• CARI AMICI, NON ESISTE LIMITE ALLA VERGOGNA !!!! LA FIGLIA DEL PESCIVENDOLO FRANCESCO MELONI, CONDANNATO A NOVE ANNI DI RECLUSIONE PER TRAFFICO DI SOSTANZE STUPEFACENTI, E' OGGI IN VOLO VERSO L'OMAN, NELLA COSIDDETTA MISSIONE ASIA E DOPO PROSEGUIRA' PER IL GIAPPONE E PER LA COREA DEL SUD !!!!! LA MASSONA SI E' RITAGLIATA IL RUOLO DI "GLOB TROTTER", A SPESE DEGLI ITALIANI.PER QUELLO CHE LE VIENE CONSENTITO, SONO ARRABBIATISSIMA NEI CONFRONTI DEL POPOLO ITALIANO. E' BENE CHE MI FERMI QUI. UN ABBRACCIO E BUONA GIORNATA.
    CARI AMICI, NON ESISTE LIMITE ALLA VERGOGNA !!!! LA FIGLIA DEL PESCIVENDOLO FRANCESCO MELONI, CONDANNATO A NOVE ANNI DI RECLUSIONE PER TRAFFICO DI SOSTANZE STUPEFACENTI, E' OGGI IN VOLO VERSO L'OMAN, NELLA COSIDDETTA MISSIONE ASIA E DOPO PROSEGUIRA' PER IL GIAPPONE E PER LA COREA DEL SUD !!!!! LA MASSONA SI E' RITAGLIATA IL RUOLO DI "GLOB TROTTER", A SPESE DEGLI ITALIANI.PER QUELLO CHE LE VIENE CONSENTITO, SONO ARRABBIATISSIMA NEI CONFRONTI DEL POPOLO ITALIANO. E' BENE CHE MI FERMI QUI. UN ABBRACCIO E BUONA GIORNATA.
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  • In azione nel conflitto in Ucraina il nuovo Geran-5 russo

    In azione nel conflitto in Ucraina il nuovo Geran-5 russo
    12 Gennaio 2026 di Maurizio Sparacino in News




    La Russia ha utilizzato per la prima volta a inizio gennaio il drone kamikaze Geran-5, secondo quanto affermato dalla Direzione principale dell’intelligence del ministero della Difesa ucraino (HUR).

    L’apparizione di questo drone sul teatro operativo ucraino segna un salto tecnologico e dottrinale significativo per le Forze Aerospaziali russe. A differenza dei precedenti modelli della famiglia Geran caratterizzati da una bassa velocità e da una struttura a delta, il Geran-5 adotta uno schema aerodinamico convenzionale e una propulsione a reazione che ne incrementa drasticamente le prestazioni cinematiche.

    Con una lunghezza di 6 metri e una gittata stimata di 1000 km, questo vettore che secondo le fonti ucraine si baserebbe sul drone iraniano Karrar, non si limita a trasportare una testata bellica da 90 kg, ma introduce una versatilità d’impiego finora inedita per questa classe di armamenti.



    Il drone ha un’elevata standardizzazione per i componenti chiave con altre versioni di “Geran”. Ad esempio è dotato di un radar a 12 elementi “Comet”, di un tracciatore basato su un microcomputer Raspberry e di un modem 3G/4G, oltre che di un motore a reazione Telefly con una maggiore spinta.

    Ma l’aspetto più dirompente e innovativo dell’impiego del Geran-5 risiede nella sua potenziale integrazione con i velivoli d’attacco al suolo Su-25. Questa sinergia potrebbe restituire rilevanza tattica a un aereo che le moderne e prestanti difese aeree hanno progressivamente confinato a compiti marginali.

    Trasformando il Su-25 in una piattaforma di lancio per droni a lungo raggio, l’Aviazione russa potrebbe colpire obiettivi sensibili nelle retrovie ucraine rimanendo a debita distanza dai sistemi missilistici terra-aria nemici.

    Tale strategia – come suggeriva recentemente l’analista militare russo Vladimir Khrustalev a proposito del possibile impiego in Ucraina dei Su-25 nordcoreani rimodernati – non solo preserva l’integrità dei piloti e delle macchine, ma riduce sensibilmente i costi operativi rispetto all’uso di missili da crociera convenzionali.

