• LA PUGNALATA alla schiena della Meloni agli agricoltori e ai consumatori italiani e europei!

    Mercosur, Meloni firma e neutralizza il no di Macron. Ma per gli agricoltori non c’è vittoria. Ecco chi ci guadagna
    di Luisiana Gaita
    La presidente del Consiglio parla di "garanzie ottenute”. Ma l'intesa e le promesse non convincono chi protesta in piazza con i trattori e neppure gli ambientalisti.

    Giorgia Meloni lo ha detto: per dare l’ok all’accordo Mercosur “abbiamo messo in equilibrio interessi diversi”. Quelli dell’industria, quelli dell’agricoltura e quelli geopolitici. E quando ci sono troppi interessi in gioco, c’è il rischio che qualcuno perda. Così, mentre gli agricoltori manifestavano per le strade di Milano, con una protesta organizzata da Riscatto agricolo Lombardia e l’intero Coapi, Coordinamento agricoltori e pescatori italiani e i trattori bloccavano il traffico in Spagna, Francia e altre nazioni per dire no all’intesa negoziata per un quarto di secolo, i rappresentanti permanenti degli Stati membri riuniti a Bruxelles nel Coreper davano il primo via libera alla firma dell’accordo di libero scambio con il blocco sudamericano del Mercosur che comprende Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. E avviavano la procedura scritta per l’adozione formale delle decisioni.

    Una scelta che costerà più di un grattacapo
    Francia, Ungheria, Irlanda, Polonia e Austria non si sono voluti assumere questa responsabilità e hanno votato contro. Il Belgio si è astenuto, l’Italia ha votato a favore. Stretta tra le richieste di reciprocità degli agricoltori e della sempre vicina Coldiretti, le pressioni di Confindustria, quelle della Commissione europea che vuole aprire a nuovi mercati, sperando di trovare in Sud America anche un salvagente alle strategie commerciali di Donald Trump. Sull’Italia il peso della decisione: con il suo voto è stata raggiunta la maggioranza qualificata, ossia il sostegno di almeno 15 Stati membri che rappresentino almeno il 65% della popolazione dell’Ue. Con questa decisione, il governo italiano ha neutralizzato la Francia di Macron con cui Giorgia Meloni non ha mai avuto rapporto idilliaci. E d’altronde, è da settimane che i partiti di maggioranza esultano ad ogni concessione della Commissione europea, definendola “una vittoria italiana”. Sarebbe stato un problema dire ‘no’ all’accordo tanto voluto da Ursula von der Leyen dopo aver incassato tante “vittorie” politiche. Solo il tempo dirà a tutti, soprattutto agli agricoltori, se si trattava di vittorie concrete e se i vantaggi dell’accordo superano davvero i rischi. Nel frattempo, però, le organizzazioni agricole e le cooperative agricole europee, rappresentate da Copa e Cogeca “rimangono unanimi e unite nel denunciare un accordo che rimane fondamentalmente sbilanciato e imperfetto nella sua essenza, nonostante le ultime modifiche alle misure di salvaguardia aggiuntive”.

    Meloni: “Abbiamo detto sì, alla luce delle garanzie per gli agricoltori” - FALSO!

    E mentre il vicepremier polacco Władysław Kosiniak-Kamysz annncia che il Paese presenterà un ricorso alla Corte di giustizia dell’Ue contro l’accordo, la premier italiana Giorgia Meloni non esulta per la maggioranza raggiunta. E si affretta a spiegare le ragioni che, alla fine, l’hanno spinta a dare l’ok. Un via libera che, già si aspetta, le procurerà più di un grattacapo. “Non ho mai avuto una preclusione ideologica sul Mercosur, ho sempre posto una questione pragmatica che non riguarda solo il Mercosur: la strategia europea di iper-regolamentare al suo interno aprendo, al contempo, ad accordi di libero scambio è suicida. Non potevamo dire sì, a scapito delle eccellenze delle nostre produzioni” ha detto alla conferenza di fine anno. E ha ricordato come l’Italia abbia aperto una interlocuzione con la Commissione Ue, ottenendo “alcuni risultati per gli agricoltori”. Tra questi, la premier ha ricordato il meccanismo di salvaguardia per i prodotti sensibili, il fondo di compensazione, un rafforzamento dei controlli fitosanitari in entrata. E, nell’ambito della trattativa sul bilancio Ue per la Pac, la possibilità di poter utilizzare già dal 2028, altri 45 miliardi di euro che sarebbero rimasti bloccati fino al 2032. “Alla luce di queste garanzie per i nostri agricoltori abbiamo dato l’ok all’accordo” ha ribadito. Anche il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida ha ricordato il fondo da 6,3 miliardi di euro “per la mitigazione delle potenziali perturbazioni di mercato, insieme all’azzeramento dei dazi e degli aggravi di costo per i fertilizzanti previste dal regolamento Cbam.

