• "Il mondo assiste ai crimini di Gaza senza reagire, ce ne vergogneremo": il monito di Barbero
    https://youtu.be/aQgLOs0ZLqA?si=eNzx0j4sCQiRZWkF
    "Il mondo assiste ai crimini di Gaza senza reagire, ce ne vergogneremo": il monito di Barbero https://youtu.be/aQgLOs0ZLqA?si=eNzx0j4sCQiRZWkF
    Like
    3
    0 Commentaires 0 Parts 34 Vue
  • QUELLO CHE RIMANE di GAZA CITY!
    “Gaza City è spettrale, tra sfollamenti forzati case esplose e silenzio” - Il Fatto Quotidiano
    Leggi su Il Fatto Quotidiano l'articolo in edicola "“Gaza City è spettrale, tra sfollamenti forzati case esplose e silenzio”" pubblicato il 29 Agosto 2025 a firma di Elina Yazji...
    https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2025/08/29/gaza-city-e-spettrale-tra-sfollamenti-forzati-case-esplose-e-silenzio/8108220/
    QUELLO CHE RIMANE di GAZA CITY! “Gaza City è spettrale, tra sfollamenti forzati case esplose e silenzio” - Il Fatto Quotidiano Leggi su Il Fatto Quotidiano l'articolo in edicola "“Gaza City è spettrale, tra sfollamenti forzati case esplose e silenzio”" pubblicato il 29 Agosto 2025 a firma di Elina Yazji... https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2025/08/29/gaza-city-e-spettrale-tra-sfollamenti-forzati-case-esplose-e-silenzio/8108220/
    WWW.ILFATTOQUOTIDIANO.IT
    “Gaza City è spettrale, tra sfollamenti forzati case esplose e silenzio” - Il Fatto Quotidiano
    Leggi su Il Fatto Quotidiano l'articolo in edicola "“Gaza City è spettrale, tra sfollamenti forzati case esplose e silenzio”" pubblicato il 29 Agosto 2025 a firma di Elina Yazji
    Angry
    1
    0 Commentaires 0 Parts 122 Vue
  • CARI AMICI, GRAZIE SEMPRE DEI VOSTRI LIKE. IN ITALIA, LA POLITICA , TACE. CONTINUA IL MASSACRO A GAZA, E SONO MORTI ALTRI 30 PALESTINESI, SENZA CHE SI INTERVENGA, DA PARTE DELL'ONU, PER FERMARE IL GENOCIDIO.QUANTO AL CONFLITTO TRA IL COCAINOMANE VIZIOSO E LA FEDERAZIONE RUSSA, SONO STATI ABBATTUTI 44 DRONI LANCIATI DALL'UCRAINO, SUL TERRITORIO RUSSO, CAUSANDO LA MORTE DI TRE PERSONE IN UNA REGIONE DELLA UCRAINA, FILO RUSSA. QUANTO A TRUMP, IO RITENGO CHE STIA FACENDO UNA PESSIMA POLITICA, AGGREDENDO IL MONDO !!!!! ORA, COME MEDIATORE TRA PUTIN ED IL PAGLIACCIO UCRAINO, HA IMPOSTO ALLA UNIONE L'ACQUISTO DI 825 MILIONI DI EURO, PER ARMI E MUNIZIONI. !!!!! UN ABBRACCIO E BUON FINE SETTIMANA.
    CARI AMICI, GRAZIE SEMPRE DEI VOSTRI LIKE. IN ITALIA, LA POLITICA , TACE. CONTINUA IL MASSACRO A GAZA, E SONO MORTI ALTRI 30 PALESTINESI, SENZA CHE SI INTERVENGA, DA PARTE DELL'ONU, PER FERMARE IL GENOCIDIO.QUANTO AL CONFLITTO TRA IL COCAINOMANE VIZIOSO E LA FEDERAZIONE RUSSA, SONO STATI ABBATTUTI 44 DRONI LANCIATI DALL'UCRAINO, SUL TERRITORIO RUSSO, CAUSANDO LA MORTE DI TRE PERSONE IN UNA REGIONE DELLA UCRAINA, FILO RUSSA. QUANTO A TRUMP, IO RITENGO CHE STIA FACENDO UNA PESSIMA POLITICA, AGGREDENDO IL MONDO !!!!! ORA, COME MEDIATORE TRA PUTIN ED IL PAGLIACCIO UCRAINO, HA IMPOSTO ALLA UNIONE L'ACQUISTO DI 825 MILIONI DI EURO, PER ARMI E MUNIZIONI. !!!!! UN ABBRACCIO E BUON FINE SETTIMANA.
    Like
    1
    0 Commentaires 0 Parts 198 Vue
  • QUESTA MI SEMBRA un'OTTIMA INIZIATIVA!
    FORZA ADERIAMO IN CENTINAIA di MIGLIAIA!
    Oltre mille insegnanti italiani si mobilitano contro il genocidio a Gaza
    Da un gruppo WhatsApp nato a Brescia a un movimento nazionale: docenti uniti per sensibilizzare sul conflitto a Gaza e chiedere lo stop alle armi.
    “Sentiamo l’esigenza di fare qualcosa - raccontano - Per questo chiediamo che si indica uno sciopero unitario della scuola, ma capace di coinvolgere anche studenti e famiglie, con lo scopo di fare pressione sul governo affinché interrompa le relazioni militari e commerciali con lo Stato di Israele”
    Più di mille insegnanti si mobilitano per Gaza: “Servono progetti per sensibilizzare i nostri bambini”