    L’innovazione non si ferma però alla sola capacità d’attacco al suolo, poiché l’ipotesi di equipaggiare questi droni con missili aria-aria R-73 (Codice NATO AA-11 Archer), dopo quanto già constatato per i Geran-2 dotati dei missili aria-aria leggeri R-60 (AA-8 Aphid), apre scenari inquietanti per la difesa aerea di Kiev.

    Un drone a reazione capace di agire come intercettore darebbe vita a una forma di difesa aerea distribuita e sacrificabile in grado di contrastare sia i velivoli pilotati che altri droni nemici. L’utilizzo dei suddetti componenti civili come i microcomputer Raspberry e i modem commerciali, integrati con sistemi militari sofisticati come l’antenna anti-jamming Kometa, dimostra inoltre una capacità di adattamento industriale che punta sulla produzione di massa e sulla facilità di aggiornamento tecnologico.



    È interessante notare infine, che, oltre al “Geran-5”, fonti d’intelligence ucraine affermano di conseguenza l’esistenza del “Geran-4”, più simile nella sua struttura al suo progenitore Shahed-238.

    Il mistero che circonda finora il Geran-4 riflette la complessità della moderna intelligence militare dove la classificazione di un’arma precede spesso la sua apparizione pubblica definitiva. A differenza delle versioni 1, 2 e 3, ampiamente documentate dai resti recuperati sul campo di battaglia, le notizie sul quarto modello della serie provengono principalmente dai rapporti del GUR ucraino e dagli analisti che sorvegliano il polo industriale di Alabuga.

    Nonostante l’assenza di una “prova regina” come un relitto intatto che ne confermi inequivocabilmente le specifiche, l’esistenza di questa variante viene ipotizzata come un passaggio necessario nell’evoluzione della famiglia Geran.

    Dal punto di vista tecnologico, il Geran-4 potrebbe inserirsi come un raffinamento strutturale dei modelli a reazione precedenti. Se il Geran-3 ha rappresentato il debutto della propulsione turbojet sulla cellula ereditata dallo Shahed-238, il Geran-4 viene descritto come la versione “matura” e ottimizzata per la produzione industriale russa. In questo contesto, l’apparente contraddizione numerica potrebbe spiegarsi con la logica del perfezionamento: il Geran-4 dovrebbe mantenere la forma dell’ala a delta ma introdurrebbe materiali compositi avanzati come la fibra di carbonio e di vetro, per rendere la struttura più leggera e performante rispetto ai primi prototipi a reazione.



    La difficoltà nel reperire prove fotografiche certe potrebbe dipendere da una sovrapposizione nelle segnalazioni sul campo, dove molti droni a reazione abbattuti vengono genericamente catalogati come Geran-3. In realtà, il Geran-4 potrebbe rappresentare un salto qualitativo invisibile esternamente ma fondamentale sotto la scocca, fungendo da banco di prova per i nuovi sistemi di guida inerziale russi e per le evoluzioni dell’antenna anti-jamming Kometa. Si tratterebbe dunque dell’apice evolutivo del design a delta, l’ultimo stadio di perfezionamento di una forma ormai iconica prima del radicale cambio di architettura introdotto dal Geran-5, che adotta invece una configurazione aerodinamica tradizionale.

    Molte di queste informazioni circolano su canali Telegram specializzati in analisi militare o vengono riprese da agenzie di stampa ucraine che citano briefing riservati del Ministero della Difesa. È molto probabile che, come accaduto per i modelli precedenti, la conferma definitiva arriverà solo quando un esemplare cadrà in mani ucraine in condizioni sufficientemente integre da permetterne lo smontaggio e la catalogazione ufficiale dei componenti interni.

