• 13 Gennaio 2026 - Iran, testimonianze della repressione: "Sparano sulla folla, internet bloccato"
    Le voci di due iraniane all'estero: "Non sentiamo le nostre famiglie da giorni, il regime spara con armi pesanti e taglia corrente e acqua"

    Da giorni non hanno più notizie di mamme e papà, degli amici, di tutte le persone che sono scese in piazza per protestare contro il regime. “Sono molto preoccupata”, racconta la regista Somayeh Haghnegahdar in Italia dal 2022. “Nell’ultima chiamata di giovedì scorso i miei parenti mi raccontavano che c’era tantissima gente per strada e quasi tutti i negozi chiusi. Non sapevano cosa sarebbe potuto succedere”. Da quel momento, le comunicazioni si sono interrotte. Sarina, invece, parla sotto pseudonimo, è un dottoressa che vive in Europa e fino a inizio gennaio era in Iran: “Prima di salire sull’aereo ho detto a mamma: ‘Ti chiamo quando arrivo’. A quel punto ci siamo guardate negli occhi: sapevamo non sarebbe stato possibile”. L’ultimo accesso su Whatsapp è di martedì 6 gennaio. Da allora fissa il cellulare in attesa di un segnale. “È successo anche durante le proteste per la morte di Mahsa Amini: non avevamo internet dalle 17 alle 21 ogni giorno”. Ora, se possibile, la situazione è peggiore: “Nei primi giorni di mobilitazione, nemmeno le telefonate funzionavano. Ho sentito di persone colpite alla testa che non hanno potuto chiamare un’ambulanza. Molte vite sono state perse”. E nel silenzio la repressione continua: “Un amico chirurgo venerdì mattina mi ha detto che stanno sparando con munizioni vere e armi pesanti. Tantissimi ventenni sono morti, o sono rimasti paralizzati perché colpiti alla spina dorsale. Da questo non si torna indietro. Le persone sono più arrabbiate che mai”. Per Somayeh Haghnegahdar e Sarina, l’importante ora “è non lasciare soli i manifestanti” e continuare a parlarne. Entrambe ricordano il “coraggio” di chi sta rischiando la propria vita: “Noi, da qui, vorremmo fare la nostra parte”, dicono.
    “Le persone nonostante i morti vanno in piazza a manifestare. Forse ci sarà un cambiamento”

    Regista e montatrice, Haghnegahdar ha lasciato l’Iran dopo essere stata segnalata per il suo lavoro: “Da quel momento ho capito che dovevo partire”, dice. E da quel momento ha iniziato a far sentire la sua voce: è stata portavoce della Iranian Independent Filmmakers Association (che in questi giorni sta lanciando un appello in difesa dei manifestanti) e tra le attiviste in prima linea per il movimento “Donna vita libertà”. Il suo sguardo è sempre stato rivolto verso casa. “La situazione economica è diventata insostenibile. Negli ultimi giorni la moneta è crollata ed è stata una scintilla che ha acceso le proteste”, racconta. “Le persone non vedono un futuro, né economico né culturale. Lo Stato ha distrutto tutto. Non hanno niente da perdere: se deve continuare così, pensano, tanto vale lottare e morire”. Queste le testimonianze raccolte da chi, fino a pochi giorni fa, era in contatto costante con i manifestanti. “Siamo in una situazione in cui i negozianti, il giorno dopo, non possono comprare quello che vendono oggi. Inoltre il regime ha tagliato la corrente elettrica e l’acqua in molte zone. Stanno facendo contro il loro popolo quello che Israele ha fatto a Gaza”. E nonostante la dura repressione e le violenze, secondo Haghnegahdar, “ora è diverso”: “Negli ultimi anni abbiamo avuto tante proteste e sempre hanno sparato sulla gente: quando è così si torna a casa, ma non stavolta. Tutti coloro con cui ho parlato mi hanno detto: forse ci sarà un grande cambiamento, perché tutti siamo scontenti. E ho visto che nonostante i morti sono andati in piazza”. Proprio le immagini delle bare e delle persone che vanno a cercare i propri cari sono state fatte circolare dal regime: “Una scelta diversa dal solito: la tv di Stato ha mostrato le immagini dei cadaveri, accusando Usa e Israele. Si è parlato di terroristi facinorosi. E poi hanno dichiarato tre giorni di lutto. Ma a sparare sono stati loro”.
    “Io ero in piazza per Mahsa Amini, sparavano in faccia alle persone. Anche oggi i manifestanti avanzano disarmati”

