• Qualcuno sta “usando” la chiusura dello Stretto di #Hormuz per fini non chiari?

    #IranWar‌ #USA #Russia #Cina #Europa #Spagna

    Vi racconto cosa dicono alcune fonti nel mondo dell’energia:
    Le aziende che gestiscono gas sono già in emergenza
    Non si trova prodotto sul mercato, sebbene i depositi siano pieni
    Ciò che è in vendita costa 3 volte rispetto a un mese fa
    Le società di assicurazione del credito non assicurano i carichi, costringono gli operatori a forme di indebitamento bancario
    I contratti di lungo periodo rischiano di creare contenziosi milionari con i clienti
    Tutto ciò mina le fondamenta del sistema produttivo.

    Domande:
    la carenza di petrolio e gas è oggi davvero ingente o siamo in balia di speculazione?

    Se le #aziende europee rischiano di andare a rotoli, perché la UE ha aumentato gli acquisti di gas russo ma si rifiuta di formalizzare accordi stabili?
    Non avere rapporti ufficiali con la Russia serve per poter continuare a progettare la guerra (e il RIARMO) che gli europei NON vogliono?
    In ultimo: la prospettiva di razionamento, lockdown energetico etc (prospettata dalla UE) che finalità ha, trattandosi di una scelta politica? Qualcuno vuole distruggere l’Europa e la sua economia? Vuole maggior controllo su cittadini spaventati? È in possesso di previsioni che non ci sono note?

    Intanto la Spagna compra gas russo.

    - Laura Calosso
    Qualcuno sta “usando” la chiusura dello Stretto di #Hormuz per fini non chiari? #IranWar‌ #USA #Russia #Cina #Europa #Spagna 🟣Vi racconto cosa dicono alcune fonti nel mondo dell’energia: 🔻Le aziende che gestiscono gas sono già in emergenza 🔻Non si trova prodotto sul mercato, sebbene i depositi siano pieni 🔻Ciò che è in vendita costa 3 volte rispetto a un mese fa 🔻 Le società di assicurazione del credito non assicurano i carichi, costringono gli operatori a forme di indebitamento bancario 🔻I contratti di lungo periodo rischiano di creare contenziosi milionari con i clienti 🔻Tutto ciò mina le fondamenta del sistema produttivo. 🟣Domande: 🔻la carenza di petrolio e gas è oggi davvero ingente o siamo in balia di speculazione? 🔻Se le #aziende europee rischiano di andare a rotoli, perché la UE ha aumentato gli acquisti di gas russo ma si rifiuta di formalizzare accordi stabili? 🔻Non avere rapporti ufficiali con la Russia serve per poter continuare a progettare la guerra (e il RIARMO) che gli europei NON vogliono? 🔻In ultimo: la prospettiva di razionamento, lockdown energetico etc (prospettata dalla UE) che finalità ha, trattandosi di una scelta politica? 🔻Qualcuno vuole distruggere l’Europa e la sua economia? Vuole maggior controllo su cittadini spaventati? È in possesso di previsioni che non ci sono note? 🟣Intanto la Spagna compra gas russo. - Laura Calosso
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  • LE VERE CAUSE DELL'AUTOIMMUNITÁ

    (Di Patrizia Coffaro)

    Le malattie autoimmuni non nascono dal nulla e soprattutto non arrivano perché il corpo impazzisce da un giorno all’altro e decide di attaccarsi senza motivo. Dietro, quasi sempre, c’è un terreno che nel tempo si altera, si sovraccarica, perde tolleranza, accumula stimoli e finisce per spingere il sistema immunitario fuori asse. Questo è il punto da capire bene, l’autoimmunità raramente è il frutto di una singola causa. Più spesso è la somma di fattori che, messi insieme, aumentano il carico biologico fino a superare la capacità di compenso dell’organismo.

    Oggi si parla di oltre ottanta malattie autoimmuni conosciute, ma il numero reale probabilmente è più alto. Alcune colpiscono in modo più selettivo un organo, come la tiroide nella tiroidite di Hashimoto o nel morbo di Basedow, altre hanno un’espressione più sistemica, come il lupus o l’artrite reumatoide. In comune hanno un punto centrale... il sistema immunitario perde precisione. Invece di distinguere in modo netto ciò che appartiene al corpo da ciò che è pericoloso, entra in una condizione di confusione immunologica e comincia a reagire in modo inappropriato.

    Per capire perché succede, bisogna fare un passo indietro, il sistema immunitario non lavora isolato, è in continuo dialogo con intestino, microbiota, sistema nervoso, ormoni, metabolismo, mitocondri, sonno, stress, carico tossico e infezioni. Quando questi sistemi iniziano a soffrire in contemporanea, l’infiammazione di fondo aumenta, la regolazione si abbassa e il corpo entra in una modalità più difensiva che riparativa, è qui che il terreno si prepara. Un concetto utile per leggere tutto questo è quello della risposta cellulare al pericolo, la cosiddetta cell danger response (ne abbiamo già parlato ma ve lo rispiego brevemente).

