the official narrative and exposing how the CDC has harmed Americans while burying contradictory data for decades. Steve Kirsch testified before the Pennsylvania Senate, with findings by the Vaccine Safety Research Foundation (VSRF). “All these vaccines are causing harm to our kids. It’s not just the COVID vaccines,” attested Steve Kirsch. “If you compare the results of kids whose moms didn’t get vaccinated, no Vitamin K shot & no vaccines, and if you compare the outcomes of those kids versus kids who got the CDC schedule, there is a dramatic difference,” he emphasized. The prevalence of Autism in the United States has increase from 1 in 10,000 to 1 in 31. “It is a difference that nobody wants to talk about ... The fully unvaccinated kids are always healthier.” The Control Group Data, as presented by Dr. Paul Thomas. Condition -- Vaccinated / Unvaccinated: • All Chronic Conditions -- 60% / 5.71% • Arthritis -- 16.67% / 0% • Heart Disease -- 48% / 0% • Diabetes -- 10% / 0% • Asthma -- 7.7% / 0% • Autism -- 2.5% / 0% • ADHD -- 9.4% / 0.47% • Cancer -- 6.0% / 0% The Amish communities are the perfect placebo control group. They live their lives close to nature, outdoors & in the sun, they eat whole single ingredient foods without chemicals, they reject government overreach & have robust immune systems by avoiding harmful vaccines. Source: https://x.com/ValerieAnne1970/status/2069782596439933147?s=20
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  • NEL SUO ULTIMO GIORNO IN CARICA, LA DIRETTRICE USCIENTE DELL’INTELLIGENCE NAZIONALE TULSI GABBARD LANCIA UNA NOTIZIA BOMBA
    Il dibattito sulle origini del COVID-19 è tornato alla ribalta dopo che la direttrice uscente dell’Intelligence Nazionale degli Stati Uniti, Tulsi Gabbard, ha reso pubblica una serie di documenti declassificati nel suo ultimo giorno in carica. La Gabbard sostiene che i documenti rivelino contatti finora sconosciuti tra il dottor Anthony Fauci e funzionari dei servizi segreti e afferma che la testimonianza resa da Fauci al Congresso sia in contrasto con tali documenti. La pubblicazione fa inoltre riemergere interrogativi sulla ricerca sul coronavirus finanziata dagli Stati Uniti e collegata a Wuhan e include le accuse di un informatore relative a discussioni interne sulla teoria della fuga dal laboratorio.
    Le sue accuse sono molto pesanti:
    Fauci ha finanziato con denaro dei contribuenti statunitensi ricerche di Gain-of-Function sui coronavirus dei pipistrelli a Wuhan.
    Questa ricerca è oggi considerata da molti come la probabile origine dell’incidente di laboratorio che avrebbe innescato la pandemia.
    Fauci avrebbe influenzato e manipolato le valutazioni dell’intelligence per screditare l’ipotesi della fuga dal laboratorio.
    Nel 2024, sotto giuramento davanti al Congresso, ha negato di aver parlato con le agenzie di intelligence riguardo alla ricerca sul virus.
    I documenti ora pubblicati contraddirebbero direttamente questa dichiarazione.
    Alcuni informatori (whistleblower) riferiscono di intimidazioni, distruzione della carriera professionale e misure ritorsive nei confronti degli analisti che mettevano in dubbio la narrazione ufficiale.
    Secondo Gabbard, esperti cruciali sarebbero stati sistematicamente esclusi, mentre la posizione di Fauci sarebbe stata favorita.
    Alla fine, rivolge un’accusa che arriva fino ai più alti centri di potere di Washington:
    «Leader politicizzati e mossi da interessi personali come il dottor Fauci hanno occultato le proprie scorrettezze, manipolato le informazioni, mentito al Congresso e limitato l’accesso di un presidente regolarmente eletto a informazioni critiche.»
    Un’ex responsabile dell’intelligence statunitense sta quindi accusando pubblicamente l’uomo che per anni è stato il volto della politica pandemica americana.
    Se le sue affermazioni dovessero trovare conferma, non si tratterebbe solo di un ulteriore scandalo. Sarebbe la conferma di ciò che i critici sospettano da anni: che l’opinione pubblica sia stata deliberatamente fuorviata durante una delle più grandi crisi globali della storia recente. FONTI QUI E QUI
    PER RILASCIO IMMEDIATO
    COMUNICATO STAMPA ODNI News Release n. 11-26 18 giugno 2026
    Fauci ha finanziato la ricerca del laboratorio di Wuhan che ha scatenato il COVID
    Nuove prove: Fauci ha manipolato l’intelligence e mentito al Congresso
    WASHINGTON D.C. — Prima della pandemia di COVID-19, Anthony Fauci, in qualità di capo del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), ha fornito milioni di dollari di contribuenti statunitensi per finanziare pericolose ricerche “gain-of-function” (acquisizione di funzione) sui coronavirus dei pipistrelli presso il Wuhan Institute of Virology (WIV): un lavoro che oggi è ampiamente considerato la fonte della fuga accidentale dal laboratorio che ha scatenato la pandemia.
    Oggi, il Direttore dell’Intelligence Nazionale (DNI) Tulsi Gabbard pubblica comunicazioni e documenti mai visti prima, che espongono come Fauci abbia collaborato con i vertici politicizzati della Intelligence Community (IC) per sopprimere la verità sulle sue azioni, sulle origini del virus legate alla fuga dal laboratorio e sul suo ruolo nel dirigere i finanziamenti statunitensi verso questa pericolosa ricerca, che ha causato danni incalcolabili e innumerevoli perdite di vite umane. Questi documenti espongono il ruolo diretto di Fauci nell’influenzare e manipolare le valutazioni dell’IC sul COVID-19 e dimostrano come Fauci abbia mentito al Congresso nel 2024 quando, sotto giuramento, negò di essere a conoscenza o di aver partecipato a discussioni con funzionari dell’intelligence riguardo alla ricerca virale.
    È possibile visualizzare le comunicazioni e i documenti QUI.
    “La pandemia di COVID-19 ha causato enormi difficoltà e sofferenze a milioni di nostri concittadini americani e a innumerevoli persone in tutto il mondo. Dopo anni di bugie, censura e insabbiamenti, il popolo americano merita trasparenza, verità e responsabilità”, ha dichiarato il DNI Gabbard. “Le tattiche utilizzate per nascondere la verità provengono direttamente dal manuale dello ‘Stato profondo’ (deep state): leader politicizzati e opportunisti come il dottor Fauci hanno insabbiato i propri illeciti e abusi di potere, manipolato l’intelligence, mentito al Congresso e minato l’autorità di un Presidente regolarmente eletto, limitando il suo accesso ai fatti vitali necessari per mantenere il Paese al sicuro. È tempo che il popolo americano conosca la vera storia”.
    I materiali rilasciati oggi sono il risultato della revisione di declassificazione durata un anno condotta dal DNI Gabbard a sostegno del mandato di massima trasparenza del Presidente Trump. Durante questo processo, i funzionari dell’ODNI hanno raccolto testimonianze da numerosi informatori (whistleblowers) dell’IC, i quali hanno riferito di aver subito ritorsioni per aver contestato la manipolazione dell’intelligence da parte dell’IC sulle origini del virus. Ciò ha svelato un chiaro schema di soppressione del dissenso, messa a tacere dei critici e occultamento di prove che hanno minato l’integrità dell’IC e danneggiato il popolo americano.
    Gli stretti rapporti di Fauci con l’Intelligence Community gli hanno permesso di assumere tre ruoli chiave durante la pandemia, che lo hanno protetto dal controllo pubblico mentre esercitava un’influenza sproporzionata:
    • Fauci ha finanziato una rischiosa ricerca sui coronavirus legata alle grandi aziende farmaceutiche e al perseguimento di “vaccini universali” dal valore di trilioni di dollari.
    • Fauci è stato il consigliere dietro le quinte che, con i suoi esperti scelti personalmente, ha spinto l’IC a sostenere un’origine naturale/animale per nascondere la sua pericolosa ricerca.
    • Fauci è diventato il “pundit” (esperto televisivo) nazionale sulla pandemia e ha promosso pubblicamente bugie, disinformazione e censura.
    Il rapporto di Fauci con l’Intelligence Community ha guidato l’intelligence e la narrativa pubblica
    Durante tutta la pandemia, Fauci e i leader politicizzati all’interno dell’IC hanno creato un circuito di informazioni autoreferenziale. Fauci forniva scienziati finanziati dal NIAID, da lui scelti personalmente, per consigliare l’IC. Questo contributo ha plasmato le valutazioni ufficiali dell’intelligence, che sono state poi citate pubblicamente come consenso scientifico per confutare la teoria della fuga dal laboratorio.
    Secondo centinaia di email esaminate, l’IC ha quasi sempre incorporato i suoi suggerimenti. Fauci ha promosso un articolo fraudolento, la cui pubblicazione ha contribuito a sollecitare, come informazione legittima da sottoporre all’Intelligence Community. Gli analisti senior hanno elogiato Fauci non come un “responsabile politico”, ma come una guida imparziale verso i “veri esperti di coronavirus”, ignorando nel contempo gli esperti che potevano dissentire dalle narrazioni di Fauci.
    Fauci ha mentito al Congresso
    La corrispondenza rilasciata oggi contraddice direttamente la testimonianza di Fauci del 2024 dinanzi alla Sottocommissione ristretta della Camera sulla pandemia di coronavirus. In quell’udienza, sotto giuramento, a Fauci è stato chiesto ripetutamente se avesse parlato con “l’FBI, la CIA, la DIA o qualsiasi agenzia di intelligence statunitense riguardo alla ricerca virale” prima, durante o dopo la pandemia. Fauci ha ripetutamente evitato le domande, prima di dichiarare falsamente: “Non a mia conoscenza riguardo al COVID”.
    Ritorsioni contro chi cercava la verità
    Le testimonianze di numerosi informatori rivelano che gli analisti dell’intelligence che hanno messo in discussione le conclusioni di Fauci sulle origini del COVID hanno affrontato minacce di ritorsione, sono stati emarginati e hanno spesso subito battute d’arresto nella carriera. Questo ha messo a tacere il dissenso e ha favorito una cultura in cui la verità è stata sacrificata al conformismo e le prove credibili sono state sepolte.
    I seguenti sono esempi tratti dai resoconti degli informatori che il Direttore Gabbard ha inoltrato all’Ispettore Generale dell’Intelligence Community:
    • Un appaltatore è stato licenziato pochi giorni dopo essersi fatto avanti con l’ODNI come informatore.
    • I manager hanno ricordato agli analisti che sostenevano l’ipotesi della fuga dal laboratorio che la leadership avrebbe determinato quali analisti promuovere. Il messaggio era chiaro: il disaccordo con i risultati manipolati avrebbe distrutto le carriere.
    • I leader senior avrebbero creato ostacoli per gli informatori, rimuovendo l’anonimato dal processo di denuncia insistendo sulla presenza di manager o avvocati durante le riunioni con l’ODNI, creando un clima di intimidazione.
    Riferimenti all’interno del link:

