• Filippo Bianco: Ieri ho scritto al servizio clienti AIA spa per chiedere chiarimenti riguardo alle vaccinazioni geniche sperimentali sulle galline ovaiole e sui tacchini, che è iniziata da pochi giorni in Veneto e il Lombardia, pubblico la risposta che mi è pervenuta dall' azienda questa mattina:

    Gent. Sig. Bianco,
    la ringraziamo per averci contattato, dandoci così l’opportunità di rassicurarla sul fatto che tutti i nostri prodotti sono sicuri per il consumo e non provengono da filiere con animali vaccinati contro l'aviaria.

    In merito alle notizie che stanno circolando negli ultimi giorni su diversi social network riguardo alla vaccinazione contro l’aviaria di alcuni allevamenti avicoli, desideriamo precisare che queste non corrispondono al vero.

    L'azienda insieme ai principali produttori del settore partecipa ad un progetto pilota (con solo 2 allevamenti su 5 totali coinvolti) promosso dal Ministero della Salute, di cui sono disponibili maggiori informazioni al seguente link: https://www.salute.gov.it/new/it/faq/influenza-aviaria-progetto-pilota-di-vaccinazione-negli-allevamenti-avicoli/.

    In ogni caso, i vaccini impiegati nell’ambito di tale progetto, non sono basati su tecnologia che utilizza l’m-RNA.

    Resta fermo il nostro totale impegno a tutela dei consumatori e lungo la filiera per garantire prodotti buoni, sani, sicuri e di qualità.
    Cordialmente,
    Servizio Clienti
    AIA S.p.A.
    Piazzale Apollinare Veronesi 1
    37036 S.Martino Buon Albergo
    Verona
    Filippo Bianco: Ieri ho scritto al servizio clienti AIA spa per chiedere chiarimenti riguardo alle vaccinazioni geniche sperimentali sulle galline ovaiole e sui tacchini, che è iniziata da pochi giorni in Veneto e il Lombardia, pubblico la risposta che mi è pervenuta dall' azienda questa mattina: Gent. Sig. Bianco, la ringraziamo per averci contattato, dandoci così l’opportunità di rassicurarla sul fatto che tutti i nostri prodotti sono sicuri per il consumo e non provengono da filiere con animali vaccinati contro l'aviaria. In merito alle notizie che stanno circolando negli ultimi giorni su diversi social network riguardo alla vaccinazione contro l’aviaria di alcuni allevamenti avicoli, desideriamo precisare che queste non corrispondono al vero. L'azienda insieme ai principali produttori del settore partecipa ad un progetto pilota (con solo 2 allevamenti su 5 totali coinvolti) promosso dal Ministero della Salute, di cui sono disponibili maggiori informazioni al seguente link: https://www.salute.gov.it/new/it/faq/influenza-aviaria-progetto-pilota-di-vaccinazione-negli-allevamenti-avicoli/. In ogni caso, i vaccini impiegati nell’ambito di tale progetto, non sono basati su tecnologia che utilizza l’m-RNA. Resta fermo il nostro totale impegno a tutela dei consumatori e lungo la filiera per garantire prodotti buoni, sani, sicuri e di qualità. Cordialmente, Servizio Clienti AIA S.p.A. Piazzale Apollinare Veronesi 1 37036 S.Martino Buon Albergo Verona
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  • ASCOLTATE BENE COSA HANNO FATTO QUESTI ASSASSINI di EMA!
    La verità sconvolgente di @ladyonorato: quando era all’Europarlamento emerso un rapporto che dimostrava come i vaccini Covid non fossero tutti uguali. Alcuni lotti provocavano effetti avversi, altri no.
    E l’Unione europea cosa fece? Anziché indagare e pretendere chiarezza mise tutto a tacere e fece cancellare i dati. Sappiatelo.
    Ascolta tutta l’intervista a Francesca Donato su libertimedia.com
    MASSIMA DIFFUSIONE!
    ASCOLTATE BENE COSA HANNO FATTO QUESTI ASSASSINI di EMA! La verità sconvolgente di @ladyonorato: quando era all’Europarlamento emerso un rapporto che dimostrava come i vaccini Covid non fossero tutti uguali. Alcuni lotti provocavano effetti avversi, altri no. E l’Unione europea cosa fece? Anziché indagare e pretendere chiarezza mise tutto a tacere e fece cancellare i dati. Sappiatelo. Ascolta tutta l’intervista a Francesca Donato su libertimedia.com MASSIMA DIFFUSIONE!
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  • CON LA SCUSA DELLA DERMATITE NODULARE STANNO VACCINANDO E ABBATTENDO MIGLIAIA DI ANIMALI SANISSIMI!
    Una criminale legge europea impone la vaccinazione e l'abbattimento delle vacche che manifestano la Dermatite Nodulare Contagiosa (Lumpy Skin Disease, o LSD), causata - dicono gli esperti - da un fuffa-virus.
    Ma i vaccini "a virus vivo attenuato" possono statisticamente causare ogni tot capi gli stessi sintomi dell'infezione in alcuni esemplari di animali e qualora venga confermato un solo focolaio (una sola mucca), i protocolli sanitari prevedono l'abbattimento dell'intera unità epidemiologica per prevenire la diffusione del contagio.
    Quindi li abbattono TUTTI indistintamente.
    Avete capito spero che lo scopo non è sanitario ma è quello di distruggere la produzione italiana (e non solo italiana) di carne, per lasciare posto a quella di altri paesi inoculata con sieri pericolosi, o peggio ancora, alla carne sintetica di Bill Gates...
    Ma noi, che abbiamo imparato a concepire le peggiori cose sui criminali governanti nostrani, pensiamo anche che ogni tot animali trattati col normale vaccino a virus attenuato, si inoculino di proposito, vigliaccamente, ad alcuni capi scelti il virus non attenuato allo scopo di provocare la malattia e avere il pretesto di abbattere l’intera mandria!
    Diabolico e terrificante, ma molto realistico!
    Svegliaaaaaaaa…..

