• “Abbiamo ucciso ragazzini, bambini e anziani disarmati. Al primo cenno di rimorso i comandanti ci spingevano a sputare sui cadaveri".
    Le confessioni dei soldati riservisti israeliani di ritorno da Gaza,raccolte dal giornale israeliano Haaretz ,raccontano esecuzioni di civili, torture e abusi sistematici:

    "Ero all’inferno, ma non ne ero consapevole. C’erano attacchi aerei ogni singolo minuto. Le bombe da una tonnellata cadevano e ci facevano battere il cuore. Non so quanti palestinesi abbiamo ucciso in quei giorni”. Era il dicembre 2023, periodo in cui l’esercito israeliano era un mattatoio a pieno ritmo: tra il 7 e il 26 dicembre si stima siano stati uccisi circa 29 mila palestinesi (Euro-Med Human Rights Monitor).

    “Ci venivano incontro con le braccia alzate, vestiti di stracci, visibilmente disarmati — racconta un altro dei riservisti. E ogni volta che questo accadeva avevamo l’ordine di sparare. Ci avvicinavamo ai corpi senza vita di ragazzini, donne e anziani senza provare eccessivo rimorso...Se uno di noi mostrava segni di titubanza o di disaccordo, il comandante dell’unità ci mostrava quel che andava fatto scalciando i cadaveri o sputando loro addosso”. E commentando: “Questo è ciò che succede a chi offende Israele”.
    "Abbiamo catturato un palestinese sospettato di essere un agente di Hamas. All’arrivo dell’Unità 504 è stato spogliato interamente e torturato con fascette strette attorno ai genitali”. Le urla erano disumane, racconta. Alla fine deve aver parlato o, più semplicemente, ha ceduto. È stato portato via.
    Da quel giorno le urla non se ne vanno dalla mia testa – racconta Eitan.
    “Hanno distrutto tutto ciò che pensavo dell’esercito, tutto ciò che pensavo di noi, di me. Se siamo in grado di fare qualcosa di così terribile senza che i civili lo sappiano, quali altri segreti stiamo nascondendo?”
    "Mentre ero nella Striscia mi veniva in mente l’Olocausto”
    I soldati riservisti (comunque terroristi...)che hanno testimoniato ad Haaretz sono tutti passati per un reparto psichiatrico.

    "We killed unarmed children, teenagers, and elderly people. At the first sign of remorse, the commanders urged us to spit on the corpses."

    The confessions of Israeli reserve soldiers returning from Gaza, collected by the Israeli newspaper Haaretz, recount civilian executions, torture, and systematic abuse:

    "I was in hell, but I wasn't aware of it. There were airstrikes every single minute. The one-ton bombs fell and made our hearts race. I don't know how many Palestinians we killed in those days." It was December 2023, a period in which the Israeli army was a full-scale slaughterhouse: between December 7 and 26, an estimated 29,000 Palestinians were killed (Euro-Med Human Rights Monitor).

    “They came at us with their arms raised, dressed in rags, visibly unarmed,” another reservist recounts. “And every time this happened, we were ordered to shoot. We approached the lifeless bodies of children, women, and elderly people without feeling too much remorse... If one of us showed signs of hesitation or disagreement, the unit commander would show us what to do by kicking the corpses or spitting on them.” And commenting: “This is what happens to those who offend Israel.”

    “We captured a Palestinian suspected of being a Hamas agent. When Unit 504 arrived, he was stripped completely and tortured with zip ties around his genitals.” The screams were inhuman, he recounts. Eventually, he must have spoken, or more simply, he gave in. He was taken away.

    Since that day, the screams have stuck in my head,” Eitan recounts. “They destroyed everything I thought about the army, everything I thought about us, about myself. If we can do something so terrible without civilians knowing, what other secrets are we hiding?”
    "While I was in the Strip, the Holocaust came to mind."
    The reserve soldiers (terrorists, after all) who testified to Haaretz all spent time in a psychiatric ward.

