• Come ogni rito che si ripete, qualcosa finisce e qualcosa ricomincia.
    Un passaggio obbligato: una frontiera, una soglia di cui non conosciamo l’esito.
    Ogni giorno, ogni cosa, va comunque ricominciata.
    Allora: buon inizio.

    FRONTIERA

    Se i muri di questa stanza potessero parlare,
    sai quante storie, quanti destini da cambiare.

    Mentre esci da una porta scorrevole
    tra nuove stelle, luci e palline colorate,
    con una speranza di rivalsa
    fra sogno e sostanza,
    tra un 25 e un 31,
    quando speri che se ne accorga qualcuno
    per uscire da una logica
    fra qualcuno e nessuno —
    e poi scopri che in quel mondo
    non hai percorso un centimetro,
    nemmeno uno.

    Una nuova finestra
    su un calendario da strappare,
    bottiglie pronte da stappare,
    qualche vestito da rispolverare
    fra l’euforia di una sera
    e la voglia di scappare.

    Eppure c’è una soglia all’orizzonte,
    un orologio che segna
    pochi minuti alla mezzanotte,
    che separa ciò che è stato
    da quello che sarà —
    per noi poveri illusi che ci crediamo ancora,
    per chi, stanco,
    non si fermerà per paura
    in questa vita dove si cerca ancora
    una fiamma calda
    dentro questa gelida radura.

    Poche ore per pensare
    a un cambio d’atmosfera,
    a pochi chilometri,
    quasi metri,
    prima della frontiera.
    Quella frontiera che vorrei passare
    per continuare a sognare,
    per ricominciare a sperare
    in un raggio di sole
    dove alla fine arrivi tu
    e poterti abbracciare.

    Eppure tutto si allontana,
    tutto si annebbia di nuovo,
    anche dopo questa dogana
    dove un sorriso dura
    quanto un sorso di bicchiere,
    mentre vorremmo vederci chiaro
    e andare oltre
    le nostre solite sfere.

    Pensi che il domani sia diverso,
    che porti un po’ più fortuna
    solo per una frontiera
    che credi di aver superato,
    per un brindisi restituito
    o dato.
    Ma il domani non è mai scontato,
    perché tutto ci viene restituito
    fra una parola non detta
    e un abbraccio mai scambiato,
    in questo mondo
    che in fondo non è mai cambiato.

    Puoi passare mille frontiere
    con lo sguardo guerriero,
    ma non c’è riscatto né luce
    se non lo vuoi davvero.
    È solo un giorno come tanti,
    con la gioia in provetta
    di chi ci vuole stupidi e contenti,
    che siamo pochi
    o che lo siamo in tanti —
    la scelta è nel dopo sbornia di domattina,
    tra la solitudine
    o la forza dei giganti.

    Scegli tu.
    Sceglierò anche io.
    Forse sarà una nuova alba di speranza,
    forse soltanto la volontà di Dio,
    o forse sarà la tua e la mia
    quando tutto sembra perso
    e ritroveremo la via.

    Vai avanti, non ti voltare,
    passa questa frontiera:
    è l’unica strada che ti rimane.
    Ma non ti illudere,
    non bluffare:
    nulla si sposta
    se non hai davvero
    quella voglia di cambiare.

    Il domani ci aspetta.
    È tempo di ricostruire,
    è tempo di ridisegnare.
    Forse non è tardi
    per poterti ritrovare.

