• On January 7, 1943, Nikola Tesla died alone in Room 3327 of the Hotel New Yorker. He was 86 years old. A maid found him two days later after he had left a “do not disturb” sign on his door. The official cause was coronary thrombosis. But the deeper truth was quieter — years of isolation, poverty, and a world that had moved on without the man who helped power it.

    This was the inventor of alternating current, the system that still runs through our homes today. He pioneered wireless transmission, radio technology, and electric motors. He held hundreds of patents and imagined ideas — like wireless communication and renewable energy — long before they became reality. Yet by the end of his life, he was nearly penniless.

    In his final years, Tesla lived simply. He survived mostly on milk, bread, honey, and vegetable juice. Every day he walked to nearby parks to feed pigeons, especially one white pigeon he loved deeply. He once said he loved her as a man loves a woman. When she died, something in him seemed to fade too.

    There was a time when Tesla dazzled New York society, lighting bulbs with his bare hands and creating artificial lightning in his laboratory. Investors once backed him. Crowds once admired him. But as his ideas grew more ambitious — especially his dream of free wireless energy for the world — funding disappeared. He became known more as an eccentric than a genius.

    And yet, when he died, the world paused. Thousands attended his funeral. Leaders and scientists sent tributes. Years later, the Supreme Court recognized his priority in radio patents. History slowly corrected itself. The world he electrified had not truly forgotten him — it had simply taken time to understand him.

    Today, his name lives on in science, technology, and even in companies that shape the modern age. Tesla died alone in a hotel room, feeding pigeons while the current he created hummed through cities. He did not die forgotten. He died having changed the world — and that legacy still shines.

    Il 7 gennaio 1943, Nikola Tesla morì da solo nella stanza 3327 dell'Hotel New Yorker. Aveva 86 anni. Una cameriera lo trovò due giorni dopo, dopo che aveva lasciato un cartello "non disturbare" sulla porta. La causa ufficiale fu una trombosi coronarica. Ma la verità più profonda era più nascosta: anni di isolamento, povertà e un mondo che era andato avanti senza l'uomo che contribuiva ad alimentarlo.

    Questo era l'inventore della corrente alternata, il sistema che ancora oggi attraversa le nostre case. Fu un pioniere della trasmissione senza fili, della tecnologia radio e dei motori elettrici. Detenne centinaia di brevetti e immaginò idee – come la comunicazione wireless e l'energia rinnovabile – molto prima che diventassero realtà. Eppure, alla fine della sua vita, era quasi senza un soldo.

    Nei suoi ultimi anni, Tesla visse in modo semplice. Sopravvisse principalmente a latte, pane, miele e succo di verdura. Ogni giorno andava a piedi nei parchi vicini per dare da mangiare ai piccioni, in particolare a un piccione bianco che amava profondamente. Una volta disse di amarla come un uomo ama una donna. Quando lei morì, qualcosa in lui sembrò svanire anche lui.

    C'è stato un tempo in cui Tesla abbagliava la società newyorkese, accendendo lampadine a mani nude e creando fulmini artificiali nel suo laboratorio. Un tempo gli investitori lo sostenevano. Un tempo la folla lo ammirava. Ma man mano che le sue idee diventavano più ambiziose – soprattutto il suo sogno di energia elettrica gratuita e senza fili per il mondo – i finanziamenti svanirono. Divenne noto più come un eccentrico che come un genio.

    Eppure, quando morì, il mondo si fermò. Migliaia di persone parteciparono al suo funerale. Leader e scienziati inviarono tributi. Anni dopo, la Corte Suprema gli riconobbe la priorità nei brevetti radiofonici. La storia si corresse lentamente. Il mondo da lui elettrificato non lo aveva veramente dimenticato – aveva semplicemente impiegato del tempo per capirlo.