    PS: cosa aspetti, unisciti a Disinformazione.it

    NDR.: testo parzialmente modificato, nonché completato col pensiero finale da “Cervelli pensanti”.
    CON LA SCUSA DELLA DERMATITE NODULARE STANNO VACCINANDO E ABBATTENDO MIGLIAIA DI ANIMALI SANISSIMI! Una criminale legge europea impone la vaccinazione e l'abbattimento delle vacche che manifestano la Dermatite Nodulare Contagiosa (Lumpy Skin Disease, o LSD), causata - dicono gli esperti - da un fuffa-virus. Ma i vaccini "a virus vivo attenuato" possono statisticamente causare ogni tot capi gli stessi sintomi dell'infezione in alcuni esemplari di animali e qualora venga confermato un solo focolaio (una sola mucca), i protocolli sanitari prevedono l'abbattimento dell'intera unità epidemiologica per prevenire la diffusione del contagio. Quindi li abbattono TUTTI indistintamente. Avete capito spero che lo scopo non è sanitario ma è quello di distruggere la produzione italiana (e non solo italiana) di carne, per lasciare posto a quella di altri paesi inoculata con sieri pericolosi, o peggio ancora, alla carne sintetica di Bill Gates... Ma noi, che abbiamo imparato a concepire le peggiori cose sui criminali governanti nostrani, pensiamo anche che ogni tot animali trattati col normale vaccino a virus attenuato, si inoculino di proposito, vigliaccamente, ad alcuni capi scelti il virus non attenuato allo scopo di provocare la malattia e avere il pretesto di abbattere l’intera mandria! Diabolico e terrificante, ma molto realistico! Svegliaaaaaaaa….. PS: cosa aspetti, unisciti a Disinformazione.it NDR.: testo parzialmente modificato, nonché completato col pensiero finale da “Cervelli pensanti”.
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  • CHE PAGLIACCIATA. A PAGARE il CONTO della POLITICA UE sono I CITTADINI EUROPEI con PREZZI del GAS, LUCE e CARBURANTI alle STELLE. BRAVI!!!
    LA Von Der Leyen FA di TUTTO PER SABOTARE la PACE. LA GUERRA l'HANNO PERSA su TUTTI i FRONTI ma VOGLIONO DETTARE le CONDIZIONI!
    L’Ue dice no a Putin sul mediatore E sì a sanzioni annacquate a Israele
    Leggi su Il Fatto Quotidiano l'articolo in edicola "L’Ue dice no a Putin sul mediatore. E sì a sanzioni annacquate a Israele" pubblicato il 12 Maggio 2026 a firma di Michela A. G. Iaccarino e Wanda Marra
    https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/05/12/lue-dice-no-a-putin-sul-mediatore-e-si-a-sanzioni-annacquate-a-israele/8382917/
    CHE PAGLIACCIATA. A PAGARE il CONTO della POLITICA UE sono I CITTADINI EUROPEI con PREZZI del GAS, LUCE e CARBURANTI alle STELLE. BRAVI!!! LA Von Der Leyen FA di TUTTO PER SABOTARE la PACE. LA GUERRA l'HANNO PERSA su TUTTI i FRONTI ma VOGLIONO DETTARE le CONDIZIONI! L’Ue dice no a Putin sul mediatore E sì a sanzioni annacquate a Israele Leggi su Il Fatto Quotidiano l'articolo in edicola "L’Ue dice no a Putin sul mediatore. E sì a sanzioni annacquate a Israele" pubblicato il 12 Maggio 2026 a firma di Michela A. G. Iaccarino e Wanda Marra https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/05/12/lue-dice-no-a-putin-sul-mediatore-e-si-a-sanzioni-annacquate-a-israele/8382917/
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    L’Ue dice no a Putin sul mediatore E sì a sanzioni annacquate a Israele
    Leggi su Il Fatto Quotidiano l'articolo in edicola "L’Ue dice no a Putin sul mediatore. E sì a sanzioni annacquate a Israele" pubblicato il 12 Maggio 2026 a firma di Michela A. G. Iaccarino e Wanda Marra
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  • LA DONANDA CHE SI FANNO TUTTI È COSA HANNO DA NASCONDERE i POGGI e i LORO AVVOCATI?
    Garlasco, i Poggi: “I pm accaniti per sconfessare la condanna a Stasi. Non c’è spazio per la revisione”
    Per il legale della famiglia: «L’unico tema da esplorare è l’impronta 33». I punti della nuova indagine che non convincono i genitori di Chiara Poggi...
    https://www.lastampa.it/cronaca/2026/05/11/news/delitto_garlasco_stasi_famiglia_poggi-15617772/amp/#
    LA DONANDA CHE SI FANNO TUTTI È COSA HANNO DA NASCONDERE i POGGI e i LORO AVVOCATI? Garlasco, i Poggi: “I pm accaniti per sconfessare la condanna a Stasi. Non c’è spazio per la revisione” Per il legale della famiglia: «L’unico tema da esplorare è l’impronta 33». I punti della nuova indagine che non convincono i genitori di Chiara Poggi... https://www.lastampa.it/cronaca/2026/05/11/news/delitto_garlasco_stasi_famiglia_poggi-15617772/amp/#
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    Garlasco, i Poggi: “I pm accaniti per sconfessare la condanna a Stasi. Non c’è spazio per la revisione”
    Per il legale della famiglia: «L’unico tema da esplorare è l’impronta 33». I punti della nuova indagine che non convincono i genitori di Chiara Poggi
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  • Con Amazon tutti micropadroni di casa - Jacobin Italia
    Jeff Bezos lancia l'app distopica che consente speculazioni immobiliari a distanza. La rendita diventa molecolare e la relazione con l'inquilino (e i suoi diritti) sparisce...
    https://jacobinitalia.it/con-amazon-tutti-micropadroni-di-casa/
    Con Amazon tutti micropadroni di casa - Jacobin Italia Jeff Bezos lancia l'app distopica che consente speculazioni immobiliari a distanza. La rendita diventa molecolare e la relazione con l'inquilino (e i suoi diritti) sparisce... https://jacobinitalia.it/con-amazon-tutti-micropadroni-di-casa/
    JACOBINITALIA.IT
    Con Amazon tutti micropadroni di casa - Jacobin Italia
    Jeff Bezos lancia l'app distopica che consente speculazioni immobiliari a distanza. La rendita diventa molecolare e la relazione con l'inquilino (e i suoi diritti) sparisce
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  • 𝗔 𝗖𝗔𝗥𝗧𝗘 𝗦𝗖𝗢𝗣𝗘𝗥𝗧𝗘