    Sarina è una dottoressa e, dice, “non avevo mai pianificato di emigrare”: “Amo il mio popolo, i miei amici e la mia famiglia. Ma dopo il collasso economico e dopo aver capito che potevo essere uccisa semplicemente per aver rifiutato di indossare l’hijab, ho deciso di andarmene, come tanti miei amici”. Oggi segue le proteste da lontano. “In Iran le persone sono esauste. Le proteste non sono una novità. Ricordo quando ero bambina e Ahmadinejad vinse le elezioni con i brogli. Ricordo le foto dei manifestanti affisse nelle scuole, e insegnanti e perfino bambini che venivano interrogati per sapere se li riconoscessero per poterli arrestare. Era quasi vent’anni fa: chissà cosa possono fare ora con il riconoscimento facciale”. Sarina ricorda le ultime proteste del 2022: “I miei amici e io abbiamo protestato con grande cautela, eppure abbiamo comunque affrontato conseguenze gravissime. Ricordo un momento in cui eravamo tantissimi per strada, ma nessuno osava nemmeno gridare. C’erano repressori ovunque: pochi, ma con ordini di uccidere, accecare o arrestare. Sparavano direttamente al volto delle persone. Tantissime persone sono rimaste cieche. Allora in tanti abbiamo capito che a mani nude in strada non possiamo fare quasi nulla. Anche se uscissimo tutti, non avrebbero alcuna esitazione a portare i carri armati e uccidere. Nessuno li ferma”. Lo stesso vale per le proteste degli ultimi giorni: “Si vedono persone che avanzano verso la polizia che spara contro di loro mentre sono completamente disarmate. Quando le famiglie ricevono i corpi dei loro cari, non piangono in silenzio, ma urlano ‘Ucciderò chi ha ucciso mio fratello’”. C’è una spinta diversa oggi? “Le parole di Trump e ciò che è successo in Venezuela con Maduro hanno dato alle persone una strana sensazione di speranza. Credo sia uno dei motivi per cui si lotta in modo più aggressivo”.
    “Le ingerenze di Usa e Israele? Non basterebbero per provocare queste proteste. Reza Pahlavi? Non ci sono alternative”