    L’ultima conferma: indagini dopo l’aumento dei prezzi del 5%
    Nel corso della riunione degli ambasciatori, la presidenza cipriota dell’Ue ha constatato “l’ampio sostegno” sufficiente a raggiungere la maggioranza qualificata sul pacchetto per la firma e l’applicazione provvisoria dell’accordo commerciale ad Interim (iTA) e dell’accordo di partnership (Empa) con il Mercosur. Nella stessa sessione sono state formalmente approvate (con qualche modifica) le salvaguardie negoziate a dicembre da Parlamento e Consiglio Ue, che devono ancora essere adottate dal Parlamento europeo in sessione plenaria. Obiettivo: proteggere il settore agroalimentare europeo da potenziali gravi distorsioni su prodotti come pollame, carne bovina, uova, agrumi e zucchero. Il nuovo quadro stabilisce soglie specifiche affinché la Commissione europea possa avviare indagini e, nel caso, attivare misure specifiche, qualora si verificasse un forte impatto sui prodotti agricoli sensibili europei. A dicembre, Consiglio e Parlamento europei avevano concordato di fissare tali soglie all’8%, ma queste sono state ridotte al 5%, come sostenuto inizialmente dall’Eurocamera, per soddisfare le richieste di Roma. Quindi Bruxelles ora potrà intervenire ogni volta che le importazioni di prodotti sensibili aumenteranno in media del 5% e i prezzi scenderanno della stessa percentuale in un periodo di tre anni.

    Chi vince e chi rischia
    Ma allora chi è che più rischia e chi è che vince con la firma dell’accordo? A guadagnarci sono gli esportatori europei. Nell’Unione europea della manifattura, della meccanica, dell’impiantistica e della componentistica, Bruxelles punta alla rimozione graduale dei dazi su automobili e componenti auto, macchinari, vestiti, tessuti, prodotti chimici. E calcola un risparmio per gli esportatori europei di oltre 4 miliardi di euro all’anno. Da qui le pressioni di Confindustria per la firma dell’accordo. Per quanto riguarda il comparto agricolo i settori che potrebbero beneficiarne sono quello dei vini e dei liquori (con un abbattimento dei dazi fino al 35%) e dell’olio di oliva (con l’eliminazione graduale del 10% di dazio). Il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi considera “strategica la chiusura positiva dell’accordo”. Oggi i vini europei destinati al Brasile subiscono rincari fino al 27% per i vini fermi e al 35% per gli spumanti per effetto dei dazi all’importazione. Per il presidente di Federalimentare, Paolo Mascarino “il via libera al trattato Ue-Mercosur è un accordo storico, atteso da tempo, e per l’industria alimentare italiana può valere ogni anno fino a 400 milioni di export aggiuntivo”. Ma l’accordo aprirà la strada europea a prodotti del Mercosur, come la carne di bovino, il pollame e lo zucchero, dietro i quali c’è più di un rischio (Leggi l’approfondimento). Basta pensare che il Brasile, il maggiore esportatore di carne al mondo (con l’Unione europea come secondo mercato dopo la Cina), prevede un aumento delle esportazioni agricole versione l’Ue da oltre 8 miliardi di dollari al 2040. “Dal Mercosur – sostiene Coldiretti – arriveranno 300 milioni di chilogrammi di carne di manzo e di pollo dalle allevamenti dove si usano antibiotici vietati in Europa e 60 milioni di chilogrammi di riso coltivato con l’uso di pesticidi proibiti in Ue, oltre a 180 milioni di chilogrammi di zucchero prodotto anche attraverso lo sfruttamento dei lavoratori”.