    FONTE: HTTPS://IT.INSIDEOVER.COM/GUERRA/GAZA-ESECUZIONI-DI-CIVILI-E-TORTURE-LE-CONFESSIONI-DEI-SOLDATI-ISRAELIANI.HTML
    “Abbiamo ucciso ragazzini, bambini e anziani disarmati. Al primo cenno di rimorso i comandanti ci spingevano a sputare sui cadaveri". Le confessioni dei soldati riservisti israeliani di ritorno da Gaza,raccolte dal giornale israeliano Haaretz ,raccontano esecuzioni di civili, torture e abusi sistematici: "Ero all’inferno, ma non ne ero consapevole. C’erano attacchi aerei ogni singolo minuto. Le bombe da una tonnellata cadevano e ci facevano battere il cuore. Non so quanti palestinesi abbiamo ucciso in quei giorni”. Era il dicembre 2023, periodo in cui l’esercito israeliano era un mattatoio a pieno ritmo: tra il 7 e il 26 dicembre si stima siano stati uccisi circa 29 mila palestinesi (Euro-Med Human Rights Monitor). “Ci venivano incontro con le braccia alzate, vestiti di stracci, visibilmente disarmati — racconta un altro dei riservisti. E ogni volta che questo accadeva avevamo l’ordine di sparare. Ci avvicinavamo ai corpi senza vita di ragazzini, donne e anziani senza provare eccessivo rimorso...Se uno di noi mostrava segni di titubanza o di disaccordo, il comandante dell’unità ci mostrava quel che andava fatto scalciando i cadaveri o sputando loro addosso”. E commentando: “Questo è ciò che succede a chi offende Israele”. "Abbiamo catturato un palestinese sospettato di essere un agente di Hamas. All’arrivo dell’Unità 504 è stato spogliato interamente e torturato con fascette strette attorno ai genitali”. Le urla erano disumane, racconta. Alla fine deve aver parlato o, più semplicemente, ha ceduto. È stato portato via. Da quel giorno le urla non se ne vanno dalla mia testa – racconta Eitan. “Hanno distrutto tutto ciò che pensavo dell’esercito, tutto ciò che pensavo di noi, di me. Se siamo in grado di fare qualcosa di così terribile senza che i civili lo sappiano, quali altri segreti stiamo nascondendo?” "Mentre ero nella Striscia mi veniva in mente l’Olocausto” I soldati riservisti (comunque terroristi...)che hanno testimoniato ad Haaretz sono tutti passati per un reparto psichiatrico. "We killed unarmed children, teenagers, and elderly people. At the first sign of remorse, the commanders urged us to spit on the corpses." The confessions of Israeli reserve soldiers returning from Gaza, collected by the Israeli newspaper Haaretz, recount civilian executions, torture, and systematic abuse: "I was in hell, but I wasn't aware of it. There were airstrikes every single minute. The one-ton bombs fell and made our hearts race. I don't know how many Palestinians we killed in those days." It was December 2023, a period in which the Israeli army was a full-scale slaughterhouse: between December 7 and 26, an estimated 29,000 Palestinians were killed (Euro-Med Human Rights Monitor). “They came at us with their arms raised, dressed in rags, visibly unarmed,” another reservist recounts. “And every time this happened, we were ordered to shoot. We approached the lifeless bodies of children, women, and elderly people without feeling too much remorse... If one of us showed signs of hesitation or disagreement, the unit commander would show us what to do by kicking the corpses or spitting on them.” And commenting: “This is what happens to those who offend Israel.” “We captured a Palestinian suspected of being a Hamas agent. When Unit 504 arrived, he was stripped completely and tortured with zip ties around his genitals.” The screams were inhuman, he recounts. Eventually, he must have spoken, or more simply, he gave in. He was taken away. Since that day, the screams have stuck in my head,” Eitan recounts. “They destroyed everything I thought about the army, everything I thought about us, about myself. If we can do something so terrible without civilians knowing, what other secrets are we hiding?” "While I was in the Strip, the Holocaust came to mind." The reserve soldiers (terrorists, after all) who testified to Haaretz all spent time in a psychiatric ward. FONTE: HTTPS://IT.INSIDEOVER.COM/GUERRA/GAZA-ESECUZIONI-DI-CIVILI-E-TORTURE-LE-CONFESSIONI-DEI-SOLDATI-ISRAELIANI.HTML
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  • MINUTI di TERRORE in VOLO PRIMA dello SCHIANTO!