    Mobilitazione del mondo della scuola per alzare la voce e dire no al genocidio in corso nella Striscia di Gaza ad opera del governo israeliano. Una iniziativa, nata quasi per caso, spontaneamente, pochi giorni fa a Brescia e che oggi sta coinvolgendo istituti scolastici di tutta Italia, dalla Lombardia alla Sicilia, dall’Alto Adige alla Toscana. Un gruppo WhatsApp che oggi ha raggiunto una dimensione nazionale e che conta oltre mille iscritti tra insegnanti, educatori e operatori che lavorano nell’universo scolastico, dall’asilo nido fino all’università. “Un paio di settimane fa – racconta a ilfattoquotidiano.it Emanuela De Rocco, una delle promotrici della mobilitazione che insegna alla scuola primaria Torricella di Brescia – ho scritto un messaggio sul gruppo ‘Coordinamento bresciano contro la guerra per la pace e il disarmo’. Non potevo immaginare di riprendere la scuola facendo finta di niente. Mi sono chiesta, angosciata e impotente, se fosse possibile trovarsi e condividere questi pensieri, oltre che muovere i sindacati avendo l’impressione che le istituzioni stiano facendo ben poco”. Subito ha risposto Sara Girelli Carasi, insegnante della scuola media Pascoli di Brescia, che ha lanciato l’idea di creare una community di cui ora fanno parte, mentre scriviamo, 1.050 membri.

    “Sentiamo l’esigenza di fare qualcosa – ha detto invece Fernando Scarlata, docente del centro di formazione professionale Canossa di Brescia, anche lui tra i promotori dell’iniziativa pro Gaza – Non possiamo più rimandare. Per questo chiediamo che si indica uno sciopero unitario della scuola, ma capace di coinvolgere anche studenti e famiglie, con lo scopo di fare pressione sul governo affinché interrompa le relazioni militari e commerciali con lo Stato di Israele”. E aggiunge: “Di iniziative in questo periodo ce ne sono parecchie, ma spesso quelle legate al mondo della scuola sono scollegate tra loro. Il nostro obiettivo è dare a questi progetti la giusta visibilità e far uscire queste progettualità dalla scuola per coinvolgere unitariamente tutte le istituzioni”.

