• In azione nel conflitto in Ucraina il nuovo Geran-5 russo

    In azione nel conflitto in Ucraina il nuovo Geran-5 russo
    12 Gennaio 2026 di Maurizio Sparacino in News

    La Russia ha utilizzato per la prima volta a inizio gennaio il drone kamikaze Geran-5, secondo quanto affermato dalla Direzione principale dell’intelligence del ministero della Difesa ucraino (HUR).

    L’apparizione di questo drone sul teatro operativo ucraino segna un salto tecnologico e dottrinale significativo per le Forze Aerospaziali russe. A differenza dei precedenti modelli della famiglia Geran caratterizzati da una bassa velocità e da una struttura a delta, il Geran-5 adotta uno schema aerodinamico convenzionale e una propulsione a reazione che ne incrementa drasticamente le prestazioni cinematiche.

    Con una lunghezza di 6 metri e una gittata stimata di 1000 km, questo vettore che secondo le fonti ucraine si baserebbe sul drone iraniano Karrar, non si limita a trasportare una testata bellica da 90 kg, ma introduce una versatilità d’impiego finora inedita per questa classe di armamenti.

    Il drone ha un’elevata standardizzazione per i componenti chiave con altre versioni di “Geran”. Ad esempio è dotato di un radar a 12 elementi “Comet”, di un tracciatore basato su un microcomputer Raspberry e di un modem 3G/4G, oltre che di un motore a reazione Telefly con una maggiore spinta.

    Ma l’aspetto più dirompente e innovativo dell’impiego del Geran-5 risiede nella sua potenziale integrazione con i velivoli d’attacco al suolo Su-25. Questa sinergia potrebbe restituire rilevanza tattica a un aereo che le moderne e prestanti difese aeree hanno progressivamente confinato a compiti marginali.

    Trasformando il Su-25 in una piattaforma di lancio per droni a lungo raggio, l’Aviazione russa potrebbe colpire obiettivi sensibili nelle retrovie ucraine rimanendo a debita distanza dai sistemi missilistici terra-aria nemici.

    Tale strategia – come suggeriva recentemente l’analista militare russo Vladimir Khrustalev a proposito del possibile impiego in Ucraina dei Su-25 nordcoreani rimodernati – non solo preserva l’integrità dei piloti e delle macchine, ma riduce sensibilmente i costi operativi rispetto all’uso di missili da crociera convenzionali.

    L’innovazione non si ferma però alla sola capacità d’attacco al suolo, poiché l’ipotesi di equipaggiare questi droni con missili aria-aria R-73 (Codice NATO AA-11 Archer), dopo quanto già constatato per i Geran-2 dotati dei missili aria-aria leggeri R-60 (AA-8 Aphid), apre scenari inquietanti per la difesa aerea di Kiev.

    Un drone a reazione capace di agire come intercettore darebbe vita a una forma di difesa aerea distribuita e sacrificabile in grado di contrastare sia i velivoli pilotati che altri droni nemici. L’utilizzo dei suddetti componenti civili come i microcomputer Raspberry e i modem commerciali, integrati con sistemi militari sofisticati come l’antenna anti-jamming Kometa, dimostra inoltre una capacità di adattamento industriale che punta sulla produzione di massa e sulla facilità di aggiornamento tecnologico.



    È interessante notare infine, che, oltre al “Geran-5”, fonti d’intelligence ucraine affermano di conseguenza l’esistenza del “Geran-4”, più simile nella sua struttura al suo progenitore Shahed-238.

    Il mistero che circonda finora il Geran-4 riflette la complessità della moderna intelligence militare dove la classificazione di un’arma precede spesso la sua apparizione pubblica definitiva. A differenza delle versioni 1, 2 e 3, ampiamente documentate dai resti recuperati sul campo di battaglia, le notizie sul quarto modello della serie provengono principalmente dai rapporti del GUR ucraino e dagli analisti che sorvegliano il polo industriale di Alabuga.

    Nonostante l’assenza di una “prova regina” come un relitto intatto che ne confermi inequivocabilmente le specifiche, l’esistenza di questa variante viene ipotizzata come un passaggio necessario nell’evoluzione della famiglia Geran.

