• IO OBIETTO

    La vera sconfitta è trovarsi nel 2026 a fare ancora gli stessi discorsi e le stesse valutazioni di 30 o 40 anni fa. Dopo tutto ciò che la storia recente ci ha già mostrato in termini di distruzione e perdite umane, siamo ancora qui a discutere di #riarmo, di #difesa e del ritorno di un linguaggio che pensavamo appartenesse al passato. Questo è il vero schifo della situazione.

    Eppure sta accadendo di nuovo.
    Con l’ultima escalation internazionale torna con insistenza il tema della leva militare, spesso riproposta sotto forme apparentemente nuove: volontariato “strutturato”, percorsi pre-militari nelle scuole, programmi presentati come facoltativi ma che rappresentano il primo passo verso un possibile ripristino della coscrizione.

    Nei Paesi nordici migliaia di giovani vengono già richiamati ogni anno: chi rifiuta paga, chi disobbedisce perde diritti.
    Anche in Italia il dibattito si riaccende. Il governo ha già accennato l’intenzione di aumentare l’organico delle forze armate di 10.000 unità, con prospettive che potrebbero arrivare a 30-35.000. La leva obbligatoria, ricordiamolo, non è stata abolita: è semplicemente sospesa e potrebbe essere riattivata con un atto di governo.

    Nel frattempo cresce la presenza dei militari nelle scuole, in nome dell’orientamento o dell’educazione civica. Un fenomeno che molti osservatori leggono come il tentativo di normalizzare la guerra nelle menti dei più giovani, dentro un clima generale segnato da emergenze securitarie, propaganda e costruzione continua di nuovi “nemici”.
    Per questo non sorprende che proprio gli studenti abbiano deciso di mobilitarsi.

    Il 5 marzo, nella Giornata internazionale per la consapevolezza sul disarmo e la non proliferazione istituita dall’ONU, migliaia di giovani sono scesi in piazza in tutta Italia. Presìdi, assemblee e cortei organizzati dalla Rete degli studenti medi e dall’Unione degli universitari per contestare il piano di riarmo europeo e le ipotesi di nuove forme di leva.
    “Le giovani generazioni sono terrorizzate dalla prospettiva della guerra e da una sensazione di incertezza permanente”, ha spiegato Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale della Rete degli studenti medi. “Vogliamo una scuola e un’università di pace, libere dalla militarizzazione e dagli interessi dell’industria bellica. Le risorse pubbliche devono andare all’istruzione, alla sanità e al welfare, non alle armi”.
    Gli studenti denunciano anche il rischio che scuole e università diventino spazi di propaganda o bacini di reclutamento. In un contesto globale sempre più instabile — dalle tensioni in Medio Oriente all’apertura di nuovi fronti di conflitto — la risposta politica sembra concentrarsi quasi esclusivamente sull’aumento delle spese militari. Ma, ricordano molti giovani, più armi non significa automaticamente più sicurezza.

    E forse vale la pena ascoltarli.
    Perché la storia ci insegna che le guerre raramente vengono combattute da chi le decide. Al fronte non partono i figli di chi le promuove o ne trae vantaggio economico; partono soprattutto giovani e lavoratori, spesso già segnati da precarietà e mancanza di prospettive.
    È anche per questo che molti ragazzi chiedono semplicemente di essere ascoltati. Chiedono opportunità, istruzione, lavoro dignitoso, una sanità pubblica che funzioni. Chiedono un futuro che non sia definito dall’idea di dover difendere con le armi ciò che la politica non è riuscita a costruire con la giustizia sociale.
    Forse il primo passo non è imporre nuove forme di militarizzazione, ma riaprire uno spazio di confronto reale sulle politiche sociali e giovanili, nelle città e nel Paese. Riconoscere l’incertezza che attraversa questa generazione e provare ad affrontarla con strumenti diversi dalla logica della guerra.

    Dire “io obietto” non è uno slogan.
    È l’inizio di una domanda collettiva: quale società vogliamo costruire e quale futuro siamo disposti a immaginare per chi verrà dopo di noi.

