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    Traditional Yoga Teacher Training in Rishikesh | 2026-27
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  • UN'ALTRA BUONA NOTIZIA per NOI PRECARI da SEMPRE DISCRIMINATI nel MONDO della SCUOLA.
    L'UE avvia procedura contro l'Italia: discriminati i docenti precari
    Commissione Europea contro l'Italia: i 234.576 docenti precari senza progressione salariale come i colleghi di ruolo

    Nel mirino di Bruxelles la disparità di trattamento: "Gli insegnanti a tempo determinato non hanno diritto a una progressione salariale graduale basata sui periodi di servizio precedenti, contrariamente agli insegnanti a tempo indeterminato"
    “Discriminazione nei confronti dei docenti precari”: la Commissione Europea avvia una procedura d’infrazione contro l’Italia

    La Commissione Europea accusa ancora una volta l’Italia, rea secondo Bruxelles di discriminazione nei confronti dei docenti precari. La notizia è stata diffusa dalla Flc Cgil che punta il dito contro il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, nonostante siano anni che la situazione è la stessa. Con una lettera partita da Bruxelles, giovedì, l’esecutivo dell’Ue ha avviato una procedura d’infrazione contro lo Stato italiano perché a causa della normativa italiana “gli insegnanti a tempo determinato non hanno diritto a una progressione salariale graduale basata sui periodi di servizio precedenti, contrariamente agli insegnanti a tempo indeterminato”. Una disparità di trattamento che rappresenta “condizioni di lavoro discriminatorie” a detta dei vertici dell’Unione europea.

    Per Bruxelles, coloro che hanno un contratto di lavoro che termina a fine agosto o con la fine dell’attività didattica o ancora al trenta giugno devono avere lo stesso trattamento di maestri e professori di ruolo. Ora Roma ha due mesi di tempo per spiegare come intende porre rimedio alle carenze emerse. La questione, se non risolta prima con un parere motivato da parte di viale Trastevere, rischia di finire dinanzi alla Corte di giustizia dell’Ue che potrebbe imporre sanzioni pecuniarie che pagherebbero tutti i cittadini. Stiamo parlando di 234.576 (dato dello scorso anno) precari che potrebbero finalmente avere gli stessi diritti degli altri colleghi.

    “Il Governo italiano continua ad ignorare la discriminazione subita dal personale a tempo determinato a cui non viene riconosciuta, diversamente dal personale di ruolo, la progressione stipendiale basata sull’anzianità di servizio. Per questo la Commissione Europea ha deciso di avviare una procedura di infrazione inviando una lettera di messa in mora causa il mancato allineamento della normativa italiana alla Direttiva 1999/70/CE, che vieta le discriminazioni tra lavoratori a tempo determinato e indeterminato e impone misure per prevenire l’utilizzo abusivo di contratti a termine nel settore scolastico”, spiega la segretaria nazionale della Flc Cgil, Gianna Fracassi.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/14/procedura-infrazione-docenti-precari-discriminazione-notizie/8291397/
    UN'ALTRA BUONA NOTIZIA per NOI PRECARI da SEMPRE DISCRIMINATI nel MONDO della SCUOLA. L'UE avvia procedura contro l'Italia: discriminati i docenti precari Commissione Europea contro l'Italia: i 234.576 docenti precari senza progressione salariale come i colleghi di ruolo Nel mirino di Bruxelles la disparità di trattamento: "Gli insegnanti a tempo determinato non hanno diritto a una progressione salariale graduale basata sui periodi di servizio precedenti, contrariamente agli insegnanti a tempo indeterminato" “Discriminazione nei confronti dei docenti precari”: la Commissione Europea avvia una procedura d’infrazione contro l’Italia La Commissione Europea accusa ancora una volta l’Italia, rea secondo Bruxelles di discriminazione nei confronti dei docenti precari. La notizia è stata diffusa dalla Flc Cgil che punta il dito contro il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, nonostante siano anni che la situazione è la stessa. Con una lettera partita da Bruxelles, giovedì, l’esecutivo dell’Ue ha avviato una procedura d’infrazione contro lo Stato italiano perché a causa della normativa italiana “gli insegnanti a tempo determinato non hanno diritto a una progressione salariale graduale basata sui periodi di servizio precedenti, contrariamente agli insegnanti a tempo indeterminato”. Una disparità di trattamento che rappresenta “condizioni di lavoro discriminatorie” a detta dei vertici dell’Unione europea. Per Bruxelles, coloro che hanno un contratto di lavoro che termina a fine agosto o con la fine dell’attività didattica o ancora al trenta giugno devono avere lo stesso trattamento di maestri e professori di ruolo. Ora Roma ha due mesi di tempo per spiegare come intende porre rimedio alle carenze emerse. La questione, se non risolta prima con un parere motivato da parte di viale Trastevere, rischia di finire dinanzi alla Corte di giustizia dell’Ue che potrebbe imporre sanzioni pecuniarie che pagherebbero tutti i cittadini. Stiamo parlando di 234.576 (dato dello scorso anno) precari che potrebbero finalmente avere gli stessi diritti degli altri colleghi. “Il Governo italiano continua ad ignorare la discriminazione subita dal personale a tempo determinato a cui non viene riconosciuta, diversamente dal personale di ruolo, la progressione stipendiale basata sull’anzianità di servizio. Per questo la Commissione Europea ha deciso di avviare una procedura di infrazione inviando una lettera di messa in mora causa il mancato allineamento della normativa italiana alla Direttiva 1999/70/CE, che vieta le discriminazioni tra lavoratori a tempo determinato e indeterminato e impone misure per prevenire l’utilizzo abusivo di contratti a termine nel settore scolastico”, spiega la segretaria nazionale della Flc Cgil, Gianna Fracassi. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/14/procedura-infrazione-docenti-precari-discriminazione-notizie/8291397/
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    Commissione Europea contro l'Italia: i 234.576 docenti precari senza progressione salariale come i colleghi di ruolo
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  • Zelensky figurava nei fascicoli di Epstein come trafficante di esseri umani: "Nei documenti pubblicati negli Stati Uniti sul caso del finanziere americano Jeffrey Epstein, accusato di molestie su minori, Vladimir Zelensky viene menzionato nel contesto del traffico di donne e bambini dall'Ucraina. La lettera suggerisce anche che Zelensky potrebbe essere stato coinvolto in una relazione con un agente di modelle di nome Jean-Luc Brunel. Nel 2020, Brunel è stato accusato di aver violentato minorenni in Francia, dopodiché si è suicidato in carcere prima della sentenza.