    È stato un weekend positivo fra confronto pubblico e mobilitazioni di piazza, in un sabato che ha quasi saputo illuderci con un caldo pre-estivo La pioggia di questa domenica invece ci riconsegna inevitabilmente alle riflessioni.

    E a mente fredda credo si possa dire senza mezzi termini che qui a Milano, politicamente parlando, si percepisce ancora troppa confusione. Troppe divisioni ideologiche, troppi piccoli recinti, troppi rivoli civici e personalismi vari. Non proprio il massimo per chi sostiene di voler ribaltare il tavolo dopo almeno dieci anni di una gestione amministrativa locale che definire inadeguata sarebbe persino un eufemismo.

    Credo sinceramente che in questa fase serva superare più di qualche pregiudizio mentale, così come le dinamiche di simpatia e antipatia personale, quando si prova a costruire qualcosa di realmente alternativo agli schieramenti principali.

    La domanda infatti è molto semplice: vogliamo continuare a votare i soliti volti noti, i soliti gruppi e i soliti equilibri… per poi ritrovarci puntualmente a lamentarci per altri cinque anni? Perché se è così allora accomodiamoci pure.

    Ma se la risposta è diversa, allora forse è arrivato il momento di giocare davvero “a carte scoperte” e chiarire una volta per tutte quali siano gli intenti, le priorità e soprattutto la visione di città che vogliamo costruire.
    Anche perché è ora di smetterla con una politica che parla sempre e soltanto al futuro come fosse una dimensione astratta. Il futuro è adesso. E chi oggi decide di ripartire deve avere anche il coraggio di rompere certi schemi, riaffermando una base sociale capace di dettare l’agenda politica, non semplicemente di farsela dettare.

    In tal senso le teorie di Colin Crouch nel libro “Postdemocracy” possono aiutarci a fare chiarezza. Le nostre istituzioni formalmente restano democratiche, ma sempre più spesso appaiono svuotate e condizionate da reti economiche e finanziarie che finiscono inevitabilmente per allontanarsi dal bene comune e dagli interessi reali dei cittadini.
    Per questo oggi la sfida deve superare la vecchia dialettica fra destra e sinistra. Il punto centrale diventa la qualità democratica del potere, che deve tornare a essere indipendente, leggibile, verificabile e vicino ai territori.
    Non possiamo più limitarci né all’anti-politica da slogan né al mito deresponsabilizzante dell’“uno vale uno”. Serve invece una democrazia delle competenze responsabili. La leadership può anche esistere, ma deve avere una visione di lungo periodo e soprattutto rispondere dei risultati attraverso strumenti pubblici, dati trasparenti e controllo civico diffuso.

    L’obiettivo deve essere evitare tre derive ormai sotto gli occhi di tutti: • l’oligarchia economico-finanziaria che trasforma la città in un mercato immobiliare anziché in una comunità abitata; • la tecnocrazia opaca dei processi decisionali calati dall’alto; • il populismo permanente che urla contro i problemi senza mai costruire istituzioni efficienti.