    #frontiera #buoninizio
    Come ogni rito che si ripete, qualcosa finisce e qualcosa ricomincia. Un passaggio obbligato: una frontiera, una soglia di cui non conosciamo l’esito. Ogni giorno, ogni cosa, va comunque ricominciata. Allora: buon inizio. FRONTIERA Se i muri di questa stanza potessero parlare, sai quante storie, quanti destini da cambiare. Mentre esci da una porta scorrevole tra nuove stelle, luci e palline colorate, con una speranza di rivalsa fra sogno e sostanza, tra un 25 e un 31, quando speri che se ne accorga qualcuno per uscire da una logica fra qualcuno e nessuno — e poi scopri che in quel mondo non hai percorso un centimetro, nemmeno uno. Una nuova finestra su un calendario da strappare, bottiglie pronte da stappare, qualche vestito da rispolverare fra l’euforia di una sera e la voglia di scappare. Eppure c’è una soglia all’orizzonte, un orologio che segna pochi minuti alla mezzanotte, che separa ciò che è stato da quello che sarà — per noi poveri illusi che ci crediamo ancora, per chi, stanco, non si fermerà per paura in questa vita dove si cerca ancora una fiamma calda dentro questa gelida radura. Poche ore per pensare a un cambio d’atmosfera, a pochi chilometri, quasi metri, prima della frontiera. Quella frontiera che vorrei passare per continuare a sognare, per ricominciare a sperare in un raggio di sole dove alla fine arrivi tu e poterti abbracciare. Eppure tutto si allontana, tutto si annebbia di nuovo, anche dopo questa dogana dove un sorriso dura quanto un sorso di bicchiere, mentre vorremmo vederci chiaro e andare oltre le nostre solite sfere. Pensi che il domani sia diverso, che porti un po’ più fortuna solo per una frontiera che credi di aver superato, per un brindisi restituito o dato. Ma il domani non è mai scontato, perché tutto ci viene restituito fra una parola non detta e un abbraccio mai scambiato, in questo mondo che in fondo non è mai cambiato. Puoi passare mille frontiere con lo sguardo guerriero, ma non c’è riscatto né luce se non lo vuoi davvero. È solo un giorno come tanti, con la gioia in provetta di chi ci vuole stupidi e contenti, che siamo pochi o che lo siamo in tanti — la scelta è nel dopo sbornia di domattina, tra la solitudine o la forza dei giganti. Scegli tu. Sceglierò anche io. Forse sarà una nuova alba di speranza, forse soltanto la volontà di Dio, o forse sarà la tua e la mia quando tutto sembra perso e ritroveremo la via. Vai avanti, non ti voltare, passa questa frontiera: è l’unica strada che ti rimane. Ma non ti illudere, non bluffare: nulla si sposta se non hai davvero quella voglia di cambiare. Il domani ci aspetta. È tempo di ricostruire, è tempo di ridisegnare. Forse non è tardi per poterti ritrovare. #frontiera #buoninizio
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  • GRAVISSIMO

    Vorrei ricordare al grande popolo degli entusiasti gastro-patrioti che dal 1 gennaio 2026 non potranno più sapere, leggendo l'etichetta, la provenienza delle materie prime di importanti prodotti del Made in Italy alimentare.
    Non sarà cioè più dato sapere con che cosa saranno fatte le paste alimentari di grano duro, i derivati del pomodoro, il latte e i prodotti lattiero caseari, il riso e le carni suine trasformate.
    Ma come, nessuno ve lo aveva detto? Nemmeno giornali e TV? Nemmeno i politici e i grandi chef che ieri esultavano orgogliosi a reti unificate? Strano...
    Eppure è cosi. Tutto risale a poco tempo fa, al 23 dicembre 2024. Perché quel giorno, senza dare troppo nell'occhio, i nostri ministeri Agricoltura (e Sovranità), Imprese e Salute - "incoraggiati" dalle grandi aziende del settore - erano giunti alla conclusione che, in fondo, tutta questa trasparenza in etichetta fosse eccessiva e penalizzante.
    Così, dal prossimo anno - giusto il tempo di esaurire le scorte di magazzino con quelle etichette troppo sincere - gli entusiasti fan dei grandi marchi del Made in Italy alimentare potranno pascersi di fusilli o spaghetti di grano turco o ucraino, perdipiù conditi con pummarola di pomodoro cinese, mantecare risotti fatti con cultivar pakistani o birmani, affettare caciotte e spalmare stracchini derivanti dalla mungitura di mucche bulgare, senza dimenticare i panini farciti con fette di salami polacchi o salsicce di suini cantonesi o dello Shezuhan. Tutto rigorosamente riconoscibile da una rassicurante bandierina tricolore in bella evidenza sulla confezione.
    Buon appetito e buon Made in Italy a tutti