    In pratica, quando la cellula percepisce una minaccia che supera la sua capacità di mantenere equilibrio, smette di privilegiare la produzione efficiente di energia e passa alla difesa. Nel breve periodo è un meccanismo intelligente, il problema nasce quando la minaccia non finisce mai... stress cronico, tossine, dieta infiammatoria, infezioni persistenti, sonno scarso, disbiosi: se questi segnali rimangono presenti per mesi o anni, il corpo non torna facilmente in modalità di recupero, resta in allerta e un organismo che vive in allerta cronica è molto più vulnerabile allo sviluppo di disfunzioni immunitarie.

    Uno dei primi grandi capitoli è l’intestino, parlare di autoimmunità senza parlare di barriera intestinale significa guardare il problema a metà. Un intestino infiammato, permeabile o con microbiota alterato non crea solo disturbi digestivi, crea anche una maggiore esposizione del sistema immunitario a sostanze che non dovrebbero passare nel sangue con quella facilità. Frammenti di cibo mal digerito, tossine microbiche, componenti batteriche e antigeni ambientali attraversano una barriera che non regge più bene. Il sistema immunitario li intercetta, reagisce, infiamma, se questa scena si ripete ogni giorno, la risposta immunitaria diventa sempre più aggressiva e meno selettiva.

    Dentro questo quadro rientra anche un tema spesso sottovalutato, la bassa acidità gastrica. Se lo stomaco non produce abbastanza acido cloridrico, la digestione parte male già dall’inizio. Le proteine vengono digerite peggio, aumenta il rischio di fermentazioni e disbiosi, la barriera contro i patogeni si indebolisce e tutto il tratto digestivo ne risente, è uno dei tasselli che spiegano perché tante persone con autoimmunità presentano anni di gonfiore, reflusso, digestione lenta, sensibilità alimentari e irritazione intestinale prima ancora di ricevere una diagnosi.

    Le sensibilità alimentari infatti spesso non sono il problema iniziale, ma la conseguenza di una barriera intestinale che perde integrità. Quando questo accade, alcuni alimenti diventano bersagli ripetuti e in alcuni casi entra in gioco anche il meccanismo del mimetismo molecolare: alcune proteine assomigliano a strutture del nostro corpo da favorire una risposta crociata. Il sistema immunitario colpisce ciò che percepisce come minaccia, ma nel farlo può iniziare a colpire anche tessuti propri. È un errore di riconoscimento, ma non arriva a caso o per sfortuna. arriva dopo mesi o anni di infiammazione, passaggi intestinali alterati e continua stimolazione immunologica.

    Il secondo grande fattore è il carico tossico. Viviamo immersi in sostanze che il corpo deve neutralizzare e smaltire in continuazione, pesticidi, erbicidi, plastificanti, solventi, metalli pesanti, composti presenti nei cosmetici, nei detergenti, nell’acqua, nell’aria, nei contenitori, nei materiali da contatto. Il fegato, l’intestino, i reni, la bile, la pelle e i mitocondri lavorano ogni giorno per gestire questo carico, ma non tutti hanno la stessa capacità di detossificazione. Alcuni hanno polimorfismi genetici sfavorevoli, altri hanno già fegato congestionato, intestino infiammato o carenze nutrizionali che rallentano questi processi. Quando il carico tossico supera la capacità di smaltimento, aumentano stress ossidativo, infiammazione, danno alle membrane e irritazione immunologica. Muffe e micotossine, per esempio, possono creare quadri molto complessi: stanchezza, nebbia mentale, sinusite cronica, reattività chimica, attivazione mastocitaria, disturbi neurologici e peggioramento della tolleranza immunitaria.

    Lo stesso vale per i metalli pesanti, che interferiscono con enzimi, proteine e segnali cellulari e anche gli interferenti endocrini, come gli ftalati o il BPA, non si limitano a disturbare gli ormoni: possono alterare immunità, barriera intestinale e tono infiammatorio generale. Un terzo nodo è la glicemia instabile e la resistenza insulinica, molti non collegano il metabolismo glucidico all’autoimmunità, eppure il legame esiste. Picchi continui di zucchero nel sangue, eccesso di cibi raffinati, oli ossidati, alimentazione molto infiammatoria e sedentarietà mantengono alto il livello di infiammazione sistemica. Inoltre alterano il microbiota, peggiorano la funzione mitocondriale e aumentano lo stress metabolico. Un corpo che oscilla continuamente tra iperglicemia, iperinsulinemia e cali energetici è un corpo che si infiamma più facilmente e regola peggio anche l’immunità.