    La democrazia può ancora evolversi in una forma più repubblicana e civica: un modello in cui il potere resta visibile, comprensibile e correggibile dai cittadini. Una visione dove il cittadino non è suddito di oligarchie economiche o burocrazie impersonali, ma torna finalmente al centro dell’azione pubblica. Un nuovo umanesimo civico e post-ideologico che forse potrebbe persino aiutarci a uscire dalla crisi democratica che stiamo vivendo.
    Se qualcuno vuole parlarne seriamente, confrontarsi o anche semplicemente capire meglio dove vogliamo andare, ci sarà tempo e modo di farlo. Magari già dal 25 Maggio in avanti.
    Perché poi arriva sempre il momento del fare. E quello, prima o poi, riguarda tutti

    #Milano #Politica #Civismo #Democrazia #partecipazione
    𝗔 𝗖𝗔𝗥𝗧𝗘 𝗦𝗖𝗢𝗣𝗘𝗥𝗧𝗘 È stato un weekend positivo fra confronto pubblico e mobilitazioni di piazza, in un sabato che ha quasi saputo illuderci con un caldo pre-estivo ☀️ La pioggia di questa domenica invece ci riconsegna inevitabilmente alle riflessioni. E a mente fredda credo si possa dire senza mezzi termini che qui a Milano, politicamente parlando, si percepisce ancora troppa confusione. Troppe divisioni ideologiche, troppi piccoli recinti, troppi rivoli civici e personalismi vari. Non proprio il massimo per chi sostiene di voler ribaltare il tavolo dopo almeno dieci anni di una gestione amministrativa locale che definire inadeguata sarebbe persino un eufemismo. Credo sinceramente che in questa fase serva superare più di qualche pregiudizio mentale, così come le dinamiche di simpatia e antipatia personale, quando si prova a costruire qualcosa di realmente alternativo agli schieramenti principali. ❓La domanda infatti è molto semplice: vogliamo continuare a votare i soliti volti noti, i soliti gruppi e i soliti equilibri… per poi ritrovarci puntualmente a lamentarci per altri cinque anni? Perché se è così allora accomodiamoci pure. Ma se la risposta è diversa, allora forse è arrivato il momento di giocare davvero “a carte scoperte” ♠️ e chiarire una volta per tutte quali siano gli intenti, le priorità e soprattutto la visione di città che vogliamo costruire. Anche perché è ora di smetterla con una politica che parla sempre e soltanto al futuro come fosse una dimensione astratta. Il futuro è adesso. E chi oggi decide di ripartire deve avere anche il coraggio di rompere certi schemi, riaffermando una base sociale capace di dettare l’agenda politica, non semplicemente di farsela dettare. In tal senso le teorie di Colin Crouch nel libro “Postdemocracy” possono aiutarci a fare chiarezza. Le nostre istituzioni formalmente restano democratiche, ma sempre più spesso appaiono svuotate e condizionate da reti economiche e finanziarie che finiscono inevitabilmente per allontanarsi dal bene comune e dagli interessi reali dei cittadini. Per questo oggi la sfida deve superare la vecchia dialettica fra destra e sinistra. Il punto centrale diventa la qualità democratica del potere, che deve tornare a essere indipendente, leggibile, verificabile e vicino ai territori. Non possiamo più limitarci né all’anti-politica da slogan né al mito deresponsabilizzante dell’“uno vale uno”. Serve invece una democrazia delle competenze responsabili. La leadership può anche esistere, ma deve avere una visione di lungo periodo e soprattutto rispondere dei risultati attraverso strumenti pubblici, dati trasparenti e controllo civico diffuso. L’obiettivo deve essere evitare tre derive ormai sotto gli occhi di tutti: • l’oligarchia economico-finanziaria che trasforma la città in un mercato immobiliare anziché in una comunità abitata; • la tecnocrazia opaca dei processi decisionali calati dall’alto; • il populismo permanente che urla contro i problemi senza mai costruire istituzioni efficienti. La democrazia può ancora evolversi in una forma più repubblicana e civica: un modello in cui il potere resta visibile, comprensibile e correggibile dai cittadini. Una visione dove il cittadino non è suddito di oligarchie economiche o burocrazie impersonali, ma torna finalmente al centro dell’azione pubblica. Un nuovo umanesimo civico e post-ideologico che forse potrebbe persino aiutarci a uscire dalla crisi democratica che stiamo vivendo. Se qualcuno vuole parlarne seriamente, confrontarsi o anche semplicemente capire meglio dove vogliamo andare, ci sarà tempo e modo di farlo. Magari già dal 25 Maggio in avanti. Perché poi arriva sempre il momento del fare. E quello, prima o poi, riguarda tutti 🌧️ #Milano #Politica #Civismo #Democrazia #partecipazione
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  • Amal Khalil, voce della verità il ricordo e la ricerca di giustizia