    #pace #dirittideigiovani #noallaMilitarizzazione #futuro
    IO OBIETTO ✋ La vera sconfitta è trovarsi nel 2026 a fare ancora gli stessi discorsi e le stesse valutazioni di 30 o 40 anni fa. Dopo tutto ciò che la storia recente ci ha già mostrato in termini di distruzione e perdite umane, siamo ancora qui a discutere di #riarmo, di #difesa e del ritorno di un linguaggio che pensavamo appartenesse al passato. Questo è il vero schifo della situazione. Eppure sta accadendo di nuovo. Con l’ultima escalation internazionale torna con insistenza il tema della leva militare, spesso riproposta sotto forme apparentemente nuove: volontariato “strutturato”, percorsi pre-militari nelle scuole, programmi presentati come facoltativi ma che rappresentano il primo passo verso un possibile ripristino della coscrizione. Nei Paesi nordici migliaia di giovani vengono già richiamati ogni anno: chi rifiuta paga, chi disobbedisce perde diritti. Anche in Italia il dibattito si riaccende. Il governo ha già accennato l’intenzione di aumentare l’organico delle forze armate di 10.000 unità, con prospettive che potrebbero arrivare a 30-35.000. La leva obbligatoria, ricordiamolo, non è stata abolita: è semplicemente sospesa e potrebbe essere riattivata con un atto di governo. Nel frattempo cresce la presenza dei militari nelle scuole, in nome dell’orientamento o dell’educazione civica. Un fenomeno che molti osservatori leggono come il tentativo di normalizzare la guerra nelle menti dei più giovani, dentro un clima generale segnato da emergenze securitarie, propaganda e costruzione continua di nuovi “nemici”. Per questo non sorprende che proprio gli studenti abbiano deciso di mobilitarsi. Il 5 marzo, nella Giornata internazionale per la consapevolezza sul disarmo e la non proliferazione istituita dall’ONU, migliaia di giovani sono scesi in piazza in tutta Italia. Presìdi, assemblee e cortei organizzati dalla Rete degli studenti medi e dall’Unione degli universitari per contestare il piano di riarmo europeo e le ipotesi di nuove forme di leva. “Le giovani generazioni sono terrorizzate dalla prospettiva della guerra e da una sensazione di incertezza permanente”, ha spiegato Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale della Rete degli studenti medi. “Vogliamo una scuola e un’università di pace, libere dalla militarizzazione e dagli interessi dell’industria bellica. Le risorse pubbliche devono andare all’istruzione, alla sanità e al welfare, non alle armi”. Gli studenti denunciano anche il rischio che scuole e università diventino spazi di propaganda o bacini di reclutamento. In un contesto globale sempre più instabile — dalle tensioni in Medio Oriente all’apertura di nuovi fronti di conflitto — la risposta politica sembra concentrarsi quasi esclusivamente sull’aumento delle spese militari. Ma, ricordano molti giovani, più armi non significa automaticamente più sicurezza. E forse vale la pena ascoltarli. Perché la storia ci insegna che le guerre raramente vengono combattute da chi le decide. Al fronte non partono i figli di chi le promuove o ne trae vantaggio economico; partono soprattutto giovani e lavoratori, spesso già segnati da precarietà e mancanza di prospettive. È anche per questo che molti ragazzi chiedono semplicemente di essere ascoltati. Chiedono opportunità, istruzione, lavoro dignitoso, una sanità pubblica che funzioni. Chiedono un futuro che non sia definito dall’idea di dover difendere con le armi ciò che la politica non è riuscita a costruire con la giustizia sociale. Forse il primo passo non è imporre nuove forme di militarizzazione, ma riaprire uno spazio di confronto reale sulle politiche sociali e giovanili, nelle città e nel Paese. Riconoscere l’incertezza che attraversa questa generazione e provare ad affrontarla con strumenti diversi dalla logica della guerra. Dire “io obietto” non è uno slogan. È l’inizio di una domanda collettiva: quale società vogliamo costruire e quale futuro siamo disposti a immaginare per chi verrà dopo di noi. #pace #dirittideigiovani #noallaMilitarizzazione #futuro
    0 Σχόλια 0 Μοιράστηκε 75 Views
  • Planning Enterprise Cabling with Molex Cat6A UTP STP and FTP Options.
    Enterprise cabling projects often require thoughtful comparison between shielding formats, performance expectations, and infrastructure scale. A trusted Molex Cat6A cable supplier can help organizations understand the differences between available cable types and select solutions suited to their environment. This is useful where businesses want a planned, standards-aligned setup rather than disconnected product decisions.
    A capable Molex Cat6A box dealer can also assist with stock planning and product continuity across installations. Searches around Molex Cat6A structured cabling usually reflect the need for a broader approach where cable choice connects with future growth, easier maintenance, and organized deployment. A reliable Molex Cat6A reseller India supports this process by simplifying procurement and helping buyers align product selection with real-world project goals. For businesses investing in future-ready networks, the right partner adds both clarity and confidence.
    Hashtags: #MolexCat6ACableSupplier #MolexCat6ABoxDealer #MolexCat6AStructuredCabling #MolexCat6AResellerIndia #EnterpriseCabling #FutureReadyNetwork #NetworkPlanning #CommercialIT