    https://www.nogeoingegneria.com/news/nel-suo-ultimo-giorno-in-carica-la-direttrice-usciente-dellintelligence-nazionale-tulsi-gabbard-lancia-una-notizia-bomba/?fbclid=IwY2xjawSlwKZleHRuA2FlbQIxMABicmlkETBjOWNuS1c0R2MyT3h1djBLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHnLV6E3sVEaJ3Hgni4SSbpThxCOPtOyehoozDSbW3lYUVqlt5PJF7ktSLKjK_aem_MH-9uaBiMqMJLtBYSANdWw
    NEL SUO ULTIMO GIORNO IN CARICA, LA DIRETTRICE USCIENTE DELL’INTELLIGENCE NAZIONALE TULSI GABBARD LANCIA UNA NOTIZIA BOMBA Il dibattito sulle origini del COVID-19 è tornato alla ribalta dopo che la direttrice uscente dell’Intelligence Nazionale degli Stati Uniti, Tulsi Gabbard, ha reso pubblica una serie di documenti declassificati nel suo ultimo giorno in carica. La Gabbard sostiene che i documenti rivelino contatti finora sconosciuti tra il dottor Anthony Fauci e funzionari dei servizi segreti e afferma che la testimonianza resa da Fauci al Congresso sia in contrasto con tali documenti. La pubblicazione fa inoltre riemergere interrogativi sulla ricerca sul coronavirus finanziata dagli Stati Uniti e collegata a Wuhan e include le accuse di un informatore relative a discussioni interne sulla teoria della fuga dal laboratorio. Le sue accuse sono molto pesanti: Fauci ha finanziato con denaro dei contribuenti statunitensi ricerche di Gain-of-Function sui coronavirus dei pipistrelli a Wuhan. Questa ricerca è oggi considerata da molti come la probabile origine dell’incidente di laboratorio che avrebbe innescato la pandemia. Fauci avrebbe influenzato e manipolato le valutazioni dell’intelligence per screditare l’ipotesi della fuga dal laboratorio. Nel 2024, sotto giuramento davanti al Congresso, ha negato di aver parlato con le agenzie di intelligence riguardo alla ricerca sul virus. I documenti ora pubblicati contraddirebbero direttamente questa dichiarazione. Alcuni informatori (whistleblower) riferiscono di intimidazioni, distruzione della carriera professionale e misure ritorsive nei confronti degli analisti che mettevano in dubbio la narrazione ufficiale. Secondo Gabbard, esperti cruciali sarebbero stati sistematicamente esclusi, mentre la posizione di Fauci sarebbe stata favorita. Alla fine, rivolge un’accusa che arriva fino ai più alti centri di potere di Washington: «Leader politicizzati e mossi da interessi personali come il dottor Fauci hanno occultato le proprie scorrettezze, manipolato le informazioni, mentito al Congresso e limitato l’accesso di un presidente regolarmente eletto a informazioni critiche.» Un’ex responsabile dell’intelligence statunitense sta quindi accusando pubblicamente l’uomo che per anni è stato il volto della politica pandemica americana. Se le sue affermazioni dovessero trovare conferma, non si tratterebbe solo di un ulteriore scandalo. Sarebbe la conferma di ciò che i critici sospettano da anni: che l’opinione pubblica sia stata deliberatamente fuorviata durante una delle più grandi crisi globali della storia recente. FONTI QUI E QUI PER RILASCIO IMMEDIATO COMUNICATO STAMPA ODNI News Release n. 11-26 18 giugno 2026 Fauci ha finanziato la ricerca del laboratorio di Wuhan che ha scatenato il COVID Nuove prove: Fauci ha manipolato l’intelligence e mentito al Congresso WASHINGTON D.C. — Prima della pandemia di COVID-19, Anthony Fauci, in qualità di capo del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), ha fornito milioni di dollari di contribuenti statunitensi per finanziare pericolose ricerche “gain-of-function” (acquisizione di funzione) sui coronavirus dei pipistrelli presso il Wuhan Institute of Virology (WIV): un lavoro che oggi è ampiamente considerato la fonte della fuga accidentale dal laboratorio che ha scatenato la pandemia. Oggi, il Direttore dell’Intelligence Nazionale (DNI) Tulsi Gabbard pubblica comunicazioni e documenti mai visti prima, che espongono come Fauci abbia collaborato con i vertici politicizzati della Intelligence Community (IC) per sopprimere la verità sulle sue azioni, sulle origini del virus legate alla fuga dal laboratorio e sul suo ruolo nel dirigere i finanziamenti statunitensi verso questa pericolosa ricerca, che ha causato danni incalcolabili e innumerevoli perdite di vite umane. Questi documenti espongono il ruolo diretto di Fauci nell’influenzare e manipolare le valutazioni dell’IC sul COVID-19 e dimostrano come Fauci abbia mentito al Congresso nel 2024 quando, sotto giuramento, negò di essere a conoscenza o di aver partecipato a discussioni con funzionari dell’intelligence riguardo alla ricerca virale. È possibile visualizzare le comunicazioni e i documenti QUI. “La pandemia di COVID-19 ha causato enormi difficoltà e sofferenze a milioni di nostri concittadini americani e a innumerevoli persone in tutto il mondo. Dopo anni di bugie, censura e insabbiamenti, il popolo americano merita trasparenza, verità e responsabilità”, ha dichiarato il DNI Gabbard. “Le tattiche utilizzate per nascondere la verità provengono direttamente dal manuale dello ‘Stato profondo’ (deep state): leader politicizzati e opportunisti come il dottor Fauci hanno insabbiato i propri illeciti e abusi di potere, manipolato l’intelligence, mentito al Congresso e minato l’autorità di un Presidente regolarmente