    A salvarci, per fortuna, rimarranno le piccole e medie aziende di agricoltori e imprenditori "ribelli ed eretici" (molti dei quali giovani) che si ostinano a coltivare e a trasformare materie prime 100% italiane. Come riconoscerli? Facile: sono quelli che non fanno spot in TV.
    ⚠️📛GRAVISSIMO🆘⚠️ Vorrei ricordare al grande popolo degli entusiasti gastro-patrioti che dal 1 gennaio 2026 non potranno più sapere, leggendo l'etichetta, la provenienza delle materie prime di importanti prodotti del Made in Italy alimentare. Non sarà cioè più dato sapere con che cosa saranno fatte le paste alimentari di grano duro, i derivati del pomodoro, il latte e i prodotti lattiero caseari, il riso e le carni suine trasformate. Ma come, nessuno ve lo aveva detto? Nemmeno giornali e TV? Nemmeno i politici e i grandi chef che ieri esultavano orgogliosi a reti unificate? Strano... Eppure è cosi. Tutto risale a poco tempo fa, al 23 dicembre 2024. Perché quel giorno, senza dare troppo nell'occhio, i nostri ministeri Agricoltura (e Sovranità), Imprese e Salute - "incoraggiati" dalle grandi aziende del settore - erano giunti alla conclusione che, in fondo, tutta questa trasparenza in etichetta fosse eccessiva e penalizzante. Così, dal prossimo anno - giusto il tempo di esaurire le scorte di magazzino con quelle etichette troppo sincere - gli entusiasti fan dei grandi marchi del Made in Italy alimentare potranno pascersi di fusilli o spaghetti di grano turco o ucraino, perdipiù conditi con pummarola di pomodoro cinese, mantecare risotti fatti con cultivar pakistani o birmani, affettare caciotte e spalmare stracchini derivanti dalla mungitura di mucche bulgare, senza dimenticare i panini farciti con fette di salami polacchi o salsicce di suini cantonesi o dello Shezuhan. Tutto rigorosamente riconoscibile da una rassicurante bandierina tricolore in bella evidenza sulla confezione. Buon appetito e buon Made in Italy a tutti A salvarci, per fortuna, rimarranno le piccole e medie aziende di agricoltori e imprenditori "ribelli ed eretici" (molti dei quali giovani) che si ostinano a coltivare e a trasformare materie prime 100% italiane. Come riconoscerli? Facile: sono quelli che non fanno spot in TV.
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  • L'attore Rob Schneider: L'ultimo rifugio della tua libertà è il tuo corpo. Se il governo può costringerti a iniettarti una terapia genica sperimentale o qualsiasi altra cosa nel tuo corpo contro la tua volontà, allora il governo è in grado di commettere qualsiasi altra atrocità.

    Source: https://x.com/ChanceGardi/status/2005144594334572723?t=ZrS7sx9xurEg3nm5lrJ0BA&s=19
    L'attore Rob Schneider: L'ultimo rifugio della tua libertà è il tuo corpo. Se il governo può costringerti a iniettarti una terapia genica sperimentale o qualsiasi altra cosa nel tuo corpo contro la tua volontà, allora il governo è in grado di commettere qualsiasi altra atrocità. Source: https://x.com/ChanceGardi/status/2005144594334572723?t=ZrS7sx9xurEg3nm5lrJ0BA&s=19
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  • a proposito di guerre in Russia, Mark Knopfler ha una canzone "Down With Bonaparte" youtube.com/watch?v=gXnxvK… ispirata dal libro del soldato tedesco arruolato da Napoleone (1/3 dei disgraziati che morirono in Russia erano tedeschi) L'invasione della Russia da parte di Napoleone nel 1812 fu la campagna militare più disastrosa della storia e segnò l'inizio del declino della Francia .

