• LA PROPAGANDA
    "Era stato vittima di bullismo, la religione non c'entra nulla." Cit.

    I FATTI

    Già nel 2010 la propaganda jihadista di Inspire, rivista legata ad al-Qāʿida nella Penisola Arabica, pubblicava un articolo intitolato The Ultimate Mowing Machine («La falciatrice definitiva»), nel quale si invitava a usare un pick-up come «falciatrice», non per tagliare l’erba, ma per falciare i «nemici di Allah».

    Nel settembre 2014, Abu Muḥammad al-ʿAdnānī, portavoce dell’ISIS, rilanciò la stessa logica del terrorismo individuale, esortando a colpire con strumenti comuni: pietre, coltelli, automobili, strangolamento, veleno. La macchina, dunque, non è solo un mezzo di trasporto: nella grammatica del jihadismo contemporaneo può diventare arma rudimentale, immediata, mimetica.

    Alziamo la soglia dell’attenzione. Non per vivere nel panico, ma per abitare questi tempi malvagi con lucidità.

    L'ora viene che chiunque vi ucciderà, crederà di rendere un culto a Dio (Giovanni 16,2)
    LA PROPAGANDA "Era stato vittima di bullismo, la religione non c'entra nulla." Cit. I FATTI Già nel 2010 la propaganda jihadista di Inspire, rivista legata ad al-Qāʿida nella Penisola Arabica, pubblicava un articolo intitolato The Ultimate Mowing Machine («La falciatrice definitiva»), nel quale si invitava a usare un pick-up come «falciatrice», non per tagliare l’erba, ma per falciare i «nemici di Allah». Nel settembre 2014, Abu Muḥammad al-ʿAdnānī, portavoce dell’ISIS, rilanciò la stessa logica del terrorismo individuale, esortando a colpire con strumenti comuni: pietre, coltelli, automobili, strangolamento, veleno. La macchina, dunque, non è solo un mezzo di trasporto: nella grammatica del jihadismo contemporaneo può diventare arma rudimentale, immediata, mimetica. 🇮🇹 Alziamo la soglia dell’attenzione. Non per vivere nel panico, ma per abitare questi tempi malvagi con lucidità. L'ora viene che chiunque vi ucciderà, crederà di rendere un culto a Dio (Giovanni 16,2)
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  • https://toba60.com/i-moltiplicatori-della-propaganda-ma-quali-sono-i-nomi-di-queste-agenzie-come-funzionano-e-chi-le-finanzia/
    https://toba60.com/i-moltiplicatori-della-propaganda-ma-quali-sono-i-nomi-di-queste-agenzie-come-funzionano-e-chi-le-finanzia/
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  • Buy Protocols of the Learned Elders Paperback Book Online at Magsstore
    Protocols of the Learned Elders paperback is a controversial historical text often discussed in the context of propaganda and misinformation. It has been widely discredited and is not considered an authentic document, but rather an example of fabricated material used to spread false narratives. Today, it is studied for its historical impact and role in shaping discussions around media manipulation and critical thinking. This edition is suitable for readers interested in history, politics, and the analysis of misleading information.
    Buy Now:
    https://www.magsstore.com/books/protocols-of-the-learned-elder-paperback-54441
    Buy Protocols of the Learned Elders Paperback Book Online at Magsstore Protocols of the Learned Elders paperback is a controversial historical text often discussed in the context of propaganda and misinformation. It has been widely discredited and is not considered an authentic document, but rather an example of fabricated material used to spread false narratives. Today, it is studied for its historical impact and role in shaping discussions around media manipulation and critical thinking. This edition is suitable for readers interested in history, politics, and the analysis of misleading information. Buy Now: https://www.magsstore.com/books/protocols-of-the-learned-elder-paperback-54441
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  • Due giorni tra cinema e coscienza critica: con Federico Greco tra scuola e propaganda

    Due giorni intensi in compagnia di Federico Greco, filmmaker e saggista.
    Venerdì sera col suo ultimo film, "D'istruzione pubblica", al cinema CityLife Anteo spazioCinema, dove ci ha raggiunto a sorpresa il protagonista, il preside Lorenzo Varaldo.
    Sabato presso la Casa Rossa Milano, per la presentazione del suo libro "Cinema e Potere - Leggere la propaganda nella storia del cinema di Hollywood".
    Siamo molto contenti per l'interesse suscitato dalle iniziative e per l'attiva partecipazione dei presenti.
    Grazie a Federico Greco, alla Casa Rossa Milano e all'associazione Multipopolare.
    Nei prossimi giorni pubblicheremo il video della conferenza.