eletto, limitando il suo accesso ai fatti vitali necessari per mantenere il Paese al sicuro. È tempo che il popolo americano conosca la vera storia”. I materiali rilasciati oggi sono il risultato della revisione di declassificazione durata un anno condotta dal DNI Gabbard a sostegno del mandato di massima trasparenza del Presidente Trump. Durante questo processo, i funzionari dell’ODNI hanno raccolto testimonianze da numerosi informatori (whistleblowers) dell’IC, i quali hanno riferito di aver subito ritorsioni per aver contestato la manipolazione dell’intelligence da parte dell’IC sulle origini del virus. Ciò ha svelato un chiaro schema di soppressione del dissenso, messa a tacere dei critici e occultamento di prove che hanno minato l’integrità dell’IC e danneggiato il popolo americano. Gli stretti rapporti di Fauci con l’Intelligence Community gli hanno permesso di assumere tre ruoli chiave durante la pandemia, che lo hanno protetto dal controllo pubblico mentre esercitava un’influenza sproporzionata: • Fauci ha finanziato una rischiosa ricerca sui coronavirus legata alle grandi aziende farmaceutiche e al perseguimento di “vaccini universali” dal valore di trilioni di dollari. • Fauci è stato il consigliere dietro le quinte che, con i suoi esperti scelti personalmente, ha spinto l’IC a sostenere un’origine naturale/animale per nascondere la sua pericolosa ricerca. • Fauci è diventato il “pundit” (esperto televisivo) nazionale sulla pandemia e ha promosso pubblicamente bugie, disinformazione e censura. Il rapporto di Fauci con l’Intelligence Community ha guidato l’intelligence e la narrativa pubblica Durante tutta la pandemia, Fauci e i leader politicizzati all’interno dell’IC hanno creato un circuito di informazioni autoreferenziale. Fauci forniva scienziati finanziati dal NIAID, da lui scelti personalmente, per consigliare l’IC. Questo contributo ha plasmato le valutazioni ufficiali dell’intelligence, che sono state poi citate pubblicamente come consenso scientifico per confutare la teoria della fuga dal laboratorio. Secondo centinaia di email esaminate, l’IC ha quasi sempre incorporato i suoi suggerimenti. Fauci ha promosso un articolo fraudolento, la cui pubblicazione ha contribuito a sollecitare, come informazione legittima da sottoporre all’Intelligence Community. Gli analisti senior hanno elogiato Fauci non come un “responsabile politico”, ma come una guida imparziale verso i “veri esperti di coronavirus”, ignorando nel contempo gli esperti che potevano dissentire dalle narrazioni di Fauci. Fauci ha mentito al Congresso La corrispondenza rilasciata oggi contraddice direttamente la testimonianza di Fauci del 2024 dinanzi alla Sottocommissione ristretta della Camera sulla pandemia di coronavirus. In quell’udienza, sotto giuramento, a Fauci è stato chiesto ripetutamente se avesse parlato con “l’FBI, la CIA, la DIA o qualsiasi agenzia di intelligence statunitense riguardo alla ricerca virale” prima, durante o dopo la pandemia. Fauci ha ripetutamente evitato le domande, prima di dichiarare falsamente: “Non a mia conoscenza riguardo al COVID”. Ritorsioni contro chi cercava la verità Le testimonianze di numerosi informatori rivelano che gli analisti dell’intelligence che hanno messo in discussione le conclusioni di Fauci sulle origini del COVID hanno affrontato minacce di ritorsione, sono stati emarginati e hanno spesso subito battute d’arresto nella carriera. Questo ha messo a tacere il dissenso e ha favorito una cultura in cui la verità è stata sacrificata al conformismo e le prove credibili sono state sepolte. I seguenti sono esempi tratti dai resoconti degli informatori che il Direttore Gabbard ha inoltrato all’Ispettore Generale dell’Intelligence Community: • Un appaltatore è stato licenziato pochi giorni dopo essersi fatto avanti con l’ODNI come informatore. • I manager hanno ricordato agli analisti che sostenevano l’ipotesi della fuga dal laboratorio che la leadership avrebbe determinato quali analisti promuovere. Il messaggio era chiaro: il disaccordo con i risultati manipolati avrebbe distrutto le carriere. • I leader senior avrebbero creato ostacoli per gli informatori, rimuovendo l’anonimato dal processo di denuncia insistendo sulla presenza di manager o avvocati durante le riunioni con l’ODNI, creando un clima di intimidazione. Riferimenti all’interno del link: https://www.nogeoingegneria.com/news/nel-suo-ultimo-giorno-in-carica-la-direttrice-usciente-dellintelligence-nazionale-tulsi-gabbard-lancia-una-notizia-bomba/?fbclid=IwY2xjawSlwKZleHRuA2FlbQIxMABicmlkETBjOWNuS1c0R2MyT3h1djBLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHnLV6E3sVEaJ3Hgni4SSbpThxCOPtOyehoozDSbW3lYUVqlt5PJF7ktSLKjK_aem_MH-9uaBiMqMJLtBYSANdWw
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  • QUESTI VENDUTI CONTINUANO CON LA LORO NARRAZIONE e FANNO finta CHE TUTTI i MORTI e I DANNEGGIATI da VACCINI COVID-19 NON ESISTANO!
    NEGANO anche L'EVIDENZA!
    MASSIMA DIFFUSIONE!
    Gelo negli studi di Rai1, quando Kikò #Nalli denuncia reazioni avverse al vaccino Covid: “Mi sono scoppiate tre vertebre e due ernie, sono finito in sedia a rotelle.” Inutili i tentativi della #Balivo di minimizzare, ormai lo hanno capito anche i muri.