    Read more:- https://radiant.in/molex-cat6a-utp-stp-ftp-cable-box-cost-price-dealer-distributor-supplier-partner-available-in-india/
    Planning Enterprise Cabling with Molex Cat6A UTP STP and FTP Options. Enterprise cabling projects often require thoughtful comparison between shielding formats, performance expectations, and infrastructure scale. A trusted Molex Cat6A cable supplier can help organizations understand the differences between available cable types and select solutions suited to their environment. This is useful where businesses want a planned, standards-aligned setup rather than disconnected product decisions. A capable Molex Cat6A box dealer can also assist with stock planning and product continuity across installations. Searches around Molex Cat6A structured cabling usually reflect the need for a broader approach where cable choice connects with future growth, easier maintenance, and organized deployment. A reliable Molex Cat6A reseller India supports this process by simplifying procurement and helping buyers align product selection with real-world project goals. For businesses investing in future-ready networks, the right partner adds both clarity and confidence. Hashtags: #MolexCat6ACableSupplier #MolexCat6ABoxDealer #MolexCat6AStructuredCabling #MolexCat6AResellerIndia #EnterpriseCabling #FutureReadyNetwork #NetworkPlanning #CommercialIT Read more:- https://radiant.in/molex-cat6a-utp-stp-ftp-cable-box-cost-price-dealer-distributor-supplier-partner-available-in-india/
    RADIANT.IN
    Molex CAT6A UTP STP Cable Box – High-Performance Networking Cable
    Shop Molex CAT6A UTP STP Cable Box for superior speed, reduced interference & top-tier performance in structured cabling networks.
    0 Σχόλια 0 Μοιράστηκε 74 Views
  • Top Corporate Advisory for Startups in India – Foresight Law Offices

    Starting a new business in India may be thrilling yet complicated. Foresight Law Offices is a trusted firm that specializes in corporate advisory services to startups to aid in developing and expanding their businesses using appropriate legal assistance.

    Visit now: https://foresightlawoffices.com/expertise/corporate-law/

    Foresight Law Offices also helps startups to complete legal documentation, contracts and compliance to regulations, ensuring that businesses run smoothly even at inception. We will also assist in terms of intellectual property protection (IPR) where the startups can have the protection of their brand, ideas, and innovations.