    Incidente aereo in Cina, il documento Usa: «Il pilota ha spento i motori in volo e spinto la cloche per andare in picchiata»
    L’ente investigativo Ntsb consegna quasi 2 mila pagine sullo schianto di marzo 2022 dove morirono 132 passeggeri. Uno dei piloti ha anche spinto la cloche per andare in picchiata
    https://www.corriere.it/economia/trasporti/aerei/26_maggio_04/incidente-aereo-cina-documento-usa-motori-spenti-058bd230-049c-4aee-a4db-24b7900daxlk_amp.shtml
    MINUTI di TERRORE in VOLO PRIMA dello SCHIANTO! Incidente aereo in Cina, il documento Usa: «Il pilota ha spento i motori in volo e spinto la cloche per andare in picchiata» L’ente investigativo Ntsb consegna quasi 2 mila pagine sullo schianto di marzo 2022 dove morirono 132 passeggeri. Uno dei piloti ha anche spinto la cloche per andare in picchiata https://www.corriere.it/economia/trasporti/aerei/26_maggio_04/incidente-aereo-cina-documento-usa-motori-spenti-058bd230-049c-4aee-a4db-24b7900daxlk_amp.shtml
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    Incidente aereo in Cina, il documento Usa: «Il pilota ha spento i motori in volo e spinto la cloche per andare in picchiata»
    L’ente investigativo Ntsb consegna quasi 2 mila pagine sullo schianto di marzo 2022 dove morirono 132 passeggeri. Uno dei piloti ha anche spinto la cloche per andare in picchiata
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  • L’altra guerra della portaerei Lincoln: tonnellate di vernice a bordo contro la ruggine
    Non è quella che si vede nei video dei decolli o nelle simulazioni strategiche. Non ha il rumore dei jet né la tensione delle operazioni militari. Eppure, per la USS Abraham Lincoln,...
    https://www.ilmessaggero.it/AMP/tecnologia/lincoln_tonnellate_vernice_contro_ruggine_guerra-9479286.html
    L’altra guerra della portaerei Lincoln: tonnellate di vernice a bordo contro la ruggine Non è quella che si vede nei video dei decolli o nelle simulazioni strategiche. Non ha il rumore dei jet né la tensione delle operazioni militari. Eppure, per la USS Abraham Lincoln,... https://www.ilmessaggero.it/AMP/tecnologia/lincoln_tonnellate_vernice_contro_ruggine_guerra-9479286.html
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    L’altra guerra della portaerei Lincoln: tonnellate di vernice a bordo contro la ruggine
    Non è quella che si vede nei video dei decolli o nelle simulazioni strategiche. Non ha il rumore dei jet né la tensione delle operazioni militari. Eppure, per la USS Abraham Lincoln,...
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  • SE ne andassero a pigliarlo in saccoccia. A cominciare dalla VdL.
    Un giorno di smart working obbligatorio: il piano UE contro la crisi energetica
    Telelavoro, trasporti pubblici economici e voucher per le famiglie vulnerabili: le misure dell'UE per fronteggiare la crisi...

    Almeno un giorno di telelavoro obbligatorio a settimana, trasporti pubblici più economici, taglio del riscaldamento e voucher energetici per le famiglie vulnerabili. Sono alcune delle misure che la Commissione europea raccomanda ai Paesi membri nella bozza del piano ‘Accelerate Eu‘, atteso il 22 aprile, per fronteggiare la crisi energetica legata alla guerra in Medio Oriente. Il pacchetto punta alla riduzione volontaria dei consumi, soprattutto in riscaldamento e trasporti. Tra le indicazioni: limitare l’uso di energia in casa, evitare sprechi e spostare i consumi fuori dalle ore di punta, insieme a incentivi per la mobilità sostenibile. Alle amministrazioni si chiede di dare l’esempio su consumi e illuminazione, mentre per imprese e edifici si punta su maggiore efficienza.

    Nei trasporti, si spinge per almeno un giorno di telelavoro obbligatorio a settimana e per la chiusura degli edifici pubblici quando possibile, oltre a misure per ridurre il costo del trasporto pubblico o renderlo gratuito per le categorie più fragili. Bruxelles raccomanda inoltre di adeguare le impostazioni di caldaie a condensazione e sistemi di climatizzazione negli edifici pubblici per aumentarne l’efficienza e ridurre i consumi di riscaldamento e raffrescamento, invitando anche i proprietari di edifici commerciali a intervenire sugli impianti centralizzati e le famiglie a mantenere la temperatura delle caldaie a condensazione sotto i 50 gradi.