    Il grande interrogativo riguarda cosa potrebbe succedere dopo, se il regime dovesse davvero cadere. “Il regime islamico”, dice Somayeh Haghnegahdar, “è come una malattia da estirpare. Prima ci vogliono i sacrifici e poi servirà un referendum per capire come andare avanti. Siamo un popolo di intellettuali e gli esperti esistono. Siamo stanchi: prima il Paese era una prigione per scrittori, artisti e giornalisti, ora riguarda tutti. Nessuno può vivere in questa situazione”. E in questa incertezza, il timore delle ingerenze straniere resta. “Non dimentichiamo però”, continua Haghnegahdar, “che l’Iran non è un Paese piccolo. Sono tantissime le persone per strada, quanto avrebbero dovuto essere organizzati per provocare queste manifestazioni? Il regime vuole farci credere che dietro le proteste c’è la manipolazione degli americani e degli israeliani. Ma è una truffa”.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/13/iran-testimonianze-repressione-internet-blackout-non-sentiamo-le-nostre-famiglie-spari-folla-niente-da-perdere-notizie/8253530/
    13 Gennaio 2026 - Iran, testimonianze della repressione: "Sparano sulla folla, internet bloccato" Le voci di due iraniane all'estero: "Non sentiamo le nostre famiglie da giorni, il regime spara con armi pesanti e taglia corrente e acqua" Da giorni non hanno più notizie di mamme e papà, degli amici, di tutte le persone che sono scese in piazza per protestare contro il regime. “Sono molto preoccupata”, racconta la regista Somayeh Haghnegahdar in Italia dal 2022. “Nell’ultima chiamata di giovedì scorso i miei parenti mi raccontavano che c’era tantissima gente per strada e quasi tutti i negozi chiusi. Non sapevano cosa sarebbe potuto succedere”. Da quel momento, le comunicazioni si sono interrotte. Sarina, invece, parla sotto pseudonimo, è un dottoressa che vive in Europa e fino a inizio gennaio era in Iran: “Prima di salire sull’aereo ho detto a mamma: ‘Ti chiamo quando arrivo’. A quel punto ci siamo guardate negli occhi: sapevamo non sarebbe stato possibile”. L’ultimo accesso su Whatsapp è di martedì 6 gennaio. Da allora fissa il cellulare in attesa di un segnale. “È successo anche durante le proteste per la morte di Mahsa Amini: non avevamo internet dalle 17 alle 21 ogni giorno”. Ora, se possibile, la situazione è peggiore: “Nei primi giorni di mobilitazione, nemmeno le telefonate funzionavano. Ho sentito di persone colpite alla testa che non hanno potuto chiamare un’ambulanza. Molte vite sono state perse”. E nel silenzio la repressione continua: “Un amico chirurgo venerdì mattina mi ha detto che stanno sparando con munizioni vere e armi pesanti. Tantissimi ventenni sono morti, o sono rimasti paralizzati perché colpiti alla spina dorsale. Da questo non si torna indietro. Le persone sono più arrabbiate che mai”. Per Somayeh Haghnegahdar e Sarina, l’importante ora “è non lasciare soli i manifestanti” e continuare a parlarne. Entrambe ricordano il “coraggio” di chi sta rischiando la propria vita: “Noi, da qui, vorremmo fare la nostra parte”, dicono. “Le persone nonostante i morti vanno in piazza a manifestare. Forse ci sarà un cambiamento” Regista e montatrice, Haghnegahdar ha lasciato l’Iran dopo essere stata segnalata per il suo lavoro: “Da quel momento ho capito che dovevo partire”, dice. E da quel momento ha iniziato a far sentire la sua voce: è stata portavoce della Iranian Independent Filmmakers Association (che in questi giorni sta lanciando un appello in difesa dei manifestanti) e tra le attiviste in prima linea per il movimento “Donna vita libertà”. Il suo sguardo è sempre stato rivolto verso casa. “La situazione economica è diventata insostenibile. Negli ultimi giorni la moneta è crollata ed è stata una scintilla che ha acceso le proteste”, racconta. “Le persone non vedono un futuro, né economico né culturale. Lo Stato ha distrutto tutto. Non hanno niente da perdere: se deve continuare così, pensano, tanto vale lottare e morire”. Queste le testimonianze raccolte da chi, fino a pochi giorni fa, era in contatto costante con i manifestanti. “Siamo in una situazione in cui i negozianti, il giorno dopo, non possono comprare quello che vendono oggi. Inoltre il regime ha tagliato la corrente elettrica e l’acqua in molte zone. Stanno facendo contro il loro popolo quello che Israele ha fatto a Gaza”. E nonostante la dura repressione e le violenze, secondo Haghnegahdar, “ora è diverso”: “Negli ultimi anni abbiamo avuto tante proteste e sempre hanno sparato sulla gente: quando è così si torna a casa, ma non stavolta. Tutti coloro con cui ho parlato mi hanno detto: forse ci sarà un grande cambiamento, perché tutti siamo scontenti. E ho visto che nonostante i morti sono andati in piazza”. Proprio le immagini delle bare e delle persone che vanno a cercare i propri cari sono state fatte circolare dal regime: “Una scelta diversa dal solito: la tv di Stato ha mostrato le immagini dei cadaveri, accusando Usa e Israele. Si è parlato di terroristi facinorosi. E poi hanno dichiarato tre giorni di lutto. Ma a sparare sono stati loro”. “Io ero in piazza per Mahsa Amini, sparavano in faccia alle persone. Anche oggi i manifestanti avanzano disarmati” Sarina è una dottoressa e, dice, “non avevo mai pianificato di emigrare”: “Amo il mio popolo, i miei amici e la mia famiglia. Ma dopo il collasso economico e dopo aver capito che potevo essere uccisa semplicemente per aver rifiutato di indossare l’hijab, ho deciso di andarmene, come tanti miei amici”. Oggi segue le proteste da lontano. “In Iran le persone sono esauste. Le proteste non sono una novità. Ricordo quando ero bambina e Ahmadinejad vinse le elezioni con i brogli. Ricordo le foto dei manifestanti affisse nelle scuole, e insegnanti e perfino bambini che venivano interrogati per sapere se li riconoscessero per poterli arrestare. Era quasi vent’anni fa: chissà cosa possono fare ora con il riconoscimento facciale”. Sarina ricorda le ultime proteste del 2022: “I miei amici e io abbiamo protestato con grande cautela, eppure abbiamo comunque affrontato conseguenze gravissime. Ricordo un momento in cui eravamo tantissimi per strada, ma nessuno osava nemmeno gridare. C’erano repressori ovunque: pochi, ma con ordini di uccidere, accecare o arrestare. Sparavano direttamente al volto delle persone. Tantissime persone sono rimaste cieche. Allora in tanti abbiamo capito che a mani nude in strada non possiamo fare quasi nulla. Anche se uscissimo tutti, non avrebbero alcuna esitazione a portare i carri armati e uccidere. Nessuno li ferma”. Lo stesso vale per le proteste degli ultimi giorni: “Si vedono persone che avanzano verso la polizia che spara contro di loro mentre sono completamente disarmate. Quando le famiglie ricevono i corpi dei loro cari, non piangono in silenzio, ma urlano ‘Ucciderò chi ha ucciso mio fratello’”. C’è una spinta diversa oggi? “Le parole di Trump e ciò che è successo in Venezuela con Maduro hanno dato alle persone una strana sensazione di speranza. Credo sia uno dei motivi per cui si lotta in modo più aggressivo”. “Le ingerenze di Usa e Israele? Non basterebbero per provocare queste proteste. Reza Pahlavi? Non ci sono alternative” Il grande interrogativo riguarda cosa potrebbe succedere dopo, se il regime dovesse davvero cadere. “Il regime islamico”, dice Somayeh Haghnegahdar, “è come una malattia da estirpare. Prima ci vogliono i sacrifici e poi servirà un referendum per capire come andare avanti. Siamo un popolo di intellettuali e gli esperti esistono. Siamo stanchi: prima il Paese era una prigione per scrittori, artisti e giornalisti, ora riguarda tutti. Nessuno può vivere in questa situazione”. E in questa incertezza, il timore delle ingerenze straniere resta. “Non dimentichiamo però”, continua Haghnegahdar, “che l’Iran non è un Paese piccolo. Sono tantissime le persone per strada, quanto avrebbero dovuto essere organizzati per provocare queste manifestazioni? Il regime vuole farci credere che dietro le proteste c’è la manipolazione degli americani e degli israeliani. Ma è una truffa”. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/13/iran-testimonianze-repressione-internet-blackout-non-sentiamo-le-nostre-famiglie-spari-folla-niente-da-perdere-notizie/8253530/
    WWW.ILFATTOQUOTIDIANO.IT
    Iran, testimonianze della repressione: "Sparano sulla folla, internet bloccato"
    Le voci di due iraniane all'estero: "Non sentiamo le nostre famiglie da giorni, il regime spara con armi pesanti e taglia corrente e acqua"
    Angry
    1
    0 Comments 0 Shares 134 Views
  • Verso il Terzo Conflitto Mondiale.
    ANCHE L’EUROPA E’ GIA’ IN GUERRA!
    Colpita da Drone-Kamikaze Base Britannica RAF a Cipro – VIDEO