    La testimonianza di Zainab racconta la vita privata e il coraggio della giornalista uccisa nel sud del Libano, tra impegno familiare, minacce ricevute e l’eredità lasciata

    di Piero De Ruvo

    Dietro ogni grande cronista che rischia la vita al fronte c’è un mondo fatto di affetti, quotidianità e silenziose dedizioni che spesso restano nell’ombra. Amal Khalil non era solo una giornalista coraggiosa. Oltre al giubbotto antiproiettile e la telecamera puntata sulle macerie, per la sua famiglia, Amal era il punto di riferimento fondamentale, colei che si prendeva cura di tutti, dai più piccoli alla madre malata, trovando sempre una soluzione ai problemi di ciascuno. Oggi, mentre la sua voce professionale si è spenta in un tragico e forse deliberato attacco da parte dell'esercito israeliano, che ha colpito non solo lei e i suoi colleghi, ma persino ostacolato i soccorsi della Croce Rossa, resta la sua eredità umana e civile. L’eredità di una donna che ha fatto della ricerca della verità un atto di coraggio e umanità, diventando un simbolo per chi vede nel giornalismo uno strumento di giustizia. Amal ha vissuto senza mostrare paura, nemmeno di fronte alle minacce ricevute, spinta dal desiderio viscerale di documentare la realtà del Libano meridionale e di dare testimonianza delle sofferenze della sua gente. In questa intervista, sua sorella Zainab, ci apre le porte di quel mondo privato, raccontandoci la donna che si nascondeva dietro l’obiettivo, una “voce della verità e dell’umanità” che credeva fermamente che il giornalismo non potesse mai essere considerato un crimine. Le sue parole non sono solo un ricordo, ma un grido di giustizia e un invito a non lasciare che il sacrificio di Amal resti vano.

    Chi era Amal nella vita privata, oltre al suo lavoro di giornalista, e cosa la spingeva a raccontare ciò che accadeva sul campo?

    Amal era il punto di riferimento per tutti in famiglia, dai più grandi ai più piccoli. Si prendeva cura di tutti e cercava di risolvere i problemi di ciascuno: quando qualcuno aveva bisogno di qualcosa, si rivolgeva a lei. Si occupava anche della madre malata. Amal era il punto di riferimento per tutti. La sua passione per il lavoro ha avuto un grande impatto su ciò che voleva realizzare nella sua carriera. Aveva un messaggio da trasmettere a tutti sul Libano meridionale e sugli effetti dell'occupazione, ed è questo che l’ha spinta a essere sul campo. Inoltre, voleva documentare, con parole e video, ciò che gli israeliani stanno facendo nel sud: dalla distruzione all’uccisione delle persone, fino all’occupazione del territorio.

    Amal aveva mai espresso timori per la sua sicurezza o raccontato episodi di minacce legate al suo lavoro?

    Amal ha ricevuto minacce anonime nel 2024, prima che la guerra avesse inizio in quel periodo; tuttavia, non le rese pubbliche finché non fu certa delle fonti delle minacce, e, nonostante ciò, non espresse mai alcun tipo di paura a nessuno.

