• TRENTINI – il caso si complica adesso

    È inevitabile, in queste ore, cimentarsi in analisi geopolitiche e alimentare il fuoco della polemica politica all’indomani dell’azione statunitense in Venezuela. È altrettanto facile leggere quanto sta accadendo esclusivamente attraverso una lente ideologica, dividendo il mondo in blocchi contrapposti.
    Eppure, se si prova ad andare oltre questa semplificazione e se si crede davvero nei valori umani, emerge un elemento che riguarda direttamente l’Italia e il destino di un nostro connazionale, oggi letteralmente “appeso a un filo”.
    Il quadro si è oggettivamente complicato.

    L’annunciata “transizione politica” evocata da Donald Trump apre scenari del tutto incerti: non sappiamo quale forma potrà assumere un eventuale nuovo assetto di governo venezuelano, né quali conseguenze immediate possa avere sul piano della sicurezza e delle relazioni internazionali. Ed è proprio questa imprevedibilità a rendere la situazione ancora più inquietante.

    A farne le spese, come spesso accade, sono cittadini, cooperanti, addetti ai lavori e connazionali che non hanno nulla a che vedere con conflitti o interessi strategici. In questo silenzio generale, il caso di Alberto Trentini resta aperto e rischia di essere oscurato da una lettura esclusivamente “macro” degli eventi.

    Per chi, come molti di noi, si è già battuto in passato per la libertà di espressione e per il rispetto dei diritti fondamentali — seguendo negli anni il caso di Julian Assange — è impossibile ignorare una vicenda come questa. Anche perché il caso Trentini non è isolato: sono 12 i cittadini italiani detenuti. Tra loro c’è appunto il cooperante veneziano, da oltre un anno nel carcere di El Rodeo I, a Caracas, senza che sia mai stata formalizzata alcuna accusa nei suoi confronti.

    L’ultimo aggiornamento risale al 15 dicembre, quando la questione sarebbe stata affrontata direttamente con Washington durante la visita a Roma del procuratore generale Pam Bondi, oltre a essere oggetto di interlocuzioni anche a livello di servizi. Il tema sarebbe emerso, seppur senza conferme ufficiali, anche nei colloqui tra la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Presidente statunitense Donald Trump, nei giorni immediatamente precedenti all’operazione militare.
    L’Italia avrebbe inoltre chiesto esplicitamente che, in caso di un’azione americana finalizzata al rimpatrio dei cittadini USA, venisse incluso anche Alberto Trentini. Una richiesta che spiega l’attenzione costante riservata al suo dossier nelle interlocuzioni con Washington, soprattutto dopo l’arresto, nei giorni scorsi, di quattro cittadini statunitensi ora detenuti proprio a El Rodeo.

    Ma tutto questo, oggi, non è sufficiente. Non è fuori luogo temere un inasprimento delle reazioni e delle misure da parte delle autorità venezuelane. In contesti come questi, alcuni detenuti rischiano di diventare consapevolmente “merce di scambio”, strumenti utili a rilanciare richieste e ad avviare negoziazioni lunghe e opache, spesso interrotte o rimesse a tacere da nuovi atti di forza.

    L’auspicio è che questi connazionali non diventino vittime sacrificali di un conflitto che non hanno scelto.
    Perché la vera solidità di un sistema politico si misura nella cura dei singoli casi, non nella gestione astratta degli interessi. Ignorarli significa accettare che le persone diventino variabili sacrificabili di strategie che guardano solo al profitto e al potere.