    Gli agricoltori vogliono (ma non ottengono) “le stesse regole”
    Confagricoltura conferma le sue perplessità sostenendo che l’accordo, nella sua forma attuale “rischia di consolidare un’evidente asimmetria: mentre alle imprese agricole italiane ed europee viene richiesto il rispetto di standard elevatissimi in termini di sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare e diritti dei lavoratori, le stesse regole non sono attuate per le importazioni dai Paesi del Mercosur”. Anche Cna Agroalimentare ribadisce la contrarietà all’accordo Mercosur senza garanzie sulla concorrenza e sugli standard ambientali e sanitari. E ribatte: “L’intesa, come attualmente configurata, rischia di introdurre elementi di concorrenza sleale, in ragione delle profonde differenze negli standard ambientali, sanitari e sociali tra l’Unione europea e i Paesi aderenti al Mercosur”. Per Cna Agroalimentare è fondamentale introdurre condizioni di reciprocità. Tradotto: i prodotti che entrano nell’Unione Europea devono rispondere alle stesse regole che devono essere rispettate da agricoltori e produttori europei. E torna il discorso degli interessi: “Non è sostenibile l’utilizzo dei prodotti agroalimentari come strumento di compensazione negoziale in accordi che favoriscono altri comparti economici. Gli accordi di libero scambio devono tenere insieme le esigenze degli esportatori e quelle degli importatori a tutela dei consumatori”. Per Coldiretti “il governo italiano ha richiesto il divieto di importazione di prodotti con residui di sostanze vietate in Europa, ma ora è la Von der Leyen che deve dare risposte.”. La reciprocità, insieme all’obiettivo di aumentare i controlli, per Coldiretti rimane un punto essenziale: “Ora la presidente Von der Leyen e la sua ristrettissima cerchia di tecnocrati, di cui continuiamo a non fidarci, deve tradurre in regolamenti gli impegni richiesti dall’Italia su un principio di reciprocità valido per tutti gli scambi commerciali e non solo per quelli del Mercosur”.