    https://gospanews.net/2026/03/02/verso-il-terzo-conflitto-mondiale-anche-leuropa-e-gia-in-guerra-colpita-base-britannica-raf-a-cipro-video/
    Verso il Terzo Conflitto Mondiale. ANCHE L’EUROPA E’ GIA’ IN GUERRA! Colpita da Drone-Kamikaze Base Britannica RAF a Cipro – VIDEO https://gospanews.net/2026/03/02/verso-il-terzo-conflitto-mondiale-anche-leuropa-e-gia-in-guerra-colpita-base-britannica-raf-a-cipro-video/
    GOSPANEWS.NET
    Verso il Terzo Conflitto Mondiale. ANCHE L’EUROPA E’ GIA’ IN GUERRA! Colpita da Drone-Kamikaze la Base Britannica RAF a Cipro – VIDEO
    Nell'immagine di copertina; il primo ministro britannico Kei Starmer e lo screnshot del video dell'attacco alal base del Regno Unito sull'isola di Ciprodi Fabio Giuseppe Carlo CarisioENGLISH VERSIONOgni conflitto mondiale è iniziato da guerre regionali che sono andate estendosi a causa
    Angry
    1
    0 Comments 0 Shares 36 Views
  • LI DEVONO PIEGARE IN OGNI MODO
    #Trump DEVE INTERVENIRE