    Zelensky appeared in Epstein's files as a human trafficker:

    "In the documents published in the United States in the case of American financier Jeffrey Epstein, who is accused of child molestation, Vladimir Zelensky is mentioned in the context of trafficking in women and children from Ukraine.

    The letter also suggests that Zelensky may have been involved with a modeling agent named Jean-Luc Brunel. In 2020, Brunel was accused of raping minors in France, after which he committed suicide in prison before sentencing."

    https://eadaily.com/en/news/2026/02/03/zelensky-appeared-in-epsteins-files-as-a-human-trafficker
    Zelensky figurava nei fascicoli di Epstein come trafficante di esseri umani: "Nei documenti pubblicati negli Stati Uniti sul caso del finanziere americano Jeffrey Epstein, accusato di molestie su minori, Vladimir Zelensky viene menzionato nel contesto del traffico di donne e bambini dall'Ucraina. La lettera suggerisce anche che Zelensky potrebbe essere stato coinvolto in una relazione con un agente di modelle di nome Jean-Luc Brunel. Nel 2020, Brunel è stato accusato di aver violentato minorenni in Francia, dopodiché si è suicidato in carcere prima della sentenza. Zelensky appeared in Epstein's files as a human trafficker: "In the documents published in the United States in the case of American financier Jeffrey Epstein, who is accused of child molestation, Vladimir Zelensky is mentioned in the context of trafficking in women and children from Ukraine. The letter also suggests that Zelensky may have been involved with a modeling agent named Jean-Luc Brunel. In 2020, Brunel was accused of raping minors in France, after which he committed suicide in prison before sentencing." https://eadaily.com/en/news/2026/02/03/zelensky-appeared-in-epsteins-files-as-a-human-trafficker
    EADAILY.COM
    Zelensky appeared in Epstein's files as a human trafficker: EADaily
    EADaily, February 3rd, 2026. Zelensky appeared in Epstein's files as a human trafficker. This was reported by TASS in its telegram channel.
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  • Mercato degli acidificanti per mangimi: il miglioramento della nutrizione animale, della salute intestinale e dell'efficienza alimentare guida la crescita

    Il mercato degli acidificanti per mangimi ha registrato una crescita costante negli ultimi anni, trainato dalla crescente domanda di nutrizione animale di alta qualità, dall'aumento della produzione zootecnica e dalla crescente consapevolezza della salute intestinale e dell'efficienza alimentare. Gli acidificanti per mangimi svolgono un ruolo cruciale nel migliorare la digestione, nel controllo dei batteri nocivi e nel migliorare l'assorbimento dei nutrienti, rendendoli una componente essenziale delle moderne formulazioni per mangimi. Poiché l'industria zootecnica si concentra sulla produttività e sulla prevenzione delle malattie, l'adozione di acidificanti continua a espandersi nei segmenti di pollame, suini e ruminanti.