    Sul fronte sociale, Bruxelles propone voucher energetici mirati per le fasce più vulnerabili e, in via temporanea, l‘introduzione di prezzi regolati. Tra le altre misure, anche schemi di leasing agevolato per favorire la diffusione di tecnologie efficienti – dalle pompe di calore ai pannelli fotovoltaici – e incentivi fiscali per sostituire elettrodomestici obsoleti e apparecchi a gas. Per le imprese, l’esecutivo europeo suggerisce incentivi per rinnovare i sistemi produttivi più energivori, a partire dai motori elettrici inefficienti o basati su combustibili fossili.
    Nelle città, infine, si punta su zone a traffico limitato e giornate senz’auto, insieme a maggiori incentivi per la mobilità elettrica. Alle amministrazioni e alle imprese viene anche raccomandato di limitare i viaggi aerei, privilegiando soluzioni alternative quando possibile.

    “Nella bozza non c’è traccia della tassa sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere ed energetiche“, commenta Pasquale Tridico, capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo e Presidente della Commissione per le questioni fiscali. “La Commissione europea ha dunque ritirato la proposta e questo nonostante le aperture del Commissario Dombrovskis e le pressioni arrivate da cinque Ministri dell’Economia dell’Eurozona – Germania, Italia, Spagna, Austria e Portogallo – che avevano firmato un documento comune. Questo dietrofront è semplicemente inaccettabile considerati anche gli enormi profitti incassati da queste compagnie da quando è iniziata la guerra in Iran”. Il Movimento 5 Stelle ha “presentato un emendamento al discarico della Commissione europea in cui chiediamo che questo contributo di solidarietà prenda la luce sul modello dello schema già applicato nel 2022, dopo la crisi energetica provocata dall’invasione russa dell’Ucraina.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/04/17/crisi-energetica-piano-ue-smartworking-obbligatorio-notizie/8357957/
    SE ne andassero a pigliarlo in saccoccia. A cominciare dalla VdL. Un giorno di smart working obbligatorio: il piano UE contro la crisi energetica Telelavoro, trasporti pubblici economici e voucher per le famiglie vulnerabili: le misure dell'UE per fronteggiare la crisi... Almeno un giorno di telelavoro obbligatorio a settimana, trasporti pubblici più economici, taglio del riscaldamento e voucher energetici per le famiglie vulnerabili. Sono alcune delle misure che la Commissione europea raccomanda ai Paesi membri nella bozza del piano ‘Accelerate Eu‘, atteso il 22 aprile, per fronteggiare la crisi energetica legata alla guerra in Medio Oriente. Il pacchetto punta alla riduzione volontaria dei consumi, soprattutto in riscaldamento e trasporti. Tra le indicazioni: limitare l’uso di energia in casa, evitare sprechi e spostare i consumi fuori dalle ore di punta, insieme a incentivi per la mobilità sostenibile. Alle amministrazioni si chiede di dare l’esempio su consumi e illuminazione, mentre per imprese e edifici si punta su maggiore efficienza. Nei trasporti, si spinge per almeno un giorno di telelavoro obbligatorio a settimana e per la chiusura degli edifici pubblici quando possibile, oltre a misure per ridurre il costo del trasporto pubblico o renderlo gratuito per le categorie più fragili. Bruxelles raccomanda inoltre di adeguare le impostazioni di caldaie a condensazione e sistemi di climatizzazione negli edifici pubblici per aumentarne l’efficienza e ridurre i consumi di riscaldamento e raffrescamento, invitando anche i proprietari di edifici commerciali a intervenire sugli impianti centralizzati e le famiglie a mantenere la temperatura delle caldaie a condensazione sotto i 50 gradi. Sul fronte sociale, Bruxelles propone voucher energetici mirati per le fasce più vulnerabili e, in via temporanea, l‘introduzione di prezzi regolati. Tra le altre misure, anche schemi di leasing agevolato per favorire la diffusione di tecnologie efficienti – dalle pompe di calore ai pannelli fotovoltaici – e incentivi fiscali per sostituire elettrodomestici obsoleti e apparecchi a gas. Per le imprese, l’esecutivo europeo suggerisce incentivi per rinnovare i sistemi produttivi più energivori, a partire dai motori elettrici inefficienti o basati su combustibili fossili. Nelle città, infine, si punta su zone a traffico limitato e giornate senz’auto, insieme a maggiori incentivi per la mobilità elettrica. Alle amministrazioni e alle imprese viene anche raccomandato di limitare i viaggi aerei, privilegiando soluzioni alternative quando possibile. “Nella bozza non c’è traccia della tassa sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere ed energetiche“, commenta Pasquale Tridico, capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo e Presidente della Commissione per le questioni fiscali. “La Commissione europea ha dunque ritirato la proposta e questo nonostante le aperture del Commissario Dombrovskis e le pressioni arrivate da cinque Ministri dell’Economia dell’Eurozona – Germania, Italia, Spagna, Austria e Portogallo – che avevano firmato un documento comune. Questo dietrofront è semplicemente inaccettabile considerati anche gli enormi profitti incassati da queste compagnie da quando è iniziata la guerra in Iran”. Il Movimento 5 Stelle ha “presentato un emendamento al discarico della Commissione europea in cui chiediamo che questo contributo di solidarietà prenda la luce sul modello dello schema già applicato nel 2022, dopo la crisi energetica provocata dall’invasione russa dell’Ucraina. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/04/17/crisi-energetica-piano-ue-smartworking-obbligatorio-notizie/8357957/
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    Un giorno di smart working obbligatorio: il piano UE contro la crisi energetica
    Telelavoro, trasporti pubblici economici e voucher per le famiglie vulnerabili: le misure dell'UE per fronteggiare la crisi
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  • L'aviazione americana bombarda l'esercito iracheno.