    Poi c’è lo stress cronico, che non è un concetto vago, ma una realtà biologica precisa. Stress significa aumento prolungato di cortisolo, catecolamine, infiammazione, peggior sonno, peggior digestione, peggior barriera intestinale, peggior resilienza immunitaria. Significa anche un sistema nervoso che continua a leggere pericolo e a tenere il corpo in modalità di difesa. Non serve aver vissuto solo grandi traumi, anche microstress ripetuti, relazioni difficili, ipercontrollo, allerta continua, fatica protratta, insonnia, carico mentale e senso di insicurezza possono alzare moltissimo il peso allostatico, cioè l’usura cumulativa che lo stress imprime al corpo nel tempo.

    Il sonno e il ritmo circadiano sono un altro pezzo enorme. Dormire poco, male o a orari disordinati non toglie solo energie: altera immunità, ormoni, metabolismo, risposta infiammatoria e funzione mitocondriale. La melatonina non serve soltanto a dormire. È coinvolta anche nella protezione cellulare e nella gestione dello stress ossidativo. Se la luce artificiale la sera, gli schermi, i ritmi sballati e la mancanza di luce naturale di giorno disturbano la fisiologia circadiana, il corpo perde un importante fattore di regolazione e recupero.

    Un altro capitolo decisivo è quello delle infezioni croniche o persistenti. Non si parla solo di infezioni acute evidenti, ma di situazioni che restano in sottofondo e continuano a stimolare il sistema immunitario. Disbiosi intestinale, SIBO, Helicobacter pylori, infezioni dentali o paradontali, virus latenti come Epstein-Barr, infezioni da Lyme o coinfezioni, fino ai post-virali che lasciano una coda infiammatoria lunga. In queste condizioni il sistema immunitario resta occupato, irritato, iperattivo ma inefficiente e più a lungo resta in questo stato, più aumenta il rischio che perda tolleranza.

    Infine ci sono le carenze nutrizionali, sembra banale, ma non lo è, un sistema immunitario che deve regolarsi bene ha bisogno di nutrienti adeguati. Vitamina D, zinco, vitamine del gruppo B, selenio, omega-3 e altri cofattori sono fondamentali per la tolleranza immunitaria, la funzione di barriera, la modulazione dell’infiammazione e la produzione di energia cellulare. Se mancano, il corpo diventa più vulnerabile. Non perché una capsula faccia miracoli, ma perché senza mattoni giusti anche la migliore strategia resta zoppa.

    Alla fine, la questione centrale è questa... l’autoimmunità non va letta solo come malattia del sistema immunitario; va letta come il risultato di un sistema intero che per troppo tempo ha accumulato carico senza riuscire a tornare in equilibrio. Intestino alterato, tossine, glicemia instabile, stress cronico, sonno disturbato, infezioni persistenti, carenze nutrizionali e vulnerabilità individuali non sono elementi separati, si sommano e quando si sommano abbastanza, il corpo cambia linguaggio. Per questo, il lavoro serio non è inseguire un unico colpevole o cercare una bacchetta magica... è ridurre il carico totale, migliorare digestione e barriera intestinale, abbassare l’esposizione tossica, stabilizzare la glicemia, ripristinare sonno e ritmo circadiano, cercare eventuali infezioni croniche quando il quadro lo suggerisce, correggere carenze reali... e soprattutto riportare il sistema nervoso fuori dalla difesa continua. È meno scenografico della promessa “guarisci tutto in tre mosse”, ma è molto più vicino a come funziona realmente la biologia.