    Foresight Law Offices guides startups and builds their businesses in India to success by handling the legal requirements.
    Top Corporate Advisory for Startups in India – Foresight Law Offices Starting a new business in India may be thrilling yet complicated. Foresight Law Offices is a trusted firm that specializes in corporate advisory services to startups to aid in developing and expanding their businesses using appropriate legal assistance. Visit now: https://foresightlawoffices.com/expertise/corporate-law/ Foresight Law Offices also helps startups to complete legal documentation, contracts and compliance to regulations, ensuring that businesses run smoothly even at inception. We will also assist in terms of intellectual property protection (IPR) where the startups can have the protection of their brand, ideas, and innovations. Foresight Law Offices guides startups and builds their businesses in India to success by handling the legal requirements.
    FORESIGHTLAWOFFICES.COM
    Corporate Law - Foresight
    Corporate Law Advisory That Balances Risk Opportunity and Compliance
    0 Σχόλια 0 Μοιράστηκε 50 Views
  • URGENTE: STANNO PORTANDO VIA I BAMBINI ORA!
    In questo preciso istante a Palmoli, la madre della cosiddetta "famiglia del bosco", Catherine Birmingham, viene allontanata forzatamente dalla struttura
    . Il professor Antonio Bilo Canella lancia un appello disperato: i bambini sono stati dichiarati "aggressivi" solo perché si sono ribellati agli assistenti sociali, e ora si prepara la loro deportazione
    .
    Il professor Canella denuncia un abuso senza alcun fondamento giuridico, appellandosi al Diritto Naturale — lo stesso principio usato a Norimberga — contro un atto inaccettabile dello Stato
    .
    NON C'È TEMPO DA PERDERE. Chi può vada a Palmoli a testimoniare. Tutti gli altri hanno il dovere morale di far girare questo video ORA. Non domani, non tra una settimana. I bambini non si toccano!
    Guarda e condividi ovunque: https://www.youtube.com/watch?v=ZR3WN3QTtgI
    #FamigliaDelBosco #AntonioBiloCanella #Palmoli #DirittiUmani #IminoriNonSiToccano #Cronaca
    🔴 URGENTE: STANNO PORTANDO VIA I BAMBINI ORA! 🔴 In questo preciso istante a Palmoli, la madre della cosiddetta "famiglia del bosco", Catherine Birmingham, viene allontanata forzatamente dalla struttura . Il professor Antonio Bilo Canella lancia un appello disperato: i bambini sono stati dichiarati "aggressivi" solo perché si sono ribellati agli assistenti sociali, e ora si prepara la loro deportazione . Il professor Canella denuncia un abuso senza alcun fondamento giuridico, appellandosi al Diritto Naturale — lo stesso principio usato a Norimberga — contro un atto inaccettabile dello Stato . ⚠️ NON C'È TEMPO DA PERDERE. Chi può vada a Palmoli a testimoniare. Tutti gli altri hanno il dovere morale di far girare questo video ORA. Non domani, non tra una settimana. I bambini non si toccano! Guarda e condividi ovunque: 👉 https://www.youtube.com/watch?v=ZR3WN3QTtgI #FamigliaDelBosco #AntonioBiloCanella #Palmoli #DirittiUmani #IminoriNonSiToccano #Cronaca
    Angry
    1
    0 Σχόλια 0 Μοιράστηκε 590 Views
  • What Are the Cheapest Flight Options from NZ to Australia and How to Find Them

    Plan smart and discover what are the cheapest flight options from NZ to Australia? with tips on flexible dates, airline comparisons, and using reliable travel platforms.
    https://logcla.com/blogs/1305518/What-Are-the-Cheapest-Flight-Options-from-NZ-to-Australia
    What Are the Cheapest Flight Options from NZ to Australia and How to Find Them Plan smart and discover what are the cheapest flight options from NZ to Australia? with tips on flexible dates, airline comparisons, and using reliable travel platforms. https://logcla.com/blogs/1305518/What-Are-the-Cheapest-Flight-Options-from-NZ-to-Australia
    0 Σχόλια 0 Μοιράστηκε 51 Views
  • 10 Proven Strategies for How to Find Cheap Flights from NZ to Other Destinations

    Discover 10 strategies for how to find cheap flights from NZ to other destinations. Use flexible dates, fare alerts, and comparison tools to save on travel.
    https://articlescad.com/10-proven-strategies-for-how-to-find-cheap-flights-from-nz-to-other-destinations-31541.html
    10 Proven Strategies for How to Find Cheap Flights from NZ to Other Destinations Discover 10 strategies for how to find cheap flights from NZ to other destinations. Use flexible dates, fare alerts, and comparison tools to save on travel. https://articlescad.com/10-proven-strategies-for-how-to-find-cheap-flights-from-nz-to-other-destinations-31541.html
    10 Proven Strategies for How to Find Cheap Flights from NZ to Other Destinations
    Traveling from New Zealand to international destinations can be an exciting experience, but finding affordable flights requires careful planning. Knowing how to find cheap flights from NZ to ot
    0 Σχόλια 0 Μοιράστηκε 54 Views
  • Secure Web3 Wallet Power – MetaMask Clone Script

    Build a secure non-custodial wallet platform with token management, DeFi access, and seamless blockchain connectivity. MetaMask clone script enables businesses to launch feature-rich wallet solutions with full customization and enhanced security.