    Per questo i promotori della mobilitazione hanno scritto, tre giorni fa in occasione della loro prima assemblea che si è tenuta aula magna dell’Itis Castelli di Brescia, una lettera che spediranno a presidente della Repubblica, governo, Parlamento, sindacati e uffici scolastici territoriali. Nel documento, una sorta di manifesto programmatico che ci si aspetta verrà sottoscritto da migliaia di persone. Si chiede, tra le altre cose, che il governo cessi immediatamente l’invio di armi verso Israele e ogni forma di collaborazione militare con Tel Aviv, che si assuma una posizione di ferma condanna verso i crimini di guerra e contro l’umanità commessi, che si sospenda ogni forma di collaborazione politica ed economica fino a quando non si porrà fine al genocidio in corso e all’occupazione dei territori palestinesi, l’immediato riconoscimento da parte dell’Italia dello Stato di Palestina (come già hanno fatto altri 143 Stati) per affermare un diritto universale e inalienabile, ossia il diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese.

    In vista dell’avvio dell’anno scolastico e dei primi collegi-docenti, Girelli Carasi spiega che la community sta pensando a un evento di sensibilizzazione per il primo giorno di scuola. Inoltre, i promotori hanno chiesto al ministero dell’Istruzione di inserire nella normale programmazione didattica spazi e momenti di educazione alla pace e alla non violenza, oltre ad approfondimenti storici su sionismo e anti-semitismo. Argomenti che andranno tarati per tipologia di scuola e utenza. Vi è anche l’idea di suggerire ai ragazzi di intrattenere una corrispondenza epistolare con studenti gazawi e per i bimbi più piccoli la possibilità di avere accanto a loro, in un forte legame ideale, uno degli oltre 18mila bambini uccisi dal 7 ottobre 2023.

    “Il primo settembre riprenderò la scuola – racconta ancora De Rocco – e non posso immaginare di iniziare così, come se niente fosse, di partecipare al primo collegio docenti come fosse routine e poi ritrovare i miei alunni allegri, fiduciosi e giocosi, come dovrebbero essere tutti i bambini del mondo, senza pensare ai bambini di Gaza. Io non posso iniziare facendo finta di niente, non ce la faccio”.