    #FreeAlbertoTrentini
    #DirittiUmani
    TRENTINI – il caso si complica adesso ⚖️🌍 È inevitabile, in queste ore, cimentarsi in analisi geopolitiche e alimentare il fuoco della polemica politica all’indomani dell’azione statunitense in Venezuela. È altrettanto facile leggere quanto sta accadendo esclusivamente attraverso una lente ideologica, dividendo il mondo in blocchi contrapposti. Eppure, se si prova ad andare oltre questa semplificazione e se si crede davvero nei valori umani, emerge un elemento che riguarda direttamente l’Italia e il destino di un nostro connazionale, oggi letteralmente “appeso a un filo”. Il quadro si è oggettivamente complicato. L’annunciata “transizione politica” evocata da Donald Trump apre scenari del tutto incerti: non sappiamo quale forma potrà assumere un eventuale nuovo assetto di governo venezuelano, né quali conseguenze immediate possa avere sul piano della sicurezza e delle relazioni internazionali. Ed è proprio questa imprevedibilità a rendere la situazione ancora più inquietante. A farne le spese, come spesso accade, sono cittadini, cooperanti, addetti ai lavori e connazionali che non hanno nulla a che vedere con conflitti o interessi strategici. In questo silenzio generale, il caso di Alberto Trentini resta aperto e rischia di essere oscurato da una lettura esclusivamente “macro” degli eventi. Per chi, come molti di noi, si è già battuto in passato per la libertà di espressione e per il rispetto dei diritti fondamentali — seguendo negli anni il caso di Julian Assange — è impossibile ignorare una vicenda come questa. Anche perché il caso Trentini non è isolato: sono 12 i cittadini italiani detenuti. Tra loro c’è appunto il cooperante veneziano, da oltre un anno nel carcere di El Rodeo I, a Caracas, senza che sia mai stata formalizzata alcuna accusa nei suoi confronti. L’ultimo aggiornamento risale al 15 dicembre, quando la questione sarebbe stata affrontata direttamente con Washington durante la visita a Roma del procuratore generale Pam Bondi, oltre a essere oggetto di interlocuzioni anche a livello di servizi. Il tema sarebbe emerso, seppur senza conferme ufficiali, anche nei colloqui tra la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Presidente statunitense Donald Trump, nei giorni immediatamente precedenti all’operazione militare. L’Italia avrebbe inoltre chiesto esplicitamente che, in caso di un’azione americana finalizzata al rimpatrio dei cittadini USA, venisse incluso anche Alberto Trentini. Una richiesta che spiega l’attenzione costante riservata al suo dossier nelle interlocuzioni con Washington, soprattutto dopo l’arresto, nei giorni scorsi, di quattro cittadini statunitensi ora detenuti proprio a El Rodeo. Ma tutto questo, oggi, non è sufficiente. Non è fuori luogo temere un inasprimento delle reazioni e delle misure da parte delle autorità venezuelane. In contesti come questi, alcuni detenuti rischiano di diventare consapevolmente “merce di scambio”, strumenti utili a rilanciare richieste e ad avviare negoziazioni lunghe e opache, spesso interrotte o rimesse a tacere da nuovi atti di forza. L’auspicio è che questi connazionali non diventino vittime sacrificali di un conflitto che non hanno scelto. Perché la vera solidità di un sistema politico si misura nella cura dei singoli casi, non nella gestione astratta degli interessi. Ignorarli significa accettare che le persone diventino variabili sacrificabili di strategie che guardano solo al profitto e al potere. #FreeAlbertoTrentini #DirittiUmani
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  • La risoluzione presentata dal PD oggi alla Camera certifica una sola cosa: il Partito Democratico è il partito più guerrafondaio che ci sia in Italia!

    Non lo dico io, lo dicono loro che mettono nero su bianco che bisogna inviare ancora soldi e armi a Zelensky. Fino a qui potremmo dire che sono alla pari con il partito di Giorgia Meloni, poiché chiedono e fanno esattamente le stesse cose.

    Ma c'è di più, perché Elly la "pacifista" e company, chiedono anche che vengano usati i beni Russi congelati per finanziare il regime di Kiev, quello delle mazzette e dei cessi d'oro. Allucinante!

    La realtà dei fatti oggi ci dice questo: il Partito Democratico spinge sulla strada tracciata da Kaja Kallas e Ursula Von der Leyen. Però poi vanno in piazza con la bandiera della pace.

    Mai visto un partito più ipocrita del PD. Mai!