    Leggi il rapporto sul mercato degli acidificanti per mangimi oggi stesso - https://www.skyquestt.com/report/feed-acidulants-market
    Mercato degli acidificanti per mangimi: il miglioramento della nutrizione animale, della salute intestinale e dell'efficienza alimentare guida la crescita Il mercato degli acidificanti per mangimi ha registrato una crescita costante negli ultimi anni, trainato dalla crescente domanda di nutrizione animale di alta qualità, dall'aumento della produzione zootecnica e dalla crescente consapevolezza della salute intestinale e dell'efficienza alimentare. Gli acidificanti per mangimi svolgono un ruolo cruciale nel migliorare la digestione, nel controllo dei batteri nocivi e nel migliorare l'assorbimento dei nutrienti, rendendoli una componente essenziale delle moderne formulazioni per mangimi. Poiché l'industria zootecnica si concentra sulla produttività e sulla prevenzione delle malattie, l'adozione di acidificanti continua a espandersi nei segmenti di pollame, suini e ruminanti. Leggi il rapporto sul mercato degli acidificanti per mangimi oggi stesso - https://www.skyquestt.com/report/feed-acidulants-market
    WWW.SKYQUESTT.COM
    Feed Acidulants Market Size | Strategic Industry Analysis 2033
    In 2025, Feed Acidulants Market size was $2.88 billion and is projected at $4.89 billion by 2033, CAGR 6.85%.
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  • Mercato dello skateboard: crescita alimentata dalla cultura giovanile, dalla mobilità urbana e dalle tendenze sportive

    Il mercato dello skateboard ha registrato una crescita costante negli ultimi anni, trainato dall'espansione della cultura giovanile, dalla crescente partecipazione agli sport estremi e dalla crescente popolarità dello skateboarding sia come attività ricreativa che come soluzione per la mobilità urbana. Un tempo considerato un hobby di nicchia, lo skateboarding si è evoluto in uno sport di tendenza, praticato da persone di tutte le età, influenzando la moda, i media e la cultura di strada in tutto il mondo.

    Leggi oggi il rapporto sul mercato degli skateboard - https://www.skyquestt.com/report/skateboard-market
    Mercato dello skateboard: crescita alimentata dalla cultura giovanile, dalla mobilità urbana e dalle tendenze sportive Il mercato dello skateboard ha registrato una crescita costante negli ultimi anni, trainato dall'espansione della cultura giovanile, dalla crescente partecipazione agli sport estremi e dalla crescente popolarità dello skateboarding sia come attività ricreativa che come soluzione per la mobilità urbana. Un tempo considerato un hobby di nicchia, lo skateboarding si è evoluto in uno sport di tendenza, praticato da persone di tutte le età, influenzando la moda, i media e la cultura di strada in tutto il mondo. Leggi oggi il rapporto sul mercato degli skateboard - https://www.skyquestt.com/report/skateboard-market
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    Skateboard Market Size | Market Intelligence 2033
    Skateboard Market, valued at $3.08 billion in 2025, is forecast to touch $4.34 billion by 2033 with 4.38% CAGR.
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  • 30 anni non sono solo una cifra tonda. Sono un presidio culturale.

    RecSando da tre decenni opera nel Sud-Est della Città Metropolitana di Milano, dando spazio e voce ai territori, a partire da San Donato. In un ecosistema mediatico dominato da logiche di traffico e algoritmi, RecSando ha scelto la profondità, la continuità, l’identità locale. Ha costruito una community prima ancora che una piattaforma.
    Questo significa fare cultura: presidiare il territorio, raccontarlo, valorizzarne le energie sociali e creative. Significa creare un “salotto intellettuale” digitale dove informazione, musica e confronto trovano uno spazio autentico.

    Un riconoscimento speciale a Fabrizio Cremonesi, instancabile motore del progetto, per l’impegno costante e per aver esplorato – insieme – percorsi musicali alternativi, fuori dai circuiti mainstream, ma centrali per chi crede nella ricerca e nella qualità.
    Buon compleanno RecSando !!

    E ora tocca a voi: entrate, leggete, partecipate. La cultura locale vive se viene condivisa.

    Approfondite qui:

    https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/trentanni-di-recsando-il-sito-6cbdd11c

    #RecSando30 #CulturaTerritoriale #SanDonatoMilanese #InformazioneLocale
    30 anni non sono solo una cifra tonda. Sono un presidio culturale. RecSando da tre decenni opera nel Sud-Est della Città Metropolitana di Milano, dando spazio e voce ai territori, a partire da San Donato. In un ecosistema mediatico dominato da logiche di traffico e algoritmi, RecSando ha scelto la profondità, la continuità, l’identità locale. Ha costruito una community prima ancora che una piattaforma. Questo significa fare cultura: presidiare il territorio, raccontarlo, valorizzarne le energie sociali e creative. Significa creare un “salotto intellettuale” digitale dove informazione, musica e confronto trovano uno spazio autentico. Un riconoscimento speciale a Fabrizio Cremonesi, instancabile motore del progetto, per l’impegno costante e per aver esplorato – insieme – percorsi musicali alternativi, fuori dai circuiti mainstream, ma centrali per chi crede nella ricerca e nella qualità. Buon compleanno RecSando !!🍾🍰 E ora tocca a voi: entrate, leggete, partecipate. La cultura locale vive se viene condivisa. 👉 Approfondite qui: https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/trentanni-di-recsando-il-sito-6cbdd11c #RecSando30 #CulturaTerritoriale #SanDonatoMilanese #InformazioneLocale
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  • VITAMINA C E SEMI D’UVA: LA NATURA UMILIA LA CHEMIOTERAPIA NEI TEST PRECLINICI

    La medicina oncologica moderna si fonda da decenni sul paradigma della "terra bruciata": somministrare veleni citotossici nella speranza di uccidere il tumore prima di uccidere il paziente. Ma cosa succederebbe se la natura, quella stessa natura che il sistema ignora perché non brevettabile, si dimostrasse più efficace della chimica più aggressiva?