    Le maestre si occupano dei bambini, della loro cura, cercando di trasmettere loro valori e speranze e dunque “come è possibile dedicarsi a tutto ciò – si legge ancora nel documento programmatico – sapendo che ci sono bambini e famiglie che vengo intenzionalmente uccise, lasciate morire di fame e di sete, sapendo che il nostro Paese è complice di simili atrocità?”.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/08/29/insegnanti-mobilitazione-gaza-stop-armi-notizie/8107979/
    QUESTA MI SEMBRA un'OTTIMA INIZIATIVA! FORZA ADERIAMO IN CENTINAIA di MIGLIAIA! Oltre mille insegnanti italiani si mobilitano contro il genocidio a Gaza Da un gruppo WhatsApp nato a Brescia a un movimento nazionale: docenti uniti per sensibilizzare sul conflitto a Gaza e chiedere lo stop alle armi. “Sentiamo l’esigenza di fare qualcosa - raccontano - Per questo chiediamo che si indica uno sciopero unitario della scuola, ma capace di coinvolgere anche studenti e famiglie, con lo scopo di fare pressione sul governo affinché interrompa le relazioni militari e commerciali con lo Stato di Israele” Più di mille insegnanti si mobilitano per Gaza: “Servono progetti per sensibilizzare i nostri bambini” Mobilitazione del mondo della scuola per alzare la voce e dire no al genocidio in corso nella Striscia di Gaza ad opera del governo israeliano. Una iniziativa, nata quasi per caso, spontaneamente, pochi giorni fa a Brescia e che oggi sta coinvolgendo istituti scolastici di tutta Italia, dalla Lombardia alla Sicilia, dall’Alto Adige alla Toscana. Un gruppo WhatsApp che oggi ha raggiunto una dimensione nazionale e che conta oltre mille iscritti tra insegnanti, educatori e operatori che lavorano nell’universo scolastico, dall’asilo nido fino all’università. “Un paio di settimane fa – racconta a ilfattoquotidiano.it Emanuela De Rocco, una delle promotrici della mobilitazione che insegna alla scuola primaria Torricella di Brescia – ho scritto un messaggio sul gruppo ‘Coordinamento bresciano contro la guerra per la pace e il disarmo’. Non potevo immaginare di riprendere la scuola facendo finta di niente. Mi sono chiesta, angosciata e impotente, se fosse possibile trovarsi e condividere questi pensieri, oltre che muovere i sindacati avendo l’impressione che le istituzioni stiano facendo ben poco”. Subito ha risposto Sara Girelli Carasi, insegnante della scuola media Pascoli di Brescia, che ha lanciato l’idea di creare una community di cui ora fanno parte, mentre scriviamo, 1.050 membri. “Sentiamo l’esigenza di fare qualcosa – ha detto invece Fernando Scarlata, docente del centro di formazione professionale Canossa di Brescia, anche lui tra i promotori dell’iniziativa pro Gaza – Non possiamo più rimandare. Per questo chiediamo che si indica uno sciopero unitario della scuola, ma capace di coinvolgere anche studenti e famiglie, con lo scopo di fare pressione sul governo affinché interrompa le relazioni militari e commerciali con lo Stato di Israele”. E aggiunge: “Di iniziative in questo periodo ce ne sono parecchie, ma spesso quelle legate al mondo della scuola sono scollegate tra loro. Il nostro obiettivo è dare a questi progetti la giusta visibilità e far uscire queste progettualità dalla scuola per coinvolgere unitariamente tutte le istituzioni”. Per questo i promotori della mobilitazione hanno scritto, tre giorni fa in occasione della loro prima assemblea che si è tenuta aula magna dell’Itis Castelli di Brescia, una lettera che spediranno a presidente della Repubblica, governo, Parlamento, sindacati e uffici scolastici territoriali. Nel documento, una sorta di manifesto programmatico che ci si aspetta verrà sottoscritto da migliaia di persone. Si chiede, tra le altre cose, che il governo cessi immediatamente l’invio di armi verso Israele