    XO - Patrizia Coffaro
    LE VERE CAUSE DELL'AUTOIMMUNITÁ (Di Patrizia Coffaro) Le malattie autoimmuni non nascono dal nulla e soprattutto non arrivano perché il corpo impazzisce da un giorno all’altro e decide di attaccarsi senza motivo. Dietro, quasi sempre, c’è un terreno che nel tempo si altera, si sovraccarica, perde tolleranza, accumula stimoli e finisce per spingere il sistema immunitario fuori asse. Questo è il punto da capire bene, l’autoimmunità raramente è il frutto di una singola causa. Più spesso è la somma di fattori che, messi insieme, aumentano il carico biologico fino a superare la capacità di compenso dell’organismo. Oggi si parla di oltre ottanta malattie autoimmuni conosciute, ma il numero reale probabilmente è più alto. Alcune colpiscono in modo più selettivo un organo, come la tiroide nella tiroidite di Hashimoto o nel morbo di Basedow, altre hanno un’espressione più sistemica, come il lupus o l’artrite reumatoide. In comune hanno un punto centrale... il sistema immunitario perde precisione. Invece di distinguere in modo netto ciò che appartiene al corpo da ciò che è pericoloso, entra in una condizione di confusione immunologica e comincia a reagire in modo inappropriato. Per capire perché succede, bisogna fare un passo indietro, il sistema immunitario non lavora isolato, è in continuo dialogo con intestino, microbiota, sistema nervoso, ormoni, metabolismo, mitocondri, sonno, stress, carico tossico e infezioni. Quando questi sistemi iniziano a soffrire in contemporanea, l’infiammazione di fondo aumenta, la regolazione si abbassa e il corpo entra in una modalità più difensiva che riparativa, è qui che il terreno si prepara. Un concetto utile per leggere tutto questo è quello della risposta cellulare al pericolo, la cosiddetta cell danger response (ne abbiamo già parlato ma ve lo rispiego brevemente). In pratica, quando la cellula percepisce una minaccia che supera la sua capacità di mantenere equilibrio, smette di privilegiare la produzione efficiente di energia e passa alla difesa. Nel breve periodo è un meccanismo intelligente, il problema nasce quando la minaccia non finisce mai... stress cronico, tossine, dieta infiammatoria, infezioni persistenti, sonno scarso, disbiosi: se questi segnali rimangono presenti per mesi o anni, il corpo non torna facilmente in modalità di recupero, resta in allerta e un organismo che vive in allerta cronica è molto più vulnerabile allo sviluppo di disfunzioni immunitarie. Uno dei primi grandi capitoli è l’intestino, parlare di autoimmunità senza parlare di barriera intestinale significa guardare il problema a metà. Un intestino infiammato, permeabile o con microbiota alterato non crea solo disturbi digestivi, crea anche una maggiore esposizione del sistema immunitario a sostanze che non dovrebbero passare nel sangue con quella facilità. Frammenti di cibo mal digerito, tossine microbiche, componenti batteriche e antigeni ambientali attraversano una barriera che non regge più bene. Il sistema immunitario li intercetta, reagisce, infiamma, se questa scena si ripete ogni giorno, la risposta immunitaria diventa sempre più aggressiva e meno selettiva. Dentro questo quadro rientra anche un tema spesso sottovalutato, la bassa acidità gastrica. Se lo stomaco non produce abbastanza acido cloridrico, la digestione parte male già dall’inizio. Le proteine vengono digerite peggio, aumenta il rischio di fermentazioni e disbiosi, la barriera contro i patogeni si indebolisce e tutto il tratto digestivo ne risente, è uno dei tasselli che spiegano perché tante persone con autoimmunità presentano anni di gonfiore, reflusso, digestione lenta, sensibilità alimentari e irritazione intestinale prima ancora di ricevere una diagnosi. Le sensibilità alimentari infatti spesso non sono il problema iniziale, ma la conseguenza di una barriera intestinale che perde integrità. Quando questo accade, alcuni alimenti diventano bersagli ripetuti e in alcuni casi entra in gioco anche il meccanismo del mimetismo molecolare: alcune proteine assomigliano a strutture del nostro corpo da favorire una risposta crociata. Il sistema immunitario colpisce ciò che percepisce come minaccia, ma nel farlo può iniziare a colpire anche tessuti propri. È un errore di riconoscimento, ma non arriva a caso o per sfortuna. arriva dopo mesi o anni di infiammazione, passaggi intestinali alterati e continua stimolazione immunologica. Il secondo grande fattore è il carico tossico. Viviamo immersi in sostanze che il corpo deve neutralizzare e smaltire in continuazione, pesticidi, erbicidi, plastificanti, solventi, metalli pesanti, composti presenti nei cosmetici, nei detergenti, nell’acqua, nell’aria, nei contenitori, nei materiali da contatto. Il fegato, l’intestino, i reni, la bile, la pelle e i mitocondri lavorano ogni giorno per gestire questo carico, ma non tutti hanno la stessa capacità di detossificazione. Alcuni hanno polimorfismi genetici sfavorevoli, altri hanno già fegato congestionato, intestino infiammato o carenze nutrizionali che rallentano questi processi. Quando il carico tossico supera la capacità di smaltimento, aumentano stress ossidativo, infiammazione, danno alle membrane e irritazione immunologica. Muffe e micotossine, per esempio, possono creare quadri molto complessi: stanchezza, nebbia mentale, sinusite cronica, reattività chimica, attivazione mastocitaria, disturbi neurologici e peggioramento della tolleranza immunitaria. Lo stesso vale per i metalli pesanti, che interferiscono con enzimi, proteine e segnali cellulari e anche gli interferenti endocrini, come gli ftalati o il BPA, non si limitano a disturbare gli ormoni: possono alterare immunità, barriera intestinale e tono infiammatorio generale. Un terzo nodo è la glicemia instabile e la resistenza insulinica, molti non collegano il metabolismo glucidico all’autoimmunità, eppure il legame esiste. Picchi continui di zucchero nel sangue, eccesso di cibi raffinati, oli ossidati, alimentazione molto infiammatoria e sedentarietà mantengono alto il livello di infiammazione sistemica. Inoltre alterano il microbiota, peggiorano la funzione mitocondriale e aumentano lo stress metabolico. Un corpo che oscilla continuamente tra iperglicemia, iperinsulinemia e cali energetici è un corpo che si infiamma più facilmente e regola peggio anche l’immunità. Poi c’è lo stress cronico, che non è un concetto vago, ma una realtà biologica precisa. Stress significa aumento prolungato di cortisolo, catecolamine, infiammazione, peggior sonno, peggior digestione, peggior barriera intestinale, peggior resilienza immunitaria. Significa anche un sistema nervoso che continua a leggere pericolo e a tenere il corpo in modalità di difesa. Non serve aver vissuto solo grandi traumi, anche microstress ripetuti, relazioni difficili, ipercontrollo, allerta continua, fatica protratta, insonnia, carico mentale e senso di insicurezza possono alzare moltissimo il peso allostatico, cioè l’usura cumulativa che lo stress imprime al corpo nel tempo. Il sonno e il ritmo circadiano sono un altro pezzo enorme. Dormire poco, male o a orari disordinati non toglie solo energie: altera immunità, ormoni, metabolismo, risposta infiammatoria e funzione mitocondriale. La melatonina non serve soltanto a dormire. È coinvolta anche nella protezione cellulare e nella gestione dello stress ossidativo. Se la luce artificiale la sera, gli schermi, i ritmi sballati e la mancanza di luce naturale di giorno disturbano la fisiologia circadiana, il corpo perde un importante fattore di regolazione e recupero. Un altro capitolo decisivo è quello delle infezioni croniche o persistenti. Non si parla solo di infezioni acute evidenti, ma di situazioni che restano in sottofondo e continuano a stimolare il sistema immunitario. Disbiosi intestinale, SIBO, Helicobacter pylori, infezioni dentali o paradontali, virus latenti come Epstein-Barr, infezioni da Lyme o coinfezioni, fino ai post-virali che lasciano una coda infiammatoria lunga. In queste condizioni il sistema immunitario resta occupato, irritato, iperattivo ma inefficiente e più a lungo resta in questo stato, più aumenta il rischio che perda tolleranza. Infine ci sono le carenze nutrizionali, sembra banale, ma non lo è, un sistema immunitario che deve regolarsi bene ha bisogno di nutrienti adeguati. Vitamina D, zinco, vitamine del gruppo B, selenio, omega-3 e altri cofattori sono fondamentali per la tolleranza immunitaria, la funzione di barriera, la modulazione dell’infiammazione e la produzione di energia cellulare. Se mancano, il corpo diventa più vulnerabile. Non perché una capsula faccia miracoli, ma perché senza mattoni giusti anche la migliore strategia resta zoppa. Alla fine, la questione centrale è questa... l’autoimmunità non va letta solo come malattia del sistema immunitario; va letta come il risultato di un sistema intero che per troppo tempo ha accumulato carico senza riuscire a tornare in equilibrio. Intestino alterato, tossine, glicemia instabile, stress cronico, sonno disturbato, infezioni persistenti, carenze nutrizionali e vulnerabilità individuali non sono elementi separati, si sommano e quando si sommano abbastanza, il corpo cambia linguaggio. Per questo, il lavoro serio non è inseguire un unico colpevole o cercare una bacchetta magica... è ridurre il carico totale, migliorare digestione e barriera intestinale, abbassare l’esposizione tossica, stabilizzare la glicemia, ripristinare sonno e ritmo circadiano, cercare eventuali infezioni croniche quando il quadro lo suggerisce, correggere carenze reali... e soprattutto riportare il sistema nervoso fuori dalla difesa continua. È meno scenografico della promessa “guarisci tutto in tre mosse”, ma è molto più vicino a come funziona realmente la biologia. XO - Patrizia Coffaro
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  • CARTA D’IDENTITA’ ELETTRONICA – NUOVA NORMATIVA