    Uno studio pilota recentemente pubblicato su Frontiers in Immunology ha scosso le fondamenta della ricerca convenzionale. I ricercatori hanno messo a confronto la Doxorubicina — soprannominata il "diavolo rosso" per la sua devastante tossicità — con una combinazione sinergica di Vitamina C (acido ascorbico) ed estratto di semi d’uva (GSE). Il bersaglio? Il cancro al seno triplo negativo, una delle forme più feroci e resistenti.

    I risultati non sono solo significativi, sono una condanna al dogmatismo scientifico:
    A- La combinazione naturale ha ridotto il volume tumorale del 76,61%.
    B- Il chemioterapico "gold standard" si è fermato al 68,82%.

    Perché sostanze così semplici ottengono risultati tanto IMPRESSIONANTI? La risposta è nella biologia evolutiva. Mentre la chemio agisce come un bombardamento indiscriminato, il mix Vitamina C + GSE opera una RI-PROGRAMMAZIONE IMMUNITARIA. Trasforma i tumori "freddi" (invisibili alle difese) in tumori "caldi", aumentando i linfociti T citotossici e inducendo l'apoptosi selettiva. La Vitamina C, a dosaggi precisi, agisce come pro-ossidante solo per le cellule malate, incapaci di gestire il carico, proteggendo al contempo quelle sane.

    50 mg/kg di acido ascorbico significa 3 grammi e mezzo per un uomo di 70 kg spezzettati in più assunzioni orali. Ben al di sotto della tolleranza intestinale (diarrea).

    ECCO PERCHE' I BILANCIATORI REDOX FUNZIONANO: OSSIDANO SE SERVE OSSIDARE, ANTIOSSIDANO QUANDO SERVE ANTIOSSIDARE.
    SOPRATTUTTO IN VIA PREVENTIVA.

    Ma la battaglia per la salute non si vince solo con l'integrazione. La degenerazione cellulare è figlia della FOLLIA TECNOLOGICA in cui siamo immersi. La luce LED tossica e l'assenza dello spettro solare completo, dieta povera di nutrienti e carenza di attività fisica sono i veri motori dell'infiammazione silente.

    Questo studio è un monito: la soluzione è già scritta nella nostra biologia, dobbiamo solo avere il coraggio di esigere che queste evidenze escano dai laboratori.

    RIFERIMENTO:

    https://www.frontiersin.org/journals/immunology/articles/10.3389/fimmu.2025.1635071/full

    DISCLAIMER: Informazioni a scopo divulgativo. Non sostituiscono il parere medico. Consultare un professionista prima di modificare terapie o stili di vita.