    L’accusa degli ambientalisti
    Anche gli ambientalisti protestano e manifestano le loro preoccupazioni. “Le promesse della Commissione europea di minori vincoli e maggiori risorse non affrontano i nodi strutturali dell’accordo, né garantiscono controlli efficaci sulle merci che entrano nel mercato europeo” commenta Martina Borghi, della campagna Foreste di Greenpeace Italia. E aggiunge: “Questo accordo si inserisce in un contesto già fortemente preoccupante: l’indebolimento e il rinvio del Regolamento europeo per smettere di importare deforestazione (Eudr), l’attacco alla Moratoria sulla soia in Amazzonia e la spinta a un modello di scambio che incentiva la distruzione degli ecosistemi”.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/09/accordo-mercosur-meloni-francia-agricoltori-notizie/8250658/
    LA PUGNALATA alla schiena della Meloni agli agricoltori e ai consumatori italiani e europei! Mercosur, Meloni firma e neutralizza il no di Macron. Ma per gli agricoltori non c’è vittoria. Ecco chi ci guadagna di Luisiana Gaita La presidente del Consiglio parla di "garanzie ottenute”. Ma l'intesa e le promesse non convincono chi protesta in piazza con i trattori e neppure gli ambientalisti. Giorgia Meloni lo ha detto: per dare l’ok all’accordo Mercosur “abbiamo messo in equilibrio interessi diversi”. Quelli dell’industria, quelli dell’agricoltura e quelli geopolitici. E quando ci sono troppi interessi in gioco, c’è il rischio che qualcuno perda. Così, mentre gli agricoltori manifestavano per le strade di Milano, con una protesta organizzata da Riscatto agricolo Lombardia e l’intero Coapi, Coordinamento agricoltori e pescatori italiani e i trattori bloccavano il traffico in Spagna, Francia e altre nazioni per dire no all’intesa negoziata per un quarto di secolo, i rappresentanti permanenti degli Stati membri riuniti a Bruxelles nel Coreper davano il primo via libera alla firma dell’accordo di libero scambio con il blocco sudamericano del Mercosur che comprende Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. E avviavano la procedura scritta per l’adozione formale delle decisioni. Una scelta che costerà più di un grattacapo Francia, Ungheria, Irlanda, Polonia e Austria non si sono voluti assumere questa responsabilità e hanno votato contro. Il Belgio si è astenuto, l’Italia ha votato a favore. Stretta tra le richieste di reciprocità degli agricoltori e della sempre vicina Coldiretti, le pressioni di Confindustria, quelle della Commissione europea che vuole aprire a nuovi mercati, sperando di trovare in Sud America anche un salvagente alle strategie commerciali di Donald Trump. Sull’Italia il peso della decisione: con il suo voto è stata raggiunta la maggioranza qualificata, ossia il sostegno di almeno 15 Stati membri che rappresentino almeno il 65% della popolazione dell’Ue. Con questa decisione, il governo italiano ha neutralizzato la Francia di Macron con cui Giorgia Meloni non ha mai avuto rapporto idilliaci. E d’altronde, è da settimane che i partiti di maggioranza esultano ad ogni concessione della Commissione europea, definendola “una vittoria italiana”. Sarebbe stato un problema dire ‘no’ all’accordo tanto voluto da Ursula von der Leyen dopo aver incassato tante “vittorie” politiche. Solo il tempo dirà a tutti, soprattutto agli agricoltori, se si trattava di vittorie concrete e se i vantaggi dell’accordo superano davvero i rischi. Nel frattempo, però, le organizzazioni agricole e le cooperative agricole europee, rappresentate da Copa e Cogeca “rimangono unanimi e unite nel denunciare un accordo che rimane fondamentalmente sbilanciato e imperfetto nella sua essenza, nonostante le ultime modifiche alle misure di salvaguardia aggiuntive”. Meloni: “Abbiamo detto sì, alla luce delle garanzie per gli agricoltori” - FALSO! E mentre il vicepremier polacco Władysław Kosiniak-Kamysz annncia che il Paese presenterà un ricorso alla Corte di giustizia dell’Ue contro l’accordo, la premier italiana Giorgia Meloni non esulta per la maggioranza raggiunta. E si affretta a spiegare le ragioni che, alla fine, l’hanno spinta a dare l’ok. Un via libera che, già si aspetta, le procurerà più di un grattacapo. “Non ho mai avuto una preclusione ideologica sul Mercosur, ho sempre posto una questione pragmatica che non riguarda solo il Mercosur: la strategia europea di iper-regolamentare al suo interno aprendo, al contempo, ad accordi di libero scambio è suicida. Non potevamo dire sì, a scapito delle eccellenze delle nostre produzioni” ha detto alla conferenza di fine anno. E ha ricordato come l’Italia abbia aperto una interlocuzione con la Commissione Ue, ottenendo “alcuni risultati per gli agricoltori”. Tra questi, la premier ha ricordato il meccanismo di salvaguardia per i prodotti sensibili, il fondo di compensazione, un rafforzamento dei controlli fitosanitari in entrata. E, nell’ambito della trattativa sul bilancio Ue per la Pac, la possibilità di poter utilizzare già dal 2028, altri 45 miliardi di euro che sarebbero rimasti bloccati fino al 2032. “Alla luce di queste garanzie per i nostri agricoltori abbiamo dato l’ok all’accordo” ha ribadito. Anche il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida ha ricordato il fondo da 6,3 miliardi di euro “per la mitigazione delle potenziali perturbazioni di mercato, insieme all’azzeramento dei dazi e degli aggravi di costo per i fertilizzanti previste dal regolamento Cbam. L’ultima conferma: indagini dopo l’aumento dei prezzi del 5% Nel corso della riunione degli ambasciatori, la presidenza cipriota dell’Ue ha constatato “l’ampio sostegno” sufficiente a raggiungere la maggioranza qualificata sul pacchetto per la firma e l’applicazione provvisoria dell’accordo commerciale ad Interim (iTA) e dell’accordo di partnership (Empa) con il Mercosur. Nella stessa sessione sono state formalmente approvate (con qualche modifica) le salvaguardie negoziate a dicembre da Parlamento e Consiglio Ue, che devono ancora essere adottate dal Parlamento europeo in sessione plenaria. Obiettivo: proteggere il settore agroalimentare europeo da potenziali gravi distorsioni su prodotti come pollame, carne bovina, uova, agrumi e zucchero. Il nuovo quadro stabilisce soglie specifiche affinché la Commissione europea possa avviare indagini e, nel caso, attivare misure specifiche, qualora si verificasse un forte impatto sui prodotti agricoli sensibili europei. A dicembre, Consiglio e Parlamento europei avevano concordato di fissare tali soglie all’8%, ma queste sono state ridotte al 5%, come sostenuto inizialmente dall’Eurocamera, per soddisfare le richieste di Roma. Quindi Bruxelles ora potrà intervenire ogni volta che le importazioni di prodotti sensibili aumenteranno in media del 5% e i prezzi scenderanno della stessa percentuale in un periodo di tre anni. Chi vince e chi rischia Ma allora chi è che più rischia e chi è che vince con la firma dell’accordo? A guadagnarci sono gli esportatori europei. Nell’Unione europea della manifattura, della meccanica, dell’impiantistica e della componentistica, Bruxelles punta alla rimozione graduale dei dazi su automobili e componenti auto, macchinari, vestiti, tessuti, prodotti chimici. E calcola un risparmio per gli esportatori europei di oltre 4 miliardi di euro all’anno. Da qui le pressioni di Confindustria per la firma dell’accordo. Per quanto riguarda il comparto agricolo i settori che potrebbero beneficiarne sono quello dei vini e dei liquori (con un abbattimento dei dazi fino al 35%) e dell’olio di oliva (con l’eliminazione graduale del 10% di dazio). Il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi considera “strategica la chiusura positiva dell’accordo”. Oggi i vini europei destinati al Brasile subiscono rincari fino al 27% per i vini fermi e al 35% per gli spumanti per effetto dei dazi all’importazione. Per il presidente di Federalimentare, Paolo Mascarino “il via libera al trattato Ue-Mercosur è un accordo storico, atteso da tempo, e per l’industria alimentare italiana può valere ogni anno fino a 400 milioni di export aggiuntivo”. Ma l’accordo aprirà la strada europea a prodotti del Mercosur, come la carne di bovino, il pollame e lo zucchero, dietro i quali c’è più di un rischio (Leggi l’approfondimento). Basta pensare che il Brasile, il maggiore esportatore di carne al mondo (con l’Unione europea come secondo mercato dopo la Cina), prevede un aumento delle esportazioni agricole versione l’Ue da oltre 8 miliardi di dollari al 2040. “Dal Mercosur – sostiene Coldiretti – arriveranno 300 milioni di chilogrammi di carne di manzo e di pollo dalle allevamenti dove si usano antibiotici vietati in Europa e 60 milioni di chilogrammi di riso coltivato con l’uso di pesticidi proibiti in Ue, oltre a 180 milioni di chilogrammi di zucchero prodotto anche attraverso lo sfruttamento dei lavoratori”. Gli agricoltori vogliono (ma non ottengono) “le stesse regole” Confagricoltura conferma le sue perplessità sostenendo che l’accordo, nella sua forma attuale “rischia di consolidare un’evidente asimmetria: mentre alle imprese agricole italiane ed europee viene richiesto il rispetto di standard elevatissimi in termini di sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare e diritti dei lavoratori, le stesse regole non sono attuate per le importazioni dai Paesi del Mercosur”. Anche Cna Agroalimentare ribadisce la contrarietà all’accordo Mercosur senza garanzie sulla concorrenza e sugli standard ambientali e sanitari. E ribatte: “L’intesa, come attualmente configurata, rischia di introdurre elementi di concorrenza sleale, in ragione delle profonde differenze negli standard ambientali, sanitari e sociali tra l’Unione europea e i Paesi aderenti al Mercosur”. Per Cna Agroalimentare è fondamentale introdurre condizioni di reciprocità. Tradotto: i prodotti che entrano nell’Unione Europea devono rispondere alle stesse regole che devono essere rispettate da agricoltori e produttori europei. E torna il discorso degli interessi: “Non è sostenibile l’utilizzo dei prodotti agroalimentari come strumento di compensazione negoziale in accordi che favoriscono altri comparti economici. Gli accordi di libero scambio devono tenere insieme le esigenze degli esportatori e quelle degli importatori a tutela dei consumatori”. Per Coldiretti “il governo italiano ha richiesto il divieto di importazione di prodotti con residui di sostanze vietate in Europa, ma ora è la Von der Leyen che deve dare risposte.”. La reciprocità, insieme all’obiettivo di aumentare i controlli, per Coldiretti rimane un punto essenziale: “Ora la presidente Von der Leyen e la sua ristrettissima cerchia di tecnocrati, di cui continuiamo a non fidarci, deve tradurre in regolamenti gli impegni richiesti dall’Italia su un principio di reciprocità valido per tutti gli scambi commerciali e non solo per quelli del Mercosur”. L’accusa degli ambientalisti Anche gli ambientalisti protestano e manifestano le loro preoccupazioni. “Le promesse della Commissione europea di minori vincoli e maggiori risorse non affrontano i nodi strutturali dell’accordo, né garantiscono controlli efficaci sulle merci che entrano nel mercato europeo” commenta Martina Borghi, della campagna Foreste di Greenpeace Italia. E aggiunge: “Questo accordo si inserisce in un contesto già fortemente preoccupante: l’indebolimento e il rinvio del Regolamento europeo per smettere di importare deforestazione (Eudr), l’attacco alla Moratoria sulla soia in Amazzonia e la spinta a un modello di scambio che incentiva la distruzione degli ecosistemi”. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/09/accordo-mercosur-meloni-francia-agricoltori-notizie/8250658/
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    Mercosur: Meloni dice sì all'accordo contro il volere di agricoltori e Macron
    L'Italia ha dato il via libera all'accordo commerciale con il Sud America, decisivo per raggiungere la maggioranza qualificata in Ue
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  • Panoramica sul mercato del noleggio di abbigliamento online: opportunità e prospettive del settore