    L'Armée iniziò la sua marcia verso la Russia nel giugno 1812 con circa 600.000 uomini, per tornare nel dicembre 1812 con solo circa 40.000-50.000 sopravvissuti. Napoleone è uno dei grandi criminali della storia, si calcola che causò circa 55 battaglie in totale, tutte provocate da lui. Causò la morte di 4 o 5 milioni, in Spagna e Russia in particolare.

    Viene celebrato, ma era uno psicopatico della razza di Genghis Khan, ossessionato solo dalla sua ambizione personale. Nessuna capiva perchè invadesse la Russia. Il proclama che lesse ai 600mila disgraziati era: "Lo Zar ha mancato di rispetto bla bla.,... la scelta è tra il disonore e la guerra!". Ma lui era in carrozza e soggiornava nei castelli mentre i soldati morivano tutti

    dal "Diario di un soldato di fanteria napoleonico" di Jakob Walter. Walter era un coscritto del Regno del Württemberg (un alleato tedesco di Napoleone).

    Il diario descrive la continua ricerca di cibo e il saccheggio, malattie dilaganti, infestazioni di pidocchi, notti terribilmente fredde, corpi disseminati sulle strade, i suoni degli uomini che urlano, gemono, strillano, si lamentano, muoiono lentamente di fame, muoiono congelati, con i cosacchi che eliminano i ritardatari e li torturano.

    Dopo il suo arrivo, Walter soffrì di una grave emorragia nasale che durò una settimana, non fu in grado di camminare per giorni a causa del gonfiore alle gambe causato dalla malnutrizione, dalla disidratazione e dai gravi congelamenti; la sua pelle e il suo viso erano ricoperti da "spesse croste, profonde crepe e squame nere come il carbone che si staccavano". La stragrande maggioranza di questi uomini non morì in battaglia, ma di fame, tifo, dissenteria, scorbuto, sfinimento, congelamento, cancrena. Durante la fase di marcia, da giugno a inizio settembre (prima di ogni battaglia), circa 150.000-200.000 uomini erano andati perduti a causa di malattie, sfinimento e diserzioni (tra i coscritti non francesi). Nell'unico vero scontro con i russi, la battaglia di Borodino (7 settembre 1812), la parte francese perse circa 30.000-35.000 uomini. La ritirata fu un'esperienza orribile. Solo durante l'attraversamento del fiume Beresina (nei tre giorni del novembre 1812), circa 40.000 uomini morirono in agonia.

    https://youtu.be/gXnxvKCAAms?si=zZMk6B_m8BcVdwpD
    a proposito di guerre in Russia, Mark Knopfler ha una canzone "Down With Bonaparte" youtube.com/watch?v=gXnxvK… ispirata dal libro del soldato tedesco arruolato da Napoleone (1/3 dei disgraziati che morirono in Russia erano tedeschi) L'invasione della Russia da parte di Napoleone nel 1812 fu la campagna militare più disastrosa della storia e segnò l'inizio del declino della Francia . L'Armée iniziò la sua marcia verso la Russia nel giugno 1812 con circa 600.000 uomini, per tornare nel dicembre 1812 con solo circa 40.000-50.000 sopravvissuti. Napoleone è uno dei grandi criminali della storia, si calcola che causò circa 55 battaglie in totale, tutte provocate da lui. Causò la morte di 4 o 5 milioni, in Spagna e Russia in particolare. Viene celebrato, ma era uno psicopatico della razza di Genghis Khan, ossessionato solo dalla sua ambizione personale. Nessuna capiva perchè invadesse la Russia. Il proclama che lesse ai 600mila disgraziati era: "Lo Zar ha mancato di rispetto bla bla.,... la scelta è tra il disonore e la guerra!". Ma lui era in carrozza e soggiornava nei castelli mentre i soldati morivano tutti dal "Diario di un soldato di fanteria napoleonico" di Jakob Walter. Walter era un coscritto del Regno del Württemberg (un alleato tedesco di Napoleone). Il diario descrive la continua ricerca di cibo e il saccheggio, malattie dilaganti, infestazioni di pidocchi, notti terribilmente fredde, corpi disseminati sulle strade, i suoni degli uomini che urlano, gemono, strillano, si lamentano, muoiono lentamente di fame, muoiono congelati, con i cosacchi che eliminano i ritardatari e li torturano. Dopo il suo arrivo, Walter soffrì di una grave emorragia nasale che durò una settimana, non fu in grado di camminare per giorni a causa del gonfiore alle gambe causato dalla malnutrizione, dalla disidratazione e dai gravi congelamenti; la sua pelle e il suo viso erano ricoperti da "spesse croste, profonde crepe e squame nere come il carbone che si staccavano". La stragrande maggioranza di questi uomini non morì in battaglia, ma di fame, tifo, dissenteria, scorbuto, sfinimento, congelamento, cancrena. Durante la fase di marcia, da giugno a inizio settembre (prima di ogni battaglia), circa 150.000-200.000 uomini erano andati perduti a causa di malattie, sfinimento e diserzioni (tra i coscritti non francesi). Nell'unico vero scontro con i russi, la battaglia di Borodino (7 settembre 1812), la parte francese perse circa 30.000-35.000 uomini. La ritirata fu un'esperienza orribile. Solo durante l'attraversamento del fiume Beresina (nei tre giorni del novembre 1812), circa 40.000 uomini morirono in agonia. https://youtu.be/gXnxvKCAAms?si=zZMk6B_m8BcVdwpD
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  • Non ce la si fa. Ci sono due categorie di persone che vivono nell'ansia più totale continuando a chiedere del decreto Ucraina nonostante fior di comunicati stampa e interviste.