    Nel corso della puntata di Border Nights del 25 marzo 2026 abbiamo fatto il punto sulle ultime modifiche legislative (obbligo di rilascio delle impronte digitali a partire dal 3 agosto 2026), sulla scadenza delle carte d’identità del vecchio tipo, sulla possibilità di continuare ad utilizzare i documenti scaduti ai sensi dell’art. 45 del DPR 445/2000 e sull’opportunità di non fare la CIE perché è sempre preferibile il passaporto.
    Il video in breve:
    1. La carta d’identità non è un documento necessario. Ai sensi dell’art. 35 DPR 445/2000 ci sono altri documenti di identità che si possono utilizzare: - patente, - passaporto, - porto d’armi, - tesserini rilasciati da enti pubblici (ad esempio tesserini professionali).
    2. La CIE è una truffa per condurre tutti i cittadini al controllo totale. Chi attiva la CIE e scarica l’app CieID che collabora con l’App IO e IT Wallet si inserisce in un sistema di controllo digitale di tutte le attività umane il cui scopo finale è l’integrazione dell’identità digitale con la valuta digitale e, pertanto, il controllo di qualsiasi spesa da parte dei gestori delle applicazioni.
    3. La cosa migliore è boicottare la CIE, l’App IO e IT Wallet. Chi ha bisogno (ad esempio perché una partita IVA o un professionista) di un’identità digitale farà bene ad utilizzare lo SPID (servizio pubblico di identità digitale).
    4. Le lettere dei Comuni che stanno arrivando con l’invito a rinnovare le vecchie carte d’identità che scadranno il 3 agosto 2026 dicono cose parzialmente inesatte. La nuova normativa (Regolamento UE 1157/2018 annullato dalla CGUE e sostituito dal Regolamento UE n. 2025/1208) disciplina le carte d’identità ai soli fini dell’espatrio (circolazione all’interno dell’Unione Europea) e non incide sulla legislazione italiana emanata ad altri fini (prova dell’identità). In particolare, è valido e vigente l’art. 45 del DPR 445/2000 che consente di usare come prova dell’identità, anche un documento di identità scaduto purché accompagnato da un’autocertificazione redatta su un foglio contenente la fotocopia del documento scaduto con la quale il titolare dichiara che i dati contenuti nel documento non hanno subito variazioni dalla data del rilascio.