    https://www.facebook.com/photo/?fbid=1252996270195045&set=a.390859659742048

    Source: T.me/GiuseppeSalamone
    La risoluzione presentata dal PD oggi alla Camera certifica una sola cosa: il Partito Democratico è il partito più guerrafondaio che ci sia in Italia! Non lo dico io, lo dicono loro che mettono nero su bianco che bisogna inviare ancora soldi e armi a Zelensky. Fino a qui potremmo dire che sono alla pari con il partito di Giorgia Meloni, poiché chiedono e fanno esattamente le stesse cose. Ma c'è di più, perché Elly la "pacifista" e company, chiedono anche che vengano usati i beni Russi congelati per finanziare il regime di Kiev, quello delle mazzette e dei cessi d'oro. Allucinante! La realtà dei fatti oggi ci dice questo: il Partito Democratico spinge sulla strada tracciata da Kaja Kallas e Ursula Von der Leyen. Però poi vanno in piazza con la bandiera della pace. Mai visto un partito più ipocrita del PD. Mai! https://www.facebook.com/photo/?fbid=1252996270195045&set=a.390859659742048 Source: T.me/GiuseppeSalamone
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  • È COSA BUONA E GIUSTA.
    PENSO CHE SE SI FARANNO LE ELEZIONI QUESTO INDIVIDUO CHE HA CANCELLATO UN'INTERA GENERAZIONE AVRÀ MENO DEL 2% dei VOTI!
    Trump accusa Zelensky: “Usa la guerra per non indire le elezioni”. Poi il giudizio sferzante sui leader Ue: "Sono deboli, non sanno cosa fare" - Il Fatto Quotidiano
    Zelensky incontra il Papa: "Proseguire il dialogo per una pace giusta". Nel pomeriggio vedrà Giorgia Meloni. Il presidente Usa attacca l'Europa in un'intervista a Politico: "Sta andando in una brutta direzione"...
    https://www.ilfattoquotidiano.it/mondo/live-post/2025/12/09/zelensky-papa-meloni-trump-europa-sta-andando-in-una-brutta-direzione/8221063/
    È COSA BUONA E GIUSTA. PENSO CHE SE SI FARANNO LE ELEZIONI QUESTO INDIVIDUO CHE HA CANCELLATO UN'INTERA GENERAZIONE AVRÀ MENO DEL 2% dei VOTI! Trump accusa Zelensky: “Usa la guerra per non indire le elezioni”. Poi il giudizio sferzante sui leader Ue: "Sono deboli, non sanno cosa fare" - Il Fatto Quotidiano Zelensky incontra il Papa: "Proseguire il dialogo per una pace giusta". Nel pomeriggio vedrà Giorgia Meloni. Il presidente Usa attacca l'Europa in un'intervista a Politico: "Sta andando in una brutta direzione"... https://www.ilfattoquotidiano.it/mondo/live-post/2025/12/09/zelensky-papa-meloni-trump-europa-sta-andando-in-una-brutta-direzione/8221063/
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  • IL CORTIGIANO (PAPPA e CICCIA)

    Come saprete io penso tutto il peggio possibile di Giorgia Meloni e del suo governo di finti sovranisti che sta continuando - al pari di quelli precedenti - la svendita del nostro Paese. Ma se c'è una sola persona in Italia che non può dirle niente quella è proprio Maurizio Landini, degno esponente di punta di una classe sindacale che ha consegnato i diritti di milioni di lavoratori alle stesse élites finanziarie e agli identici potentati sovranazionali a cui anche i "governanti" di oggi rispondono.

    E poi, ve lo dice uno che in Parlamento ha fatto interventi durissimi contro quel signore con cui Landini andava evidentemente molto d'accordo, si possono esprimere gli stessi concetti ed essere persino più efficaci senza usare metafore volgari e sessiste.


    Francesco Forciniti
    IL CORTIGIANO (PAPPA e CICCIA) Come saprete io penso tutto il peggio possibile di Giorgia Meloni e del suo governo di finti sovranisti che sta continuando - al pari di quelli precedenti - la svendita del nostro Paese. Ma se c'è una sola persona in Italia che non può dirle niente quella è proprio Maurizio Landini, degno esponente di punta di una classe sindacale che ha consegnato i diritti di milioni di lavoratori alle stesse élites finanziarie e agli identici potentati sovranazionali a cui anche i "governanti" di oggi rispondono. E poi, ve lo dice uno che in Parlamento ha fatto interventi durissimi contro quel signore con cui Landini andava evidentemente molto d'accordo, si possono esprimere gli stessi concetti ed essere persino più efficaci senza usare metafore volgari e sessiste. Francesco Forciniti
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  • Sono uscite le previsioni di crescita dei 21 paesi della UE. L'Italia è ultima. ULTIMA come previsione 2026. Giorgetti e la Giorgia, riducendo il deficit dal 7% del 2022 al 2,8% sono riusciti ad azzerare la crescita.

    (assieme all'Irlanda noti, che però ha statistiche del PIL basate sulle tasse pagate o meno da multinazionali e per un particolare motivo ne pagano meno per cui il PIL si riduce...). Per cui se togli l'Irlanda, l'Italia è ultima

    "Giorgetti e la Giorgia, Mario Draghi e Monti, dove è la differenza ?"