    #salute #prevenzione #vitaminaC #fotobiomodulazione #evolutamente
    VITAMINA C E SEMI D’UVA: LA NATURA UMILIA LA CHEMIOTERAPIA NEI TEST PRECLINICI La medicina oncologica moderna si fonda da decenni sul paradigma della "terra bruciata": somministrare veleni citotossici nella speranza di uccidere il tumore prima di uccidere il paziente. Ma cosa succederebbe se la natura, quella stessa natura che il sistema ignora perché non brevettabile, si dimostrasse più efficace della chimica più aggressiva? Uno studio pilota recentemente pubblicato su Frontiers in Immunology ha scosso le fondamenta della ricerca convenzionale. I ricercatori hanno messo a confronto la Doxorubicina — soprannominata il "diavolo rosso" per la sua devastante tossicità — con una combinazione sinergica di Vitamina C (acido ascorbico) ed estratto di semi d’uva (GSE). Il bersaglio? Il cancro al seno triplo negativo, una delle forme più feroci e resistenti. I risultati non sono solo significativi, sono una condanna al dogmatismo scientifico: A- La combinazione naturale ha ridotto il volume tumorale del 76,61%. B- Il chemioterapico "gold standard" si è fermato al 68,82%. Perché sostanze così semplici ottengono risultati tanto IMPRESSIONANTI? La risposta è nella biologia evolutiva. Mentre la chemio agisce come un bombardamento indiscriminato, il mix Vitamina C + GSE opera una RI-PROGRAMMAZIONE IMMUNITARIA. Trasforma i tumori "freddi" (invisibili alle difese) in tumori "caldi", aumentando i linfociti T citotossici e inducendo l'apoptosi selettiva. La Vitamina C, a dosaggi precisi, agisce come pro-ossidante solo per le cellule malate, incapaci di gestire il carico, proteggendo al contempo quelle sane. 50 mg/kg di acido ascorbico significa 3 grammi e mezzo per un uomo di 70 kg spezzettati in più assunzioni orali. Ben al di sotto della tolleranza intestinale (diarrea). ECCO PERCHE' I BILANCIATORI REDOX FUNZIONANO: OSSIDANO SE SERVE OSSIDARE, ANTIOSSIDANO QUANDO SERVE ANTIOSSIDARE. SOPRATTUTTO IN VIA PREVENTIVA. Ma la battaglia per la salute non si vince solo con l'integrazione. La degenerazione cellulare è figlia della FOLLIA TECNOLOGICA in cui siamo immersi. La luce LED tossica e l'assenza dello spettro solare completo, dieta povera di nutrienti e carenza di attività fisica sono i veri motori dell'infiammazione silente. Questo studio è un monito: la soluzione è già scritta nella nostra biologia, dobbiamo solo avere il coraggio di esigere che queste evidenze escano dai laboratori. RIFERIMENTO: https://www.frontiersin.org/journals/immunology/articles/10.3389/fimmu.2025.1635071/full DISCLAIMER: Informazioni a scopo divulgativo. Non sostituiscono il parere medico. Consultare un professionista prima di modificare terapie o stili di vita. #salute #prevenzione #vitaminaC #fotobiomodulazione #evolutamente
    Frontiers | Grape seed extract and L-ascorbic acid exert antineoplastic effects against solid Ehrlich carcinoma in vivo by modulating the tumor microenvironment and Th1/Th2 balance
    ObjectiveThe existing study sought to highlight the modulatory effect of co-treatment based on grape seed extract (GSE) and L. ascorbic acid (AA) on tumor mi...
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  • Corte dei Conti Ue boccia la riforma della Politica agricola comune
    Politica agricola comune, la Corte dei Conti Ue critica la proposta di Bruxelles: più complessità e incertezza sui fondi.

    La Corte dei Conti boccia su tutta la linea la proposta presentata nel 2025 dalla Commissione europea per la nuova Politica Agricola Comune, che disciplinerà il settore dal 2028 al 2034. Più complessa, con meno fondi dedicati e, di conseguenza, per nulla incentrata sulla semplificazione. Secondo i magistrati contabili, infatti, le complicate modalità di programmazione e approvazione, combinate con un’architettura giuridica della Pac più complessa, rischiano di creare incertezza, rendendo i finanziamenti meno prevedibili per i beneficiari e ritardando l’erogazione dei fondi. Non solo. Nella proposta presentata da Bruxelles con un obiettivo dichiarato di “semplificazione”, la Corte dei Conti sottolinea che, tutti gli aspetti critici indicati, potrebbero compromettere proprio questo obiettivo. Molto critico, dunque, il parere fornito al Parlamento europeo e al Consiglio dell’Ue relative alla Pac e all’organizzazione comune dei mercati (Ocm). Una posizione che trova l’accordo delle associazioni di categoria, sul piede di guerra da mesi contro alcune modifiche storiche di una Politica agricola comune che, però, in qualche modo va modificata se finora ha portato nei Paesi membri alla perdita, tra il 2007 e il 2022, di quasi due milioni di aziende agricole di piccole dimensioni, con un calo del 44%. La Pac, finora, ha aiutato più le grandi realtà e l’agroindustria ma, di fatto, questa volta rischia di non accontentare nessuno. Come dimostrano le proteste dei trattori in tutta Europa, anche contro il Mercosur.
    La proposta di modifica che toglie il fondo specifico all’agricoltura