    Nel frattempo in Europa

    Questa storia è stata in gran parte soppressa dai media tradizionali.

    Sia l'Ungheria che la Slovacchia si oppongono fermamente al continuo finanziamento dell'Ucraina e alla guerra per procura dello Stato profondo contro la Russia.

    Ora si sostiene che questa settimana agenti ucraini/NATO abbiano fatto esplodere il nodo di rifornimento principale dell'oleodotto Druzhba proveniente dalla Russia.

    Quasi tutto il petrolio della Slovacchia e l'85% di quello dell'Ungheria vengono consegnati tramite questo oleodotto

    Source: https://x.com/i/status/2026990991043911831
    LI DEVONO PIEGARE IN OGNI MODO #Trump DEVE INTERVENIRE 🚨🌏🇪🇺 Nel frattempo in Europa Questa storia è stata in gran parte soppressa dai media tradizionali. Sia l'Ungheria che la Slovacchia si oppongono fermamente al continuo finanziamento dell'Ucraina e alla guerra per procura dello Stato profondo contro la Russia. Ora si sostiene che questa settimana agenti ucraini/NATO abbiano fatto esplodere il nodo di rifornimento principale dell'oleodotto Druzhba proveniente dalla Russia. Quasi tutto il petrolio della Slovacchia e l'85% di quello dell'Ungheria vengono consegnati tramite questo oleodotto ‼️ Source: https://x.com/i/status/2026990991043911831
    0 Comments 0 Shares 241 Views 1
  • LA FIDUCIA DEVE ESSERE GUADAGNATA, NON RICHIESTA

    Il primo ministro Orbán sta esprimendo ciò che molti leader europei pensano in privato ma non sono disposti a dire pubblicamente.

    La fiducia tra le nazioni si basa su azioni coerenti, trasparenza e affidabilità, soprattutto durante i conflitti.

    All'Europa viene chiesto di assumersi enormi impegni politici, finanziari e di sicurezza.

    È quindi del tutto ragionevole porre domande difficili.

    Un dibattito aperto non è sinonimo di slealtà.

    È una leadership responsabile.

    L'Ungheria sta scegliendo prima di tutto la sovranità, la cautela e l'interesse nazionale, e questo merita rispetto.
    @PM_ViktorOrban @zoltanspox

    La Commissione UE prende le parti di uno stato non UE, l'Ucraina, contro gli interessi di un membro UE, l'Ungheria. L UE il nuovo impero del male.
    Ci rendiamo conto dove siamo finiti?

    Source: https://x.com/i/status/2026981616468271109
    LA FIDUCIA DEVE ESSERE GUADAGNATA, NON RICHIESTA Il primo ministro Orbán sta esprimendo ciò che molti leader europei pensano in privato ma non sono disposti a dire pubblicamente. La fiducia tra le nazioni si basa su azioni coerenti, trasparenza e affidabilità, soprattutto durante i conflitti. All'Europa viene chiesto di assumersi enormi impegni politici, finanziari e di sicurezza. È quindi del tutto ragionevole porre domande difficili. Un dibattito aperto non è sinonimo di slealtà. È una leadership responsabile. L'Ungheria sta scegliendo prima di tutto la sovranità, la cautela e l'interesse nazionale, e questo merita rispetto. @PM_ViktorOrban @zoltanspox La Commissione UE prende le parti di uno stato non UE, l'Ucraina, contro gli interessi di un membro UE, l'Ungheria. L UE il nuovo impero del male. Ci rendiamo conto dove siamo finiti? Source: https://x.com/i/status/2026981616468271109
    Like
    1
    0 Comments 0 Shares 289 Views
  • Gospa News International –
    INTELLIGENCE RUSSA: “Gran Bretagna e Francia
    doteranno l’Ucraina di armi nucleari (VIDEO)”
    Mosca pronta ad attacchi atomici preventivi