    Source: https://x.com/pbecchi/status/1990872822017589626?t=DXfehuqVt43vb4M9xCwVqg&s=19
    Sono uscite le previsioni di crescita dei 21 paesi della UE. L'Italia è ultima. ULTIMA come previsione 2026. Giorgetti e la Giorgia, riducendo il deficit dal 7% del 2022 al 2,8% sono riusciti ad azzerare la crescita. (assieme all'Irlanda noti, che però ha statistiche del PIL basate sulle tasse pagate o meno da multinazionali e per un particolare motivo ne pagano meno per cui il PIL si riduce...). Per cui se togli l'Irlanda, l'Italia è ultima "Giorgetti e la Giorgia, Mario Draghi e Monti, dove è la differenza ?" Source: https://x.com/pbecchi/status/1990872822017589626?t=DXfehuqVt43vb4M9xCwVqg&s=19
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  • CARI AMICI, GRAZIE DEI VOSTRI LIKEOGGI SI APRE UN'ALTRA SETTIMANA ALL'INSEGNA DELLA POLITICA DELLA NANA MASSONA, CHE HA FATTO I SALTI SUL PALCO A CONCLUSIONE DI UN COMIZIO PER LE REGIONALI IN PUGLA, DOVE VEDRA' SCONFITTO IL SUO CANDIDATO PRESIDENTE LO BUONO, !!!!! LA PUGLIA FA' BENE A VOTARE DE CARO., PRESIDENTE !!!!!VEDREMO COSA SUCCEDERA' IN CAMPANIA. SPERIAMO CHE NPON VINCE CIRIELLI, CANDIDATO PRESIDENTE DELLA COALIZIONE DEL PESSIMO GOVERNO DELLA NANA MASSONA A NOME MELONI GIORGIA. BUON INIZIO DI SETTIMANA ED UN ABBRACCIO.
    CARI AMICI, GRAZIE DEI VOSTRI LIKEOGGI SI APRE UN'ALTRA SETTIMANA ALL'INSEGNA DELLA POLITICA DELLA NANA MASSONA, CHE HA FATTO I SALTI SUL PALCO A CONCLUSIONE DI UN COMIZIO PER LE REGIONALI IN PUGLA, DOVE VEDRA' SCONFITTO IL SUO CANDIDATO PRESIDENTE LO BUONO, !!!!! LA PUGLIA FA' BENE A VOTARE DE CARO., PRESIDENTE !!!!!VEDREMO COSA SUCCEDERA' IN CAMPANIA. SPERIAMO CHE NPON VINCE CIRIELLI, CANDIDATO PRESIDENTE DELLA COALIZIONE DEL PESSIMO GOVERNO DELLA NANA MASSONA A NOME MELONI GIORGIA. BUON INIZIO DI SETTIMANA ED UN ABBRACCIO.
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  • La guerra in Ucraina ha inflitto una dolorosissima umiliazione all’Europa.

    Putin ha messo in ginocchio tutti i leader europei convinti di sconfiggerlo. Giorgia Meloni è stata una delle più spavalde. Nel G20 presieduto dall’India, il 22 novembre 2023,

    Putin esortò i leader europei a dialogare per porre fine alla guerra. Meloni disse a Putin che l’unico modo per porre fine alla guerra era la resa senza condizioni della Russia. Meloni esortò Putin a ritirarsi da tutti i territori occupati, senza chiedere nulla in cambio: “Per ottenere la pace in Ucraina la cosa più facile sarebbe ritirare le truppe russe dall’Ucraina”. (Una vera statista!)

    Davanti al disastro di Pokrovsk e all’incapacità dell’Europa di proteggere l’Ucraina, Meloni e Crosetto cercano di costruirsi una nuova immagine. Fingono di essere sempre stati moderati e ragionevoli. In realtà hanno sempre dichiarato che l’Italia avrebbe dovuto armare l’Ucraina per sconfiggere la Russia sul campo di battaglia, esecrando la diplomazia. Questa era la linea di Biden, e questa è stata la linea di Meloni e Crosetto.

    La leader di Fratelli d’Italia era talmente obbediente alla Casa Bianca da meritarsi un bacio in fronte da parte di Biden. Chi, come il sottoscritto, invitava al dialogo con Putin all’inizio della guerra per salvare l’Ucraina, veniva insultato e diffamato.

    Il 17 luglio 2022, fui invitato al Giffoni Festival, che Crosetto attaccò immediatamente con questo tweet: “Nati come festival del cinema per ragazzi e finiti a luogo di parte. Complimenti per essere riusciti a rovinare una stupenda idea”. Il Giffoni Festival precipitò in un caos mediatico pieno di insulti e maledizioni.

    Oggi che l’Ucraina cade a pezzi, tutti fingono di non ricordarlo. Secondo il “Crosetto 2022”, gli unici titolati a parlare erano i propagandisti della Nato per istupidire gli studenti con le loro analisi grottesche secondo cui l’Ucraina avrebbe distrutto la Russia.