    Dal punto di vista tecnologico, il Geran-4 potrebbe inserirsi come un raffinamento strutturale dei modelli a reazione precedenti. Se il Geran-3 ha rappresentato il debutto della propulsione turbojet sulla cellula ereditata dallo Shahed-238, il Geran-4 viene descritto come la versione “matura” e ottimizzata per la produzione industriale russa. In questo contesto, l’apparente contraddizione numerica potrebbe spiegarsi con la logica del perfezionamento: il Geran-4 dovrebbe mantenere la forma dell’ala a delta ma introdurrebbe materiali compositi avanzati come la fibra di carbonio e di vetro, per rendere la struttura più leggera e performante rispetto ai primi prototipi a reazione.

    La difficoltà nel reperire prove fotografiche certe potrebbe dipendere da una sovrapposizione nelle segnalazioni sul campo, dove molti droni a reazione abbattuti vengono genericamente catalogati come Geran-3. In realtà, il Geran-4 potrebbe rappresentare un salto qualitativo invisibile esternamente ma fondamentale sotto la scocca, fungendo da banco di prova per i nuovi sistemi di guida inerziale russi e per le evoluzioni dell’antenna anti-jamming Kometa. Si tratterebbe dunque dell’apice evolutivo del design a delta, l’ultimo stadio di perfezionamento di una forma ormai iconica prima del radicale cambio di architettura introdotto dal Geran-5, che adotta invece una configurazione aerodinamica tradizionale.

    Molte di queste informazioni circolano su canali Telegram specializzati in analisi militare o vengono riprese da agenzie di stampa ucraine che citano briefing riservati del Ministero della Difesa. È molto probabile che, come accaduto per i modelli precedenti, la conferma definitiva arriverà solo quando un esemplare cadrà in mani ucraine in condizioni sufficientemente integre da permetterne lo smontaggio e la catalogazione ufficiale dei componenti interni.

