• UN'ALTRA BUONA NOTIZIA per NOI PRECARI da SEMPRE DISCRIMINATI nel MONDO della SCUOLA.
    L'UE avvia procedura contro l'Italia: discriminati i docenti precari
    Commissione Europea contro l'Italia: i 234.576 docenti precari senza progressione salariale come i colleghi di ruolo

    Nel mirino di Bruxelles la disparità di trattamento: "Gli insegnanti a tempo determinato non hanno diritto a una progressione salariale graduale basata sui periodi di servizio precedenti, contrariamente agli insegnanti a tempo indeterminato"
    “Discriminazione nei confronti dei docenti precari”: la Commissione Europea avvia una procedura d’infrazione contro l’Italia

    La Commissione Europea accusa ancora una volta l’Italia, rea secondo Bruxelles di discriminazione nei confronti dei docenti precari. La notizia è stata diffusa dalla Flc Cgil che punta il dito contro il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, nonostante siano anni che la situazione è la stessa. Con una lettera partita da Bruxelles, giovedì, l’esecutivo dell’Ue ha avviato una procedura d’infrazione contro lo Stato italiano perché a causa della normativa italiana “gli insegnanti a tempo determinato non hanno diritto a una progressione salariale graduale basata sui periodi di servizio precedenti, contrariamente agli insegnanti a tempo indeterminato”. Una disparità di trattamento che rappresenta “condizioni di lavoro discriminatorie” a detta dei vertici dell’Unione europea.

    Per Bruxelles, coloro che hanno un contratto di lavoro che termina a fine agosto o con la fine dell’attività didattica o ancora al trenta giugno devono avere lo stesso trattamento di maestri e professori di ruolo. Ora Roma ha due mesi di tempo per spiegare come intende porre rimedio alle carenze emerse. La questione, se non risolta prima con un parere motivato da parte di viale Trastevere, rischia di finire dinanzi alla Corte di giustizia dell’Ue che potrebbe imporre sanzioni pecuniarie che pagherebbero tutti i cittadini. Stiamo parlando di 234.576 (dato dello scorso anno) precari che potrebbero finalmente avere gli stessi diritti degli altri colleghi.