    Cosa chiedete oggi alla comunità internazionale e alle istituzioni affinché venga fatta piena luce sulla sua morte?
    La comunità e le istituzioni internazionali hanno un ruolo importante da svolgere e devono agire contro i crimini di guerra, avviando indagini, in particolare sulla sua morte attribuita al nemico israeliano. Questo perché l’attacco sarebbe stato compiuto con premeditazione e intenzionalità: sono stati bombardati i suoi colleghi che si trovavano davanti alla sua auto, la sua stessa auto e la casa in cui aveva trovato rifugio; inoltre è stata presa di mira anche la Croce Rossa, intervenuta per soccorrerla e recuperare i corpi dei suoi colleghi. Per questo motivo, tutte le comunità e le istituzioni internazionali devono intraprendere azioni serie e avviare indagini approfondite su questo caso.

    Quale eredità pensate che Amal lasci al giornalismo e a chi continua a raccontare i conflitti in condizioni così pericolose?
    Il giornalismo non è un crimine. Amal ne era profondamente convinta, credeva nel diritto dei giornalisti a essere protetti da ogni minaccia e violazione, ha lasciato un segno forte e duraturo nel mondo dell’informazione, diventando fonte di ispirazione per molti, spingendoli a cercare la verità senza compromessi. La sua voce, autentica e coraggiosa, resta un simbolo di umanità e giustizia. Oggi, chi continua a lavorare sul campo ne raccoglie l’eredità, portando avanti il suo impegno con la stessa determinazione.
    Amal Khalil, voce della verità il ricordo e la ricerca di giustizia La testimonianza di Zainab racconta la vita privata e il coraggio della giornalista uccisa nel sud del Libano, tra impegno familiare, minacce ricevute e l’eredità lasciata di Piero De Ruvo Dietro ogni grande cronista che rischia la vita al fronte c’è un mondo fatto di affetti, quotidianità e silenziose dedizioni che spesso restano nell’ombra. Amal Khalil non era solo una giornalista coraggiosa. Oltre al giubbotto antiproiettile e la telecamera puntata sulle macerie, per la sua famiglia, Amal era il punto di riferimento fondamentale, colei che si prendeva cura di tutti, dai più piccoli alla madre malata, trovando sempre una soluzione ai problemi di ciascuno. Oggi, mentre la sua voce professionale si è spenta in un tragico e forse deliberato attacco da parte dell'esercito israeliano, che ha colpito non solo lei e i suoi colleghi, ma persino ostacolato i soccorsi della Croce Rossa, resta la sua eredità umana e civile. L’eredità di una donna che ha fatto della ricerca della verità un atto di coraggio e umanità, diventando un simbolo per chi vede nel giornalismo uno strumento di giustizia. Amal ha vissuto senza mostrare paura, nemmeno di fronte alle minacce ricevute, spinta dal desiderio viscerale di documentare la realtà del Libano meridionale e di dare testimonianza delle sofferenze della sua gente. In questa intervista, sua sorella Zainab, ci apre le porte di quel mondo privato, raccontandoci la donna che si nascondeva dietro l’obiettivo, una “voce della verità e dell’umanità” che credeva fermamente che il giornalismo non potesse mai essere considerato un crimine. Le sue parole non sono solo un ricordo, ma un grido di giustizia e un invito a non lasciare che il sacrificio di Amal resti vano. Chi era Amal nella vita privata, oltre al suo lavoro di giornalista, e cosa la spingeva a raccontare