    Foto: HUR

    https://www.analisidifesa.it/2026/01/in-azione-nel-conflitto-in-ucraina-il-nuovo-geran-5-russo
    In azione nel conflitto in Ucraina il nuovo Geran-5 russo In azione nel conflitto in Ucraina il nuovo Geran-5 russo 12 Gennaio 2026 di Maurizio Sparacino in News La Russia ha utilizzato per la prima volta a inizio gennaio il drone kamikaze Geran-5, secondo quanto affermato dalla Direzione principale dell’intelligence del ministero della Difesa ucraino (HUR). L’apparizione di questo drone sul teatro operativo ucraino segna un salto tecnologico e dottrinale significativo per le Forze Aerospaziali russe. A differenza dei precedenti modelli della famiglia Geran caratterizzati da una bassa velocità e da una struttura a delta, il Geran-5 adotta uno schema aerodinamico convenzionale e una propulsione a reazione che ne incrementa drasticamente le prestazioni cinematiche. Con una lunghezza di 6 metri e una gittata stimata di 1000 km, questo vettore che secondo le fonti ucraine si baserebbe sul drone iraniano Karrar, non si limita a trasportare una testata bellica da 90 kg, ma introduce una versatilità d’impiego finora inedita per questa classe di armamenti. Il drone ha un’elevata standardizzazione per i componenti chiave con altre versioni di “Geran”. Ad esempio è dotato di un radar a 12 elementi “Comet”, di un tracciatore basato su un microcomputer Raspberry e di un modem 3G/4G, oltre che di un motore a reazione Telefly con una maggiore spinta. Ma l’aspetto più dirompente e innovativo dell’impiego del Geran-5 risiede nella sua potenziale integrazione con i velivoli d’attacco al suolo Su-25. Questa sinergia potrebbe restituire rilevanza tattica a un aereo che le moderne e prestanti difese aeree hanno progressivamente confinato a compiti marginali. Trasformando il Su-25 in una piattaforma di lancio per droni a lungo raggio, l’Aviazione russa potrebbe colpire obiettivi sensibili nelle retrovie ucraine rimanendo a debita distanza dai sistemi missilistici terra-aria nemici. Tale strategia – come suggeriva recentemente l’analista militare russo Vladimir Khrustalev a proposito del possibile impiego in Ucraina dei Su-25 nordcoreani rimodernati – non solo preserva l’integrità dei piloti e delle macchine, ma riduce sensibilmente i costi operativi rispetto all’uso di missili da crociera convenzionali. L’innovazione non si ferma però alla sola capacità d’attacco al suolo, poiché l’ipotesi di equipaggiare questi droni con missili aria-aria R-73 (Codice NATO AA-11 Archer), dopo quanto già constatato per i Geran-2 dotati dei missili aria-aria leggeri R-60 (AA-8 Aphid), apre scenari inquietanti per la difesa aerea di Kiev. Un drone a reazione capace di agire come intercettore darebbe vita a una forma di difesa aerea distribuita e sacrificabile in grado di contrastare sia i velivoli pilotati che altri droni nemici. L’utilizzo dei suddetti componenti civili come i microcomputer Raspberry e i modem commerciali, integrati con sistemi militari sofisticati come l’antenna anti-jamming Kometa, dimostra inoltre una capacità di adattamento industriale che punta sulla produzione di massa e sulla facilità di aggiornamento tecnologico. È interessante notare infine, che, oltre al “Geran-5”, fonti d’intelligence ucraine affermano di conseguenza l’esistenza del “Geran-4”, più simile nella sua struttura al suo progenitore Shahed-238. Il mistero che circonda finora il Geran-4 riflette la complessità della moderna intelligence militare dove la classificazione di un’arma precede spesso la sua apparizione pubblica definitiva. A differenza delle versioni 1, 2 e 3, ampiamente documentate dai resti recuperati sul campo di battaglia, le notizie sul quarto modello della serie provengono principalmente dai rapporti del GUR ucraino e dagli analisti che sorvegliano il polo industriale di Alabuga. Nonostante l’assenza di una “prova regina” come un relitto intatto che ne confermi inequivocabilmente le specifiche, l’esistenza di questa variante viene ipotizzata come un passaggio necessario nell’evoluzione della famiglia Geran. Dal punto di vista tecnologico, il