    Secondo il “Crosetto 2025”, l’Europa dovrebbe offrire a Putin una via d’uscita. Il “Crosetto 2025” è soltanto un disperato che cerca di cancellare il “Crosetto 2022” con l’aiuto della stampa compiacente. Meloni ha addirittura diffuso la notizia falsa secondo cui il suo governo ha armato l’Ucraina non per sconfiggere i russi, ma per impedire a Putin di arrivare a Kiev. Nella sua trasmissione, Giovanni Floris si è dilettato a trasmettere le numerose volte in cui Meloni, accanto a Zelensky in conferenza stampa, dichiarava: “Io scommetto sulla vittoria dell’Ucraina”.

    I traumi troppo intensi causano smarrimento. Per ridurre il disorientamento, gli individui ricorrono a una molteplicità di strategie. La prima è l’oblio. Non parlare, non ricordare. Rimuovere. Altre volte, l’uomo non riesce ad accettare la realtà, quindi deve capovolgerla.

    È il caso di chi dice che i russi hanno perso la guerra perché impiegano troppo tempo a conquistare le roccaforti ucraine. Ovviamente non esiste alcun criterio scientifico che stabilisca in quanti mesi un esercito invasore debba occupare le roccaforti nemiche per essere considerato “efficiente”. Tuttavia, gli umiliati d’Europa hanno stabilito che la Russia avrebbe dovuto conquistare il Donbass in tre giorni, cosa che non sarebbe riuscita nemmeno all’esercito americano, peraltro sconfitto dai talebani, privi delle armi che la Nato ha dato agli ucraini. E poi c’è la strategia del nemico interno che spinge Crosetto a parlare continuamente del pericolo della propaganda russa in un Paese in cui l’unica propaganda è quella della Casa Bianca.

    A guardare l’Ucraina c’è soltanto da piangere. A guardare Crosetto, c’è soltanto da ridere.