    Foto: HUR

    https://www.analisidifesa.it/2026/01/in-azione-nel-conflitto-in-ucraina-il-nuovo-geran-5-russo
    In azione nel conflitto in Ucraina il nuovo Geran-5 russo In azione nel conflitto in Ucraina il nuovo Geran-5 russo 12 Gennaio 2026 di Maurizio Sparacino in News La Russia ha utilizzato per la prima volta a inizio gennaio il drone kamikaze Geran-5, secondo quanto affermato dalla Direzione principale dell’intelligence del ministero della Difesa ucraino (HUR). L’apparizione di questo drone sul teatro operativo ucraino segna un salto tecnologico e dottrinale significativo per le Forze Aerospaziali russe. A differenza dei precedenti modelli della famiglia Geran caratterizzati da una bassa velocità e da una struttura a delta, il Geran-5 adotta uno schema aerodinamico convenzionale e una propulsione a reazione che ne incrementa drasticamente le prestazioni cinematiche. Con una lunghezza di 6 metri e una gittata stimata di 1000 km, questo vettore che secondo le fonti ucraine si baserebbe sul drone iraniano Karrar, non si limita a trasportare una testata bellica da 90 kg, ma introduce una versatilità d’impiego finora inedita per questa classe di armamenti. Il drone ha un’elevata standardizzazione per i componenti chiave con altre versioni di “Geran”. Ad esempio è dotato di un radar a 12 elementi “Comet”, di un tracciatore basato su un microcomputer Raspberry e di un modem 3G/4G, oltre che di un motore a reazione Telefly con una maggiore spinta. Ma l’aspetto più dirompente e innovativo dell’impiego del Geran-5 risiede nella sua potenziale integrazione con i velivoli d’attacco al suolo Su-25. Questa sinergia potrebbe restituire rilevanza tattica a un aereo che le moderne e prestanti difese aeree hanno progressivamente confinato a compiti marginali. Trasformando il Su-25 in una piattaforma di lancio per droni a lungo raggio, l’Aviazione russa potrebbe colpire obiettivi sensibili nelle retrovie ucraine rimanendo a debita distanza dai sistemi missilistici terra-aria nemici. Tale strategia – come suggeriva recentemente l’analista militare russo Vladimir Khrustalev a proposito del possibile impiego in Ucraina dei Su-25 nordcoreani rimodernati – non solo preserva l’integrità dei piloti e delle macchine, ma riduce sensibilmente i costi operativi rispetto all’uso di missili da crociera convenzionali. L’innovazione non si ferma però alla sola capacità d’attacco al suolo, poiché l’ipotesi di equipaggiare questi droni con missili aria-aria R-73 (Codice NATO AA-11 Archer), dopo quanto già constatato per i Geran-2 dotati dei missili aria-aria leggeri R-60 (AA-8 Aphid), apre scenari inquietanti per la difesa aerea di Kiev. Un drone a reazione capace di agire come intercettore darebbe vita a una forma di difesa aerea distribuita e sacrificabile in grado di contrastare sia i velivoli pilotati che altri droni nemici. L’utilizzo dei suddetti componenti civili come i microcomputer Raspberry e i modem commerciali, integrati con sistemi militari sofisticati come l’antenna anti-jamming Kometa, dimostra inoltre una capacità di adattamento industriale che punta sulla produzione di massa e sulla facilità di aggiornamento tecnologico. È interessante notare infine, che, oltre al “Geran-5”, fonti d’intelligence ucraine affermano di conseguenza l’esistenza del “Geran-4”, più simile nella sua struttura al suo progenitore Shahed-238. Il mistero che circonda finora il Geran-4 riflette la complessità della moderna intelligence militare dove la classificazione di un’arma precede spesso la sua apparizione pubblica definitiva. A differenza delle versioni 1, 2 e 3, ampiamente documentate dai resti recuperati sul campo di battaglia, le notizie sul quarto modello della serie provengono principalmente dai rapporti del GUR ucraino e dagli analisti che sorvegliano il polo industriale di Alabuga. Nonostante l’assenza di una “prova regina” come un relitto intatto che ne confermi inequivocabilmente le specifiche, l’esistenza di questa variante viene ipotizzata come un passaggio necessario nell’evoluzione della famiglia Geran. Dal punto di vista tecnologico, il Geran-4 potrebbe inserirsi come un raffinamento strutturale dei modelli a reazione precedenti. Se il Geran-3 ha rappresentato il debutto della propulsione turbojet sulla cellula ereditata dallo Shahed-238, il Geran-4 viene descritto come la versione “matura” e ottimizzata per la produzione industriale russa. In questo contesto, l’apparente contraddizione numerica potrebbe spiegarsi con la logica del perfezionamento: il Geran-4 dovrebbe mantenere la forma dell’ala a delta ma introdurrebbe materiali compositi avanzati come la fibra di carbonio e di vetro, per rendere la struttura più leggera e performante rispetto ai primi prototipi a reazione. La difficoltà nel reperire prove fotografiche certe potrebbe dipendere da una sovrapposizione nelle segnalazioni sul campo, dove molti droni a reazione abbattuti vengono genericamente catalogati come Geran-3. In realtà, il Geran-4 potrebbe rappresentare un salto qualitativo invisibile esternamente ma fondamentale sotto la scocca, fungendo da banco di prova per i nuovi sistemi di guida inerziale russi e per le evoluzioni dell’antenna anti-jamming Kometa. Si tratterebbe dunque dell’apice evolutivo del design a delta, l’ultimo stadio di perfezionamento di una forma ormai iconica prima del radicale cambio di architettura introdotto dal Geran-5, che adotta invece una configurazione aerodinamica tradizionale. Molte di queste informazioni circolano su canali Telegram specializzati in analisi militare o vengono riprese da agenzie di stampa ucraine che citano briefing riservati del Ministero della Difesa. È molto probabile che, come accaduto per i modelli precedenti, la conferma definitiva arriverà solo quando un esemplare cadrà in mani ucraine in condizioni sufficientemente integre da permetterne lo smontaggio e la catalogazione ufficiale dei componenti interni. Foto: HUR https://www.analisidifesa.it/2026/01/in-azione-nel-conflitto-in-ucraina-il-nuovo-geran-5-russo
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  • Trump risponde al “globalista” Stammer: “Potrei scegliere tra l’annessione della Groenlandia e la Nato. Russia e Cina non sono spaventate dall'Alleanza se non per la presenza USA. L'Europa sta diventando un luogo molto diverso e si deve dare una regolata”. Traduzione: gli Stati europei, almeno alcuni, stanno scherzando con il fuoco ed il fuoco può bruciare. Messaggi chiari, messaggi feroci. Messaggi di uno che si è stufato dei “giochetti” europei. Nella UE ne vedremo delle belle…