Geran-4 potrebbe inserirsi come un raffinamento strutturale dei modelli a reazione precedenti. Se il Geran-3 ha rappresentato il debutto della propulsione turbojet sulla cellula ereditata dallo Shahed-238, il Geran-4 viene descritto come la versione “matura” e ottimizzata per la produzione industriale russa. In questo contesto, l’apparente contraddizione numerica potrebbe spiegarsi con la logica del perfezionamento: il Geran-4 dovrebbe mantenere la forma dell’ala a delta ma introdurrebbe materiali compositi avanzati come la fibra di carbonio e di vetro, per rendere la struttura più leggera e performante rispetto ai primi prototipi a reazione. La difficoltà nel reperire prove fotografiche certe potrebbe dipendere da una sovrapposizione nelle segnalazioni sul campo, dove molti droni a reazione abbattuti vengono genericamente catalogati come Geran-3. In realtà, il Geran-4 potrebbe rappresentare un salto qualitativo invisibile esternamente ma fondamentale sotto la scocca, fungendo da banco di prova per i nuovi sistemi di guida inerziale russi e per le evoluzioni dell’antenna anti-jamming Kometa. Si tratterebbe dunque dell’apice evolutivo del design a delta, l’ultimo stadio di perfezionamento di una forma ormai iconica prima del radicale cambio di architettura introdotto dal Geran-5, che adotta invece una configurazione aerodinamica tradizionale. Molte di queste informazioni circolano su canali Telegram specializzati in analisi militare o vengono riprese da agenzie di stampa ucraine che citano briefing riservati del Ministero della Difesa. È molto probabile che, come accaduto per i modelli precedenti, la conferma definitiva arriverà solo quando un esemplare cadrà in mani ucraine in condizioni sufficientemente integre da permetterne lo smontaggio e la catalogazione ufficiale dei componenti interni. Foto: HUR https://www.analisidifesa.it/2026/01/in-azione-nel-conflitto-in-ucraina-il-nuovo-geran-5-russo
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  • Materiali per batterie e supercondensatori dagli scarti del riso
    Uno studio congiunto di Enea, Università Sapienza di Roma e Politecnico di Torino
    https://www.lastampa.it/scienza/2026/01/10/news/enea_batterie_supercondensatori_riso-15462318/?utm_source=firefox-newtab-it-it
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  • Nel VAERS, il database sui danni riportati dai vaccini COVID, ci sono migliaia di casi di affetti avversi, di persone che hanno sviluppato miocarditi, tumori, cecità, disturbi all’udito, e alla vista, culminati spesso con la cecità, ma questi numeri, persino sottostimati, vengono taciuti dagli organi di stampa.
    https://www.lacrunadellago.net/il-processo-storico-bill-gates-e-bourla-in-tribunale-in-olanda-per-i-danni-dei-vaccini/
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    Nel VAERS, il database sui danni riportati dai vaccini COVID, ci sono migliaia di casi di affetti avversi, di persone che hanno sviluppato miocarditi, tumori, cecità, disturbi all’udito, e alla vista, culminati spesso con la cecità, ma questi numeri, persino sottostimati, vengono taciuti dagli organi di stampa. https://www.lacrunadellago.net/il-processo-storico-bill-gates-e-bourla-in-tribunale-in-olanda-per-i-danni-dei-vaccini/ https://www.lacrunadellago.net/il-processo-storico-bill-gates-e-bourla-in-tribunale-in-olanda-per-i-danni-dei-vaccini/
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    Il processo storico: Bill Gates e Bourla in tribunale in Olanda per i danni dei vaccini - La Cruna dell'Ago - di Cesare Sacchetti
    di Cesare Sacchetti A Leeuwarden, una località olandese non molto conosciuta, è in corso da diversi mesi un processo importante, fondamentale, uno di quelli che potrebbe davvero far riscrivere la storia della farsa pandemica. Ad averlo istruito è stata la giustizia penale olandese dopo che diverse persone che hanno ricevuto il vaccino Covid dopo il […]
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  • Panoramica del mercato dei composti per la pulizia degli impianti: tipologie di prodotto, processi e settori di utilizzo finale