    Alessandro Orsini
    La guerra in Ucraina ha inflitto una dolorosissima umiliazione all’Europa. Putin ha messo in ginocchio tutti i leader europei convinti di sconfiggerlo. Giorgia Meloni è stata una delle più spavalde. Nel G20 presieduto dall’India, il 22 novembre 2023, Putin esortò i leader europei a dialogare per porre fine alla guerra. Meloni disse a Putin che l’unico modo per porre fine alla guerra era la resa senza condizioni della Russia. Meloni esortò Putin a ritirarsi da tutti i territori occupati, senza chiedere nulla in cambio: “Per ottenere la pace in Ucraina la cosa più facile sarebbe ritirare le truppe russe dall’Ucraina”. (💥Una vera statista!) Davanti al disastro di Pokrovsk e all’incapacità dell’Europa di proteggere l’Ucraina, Meloni e Crosetto cercano di costruirsi una nuova immagine. Fingono di essere sempre stati moderati e ragionevoli. In realtà hanno sempre dichiarato che l’Italia avrebbe dovuto armare l’Ucraina per sconfiggere la Russia sul campo di battaglia, esecrando la diplomazia. Questa era la linea di Biden, e questa è stata la linea di Meloni e Crosetto. La leader di Fratelli d’Italia era talmente obbediente alla Casa Bianca da meritarsi un bacio in fronte da parte di Biden. Chi, come il sottoscritto, invitava al dialogo con Putin all’inizio della guerra per salvare l’Ucraina, veniva insultato e diffamato. Il 17 luglio 2022, fui invitato al Giffoni Festival, che Crosetto attaccò immediatamente con questo tweet: “Nati come festival del cinema per ragazzi e finiti a luogo di parte. Complimenti per essere riusciti a rovinare una stupenda idea”. Il Giffoni Festival precipitò in un caos mediatico pieno di insulti e maledizioni. Oggi che l’Ucraina cade a pezzi, tutti fingono di non ricordarlo. Secondo il “Crosetto 2022”, gli unici titolati a parlare erano i propagandisti della Nato per istupidire gli studenti con le loro analisi grottesche secondo cui l’Ucraina avrebbe distrutto la Russia. Secondo il “Crosetto 2025”, l’Europa dovrebbe offrire a Putin una via d’uscita. Il “Crosetto 2025” è soltanto un disperato che cerca di cancellare il “Crosetto 2022” con l’aiuto della stampa compiacente. Meloni ha addirittura diffuso la notizia falsa secondo cui il suo governo ha armato l’Ucraina non per sconfiggere i russi, ma per impedire a Putin di arrivare a Kiev. Nella sua trasmissione, Giovanni Floris si è dilettato a trasmettere le numerose volte in cui Meloni, accanto a Zelensky in conferenza stampa, dichiarava: “Io scommetto sulla vittoria dell’Ucraina”. I traumi troppo intensi causano smarrimento. Per ridurre il disorientamento, gli individui ricorrono a una molteplicità di strategie. La prima è l’oblio. Non parlare, non ricordare. Rimuovere. Altre volte, l’uomo non riesce ad accettare la realtà, quindi deve capovolgerla. È il caso di chi dice che i russi hanno perso la guerra perché impiegano troppo tempo a conquistare le roccaforti ucraine. Ovviamente non esiste alcun criterio scientifico che stabilisca in quanti mesi un esercito invasore debba occupare le roccaforti nemiche per essere considerato “efficiente”. Tuttavia, gli umiliati d’Europa hanno stabilito che la Russia avrebbe dovuto conquistare il Donbass in tre giorni, cosa che non sarebbe riuscita nemmeno all’esercito americano, peraltro sconfitto dai talebani, privi delle armi che la Nato ha dato agli ucraini. E poi c’è la strategia del nemico interno che spinge Crosetto a parlare continuamente del pericolo della propaganda russa in un Paese in cui l’unica propaganda è quella della Casa Bianca. A guardare l’Ucraina c’è soltanto da piangere. A guardare Crosetto, c’è soltanto da ridere. Alessandro Orsini
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  • FINALMENTE qualcuno CHE PARLA CHIARO! "L'UE non conta nulla e tanto meno la Von der Leyen..."
    Orban: "L'Ue non conta nulla, Trump deve togliere le sanzioni a Mosca". Zelensky: “Si lavora a un piano di pace come quello per Gaza" - Il Fatto Quotidiano
    Il premier ungherese oggi a Roma: prima l'incontro con Papa Leone XIV, poi con Giorgia Meloni: "Ottimo incontro". Il tycoon contro Mosca per il test sul missile a propulsione nucleare Burevestnik: “Inappropriato”
    https://www.ilfattoquotidiano.it/live-post/2025/10/27/trump-critica-putin-per-il-test-del-nuovo-missile-a-propulsione-nucleare-non-e-appropriato-faccia-cessare-la-guerra/8174061/
    FINALMENTE qualcuno CHE PARLA CHIARO! "L'UE non conta nulla e tanto meno la Von der Leyen..." Orban: "L'Ue non conta nulla, Trump deve togliere le sanzioni a Mosca". Zelensky: “Si lavora a un piano di pace come quello per Gaza" - Il Fatto Quotidiano Il premier ungherese oggi a Roma: prima l'incontro con Papa Leone XIV, poi con Giorgia Meloni: "Ottimo incontro". Il tycoon contro Mosca per il test sul missile a propulsione nucleare Burevestnik: “Inappropriato” https://www.ilfattoquotidiano.it/live-post/2025/10/27/trump-critica-putin-per-il-test-del-nuovo-missile-a-propulsione-nucleare-non-e-appropriato-faccia-cessare-la-guerra/8174061/
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    Orban: "L'Ue non conta nulla, Trump deve togliere le sanzioni a Mosca". Zelensky: “Si lavora a un piano di pace come quello per Gaza" - Il Fatto Quotidiano
    Il premier ungherese oggi a Roma: prima l'incontro con Papa Leone XIV, poi con Giorgia Meloni: "Ottimo incontro". Il tycoon contro Mosca per il test sul missile a propulsione nucleare Burevestnik: “Inappropriato”
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  • La direttrice dell’EMA conferma in risposta ad un F.O.I.A. che l’EMA non ha mai condotto verifiche sulla presenza di DNA nel prodotto finale dei cosiddetti “vaccini”-Covid-19 iniettati alla popolazione nell’UE!
    E nel frattempo a livello mondiale scienziati (il primo fu Kevin McKernan) trovano in continuazione quantità enormi di molecole di DNA nei cosiddetti “vaccini” Comirnaty di Pfizer/BioNTech e Spikevax di Moderna. Inoltre sono già stati trovati in autopsie le prime integrazioni della modRNA vaccinale in cellule tumorali.
    Non possiamo ripeterlo abbastanza: l’autorizzazione per l’immissione sul mercato, la raccomandazione e persino imposizione con obbligo vaccinale di queste sostanze sperimentali è stato ed è il più grande crimine contro l’umanità!
    Le conseguenze derivanti dalla loro evidente genotossicità, cancerogenicità e mutagenicità sono catastrofiche.
    E pure, in Italia si continua a raccomandare queste iniezioni mortali anche alle donne incinte!
    Questa è criminalità al massimo livello!
    @GiorgiaMeloni
    @matteosalvinimi
    @LucioMalan
    @borghi_claudio