    #Cinema #Cultura #FedericoGreco
    #Propaganda
    🎬 Due giorni tra cinema e coscienza critica: con Federico Greco tra scuola e propaganda 📚 Due giorni intensi in compagnia di Federico Greco, filmmaker e saggista. Venerdì sera col suo ultimo film, "D'istruzione pubblica", al cinema CityLife Anteo spazioCinema, dove ci ha raggiunto a sorpresa il protagonista, il preside Lorenzo Varaldo. Sabato presso la Casa Rossa Milano, per la presentazione del suo libro "Cinema e Potere - Leggere la propaganda nella storia del cinema di Hollywood". Siamo molto contenti per l'interesse suscitato dalle iniziative e per l'attiva partecipazione dei presenti. Grazie a Federico Greco, alla Casa Rossa Milano e all'associazione Multipopolare. Nei prossimi giorni pubblicheremo il video della conferenza. #Cinema #Cultura #FedericoGreco #Propaganda
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  • CINEMA E POTERE : quando Hollywood racconta (e costruisce) la realtà
    Milano – La Casa Rossa | Sabato 28 Marzo, ore 18:00

    Spesso un film riesce ad essere più efficace — e pervasivo — di un comizio politico.

    Ed è proprio da questa consapevolezza che nasce un appuntamento ad alto valore culturale e critico: sabato saremo insieme agli amici del Comitato Assange Italia e all'Associazione Multipopolare Milano per la presentazione del libro:

    “Cinema e Potere. Leggere la propaganda nella storia del cinema di Hollywood”
    Un’analisi lucida e documentata dei meccanismi di soft power, media framing e costruzione del consenso attraverso l’industria cinematografica statunitense.

    Interverrà l’autore Federico Greco — filmmaker, saggista e docente di cinema — per approfondire il ruolo strategico del cinema nella narrazione geopolitica contemporanea.

    Sabato 28 marzo – ore 18:00
    La Casa Rossa, Milano
    Dalle ore 20:00 – Cena popolare con sottoscrizione
    Prenotazione obbligatoria entro le ore 20:00 di giovedì 26 marzo:
    353-4351278 (solo telefonate)
    lacasarossamilano@gmail.com
    LA CASA ROSSA – MILANO
    Via privata Monte Lungo, 2 (MM1 Turro)
    🎬 CINEMA E POTERE : quando Hollywood racconta (e costruisce) la realtà 📍 Milano – La Casa Rossa | Sabato 28 Marzo, ore 18:00 Spesso un film riesce ad essere più efficace — e pervasivo — di un comizio politico. Ed è proprio da questa consapevolezza che nasce un appuntamento ad alto valore culturale e critico: sabato saremo insieme agli amici del Comitato Assange Italia e all'Associazione Multipopolare Milano per la presentazione del libro: 📖 “Cinema e Potere. Leggere la propaganda nella storia del cinema di Hollywood” Un’analisi lucida e documentata dei meccanismi di soft power, media framing e costruzione del consenso attraverso l’industria cinematografica statunitense. 🎤 Interverrà l’autore Federico Greco — filmmaker, saggista e docente di cinema — per approfondire il ruolo strategico del cinema nella narrazione geopolitica contemporanea. 🗓️ Sabato 28 marzo – ore 18:00 📍 La Casa Rossa, Milano 🍝 Dalle ore 20:00 – Cena popolare con sottoscrizione Prenotazione obbligatoria entro le ore 20:00 di giovedì 26 marzo: 📞 353-4351278 (solo telefonate) 📧 lacasarossamilano@gmail.com 📍 LA CASA ROSSA – MILANO Via privata Monte Lungo, 2 (MM1 Turro)
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  • Il “vaccino” Gardasil viene usato e fortemente propagandato pure nelle scuole anche in Italia!!!
    Invece, non ha alcun efficacia di prevenzione del cancro cervicale, ma ha tanti gravi effetti dannosi.
    E, comunque, il Ministero della Non-Salute e i responsabili della salute a livello regionale (e delle due province autonome di Bolzano e Trento) continuano a denigrare le nostre proteste e denunce come folli teorie cospirative e continuano a consegnare l’intera popolazione (in primis i più giovani) alla gang dei super criminali di Bill Gates & Co.

    India's HPV Vaccine Campaign: Why Are 14-Year-Old Girls Being Asked to Trust Epstein-Tainted Bill Gates?