ciò che accadeva sul campo? Amal era il punto di riferimento per tutti in famiglia, dai più grandi ai più piccoli. Si prendeva cura di tutti e cercava di risolvere i problemi di ciascuno: quando qualcuno aveva bisogno di qualcosa, si rivolgeva a lei. Si occupava anche della madre malata. Amal era il punto di riferimento per tutti. La sua passione per il lavoro ha avuto un grande impatto su ciò che voleva realizzare nella sua carriera. Aveva un messaggio da trasmettere a tutti sul Libano meridionale e sugli effetti dell'occupazione, ed è questo che l’ha spinta a essere sul campo. Inoltre, voleva documentare, con parole e video, ciò che gli israeliani stanno facendo nel sud: dalla distruzione all’uccisione delle persone, fino all’occupazione del territorio. Amal aveva mai espresso timori per la sua sicurezza o raccontato episodi di minacce legate al suo lavoro? Amal ha ricevuto minacce anonime nel 2024, prima che la guerra avesse inizio in quel periodo; tuttavia, non le rese pubbliche finché non fu certa delle fonti delle minacce, e, nonostante ciò, non espresse mai alcun tipo di paura a nessuno. Cosa chiedete oggi alla comunità internazionale e alle istituzioni affinché venga fatta piena luce sulla sua morte? La comunità e le istituzioni internazionali hanno un ruolo importante da svolgere e devono agire contro i crimini di guerra, avviando indagini, in particolare sulla sua morte attribuita al nemico israeliano. Questo perché l’attacco sarebbe stato compiuto con premeditazione e intenzionalità: sono stati bombardati i suoi colleghi che si trovavano davanti alla sua auto, la sua stessa auto e la casa in cui aveva trovato rifugio; inoltre è stata presa di mira anche la Croce Rossa, intervenuta per soccorrerla e recuperare i corpi dei suoi colleghi. Per questo motivo, tutte le comunità e le istituzioni internazionali devono intraprendere azioni serie e avviare indagini approfondite su questo caso. Quale eredità pensate che Amal lasci al giornalismo e a chi continua a raccontare i conflitti in condizioni così pericolose? Il giornalismo non è un crimine. Amal ne era profondamente convinta, credeva nel diritto dei giornalisti a essere protetti da ogni minaccia e violazione, ha lasciato un segno forte e duraturo nel mondo dell’informazione, diventando fonte di ispirazione per molti, spingendoli a cercare la verità senza compromessi. La sua voce, autentica e coraggiosa, resta un simbolo di umanità e giustizia. Oggi, chi continua a lavorare sul campo ne raccoglie l’eredità, portando avanti il suo impegno con la stessa determinazione.
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  • https://toba60.com/tutti-gli-amministratori-delegati-e-leader-mondiali-che-sono-sotto-le-dipendenze-di-papa-leone-xiv-tenetevi-forte/
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  • Scandalo clamoroso: trema tutto il palazzo politico!
    Una decisione inaspettata della Cassazione sta riscrivendo la storia recente dell'Italia. È scoppiato un vero e proprio terremoto sul caso COVID che fa tremare Giuseppe Conte e Roberto Speranza. Le ultime rivelazioni sono scioccanti e la tensione è ormai alle stelle.
    Maurizio Belpietro non usa mezzi termini e sferra un attacco durissimo senza sconti: "Devono pagare tutti!". Un'accusa pesantissima che sta sollevando mille domande. Cosa rischiano davvero gli ex vertici ora?