    Prima categoria: sono quelli del PD, giornalisti inclusi, che sperano nelle crisi di governo per le divergenze sulla politica estera (ansiosi peraltro di governare con il M5S da cui TUTTO li divide in politica estera).

    Seconda categoria: sono i GONZI che ancora ascoltano ciò che quelli della prima categoria fanno scrivere sui giornali nel vano tentativo di mettere zizzania.

    La questione è semplicissima e raccontata mille volte:

    PERSONALMENTE -> ho detto l'anno scorso che quel decreto sarebbe stato l'ultimo che avrei votato. Ultimo significa ultimo.

    COME PARTITO -> ho detto che se il decreto non fosse cambiato non l'avremmo votato e che ci sarebbe dovuta essere una chiara discontinuità per tenere conto del processo di pace in corso.
    A domanda di chiarire cosa avrebbe potuto essere una sufficiente discontinuità ho detto che non ci saremmo accontentati di modifiche puramente formali ma che avrebbe dovuto essere chiaramente esplicitata la prevalenza di strumenti orientati alla protezione della popolazione civile, quindi materiale logistico, sanitario, di scudo da minacce aeree e simili.

    Mettetevi tranquilli che i governi cadono solo se qualcuno in maggioranza vuole farli cadere e vanno fatti cadere solo se c'è immediatamente disponibile una soluzione migliore. Dato che le alternative sono Giuseppi Schlein Renzi e Fratoianni, mi pare evidente che nessuno ha alcuna intenzione di far cadere alcunché. Una volta chiarite quali sono le reciproche linee rosse non è interesse di nessuno attraversarle.