    To know more: https://www.cryptocurrencyscript.com/blog/metamask-wallet-clone-script

    #Web3Wallet, #MetaMaskClone, #CryptoWallet, #BlockchainTech, #DeFiSolutions
    Secure Web3 Wallet Power – MetaMask Clone Script Build a secure non-custodial wallet platform with token management, DeFi access, and seamless blockchain connectivity. MetaMask clone script enables businesses to launch feature-rich wallet solutions with full customization and enhanced security. To know more: https://www.cryptocurrencyscript.com/blog/metamask-wallet-clone-script #Web3Wallet, #MetaMaskClone, #CryptoWallet, #BlockchainTech, #DeFiSolutions
    WWW.CRYPTOCURRENCYSCRIPT.COM
    MetaMask Wallet Clone Script | Metamask Wallet clone app | Zodeak
    MetaMask Wallet Clone script offered by Zodeak provides error-free & customizable solutions with inbuilt features and functionalities like Metamask
    0 Σχόλια 0 Μοιράστηκε 71 Views
  • https://healthymostly.com/bp-zone-price-comparison-is-it-worth-the-cost/
    https://healthymostly.com/bp-zone-price-comparison-is-it-worth-the-cost/
    HEALTHYMOSTLY.COM
    BP Zone Price Comparison: Is It Worth the Cost?
    Compare BP Zone price options, discounts, and value. Discover if this natural blood pressure support supplement is worth the cost before you buy.
    0 Σχόλια 0 Μοιράστηκε 41 Views
  • Air New Zealand London Flights

    BookMyTrip helps you find competitive prices on Air New Zealand London flights with simple comparisons, secure payments, and trusted airline service, making your trip between New Zealand and London comfortable and hassle-free.
    https://bookmytrip.co.nz/flights/london/
    Air New Zealand London Flights BookMyTrip helps you find competitive prices on Air New Zealand London flights with simple comparisons, secure payments, and trusted airline service, making your trip between New Zealand and London comfortable and hassle-free. https://bookmytrip.co.nz/flights/london/
    0 Σχόλια 0 Μοιράστηκε 29 Views
  • ❗️ Spesso si incontrano commenti di sionisti secondo cui il mondo cristiano dovrebbe schierarsi in difesa di Israele nella guerra contro l’Iran sciita.

    Ma ora analizziamo in modo imparziale in quale di questi due paesi i cristiani godono di maggiori diritti:

    In Iran ci sono più di 600 chiese. Nel parlamento iraniano sono riservati seggi per i rappresentanti di tutte le comunità religiose, inclusi i cristiani.
    In tutto Israele (compresa la parte orientale di Gerusalemme) esistono solo circa 50 chiese, e praticamente tutte sono anteriori alla nascita dello Stato ebraico; inoltre è proibito costruirne di nuove. Nel parlamento israeliano non esistono seggi riservati ai cristiani.

    In Iran non si tenta di proibire il cristianesimo. In Israele, sotto Netanyahu, lo si pianifica da tempo, ma il processo viene ritardato a causa delle pressioni degli evangelici americani.

    In Iran Gesù Cristo e la Vergine Maria sono venerati come il Profeta Isa e la santa immacolata Maryam, così come sono considerati nella tradizione islamica.
    In Israele invece Cristo è ritenuto un apostata e un sobillatore, mentre la Vergine Maria è considerata una prostituta. Sulla televisione israeliana è frequente deridere Gesù Cristo.