    https://gospanews.net/2026/02/23/gospa-news-international-iran-puo-colpire-leuropa-e-anche-citta-usa-grazie-al-nuovo-missile-navale-fantasma-abu-mahdi-video/
    Gospa News International – INTELLIGENCE RUSSA: “Gran Bretagna e Francia doteranno l’Ucraina di armi nucleari (VIDEO)” Mosca pronta ad attacchi atomici preventivi https://gospanews.net/2026/02/23/gospa-news-international-iran-puo-colpire-leuropa-e-anche-citta-usa-grazie-al-nuovo-missile-navale-fantasma-abu-mahdi-video/
    GOSPANEWS.NET
    Gospa News International – INTELLIGENCE RUSSA: “Gran Bretagna e Francia doteranno l’Ucraina di Armi Nucleari (VIDEO)”. Mosca Reagirà
    Rassegna periodica di notizie mondiali di Gospa News International. Iscriviti alla Newssletter o al push-on di Gospa News International per essere sempre aggiornato in tempo reale di tutte le notizie di geopolitica. Solo le più importanti vengono infatti ripubblicate anche su Gospa News in I
    Angry
    1
    0 Comments 0 Shares 169 Views
  • North East Cold Chain Courier

    Food Grade Refrigerated Transport and North East Cold Chain Courier specialists offering Laboratory Sample Transport and Biotech Transport in Europe.

    About us
    At Europa Xpress Ltd, we provide urgent same-day temperature-controlled transport across the UK and into mainland Europe. Operating from Newcastle upon Tyne, we support time-critical movements of ambient, chilled, frozen, and ultra-low temperature consignments, where product condition, traceability, and accountability are critical
    We transport pharmaceuticals, medical supplies, laboratory samples, and high-value perishable goods using dedicated vehicles and disciplined handling. Temperature integrity is maintained through a combination of conventional refrigeration systems and independent data-tag tracking, providing verifiable records throughout transit from collection to delivery.
    Click Here For More Info. :-https://europaxpress.co.uk/
    North East Cold Chain Courier Food Grade Refrigerated Transport and North East Cold Chain Courier specialists offering Laboratory Sample Transport and Biotech Transport in Europe. About us At Europa Xpress Ltd, we provide urgent same-day temperature-controlled transport across the UK and into mainland Europe. Operating from Newcastle upon Tyne, we support time-critical movements of ambient, chilled, frozen, and ultra-low temperature consignments, where product condition, traceability, and accountability are critical We transport pharmaceuticals, medical supplies, laboratory samples, and high-value perishable goods using dedicated vehicles and disciplined handling. Temperature integrity is maintained through a combination of conventional refrigeration systems and independent data-tag tracking, providing verifiable records throughout transit from collection to delivery. Click Here For More Info. :-https://europaxpress.co.uk/
    0 Comments 0 Shares 260 Views
  • Nervala Reviews: Natural Support for Nerve Health

    Buy now - https://www.thefreeadforum.com/postclassifieds/upayments/payments?&itemId=6316419&productType=801

    Nervala is a wellness supplement formulated to support nerve health, reduce discomfort, and promote better neurological balance. Made with natural ingredients, it helps enhance circulation, ease tingling sensations, and support overall nerve function, making it a helpful option for those seeking daily nerve care and improved vitality.