    Source: https://x.com/RRomani1973/status/2067333592783491457?s=20
    QUESTI VENDUTI CONTINUANO CON LA LORO NARRAZIONE e FANNO finta CHE TUTTI i MORTI e I DANNEGGIATI da VACCINI COVID-19 NON ESISTANO! NEGANO anche L'EVIDENZA! MASSIMA DIFFUSIONE! Gelo negli studi di Rai1, quando Kikò #Nalli denuncia reazioni avverse al vaccino Covid: “Mi sono scoppiate tre vertebre e due ernie, sono finito in sedia a rotelle.” Inutili i tentativi della #Balivo di minimizzare, ormai lo hanno capito anche i muri. Source: https://x.com/RRomani1973/status/2067333592783491457?s=20
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  • SPERIAMO CHE LA NARRAZIONE CAMBI! FINALMENTE UN GIUDICE con GLI ATTRIBUTI!
    "Illegittimo sospendere i non vaccinati"
    "L’obbligo vaccinale non poteva ledere i diritti dei lavoratori. La sentenza della Corte di Appello di Bologna, sezione Lavoro.

    Source: https://www.ilrestodelcarlino.it/cesena/cronaca/illegittimo-sospendere-i-non-vaccinati-1acdbc8f?fbclid=IwdGRjcASTs4ZjbGNrBJOzfGV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAABHhh9zkfBkJfcJ7cES1pl0O__Qn0tyYtkCz2iJHSbvu0meiS2H7a7fohOLN25_aem_lV02Rc_THlUlDaSlb0kXbw
    SPERIAMO CHE LA NARRAZIONE CAMBI! FINALMENTE UN GIUDICE con GLI ATTRIBUTI! "Illegittimo sospendere i non vaccinati" "L’obbligo vaccinale non poteva ledere i diritti dei lavoratori. La sentenza della Corte di Appello di Bologna, sezione Lavoro. Source: https://www.ilrestodelcarlino.it/cesena/cronaca/illegittimo-sospendere-i-non-vaccinati-1acdbc8f?fbclid=IwdGRjcASTs4ZjbGNrBJOzfGV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAABHhh9zkfBkJfcJ7cES1pl0O__Qn0tyYtkCz2iJHSbvu0meiS2H7a7fohOLN25_aem_lV02Rc_THlUlDaSlb0kXbw
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  • Continuo a pensare che l'arte e la cultura riescano spesso a raggiungere vette che la politica può soltanto osservare da lontano. A volte basta il tratto essenziale di una tavola disegnata, il dialogo tra bianco e nero, la delicatezza di un'illustrazione per raccontare il mondo con una profondità che sfugge ai discorsi più solenni.