    Il mercato del noleggio di abbigliamento online si è rapidamente evoluto da un concetto di nicchia a un'alternativa di moda mainstream. Spinte dai cambiamenti negli atteggiamenti dei consumatori, dalla praticità digitale e dalle preoccupazioni sulla sostenibilità, le piattaforme di noleggio di abbigliamento stanno rimodellando il modo in cui le persone accedono alla moda senza possederla.

    Leggi oggi stesso il rapporto sul mercato del noleggio di abbigliamento online - https://www.skyquestt.com/report/online-clothing-rental-market

    #NoleggioAbbigliamentoOnline #NoleggioModa #FuturoDellaModa #ModaSostenibile #IndustriaDellaModa #TendenzeEcommerce #EconomiaDelNoleggio #MercatoNoleggioAbbigliamento #TendenzeDiMercato #TendenzeStartup #ApprofondimentiDiBusiness #IndustriaDelVestito
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    Online Clothing Rental Market Size, Growth Report [2033]
    Online Clothing Rental Market revenue of $1.79 billion in 2025 is forecast at $3.38 billion by 2033, CAGR 8.3%.
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  • Panoramica del mercato dello Champagne: tendenze, fattori di crescita e prospettive

    Il mercato globale dello Champagne continua a evolversi, con le mutevoli preferenze dei consumatori, le condizioni economiche e l'innovazione che stanno ridefinendo una delle categorie di bevande di lusso più iconiche al mondo. Pur essendo profondamente radicato nella tradizione, il settore dello Champagne si sta adattando alle esigenze moderne, bilanciando il patrimonio storico con la sostenibilità, la valorizzazione del prodotto e l'espansione a livello globale.

    Leggi il rapporto sul mercato dello Champagne oggi stesso - https://www.skyquestt.com/report/champagne-market
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    Champagne Market: Explore Trends, Size & Insights 2033
    Champagne Market size 2025 is $8.51B, projected at $14.08B in 2033, CAGR 6.5%.
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  • Panoramica del mercato della carta per imballaggio alimentare: tendenze, fattori di crescita e dinamiche competitive

    Il mercato globale della carta per imballaggio alimentare continua a evolversi, con la sicurezza alimentare, la sostenibilità e la praticità che assumono un ruolo centrale nell'industria alimentare. Dai prodotti freschi e da forno ai pasti pronti e al fast food, la carta per imballaggio rimane una soluzione di confezionamento fondamentale, in grado di bilanciare protezione, presentazione e responsabilità ambientale.