    Nel parlamento iraniano non si sono mai verificati insulti ai cristiani né profanazioni della Bibbia. Inoltre il codice penale della Repubblica Islamica dell’Iran prevede pene per l’insulto ai cristiani e per la profanazione dei luoghi sacri cristiani.
    Nel parlamento israeliano gli insulti ai cristiani sono una cosa abituale. Nel 2012, però, al Knesset si è verificato un episodio che ha oltrepassato ogni limite: il deputato Michael Ben-Ari ha stracciato pubblicamente una Bibbia dichiarando:
    «Il posto della Bibbia è nella spazzatura».
    E non ha subito alcuna punizione per questo.

    In Iran, a differenza dell’Arabia Saudita, non esiste pena penale per i musulmani locali che si convertono al cristianesimo. Esiste però un articolo penale per chi incita all’apostasia dall’islam. Il governo iraniano guarda con sospetto il protestantesimo evangelico, considerandolo una «distorsione sionista del cristianesimo tradizionale».
    In Israele, sebbene la libertà religiosa sia garantita dalla legge fondamentale, la popolazione ebraica può essere solo ebrea o atea. In caso contrario le autorità possono persino annullare il passaporto, poiché considerano l’adesione al cristianesimo o all’islam un rifiuto volontario dell’identità ebraica.

    L’esercito iraniano e i suoi alleati sciiti non si sono mai macchiati di atti di vandalismo contro i cristiani. Lo stesso non si può dire delle Forze di Difesa Israeliane (IDF). Esistono numerosi esempi: profanazione di una chiesa ortodossa, distruzione della statua di San Giorgio, distruzione di una croce antica. Nessuno dei soldati coinvolti ha mai subito conseguenze.

    L’esercito iraniano, in tutte le sue guerre, non ha mai distrutto chiese, neppure quando vi si nascondevano terroristi wahhabiti. Le IDF invece hanno distrutto ripetutamente chiese insieme ai civili cristiani che vi cercavano rifugio.

    In Iran non è mai stata distrutta alcuna santità cristiana né alcun cimitero cristiano. Lo stesso non si può dire di Israele.

    In Iran non è mai stato registrato un solo caso di aggressione per strada contro cristiani a causa della loro fede. In Israele, invece, si verificano regolarmente attacchi contro cristiani palestinesi e pellegrini cristiani a Gerusalemme. Gli stessi sionisti sotto Netanyahu non si vergognano di parlarne e condividono con orgoglio filmati di aggressioni contro persone di fede cristiana.

    I servizi segreti israeliani non nascondono di sostenere formazioni terroristiche wahhabite, le quali, come è noto, sono responsabili del genocidio dei cristiani in Medio Oriente.
    Nelle file dei proxy sciiti filo-iraniani, invece, militano alcuni volontari cristiani che hanno combattuto proprio nelle zone in cui la popolazione cristiana era minacciata.

    I mullah iraniani non cercano di aizzare cristiani contro ebrei, sunniti o altri gruppi. I rabbini sionisti, al contrario, pongono come obiettivo principale quello di mettere in conflitto musulmani e cristiani.

    Anche la casa in cui vive la famiglia Netanyahu è stata occupata illegalmente sottraendola a una famiglia palestinese ortodossa. La casa di Ali Khamenei è stata costruita dal nonno e non è mai stata tolta a nessuno.

    Fate le vostre conclusioni.