    https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/01/12/trump-potrei-dovrei-scegliere-tra-la-groenlandia-e-la-nato_07e1b872-802c-43fc-8329-68937260f2cb.html
    Trump risponde al “globalista” Stammer: “Potrei scegliere tra l’annessione della Groenlandia e la Nato. Russia e Cina non sono spaventate dall'Alleanza se non per la presenza USA. L'Europa sta diventando un luogo molto diverso e si deve dare una regolata”. Traduzione: gli Stati europei, almeno alcuni, stanno scherzando con il fuoco ed il fuoco può bruciare. Messaggi chiari, messaggi feroci. Messaggi di uno che si è stufato dei “giochetti” europei. Nella UE ne vedremo delle belle… https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/01/12/trump-potrei-dovrei-scegliere-tra-la-groenlandia-e-la-nato_07e1b872-802c-43fc-8329-68937260f2cb.html
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    Trump: 'Potrei dovrei scegliere tra la Groenlandia e la Nato' - Ultima ora - Ansa.it
    Donald Trump potrebbe dover scegliere tra l'annessione della Groenlandia e il mantenimento della Nato. "Potrebbe essere una possibilità", ha dichiarato il presidente americano in un'intervista al New York Times. (ANSA)
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  • Per 18 anni ha vissuto tra annunci di partenze, valigie che scorrevano e volti sempre nuovi.
    Senza passaporto.
    Senza un Paese.
    E senza la possibilità di uscire.

    Mehran Karimi Nasseri trasformò una sala d’attesa dell’Aeroporto Charles de Gaulle di Parigi nella sua casa.

    La sua vicenda è così incredibile da aver ispirato il film The Terminal (2004), con Tom Hanks.
    Ma la realtà, come spesso accade, era molto più complessa della finzione.

    Era un uomo intrappolato tra confini invisibili, sospeso in un luogo di passaggio per eccellenza: uno spazio dove tutti transitano, ma nessuno resta.
    Lui invece rimase. Per diciotto lunghi anni.

    Dormiva su una panchina.
    Si lavava nei bagni dell’aeroporto.
    Scriveva ogni giorno il suo diario.
    Sopravviveva grazie ai buoni pasto donati da piloti, dipendenti e viaggiatori.