    Source: https://x.com/RHolzeisen/status/2033077058784403604?s=20
    ‼️Il “vaccino” Gardasil viene usato e fortemente propagandato pure nelle scuole anche in Italia!!!‼️ Invece, non ha alcun efficacia di prevenzione del cancro cervicale, ma ha tanti gravi effetti dannosi. E, comunque, il Ministero della Non-Salute e i responsabili della salute a livello regionale (e delle due province autonome di Bolzano e Trento) continuano a denigrare le nostre proteste e denunce come folli teorie cospirative e continuano a consegnare l’intera popolazione (in primis i più giovani) alla gang dei super criminali di Bill Gates & Co. 👇👇👇 India's HPV Vaccine Campaign: Why Are 14-Year-Old Girls Being Asked to Trust Epstein-Tainted Bill Gates? Source: https://x.com/RHolzeisen/status/2033077058784403604?s=20
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  • IO OBIETTO

    La vera sconfitta è trovarsi nel 2026 a fare ancora gli stessi discorsi e le stesse valutazioni di 30 o 40 anni fa. Dopo tutto ciò che la storia recente ci ha già mostrato in termini di distruzione e perdite umane, siamo ancora qui a discutere di #riarmo, di #difesa e del ritorno di un linguaggio che pensavamo appartenesse al passato. Questo è il vero schifo della situazione.

    Eppure sta accadendo di nuovo.
    Con l’ultima escalation internazionale torna con insistenza il tema della leva militare, spesso riproposta sotto forme apparentemente nuove: volontariato “strutturato”, percorsi pre-militari nelle scuole, programmi presentati come facoltativi ma che rappresentano il primo passo verso un possibile ripristino della coscrizione.

    Nei Paesi nordici migliaia di giovani vengono già richiamati ogni anno: chi rifiuta paga, chi disobbedisce perde diritti.
    Anche in Italia il dibattito si riaccende. Il governo ha già accennato l’intenzione di aumentare l’organico delle forze armate di 10.000 unità, con prospettive che potrebbero arrivare a 30-35.000. La leva obbligatoria, ricordiamolo, non è stata abolita: è semplicemente sospesa e potrebbe essere riattivata con un atto di governo.

    Nel frattempo cresce la presenza dei militari nelle scuole, in nome dell’orientamento o dell’educazione civica. Un fenomeno che molti osservatori leggono come il tentativo di normalizzare la guerra nelle menti dei più giovani, dentro un clima generale segnato da emergenze securitarie, propaganda e costruzione continua di nuovi “nemici”.
    Per questo non sorprende che proprio gli studenti abbiano deciso di mobilitarsi.

    Il 5 marzo, nella Giornata internazionale per la consapevolezza sul disarmo e la non proliferazione istituita dall’ONU, migliaia di giovani sono scesi in piazza in tutta Italia. Presìdi, assemblee e cortei organizzati dalla Rete degli studenti medi e dall’Unione degli universitari per contestare il piano di riarmo europeo e le ipotesi di nuove forme di leva.
    “Le giovani generazioni sono terrorizzate dalla prospettiva della guerra e da una sensazione di incertezza permanente”, ha spiegato Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale della Rete degli studenti medi. “Vogliamo una scuola e un’università di pace, libere dalla militarizzazione e dagli interessi dell’industria bellica. Le risorse pubbliche devono andare all’istruzione, alla sanità e al welfare, non alle armi”.
    Gli studenti denunciano anche il rischio che scuole e università diventino spazi di propaganda o bacini di reclutamento. In un contesto globale sempre più instabile — dalle tensioni in Medio Oriente all’apertura di nuovi fronti di conflitto — la risposta politica sembra concentrarsi quasi esclusivamente sull’aumento delle spese militari. Ma, ricordano molti giovani, più armi non significa automaticamente più sicurezza.

    E forse vale la pena ascoltarli.
    Perché la storia ci insegna che le guerre raramente vengono combattute da chi le decide. Al fronte non partono i figli di chi le promuove o ne trae vantaggio economico; partono soprattutto giovani e lavoratori, spesso già segnati da precarietà e mancanza di prospettive.
    È anche per questo che molti ragazzi chiedono semplicemente di essere ascoltati. Chiedono opportunità, istruzione, lavoro dignitoso, una sanità pubblica che funzioni. Chiedono un futuro che non sia definito dall’idea di dover difendere con le armi ciò che la politica non è riuscita a costruire con la giustizia sociale.
    Forse il primo passo non è imporre nuove forme di militarizzazione, ma riaprire uno spazio di confronto reale sulle politiche sociali e giovanili, nelle città e nel Paese. Riconoscere l’incertezza che attraversa questa generazione e provare ad affrontarla con strumenti diversi dalla logica della guerra.