    Questo video è importante, condividetelo il più possibile.

    Per vedere il video sul canale YouTube dell’Avv. Fusillo:

    https://youtu.be/3mOaynBetVU
    CARTA D’IDENTITA’ ELETTRONICA – NUOVA NORMATIVA Nel corso della puntata di Border Nights del 25 marzo 2026 abbiamo fatto il punto sulle ultime modifiche legislative (obbligo di rilascio delle impronte digitali a partire dal 3 agosto 2026), sulla scadenza delle carte d’identità del vecchio tipo, sulla possibilità di continuare ad utilizzare i documenti scaduti ai sensi dell’art. 45 del DPR 445/2000 e sull’opportunità di non fare la CIE perché è sempre preferibile il passaporto. Il video in breve: 1. La carta d’identità non è un documento necessario. Ai sensi dell’art. 35 DPR 445/2000 ci sono altri documenti di identità che si possono utilizzare: - patente, - passaporto, - porto d’armi, - tesserini rilasciati da enti pubblici (ad esempio tesserini professionali). 2. La CIE è una truffa per condurre tutti i cittadini al controllo totale. Chi attiva la CIE e scarica l’app CieID che collabora con l’App IO e IT Wallet si inserisce in un sistema di controllo digitale di tutte le attività umane il cui scopo finale è l’integrazione dell’identità digitale con la valuta digitale e, pertanto, il controllo di qualsiasi spesa da parte dei gestori delle applicazioni. 3. La cosa migliore è boicottare la CIE, l’App IO e IT Wallet. Chi ha bisogno (ad esempio perché una partita IVA o un professionista) di un’identità digitale farà bene ad utilizzare lo SPID (servizio pubblico di identità digitale). 4. Le lettere dei Comuni che stanno arrivando con l’invito a rinnovare le vecchie carte d’identità che scadranno il 3 agosto 2026 dicono cose parzialmente inesatte. La nuova normativa (Regolamento UE 1157/2018 annullato dalla CGUE e sostituito dal Regolamento UE n. 2025/1208) disciplina le carte d’identità ai soli fini dell’espatrio (circolazione all’interno dell’Unione Europea) e non incide sulla legislazione italiana emanata ad altri fini (prova dell’identità). In particolare, è valido e vigente l’art. 45 del DPR 445/2000 che consente di usare come prova dell’identità, anche un documento di identità scaduto purché accompagnato da un’autocertificazione redatta su un foglio contenente la fotocopia del documento scaduto con la quale il titolare dichiara che i dati contenuti nel documento non hanno subito variazioni dalla data del rilascio. Questo video è importante, condividetelo il più possibile. Per vedere il video sul canale YouTube dell’Avv. Fusillo: https://youtu.be/3mOaynBetVU
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  • DOTTORESSA SIMONE GOLD :

    LA MEDICINA DEI PROTOCOLLI: PERCHÉ IL TUO MEDICO NON PUÒ PIÙ SCEGLIERE

    "Non serve un medico, basterebbe una lista di controllo".

    Con queste parole provocatorie, la dottoressa Simone Gold descrive la deriva della medicina moderna negli ultimi 30 anni.

    Attraverso la sua esperienza come medico di pronto soccorso, la dottoressa spiega come la professione medica sia passata dall'autonomia clinica a una rigida "protocolizzazione" imposta dall'alto

    Dall'obbligo di somministrare antibiotici entro un'ora per presunta sepsi — anche quando i sintomi potrebbero indicare semplice disidratazione o stress — fino alla paura di subire sanzioni dal sistema, i medici sono stati spinti a "seguire la linea" piuttosto che il proprio giudizio

    La dottoressa Gold sottolinea come questo addestramento alla conformità abbia portato molti professionisti a non "tenere la posizione" per il bene dei pazienti nel momento del bisogno, segnando un cambiamento epocale e preoccupante nel rapporto tra medico e assistito