    Quando finalmente gli venne riconosciuto lo status di rifugiato, accadde l’impensabile: decise di non andarsene.
    Quel limbo, nato per caso, era diventato la sua casa.
    L’unico luogo che sentiva davvero suo.

    Morì nel 2022, a 77 anni.
    Pochi giorni prima, come in un cerchio che si chiude, era tornato ancora una volta in aeroporto.
    Per 18 anni ha vissuto tra annunci di partenze, valigie che scorrevano e volti sempre nuovi. Senza passaporto. Senza un Paese. E senza la possibilità di uscire. Mehran Karimi Nasseri trasformò una sala d’attesa dell’Aeroporto Charles de Gaulle di Parigi nella sua casa. La sua vicenda è così incredibile da aver ispirato il film The Terminal (2004), con Tom Hanks. Ma la realtà, come spesso accade, era molto più complessa della finzione. Era un uomo intrappolato tra confini invisibili, sospeso in un luogo di passaggio per eccellenza: uno spazio dove tutti transitano, ma nessuno resta. Lui invece rimase. Per diciotto lunghi anni. Dormiva su una panchina. Si lavava nei bagni dell’aeroporto. Scriveva ogni giorno il suo diario. Sopravviveva grazie ai buoni pasto donati da piloti, dipendenti e viaggiatori. Quando finalmente gli venne riconosciuto lo status di rifugiato, accadde l’impensabile: decise di non andarsene. Quel limbo, nato per caso, era diventato la sua casa. L’unico luogo che sentiva davvero suo. Morì nel 2022, a 77 anni. Pochi giorni prima, come in un cerchio che si chiude, era tornato ancora una volta in aeroporto.
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  • Argomenti a 360 gradi.

    La rabbia è tanta.

    Meloni ha tradito? SI

    Gli agricoltori tesserati ai flagelli d’Italia?

    In silenzio?

    Qualche commento libero dal mondo agricolo libero.

    “I contributi sono incentivi per ammorbidire la contraddizione e addolcire la pillola
    Il destino della agricoltura è già segnato.. lo si intuiva quando hanno osato offrire 500 euro per ettaro per abbandonare le coltivazioni”

    “Il REGIME si è instaurato in italia per distruggere il potenziale produttivo agricolo e industriale
    In Italia non c'è futuro il destino sarà la desertificazione per la riconversione”

    “Agli italiani puoi dar da mangiare feccia e gli va bene... caricali di tasse e non dicono niente...inc¥l@li e son felici... basta non toccare il calcio, se tocchi quello vien il finimondo....Quello che succede a livello politico ce lo meritiamo proprio per questo.”

    A voi.

    Source: https://x.com/dessere88fenice/status/2010433234597822918?t=rJT8oVuBymGWEHG3ybNznA&s=19
    Argomenti a 360 gradi. La rabbia è tanta. Meloni ha tradito? SI Gli agricoltori tesserati ai flagelli d’Italia? In silenzio? Qualche commento libero dal mondo agricolo libero. “I contributi sono incentivi per ammorbidire la contraddizione e addolcire la pillola Il destino della agricoltura è già segnato.. lo si intuiva quando hanno osato offrire 500 euro per ettaro per abbandonare le coltivazioni” “Il REGIME si è instaurato in italia per distruggere il potenziale produttivo agricolo e industriale In Italia non c'è futuro il destino sarà la desertificazione per la riconversione” “Agli italiani puoi dar da mangiare feccia e gli va bene... caricali di tasse e non dicono niente...inc¥l@li e son felici... basta non toccare il calcio, se tocchi quello vien il finimondo....Quello che succede a livello politico ce lo meritiamo proprio per questo.” A voi. Source: https://x.com/dessere88fenice/status/2010433234597822918?t=rJT8oVuBymGWEHG3ybNznA&s=19
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  • UN’OPPORTUNITÀ ANCORA APERTA

    Da oltre vent’anni, in Italia, non scegliamo davvero chi ci rappresenta in Parlamento.
    Listini bloccati, pluricandidature, voto congiunto: meccanismi che hanno progressivamente svuotato il diritto costituzionale di voto, trasformando Camera e Senato in assemblee di candidati decisi a monte.

    Questa non è una battaglia di parte. È una questione democratica.
    Ed esiste oggi uno strumento concreto per intervenire: tre Leggi di Iniziativa Popolare per modificare il Rosatellum e restituire centralità ai cittadini.