    Oggi, il suo nome vive nella scienza, nella tecnologia e persino nelle aziende che plasmano l'era moderna. Tesla morì da solo in una stanza d'albergo, dando da mangiare ai piccioni mentre la corrente da lui creata ronzava per le città. Non morì dimenticato. Morì avendo cambiato il mondo – e questa eredità brilla ancora.
    On January 7, 1943, Nikola Tesla died alone in Room 3327 of the Hotel New Yorker. He was 86 years old. A maid found him two days later after he had left a “do not disturb” sign on his door. The official cause was coronary thrombosis. But the deeper truth was quieter — years of isolation, poverty, and a world that had moved on without the man who helped power it. This was the inventor of alternating current, the system that still runs through our homes today. He pioneered wireless transmission, radio technology, and electric motors. He held hundreds of patents and imagined ideas — like wireless communication and renewable energy — long before they became reality. Yet by the end of his life, he was nearly penniless. In his final years, Tesla lived simply. He survived mostly on milk, bread, honey, and vegetable juice. Every day he walked to nearby parks to feed pigeons, especially one white pigeon he loved deeply. He once said he loved her as a man loves a woman. When she died, something in him seemed to fade too. There was a time when Tesla dazzled New York society, lighting bulbs with his bare hands and creating artificial lightning in his laboratory. Investors once backed him. Crowds once admired him. But as his ideas grew more ambitious — especially his dream of free wireless energy for the world — funding disappeared. He became known more as an eccentric than a genius. And yet, when he died, the world paused. Thousands attended his funeral. Leaders and scientists sent tributes. Years later, the Supreme Court recognized his priority in radio patents. History slowly corrected itself. The world he electrified had not truly forgotten him — it had simply taken time to understand him. Today, his name lives on in science, technology, and even in companies that shape the modern age. Tesla died alone in a hotel room, feeding pigeons while the current he created hummed through cities. He did not die forgotten. He died having changed the world — and that legacy still shines. Il 7 gennaio 1943, Nikola Tesla morì da solo nella stanza 3327 dell'Hotel New Yorker. Aveva 86 anni. Una cameriera lo trovò due giorni dopo, dopo che aveva lasciato un cartello "non disturbare" sulla porta. La causa ufficiale fu una trombosi coronarica. Ma la verità più profonda era più nascosta: anni di isolamento, povertà e un mondo che era andato avanti senza l'uomo che contribuiva ad alimentarlo. Questo era l'inventore della corrente alternata, il sistema che ancora oggi attraversa le nostre case. Fu un pioniere della trasmissione senza fili, della tecnologia radio e dei motori elettrici. Detenne centinaia di brevetti e immaginò idee – come la comunicazione wireless e l'energia rinnovabile – molto prima che diventassero realtà. Eppure, alla fine della sua vita, era quasi senza un soldo. Nei suoi ultimi anni, Tesla visse in modo semplice. Sopravvisse principalmente a latte, pane, miele e succo di verdura. Ogni giorno andava a piedi nei parchi vicini per dare da mangiare ai piccioni, in particolare a un piccione bianco che amava profondamente. Una volta disse di amarla come un uomo ama una donna. Quando lei morì, qualcosa in lui sembrò svanire anche lui. C'è stato un tempo in cui Tesla abbagliava la società newyorkese, accendendo lampadine a mani nude e creando fulmini artificiali nel suo laboratorio. Un tempo gli investitori lo sostenevano. Un tempo la folla lo ammirava. Ma man mano che le sue idee diventavano più ambiziose – soprattutto il suo sogno di energia elettrica gratuita e senza fili per il mondo – i finanziamenti svanirono. Divenne noto più come un eccentrico che come un genio. Eppure, quando morì, il mondo si fermò. Migliaia di persone parteciparono al suo funerale. Leader e scienziati inviarono tributi. Anni dopo, la Corte Suprema gli riconobbe la priorità nei brevetti radiofonici. La storia si corresse lentamente. Il mondo da lui elettrificato non lo aveva veramente dimenticato – aveva semplicemente impiegato del tempo per capirlo. Oggi, il suo nome vive nella scienza, nella tecnologia e persino nelle aziende che plasmano l'era moderna. Tesla morì da solo in una stanza d'albergo, dando da mangiare ai piccioni mentre la corrente da lui creata ronzava per le città. Non morì dimenticato. Morì avendo cambiato il mondo – e questa eredità brilla ancora.
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  • A VOLTE RITORNANO!
    DUE O TRE COSETTE CHE FORSE NON SAPETE DI ALEXEY NAVALNY
    di Roberto Vallepiano

    Preceduto da una campagna stampa psichedelica che lo dava assassinato da Putin con la rana freccia dell'Ecuador, le tigri del Bengala o i coccodrilli del Borneo in questi giorni è tornato prepotentemente di moda il faccendiere Alexey Navalny, con indignazioni bipartisan, piagnistei assortiti e beatificazione postuma da parte del Governo delle Destre e del Partito Democratico.
    Sempre uniti per le cose che contano e cioè la fedeltà a Washington e Tel Aviv.

    Navalny era innanzitutto un volgare truffatore condannato a 3 anni e 6 mesi di carcere per frode e appropriazione indebita.
    Nonostante venga descritto come un leader politico perseguitato dal dittatore Putin per ragioni di coscienza, in realtà fu condannato per aver truffato due aziende francesi - tra cui il gigante dei cosmetici Yves Rocher - per una somma pari a mezzo milione di Euro.

    Ma quello che viene impropriamente definito il "Mandela Russo" dai mass media occidentali non era un semplice furfante ma uno dei capi della galassia neonazista russa, organizzatore della "Russian March": una marcia xenofoba dove tra svastiche, croci celtiche e saluti romani, si celebrava il Terzo Reich.

    Nonostante vivesse ricco e pasciuto all'estero i suoi padrini occidentali lo fecero tornare provocatoriamente in Russia per trasformare il suo arresto in un'operazione mediatica contro il Cremlino.