    Dire “io obietto” non è uno slogan.
    È l’inizio di una domanda collettiva: quale società vogliamo costruire e quale futuro siamo disposti a immaginare per chi verrà dopo di noi.

    #pace #dirittideigiovani #noallaMilitarizzazione #futuro
    IO OBIETTO ✋ La vera sconfitta è trovarsi nel 2026 a fare ancora gli stessi discorsi e le stesse valutazioni di 30 o 40 anni fa. Dopo tutto ciò che la storia recente ci ha già mostrato in termini di distruzione e perdite umane, siamo ancora qui a discutere di #riarmo, di #difesa e del ritorno di un linguaggio che pensavamo appartenesse al passato. Questo è il vero schifo della situazione. Eppure sta accadendo di nuovo. Con l’ultima escalation internazionale torna con insistenza il tema della leva militare, spesso riproposta sotto forme apparentemente nuove: volontariato “strutturato”, percorsi pre-militari nelle scuole, programmi presentati come facoltativi ma che rappresentano il primo passo verso un possibile ripristino della coscrizione. Nei Paesi nordici migliaia di giovani vengono già richiamati ogni anno: chi rifiuta paga, chi disobbedisce perde diritti. Anche in Italia il dibattito si riaccende. Il governo ha già accennato l’intenzione di aumentare l’organico delle forze armate di 10.000 unità, con prospettive che potrebbero arrivare a 30-35.000. La leva obbligatoria, ricordiamolo, non è stata abolita: è semplicemente sospesa e potrebbe essere riattivata con un atto di governo. Nel frattempo cresce la presenza dei militari nelle scuole, in nome dell’orientamento o dell’educazione civica. Un fenomeno che molti osservatori leggono come il tentativo di normalizzare la guerra nelle menti dei più giovani, dentro un clima generale segnato da emergenze securitarie, propaganda e costruzione continua di nuovi “nemici”. Per questo non sorprende che proprio gli studenti abbiano deciso di mobilitarsi. Il 5 marzo, nella Giornata internazionale per la consapevolezza sul disarmo e la non proliferazione istituita dall’ONU, migliaia di giovani sono scesi in piazza in tutta Italia. Presìdi, assemblee e cortei organizzati dalla Rete degli studenti medi e dall’Unione degli universitari per contestare il piano di riarmo europeo e le ipotesi di nuove forme di leva. “Le giovani generazioni sono terrorizzate dalla prospettiva della guerra e da una sensazione di incertezza permanente”, ha spiegato Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale della Rete degli studenti medi. “Vogliamo una scuola e un’università di pace, libere dalla militarizzazione e dagli interessi dell’industria bellica. Le risorse pubbliche devono andare all’istruzione, alla sanità e al welfare, non alle armi”. Gli studenti denunciano anche il rischio che scuole e università diventino spazi di propaganda o bacini di reclutamento. In un contesto globale sempre più instabile — dalle tensioni in Medio Oriente all’apertura di nuovi fronti di conflitto — la risposta politica sembra concentrarsi quasi esclusivamente sull’aumento delle spese militari. Ma, ricordano molti giovani, più armi non significa automaticamente più sicurezza. E forse vale la pena ascoltarli. Perché la storia ci insegna che le guerre raramente vengono combattute da chi le decide. Al fronte non partono i figli di chi le promuove o ne trae vantaggio economico; partono soprattutto giovani e lavoratori, spesso già segnati da precarietà e mancanza di prospettive. È anche per questo che molti ragazzi chiedono semplicemente di essere ascoltati. Chiedono opportunità, istruzione, lavoro dignitoso, una sanità pubblica che funzioni. Chiedono un futuro che non sia definito dall’idea di dover difendere con le armi ciò che la politica