    Leggi oggi stesso il rapporto sul mercato della carta per imballaggio alimentare - https://www.skyquestt.com/report/food-wrapping-paper-market
    Panoramica del mercato della carta per imballaggio alimentare: tendenze, fattori di crescita e dinamiche competitive Il mercato globale della carta per imballaggio alimentare continua a evolversi, con la sicurezza alimentare, la sostenibilità e la praticità che assumono un ruolo centrale nell'industria alimentare. Dai prodotti freschi e da forno ai pasti pronti e al fast food, la carta per imballaggio rimane una soluzione di confezionamento fondamentale, in grado di bilanciare protezione, presentazione e responsabilità ambientale. Leggi oggi stesso il rapporto sul mercato della carta per imballaggio alimentare - https://www.skyquestt.com/report/food-wrapping-paper-market
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    Food Wrapping Paper Market Size, Share | Analysis [2033]
    Food Wrapping Paper Market size is $405.45 billion in 2025, estimated at $631.74 billion by 2033, CAGR 5.7%.
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  • Panoramica del mercato del gelato: tendenze, crescita e fattori che ne plasmano il futuro

    Il mercato globale del gelato continua a evolversi, coniugando piacere e innovazione, mentre le preferenze dei consumatori si orientano verso esperienze più salutari, di alta qualità e personalizzate. Un tempo dominato da gusti classici e formati tradizionali, il mercato odierno riflette i cambiamenti negli stili di vita, la crescente attenzione all'alimentazione e la propensione alla sperimentazione in tutte le fasce d'età.

    Leggi il rapporto sul mercato del gelato oggi stesso - https://www.skyquestt.com/report/ice-cream-market

    #MercatoDelGelato #DessertSurgelati #IndustriaAlimentare #TendenzeDiMercato #TendenzeDeiConsumatori #GelatoPremium #GelatoVegetale #InnovazioneAlimentare #IndustriaLattieroCasearia #MercatoGlobale #TendenzeDelRetail #ECommerceAlimentare #SostenibilitàNelSettoreAlimentare #BeniDiLargoConsumo #ApprofondimentiDiMercato
    Panoramica del mercato del gelato: tendenze, crescita e fattori che ne plasmano il futuro Il mercato globale del gelato continua a evolversi, coniugando piacere e innovazione, mentre le preferenze dei consumatori si orientano verso esperienze più salutari, di alta qualità e personalizzate. Un tempo dominato da gusti classici e formati tradizionali, il mercato odierno riflette i cambiamenti negli stili di vita, la crescente attenzione all'alimentazione e la propensione alla sperimentazione in tutte le fasce d'età. Leggi il rapporto sul mercato del gelato oggi stesso - https://www.skyquestt.com/report/ice-cream-market #MercatoDelGelato #DessertSurgelati #IndustriaAlimentare #TendenzeDiMercato #TendenzeDeiConsumatori #GelatoPremium #GelatoVegetale #InnovazioneAlimentare #IndustriaLattieroCasearia #MercatoGlobale #TendenzeDelRetail #ECommerceAlimentare #SostenibilitàNelSettoreAlimentare #BeniDiLargoConsumo #ApprofondimentiDiMercato
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    Ice Cream Market Share, Size & Forecast Trends 2033
    Ice Cream Market is projected to expand by 2033, fueled by premium flavors, frozen desserts, and rising consumption in emerging markets.
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  • Sostenibilità - Addio bottigliette di plastica: arriva Ooho! L'acqua che non genera rifiuti
    Ohoo! l'acqua tutta commestibile Ogni anno miliardi di bottigliette di plastica finiscono...
    https://www.3bmeteo.com/giornale-meteo/sostenibilit-agrave----addio-bottigliette-di-plastica--arriva-ooho--l-acqua-che-non-genera-rifiuti-749050
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  • pulitore laser
    https://www.mopalaser.com/cleaner/
    Il pulitore laser è uno strumento avanzato per rimuovere ruggine, ossidi e residui superficiali senza l’uso di prodotti chimici. Ideale per industria, meccanica e restauro, garantisce precisione, velocità e sicurezza. Semplifica la manutenzione di superfici metalliche e delicate, rendendo il processo più efficiente e sostenibile.
    #pulitorelaser #lasercleaning #rimuoveruggine #manutenzioneindustriale #superficimetalliche #tecnologialaser #restauro #precisione #efficienza #sostenibilità
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  • Overtourism in montagna, in Alto Adige un chatbot segnala in tempo reale dove ci sono troppe persone
    La soluzione è pensata per destinazioni turistiche e hotel che impostano, insieme alla startup, le proprie regole di sostenibilità con dati in tempo reale...
    https://www.ilsole24ore.com/art/overtourism-montagna-alto-adige-chatbot-segnala-tempo-reale-dove-ci-sono-troppe-persone-AHYdK8sB
    Overtourism in montagna, in Alto Adige un chatbot segnala in tempo reale dove ci sono troppe persone La soluzione è pensata per destinazioni turistiche e hotel che impostano, insieme alla startup, le proprie regole di sostenibilità con dati in tempo reale... https://www.ilsole24ore.com/art/overtourism-montagna-alto-adige-chatbot-segnala-tempo-reale-dove-ci-sono-troppe-persone-AHYdK8sB
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    Overtourism in montagna, in Alto Adige un chatbot segnala in tempo reale dove ci sono troppe persone
    La soluzione è pensata per destinazioni turistiche e hotel che impostano, insieme alla startup, le proprie regole di sostenibilità con dati in tempo reale
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  • RESISTENZA IN REGNO UNITO: IL POPOLO DICE NO ALLA “CITTÀ DEI 15 MINUTI”