    Source: https://x.com/borghi_claudio/status/2005306649314034001?t=9uRxcIaSNBv0aCFOUjpXsQ&s=19
    Non ce la si fa. Ci sono due categorie di persone che vivono nell'ansia più totale continuando a chiedere del decreto Ucraina nonostante fior di comunicati stampa e interviste. Prima categoria: sono quelli del PD, giornalisti inclusi, che sperano nelle crisi di governo per le divergenze sulla politica estera (ansiosi peraltro di governare con il M5S da cui TUTTO li divide in politica estera). Seconda categoria: sono i GONZI che ancora ascoltano ciò che quelli della prima categoria fanno scrivere sui giornali nel vano tentativo di mettere zizzania. La questione è semplicissima e raccontata mille volte: PERSONALMENTE -> ho detto l'anno scorso che quel decreto sarebbe stato l'ultimo che avrei votato. Ultimo significa ultimo. COME PARTITO -> ho detto che se il decreto non fosse cambiato non l'avremmo votato e che ci sarebbe dovuta essere una chiara discontinuità per tenere conto del processo di pace in corso. A domanda di chiarire cosa avrebbe potuto essere una sufficiente discontinuità ho detto che non ci saremmo accontentati di modifiche puramente formali ma che avrebbe dovuto essere chiaramente esplicitata la prevalenza di strumenti orientati alla protezione della popolazione civile, quindi materiale logistico, sanitario, di scudo da minacce aeree e simili. Mettetevi tranquilli che i governi cadono solo se qualcuno in maggioranza vuole farli cadere e vanno fatti cadere solo se c'è immediatamente disponibile una soluzione migliore. Dato che le alternative sono Giuseppi Schlein Renzi e Fratoianni, mi pare evidente che nessuno ha alcuna intenzione di far cadere alcunché. Una volta chiarite quali sono le reciproche linee rosse non è interesse di nessuno attraversarle. Source: https://x.com/borghi_claudio/status/2005306649314034001?t=9uRxcIaSNBv0aCFOUjpXsQ&s=19
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  • La famiglia Trevallion oggi rappresenta il vero Presepe che una magistratura italiana politicizzata ha distrutto. Una famiglia che ha scelto di vivere felice in povertà, non secondo il sistema che ti impone una società consumistica. Ma non riuscirete voi giudici a statalizzare famiglia e rapporti. Avete contro tutta l'Italia. L'Amore che è rappresentato nel Presepe non sapete cosa sia. Volete automi, numeri non Persone. E la libertà è un valore assoluto. Non davano fastidio a nessuno, erano felici. Il Presepe deve essere ricostruito e riunito. Il #GovernoMeloni e chiunque abbia coscienza si spenda per riunire una famiglia felice.

    Source: https://x.com/OrtigiaP/status/2003779552770719766?t=V8DRQnlXWsmNDWBosx3Plg&s=19
    La famiglia Trevallion oggi rappresenta il vero Presepe che una magistratura italiana politicizzata ha distrutto. Una famiglia che ha scelto di vivere felice in povertà, non secondo il sistema che ti impone una società consumistica. Ma non riuscirete voi giudici a statalizzare famiglia e rapporti. Avete contro tutta l'Italia. L'Amore che è rappresentato nel Presepe non sapete cosa sia. Volete automi, numeri non Persone. E la libertà è un valore assoluto. Non davano fastidio a nessuno, erano felici. Il Presepe deve essere ricostruito e riunito. Il #GovernoMeloni e chiunque abbia coscienza si spenda per riunire una famiglia felice. Source: https://x.com/OrtigiaP/status/2003779552770719766?t=V8DRQnlXWsmNDWBosx3Plg&s=19
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  • CI MANCAVA ANCHE QUESTA NOTIZIA!
    Alberi di Natale: cosa sapere sui rischi di sostanze tossiche e microplastiche
    Artificiali o naturali, gli alberi di Natale possono nascondere rischi per la salute. Ecco come scegliere quello più sicuro...
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/12/24/attenzione-agli-alberi-di-natale-rilasciano-sostanze-tossiche-che-hanno-effetti-sul-sistema-endocrino-e-sullo-sviluppo-dei-bambini-lallarme-e-i-consigli-degli-esperti/8237240/
    CI MANCAVA ANCHE QUESTA NOTIZIA! Alberi di Natale: cosa sapere sui rischi di sostanze tossiche e microplastiche Artificiali o naturali, gli alberi di Natale possono nascondere rischi per la salute. Ecco come scegliere quello più sicuro... https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/12/24/attenzione-agli-alberi-di-natale-rilasciano-sostanze-tossiche-che-hanno-effetti-sul-sistema-endocrino-e-sullo-sviluppo-dei-bambini-lallarme-e-i-consigli-degli-esperti/8237240/
    WWW.ILFATTOQUOTIDIANO.IT
    Alberi di Natale: cosa sapere sui rischi di sostanze tossiche e microplastiche
    Artificiali o naturali, gli alberi di Natale possono nascondere rischi per la salute. Ecco come scegliere quello più sicuro
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  • BONACCINI DOVE ***** SEI? E SOPRATTUTTO TU E IL PD EMILIANO ROMAGNOLO CHE ***** NE FATE DEI SOLDI?