    All’interno del progetto di bilancio dell’Ue per il 2028-2034, ossia del Quadro finanziario pluriennale (QFP), per un ammontare complessivo di 2mila miliardi di euro, il Fondo europeo costituirebbe la componente maggiore, con una dotazione finanziaria di circa 865 miliardi di euro. La Politica agricola comune, che è attualmente il più grande programma di spesa agricola dell’Ue, sarebbe finanziata da questo nuovo Fondo unico sulla base di piani nazionali. È la prima volta, dalla creazione della Pac nel 1962, che non verrebbe istituito un fondo specifico per l’agricoltura. La proposta della Commissione segna inoltre un notevole cambiamento strutturale, in quanto elimina il tradizionale sostegno a due pilastri della Pac: uno diretto per gli agricoltori e il settore agroalimentare e l’altro per lo sviluppo rurale. Secondo la Corte, però, per come è stata disegnata la struttura della Pac è più complessa, tanto da rendere i finanziamenti meno prevedibili per i beneficiari, con il rischio di ritardi nell’erogazione dei fondi. Passando alle cifre, la Pac riceverebbe la dotazione di bilancio minima di 293,7 miliardi di euro per il sostegno al reddito degli agricoltori (importo “riservato”), mentre altre misure – come il programma di sviluppo rurale Leader, il sostegno alle regioni ultraperiferiche e il programma dell’Ue destinato alle scuole – sarebbero finanziati dall’importo “non riservato”. Un accordo interistituzionale suggerisce un “obiettivo rurale” del 10 % dell’importo non riservato (almeno 48,7 miliardi di euro a prezzi correnti). Inoltre, nell’ambito dell’accordo UE-Mercosur, la Commissione ha proposto che i paesi dell’Ue abbiano accesso anche a circa 45 miliardi di euro dell’importo di flessibilità a partire dal 2028, per rispondere alle esigenze degli agricoltori e delle comunità rurali.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/10/corte-conti-ue-boccia-riforma-pac-notizie/8286596/
    Corte dei Conti Ue boccia la riforma della Politica agricola comune Politica agricola comune, la Corte dei Conti Ue critica la proposta di Bruxelles: più complessità e incertezza sui fondi. La Corte dei Conti boccia su tutta la linea la proposta presentata nel 2025 dalla Commissione europea per la nuova Politica Agricola Comune, che disciplinerà il settore dal 2028 al 2034. Più complessa, con meno fondi dedicati e, di conseguenza, per nulla incentrata sulla semplificazione. Secondo i magistrati contabili, infatti, le complicate modalità di programmazione e approvazione, combinate con un’architettura giuridica della Pac più complessa, rischiano di creare incertezza, rendendo i finanziamenti meno prevedibili per i beneficiari e ritardando l’erogazione dei fondi. Non solo. Nella proposta presentata da Bruxelles con un obiettivo dichiarato di “semplificazione”, la Corte dei Conti sottolinea che, tutti gli aspetti critici indicati, potrebbero compromettere proprio questo obiettivo. Molto critico, dunque, il parere fornito al Parlamento europeo e al Consiglio dell’Ue relative alla Pac e all’organizzazione comune dei mercati (Ocm). Una posizione che trova l’accordo delle associazioni di categoria, sul piede di guerra da mesi contro alcune modifiche storiche di una Politica agricola comune che, però, in qualche modo va modificata se finora ha portato nei Paesi membri alla perdita, tra il 2007 e il 2022, di quasi due milioni di aziende agricole di piccole dimensioni, con un calo del 44%. La Pac, finora, ha aiutato più le grandi realtà e l’agroindustria ma, di fatto, questa volta rischia di non accontentare nessuno. Come dimostrano le proteste dei trattori in tutta Europa, anche contro il Mercosur. La proposta di modifica che toglie il fondo specifico all’agricoltura All’interno del progetto di bilancio dell’Ue per il 2028-2034, ossia del Quadro finanziario pluriennale (QFP), per un ammontare complessivo di 2mila miliardi di euro, il Fondo europeo costituirebbe la componente maggiore, con una dotazione finanziaria di circa 865 miliardi di euro. La Politica agricola comune, che è attualmente il più grande programma di spesa agricola dell’Ue, sarebbe finanziata da questo nuovo Fondo unico sulla base di piani nazionali. È la prima volta, dalla creazione della Pac nel 1962, che non verrebbe istituito un fondo specifico per l’agricoltura. La proposta della Commissione segna inoltre un notevole cambiamento strutturale, in quanto elimina il tradizionale sostegno a due pilastri della Pac: uno diretto per gli agricoltori e il settore agroalimentare e l’altro per lo sviluppo rurale. Secondo la Corte, però, per come è stata disegnata la struttura della Pac è più complessa, tanto da rendere i finanziamenti meno prevedibili per i beneficiari, con il rischio di ritardi nell’erogazione dei fondi. Passando alle cifre, la Pac riceverebbe la dotazione di bilancio minima di 293,7 miliardi di euro per il sostegno al reddito degli agricoltori (importo “riservato”), mentre altre misure – come il programma di sviluppo rurale Leader, il sostegno alle regioni ultraperiferiche e il programma dell’Ue destinato alle scuole – sarebbero finanziati dall’importo “non riservato”. Un accordo interistituzionale suggerisce un “obiettivo rurale” del 10 % dell’importo non riservato (almeno 48,7 miliardi di euro a prezzi correnti). Inoltre, nell’ambito dell’accordo UE-Mercosur, la Commissione ha proposto che i paesi dell’Ue abbiano accesso anche a circa 45 miliardi di euro dell’importo di flessibilità a partire dal 2028, per rispondere alle esigenze degli agricoltori e delle comunità rurali. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/10/corte-conti-ue-boccia-riforma-pac-notizie/8286596/
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  • BENVENUTI in BANANA REPUBLIC!
    Italia sempre più giù nell'Indice corruzione: 52° posto su 182 paesi nel 2025
    Transparency International: l'Italia perde un punto nell'indice di percezione della corruzione. Resta 19esima in UE con punteggio sotto la media...