    Per questo la notizia della scomparsa di Marjane Satrapi colpisce con una forza particolare. Non soltanto perché se ne va un'artista di straordinario talento, ma perché viene a mancare una delle voci più lucide e originali nel raccontare l'anima complessa dell'Iran contemporaneo.
    Satrapi ha saputo trasformare il fumetto, il cinema e la narrazione autobiografica in strumenti di conoscenza. Attraverso il suo sguardo abbiamo attraversato rivoluzioni, contraddizioni, restrizioni e speranze; abbiamo conosciuto un Paese spesso ridotto a slogan e semplificazioni, riscoprendone invece la ricchezza culturale, la vitalità intellettuale e la profonda umanità.

    Rimane immortale Persepolis, il capolavoro che ha segnato la storia della graphic novel contemporanea. Un'opera che parte dall'esperienza personale per diventare racconto universale. La crescita di una ragazza si trasforma nell'analisi di una società in trasformazione; la memoria individuale diventa una riflessione sul rapporto tra libertà e potere, tra identità e appartenenza, tra oppressione e desiderio di emancipazione.

    La grandezza di Satrapi risiedeva proprio in questo: raccontare temi enormi senza perdere la leggerezza dello sguardo. Non attraverso proclami, ma attraverso storie. Non con la rabbia come unico linguaggio, ma con l'intelligenza, l'ironia e la capacità di osservare l'essere umano nelle sue fragilità e nei suoi slanci.
    In un tempo in cui il dibattito pubblico sembra spesso incapace di ascoltare e comprendere la complessità, Marjane Satrapi ci lascia una lezione preziosa. Ci insegna che si può resistere senza rinunciare alla sensibilità, che si può denunciare senza smettere di amare, che perfino nei contesti più difficili resta possibile coltivare il sogno, la cultura e la libertà.
    Le sue tavole in bianco e nero continueranno a parlare a generazioni diverse, attraversando confini geografici e culturali.

    Perché le grandi opere , come si sa, non appartengono soltanto al tempo in cui vengono create: diventano patrimonio collettivo.
    E forse è proprio questa la forma più autentica dell'immortalità artistica.
    Adieu, Marjane...

    #MarjaneSatrapi #persepolis
    Continuo a pensare che l'arte e la cultura riescano spesso a raggiungere vette che la politica può soltanto osservare da lontano. A volte basta il tratto essenziale di una tavola disegnata, il dialogo tra bianco e nero, la delicatezza di un'illustrazione per raccontare il mondo con una profondità che sfugge ai discorsi più solenni. Per questo la notizia della scomparsa di Marjane Satrapi colpisce con una forza particolare. Non soltanto perché se ne va un'artista di straordinario talento, ma perché viene a mancare una delle voci più lucide e originali nel raccontare l'anima complessa dell'Iran contemporaneo. Satrapi ha saputo trasformare il fumetto, il cinema e la narrazione autobiografica in strumenti di conoscenza. Attraverso il suo sguardo abbiamo attraversato rivoluzioni, contraddizioni, restrizioni e speranze; abbiamo conosciuto un Paese spesso ridotto a slogan e semplificazioni, riscoprendone invece la ricchezza culturale, la vitalità intellettuale e la profonda umanità. Rimane immortale Persepolis, il capolavoro che ha segnato la storia della graphic novel contemporanea. Un'opera che parte dall'esperienza personale per diventare racconto universale. La crescita di una ragazza si trasforma nell'analisi di una società in trasformazione; la memoria individuale diventa una riflessione sul rapporto tra libertà e potere, tra identità e appartenenza, tra oppressione e desiderio di emancipazione. La grandezza di Satrapi risiedeva proprio in questo: raccontare temi enormi senza perdere la leggerezza dello sguardo. Non attraverso proclami, ma attraverso storie. Non con la rabbia come unico linguaggio, ma con l'intelligenza, l'ironia e la capacità di osservare l'essere umano nelle sue fragilità e nei suoi slanci. In un tempo in cui il dibattito pubblico sembra spesso incapace di ascoltare e comprendere la complessità, Marjane Satrapi ci lascia una lezione preziosa. Ci insegna che si può resistere senza rinunciare alla sensibilità, che si può denunciare senza smettere di amare, che perfino nei contesti più difficili resta possibile coltivare il sogno, la cultura e la libertà. Le sue tavole in bianco e nero continueranno a parlare a generazioni diverse, attraversando confini geografici e culturali. Perché le grandi opere , come si sa, non appartengono soltanto al tempo in cui vengono create: diventano patrimonio collettivo. E forse è proprio questa la forma più autentica dell'immortalità artistica. Adieu, Marjane... #MarjaneSatrapi #persepolis
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  • Mosca e il “Giorno della Vittoria”: si riapre lo scontro sulla memoria

    Tra celebrazioni e nuove tensioni con l’Europa, il 9 maggio torna a mettere al centro il ruolo dell’Urss nella sconfitta del nazismo e la disputa su simboli e memoria sovietica

    di Piero De Ruvo

    Mentre Mosca, con misure di sicurezza eccezionali, celebra il trionfo sul nazismo, emerge con forza il ricordo di un contributo umano senza eguali che l’Europa, sembra, oggi voler ridimensionare. Ma proprio su questo terreno si innesta una frattura sempre più evidente tra memorie storiche divergenti.

    Il 9 maggio il cuore di Mosca batte al ritmo del “Den’ Pobedy”, il Giorno della Vittoria. Non è solo una parata militare sulla Piazza Rossa; è la rievocazione di quello che la storiografia russa definisce il contributo decisivo dell’Unione Sovietica nella sconfitta di Hitler. Mentre gran parte del mondo occidentale commemora la fine del conflitto, la Russia rivendica il suo ruolo centrale celebrando la resa tedesca firmata davanti al maresciallo Georgij Žukov a Berlino.

    Questo orgoglio affonda le radici in un dato tragico e inoppugnabile: l’Unione Sovietica ha pagato sul campo di battaglia il prezzo più alto della storia, sacrificando per l’Europa circa 28 milioni di vite. Nelle scuole e nella percezione comune russa, la “Grande Guerra Patriottica” non è solo un capitolo della Seconda Guerra Mondiale, ma lo scontro esistenziale che ha salvato il continente.