e ogni forma di collaborazione militare con Tel Aviv, che si assuma una posizione di ferma condanna verso i crimini di guerra e contro l’umanità commessi, che si sospenda ogni forma di collaborazione politica ed economica fino a quando non si porrà fine al genocidio in corso e all’occupazione dei territori palestinesi, l’immediato riconoscimento da parte dell’Italia dello Stato di Palestina (come già hanno fatto altri 143 Stati) per affermare un diritto universale e inalienabile, ossia il diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese. In vista dell’avvio dell’anno scolastico e dei primi collegi-docenti, Girelli Carasi spiega che la community sta pensando a un evento di sensibilizzazione per il primo giorno di scuola. Inoltre, i promotori hanno chiesto al ministero dell’Istruzione di inserire nella normale programmazione didattica spazi e momenti di educazione alla pace e alla non violenza, oltre ad approfondimenti storici su sionismo e anti-semitismo. Argomenti che andranno tarati per tipologia di scuola e utenza. Vi è anche l’idea di suggerire ai ragazzi di intrattenere una corrispondenza epistolare con studenti gazawi e per i bimbi più piccoli la possibilità di avere accanto a loro, in un forte legame ideale, uno degli oltre 18mila bambini uccisi dal 7 ottobre 2023. “Il primo settembre riprenderò la scuola – racconta ancora De Rocco – e non posso immaginare di iniziare così, come se niente fosse, di partecipare al primo collegio docenti come fosse routine e poi ritrovare i miei alunni allegri, fiduciosi e giocosi, come dovrebbero essere tutti i bambini del mondo, senza pensare ai bambini di Gaza. Io non posso iniziare facendo finta di niente, non ce la faccio”. Le maestre si occupano dei bambini, della loro cura, cercando di trasmettere loro valori e speranze e dunque “come è possibile dedicarsi a tutto ciò – si legge ancora nel documento programmatico – sapendo che ci sono bambini e famiglie che vengo intenzionalmente uccise, lasciate morire di fame e di sete, sapendo che il nostro Paese è complice di simili atrocità?”. https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/08/29/insegnanti-mobilitazione-gaza-stop-armi-notizie/8107979/
    WWW.ILFATTOQUOTIDIANO.IT
    Oltre mille insegnanti italiani si mobilitano contro il genocidio a Gaza
    Da un gruppo WhatsApp nato a Brescia a un movimento nazionale: docenti uniti per sensibilizzare sul conflitto a Gaza e chiedere lo stop alle armi
    Like
    2
    0 Commentaires 0 Parts 344 Vue
  • QUESTI BASTARDI SIONISTI VOGLIONO STERMINARE TUTTI I TESTIMONI a cominciare dai giornalisti e foto-reporter!
    Raid all'ospedale di Gaza: il nuovo video CNN che smentisce Israele
    Il filmato mostra tre attacchi coordinati contro giornalisti e sanitari, contraddicendo la teoria del "tragico errore"
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/08/28/attacco-ospedale-nasser-gaza-cnn-notizie/8107623/
    QUESTI BASTARDI SIONISTI VOGLIONO STERMINARE TUTTI I TESTIMONI a cominciare dai giornalisti e foto-reporter! Raid all'ospedale di Gaza: il nuovo video CNN che smentisce Israele Il filmato mostra tre attacchi coordinati contro giornalisti e sanitari, contraddicendo la teoria del "tragico errore" https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/08/28/attacco-ospedale-nasser-gaza-cnn-notizie/8107623/
    WWW.ILFATTOQUOTIDIANO.IT
    Raid all'ospedale di Gaza: il nuovo video CNN che smentisce Israele
    Il filmato mostra tre attacchi coordinati contro giornalisti e sanitari, contraddicendo la teoria del "tragico errore"
    Angry
    1
    0 Commentaires 0 Parts 165 Vue
  • “Israele fuori dalle competizioni sportive? No, lo sport deve unire, non dividere. Per la Russia è stato un fatto molto più cruento, molto più aggressivo”.