    E' in questo modo che il menzognificio occidentale ha trasformato un impostore nell'improbabile "Leader dell'opposizione".
    Ma in Russia a guidare l'opposizione c'è il Partito Comunista di Zyuganov e quando Navalny si candidò alle elezioni raggiunse la ragguardevole cifra dello 0,73%, cioè il prefisso telefonico di Ancona.
    A VOLTE RITORNANO! DUE O TRE COSETTE CHE FORSE NON SAPETE DI ALEXEY NAVALNY di Roberto Vallepiano Preceduto da una campagna stampa psichedelica che lo dava assassinato da Putin con la rana freccia dell'Ecuador, le tigri del Bengala o i coccodrilli del Borneo in questi giorni è tornato prepotentemente di moda il faccendiere Alexey Navalny, con indignazioni bipartisan, piagnistei assortiti e beatificazione postuma da parte del Governo delle Destre e del Partito Democratico. Sempre uniti per le cose che contano e cioè la fedeltà a Washington e Tel Aviv. Navalny era innanzitutto un volgare truffatore condannato a 3 anni e 6 mesi di carcere per frode e appropriazione indebita. Nonostante venga descritto come un leader politico perseguitato dal dittatore Putin per ragioni di coscienza, in realtà fu condannato per aver truffato due aziende francesi - tra cui il gigante dei cosmetici Yves Rocher - per una somma pari a mezzo milione di Euro. Ma quello che viene impropriamente definito il "Mandela Russo" dai mass media occidentali non era un semplice furfante ma uno dei capi della galassia neonazista russa, organizzatore della "Russian March": una marcia xenofoba dove tra svastiche, croci celtiche e saluti romani, si celebrava il Terzo Reich. Nonostante vivesse ricco e pasciuto all'estero i suoi padrini occidentali lo fecero tornare provocatoriamente in Russia per trasformare il suo arresto in un'operazione mediatica contro il Cremlino. E' in questo modo che il menzognificio occidentale ha trasformato un impostore nell'improbabile "Leader dell'opposizione". Ma in Russia a guidare l'opposizione c'è il Partito Comunista di Zyuganov e quando Navalny si candidò alle elezioni raggiunse la ragguardevole cifra dello 0,73%, cioè il prefisso telefonico di Ancona.
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  • Cose dall’altro mondo – se ne sono accorti. / Le radiazioni elettromagnetiche generate dalle dorsali elettriche (linee elettriche) sono promotrici (rischio più alto) di tumori del sistema nervoso centrale nei bambini. / Uno studio recente pubblicato su Environmental Research ha riportato un'associazione (causa/effetto) tra l'esposizione a radiazioni elettromagnetiche a Città del Messico. In particolare i campi magnetici a frequenza estremamente bassa (ELF-MF) generati dalle linee elettriche e gli stessi cablaggi domestici, sono fonte di rischio nei bambini. L’esposizione promuove lo sviluppare tumori del sistema nervoso centrale (SNC). / Si chiama – inquinamento elettromagnetico indoor. La sopracitata ricerca ha evidenziato che l’esposizione ai Campi ElettroMagnetici (CEM) che emettono Radiazioni Non Ionizzanti (NIR) a Frequenza Ultra Bassa (ELF) e Media (MF) come quella che alimenta le nostre abitazioni, (misurata nelle camere da letto), se superiore a 0,4 μT (microTesla) è stata significativamente associata a un aumento del rischio di sviluppare tumori nel SNC (Sistema Nervoso Centrale). Oltre il 5% dei bambini a Città del Messico, è stato esposto a livelli di ELF-MF superiori a 0,3 μT, e le conseguenze si sono dimostrate evidenti.
    L'esposizione quotidiana alle radiazioni elettromagnetiche (CEM NIR) — emesse dalle dorsali elettriche (AT) e dalle infrastrutture della rete elettrica (ad es. sottostazioni, linee MT, BT e altro), sono in continuo incremento vista la continua domanda di erogazione del servizio. Sebbene i cittadini (una grande parte) sappiano che ciò nuoce, non riescono a rinunciare a ciò che questo servizio e le tecnologie offrono. Questo ulteriore studio, rafforza la conoscenza riguardo ai rischi per la salute che ne derivano se esposti a tali eventi. La Consapevolezza, purtroppo è tutta un’altra cosa. Proprio su questo giocano coloro i quali basano il loro business sulle nostre cattive abitudini. La stessa scienza ufficiale favorisce tutto questo, a sua volta spalleggiata dalla governance nazionale. Una vera vergogna. / Chi mi segue sa che alla fine dei testi, tiro le somme e offro un’analisi che ben pochi fanno, chi per ignoranza altri mentendo sapendo di farlo. Lascio a voi decidere quale sia la peggiore. / Come evidenzio da tempo, niente può funzionare se non è alimentato dalla Fem (Forza elettromotrice), la quale genera CEM NIR (elettrosmog). Va anche specificato che la “radiofrequenza” può essere generata solamente in presenza di elettrosmog (parte predominante delle onde radio). Anche in questo caso, la ricerca effettuata si basa sul danno biologico, come conseguenza all’esposizione dell’intensità del campo elettromagnetico generato. È un “fattore indicatore” che pur essendo associato ad uno specifico danno (tumori dovuti all’alterazione del Sistema Nervoso Centrale), non è sufficiente per determinare la gravità dell’evento, soprattutto, NON evidenzia la CAUSA. / Per determinare il DANNO BIOLOGICO da esposizione ai CAMPI ELETTROMAGNETICI (CEM) artificiali che emettono RADIAZIONI NON IONIZZANTI (NIR), è necessario effettuare non meno di 4 misurazioni contemporaneamente. Esse sono: 1) Forza (Intensità dell’evento); 2) Frequenza (Ciclicità dell’evento); 3) Forma d’Onda (andamento dell’evento nel tempo e nello spazio); 4) Tempo (esposizione dell’evento). Solo scoprendo la CAUSA, è possibile trovare la soluzione o, almeno, suggerire pratiche che attenuano il danno biologico a cui siamo esposti. Possiamo infine aggiungere che NON esistono “soluzioni schermanti”. Non ci sono in natura, tantomeno artificiali (costruite dall’uomo), capaci di creare un muro (scudo, schermo) dietro al quale ci si può proteggere. Il Primio Nobel per la Fisica, assegnato riguardo lo “effetto tunneling” del 2025, dimostra proprio questo. Anche nei modelli macroscopici, le particelle oltrepassano la materia sono forma di onda quantistica. Desidero inoltre ricordare che tale scoperta risale a 41 anni fa. / Mi auguro di esservi stato utile e capace di farvi comprendere che dentro alle nostre abitazioni, noi viviamo immersi dentro a “INQUINAMENTO INDOOR”. Talvolta maggiore di quello presente all’esterno.