    Sono stati effettuati attacchi contro obiettivi di "Al-Hashd Al-Shaabi" (Mobilitazione popolare) e un centro militare iracheno (ospedale militare Al- Habaniya) utilizzando aerei A-10. Come risultato, 7 persone sono state uccise e altre 13 sono rimaste ferite.

    Come ha dichiarato il portavoce del comandante in capo delle forze armate irachene: "il governo e le forze armate hanno il diritto di rispondere con tutti i mezzi disponibili".
    🇺🇸💥 🇮🇶 L'aviazione americana bombarda l'esercito iracheno. Sono stati effettuati attacchi contro obiettivi di "Al-Hashd Al-Shaabi" (Mobilitazione popolare) e un centro militare iracheno (ospedale militare Al- Habaniya) utilizzando aerei A-10. Come risultato, 7 persone sono state uccise e altre 13 sono rimaste ferite. Come ha dichiarato il portavoce del comandante in capo delle forze armate irachene: "il governo e le forze armate hanno il diritto di rispondere con tutti i mezzi disponibili".
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  • ORMAI SIAMO TUTTI CONNESSI!
    QUESTO È SOLO LA"INIZIO!
    La portaerei Charles De Gaulle localizzata tramite un'app di fitness
    Leggi su Sky TG24 l'articolo La portaerei francese Charles De Gaulle è stata localizzata tramite un'app di fitness
    https://tg24.sky.it/mondo/2026/03/20/portaerei-charles-de-gaulle-strava
    ORMAI SIAMO TUTTI CONNESSI! QUESTO È SOLO LA"INIZIO! La portaerei Charles De Gaulle localizzata tramite un'app di fitness Leggi su Sky TG24 l'articolo La portaerei francese Charles De Gaulle è stata localizzata tramite un'app di fitness https://tg24.sky.it/mondo/2026/03/20/portaerei-charles-de-gaulle-strava
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  • I principali fornitori di armi a Israele sono gli Stati Uniti (circa 68-69% delle importazioni) e la Germania (circa 30%), seguiti da altri paesi tra cui l'Italia, che però ha sospeso le nuove licenze. Dal 7 ottobre 2023, diversi stati occidentali hanno continuato le forniture, nonostante le richieste di embargo e le tensioni internazionali.

    Ecco i dettagli principali:

    Stati Uniti: Fornitore storico, copre la stragrande maggioranza delle importazioni di armi, inclusi aerei, munizioni e aiuti militari diretti (circa $12 miliardi approvati nel 2025).

    Germania: Secondo fornitore, focalizzato soprattutto su componenti navali (fregate Sa'ar 6) e motori, sebbene nel 2025 siano state annunciate restrizioni sulle nuove esportazioni.

    Italia: Il governo ha dichiarato di aver interrotto le nuove autorizzazioni all'esportazione di armi verso Israele dopo il 7 ottobre 2023, ma permangono contratti precedenti in esecuzione. Il nostro paese è anche un importatore di tecnologia militare da Israele.