    Lo ha detto davvero.

    È la giustificazione del ministro dello Sport Abodi per spiegare perché la Russia è stata esclusa dalle competizioni sportive internazionali, mentre Israele continua a parteciparvi.

    Perché, a suo dire, quello che sta accadendo a Gaza non è abbastanza cruento.

    60.000 morti non bastano.
    18.000 bambini sterminati? Troppo pochi.
    Corpi scheletriti di neonati morti di fame? Ordinaria amministrazione.
    Operatori umanitari giustiziati a sangue freddo e gettati in una fosse comune? Robetta.
    Civili arsi vivi? Famiglie intere sepolte sotto le bombe?
    No. Non è ancora abbastanza “cruento”.

    Secondo il ministro Abodi, evidentemente, lo sterminio dei palestinesi ha ancora margini di spettacolarità da colmare.

    Magari gli ultimi medici che si impiccano in massa per disperazione. O gli ultimi giornalisti che si danno fuoco davanti alle telecamere per protesta. Un genocidio più cinematografico, magari con il logo del Ministero dello Sport in sovrimpressione.

    La verità è che a Gaza il cruento c’è già stato.
    C’è ogni giorno, ma è un cruento che a questo Governo di servi non interessa.

    Che enorme miseria.
    “Israele fuori dalle competizioni sportive? No, lo sport deve unire, non dividere. Per la Russia è stato un fatto molto più cruento, molto più aggressivo”. Lo ha detto davvero. È la giustificazione del ministro dello Sport Abodi per spiegare perché la Russia è stata esclusa dalle competizioni sportive internazionali, mentre Israele continua a parteciparvi. Perché, a suo dire, quello che sta accadendo a Gaza non è abbastanza cruento. 60.000 morti non bastano. 18.000 bambini sterminati? Troppo pochi. Corpi scheletriti di neonati morti di fame? Ordinaria amministrazione. Operatori umanitari giustiziati a sangue freddo e gettati in una fosse comune? Robetta. Civili arsi vivi? Famiglie intere sepolte sotto le bombe? No. Non è ancora abbastanza “cruento”. Secondo il ministro Abodi, evidentemente, lo sterminio dei palestinesi ha ancora margini di spettacolarità da colmare. Magari gli ultimi medici che si impiccano in massa per disperazione. O gli ultimi giornalisti che si danno fuoco davanti alle telecamere per protesta. Un genocidio più cinematografico, magari con il logo del Ministero dello Sport in sovrimpressione. La verità è che a Gaza il cruento c’è già stato. C’è ogni giorno, ma è un cruento che a questo Governo di servi non interessa. Che enorme miseria.
    0 Commentaires 0 Parts 251 Vue
  • Gaza City ‘turning into ash’ under Israeli assault, starvation deaths rise
    Israel’s ongoing assault on Gaza City is levelling entire neighbourhoods, our correspondent on the ground reports, in an attempt to rid the city of its residents. Civil defence reports at least 1,500 homes have been destroyed...

    https://aje.io/sxdd8r
    Gaza City ‘turning into ash’ under Israeli assault, starvation deaths rise Israel’s ongoing assault on Gaza City is levelling entire neighbourhoods, our correspondent on the ground reports, in an attempt to rid the city of its residents. Civil defence reports at least 1,500 homes have been destroyed... https://aje.io/sxdd8r
    AJE.IO
    Gaza City ‘turning into ash’ under Israeli assault, starvation deaths rise
    Israeli attacks kill at least 24 people in Gaza today, including a woman and her child in the Bureij camp.
    0 Commentaires 0 Parts 108 Vue
  • Lady Aspen & co. ormai non hanno più alcun pudore e capacità di discernimento...

    Sentite cosa ha blaterato oggi la Meloni al Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini...

    dopo quasi 2 anni di compllice appoggio e di mancate sanzioni al governo Sionista di Bibi Netanyahu...

    per farsi bella sul tema dei bambini di Gaza...

    e ciò che, purtroppo, una massa di evidenti lobotomizzati ha avuto il coraggio di applaudire...

    Source: https://t.me/libertasenzagreenpass/334137
    Lady Aspen & co. ormai non hanno più alcun pudore e capacità di discernimento...🙏 🌕Sentite cosa ha blaterato oggi la Meloni al Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini... dopo quasi 2 anni di compllice appoggio e di mancate sanzioni al governo Sionista di Bibi Netanyahu... per farsi bella sul tema dei bambini di Gaza... e ciò che, purtroppo, una massa di evidenti lobotomizzati ha avuto il coraggio di applaudire...🌕 Source: https://t.me/libertasenzagreenpass/334137
    Angry
    1
    0 Commentaires 0 Parts 203 Vue 8
  • VENEZIA 82 | Appello per la Pace

    La Mostra del Cinema di Venezia non può ridursi a un “contenitore vuoto” di glamour, tappeti rossi e premi scintillanti. Certo, da decenni siamo abituati a questa faccia della kermesse, in competizione eterna con Cannes. Ma oggi la sfida non può limitarsi all’estetica: deve riguardare la libertà di espressione, la difesa dei diritti umani e la capacità dell’arte di denunciare.

    Se la musica ha già dato voce a Gaza con prese di posizione forti da parte di artisti italiani e internazionali, ora anche la settima arte sceglie di schierarsi. Merito del collettivo Venice4Palestine (V4P), che sta raccogliendo adesioni e consensi crescenti. Tra queste spicca anche la madrina della 82ª edizione, Emanuela Fanelli, chiamata a un compito tanto simbolico quanto politico: trasformare il palcoscenico veneziano in una cassa di risonanza globale per un appello al #cessateilfuoco e alla #pace.