    Giorgio Rossi Ecoitaliasolidale Nord Italia_
    Cose dall’altro mondo – se ne sono accorti. / Le radiazioni elettromagnetiche generate dalle dorsali elettriche (linee elettriche) sono promotrici (rischio più alto) di tumori del sistema nervoso centrale nei bambini. / Uno studio recente pubblicato su Environmental Research ha riportato un'associazione (causa/effetto) tra l'esposizione a radiazioni elettromagnetiche a Città del Messico. In particolare i campi magnetici a frequenza estremamente bassa (ELF-MF) generati dalle linee elettriche e gli stessi cablaggi domestici, sono fonte di rischio nei bambini. L’esposizione promuove lo sviluppare tumori del sistema nervoso centrale (SNC). / Si chiama – inquinamento elettromagnetico indoor. La sopracitata ricerca ha evidenziato che l’esposizione ai Campi ElettroMagnetici (CEM) che emettono Radiazioni Non Ionizzanti (NIR) a Frequenza Ultra Bassa (ELF) e Media (MF) come quella che alimenta le nostre abitazioni, (misurata nelle camere da letto), se superiore a 0,4 μT (microTesla) è stata significativamente associata a un aumento del rischio di sviluppare tumori nel SNC (Sistema Nervoso Centrale). Oltre il 5% dei bambini a Città del Messico, è stato esposto a livelli di ELF-MF superiori a 0,3 μT, e le conseguenze si sono dimostrate evidenti. L'esposizione quotidiana alle radiazioni elettromagnetiche (CEM NIR) — emesse dalle dorsali elettriche (AT) e dalle infrastrutture della rete elettrica (ad es. sottostazioni, linee MT, BT e altro), sono in continuo incremento vista la continua domanda di erogazione del servizio. Sebbene i cittadini (una grande parte) sappiano che ciò nuoce, non riescono a rinunciare a ciò che questo servizio e le tecnologie offrono. Questo ulteriore studio, rafforza la conoscenza riguardo ai rischi per la salute che ne derivano se esposti a tali eventi. La Consapevolezza, purtroppo è tutta un’altra cosa. Proprio su questo giocano coloro i quali basano il loro business sulle nostre cattive abitudini. La stessa scienza ufficiale favorisce tutto questo, a sua volta spalleggiata dalla governance nazionale. Una vera vergogna. / Chi mi segue sa che alla fine dei testi, tiro le somme e offro un’analisi che ben pochi fanno, chi per ignoranza altri mentendo sapendo di farlo. Lascio a voi decidere quale sia la peggiore. / Come evidenzio da tempo, niente può funzionare se non è alimentato dalla Fem (Forza elettromotrice), la quale genera CEM NIR (elettrosmog). Va anche specificato che la “radiofrequenza” può essere generata solamente in presenza di elettrosmog (parte predominante delle onde radio). Anche in questo caso, la ricerca effettuata si basa sul danno biologico, come conseguenza all’esposizione dell’intensità del campo elettromagnetico generato. È un “fattore indicatore” che pur essendo associato ad uno specifico danno (tumori dovuti all’alterazione del Sistema Nervoso Centrale), non è sufficiente per determinare la gravità dell’evento, soprattutto, NON evidenzia la CAUSA. / Per determinare il DANNO BIOLOGICO da esposizione ai CAMPI ELETTROMAGNETICI (CEM) artificiali che emettono RADIAZIONI NON IONIZZANTI (NIR), è necessario effettuare non meno di 4 misurazioni contemporaneamente. Esse sono: 1) Forza (Intensità dell’evento); 2) Frequenza (Ciclicità dell’evento); 3) Forma d’Onda (andamento dell’evento nel tempo e nello spazio); 4) Tempo (esposizione dell’evento). Solo scoprendo la CAUSA, è possibile trovare la soluzione o, almeno, suggerire pratiche che attenuano il danno biologico a cui siamo esposti. Possiamo infine aggiungere che NON esistono “soluzioni schermanti”. Non ci sono in natura, tantomeno artificiali (costruite dall’uomo), capaci di creare un muro (scudo, schermo) dietro al quale ci si può proteggere. Il Primio Nobel per la Fisica, assegnato riguardo lo “effetto tunneling” del 2025, dimostra proprio questo. Anche nei modelli macroscopici, le particelle oltrepassano la materia sono forma di onda quantistica. Desidero inoltre ricordare che tale scoperta risale a 41 anni fa. / Mi auguro di esservi stato utile e capace di farvi comprendere che dentro alle nostre abitazioni, noi viviamo immersi dentro a “INQUINAMENTO INDOOR”. Talvolta maggiore di quello presente all’esterno. Giorgio Rossi Ecoitaliasolidale Nord Italia_
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  • NON SARANNO MICA STATI i VACCINI CHE HAI SPONSORIZZATO?
    FATTI UN ESAME DI COSCIENZA!
    Piero Pelù: "L'acufene mi ha costretto a reinventarmi completamente"
    Il rocker soffre di acufene permanente: "Uso i tappi anche per uscire di casa. Ne soffrono 800 milioni di persone nel mondo".
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/12/chi-ha-lacufene-come-me-si-isola-dal-mondo-non-si-dorme-si-arriva-alla-depressione-uso-i-tappi-anche-per-uscire-da-casa-parla-piero-pelu/8289125/
    NON SARANNO MICA STATI i VACCINI CHE HAI SPONSORIZZATO? FATTI UN ESAME DI COSCIENZA! Piero Pelù: "L'acufene mi ha costretto a reinventarmi completamente" Il rocker soffre di acufene permanente: "Uso i tappi anche per uscire di casa. Ne soffrono 800 milioni di persone nel mondo". https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/12/chi-ha-lacufene-come-me-si-isola-dal-mondo-non-si-dorme-si-arriva-alla-depressione-uso-i-tappi-anche-per-uscire-da-casa-parla-piero-pelu/8289125/
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  • APPELLO ALL’UMANITÀ