non è riuscita a costruire con la giustizia sociale. Forse il primo passo non è imporre nuove forme di militarizzazione, ma riaprire uno spazio di confronto reale sulle politiche sociali e giovanili, nelle città e nel Paese. Riconoscere l’incertezza che attraversa questa generazione e provare ad affrontarla con strumenti diversi dalla logica della guerra. Dire “io obietto” non è uno slogan. È l’inizio di una domanda collettiva: quale società vogliamo costruire e quale futuro siamo disposti a immaginare per chi verrà dopo di noi. #pace #dirittideigiovani #noallaMilitarizzazione #futuro
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  • CARI AMICI, STO PENSANDO CHE IN UNA ITALIA PIENA DI QUESTIONI DELICATISSIME, CHE APPUNTO AFFLIGGONO IL POPOLO ITALIANO, SI PARLA SOLO DI REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA. IO VOTERO' PER IL NO E STO FACENDO PROPAGANDA PER IL NO. LE RAGIONI SONO MOLTEPLICI E SPERIAMO CHE NON ABBIA ESITO FAVOREVOLE LA VOTAZIONE PER IL SI' !!!! A PARTIRE DALLA PROSSIMA SETTIMANA SARO' ESPLICITA SULLE RAGIONI A SOSTEGNO DEL NO.BUONA GIORNATA ED UN ABBRACCIO.
    CARI AMICI, STO PENSANDO CHE IN UNA ITALIA PIENA DI QUESTIONI DELICATISSIME, CHE APPUNTO AFFLIGGONO IL POPOLO ITALIANO, SI PARLA SOLO DI REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA. IO VOTERO' PER IL NO E STO FACENDO PROPAGANDA PER IL NO. LE RAGIONI SONO MOLTEPLICI E SPERIAMO CHE NON ABBIA ESITO FAVOREVOLE LA VOTAZIONE PER IL SI' !!!! A PARTIRE DALLA PROSSIMA SETTIMANA SARO' ESPLICITA SULLE RAGIONI A SOSTEGNO DEL NO.BUONA GIORNATA ED UN ABBRACCIO.
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  • LA MISTIFICAZIONE della STORIA!
    Oltre al genocidio, il dichiarare vaste aree della Cisgiordania come “proprietà statale di Israele” e la asfissiante propaganda filo-israeliana, anche la vergognosa cancellazione e la mistificazione della storia: il British Museum di Londra ha rimosso i riferimenti alla "Palestina" da diversi mappe e pannelli informativi nelle sue gallerie del Medio Oriente antico, a seguito della pressione del gruppo pro-israeliano UK Lawyers for Israel (UKLFI)
    LA MISTIFICAZIONE della STORIA! Oltre al genocidio, il dichiarare vaste aree della Cisgiordania come “proprietà statale di Israele” e la asfissiante propaganda filo-israeliana, anche la vergognosa cancellazione e la mistificazione della storia: il British Museum di Londra ha rimosso i riferimenti alla "Palestina" da diversi mappe e pannelli informativi nelle sue gallerie del Medio Oriente antico, a seguito della pressione del gruppo pro-israeliano UK Lawyers for Israel (UKLFI)
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  • CARI AMICI, TUTTO IL MONDO E' A CONOSCENZA DEL CLIMA CHE ESSTE IN ITALIA, CLIMA DI SCONTRO TRA ISTITUZIONI !!!! QUESTO ,IN RELAZIONE AL FAMOSO REFERENDUM SULLA GIUSTIZiA !!!! IO VORREI CHE TUTTI I CITTADINI SI RENDESSERO CONTO CHE IL PROCURATORE CAPO DI NAPOLI, DOTTOR GRATTERI STA METTENDO IN GUARDIA IL POPOLO ITALIANO SULL'ENORME ERRORE CHE SI FAREBBE VOTANDO "SI'". BISOGNA VOTARE "NO" E FARE PROPAGANDA PER IL "NO" BUON FINE SETTIMANA E BUONA DOMENICA A TUTTI.
    CARI AMICI, TUTTO IL MONDO E' A CONOSCENZA DEL CLIMA CHE ESSTE IN ITALIA, CLIMA DI SCONTRO TRA ISTITUZIONI !!!! QUESTO ,IN RELAZIONE AL FAMOSO REFERENDUM SULLA GIUSTIZiA !!!! IO VORREI CHE TUTTI I CITTADINI SI RENDESSERO CONTO CHE IL PROCURATORE CAPO DI NAPOLI, DOTTOR GRATTERI STA METTENDO IN GUARDIA IL POPOLO ITALIANO SULL'ENORME ERRORE CHE SI FAREBBE VOTANDO "SI'". BISOGNA VOTARE "NO" E FARE PROPAGANDA PER IL "NO" BUON FINE SETTIMANA E BUONA DOMENICA A TUTTI.
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