    Transparency Initiative Scandal: EMA Tests No DNA in the Final Product While Violating Fundamental EU Citizens’ Rights...
    https://drsilviabehrendt751446.substack.com/p/ema-transparency-initiative-scandal?utm_campaign=post&utm_medium=email&triedRedirect=true
    La direttrice dell’EMA conferma in risposta ad un F.O.I.A. che l’EMA non ha mai condotto verifiche sulla presenza di DNA nel prodotto finale dei cosiddetti “vaccini”-Covid-19 iniettati alla popolazione nell’UE! E nel frattempo a livello mondiale scienziati (il primo fu Kevin McKernan) trovano in continuazione quantità enormi di molecole di DNA nei cosiddetti “vaccini” Comirnaty di Pfizer/BioNTech e Spikevax di Moderna. Inoltre sono già stati trovati in autopsie le prime integrazioni della modRNA vaccinale in cellule tumorali. Non possiamo ripeterlo abbastanza: l’autorizzazione per l’immissione sul mercato, la raccomandazione e persino imposizione con obbligo vaccinale di queste sostanze sperimentali è stato ed è il più grande crimine contro l’umanità! Le conseguenze derivanti dalla loro evidente genotossicità, cancerogenicità e mutagenicità sono catastrofiche. E pure, in Italia si continua a raccomandare queste iniezioni mortali anche alle donne incinte! Questa è criminalità al massimo livello! @GiorgiaMeloni @matteosalvinimi @LucioMalan @borghi_claudio 👇👇👇 Transparency Initiative Scandal: EMA Tests No DNA in the Final Product While Violating Fundamental EU Citizens’ Rights... https://drsilviabehrendt751446.substack.com/p/ema-transparency-initiative-scandal?utm_campaign=post&utm_medium=email&triedRedirect=true
    DRSILVIABEHRENDT751446.SUBSTACK.COM
    EMA Transparency Initiative Scandal: EMA Tests No DNA in the Final Product While Violating Fundamental EU Citizens’ Rights
    Emer Cooke confirmed that the final mRNA vaccines were never tested for residual DNA by EMA and refuses to initiate the standard procedure for EU citizens demanding transparency since months
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  • Caro ministro Tajani, crede davvero che finora l’Italia su Gaza sia stata dalla parte giusta della storia?

    In questi giorni gira in rete un video del Ministro Antonio Tajani, che durante un comizio elettorale nelle Marche precisa “(…) noi sul genocidio (pausa), su tutto ciò che accade a Gaza non abbiamo nessuna responsabilità. Stiamo difendendo il diritto del popolo palestinese a rimanere dov’è (…) ad avere uno stato. Non siamo complici di nessun… omicidio, di nessun genocidio, di nessun crimine”.

    Chissà cosa avrà pensato il Ministro in quella breve pausa dopo aver pronunciato la parola genocidio, purtroppo la regia non ci fa neanche vedere il suo volto. Ma ormai la frittata era fatta. Con questo discorso è caduta infatti tutta la narrazione italiana alimentata in questi due anni guerra dai due vicepremier Tajani e Salvini, così come dalla Presidente, Giorgia Meloni. Un racconto pubblico in cui prima si è supportata l’azione militare israeliana, poi la si è giustificata rimanendo silenti sulle atrocità e si è negato i crimini commessi a Gaza, arrivando solo negli ultimi mesi ad avanzare qualche critica di fronte all’evidenza delle immagini, delle testimonianze e alle proteste sempre crescenti dell’opinione pubblica.

    Finalmente è quindi caduta la maschera. Ministro Tajani, Lei pronunciando quella parola ha automaticamente riconosciuto tutta una serie di obblighi che il nostro Paese almeno dal 26 gennaio 2024 non sta rispettando. È utile ricordarli perché, nel rispetto del diritto internazionale, l’Italia era tenuta a:

    – interrompere qualunque fornitura di armi, componenti d’arma, tecnologie e servizi militari a Israele;
    – rivedere le proprie relazioni economiche, politiche, accademiche, sociali e culturali con Israele, interrompendo immediatamente qualunque rapporto che potesse rafforzare o giustificare la commissione di gravi violazioni del diritto internazionale o ostacolare l’esercizio del diritto di autodeterminazione del popolo palestinese;
    – astenersi dall’intrattenere con Israele qualunque relazione economica o commerciale che riguardasse il Territorio palestinese occupato, che potesse in qualunque modo supportare la presenza illegale di Israele;
    – adottare provvedimenti adeguati per impedire che cittadini italiani e imprese presenti in Italia intrattenessero relazioni commerciali o di investimento, che potessero contribuire a consolidare l’occupazione illegale di Israele dei territori palestinesi;
    – attivarsi per chiedere e ottenere la sospensione dell’Accordo di associazione tra Ue e Israele, che dovrebbe essere basato sul rispetto dei diritti umani e dei valori democratici;
    – sostenere a livello internazionale qualunque iniziativa politica volta a fare pressione su Israele, con l’obiettivo di indurlo a desistere dalla commissione dei gravi crimini di cui si è reso responsabile;
    – collaborare in modo proattivo e tempestivo con altri Stati e organismi internazionali, come la Corte Penale internazionale, che hanno intrapreso indagini e azioni penali su presunti crimini di diritto internazionale commessi a Gaza o in Israele.
    – valutare, anche in sede europea, l’adozione di misure restrittive contro la leadership militare e politica israeliana (come il congelamento dei beni e il travel ban) analoghe a quelle che sono state adottate contro la Russia e l’establishment russo, a seguito dell’illecita invasione dell’Ucraina.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/09/19/genocidio-gaza-tajani-responsabilita-italia-notizie/8132596/
    Caro ministro Tajani, crede davvero che finora l’Italia su Gaza sia stata dalla parte giusta della storia? In questi giorni gira in rete un video del Ministro Antonio Tajani, che durante un comizio elettorale nelle Marche precisa “(…) noi sul genocidio (pausa), su tutto ciò che accade a Gaza non abbiamo nessuna responsabilità. Stiamo difendendo il diritto del popolo palestinese a rimanere dov’è (…) ad avere uno stato. Non siamo complici di nessun… omicidio, di nessun genocidio, di nessun crimine”. Chissà cosa avrà pensato il Ministro in quella breve pausa dopo aver pronunciato la parola genocidio, purtroppo la regia non ci fa neanche vedere il suo volto. Ma ormai la frittata era fatta. Con questo discorso è caduta infatti tutta la narrazione italiana alimentata in questi due anni guerra dai due vicepremier Tajani e Salvini, così come dalla Presidente, Giorgia Meloni. Un racconto pubblico in cui prima si è supportata l’azione militare israeliana, poi la si è giustificata rimanendo silenti sulle atrocità e si è negato i crimini commessi a Gaza, arrivando solo negli ultimi mesi ad avanzare qualche critica di fronte all’evidenza delle immagini, delle testimonianze e alle proteste sempre crescenti dell’opinione pubblica. Finalmente è quindi caduta la maschera. Ministro Tajani, Lei pronunciando quella parola ha automaticamente riconosciuto tutta una serie di obblighi che il nostro Paese almeno dal 26 gennaio 2024 non sta rispettando. È utile ricordarli perché, nel rispetto del diritto internazionale, l’Italia era tenuta a: – interrompere qualunque fornitura di armi, componenti d’arma, tecnologie e servizi militari a Israele; – rivedere le proprie relazioni economiche, politiche, accademiche, sociali e culturali con Israele, interrompendo immediatamente qualunque rapporto che potesse rafforzare o giustificare la commissione di gravi violazioni del diritto internazionale o ostacolare l’esercizio del diritto di autodeterminazione del popolo palestinese; – astenersi dall’intrattenere con Israele qualunque relazione economica o commerciale che riguardasse il Territorio palestinese occupato, che potesse in qualunque modo supportare la presenza illegale di Israele; – adottare provvedimenti adeguati per impedire che cittadini italiani e imprese presenti in Italia intrattenessero relazioni commerciali o di investimento, che potessero contribuire a consolidare l’occupazione illegale di Israele dei territori palestinesi; – attivarsi per chiedere e ottenere la sospensione dell’Accordo di associazione tra Ue e Israele, che dovrebbe essere basato sul rispetto dei diritti umani e dei valori democratici; – sostenere a livello internazionale qualunque iniziativa politica volta a fare pressione su Israele, con l’obiettivo di indurlo a desistere dalla commissione dei gravi crimini di cui si è reso responsabile; – collaborare in modo proattivo e tempestivo con altri Stati e organismi internazionali, come la Corte Penale internazionale, che hanno intrapreso indagini e azioni penali su presunti crimini di diritto internazionale commessi a Gaza o in Israele. – valutare, anche in sede europea, l’adozione di misure restrittive contro la leadership militare e politica israeliana (come il congelamento dei beni e il travel ban) analoghe a quelle che sono state adottate contro la Russia e l’establishment russo, a seguito dell’illecita invasione dell’Ucraina. https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/09/19/genocidio-gaza-tajani-responsabilita-italia-notizie/8132596/
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    Blog | Tajani ammette il genocidio a Gaza: cosa rischia ora l'Italia?
    Le parole del ministro sul genocidio a Gaza svelano le responsabilità dell'Italia. Ecco cosa dovrebbe fare il governo secondo il diritto internazionale.
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