    La nuova Gaza del Board of Peace non è altro che un’onda di orrore che rischia di sovrascrivere un altro orrore già inciso nella coscienza collettiva. Quando il dolore diventa narrazione strategica e la sofferenza viene normalizzata nel dibattito pubblico, il rischio più grande è l’assuefazione. E l’assuefazione è la vera sconfitta dell’umanità.

    Ho deciso, insieme al collettivo "MaiIndifferenti" di firmare un appello che non vuole essere l’ennesimo gesto simbolico o una presa di posizione sterile. Vogliamo che sia un punto di ripartenza. Un’occasione per fermarci, leggere, comprendere e riappropriarci del significato profondo di parole come umanità e pietà.
    Tra una giornata e l’altra, tra notifiche e rumore mediatico, torniamo all’essenziale: riconoscere il valore della vita, sempre. Perché a volte una riflessione autentica vale più di cento, mille cortei.

    Link all’articolo e istruzioni per la firma:

    https://www.pressenza.com/it/2026/02/appello-allumanita/

    #MaiIndifferenti #AppelloAllUmanità #DirittiUmani #RestiamoUmani
    🚨 APPELLO ALL’UMANITÀ 🤍🕊️ La nuova Gaza del Board of Peace non è altro che un’onda di orrore che rischia di sovrascrivere un altro orrore già inciso nella coscienza collettiva. Quando il dolore diventa narrazione strategica e la sofferenza viene normalizzata nel dibattito pubblico, il rischio più grande è l’assuefazione. E l’assuefazione è la vera sconfitta dell’umanità. Ho deciso, insieme al collettivo "MaiIndifferenti" di firmare un appello che non vuole essere l’ennesimo gesto simbolico o una presa di posizione sterile. Vogliamo che sia un punto di ripartenza. Un’occasione per fermarci, leggere, comprendere e riappropriarci del significato profondo di parole come umanità e pietà. Tra una giornata e l’altra, tra notifiche e rumore mediatico, torniamo all’essenziale: riconoscere il valore della vita, sempre. Perché a volte una riflessione autentica vale più di cento, mille cortei. 🔗 Link all’articolo e istruzioni per la firma: https://www.pressenza.com/it/2026/02/appello-allumanita/ #MaiIndifferenti #AppelloAllUmanità #DirittiUmani #RestiamoUmani
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  • Oggi 11 febbraio, il giorno in cui il mondo celebra la Madonna di Lourdes, il movimento "Il Popolo delle Mamme" sceglie di rompere il silenzio. Non lo facciamo solo come cittadine, ma come donne di luce e portatrici di speranza, con la profonda certezza di agire con una spinta che ci viene dall’Alto.
    ​In questo giorno di grazia e GUARIGIONE, abbiamo inoltrato un appello urgente al Ministro della Salute Oreste Schillaci, alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al Sottosegretario Marcello Gemmato.
    La nostra è una chiamata alla coscienza delle Istituzioni per affrontare quella che definiamo una vera emergenza pubblica:
    L’EPIDEMIA DI AUTISMO e la necessità di una presa di coscienza e risoluzione.
    Chiediamo trasparenza totale sulla correlazione tra pratiche vaccinali e l'aumento dei disturbi dello spettro autistico.
    ​La LIBERTÀ VACCINALE come Diritto costituzionale!
    ​il nostro grido nasce dal cuore pulsante delle madri italiane e dalle testimonianze di tanti genitori.
    ​Il Popolo delle Mamme
    Oggi 11 febbraio, il giorno in cui il mondo celebra la Madonna di Lourdes, il movimento "Il Popolo delle Mamme" sceglie di rompere il silenzio. Non lo facciamo solo come cittadine, ma come donne di luce e portatrici di speranza, con la profonda certezza di agire con una spinta che ci viene dall’Alto. ​In questo giorno di grazia e GUARIGIONE, abbiamo inoltrato un appello urgente al Ministro della Salute Oreste Schillaci, alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al Sottosegretario Marcello Gemmato. La nostra è una chiamata alla coscienza delle Istituzioni per affrontare quella che definiamo una vera emergenza pubblica: L’EPIDEMIA DI AUTISMO e la necessità di una presa di coscienza e risoluzione. Chiediamo trasparenza totale sulla correlazione tra pratiche vaccinali e l'aumento dei disturbi dello spettro autistico. ​La LIBERTÀ VACCINALE come Diritto costituzionale! ​il nostro grido nasce dal cuore pulsante delle madri italiane e dalle testimonianze di tanti genitori. ​Il Popolo delle Mamme
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  • La storia della premio Nobel Narges Mohammadi, simbolo della resistenza al regime, condannata ad altri sette anni di carcere in Iran
    L'attivista per i diritti delle donne e ingegnera è stata condannata da un tribunale iraniano ad altri anni di carcere e un divieto di espatrio di due anni.