    Source: https://x.com/i/status/2029626292606312816
    🇮🇱❗️🇮🇷 Spesso si incontrano commenti di sionisti secondo cui il mondo cristiano dovrebbe schierarsi in difesa di Israele nella guerra contro l’Iran sciita. ☦️ Ma ora analizziamo in modo imparziale in quale di questi due paesi i cristiani godono di maggiori diritti: In Iran ci sono più di 600 chiese. Nel parlamento iraniano sono riservati seggi per i rappresentanti di tutte le comunità religiose, inclusi i cristiani. In tutto Israele (compresa la parte orientale di Gerusalemme) esistono solo circa 50 chiese, e praticamente tutte sono anteriori alla nascita dello Stato ebraico; inoltre è proibito costruirne di nuove. Nel parlamento israeliano non esistono seggi riservati ai cristiani. In Iran non si tenta di proibire il cristianesimo. In Israele, sotto Netanyahu, lo si pianifica da tempo, ma il processo viene ritardato a causa delle pressioni degli evangelici americani. In Iran Gesù Cristo e la Vergine Maria sono venerati come il Profeta Isa e la santa immacolata Maryam, così come sono considerati nella tradizione islamica. In Israele invece Cristo è ritenuto un apostata e un sobillatore, mentre la Vergine Maria è considerata una prostituta. Sulla televisione israeliana è frequente deridere Gesù Cristo. Nel parlamento iraniano non si sono mai verificati insulti ai cristiani né profanazioni della Bibbia. Inoltre il codice penale della Repubblica Islamica dell’Iran prevede pene per l’insulto ai cristiani e per la profanazione dei luoghi sacri cristiani. Nel parlamento israeliano gli insulti ai cristiani sono una cosa abituale. Nel 2012, però, al Knesset si è verificato un episodio che ha oltrepassato ogni limite: il deputato Michael Ben-Ari ha stracciato pubblicamente una Bibbia dichiarando: «Il posto della Bibbia è nella spazzatura». E non ha subito alcuna punizione per questo. In Iran, a differenza dell’Arabia Saudita, non esiste pena penale per i musulmani locali che si convertono al cristianesimo. Esiste però un articolo penale per chi incita all’apostasia dall’islam. Il governo iraniano guarda con sospetto il protestantesimo evangelico, considerandolo una «distorsione sionista del cristianesimo tradizionale». In Israele, sebbene la libertà religiosa sia garantita dalla legge fondamentale, la popolazione ebraica può essere solo ebrea o atea. In caso contrario le autorità possono persino annullare il passaporto, poiché considerano l’adesione al cristianesimo o all’islam un rifiuto volontario dell’identità ebraica. L’esercito iraniano e i suoi alleati sciiti non si sono mai macchiati di atti di vandalismo contro i cristiani. Lo stesso non si può dire delle Forze di Difesa Israeliane (IDF). Esistono numerosi esempi: profanazione di una chiesa ortodossa, distruzione della statua di San Giorgio, distruzione di una croce antica. Nessuno dei soldati coinvolti ha mai subito conseguenze. L’esercito iraniano, in tutte le sue guerre, non ha mai distrutto chiese, neppure quando vi si nascondevano terroristi wahhabiti. Le IDF invece hanno distrutto ripetutamente chiese insieme ai civili cristiani che vi cercavano rifugio. In Iran non è mai stata distrutta alcuna santità cristiana né alcun cimitero cristiano. Lo stesso non si può dire di Israele. In Iran non è mai stato registrato un solo caso di aggressione per strada contro cristiani a causa della loro fede. In Israele, invece, si verificano regolarmente attacchi contro cristiani palestinesi e pellegrini cristiani a Gerusalemme. Gli stessi sionisti sotto Netanyahu non si vergognano di parlarne e condividono con orgoglio filmati di aggressioni contro persone di fede cristiana. I servizi segreti israeliani non nascondono di sostenere formazioni terroristiche wahhabite, le quali, come è noto, sono responsabili del genocidio dei cristiani in Medio Oriente. Nelle file dei proxy sciiti filo-iraniani, invece, militano alcuni volontari cristiani che hanno combattuto proprio nelle zone in cui la popolazione cristiana era minacciata. I mullah iraniani non cercano di aizzare cristiani contro ebrei, sunniti o altri gruppi. I rabbini sionisti, al contrario, pongono come obiettivo principale quello di mettere in conflitto musulmani e cristiani. Anche la casa in cui vive la famiglia Netanyahu è stata occupata illegalmente sottraendola a una famiglia palestinese ortodossa. La casa di Ali Khamenei è stata costruita dal nonno e non è mai stata tolta a nessuno. Fate le vostre conclusioni. Source: https://x.com/i/status/2029626292606312816
    Like
    1
    0 Σχόλια 0 Μοιράστηκε 417 Views
Αναζήτηση αποτελεσμάτων