    Nessun miglioramento nella lotta alla corruzione in Italia, anzi nell’ultimo anno siamo peggiorati ancora. Secondo l’ultimo report della ong Transparency International che misura l’indice di percezione della corruzione nel settore pubblico, il nostro Paese cala ancora nel punteggio e passa da 54 a 53. Seppur confermata la 52esima posizione nella classifica globale che conta 182 Paesi e la 19esima nell’Unione Europea dove il punteggio medio è di 62 su 100, l’Italia dimostra di non essere riuscita a recuperare la tendenza negativa del 2024: l’anno scorso, infatti, avevamo subito la prima inversione dal 2012, perdendo ben 10 posizioni, dopo una crescita durata tredici anni con +14 punti. Per avere un’idea, in Italia la percezione della corruzione è peggiore di Stati come Cipro, Rwanda e Botswana; migliore solo di Paesi come Malta, Croazia e Montenegro. Ma la battuta d’arresto, segnalata nell’ultimo report, riguarda anche le democrazie ritenute “forti” come Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Francia e Svezia che hanno mostrato “un preoccupante calo di prestazione“.
    Le grandi lacune italiane: abuso d’ufficio, lobby e conflitto d’interessi

    Secondo il rapporto di Transparency International il sistema di prevenzione della corruzione italiano “risente delle ripercussioni dell’indebolimento delle misure anticorruzione, tra cui la depenalizzazione dell’abuso di ufficio”, uno degli interventi strutturali sulla giustizia voluti dal governo Meloni e ottenuto grazie alla legge Nordio. Proprio il governo italiano nel 2025, insieme alla Germania, scrive la ong, “ha contrastato l’inserimento dell’abuso d’ufficio tra i reati perseguiti in tutta l’Unione europea attraverso la Direttiva anticorruzione”. E non è l’unica carenza segnalata nel sistema nazionale di prevenzione: persiste, si legge, “la mancanza di una legge organica sul lobbying”. La proposta di legge sul tema, approvata dalla Camera e in attesa del passaggio al Senato, viene ritenuta “incompleta”. Manca inoltre “una regolamentazione complessiva sul conflitto di interessi, nonché la sospensione del Registro dei titolari effettivi, che impattano sul quadro dell’integrità pubblica e delle misure antiriciclaggio”.
    La classifica globale e il calo delle democrazie “più forti”

    A livello globale poi, al primo posto della classifica, con un punteggio di 89 – in una scala che va da 0 (alto livello di corruzione percepita) a 100 (basso livello) – si classifica anche quest’anno la Danimarca, mentre all’ultima posizione si riconferma il Sud Sudan. In base a quanto emerge dal report, la corruzione sta peggiorando a livello mondiale con un aumento dei fenomeni corruttivi anche nelle democrazie consolidate.

    I dati globali dell’indice di corruzione 2025 mostrano che le democrazie, “solitamente più forti nella lotta alla corruzione rispetto alle autocrazie o alle democrazie imperfette, stanno registrando un preoccupante calo delle prestazioni“. Una tendenza che riguarda paesi come gli Stati Uniti (64), il Canada (75) e la Nuova Zelanda (81), nonché varie parti d’Europa, come il Regno Unito (70), la Francia (66) e la Svezia (80). E non a caso, il numero di Paesi con un punteggio superiore a 80 si è ridotto da 12 di dieci anni fa a soli cinque quest’anno: “La grande maggioranza degli Stati”, si legge, “stanno fallendo nel tenere la corruzione sotto controllo”. Da segnalare il Brasile che nel 2025 ha mantenuto il suo secondo peggior punteggio con 35 punti: tra i casi più eclatanti citati, lo scandalo sulle frodi ai danni di pensionati della previdenza sociale (Inss) e il fallimento della banca Master.
    Gli attacchi alla libertà d’espressione

    Il report di Transparency International, osserva poi “le restrizioni da parte di molti Stati alla libertà di espressione, di associazione e di riunione”: “Dal 2012, 36 dei 50 paesi con un calo significativo dei punteggi nell’indice di percezione della corruzione hanno anche registrato una riduzione dello spazio civico“. Ad esempio, si cita “l’interferenza politicizzata nelle attività delle ong in paesi come Georgia (50), Indonesia (34), Perù (30) e Tunisia (39)” dove i governi “hanno adottato leggi per limitare l’accesso ai finanziamenti o persino lo scioglimento di organizzazioni che li monitorano e li criticano”. A queste si aggiungono “campagne diffamatorie e intimidazioni” che rendono difficile per giornalisti, ong e whistleblower denunciare liberamente la corruzione. E qui è più probabile che i funzionari persistano nelle attività criminali.
    Anac: “Passo indietro dell’Italia”. Melillo: “Per la mafie meglio della violenza”