    “Il Governo italiano continua ad ignorare la discriminazione subita dal personale a tempo determinato a cui non viene riconosciuta, diversamente dal personale di ruolo, la progressione stipendiale basata sull’anzianità di servizio. Per questo la Commissione Europea ha deciso di avviare una procedura di infrazione inviando una lettera di messa in mora causa il mancato allineamento della normativa italiana alla Direttiva 1999/70/CE, che vieta le discriminazioni tra lavoratori a tempo determinato e indeterminato e impone misure per prevenire l’utilizzo abusivo di contratti a termine nel settore scolastico”, spiega la segretaria nazionale della Flc Cgil, Gianna Fracassi.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/14/procedura-infrazione-docenti-precari-discriminazione-notizie/8291397/
    UN'ALTRA BUONA NOTIZIA per NOI PRECARI da SEMPRE DISCRIMINATI nel MONDO della SCUOLA. L'UE avvia procedura contro l'Italia: discriminati i docenti precari Commissione Europea contro l'Italia: i 234.576 docenti precari senza progressione salariale come i colleghi di ruolo Nel mirino di Bruxelles la disparità di trattamento: "Gli insegnanti a tempo determinato non hanno diritto a una progressione salariale graduale basata sui periodi di servizio precedenti, contrariamente agli insegnanti a tempo indeterminato" “Discriminazione nei confronti dei docenti precari”: la Commissione Europea avvia una procedura d’infrazione contro l’Italia La Commissione Europea accusa ancora una volta l’Italia, rea secondo Bruxelles di discriminazione nei confronti dei docenti precari. La notizia è stata diffusa dalla Flc Cgil che punta il dito contro il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, nonostante siano anni che la situazione è la stessa. Con una lettera partita da Bruxelles, giovedì, l’esecutivo dell’Ue ha avviato una procedura d’infrazione contro lo Stato italiano perché a causa della normativa italiana “gli insegnanti a tempo determinato non hanno diritto a una progressione salariale graduale basata sui periodi di servizio precedenti, contrariamente agli insegnanti a tempo indeterminato”. Una disparità di trattamento che rappresenta “condizioni di lavoro discriminatorie” a detta dei vertici dell’Unione europea. Per Bruxelles, coloro che hanno un contratto di lavoro che termina a fine agosto o con la fine dell’attività didattica o ancora al trenta giugno devono avere lo stesso trattamento di maestri e professori di ruolo. Ora Roma ha due mesi di tempo per spiegare come intende porre rimedio alle carenze emerse. La questione, se non risolta prima con un parere motivato da parte di viale Trastevere, rischia di finire dinanzi alla Corte di giustizia dell’Ue che potrebbe imporre sanzioni pecuniarie che pagherebbero tutti i cittadini. Stiamo parlando di 234.576 (dato dello scorso anno) precari che potrebbero finalmente avere gli stessi diritti degli altri colleghi. “Il Governo italiano continua ad ignorare la discriminazione subita dal personale a tempo determinato a cui non viene riconosciuta, diversamente dal personale di ruolo, la progressione stipendiale basata sull’anzianità di servizio. Per questo la Commissione Europea ha deciso di avviare una procedura di infrazione inviando una lettera di messa in mora causa il mancato allineamento della normativa italiana alla Direttiva 1999/70/CE, che vieta le discriminazioni tra lavoratori a tempo determinato e indeterminato e impone misure per prevenire l’utilizzo abusivo di contratti a termine nel settore scolastico”, spiega la segretaria nazionale della Flc Cgil, Gianna Fracassi. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/14/procedura-infrazione-docenti-precari-discriminazione-notizie/8291397/
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  • UN'ALTRA STRAGE in UNA SCUOLA in CANADA!
    COSA sta SUCCEDENDO?
    Strage in una scuola in Canada, dieci morti e 25 feriti. La polizia: "È stata una donna, ignoto il movente"
    Una nuova strage di una scuola. Questa volta la sparatoria è avvenuta in una scuola della Columbia Britannica in Canada ha causato dieci morti tra cui una do...
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/11/strage-in-una-scuola-in-canada-dieci-morti-e-25-feriti-la-polizia-e-stata-una-donna-ignoto-il-movente/8287482/
    UN'ALTRA STRAGE in UNA SCUOLA in CANADA! COSA sta SUCCEDENDO? Strage in una scuola in Canada, dieci morti e 25 feriti. La polizia: "È stata una donna, ignoto il movente" Una nuova strage di una scuola. Questa volta la sparatoria è avvenuta in una scuola della Columbia Britannica in Canada ha causato dieci morti tra cui una do... https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/11/strage-in-una-scuola-in-canada-dieci-morti-e-25-feriti-la-polizia-e-stata-una-donna-ignoto-il-movente/8287482/
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  • Un dirigente scrive a Meloni: “La scuola sta in piedi per gli ATA. Se non fossero bravi potrei chiudere la baracca”
    Laura Bombaci


    Un dirigente scolastico, Maurizio Primo Carandini, a capo dell’Istituto “Paolo e Rita Borsellino” di Valenza, nell’alessandrino, ha deciso di fare qualcosa per alcuni membri del personale ATA della scuola. Il preside ha addirittura scritto alla premier Giorgia Meloni per denunciare il fatto che collaboratori scolastici e componenti del personale amministrativo siano bistrattati e non abbiano agevolazioni che permettano loro di coltivare passioni culturali.