    GUARDATE BENE QUESTO FILMATO: QUESTI SONO VERI ITALIANI, VERI PATRIOTI CHE SI OFFRONO DI FARE ESSI STESSI I LAVORI CHE LA REGIONE ROSSA NON FA!!!

    V E R G O G N A!
    Magistratura dove sei? MATTARELLA dicci (e FAI ) qualcosa.

    CI CHIEDONO DI CONDIVIDERE QUESTO FILMATO IL PIÙ POSSIBILE: SIATE CON LORO E CON ME: SCHIAFFATEGLIELO DAPPERTUTTO
    FATE VEDERE AGLI ITALIANI CHI HA CARATTERE E CHI NON HA NEMMENO LE PALLE PUR AVENDO SOLDI E POTERE
    BONACCINI DOVE CAZZO SEI? E SOPRATTUTTO TU E IL PD EMILIANO ROMAGNOLO CHE CAZZO NE FATE DEI SOLDI? GUARDATE BENE QUESTO FILMATO: QUESTI SONO VERI ITALIANI, VERI PATRIOTI CHE SI OFFRONO DI FARE ESSI STESSI I LAVORI CHE LA REGIONE ROSSA NON FA!!! V E R G O G N A! Magistratura dove sei? MATTARELLA dicci (e FAI 😳🤓) qualcosa. CI CHIEDONO DI CONDIVIDERE QUESTO FILMATO IL PIÙ POSSIBILE: SIATE CON LORO E CON ME: SCHIAFFATEGLIELO DAPPERTUTTO FATE VEDERE AGLI ITALIANI CHI HA CARATTERE E CHI NON HA NEMMENO LE PALLE PUR AVENDO SOLDI E POTERE 😉🤓🇮🇹🇮🇹🇮🇹🇮🇹🇮🇹🇮🇹
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  • Tra tutti gli imbecilli europei, quello considerato uno dei capofila degli imbecilli ha avuto il guizzo di dire: andiamo a parlare con Putin.

    Se ci pensate bene, è qualcosa che fa salire il sangue al cervello. Semplicemente perché, se in Unione Europea dovessimo scegliere un Paese che possa fare da collante, più di chiunque altro, tra Mosca e Bruxelles, quel Paese avrebbe potuto essere l'Italia.

    Ma noi abbiamo al governo un personaggio che parla di credibilità internazionale ed è totalmente incapace, all'opposizione il maggior partito che chiede più guerra e al Quirinale un Presidente della Repubblica che ha inaugurato un nuovo sport: tiro al bersaglio al Cremlino.
    In ogni caso cade, per l'ennesima volta, la narrazione del "Putin non vuole parlare".

    Macron non ha fatto in tempo ad aprire bocca e chiedere udienza alla Russia che subito è stata accolta. E non è un segno di debolezza da parte di Mosca, come vorrebbero far passare i giornaloni, bensì è un segno di forza enorme.

    Anche perché, a cagarsi addosso, in questa specifica occasione è Macron, visto il riarmo spropositato della Germania. Com'è che sia, Macron, se riesce a instaurare un dialogo serio col Cremlino, la fa sotto il naso a coloro che si sentono statisti. E farsela fare sotto il naso da Macron non è un bel biglietto da visita da consegnare alla storia. Soprattutto per chi oggi in Italia ricopre ruoli di vertice.