    Altri Paesi: Secondo rapporti ONU del 2025, altri paesi inclusi nel programma caccia F-35 (come Francia, Regno Unito, Canada) e altre nazioni (India, Romania) risultano tra i fornitori.
    I principali fornitori di armi a Israele sono gli Stati Uniti (circa 68-69% delle importazioni) e la Germania (circa 30%), seguiti da altri paesi tra cui l'Italia, che però ha sospeso le nuove licenze. Dal 7 ottobre 2023, diversi stati occidentali hanno continuato le forniture, nonostante le richieste di embargo e le tensioni internazionali. Ecco i dettagli principali: Stati Uniti: Fornitore storico, copre la stragrande maggioranza delle importazioni di armi, inclusi aerei, munizioni e aiuti militari diretti (circa $12 miliardi approvati nel 2025). Germania: Secondo fornitore, focalizzato soprattutto su componenti navali (fregate Sa'ar 6) e motori, sebbene nel 2025 siano state annunciate restrizioni sulle nuove esportazioni. Italia: Il governo ha dichiarato di aver interrotto le nuove autorizzazioni all'esportazione di armi verso Israele dopo il 7 ottobre 2023, ma permangono contratti precedenti in esecuzione. Il nostro paese è anche un importatore di tecnologia militare da Israele. Altri Paesi: Secondo rapporti ONU del 2025, altri paesi inclusi nel programma caccia F-35 (come Francia, Regno Unito, Canada) e altre nazioni (India, Romania) risultano tra i fornitori.
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  • E NOI SIAMO COMPLICI!
    Allarme rosso intorno alle basi Usa in Italia. In aumento traffico di droni e aerei cargo: ecco dove sono
    In tutto il Paese cresce l’allerta attentati terroristici. Piantedosi: «Pronti a scenari di rischio»
    https://www.lastampa.it/esteri/2026/03/06/news/allarme_rosso_intorno_alle_basi_usa_in_italia_in_aumento_il_traffico_di_droni_e_aerei_cargo-15533403/amp/
    E NOI SIAMO COMPLICI! Allarme rosso intorno alle basi Usa in Italia. In aumento traffico di droni e aerei cargo: ecco dove sono In tutto il Paese cresce l’allerta attentati terroristici. Piantedosi: «Pronti a scenari di rischio» https://www.lastampa.it/esteri/2026/03/06/news/allarme_rosso_intorno_alle_basi_usa_in_italia_in_aumento_il_traffico_di_droni_e_aerei_cargo-15533403/amp/
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    Allarme rosso intorno alle basi Usa in Italia. In aumento traffico di droni e aerei cargo: ecco dove sono
    In tutto il Paese cresce l’allerta attentati terroristici. Piantedosi: «Pronti a scenari di rischio»
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  • Kuwait, 'diversi jet militari Usa schiantati nel Paese, piloti illesi' - Ultima ora - Ansa.it
    Diversi aerei da guerra americani si sono schiantati in Kuwait questa mattina: lo ha dichiarato il ministero della Difesa del Paese citato dal Guardian. (ANSA)
    https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/03/02/kuwait-diversi-jet-militari-usa-schiantati-nel-paese-piloti-illesi_f1471999-7514-40dc-8299-ff7f26ed8659.html
    Kuwait, 'diversi jet militari Usa schiantati nel Paese, piloti illesi' - Ultima ora - Ansa.it Diversi aerei da guerra americani si sono schiantati in Kuwait questa mattina: lo ha dichiarato il ministero della Difesa del Paese citato dal Guardian. (ANSA) https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/03/02/kuwait-diversi-jet-militari-usa-schiantati-nel-paese-piloti-illesi_f1471999-7514-40dc-8299-ff7f26ed8659.html
    WWW.ANSA.IT
    Kuwait, 'diversi jet militari Usa schiantati nel Paese, piloti illesi' - Ultima ora - Ansa.it
    Diversi aerei da guerra americani si sono schiantati in Kuwait questa mattina: lo ha dichiarato il ministero della Difesa del Paese citato dal Guardian. (ANSA)
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  • SALVATE IL SOLDATO CROSETTO – OVVERO “LA GRANDE EVACUAZIONE DEI VACANZIERI DI STATO”

    C’è qualcosa di teneramente comico in tutta questa faccenda.
    Il ministro della Difesa Guido Crosetto bloccato a Dubai mentre nella regione volano missili, basi colpite, spazi aerei chiusi.