    La premio Nobel Narges Mohammadi è stata condannata ad altri sette anni di carcere in Iran. Un accanimento quello del regime iraniano che palesa, in caso ce ne fosse bisogno, la forza e la determinazione dell'ingegnera Narges Mohammadi che oggi ha 53 anni, è una delle voci più autorevoli della società iraniana, simbolo della resistenza femminile al regime. Paga per essersi battuta da sempre a favore dei diritti delle donne e contro l'oppressione del suo Paese, l'Iran, o meglio la Repubblica Islamica. Per il regime si tratta di «propaganda» ed ecco la nuova condanna: il reato contestatole, come ha spiegato all'Afp, il suo avvocato Mostafa Nili è di «associazione e collusione per commettere e reati», una sorta di accusa di cospirazione. È previsto anche un divieto di espatrio di due anni.

    «Sono devastato, è una notizia terribile. Grazie di cuore, non smettete di parlare di lei. Il regime deve rilasciare tutti i prigionieri politici», ha detto al Corriere della Sera, il figlio Ali Rahmani che vive a Parigi. Questa condanna si unisce alle precedenti facendo diventare più di 17 gli anni di carcere a cui la premio Nobel è stata condannata, con 154 frustate. Nell'ultimo anno, da dicembre 2024 a dicembre 2025 era stata scarcerata per motivi di salute e messai ai domiciliari ma il 12 dicembre scorso è stata arrestata nuovamente durante le proteste e da quel momento è stata messa in isolamento. Solo dopo 59 giorni, riferisce il Corriere della Sera tramite la Fondazione della Premio Nobel, ha potuto parlare con il suo avvocato. Successivamente, Mohammadi ha iniziato uno sciopero della fame che pochi giorni dopo ha interrotto a causa delle sue condizioni di salute precarie.
    La giornalista Masih Alinejad che ha affrontato il rappresentante di Teheran all'Onu: «Il regime ha già emesso una condanna a morte nei miei confronti. Questo non m'impedisce di dire la verità: la Repubblica islamica è alla fine»

    L'attivista e dissidente iraniana-americana ha lanciato un duro un attacco al rappresentante dell’Iran durante una riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. L'intervista
    Masih Alineajd durante il suo intervento all'Onu

    Nel 2023, mentre si trovava in carcere, le è stato conferito il premio Nobel per la Pace, «per la sua battaglia contro l'oppressione delle donne in Iran e per promuovere diritti umani e libertà per tutti». A ritirare il premio e a leggere il discorso di ringraziamento scritto dalla madre sono stati i figli gemelli, Kiana e Ali, di 17 anni, che vivono in esilio a Parigi con il padre. Un riconoscimento che non le è valso nessuna tutela giudiziaria. Secondo le organizzazioni internazionali, quest'ultima condanna s'inserisce in una strategia più ampia d'intimidazione contro le figure simbolo del dissenso interno. Dal carcere ha continuato a far arrivare all'esterno lettere e messaggi in cui denunciava la violenza sistematica contro le donne e i manifestanti, pagando tutto questo con l'isolamento, il diniego di cure mediche e la separazione forzata dalla sua famiglia e dai suoi figli.