    #Nervala #NerveHealth #NeuropathySupport #NaturalWellness #HealthSupplement #DailySupport
    Nervala Reviews: Natural Support for Nerve Health Buy now - https://www.thefreeadforum.com/postclassifieds/upayments/payments?&itemId=6316419&productType=801 Nervala is a wellness supplement formulated to support nerve health, reduce discomfort, and promote better neurological balance. Made with natural ingredients, it helps enhance circulation, ease tingling sensations, and support overall nerve function, making it a helpful option for those seeking daily nerve care and improved vitality. #Nervala #NerveHealth #NeuropathySupport #NaturalWellness #HealthSupplement #DailySupport
    0 Comments 0 Shares 231 Views
  • Gospa News International
    TERRORE, INCENDI E UCCISIONI IN MESSICO (video).
    Dai Guerriglieri della Droga addestrati e Armati dall'Ucraina
    anche con Droni Esplosivi

    https://gospanews.net/2026/02/23/gospa-news-international-iran-puo-colpire-leuropa-e-anche-citta-usa-grazie-al-nuovo-missile-navale-fantasma-abu-mahdi-video/
    Gospa News International TERRORE, INCENDI E UCCISIONI IN MESSICO (video). Dai Guerriglieri della Droga addestrati e Armati dall'Ucraina anche con Droni Esplosivi https://gospanews.net/2026/02/23/gospa-news-international-iran-puo-colpire-leuropa-e-anche-citta-usa-grazie-al-nuovo-missile-navale-fantasma-abu-mahdi-video/
    GOSPANEWS.NET
    Gospa News International – TERRORE, INCENDI E UCCISIONI IN MESSICO (5 video). Dai Guerriglieri della Droga addestrati e Armati dall’Ucraina anche con Droni Esplosivi
    Rassegna periodica di notizie mondiali di Gospa News International. Iscriviti alla Newssletter o al push-on di Gospa News International per essere sempre aggiornato in tempo reale di tutte le notizie di geopolitica. Solo le più importanti vengono infatti ripubblicate anche su Gospa News in I
    0 Comments 0 Shares 249 Views
  • Risorse utili per la sindrome di Rett | Vivere con la Rett 

    Trova risorse sul sindrome di Rett, strumenti di supporto e consigli per famiglie. Visita Vivere con la Rett e contribuisci a diffondere consapevolezza. 

    https://rettlife.ch/it/rett-resources

    #RettSvizzera #RettCH #RettLifeCH #DisabilitàSvizzera #SindromeDiRett #RettItalia #RettLifeItalia #DisabilitàItalia #AssociazioniItaliane #VolontariatoItalia #RettItaliaSvizzera #MalattieRareEuropa #SupportRett #TogetherForRett
    Risorse utili per la sindrome di Rett | Vivere con la Rett  Trova risorse sul sindrome di Rett, strumenti di supporto e consigli per famiglie. Visita Vivere con la Rett e contribuisci a diffondere consapevolezza.  https://rettlife.ch/it/rett-resources #RettSvizzera #RettCH #RettLifeCH #DisabilitàSvizzera #SindromeDiRett #RettItalia #RettLifeItalia #DisabilitàItalia #AssociazioniItaliane #VolontariatoItalia #RettItaliaSvizzera #MalattieRareEuropa #SupportRett #TogetherForRett
    0 Comments 0 Shares 434 Views
  • Sindrome di Rett: ecco come affrontarla ogni giorno! - Vivere Con La Rett

    Vivere con la Sindrome di Rett è possibile! Scopri storie, strategie e supporto per affrontarla ogni giorno. Leggi di più e lasciati ispirare!

    https://rettlife.ch/it/navigating-life-with-rett

    #RettSvizzera #RettCH #RettLifeCH #DisabilitàSvizzera #SindromeDiRett #RettItalia #RettLifeItalia #DisabilitàItalia #AssociazioniItaliane #VolontariatoItalia #RettItaliaSvizzera #MalattieRareEuropa #SupportRett #TogetherForRett
    Sindrome di Rett: ecco come affrontarla ogni giorno! - Vivere Con La Rett Vivere con la Sindrome di Rett è possibile! Scopri storie, strategie e supporto per affrontarla ogni giorno. Leggi di più e lasciati ispirare! https://rettlife.ch/it/navigating-life-with-rett #RettSvizzera #RettCH #RettLifeCH #DisabilitàSvizzera #SindromeDiRett #RettItalia #RettLifeItalia #DisabilitàItalia #AssociazioniItaliane #VolontariatoItalia #RettItaliaSvizzera #MalattieRareEuropa #SupportRett #TogetherForRett
    0 Comments 0 Shares 429 Views
More Results