    https://www.tecnicadellascuola.it/un-dirigente-scolastico-scrive-a-meloni-la-scuola-sta-in-piedi-per-gli-ata-se-non-fossero-bravi-potrei-chiudere-la-baracca
    Un dirigente scrive a Meloni: “La scuola sta in piedi per gli ATA. Se non fossero bravi potrei chiudere la baracca” Laura Bombaci Un dirigente scolastico, Maurizio Primo Carandini, a capo dell’Istituto “Paolo e Rita Borsellino” di Valenza, nell’alessandrino, ha deciso di fare qualcosa per alcuni membri del personale ATA della scuola. Il preside ha addirittura scritto alla premier Giorgia Meloni per denunciare il fatto che collaboratori scolastici e componenti del personale amministrativo siano bistrattati e non abbiano agevolazioni che permettano loro di coltivare passioni culturali. https://www.tecnicadellascuola.it/un-dirigente-scolastico-scrive-a-meloni-la-scuola-sta-in-piedi-per-gli-ata-se-non-fossero-bravi-potrei-chiudere-la-baracca
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    Un dirigente scrive a Meloni: "La scuola sta in piedi per gli ATA. Se non fossero bravi potrei chiudere la baracca" - Notizie Scuola
    Un dirigente scolastico, Maurizio Primo Carandini, a capo dell’Istituto “Paolo e Rita Borsellino” di Valenza, nell’alessandrino, ha deciso di fare qualcosa per alcuni membri del personale ATA della scuola. Il preside ha addirittura scritto alla premier Giorgia Meloni per denunciare il fatto che collaboratori scolastici e componenti del personale amministrativo siano bistrattati e non abbiano […]
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  • Carta docente da fine febbraio con nuove modalità, Anief chiede di riportare somma a 500 euro e includere supplenti “brevi” e ATA

    https://www.orizzontescuola.it/carta-docente-da-fine-febbraio-con-nuove-modalita-anief-chiede-di-riportare-somma-a-500-euro-e-includere-supplenti-brevi-e-ata
    Carta docente da fine febbraio con nuove modalità, Anief chiede di riportare somma a 500 euro e includere supplenti “brevi” e ATA https://www.orizzontescuola.it/carta-docente-da-fine-febbraio-con-nuove-modalita-anief-chiede-di-riportare-somma-a-500-euro-e-includere-supplenti-brevi-e-ata
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  • “La scuola non è il mercato”: un docufilm denuncia lo smantellamento dell’istruzione pubblica
    Interamente girato a Torino nelle aule del Sibilla Aleramo, l’istituto comprensivo diretto dal preside Lorenzo Varaldo
    https://www.lastampa.it/torino/2026/02/04/news/d_istruzione_pubblica_docufilm_scuola_sibilla_aleramo_cinema-15494093/amp/
    “La scuola non è il mercato”: un docufilm denuncia lo smantellamento dell’istruzione pubblica Interamente girato a Torino nelle aule del Sibilla Aleramo, l’istituto comprensivo diretto dal preside Lorenzo Varaldo https://www.lastampa.it/torino/2026/02/04/news/d_istruzione_pubblica_docufilm_scuola_sibilla_aleramo_cinema-15494093/amp/
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    Interamente girato a Torino nelle aule del Sibilla Aleramo, l’istituto comprensivo diretto dal preside Lorenzo Varaldo
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  • ECCO L'AMARA VERITÀ PER MOLTE REALTÀ SCOLASTICHE!
    PNRR e scuola: il caso degli sprechi tra tecnologia inutilizzata ed edilizia incompiuta
    Scopri come il PNRR e scuola stanno influenzando il sistema scolastico italiano e le sue sfide nella digitalizzazione.
    https://www.informazionescuola.it/sprechi-pnrr-scuola-progetti-inutili-analisi-2026/
    ECCO L'AMARA VERITÀ PER MOLTE REALTÀ SCOLASTICHE! PNRR e scuola: il caso degli sprechi tra tecnologia inutilizzata ed edilizia incompiuta Scopri come il PNRR e scuola stanno influenzando il sistema scolastico italiano e le sue sfide nella digitalizzazione. https://www.informazionescuola.it/sprechi-pnrr-scuola-progetti-inutili-analisi-2026/
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  • ANDIAMO BENE. Ora anche alle scuole medie!
    Bologna, alunno delle medie minaccia i compagni con un coltello artigianale a scuola
    Studente delle medie disarmato dagli insegnanti e denunciato. Poche settimane fa un altro caso con un machete a Budrio.
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/01/minacce-scuola-coltello-bologna-notizie/8276080/
    ANDIAMO BENE. Ora anche alle scuole medie! Bologna, alunno delle medie minaccia i compagni con un coltello artigianale a scuola Studente delle medie disarmato dagli insegnanti e denunciato. Poche settimane fa un altro caso con un machete a Budrio. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/01/minacce-scuola-coltello-bologna-notizie/8276080/
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    Studente delle medie disarmato dagli insegnanti e denunciato. Poche settimane fa un altro caso con un machete a Budrio
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  • Stipendi più bassi ai supplenti “brevi e saltuari” perché l’RPD non c’è: il Tribunale di Roma accoglie il ricorso Anief e fa recuperare ad una precaria oltre 1.000 euro più interessi
    https://www.orizzontescuola.it/stipendi-piu-bassi-ai-supplenti-brevi-e-saltuari-perche-lrpd-non-ce-il-tribunale-di-roma-accoglie-il-ricorso-anief-e-fa-recuperare-ad-una-precaria-oltre-1-000-euro/
    Stipendi più bassi ai supplenti “brevi e saltuari” perché l’RPD non c’è: il Tribunale di Roma accoglie il ricorso Anief e fa recuperare ad una precaria oltre 1.000 euro più interessi https://www.orizzontescuola.it/stipendi-piu-bassi-ai-supplenti-brevi-e-saltuari-perche-lrpd-non-ce-il-tribunale-di-roma-accoglie-il-ricorso-anief-e-fa-recuperare-ad-una-precaria-oltre-1-000-euro/
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  • UN'AMARA VERITÀ!
    Prima i bambini sperimentano il digitale e peggio andranno a scuola
    Lo studio pubblicato da un gruppo di ricercatori dell’Università Bicocca di Milano ha preso in esame i risultati degli studenti nei test Invalsi. Ma non tutti
    https://www.lastampa.it/cronaca/2026/01/30/news/bambini_ragazzi_adolescenti_smartphone_rischi_digitale-15488080/amp/
    UN'AMARA VERITÀ! Prima i bambini sperimentano il digitale e peggio andranno a scuola Lo studio pubblicato da un gruppo di ricercatori dell’Università Bicocca di Milano ha preso in esame i risultati degli studenti nei test Invalsi. Ma non tutti https://www.lastampa.it/cronaca/2026/01/30/news/bambini_ragazzi_adolescenti_smartphone_rischi_digitale-15488080/amp/
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    Lo studio pubblicato da un gruppo di ricercatori dell’Università Bicocca di Milano ha preso in esame i risultati degli studenti nei test Invalsi. Ma non tutti …
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  • VERAMENTE INQUALIFICABILE!
    CHI L'HA FATTO A SCENDERE MERITEREBBE di ESSERE COSTRETTO a CAMMINARE a piedi nudi nella neve almeno per 10 chilometri.
    🥹 Belluno, ieri mattina.
    Fuori –3 gradi, l’aria gelida che entra nelle ossa e non se ne va.
    Riccardo ha 11 anni, batteva i denti, le labbra blu, lo zaino sulle spalle più grande di lui. Uno zaino pieno di quaderni, sogni piccoli, abitudini normali. Quelle di un bambino che deve solo andare a scuola.