    QUI POTETE TROVARE il LINK per firmare la nostra petizione per mettere in stato di accusa l'ex Ministro Speranza e Nicola Magrini ex direttore generale di AIFA:
    https://www.scenario.press/petition

    PIU' di 13.700 FIRME RAGGIUNTE.
    ABBIAMO BISOGNO del SOSTEGNO di TUTTI! Grazie per firmare e condividere!
    MASSIMA DIFFUSIONE!
    🚨 Scandalo clamoroso: trema tutto il palazzo politico! Una decisione inaspettata della Cassazione sta riscrivendo la storia recente dell'Italia. È scoppiato un vero e proprio terremoto sul caso COVID che fa tremare Giuseppe Conte e Roberto Speranza. Le ultime rivelazioni sono scioccanti e la tensione è ormai alle stelle. Maurizio Belpietro non usa mezzi termini e sferra un attacco durissimo senza sconti: "Devono pagare tutti!". Un'accusa pesantissima che sta sollevando mille domande. Cosa rischiano davvero gli ex vertici ora? QUI POTETE TROVARE il LINK per firmare la nostra petizione per mettere in stato di accusa l'ex Ministro Speranza e Nicola Magrini ex direttore generale di AIFA: https://www.scenario.press/petition PIU' di 13.700 FIRME RAGGIUNTE. ABBIAMO BISOGNO del SOSTEGNO di TUTTI! Grazie per firmare e condividere! MASSIMA DIFFUSIONE!
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