    Il mercato globale dei composti per la pulizia degli impianti continua a crescere, spinto dalla crescente esigenza dei trasformatori di materie plastiche di maggiore efficienza, riduzione dei tempi di inattività e miglioramento della qualità del prodotto. I composti per la pulizia, materiali specializzati utilizzati per la pulizia di apparecchiature di lavorazione come estrusori, macchine per lo stampaggio a iniezione e sistemi di soffiaggio, sono diventati una parte essenziale delle moderne operazioni di produzione di polimeri.

    Leggi oggi stesso il rapporto sul mercato dei composti per la pulizia degli impianti - https://www.skyquestt.com/report/purging-compound-market

    #CompostiPerLaPulizia #IndustriaDellaPlastica #LavorazioneDeiPolimeri #StampaggioAdIniezione #Estrusione #Soffiaggio #TendenzeDiProduzione #ProduzioneDiMateriePlastiche #MaterialiIndustriali #PanoramicaDiMercato #ApprofondimentiDiMercato #AnalisiDiSettore #IndustriaDellImballaggio #PlasticaPerAutomotive #ProduzioneSostenibile
    Panoramica del mercato dei composti per la pulizia degli impianti: tipologie di prodotto, processi e settori di utilizzo finale Il mercato globale dei composti per la pulizia degli impianti continua a crescere, spinto dalla crescente esigenza dei trasformatori di materie plastiche di maggiore efficienza, riduzione dei tempi di inattività e miglioramento della qualità del prodotto. I composti per la pulizia, materiali specializzati utilizzati per la pulizia di apparecchiature di lavorazione come estrusori, macchine per lo stampaggio a iniezione e sistemi di soffiaggio, sono diventati una parte essenziale delle moderne operazioni di produzione di polimeri. Leggi oggi stesso il rapporto sul mercato dei composti per la pulizia degli impianti - https://www.skyquestt.com/report/purging-compound-market #CompostiPerLaPulizia #IndustriaDellaPlastica #LavorazioneDeiPolimeri #StampaggioAdIniezione #Estrusione #Soffiaggio #TendenzeDiProduzione #ProduzioneDiMateriePlastiche #MaterialiIndustriali #PanoramicaDiMercato #ApprofondimentiDiMercato #AnalisiDiSettore #IndustriaDellImballaggio #PlasticaPerAutomotive #ProduzioneSostenibile
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    Purging Compound Market Size, Share [2033] Report
    Purging Compound Market size of $800.17 million in 2025 is projected at $1191.26 million in 2033, CAGR 5.1%.
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  • Le sagge parole di Putin in conferenza stampa!
    #PutinVladimir
    #russia
    MASSIMA DIFFUSIONE!
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  • Non ce la si fa. Ci sono due categorie di persone che vivono nell'ansia più totale continuando a chiedere del decreto Ucraina nonostante fior di comunicati stampa e interviste.