    L’autobus riparte.
    Le porte si chiudono.
    Il motore si allontana.

    E lui resta lì.

    Non perché facesse confusione.
    Non perché fosse in ritardo.
    Non perché avesse fatto qualcosa di sbagliato.

    Ma perché non aveva il biglietto “olimpico” da 10 euro sulla tratta Calalzo–Cortina.

    Undici anni.
    Lasciato a terra.
    Nel freddo.
    Nel silenzio che arriva subito dopo, quando ti accorgi che nessuno torna indietro.

    A raccontarlo oggi è la mamma. La sua voce è più calma, ma non del tutto. Perché certe immagini non si cancellano facilmente:

    “C’erano -3 gradi, batteva i denti e aveva le labbra blu. Ora sta meglio.”

    Ora sta meglio, sì.
    Ieri Riccardo è tornato a scuola.
    Ha ripreso il suo posto in classe, il banco, i compagni.
    Ha fatto finta che fosse tutto normale.

    Ma non lo era.

    Perché ci sono cose che il corpo supera in fretta, e altre che la testa impiega molto più tempo a digerire.
    La sensazione di essere invisibile.
    Di non essere abbastanza importante da fermare un autobus.
    Di essere solo un problema da lasciare alla fermata.

    Riccardo ha fatto una scelta che pesa più di quanto sembri:
    non prenderà più l’autobus.

    Non per capriccio.
    Non per ribellione.
    Ma perché non si fida più.