    In questo senso, il sacrificio sovietico è visto come lo scudo che ha permesso all’Europa di sopravvivere alla tirannia nazista, difendendo di fatto la possibilità stessa di un futuro basato su valori di giustizia. Per i cittadini russi, la vittoria del 1945 è rimasta l’unica parte del XX secolo ad aver conservato un valore condiviso e universalmente riconosciuto, rappresentando un motivo di orgoglio nazionale che unisce il Paese in un sentimento di unità e appartenenza collettiva.

    Tuttavia, questa memoria si confronta oggi con un clima di crescente amarezza.

    Per la stragrande maggioranza dei russi, la Vittoria costituisce un momento fondativo di unità nazionale e di autostima collettiva difficilmente messo in discussione. In questo contesto, il progressivo distacco dell’Europa dalle celebrazioni di Mosca e la rimozione o la reinterpretazione di numerosi monumenti sovietici nel continente vengono spesso percepiti come un segnale di ingratitudine verso il sacrificio umano e il “mare di sangue” versato nella guerra contro il nazismo.

    L’eredità della vittoria sovietica non vive solo nei libri di storia o nelle cerimonie ufficiali, ma anche in una fitta rete di monumenti disseminati in tutta l’Europa orientale e centrale, ma anche a Milano, Torino, Serina (BG), Brescia, Novara, Emilia e diverse località montuose del Nord. Queste strutture, dai cippi ai monumenti imponenti e carichi di simbolismo, rappresentano per Mosca la materializzazione concreta del sacrificio dell’Armata Rossa.

    Tra i più emblematici vi è il Memoriale sovietico di Treptower Park, che si trova a Berlino, dove una statua monumentale di un soldato sovietico che tiene in braccio una bambina tedesca domina il paesaggio, simbolo di liberazione e protezione. A Parco della Vittoria, in Lettonia, invece, il complesso memoriale celebra la vittoria con una monumentalità che fonde memoria, orgoglio e identità nazionale.

    Tuttavia, proprio questi monumenti sono oggi al centro di accesi dibattiti: per alcuni rappresentano la liberazione, per altri segnano l’inizio di una nuova forma di dominio politico. Negli ultimi anni, diversi Paesi dell’Europa orientale hanno avviato politiche di rimozione o ricollocazione, interpretandoli non più come simboli di libertà, ma come eredità ingombranti di un passato sovietico percepito come oppressivo.

    Questo processo ha accentuato la frattura simbolica tra la memoria russa e quella europea: per Mosca, la loro rimozione è letta come un tentativo di riscrivere la storia e cancellare il sacrificio di milioni di soldati sovietici, ma anche come un attacco a una verità storica che Mosca ritiene di dover difendere, persino a costo di restare isolata nella propria narrazione.
    Mosca e il “Giorno della Vittoria”: si riapre lo scontro sulla memoria Tra celebrazioni e nuove tensioni con l’Europa, il 9 maggio torna a mettere al centro il ruolo dell’Urss nella sconfitta del nazismo e la disputa su simboli e memoria sovietica di Piero De Ruvo Mentre Mosca, con misure di sicurezza eccezionali, celebra il trionfo sul nazismo, emerge con forza il ricordo di un contributo umano senza eguali che l’Europa, sembra, oggi voler ridimensionare. Ma proprio su questo terreno si innesta una frattura sempre più evidente tra memorie storiche divergenti. Il 9 maggio il cuore di Mosca batte al ritmo del “Den’ Pobedy”, il Giorno della Vittoria. Non è solo una parata militare sulla Piazza Rossa; è la rievocazione di quello che la storiografia russa definisce il contributo decisivo dell’Unione Sovietica nella sconfitta di Hitler. Mentre gran parte del mondo occidentale commemora la fine del conflitto, la Russia rivendica il suo ruolo centrale celebrando la resa tedesca firmata davanti al maresciallo Georgij Žukov a Berlino. Questo orgoglio affonda le radici in un dato tragico e inoppugnabile: l’Unione Sovietica ha pagato sul campo di battaglia il prezzo più alto della storia, sacrificando per l’Europa circa 28 milioni di vite. Nelle scuole e nella percezione comune russa, la “Grande Guerra Patriottica” non è solo un capitolo della Seconda Guerra Mondiale, ma lo scontro esistenziale che ha salvato il continente. In questo senso, il sacrificio sovietico è visto come lo scudo che ha permesso all’Europa di sopravvivere alla tirannia nazista, difendendo di fatto la possibilità stessa di un futuro basato su valori di giustizia. Per i cittadini russi, la vittoria del 1945 è rimasta l’unica parte del XX secolo ad aver conservato un valore condiviso e universalmente riconosciuto, rappresentando un motivo di orgoglio nazionale che unisce il Paese in un sentimento di unità e appartenenza collettiva. Tuttavia, questa memoria si confronta oggi con un clima di crescente amarezza. Per la stragrande maggioranza dei russi, la Vittoria costituisce un momento fondativo di unità nazionale e di autostima collettiva difficilmente messo in discussione. In questo contesto, il progressivo distacco dell’Europa dalle celebrazioni di Mosca e la rimozione o la reinterpretazione di numerosi monumenti sovietici nel continente vengono spesso percepiti come un segnale di ingratitudine verso il sacrificio umano e il “mare di sangue” versato nella guerra contro il nazismo. L’eredità della vittoria sovietica non vive solo nei libri di storia o nelle cerimonie ufficiali, ma anche in una fitta rete di monumenti disseminati in tutta l’Europa orientale e centrale, ma anche a Milano, Torino, Serina (BG), Brescia, Novara, Emilia e diverse località montuose del Nord. Queste strutture, dai cippi ai monumenti imponenti e carichi di simbolismo, rappresentano per Mosca la materializzazione concreta del sacrificio dell’Armata Rossa. Tra i più emblematici vi è il Memoriale sovietico di Treptower Park, che si trova a Berlino, dove una statua monumentale di un soldato sovietico che tiene in braccio una bambina tedesca domina il paesaggio, simbolo di liberazione e protezione. A Parco della Vittoria, in Lettonia, invece, il complesso memoriale celebra la vittoria con una monumentalità che fonde memoria, orgoglio e identità nazionale. Tuttavia, proprio questi monumenti sono oggi al centro di accesi dibattiti: per alcuni rappresentano la liberazione, per altri segnano l’inizio di una nuova forma di dominio politico. Negli ultimi anni, diversi Paesi dell’Europa orientale hanno avviato politiche di rimozione o ricollocazione, interpretandoli non più come simboli di libertà, ma come eredità ingombranti di un passato sovietico percepito come oppressivo. Questo processo ha accentuato la frattura simbolica tra la memoria russa e quella europea: per Mosca, la loro rimozione è letta come un tentativo di riscrivere la storia e cancellare il sacrificio di milioni di soldati sovietici, ma anche come un attacco a una verità storica che Mosca ritiene di dover difendere, persino a costo di restare isolata nella propria narrazione.
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  • E come al solito vi stanno prendendo per i fondelli ed il popolo bue ci casca.
    Facciamo un po’ di chiarezza, perché qui si sta creando un allarme che non sta in piedi.
    Davvero l’Europa rischia di restare senza petrolio e gas a causa della chiusura dello stretto di Hormuz?
    No. E non è un’opinione: lo dicono gli stessi dati ufficiali.
    Si ripete ovunque che da lì passa il 20% del petrolio e del gas mondiale. Bene, ma guarda caso si dimenticano sempre di dire un dettaglio fondamentale: circa l’80% di quel flusso finisce in Asia, in Paesi come Cina, India e Indonesia.
    Tradotto: al resto del mondo arriva solo una piccola fetta. E dentro quella fetta ci stanno anche Africa ed Europa.
    Alla fine dei conti, in Europa arriva appena il 4% circa di quel totale.
    E allora di cosa stiamo parlando?
    Tutto questo bombardamento mediatico sulla “crisi energetica”, che guarda caso fa schizzare bollette e carburanti, viene venduto come inevitabile. Ma davvero è solo questo? Oppure c’è anche una componente di convenienza e di pressione psicologica?
    Perché il copione sembra sempre lo stesso: si crea un clima di paura e poi si presentano soluzioni “necessarie”.
    Riducete la velocità. Volate meno. Lavorate da casa. Lasciate l’auto privata e prendete i mezzi pubblici.
    E non è finita: solo poco tempo fa si invitavano i cittadini europei a prepararsi alla guerra, a farsi la borsetta di emergenza. Siamo passati dalla pandemia alla guerra, sempre con lo stesso sottofondo: allarme continuo.
    A questo punto qualcuno dovrebbe avere il coraggio di dirlo chiaramente: non c’è una vera emergenza energetica in Europa.
    C’è una narrazione di emergenza.
    Una narrazione che, guarda caso, ricorda molto quella del COVID-19, quando in nome della paura si sono accettate limitazioni che in tempi normali avrebbero fatto scendere milioni di persone in piazza.
    E qui sta il punto centrale.
    La paura è lo strumento più efficace che esista.
    Se hai paura, accetti tutto: restrizioni, controlli, cambiamenti drastici nella tua vita quotidiana. Tutto “per il tuo bene”.
    In condizioni normali, quelle stesse misure verrebbero rifiutate senza esitazione.
    Ma quando entra in gioco la paura, il metro di giudizio cambia completamente.
    La storia lo insegna: la paura è il collante del potere.
    E, nelle sue forme peggiori, è sempre stata l’arma preferita dei sistemi più autoritari.