    - Giuseppe Salamone

    Source: https://x.com/itsmeback_/status/2003165535895454162?t=0CNxVvSNSQAPf7IYThFbDA&s=19
    Tra tutti gli imbecilli europei, quello considerato uno dei capofila degli imbecilli ha avuto il guizzo di dire: andiamo a parlare con Putin. Se ci pensate bene, è qualcosa che fa salire il sangue al cervello. Semplicemente perché, se in Unione Europea dovessimo scegliere un Paese che possa fare da collante, più di chiunque altro, tra Mosca e Bruxelles, quel Paese avrebbe potuto essere l'Italia. Ma noi abbiamo al governo un personaggio che parla di credibilità internazionale ed è totalmente incapace, all'opposizione il maggior partito che chiede più guerra e al Quirinale un Presidente della Repubblica che ha inaugurato un nuovo sport: tiro al bersaglio al Cremlino. In ogni caso cade, per l'ennesima volta, la narrazione del "Putin non vuole parlare". Macron non ha fatto in tempo ad aprire bocca e chiedere udienza alla Russia che subito è stata accolta. E non è un segno di debolezza da parte di Mosca, come vorrebbero far passare i giornaloni, bensì è un segno di forza enorme. Anche perché, a cagarsi addosso, in questa specifica occasione è Macron, visto il riarmo spropositato della Germania. Com'è che sia, Macron, se riesce a instaurare un dialogo serio col Cremlino, la fa sotto il naso a coloro che si sentono statisti. E farsela fare sotto il naso da Macron non è un bel biglietto da visita da consegnare alla storia. Soprattutto per chi oggi in Italia ricopre ruoli di vertice. - Giuseppe Salamone Source: https://x.com/itsmeback_/status/2003165535895454162?t=0CNxVvSNSQAPf7IYThFbDA&s=19
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  • ORRORE SENZA FINE!
    Ragazze danneggiate dal vaccino HPV - Papilloma Virus
    "Non abbiamo più il controllo sul nostro corpo. Perché non c'è più una parte del nostro corpo che alla fine è sana...Perché come detto prima non si sa cosa potrebbe succedere tra un secondo..."
    Ascoltate le loro testimonianza dirette. MASSIMA CONDIVISIONE. Grazie.

    https://www.scenario.press/posts/13806

    FALSO: Il vaccino contro il Papilloma virus come uno scudo totale: protegge più di quanto si pensi, ma l’adesione è in calo
    NON CREDETECI ASSOLUTAMENTE sono TUTTI STUDI FALSI PAGATI dalle BIG PHARMA. ECCO COSA PROVOCA RELAMENTE il VACCINO contro il Papilloma Virus.
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/12/22/il-vaccino-contro-il-papilloma-virus-come-uno-scudo-totale-protegge-piu-di-quanto-si-pensi-ma-ladesione-e-in-calo/8233635/

    #papillomavirus
    #vaccinohpv
    ORRORE SENZA FINE! Ragazze danneggiate dal vaccino HPV - Papilloma Virus "Non abbiamo più il controllo sul nostro corpo. Perché non c'è più una parte del nostro corpo che alla fine è sana...Perché come detto prima non si sa cosa potrebbe succedere tra un secondo..." Ascoltate le loro testimonianza dirette. MASSIMA CONDIVISIONE. Grazie. https://www.scenario.press/posts/13806 FALSO: Il vaccino contro il Papilloma virus come uno scudo totale: protegge più di quanto si pensi, ma l’adesione è in calo NON CREDETECI ASSOLUTAMENTE sono TUTTI STUDI FALSI PAGATI dalle BIG PHARMA. ECCO COSA PROVOCA RELAMENTE il VACCINO contro il Papilloma Virus. https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/12/22/il-vaccino-contro-il-papilloma-virus-come-uno-scudo-totale-protegge-piu-di-quanto-si-pensi-ma-ladesione-e-in-calo/8233635/ #papillomavirus #vaccinohpv
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    ORRORE SENZA FINE! Ragazze danneggiate dal vaccino HPV - Papilloma Virus "Non abbiamo più il controllo sul nostro corpo. Perché non c'è più una parte del nostro corpo che alla fine è sana...Perché come detto prima non si sa cosa potrebbe...
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