    OLTRE LE CHECKLIST: DIFENDIAMO L'AUTONOMIA MEDICA PER IL BENE DEI PAZIENTI

    DOPPIAGGIO ITALIANO LVOGRUPPO.ORG

    Source: https://x.com/i/status/2042194309911331070
    DOTTORESSA SIMONE GOLD : LA MEDICINA DEI PROTOCOLLI: PERCHÉ IL TUO MEDICO NON PUÒ PIÙ SCEGLIERE "Non serve un medico, basterebbe una lista di controllo". Con queste parole provocatorie, la dottoressa Simone Gold descrive la deriva della medicina moderna negli ultimi 30 anni. Attraverso la sua esperienza come medico di pronto soccorso, la dottoressa spiega come la professione medica sia passata dall'autonomia clinica a una rigida "protocolizzazione" imposta dall'alto Dall'obbligo di somministrare antibiotici entro un'ora per presunta sepsi — anche quando i sintomi potrebbero indicare semplice disidratazione o stress — fino alla paura di subire sanzioni dal sistema, i medici sono stati spinti a "seguire la linea" piuttosto che il proprio giudizio La dottoressa Gold sottolinea come questo addestramento alla conformità abbia portato molti professionisti a non "tenere la posizione" per il bene dei pazienti nel momento del bisogno, segnando un cambiamento epocale e preoccupante nel rapporto tra medico e assistito 🛡️ OLTRE LE CHECKLIST: DIFENDIAMO L'AUTONOMIA MEDICA PER IL BENE DEI PAZIENTI DOPPIAGGIO ITALIANO LVOGRUPPO.ORG Source: https://x.com/i/status/2042194309911331070
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  • Mercato dell'AdBlue: la crescente domanda di soluzioni per il controllo delle emissioni, le rigorose normative ambientali e l'espansione del parco veicoli diesel trainano la crescita

    Il mercato dell'AdBlue sta registrando una crescita costante, trainata dalle crescenti preoccupazioni ambientali, dalle rigorose normative sulle emissioni e dal continuo impiego di motori diesel nei settori dei trasporti e dell'industria. L'AdBlue — noto anche come fluido per lo scarico dei motori diesel — è una soluzione di urea ad elevata purezza utilizzata nei sistemi di riduzione catalitica selettiva (SCR) per abbattere le emissioni nocive di ossidi di azoto (NOx) prodotte dai motori diesel.

    Leggi oggi stesso il report sul mercato dell'AdBlue – https://www.skyquestt.com/report/adblue-market
    Mercato dell'AdBlue: la crescente domanda di soluzioni per il controllo delle emissioni, le rigorose normative ambientali e l'espansione del parco veicoli diesel trainano la crescita Il mercato dell'AdBlue sta registrando una crescita costante, trainata dalle crescenti preoccupazioni ambientali, dalle rigorose normative sulle emissioni e dal continuo impiego di motori diesel nei settori dei trasporti e dell'industria. L'AdBlue — noto anche come fluido per lo scarico dei motori diesel — è una soluzione di urea ad elevata purezza utilizzata nei sistemi di riduzione catalitica selettiva (SCR) per abbattere le emissioni nocive di ossidi di azoto (NOx) prodotte dai motori diesel. Leggi oggi stesso il report sul mercato dell'AdBlue – https://www.skyquestt.com/report/adblue-market
    WWW.SKYQUESTT.COM
    Adblue Market Size, Share | Analysis Report [2033]
    Adblue Market size in 2025 was $36.04 billion, expected to reach $52.05 billion in 2033, CAGR 4.7%. Get Free Sample Report!
    0 Commenti 0 Condivisioni 94 Visualizzazioni
  • ORMAI HANNO PERSO IL CONTROLLO SU TUTTO. MANCA POCO ALLA LORO SCOMPARSA!
    Israel ARRESTED this 13 year old Palestinian girl.

    According to the law just passed, she could now be executed “legally” in the prison.

    Please don’t let them kill her. Repost this.