    Alessandro Spanò
    E come al solito vi stanno prendendo per i fondelli ed il popolo bue ci casca. Facciamo un po’ di chiarezza, perché qui si sta creando un allarme che non sta in piedi. Davvero l’Europa rischia di restare senza petrolio e gas a causa della chiusura dello stretto di Hormuz? No. E non è un’opinione: lo dicono gli stessi dati ufficiali. Si ripete ovunque che da lì passa il 20% del petrolio e del gas mondiale. Bene, ma guarda caso si dimenticano sempre di dire un dettaglio fondamentale: circa l’80% di quel flusso finisce in Asia, in Paesi come Cina, India e Indonesia. Tradotto: al resto del mondo arriva solo una piccola fetta. E dentro quella fetta ci stanno anche Africa ed Europa. Alla fine dei conti, in Europa arriva appena il 4% circa di quel totale. E allora di cosa stiamo parlando? Tutto questo bombardamento mediatico sulla “crisi energetica”, che guarda caso fa schizzare bollette e carburanti, viene venduto come inevitabile. Ma davvero è solo questo? Oppure c’è anche una componente di convenienza e di pressione psicologica? Perché il copione sembra sempre lo stesso: si crea un clima di paura e poi si presentano soluzioni “necessarie”. Riducete la velocità. Volate meno. Lavorate da casa. Lasciate l’auto privata e prendete i mezzi pubblici. E non è finita: solo poco tempo fa si invitavano i cittadini europei a prepararsi alla guerra, a farsi la borsetta di emergenza. Siamo passati dalla pandemia alla guerra, sempre con lo stesso sottofondo: allarme continuo. A questo punto qualcuno dovrebbe avere il coraggio di dirlo chiaramente: non c’è una vera emergenza energetica in Europa. C’è una narrazione di emergenza. Una narrazione che, guarda caso, ricorda molto quella del COVID-19, quando in nome della paura si sono accettate limitazioni che in tempi normali avrebbero fatto scendere milioni di persone in piazza. E qui sta il punto centrale. La paura è lo strumento più efficace che esista. Se hai paura, accetti tutto: restrizioni, controlli, cambiamenti drastici nella tua vita quotidiana. Tutto “per il tuo bene”. In condizioni normali, quelle stesse misure verrebbero rifiutate senza esitazione. Ma quando entra in gioco la paura, il metro di giudizio cambia completamente. La storia lo insegna: la paura è il collante del potere. E, nelle sue forme peggiori, è sempre stata l’arma preferita dei sistemi più autoritari. Alessandro Spanò
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  • CINEMA E POTERE - Video

    Disponibile la registrazione integrale di “Cinema e Potere”, l’incontro di presentazione con l’autore Federico Greco, dedicato al rapporto tra cinema, informazione, narrazione mediatica e dinamiche di potere.
    L’evento, promosso dal Comitato Assange Italia e dall’Associazione Multipopolare, si è svolto presso La Casa Rossa Milano il 28/03/2026.

    Un approfondimento di grande interesse per chi segue i temi di cultura cinematografica, libertà di stampa, geopolitica dell’informazione e critica dei media.