    Le tre L.I.P. intervengono su punti chiave:

    1️⃣ SCELTA DIRETTA DEI CANDIDATI
    Stop ai listini bloccati
    Stop alle pluricandidature
    Votare deve tornare a significare scegliere le persone, non ratificare decisioni prese dalle segreterie.

    2️⃣ ABOLIZIONE DI PLURICANDIDATURE E SOGLIE DISTORSIVE
    Un candidato = un collegio
    Fine delle soglie che alterano la rappresentanza
    Il voto deve essere davvero eguale, come prevede la Costituzione.

    3️⃣ PREFERENZE, PARITÀ E PARTECIPAZIONE
    Due preferenze di genere diverso
    Riduzione delle firme per la presentazione delle liste (senza privilegi)
    Primarie obbligatorie per la selezione dei candidati
    Il fattore tempo è decisivo.
    Tra due anni si torna alle urne e – come ricordato anche dalla Commissione di Venezia – le leggi elettorali non si cambiano a ridosso del voto.

    FIRMA ORA: BASTANO POCHI MINUTI
    Accesso con SPID o Carta d’Identità Elettronica
    Firma su: www.votolibeguale.it

    Questa istanza è ancora aperta.
    Firmare oggi significa incidere sul futuro politico del Paese. Non firmare significa lasciare che tutto resti com’è.

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    Fai circolare l’informazione
    Coinvolgi chi crede nel valore del voto
    Per una Repubblica fondata su un voto libero, personale, eguale e segreto (art. 48 Cost.).
    Perché la democrazia non è garantita una volta per tutte: va esercitata.

    #VotoLibEguale #LIP #RiformaElettorale #Rosatellum #DemocraziaCostituzionale #DirittoDiVoto #ilmomentoèora
    🛑 UN’OPPORTUNITÀ ANCORA APERTA 🛑🇮🇹 Da oltre vent’anni, in Italia, non scegliamo davvero chi ci rappresenta in Parlamento. Listini bloccati, pluricandidature, voto congiunto: meccanismi che hanno progressivamente svuotato il diritto costituzionale di voto, trasformando Camera e Senato in assemblee di candidati decisi a monte. 👉 Questa non è una battaglia di parte. È una questione democratica. Ed esiste oggi uno strumento concreto per intervenire: tre Leggi di Iniziativa Popolare per modificare il Rosatellum e restituire centralità ai cittadini. 💡 Le tre L.I.P. intervengono su punti chiave: 1️⃣ SCELTA DIRETTA DEI CANDIDATI ❌ Stop ai listini bloccati ❌ Stop alle pluricandidature Votare deve tornare a significare scegliere le persone, non ratificare decisioni prese dalle segreterie. 2️⃣ ABOLIZIONE DI PLURICANDIDATURE E SOGLIE DISTORSIVE ✅ Un candidato = un collegio ✅ Fine delle soglie che alterano la rappresentanza Il voto deve essere davvero eguale, come prevede la Costituzione. 3️⃣ PREFERENZE, PARITÀ E PARTECIPAZIONE ✅ Due preferenze di genere diverso ✅ Riduzione delle firme per la presentazione delle liste (senza privilegi) ✅ Primarie obbligatorie per la selezione dei candidati ⏳ Il fattore tempo è decisivo. Tra due anni si torna alle urne e – come ricordato anche dalla Commissione di Venezia – le leggi elettorali non si cambiano a ridosso del voto. ✍️ FIRMA ORA: BASTANO POCHI MINUTI 👉 Accesso con SPID o Carta d’Identità Elettronica 👉 Firma su: www.votolibeguale.it Questa istanza è ancora aperta. Firmare oggi significa incidere sul futuro politico del Paese. Non firmare significa lasciare che tutto resti com’è. 🔁 Condividi 📢 Fai circolare l’informazione 🤝 Coinvolgi chi crede nel valore del voto Per una Repubblica fondata su un voto libero, personale, eguale e segreto (art. 48 Cost.). Perché la democrazia non è garantita una volta per tutte: va esercitata. #VotoLibEguale #LIP #RiformaElettorale #Rosatellum #DemocraziaCostituzionale #DirittoDiVoto #ilmomentoèora
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