    Ora rientra con un volo militare. Dice che pagherà “il triplo”.
    Triplo di cosa? Di un biglietto Ryanair? O del carburante di un velivolo dell’Aeronautica?
    Comunque tranquilli: paga lui. Con che? Con lo stipendio che paghiamo noi.

    Ma la vera domanda non è il costo del volo.
    La vera domanda è un’altra.

    Come fa il MINISTRO DELLA DIFESA di un Paese NATO a trovarsi in vacanza in una zona che sta per diventare teatro di escalation militare…
    senza sapere nulla?

    Gli alleati decidono bombardamenti.
    Gli spazi aerei si chiudono.
    La regione si incendia.

    E lui?
    Sotto l’ombrellone.

    Ora, delle due l’una:

    1️⃣ O sapeva, ed è partito lo stesso per Dubai mentre si preparava un’operazione militare di cui l’Italia sarebbe stata inevitabilmente coinvolta.
    2️⃣ Oppure NON sapeva. E questo è ancora peggio.

    Perché se il ministro della Difesa italiana non è informato in anticipo delle mosse dei suoi alleati strategici, allora la parola “alleanza” significa solo che noi veniamo informati dopo.
    A cose fatte.
    Magari mentre siamo in piscina.

    E mentre migliaia di italiani restano bloccati nei terminal, il ministro rientra con un volo militare.
    Tempestivo. Sicuro. Prioritario.

    La scena è perfetta:
    il capo della Difesa evacuato come in un film di guerra…
    da una guerra che non aveva visto arrivare.

    Forse la vera domanda non è “quanto costa il volo”.
    La vera domanda è:
    quanto costa NON CONTARE NULLA?

    seguici anche su TELEGRAM dove troverai contenuti censurabili su FB: https://t.me/donchisciotte667

    Don Chisciotte

    #SALVATEILSOLDATOCROSETTO #DubaiGate #MinistroDellaDifesa #NATO #GovernoItaliano #PoliticaItaliana #SpesePubbliche #Escalation
    🔥SALVATE IL SOLDATO CROSETTO – OVVERO “LA GRANDE EVACUAZIONE DEI VACANZIERI DI STATO” C’è qualcosa di teneramente comico in tutta questa faccenda. Il ministro della Difesa Guido Crosetto bloccato a Dubai mentre nella regione volano missili, basi colpite, spazi aerei chiusi. Ora rientra con un volo militare. Dice che pagherà “il triplo”. Triplo di cosa? Di un biglietto Ryanair? O del carburante di un velivolo dell’Aeronautica? Comunque tranquilli: paga lui. Con che? Con lo stipendio che paghiamo noi. Ma la vera domanda non è il costo del volo. La vera domanda è un’altra. Come fa il MINISTRO DELLA DIFESA di un Paese NATO a trovarsi in vacanza in una zona che sta per diventare teatro di escalation militare… senza sapere nulla? Gli alleati decidono bombardamenti. Gli spazi aerei si chiudono. La regione si incendia. E lui? Sotto l’ombrellone. Ora, delle due l’una: 1️⃣ O sapeva, ed è partito lo stesso per Dubai mentre si preparava un’operazione militare di cui l’Italia sarebbe stata inevitabilmente coinvolta. 2️⃣ Oppure NON sapeva. E questo è ancora peggio. Perché se il ministro della Difesa italiana non è informato in anticipo delle mosse dei suoi alleati strategici, allora la parola “alleanza” significa solo che noi veniamo informati dopo. A cose fatte. Magari mentre siamo in piscina. E mentre migliaia di italiani restano bloccati nei terminal, il ministro rientra con un volo militare. Tempestivo. Sicuro. Prioritario. La scena è perfetta: il capo della Difesa evacuato come in un film di guerra… da una guerra che non aveva visto arrivare. Forse la vera domanda non è “quanto costa il volo”. La vera domanda è: quanto costa NON CONTARE NULLA? 🔥seguici anche su TELEGRAM dove troverai contenuti censurabili su FB: https://t.me/donchisciotte667 Don Chisciotte #SALVATEILSOLDATOCROSETTO #DubaiGate #MinistroDellaDifesa #NATO #GovernoItaliano #PoliticaItaliana #SpesePubbliche #Escalation
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