    Source: https://x.com/i/status/2040446842383589562
    ORMAI HANNO PERSO IL CONTROLLO SU TUTTO. MANCA POCO ALLA LORO SCOMPARSA! Israel ARRESTED this 13 year old Palestinian girl. According to the law just passed, she could now be executed “legally” in the prison. Please don’t let them kill her. Repost this. Source: https://x.com/i/status/2040446842383589562
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  • FICO CONTRO VON DER LEYEN - Il primo ministro slovacco Robert Fico ha criticato aspramente Ursula von der Leyen, il presidente della Commissione europea, accusandola di non essere in grado di organizzare un controllo dell'oleodotto Druzhba. Secondo lui, l'UE non vuole inviare nemmeno tre o quattro persone per valutare lo stato del gasdotto, e sembra che Bruxelles stia agendo in complicità con Zelensky. "Non credo che l'UE non abbia strumenti per fare pressione su Zelensky", ha dichiarato il primo ministro slovacco, aggiungendo che le attrezzature tecniche e i finanziamenti per le riparazioni sono già stati offerti, ma Kiev non ha permesso agli esperti di entrare per 12 giorni.
    FICO CONTRO VON DER LEYEN - Il primo ministro slovacco Robert Fico ha criticato aspramente Ursula von der Leyen, il presidente della Commissione europea, accusandola di non essere in grado di organizzare un controllo dell'oleodotto Druzhba. Secondo lui, l'UE non vuole inviare nemmeno tre o quattro persone per valutare lo stato del gasdotto, e sembra che Bruxelles stia agendo in complicità con Zelensky. "Non credo che l'UE non abbia strumenti per fare pressione su Zelensky", ha dichiarato il primo ministro slovacco, aggiungendo che le attrezzature tecniche e i finanziamenti per le riparazioni sono già stati offerti, ma Kiev non ha permesso agli esperti di entrare per 12 giorni.
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  • ECCO L'AMARA VERITÀ!
    La verifica dell’età in rete non solo non protegge i minori, ma ci mette tutti a rischio
    Pensata come misura di tutela, la verifica dell’età rischia di creare più problemi di quanti ne risolva, tra inefficacia, perdita di privacy e maggiore centralizzazione del controllo online
    https://www.wired.it/article/verifica-eta-rete-non-protegge-minori-rischio/
    ECCO L'AMARA VERITÀ! La verifica dell’età in rete non solo non protegge i minori, ma ci mette tutti a rischio Pensata come misura di tutela, la verifica dell’età rischia di creare più problemi di quanti ne risolva, tra inefficacia, perdita di privacy e maggiore centralizzazione del controllo online https://www.wired.it/article/verifica-eta-rete-non-protegge-minori-rischio/
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    La verifica dell’età in rete non solo non protegge i minori, ma ci mette tutti a rischio
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  • Mercato degli alimenti per diabetici: la crescente prevalenza del diabete, la maggiore consapevolezza sanitaria e la nutrizione funzionale trainano la crescita

    Il mercato degli alimenti per diabetici sta registrando una crescita significativa, trainata dalla crescente prevalenza del diabete, dalla maggiore consapevolezza in merito alla gestione dietetica e dalla domanda in aumento di prodotti nutrizionali specializzati. Gli alimenti per diabetici sono formulati per favorire il controllo dei livelli di zucchero nel sangue e comprendono prodotti a ridotto contenuto di zuccheri, senza zuccheri e a basso indice glicemico, adatti sia alle persone affette da diabete sia a coloro che ricercano opzioni alimentari più salutari.

    Leggi oggi stesso il report sul mercato degli alimenti per diabetici – https://www.skyquestt.com/report/diabetic-food-market
    Mercato degli alimenti per diabetici: la crescente prevalenza del diabete, la maggiore consapevolezza sanitaria e la nutrizione funzionale trainano la crescita Il mercato degli alimenti per diabetici sta registrando una crescita significativa, trainata dalla crescente prevalenza del diabete, dalla maggiore consapevolezza in merito alla gestione dietetica e dalla domanda in aumento di prodotti nutrizionali specializzati. Gli alimenti per diabetici sono formulati per favorire il controllo dei livelli di zucchero nel sangue e comprendono prodotti a ridotto contenuto di zuccheri, senza zuccheri e a basso indice glicemico, adatti sia alle persone affette da diabete sia a coloro che ricercano opzioni alimentari più salutari. Leggi oggi stesso il report sul mercato degli alimenti per diabetici – https://www.skyquestt.com/report/diabetic-food-market
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    Diabetic Food Market Size, Share, Growth | Report [2033]
    Diabetic Food Market forecasted growth: $15.13 billion in 2025 to $24.85 billion in 2033, CAGR 6.4%. Get Free Sample Report!
    0 Commenti 0 Condivisioni 171 Visualizzazioni
  • Mercato dell'isolamento acustico: la crescente domanda di riduzione del rumore, l'urbanizzazione e le normative edilizie trainano la crescita

    Il mercato dell'isolamento acustico sta registrando una crescita costante, trainata dalla crescente urbanizzazione, dall'aumento dei livelli di inquinamento acustico e da rigorose normative edilizie incentrate sul controllo del suono. I materiali per l'isolamento acustico sono progettati per ridurre la trasmissione del suono e migliorare il comfort acustico interno in ambienti residenziali, commerciali e industriali.

    Leggi oggi stesso il report sul mercato dell'isolamento acustico – https://www.skyquestt.com/report/acoustic-insulation-market
    Mercato dell'isolamento acustico: la crescente domanda di riduzione del rumore, l'urbanizzazione e le normative edilizie trainano la crescita Il mercato dell'isolamento acustico sta registrando una crescita costante, trainata dalla crescente urbanizzazione, dall'aumento dei livelli di inquinamento acustico e da rigorose normative edilizie incentrate sul controllo del suono. I materiali per l'isolamento acustico sono progettati per ridurre la trasmissione del suono e migliorare il comfort acustico interno in ambienti residenziali, commerciali e industriali. Leggi oggi stesso il report sul mercato dell'isolamento acustico – https://www.skyquestt.com/report/acoustic-insulation-market
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    Acoustic Insulation Market Size | Growth Report [2033]
    Acoustic Insulation Market is projected to expand from $17.65 billion in 2025 to $25.49 billion in 2033, CAGR 4.7%. Get Free Sample Report!
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