    Prima categoria: sono quelli del PD, giornalisti inclusi, che sperano nelle crisi di governo per le divergenze sulla politica estera (ansiosi peraltro di governare con il M5S da cui TUTTO li divide in politica estera).

    Seconda categoria: sono i GONZI che ancora ascoltano ciò che quelli della prima categoria fanno scrivere sui giornali nel vano tentativo di mettere zizzania.

    La questione è semplicissima e raccontata mille volte:

    PERSONALMENTE -> ho detto l'anno scorso che quel decreto sarebbe stato l'ultimo che avrei votato. Ultimo significa ultimo.

    COME PARTITO -> ho detto che se il decreto non fosse cambiato non l'avremmo votato e che ci sarebbe dovuta essere una chiara discontinuità per tenere conto del processo di pace in corso.
    A domanda di chiarire cosa avrebbe potuto essere una sufficiente discontinuità ho detto che non ci saremmo accontentati di modifiche puramente formali ma che avrebbe dovuto essere chiaramente esplicitata la prevalenza di strumenti orientati alla protezione della popolazione civile, quindi materiale logistico, sanitario, di scudo da minacce aeree e simili.

    Mettetevi tranquilli che i governi cadono solo se qualcuno in maggioranza vuole farli cadere e vanno fatti cadere solo se c'è immediatamente disponibile una soluzione migliore. Dato che le alternative sono Giuseppi Schlein Renzi e Fratoianni, mi pare evidente che nessuno ha alcuna intenzione di far cadere alcunché. Una volta chiarite quali sono le reciproche linee rosse non è interesse di nessuno attraversarle.

    Source: https://x.com/borghi_claudio/status/2005306649314034001?t=9uRxcIaSNBv0aCFOUjpXsQ&s=19
    Non ce la si fa. Ci sono due categorie di persone che vivono nell'ansia più totale continuando a chiedere del decreto Ucraina nonostante fior di comunicati stampa e interviste. Prima categoria: sono quelli del PD, giornalisti inclusi, che sperano nelle crisi di governo per le divergenze sulla politica estera (ansiosi peraltro di governare con il M5S da cui TUTTO li divide in politica estera). Seconda categoria: sono i GONZI che ancora ascoltano ciò che quelli della prima categoria fanno scrivere sui giornali nel vano tentativo di mettere zizzania. La questione è semplicissima e raccontata mille volte: PERSONALMENTE -> ho detto l'anno scorso che quel decreto sarebbe stato l'ultimo che avrei votato. Ultimo significa ultimo. COME PARTITO -> ho detto che se il decreto non fosse cambiato non l'avremmo votato e che ci sarebbe dovuta essere una chiara discontinuità per tenere conto del processo di pace in corso. A domanda di chiarire cosa avrebbe potuto essere una sufficiente discontinuità ho detto che non ci saremmo accontentati di modifiche puramente formali ma che avrebbe dovuto essere chiaramente esplicitata la prevalenza di strumenti orientati alla protezione della popolazione civile, quindi materiale logistico, sanitario, di scudo da minacce aeree e simili. Mettetevi tranquilli che i governi cadono solo se qualcuno in maggioranza vuole farli cadere e vanno fatti cadere solo se c'è immediatamente disponibile una soluzione migliore. Dato che le alternative sono Giuseppi Schlein Renzi e Fratoianni, mi pare evidente che nessuno ha alcuna intenzione di far cadere alcunché. Una volta chiarite quali sono le reciproche linee rosse non è interesse di nessuno attraversarle. Source: https://x.com/borghi_claudio/status/2005306649314034001?t=9uRxcIaSNBv0aCFOUjpXsQ&s=19
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  • Cessione Gedi, Stampa e Repubblica nel mirino dell'ambasciata russa
    La cessione di Repubblica e La Stampa finisce nel mirino dell'ambasciata Russa, con l'accusa di essere megafoni di propaganda...
    https://www.primaonline.it/2025/12/16/460334/gedi-la-cessione-di-stampa-e-repubblica-nel-mirino-dellambasciata-russa/
    Cessione Gedi, Stampa e Repubblica nel mirino dell'ambasciata russa La cessione di Repubblica e La Stampa finisce nel mirino dell'ambasciata Russa, con l'accusa di essere megafoni di propaganda... https://www.primaonline.it/2025/12/16/460334/gedi-la-cessione-di-stampa-e-repubblica-nel-mirino-dellambasciata-russa/
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    Cessione Gedi, Stampa e Repubblica nel mirino dell'ambasciata russa
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  • CONTINUIAMO A FAR MATURARE LE COSCIENZE.