    In meno di 24 ore, l’appello di Venice4Palestine – “Non è più possibile restare in silenzio di fronte al massacro in corso in Palestina” – ha raccolto oltre 1.200 firme. Una mobilitazione senza precedenti nel mondo del cinema, con nomi come Marco Bellocchio, Laura Morante, Valeria Golino, Toni e Beppe Servillo, Carlo Verdone, Miriam Leone, Fiorella Mannoia, Alba e Alice Rohrwacher, Gabriele Muccino, Abel Ferrara, Roger Waters e moltissimi altri.

    Attori, registi, musicisti, scrittori e intellettuali si uniscono per chiedere alla Biennale e alla Mostra di assumere una posizione “chiara, visibile e solidale” rispetto a Gaza. Perché il cinema non è un lusso per pochi, ma un dovere civile: farsi strumento di consapevolezza, riflessione e resistenza.

    Il collettivo domanda che Venezia non sia una “vetrina vuota”, ma che apra spazi di discussione e confronto sui crimini in Palestina. La mobilitazione del 30 agosto, sostenuta dalla rete Artisti #NoBavaglio, sarà un momento cruciale: un banco di prova per capire se la Mostra saprà ancora incarnare lo spirito politico e di resistenza che in passato ha reso il cinema un linguaggio universale di lotta.

    La Biennale, dal canto suo, ha risposto dichiarandosi “aperta al dialogo”, ricordando come già negli ultimi anni siano stati presentati film che affrontano le urgenze del nostro tempo, da The Voice of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania a Of Dogs and Men di Dani Rosenberg. Ma ora il passo richiesto è più radicale: non basta proiettare, serve prendere posizione.

    ❗️❗️Mentre la politica resta silente, incapace di schierarsi, è ancora una volta l’arte a compiere il gesto più radicale: dare voce a chi non ce l’ha. Forse un festival non cambierà gli equilibri mondiali, ma può diventare megafono di un messaggio necessario.

    ❗️❗️In un Paese dove il cinema sembra ormai confinato a dibattiti nostalgici o ad “oggetto fuori moda”, almeno le sue platee e i suoi riflettori possono trasformarsi in teatri di resistenza, capaci di gridare in faccia a governi e istituzioni la loro colpevole inazione.

    Confido che questa Mostra non sia solo una parentesi di luccichio e mondanità , ma che sappia tornare a incarnare il ruolo più autentico della Cultura: rompere il silenzio e scuotere coscienze.

    E forse – chissà – se avessimo ancora il maestro Pasolini, avremmo parole ancora più taglienti per raccontare questo nostro tempo così fragile e contraddittorio.