    In un'intervista al Il Manifesto ha sottolineato: «L’uccisione dei manifestanti e dei dissidenti politici per le strade è altrettanto terribile e sconvolgente dell’omicidio di civili innocenti sotto bombe e missili. Il regime della Repubblica islamica è aggressivo, ostile ai diritti fondamentali del popolo iraniano e non rispetta nemmeno le sue leggi. Morire per mano di forze occupanti è guerra, mentre morire per mano di un regime oppressivo e autoritario che governa da 45 anni cos’è? Come donna che vede e subisce l’apartheid sessuale nel proprio paese penso che finché questo apartheid esisterà la pace duratura sarà impossibile. Allo stesso modo, in assenza dei diritti fondamentali delle donne in Medio Oriente, e in presenza di dominio, discriminazione e repressione, la democrazia, la libertà e l’uguaglianza nel mondo sono prive di significato. Sono come ferite infette e nauseanti sulla coscienza dell’umanità».

    https://www.vanityfair.it/article/la-storia-della-premio-nobel-narges-mohammadi-condannata-ad-altri-sette-anni-di-carcere-in-iran?utm_source=firefox-newtab-it-it
    La storia della premio Nobel Narges Mohammadi, simbolo della resistenza al regime, condannata ad altri sette anni di carcere in Iran L'attivista per i diritti delle donne e ingegnera è stata condannata da un tribunale iraniano ad altri anni di carcere e un divieto di espatrio di due anni. La premio Nobel Narges Mohammadi è stata condannata ad altri sette anni di carcere in Iran. Un accanimento quello del regime iraniano che palesa, in caso ce ne fosse bisogno, la forza e la determinazione dell'ingegnera Narges Mohammadi che oggi ha 53 anni, è una delle voci più autorevoli della società iraniana, simbolo della resistenza femminile al regime. Paga per essersi battuta da sempre a favore dei diritti delle donne e contro l'oppressione del suo Paese, l'Iran, o meglio la Repubblica Islamica. Per il regime si tratta di «propaganda» ed ecco la nuova condanna: il reato contestatole, come ha spiegato all'Afp, il suo avvocato Mostafa Nili è di «associazione e collusione per commettere e reati», una sorta di accusa di cospirazione. È previsto anche un divieto di espatrio di due anni. «Sono devastato, è una notizia terribile. Grazie di cuore, non smettete di parlare di lei. Il regime deve rilasciare tutti i prigionieri politici», ha detto al Corriere della Sera, il figlio Ali Rahmani che vive a Parigi. Questa condanna si unisce alle precedenti facendo diventare più di 17 gli anni di carcere a cui la premio Nobel è stata condannata, con 154 frustate. Nell'ultimo anno, da dicembre 2024 a dicembre 2025 era stata scarcerata per motivi di salute e messai ai domiciliari ma il 12 dicembre scorso è stata arrestata nuovamente durante le proteste e da quel momento è stata messa in isolamento. Solo dopo 59 giorni, riferisce il Corriere della Sera tramite la Fondazione della Premio Nobel, ha potuto parlare con il suo avvocato. Successivamente, Mohammadi ha iniziato uno sciopero della fame che pochi giorni dopo ha interrotto a causa delle sue condizioni di salute precarie. La giornalista Masih Alinejad che ha affrontato il rappresentante di Teheran all'Onu: «Il regime ha già emesso una condanna a morte nei miei confronti. Questo non m'impedisce di dire la verità: la Repubblica islamica è alla fine» L'attivista e dissidente iraniana-americana ha lanciato un duro un attacco al rappresentante dell’Iran durante una riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. L'intervista Masih Alineajd durante il suo intervento all'Onu Nel 2023, mentre si trovava in carcere, le è stato conferito il premio Nobel per la Pace, «per la sua battaglia contro l'oppressione delle donne in Iran e per promuovere diritti umani e libertà per tutti». A ritirare il premio e a leggere il discorso di ringraziamento scritto dalla madre sono stati i figli gemelli, Kiana e Ali, di 17 anni, che vivono in esilio a Parigi con il padre. Un riconoscimento che non le è valso nessuna tutela giudiziaria. Secondo le organizzazioni internazionali, quest'ultima condanna s'inserisce in una strategia più ampia d'intimidazione contro le figure simbolo del dissenso interno. Dal carcere ha continuato a far arrivare all'esterno lettere e messaggi in cui denunciava la violenza sistematica contro le donne e i manifestanti, pagando tutto questo con l'isolamento, il diniego di cure mediche e la separazione forzata dalla sua famiglia e dai suoi figli. In un'intervista al Il Manifesto ha sottolineato: «L’uccisione dei manifestanti e dei dissidenti politici per le strade è altrettanto terribile e sconvolgente dell’omicidio di civili innocenti sotto bombe e missili. Il regime della Repubblica islamica è aggressivo, ostile ai diritti fondamentali del popolo iraniano e non rispetta nemmeno le sue leggi. Morire per mano di forze occupanti è guerra, mentre morire per mano di un regime oppressivo e autoritario che governa da 45 anni cos’è? Come donna che vede e subisce l’apartheid sessuale nel proprio paese penso che finché questo apartheid esisterà la pace duratura sarà impossibile. Allo stesso modo, in assenza dei diritti fondamentali delle donne in Medio Oriente, e in presenza di dominio, discriminazione e repressione, la democrazia, la libertà e l’uguaglianza nel mondo sono prive di significato. Sono come ferite infette e nauseanti sulla coscienza dell’umanità». https://www.vanityfair.it/article/la-storia-della-premio-nobel-narges-mohammadi-condannata-ad-altri-sette-anni-di-carcere-in-iran?utm_source=firefox-newtab-it-it
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    La storia della premio Nobel Narges Mohammadi, simbolo della resistenza al regime, condannata ad altri sette anni di carcere in Iran
    L'attivista per i diritti delle donne e ingegnera è stata condannata da un tribunale iraniano ad altri anni di carcere e un divieto di espatrio di due anni
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  • BREAKING NEWS – Vaccini Pediatrici (notizia che cade a fagiolo prima della pubblicazione del mio nuovo libro di Pediatria evolutiva)

    Il CDC (USA) dopo più di 20 anni si corregge.