    ANALISI DEI 10 VACCINI OBBLIGATORI AI BAMBINI

    È stato recentemente pubblicato un documento dalla commissione medico scientifica indipendente che analizza uno per uno i dieci vaccini pediatrici previsti dalla Legge Lorenzin.

    Come sappiamo, nel 2017 Beatrice Lorenzin, Ministro della Sanità del governo Gentiloni, varava una legge che introduceva l’obbligo per dieci vaccinazioni pediatriche, obbligo con relative sanzioni per le famiglie inadempienti.

    Nel 2017 la situazione epidemiologica delle malattie infettive e la copertura vaccinale non erano tali da destare alcuna preoccupazione, ma il Ministro, già Responsabile dei Giovani di Forza Italia e poi progressivamente scivolata a Sinistra fino al suo ingresso nel Pd, volle fortemente questa legge cui legò il suo nome.

    Da allora si parla di rivedere tale normativa.

    Giunge quindi opportuna la pubblicazione di un documento sulla possibilità e opportunità di abrogare l’obbligo vaccinale.
    Il documento è stato realizzato dalla Commissione Medico Scientifica Indipendente (CMSi), un organismo formato per promuovere un dibattito scientifico aperto e critico sulla gestione della pandemia e sui vaccini, con particolare attenzione alla sicurezza e all'efficacia dei trattamenti.
    La CMSi ha espresso preoccupazioni riguardo ai vaccini a mRNA e ha chiesto indagini approfondite sulla loro sicurezza.
    Ha pubblicato articoli e comunicati stampa per informare il pubblico e le istituzioni sui potenziali rischi associati a questi farmaci, sostenendo la necessità di un approccio più cauto e basato su evidenze.

    Il documento ora pubblicato, a firma del professor Alberto Donzelli, del professor Paolo Bellavite e del dottor Serravalle, riporta le ragioni scientifiche e giuridiche che motivano la richiesta di una revisione della normativa sulle vaccinazioni obbligatorie.
    Si tratta di un lavoro “in fieri” che la Commissione Medico Scientifica indipendente mette a disposizione degli interessati (es. associazioni di cittadini, autorità e operatori sanitari, politici, avvocati, educatori, giornalisti) e sul quale intende aprire un dibattito pubblico.

    In questo lavoro sono ridiscussi, uno per volta, i 10 vaccini menzionati nella legge 119/2017, evidenziando la loro incapacità di tutelare veramente gli interessi della collettività nell’attuale quadro epidemiologico.

    In altre parole, si prospetta il fatto che, ad una rigorosa considerazione basata sulle prove, l’obbligo vaccinale istituito nel 2017 non abbia affatto quel grado di necessità e urgenza che era stato attribuito allora.

    Dall’analisi risulta inoltre che le conoscenze scientifiche acquisite negli ultimi anni dalla farmacovigilanza attiva, parte delle quali non disponibili nel 2017, dimostrano che gli effetti avversi dei vaccini sulla salute dei bambini non sono affatto trascurabili, soprattutto se rapportati alla rarità delle malattie infettive (rarità per lo più non dovuta ai vaccini stessi).

    Secondo vari tipi di rilevamenti, l’incidenza di gravi effetti avversi della vaccinazione è dello stesso ordine di grandezza dell’incidenza di effetti gravi delle malattie che i vaccini prevengono, o superiore.
    Ciò richiama ancora una volta il principio di precauzione, da sempre cardine della medicina, assieme alla necessità di un consenso veramente informato, cioè basato su dati reali e non su ideologie storiche.

    I dati epidemiologici sulle coperture vaccinali e sugli effetti avversi sono adeguati a sostenere l’accettazione nel nido d’infanzia e nella scuola di ogni grado dei bambini non vaccinati o parzialmente vaccinati, che attualmente non vengono accettati senza aver iniziato un iter vaccinale: una vera e propria discriminazione che non trova fondamento e giustificazione di tipo scientifico.