    E quando un bambino smette di fidarsi degli adulti, delle regole, delle istituzioni, qualcosa si incrina. Piano. Senza rumore. Ma resta.

    Questa storia non parla solo di un biglietto.
    Parla di come applichiamo le regole.
    Parla di cosa scegliamo di vedere quando abbiamo davanti una persona fragile.
    Parla di empatia, quella parola grande che spesso scompare dietro procedure, tariffe, protocolli.

    Perché una regola può essere corretta.
    Ma l’umanità non dovrebbe mai essere opzionale.

    Un bambino non è un tariffario.
    Non è una tratta.
    Non è un codice.

    È qualcuno che ha freddo.
    È qualcuno che ha paura.
    È qualcuno che si fida.

    E forse la vera domanda non è “di chi è la colpa”, ma che cosa stiamo insegnando.
    Che il mondo funziona solo se hai il biglietto giusto?
    Che nessuno si ferma se resti indietro?
    Che chiedere aiuto non serve?

    Riccardo oggi sta meglio.
    Ma quella mattina resterà con lui.
    Come restano certe sensazioni che non sai spiegare, ma che ti accompagnano a lungo.

    E questa storia resterà anche con noi.
    Se vogliamo ascoltarla davvero.
    VERAMENTE INQUALIFICABILE! CHI L'HA FATTO A SCENDERE MERITEREBBE di ESSERE COSTRETTO a CAMMINARE a piedi nudi nella neve almeno per 10 chilometri. 💔🥹😡 Belluno, ieri mattina. Fuori –3 gradi, l’aria gelida che entra nelle ossa e non se ne va. Riccardo ha 11 anni, batteva i denti, le labbra blu, lo zaino sulle spalle più grande di lui. Uno zaino pieno di quaderni, sogni piccoli, abitudini normali. Quelle di un bambino che deve solo andare a scuola. L’autobus riparte. Le porte si chiudono. Il motore si allontana. E lui resta lì. Non perché facesse confusione. Non perché fosse in ritardo. Non perché avesse fatto qualcosa di sbagliato. Ma perché non aveva il biglietto “olimpico” da 10 euro sulla tratta Calalzo–Cortina. Undici anni. Lasciato a terra. Nel freddo. Nel silenzio che arriva subito dopo, quando ti accorgi che nessuno torna indietro. A raccontarlo oggi è la mamma. La sua voce è più calma, ma non del tutto. Perché certe immagini non si cancellano facilmente: “C’erano -3 gradi, batteva i denti e aveva le labbra blu. Ora sta meglio.” Ora sta meglio, sì. Ieri Riccardo è tornato a scuola. Ha ripreso il suo posto in classe, il banco, i compagni. Ha fatto finta che fosse tutto normale. Ma non lo era. Perché ci sono cose che il corpo supera in fretta, e altre che la testa impiega molto più tempo a digerire. La sensazione di essere invisibile. Di non essere abbastanza importante da fermare un autobus. Di essere solo un problema da lasciare alla fermata. Riccardo ha fatto una scelta che pesa più di quanto sembri: 👉 non prenderà più l’autobus. Non per capriccio. Non per ribellione. Ma perché non si fida più. E quando un bambino smette di fidarsi degli adulti, delle regole, delle istituzioni, qualcosa si incrina. Piano. Senza rumore. Ma resta. Questa storia non parla solo di un biglietto. Parla di come applichiamo le regole. Parla di cosa scegliamo di vedere quando abbiamo davanti una persona fragile. Parla di empatia, quella parola grande che spesso scompare dietro procedure, tariffe, protocolli. Perché una regola può essere corretta. Ma l’umanità non dovrebbe mai essere opzionale. Un bambino non è un tariffario. Non è una tratta. Non è un codice. È qualcuno che ha freddo. È qualcuno che ha paura. È qualcuno che si fida. E forse la vera domanda non è “di chi è la colpa”, ma che cosa stiamo insegnando. Che il mondo funziona solo se hai il biglietto giusto? Che nessuno si ferma se resti indietro? Che chiedere aiuto non serve? Riccardo oggi sta meglio. Ma quella mattina resterà con lui. Come restano certe sensazioni che non sai spiegare, ma che ti accompagnano a lungo. E questa storia resterà anche con noi. Se vogliamo ascoltarla davvero.
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