    19 novembre 2025

    “The claim ‘vaccines do not cause autism’ is not an evidence-based claim because studies have not ruled out the possibility that infant vaccines cause autism.”



    Traduzione italiana

    “L’affermazione ‘i vaccini non causano l’autismo’ non è un’affermazione basata sulle evidenze, perché gli studi non hanno escluso la possibilità che i vaccini infantili possano causare l’autismo.”



    Riflessione (sobria per non incorrere nelle ire del Social)

    Per oltre vent’anni ci è stato detto — con sicurezza assoluta — che non esisteva alcuna relazione tra vaccini pediatrici e autismo.
    Oggi la principale autorità sanitaria americana modifica quella frase storica e afferma che quella certezza non era basata su prove conclusive, perché gli studi non hanno escluso del tutto la possibilità.

    Non si tratta di una conferma né di una smentita, ma di qualcosa di diverso:
    un’ammissione di incertezza, una correzione, un cambio di tono.

    Ed è proprio qui che nasce la riflessione: la scienza autentica cambia quando emergono nuovi dati

    La scienza non è fatta di dogmi: è un processo continuo di aggiornamento.
    Quando un’istituzione importante riconosce i limiti delle proprie affermazioni passate, sta facendo — in teoria — ciò che la scienza dovrebbe sempre fare: correggersi quando necessario.

    Peccato che ci siamo voluti più di 20 anni…
    BREAKING NEWS – Vaccini Pediatrici (notizia che cade a fagiolo prima della pubblicazione del mio nuovo libro di Pediatria evolutiva) Il CDC (USA) dopo più di 20 anni si corregge. 19 novembre 2025 “The claim ‘vaccines do not cause autism’ is not an evidence-based claim because studies have not ruled out the possibility that infant vaccines cause autism.” ⸻ Traduzione italiana “L’affermazione ‘i vaccini non causano l’autismo’ non è un’affermazione basata sulle evidenze, perché gli studi non hanno escluso la possibilità che i vaccini infantili possano causare l’autismo.” ⸻ Riflessione (sobria per non incorrere nelle ire del Social) Per oltre vent’anni ci è stato detto — con sicurezza assoluta — che non esisteva alcuna relazione tra vaccini pediatrici e autismo. Oggi la principale autorità sanitaria americana modifica quella frase storica e afferma che quella certezza non era basata su prove conclusive, perché gli studi non hanno escluso del tutto la possibilità. Non si tratta di una conferma né di una smentita, ma di qualcosa di diverso: un’ammissione di incertezza, una correzione, un cambio di tono. Ed è proprio qui che nasce la riflessione: la scienza autentica cambia quando emergono nuovi dati La scienza non è fatta di dogmi: è un processo continuo di aggiornamento. Quando un’istituzione importante riconosce i limiti delle proprie affermazioni passate, sta facendo — in teoria — ciò che la scienza dovrebbe sempre fare: correggersi quando necessario. Peccato che ci siamo voluti più di 20 anni…😱
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  • Dalla scienza al marchio infamante: la ghettizzazione dei cosiddetti no vax. La denuncia di Daniele Giovanardi https://radioerre.media/2026/01/27/dalla-scienza-al-marchio-infamante-la-ghettizzazione-dei-cosiddetti-no-vax-la-denuncia-di-daniele-giovanardi/
    Dalla scienza al marchio infamante: la ghettizzazione dei cosiddetti no vax. La denuncia di Daniele Giovanardi https://radioerre.media/2026/01/27/dalla-scienza-al-marchio-infamante-la-ghettizzazione-dei-cosiddetti-no-vax-la-denuncia-di-daniele-giovanardi/
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    Dalla scienza al marchio infamante: la ghettizzazione dei cosiddetti no vax. La denuncia di Daniele Giovanardi - Radio Erre
    Cinque anni dopo l’inizio della pandemia da Covid-19, nulla è cambiato. La demonizzazione di chi chiede giustizia sulla gestione della pandemia e sull’obbligo vaccinale, continua. Daniele Giovanardi, medico oggi in pensione, già direttore del Pronto Soccorso del Policlinico di Modena, figura nota nel mondo sanitario per il rigore professionale e per una vita che ha
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  • Svelato il segreto dell'Uomo Vitruviano di Leonardo
    Uno studio matematico evidenzia che il corpo è costruito a partire da segmenti di misura in un sistema duodecimale

    Source: https://www.agi.it/scienza/news/2026-01-27/uomo-vitruviano-struttura-matematica-35302347/
    Svelato il segreto dell'Uomo Vitruviano di Leonardo Uno studio matematico evidenzia che il corpo è costruito a partire da segmenti di misura in un sistema duodecimale Source: https://www.agi.it/scienza/news/2026-01-27/uomo-vitruviano-struttura-matematica-35302347/
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