    A conclusione di questo documento si presentano alcune linee programmatiche e suggerimenti preliminari su come sarebbe possibile rimuovere o attenuare l’obbligo vaccinale.
    Modifiche importanti ed efficaci del regime attuale sarebbero possibili persino senza abolire la legge “Lorenzin”, anzi rispettando il suo dettato alla lettera e i suggerimenti della Corte.

    Proposte ragionevoli e soprattutto ben fondate dal punto di vista medico.
    Sarà possibile discuterne nella comunità scientifica senza che inizi il fuoco di sbarramento contro i cosiddetti no vax?

    Invito tutti a leggere e a discutere del documento suddetto.

    #amiciperlitalia #amicidiippocrate #covid19 #vaccinazioni #effetticollaterali #effettiavversi
    #quotidianoweb #news #notizie #attualità #informazione #informazionelibera #Bellavite #dibattitoscientifico #EvidenzeScientifiche #fiducianellascienza #medicinaindipendente #metodoscientifico #nitag #pluralismoscientifico #principiodiprecauzione #sanitàpubblica #ScienzaAperta #scienzacritica #Serravalle #trasparenza #vaccini

    Source: https://www.facebook.com/share/19iTX53fdN/
    CONTINUIAMO A FAR MATURARE LE COSCIENZE. ANALISI DEI 10 VACCINI OBBLIGATORI AI BAMBINI È stato recentemente pubblicato un documento dalla commissione medico scientifica indipendente che analizza uno per uno i dieci vaccini pediatrici previsti dalla Legge Lorenzin. Come sappiamo, nel 2017 Beatrice Lorenzin, Ministro della Sanità del governo Gentiloni, varava una legge che introduceva l’obbligo per dieci vaccinazioni pediatriche, obbligo con relative sanzioni per le famiglie inadempienti. Nel 2017 la situazione epidemiologica delle malattie infettive e la copertura vaccinale non erano tali da destare alcuna preoccupazione, ma il Ministro, già Responsabile dei Giovani di Forza Italia e poi progressivamente scivolata a Sinistra fino al suo ingresso nel Pd, volle fortemente questa legge cui legò il suo nome. Da allora si parla di rivedere tale normativa. Giunge quindi opportuna la pubblicazione di un documento sulla possibilità e opportunità di abrogare l’obbligo vaccinale. Il documento è stato realizzato dalla Commissione Medico Scientifica Indipendente (CMSi), un organismo formato per promuovere un dibattito scientifico aperto e critico sulla gestione della pandemia e sui vaccini, con particolare attenzione alla sicurezza e all'efficacia dei trattamenti. La CMSi ha espresso preoccupazioni riguardo ai vaccini a mRNA e ha chiesto indagini approfondite sulla loro sicurezza. Ha pubblicato articoli e comunicati stampa per informare il pubblico e le istituzioni sui potenziali rischi associati a questi farmaci, sostenendo la necessità di un approccio più cauto e basato su evidenze. Il documento ora pubblicato, a firma del professor Alberto Donzelli, del professor Paolo Bellavite e del dottor Serravalle, riporta le ragioni scientifiche e giuridiche che motivano la richiesta di una revisione della normativa sulle vaccinazioni obbligatorie. Si tratta di un lavoro “in fieri” che la Commissione Medico Scientifica indipendente mette a disposizione degli interessati (es. associazioni di cittadini, autorità e operatori sanitari, politici, avvocati, educatori, giornalisti) e sul quale intende aprire un dibattito pubblico. In questo lavoro sono ridiscussi, uno per volta, i 10 vaccini menzionati nella legge 119/2017, evidenziando la loro incapacità di tutelare veramente gli interessi della collettività nell’attuale quadro epidemiologico. In altre parole, si prospetta il fatto che, ad una rigorosa considerazione basata sulle prove, l’obbligo vaccinale istituito nel 2017 non abbia affatto quel grado di necessità e urgenza che era stato attribuito allora. Dall’analisi risulta inoltre che le conoscenze scientifiche acquisite negli ultimi anni dalla farmacovigilanza attiva, parte delle quali non disponibili nel 2017, dimostrano che gli effetti avversi dei vaccini sulla salute dei bambini non sono affatto trascurabili, soprattutto se rapportati alla rarità delle malattie infettive (rarità per lo più non dovuta ai vaccini stessi). Secondo vari tipi di rilevamenti, l’incidenza di gravi effetti avversi della vaccinazione è dello stesso ordine di grandezza dell’incidenza di effetti gravi delle malattie che i vaccini prevengono, o superiore. Ciò richiama ancora una volta il principio di precauzione, da sempre cardine della medicina, assieme alla necessità di un consenso veramente informato, cioè basato su dati reali e non su ideologie storiche. I dati epidemiologici sulle coperture vaccinali e sugli effetti avversi sono adeguati a sostenere l’accettazione nel nido d’infanzia e nella scuola di ogni grado dei bambini non vaccinati o parzialmente vaccinati, che attualmente non vengono accettati senza aver iniziato un iter vaccinale: una vera e propria discriminazione che non trova fondamento e giustificazione di tipo scientifico. A conclusione di questo documento si presentano alcune linee programmatiche e suggerimenti preliminari su come sarebbe possibile rimuovere o attenuare l’obbligo vaccinale. Modifiche importanti ed efficaci del regime attuale sarebbero possibili persino senza abolire la legge “Lorenzin”, anzi rispettando il suo dettato alla lettera e i suggerimenti della Corte. Proposte ragionevoli e soprattutto ben fondate dal punto di vista medico. Sarà possibile discuterne nella comunità scientifica senza che inizi il fuoco di sbarramento contro i cosiddetti no vax? Invito tutti a leggere e a discutere del documento suddetto. #amiciperlitalia #amicidiippocrate #covid19 #vaccinazioni #effetticollaterali #effettiavversi #quotidianoweb #news #notizie #attualità #informazione #informazionelibera #Bellavite #dibattitoscientifico #EvidenzeScientifiche #fiducianellascienza #medicinaindipendente #metodoscientifico #nitag #pluralismoscientifico #principiodiprecauzione #sanitàpubblica #ScienzaAperta #scienzacritica #Serravalle #trasparenza #vaccini Source: https://www.facebook.com/share/19iTX53fdN/
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  • Da Milano a Bangalore, l’italiano che porta nel cuore dell’India i segreti della stampa 3D. «La sfida? Trovare grandi gruppi»
    Source: https://startupitalia.eu/startup/la-stampa-3d-the-genesys-fabio-montelone/
    Da Milano a Bangalore, l’italiano che porta nel cuore dell’India i segreti della stampa 3D. «La sfida? Trovare grandi gruppi» Source: https://startupitalia.eu/startup/la-stampa-3d-the-genesys-fabio-montelone/
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  • Sapere che finalmente vanno fuori dai coglioni gli sguatteri di Repubblica e La Stampa, luridi servi leccaculo di Soros, provoca una sana e deliziosa goduria.
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    I "giornalisti" dello stato profondo "italiano" sono sotto shock perché gli #Elkann si stanno vendendo La Repubblica e La Stampa. È la regola dell'austerità, ragazzi, che avete predicato per 30 anni per i pensionati e i lavoratori. Assaggiatene un po' anche voi ora.
    Il sistema non è più grado di mantenere il carrozzone della sua propaganda, e ora non ci pensa due volte a disfarsene.🖕🏼

    Source: https://x.com/itsmeback_/status/1999373150732108027?t=sJTni9Ch2KZDypqW7LIF3A&s=19
    Sapere che finalmente vanno fuori dai coglioni gli sguatteri di Repubblica e La Stampa, luridi servi leccaculo di Soros, provoca una sana e deliziosa goduria. -------------------- I "giornalisti🤡" dello stato profondo "italiano" sono sotto shock perché gli #Elkann si stanno vendendo La Repubblica e La Stampa. È la regola dell'austerità, ragazzi, che avete predicato per 30 anni per i pensionati e i lavoratori. Assaggiatene un po' anche voi ora🥒. Il sistema non è più grado di mantenere il carrozzone 🎪 della sua propaganda, e ora non ci pensa due volte a disfarsene.👋🖕🏼 Source: https://x.com/itsmeback_/status/1999373150732108027?t=sJTni9Ch2KZDypqW7LIF3A&s=19
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