    Guarda il video completo:

    https://youtu.be/KqAo42_jVQk?is=7uqogZbqw_duW33z

    #CinemaEPotere #FedericoGreco #AssangeItalia #video
    CINEMA E POTERE - Video 🎬 Disponibile la registrazione integrale di “Cinema e Potere”, l’incontro di presentazione con l’autore Federico Greco, dedicato al rapporto tra cinema, informazione, narrazione mediatica e dinamiche di potere. L’evento, promosso dal Comitato Assange Italia e dall’Associazione Multipopolare, si è svolto presso La Casa Rossa Milano il 28/03/2026. Un approfondimento di grande interesse per chi segue i temi di cultura cinematografica, libertà di stampa, geopolitica dell’informazione e critica dei media. 🎥 Guarda il video completo: https://youtu.be/KqAo42_jVQk?is=7uqogZbqw_duW33z #CinemaEPotere #FedericoGreco #AssangeItalia #video
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  • CINEMA E POTERE : quando Hollywood racconta (e costruisce) la realtà
    Milano – La Casa Rossa | Sabato 28 Marzo, ore 18:00

    Spesso un film riesce ad essere più efficace — e pervasivo — di un comizio politico.

    Ed è proprio da questa consapevolezza che nasce un appuntamento ad alto valore culturale e critico: sabato saremo insieme agli amici del Comitato Assange Italia e all'Associazione Multipopolare Milano per la presentazione del libro:

    “Cinema e Potere. Leggere la propaganda nella storia del cinema di Hollywood”
    Un’analisi lucida e documentata dei meccanismi di soft power, media framing e costruzione del consenso attraverso l’industria cinematografica statunitense.

    Interverrà l’autore Federico Greco — filmmaker, saggista e docente di cinema — per approfondire il ruolo strategico del cinema nella narrazione geopolitica contemporanea.

    Sabato 28 marzo – ore 18:00
    La Casa Rossa, Milano
    Dalle ore 20:00 – Cena popolare con sottoscrizione
    Prenotazione obbligatoria entro le ore 20:00 di giovedì 26 marzo:
    353-4351278 (solo telefonate)
    lacasarossamilano@gmail.com
    LA CASA ROSSA – MILANO
    Via privata Monte Lungo, 2 (MM1 Turro)
    🎬 CINEMA E POTERE : quando Hollywood racconta (e costruisce) la realtà 📍 Milano – La Casa Rossa | Sabato 28 Marzo, ore 18:00 Spesso un film riesce ad essere più efficace — e pervasivo — di un comizio politico. Ed è proprio da questa consapevolezza che nasce un appuntamento ad alto valore culturale e critico: sabato saremo insieme agli amici del Comitato Assange Italia e all'Associazione Multipopolare Milano per la presentazione del libro: 📖 “Cinema e Potere. Leggere la propaganda nella storia del cinema di Hollywood” Un’analisi lucida e documentata dei meccanismi di soft power, media framing e costruzione del consenso attraverso l’industria cinematografica statunitense. 🎤 Interverrà l’autore Federico Greco — filmmaker, saggista e docente di cinema — per approfondire il ruolo strategico del cinema nella narrazione geopolitica contemporanea. 🗓️ Sabato 28 marzo – ore 18:00 📍 La Casa Rossa, Milano 🍝 Dalle ore 20:00 – Cena popolare con sottoscrizione Prenotazione obbligatoria entro le ore 20:00 di giovedì 26 marzo: 📞 353-4351278 (solo telefonate) 📧 lacasarossamilano@gmail.com 📍 LA CASA ROSSA – MILANO Via privata Monte Lungo, 2 (MM1 Turro)
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  • EVENTO LIVE

    1⃣8⃣/0⃣3⃣/2⃣0⃣2⃣6⃣ ORE 1⃣2⃣:3⃣0⃣

    #COVID, Malan (FdI): #VACCINO non impediva contagio – con D. GIOVANARDI, P. PERSICHETTI | Alla Mezza

    Evento e successivamente Diretta su YOUTUBE:
    https://www.youtube.com/live/EMl9r-aa6cc?is=Y3KTuGFjGEazJE-h



    Il senatore Lucio Malan (FdI) sostiene che i vaccini anti-Covid non fossero stati testati per impedire la trasmissione del virus e che questa informazione fosse già disponibile dal 2020, ma ignorata dal Ministero della Salute. Secondo Malan, su questa base si sarebbe costruita la politica del Green Pass, compromettendo il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini.
    Nella sua ricostruzione viene chiamato in causa anche il ruolo dei mass media, accusati implicitamente di aver sostenuto o diffuso una narrazione non pienamente aderente ai dati disponibili, senza un adeguato spirito critico.

    In studio:
    🎙Pro.ssa Paola PERSICHETTI
    🎙 Dr. Daniele Giovanardi
    🎙 Conduce Stefano Becciolini.



    Evento e successivamente Diretta su YOUTUBE:
    https://www.youtube.com/live/EMl9r-aa6cc?is=Y3KTuGFjGEazJE-h
    🔵🔔 EVENTO LIVE 🔔🔵 1⃣8⃣/0⃣3⃣/2⃣0⃣2⃣6⃣ ORE 1⃣2⃣:3⃣0⃣ #COVID, Malan (FdI): #VACCINO non impediva contagio – con D. GIOVANARDI, P. PERSICHETTI | Alla Mezza 👉🎥 Evento e successivamente Diretta su YOUTUBE: https://www.youtube.com/live/EMl9r-aa6cc?is=Y3KTuGFjGEazJE-h 🟥🟩🟦 Il senatore Lucio Malan (FdI) sostiene che i vaccini anti-Covid non fossero stati testati per impedire la trasmissione del virus e che questa informazione fosse già disponibile dal 2020, ma ignorata dal Ministero della Salute. Secondo Malan, su questa base si sarebbe costruita la politica del Green Pass, compromettendo il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini. Nella sua ricostruzione viene chiamato in causa anche il ruolo dei mass media, accusati implicitamente di aver sostenuto o diffuso una narrazione non pienamente aderente ai dati disponibili, senza un adeguato spirito critico. In studio: 🎙Pro.ssa Paola PERSICHETTI 🎙 Dr. Daniele Giovanardi 🎙 Conduce Stefano Becciolini. 🟥🟩🟦⬜ 👉🎥 Evento e successivamente Diretta su YOUTUBE: https://www.youtube.com/live/EMl9r-aa6cc?is=Y3KTuGFjGEazJE-h
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