    Nel Regno Unito sta accadendo qualcosa di storico. Migliaia di cittadini si stanno ribellando contro il piano delle "Città dei 15 minuti", un progetto che limita la libertà di movimento in nome della sostenibilità.

    Il 90% delle telecamere ULEZ è stato distrutto dagli attivisti chiamati "Blade Runners", che stanno smantellando la sorveglianza di massa.
    Oltre 50.000 persone hanno rifiutato di pagare le multe, mettendo in crisi il sistema giudiziario.
    La polizia chiude un occhio, lasciando che la protesta vada avanti senza ostacoli.

    Il modello britannico, una volta considerato il futuro delle città, sta crollando sotto la pressione della resistenza popolare. Siamo di fronte a un punto di svolta?

    Libertà o controllo? Tu da che parte stai? Scrivilo nei commenti!

    #Resistenza #LibertàDiMovimento #NoSorveglianza #Città15Minuti #DisobbedienzaCivile #BannatiPerSempre
    RESISTENZA IN REGNO UNITO: IL POPOLO DICE NO ALLA “CITTÀ DEI 15 MINUTI” 🚨 Nel Regno Unito sta accadendo qualcosa di storico. Migliaia di cittadini si stanno ribellando contro il piano delle "Città dei 15 minuti", un progetto che limita la libertà di movimento in nome della sostenibilità. 📌 Il 90% delle telecamere ULEZ è stato distrutto dagli attivisti chiamati "Blade Runners", che stanno smantellando la sorveglianza di massa. 📌 Oltre 50.000 persone hanno rifiutato di pagare le multe, mettendo in crisi il sistema giudiziario. 📌 La polizia chiude un occhio, lasciando che la protesta vada avanti senza ostacoli. Il modello britannico, una volta considerato il futuro delle città, sta crollando sotto la pressione della resistenza popolare. Siamo di fronte a un punto di svolta? Libertà o controllo? Tu da che parte stai? Scrivilo nei commenti! #Resistenza #LibertàDiMovimento #NoSorveglianza #Città15Minuti #DisobbedienzaCivile #BannatiPerSempre
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  • Per l'addestramento dell'intelligenza artificiale servirà moltissima acqua. Troppa
    Si stimano almeno 6 miliardi di litri di consumi. Ma i modelli di AI potranno anche incentivare i risparmi di energia. Le sfide della sostenibilità dei grandi Llm
    https://www.wired.it/article/addestramento-intelligenza-artificiale-consumi-acqua-sostenibilita/
    Per l'addestramento dell'intelligenza artificiale servirà moltissima acqua. Troppa Si stimano almeno 6 miliardi di litri di consumi. Ma i modelli di AI potranno anche incentivare i risparmi di energia. Le sfide della sostenibilità dei grandi Llm https://www.wired.it/article/addestramento-intelligenza-artificiale-consumi-acqua-sostenibilita/
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    Per l'addestramento dell'intelligenza artificiale servirà moltissima acqua. Troppa
    Si stimano almeno 6 miliardi di litri di consumi. Ma i modelli di AI potranno anche incentivare i risparmi di energia. Le sfide della sostenibilità dei grandi Llm
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