    #Venezia82 #Venice4Palestine #CulturaResistenza #CinemaPolitico #StopWar #FreePalestine #ArtePerLaPace #NoAlGenocidio
    🎬✨ VENEZIA 82 | Appello per la Pace 🕊️🇵🇸 La Mostra del Cinema di Venezia non può ridursi a un “contenitore vuoto” di glamour, tappeti rossi e premi scintillanti. Certo, da decenni siamo abituati a questa faccia della kermesse, in competizione eterna con Cannes. Ma oggi la sfida non può limitarsi all’estetica: deve riguardare la libertà di espressione, la difesa dei diritti umani e la capacità dell’arte di denunciare. Se la musica ha già dato voce a Gaza con prese di posizione forti da parte di artisti italiani e internazionali, ora anche la settima arte sceglie di schierarsi. Merito del collettivo Venice4Palestine (V4P), che sta raccogliendo adesioni e consensi crescenti. Tra queste spicca anche la madrina della 82ª edizione, Emanuela Fanelli, chiamata a un compito tanto simbolico quanto politico: trasformare il palcoscenico veneziano in una cassa di risonanza globale per un appello al #cessateilfuoco e alla #pace. 🌍🎥 In meno di 24 ore, l’appello di Venice4Palestine – “Non è più possibile restare in silenzio di fronte al massacro in corso in Palestina” – ha raccolto oltre 1.200 firme. Una mobilitazione senza precedenti nel mondo del cinema, con nomi come Marco Bellocchio, Laura Morante, Valeria Golino, Toni e Beppe Servillo, Carlo Verdone, Miriam Leone, Fiorella Mannoia, Alba e Alice Rohrwacher, Gabriele Muccino, Abel Ferrara, Roger Waters e moltissimi altri. Attori, registi, musicisti, scrittori e intellettuali si uniscono per chiedere alla Biennale e alla Mostra di assumere una posizione “chiara, visibile e solidale” rispetto a Gaza. Perché il cinema non è un lusso per pochi, ma un dovere civile: farsi strumento di consapevolezza, riflessione e resistenza. Il collettivo domanda che Venezia non sia una “vetrina vuota”, ma che apra spazi di discussione e confronto sui crimini in Palestina. La mobilitazione del 30 agosto, sostenuta dalla rete Artisti #NoBavaglio, sarà un momento cruciale: un banco di prova per capire se la Mostra saprà ancora incarnare lo spirito politico e di resistenza che in passato ha reso il cinema un linguaggio universale di lotta. La Biennale, dal canto suo, ha risposto dichiarandosi “aperta al dialogo”, ricordando come già negli ultimi anni siano stati presentati film che affrontano le urgenze del nostro tempo, da The Voice of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania a Of Dogs and Men di Dani Rosenberg. Ma ora il passo richiesto è più radicale: non basta proiettare, serve prendere posizione. ❗️❗️👉Mentre la politica resta silente, incapace di schierarsi, è ancora una volta l’arte a compiere il gesto più radicale: dare voce a chi non ce l’ha. Forse un festival non cambierà gli equilibri mondiali, ma può diventare megafono di un messaggio necessario. ❗️❗️👉In un Paese dove il cinema sembra ormai confinato a dibattiti nostalgici o ad “oggetto fuori moda”, almeno le sue platee e i suoi riflettori possono trasformarsi in teatri di resistenza, capaci di gridare in faccia a governi e istituzioni la loro colpevole inazione. 🎬👉Confido che questa Mostra non sia solo una parentesi di luccichio e mondanità ✨, ma che sappia tornare a incarnare il ruolo più autentico della Cultura: rompere il silenzio e scuotere coscienze. E forse – chissà – se avessimo ancora il maestro Pasolini, avremmo parole ancora più taglienti per raccontare questo nostro tempo così fragile e contraddittorio. 📽️🔥 #Venezia82 #Venice4Palestine #CulturaResistenza #CinemaPolitico #StopWar #FreePalestine #ArtePerLaPace #NoAlGenocidio
    Like
    1
    0 Commentaires 0 Parts 1KB Vue
  • SEGNALI di RISVEGLIO ANCHE INTERNI per METTERE al BANDO IL GENOCIDA Benjamin Netanyahu! ISOLIAMO ISRAELE!
    Israele: proteste in tutto il paese per il rilascio degli ostaggi e la fine della guerra
    Bloccato il traffico sull'autostrada a Tel Aviv...
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/08/26/proteste-israele-ostaggi-gaza-video-oggi/8105032/
    OCCORRE BLOCCARE la PARTITA della NAZIONALE ITALIANA contro ISRAELE.
    ISRAELE fuori da OGNI COMPETIZIONE SPORTIVA!
    SEGNALI di RISVEGLIO ANCHE INTERNI per METTERE al BANDO IL GENOCIDA Benjamin Netanyahu! ISOLIAMO ISRAELE! Israele: proteste in tutto il paese per il rilascio degli ostaggi e la fine della guerra Bloccato il traffico sull'autostrada a Tel Aviv... https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/08/26/proteste-israele-ostaggi-gaza-video-oggi/8105032/ OCCORRE BLOCCARE la PARTITA della NAZIONALE ITALIANA contro ISRAELE. ISRAELE fuori da OGNI COMPETIZIONE SPORTIVA!
    Like
    1
    0 Commentaires 0 Parts 296 Vue
Plus de résultats