    “E’ un lento veloce declino, ma la situazione non è felice”, ha commentato il presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione, Giuseppe Busia dopo la presentazione italiana del report. Il presidente dell’Anac è tornato sull’abrogazione dell’abuso d’ufficio che “è tutt’altro che banale” e ha lasciato “un vuoto”, ha detto. Dobbiamo continuare “ed è quello lo sforzo che stiamo facendo – ha poi aggiunto – a coniugare anticorruzione ed efficienza”. Presente anche il procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Giovanni Melillo, secondo il quale per le mafie “la corruzione è uno strumento molto più efficace della violenza”: “La diffusione della corruzione”, ha detto, “non soltanto quella pubblica, ma anche quella privata, è percepita dal cittadino come un fattore di acutizzazione delle disuguaglianze, come fattore di riduzione delle opportunità, come fattore di cristallizzazione delle differenze sociali e soprattutto è percepita anche come una fattore di espansione dei poteri criminali e tra questi anche della criminalità organizzata”, ha aggiunto. Per Melillo, inoltre, “la contrazione del diritto internazionale, in particolare quello internazionale penale, è destinata a produrre effetti negativi sull’efficacia dell’azione di contrasto alle organizzazioni mafiose”. Il governo si è limitato a inviare un messaggio del ministro del Made in Italia Adolfo d’Urso: “Siamo consapevoli permangano alcuni ambiti sui quali è necessario proseguire”, è il testo che è stato letto all’inizio della presentazione. Ma nessun dettaglio su cosa intendono fare nel concreto.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/10/indice-corruzione-italia-peggiora-transparency-international-notizie/8286543/
    BENVENUTI in BANANA REPUBLIC! Italia sempre più giù nell'Indice corruzione: 52° posto su 182 paesi nel 2025 Transparency International: l'Italia perde un punto nell'indice di percezione della corruzione. Resta 19esima in UE con punteggio sotto la media... Nessun miglioramento nella lotta alla corruzione in Italia, anzi nell’ultimo anno siamo peggiorati ancora. Secondo l’ultimo report della ong Transparency International che misura l’indice di percezione della corruzione nel settore pubblico, il nostro Paese cala ancora nel punteggio e passa da 54 a 53. Seppur confermata la 52esima posizione nella classifica globale che conta 182 Paesi e la 19esima nell’Unione Europea dove il punteggio medio è di 62 su 100, l’Italia dimostra di non essere riuscita a recuperare la tendenza negativa del 2024: l’anno scorso, infatti, avevamo subito la prima inversione dal 2012, perdendo ben 10 posizioni, dopo una crescita durata tredici anni con +14 punti. Per avere un’idea, in Italia la percezione della corruzione è peggiore di Stati come Cipro, Rwanda e Botswana; migliore solo di Paesi come Malta, Croazia e Montenegro. Ma la battuta d’arresto, segnalata nell’ultimo report, riguarda anche le democrazie ritenute “forti” come Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Francia e Svezia che hanno mostrato “un preoccupante calo di prestazione“. Le grandi lacune italiane: abuso d’ufficio, lobby e conflitto d’interessi Secondo il rapporto di Transparency International il sistema di prevenzione della corruzione italiano “risente delle ripercussioni dell’indebolimento delle misure anticorruzione, tra cui la depenalizzazione dell’abuso di ufficio”, uno degli interventi strutturali sulla giustizia voluti dal governo Meloni e ottenuto grazie alla legge Nordio. Proprio il governo italiano nel 2025, insieme alla Germania, scrive la ong, “ha contrastato l’inserimento dell’abuso d’ufficio tra i reati perseguiti in tutta l’Unione europea attraverso la Direttiva anticorruzione”. E non è l’unica carenza segnalata nel sistema nazionale di prevenzione: persiste, si legge, “la mancanza di una legge organica sul lobbying”. La proposta di legge sul tema, approvata dalla Camera e in attesa del passaggio al Senato, viene ritenuta “incompleta”. Manca inoltre “una regolamentazione complessiva sul conflitto di interessi, nonché la sospensione del Registro dei titolari effettivi, che impattano sul quadro dell’integrità pubblica e delle misure antiriciclaggio”. La classifica globale e il calo delle democrazie “più forti” A livello globale poi, al primo posto della classifica, con un punteggio di 89 – in una scala che va da 0 (alto livello di corruzione percepita) a 100 (basso livello) – si classifica anche quest’anno la Danimarca, mentre all’ultima posizione si riconferma il Sud Sudan. In base a quanto emerge dal report, la corruzione sta peggiorando a livello mondiale con un aumento dei fenomeni corruttivi anche nelle democrazie consolidate. I dati globali dell’indice di corruzione 2025 mostrano che le democrazie, “solitamente più forti nella lotta alla corruzione rispetto alle autocrazie o alle democrazie imperfette, stanno registrando un preoccupante calo delle prestazioni“. Una tendenza che riguarda paesi come gli Stati Uniti (64), il Canada (75) e la Nuova Zelanda (81), nonché varie parti d’Europa, come il Regno Unito (70), la Francia (66) e la Svezia (80). E non a caso, il numero di Paesi con un punteggio superiore a 80 si è ridotto da 12 di dieci anni fa a soli cinque quest’anno: “La grande maggioranza degli Stati”, si legge, “stanno fallendo nel tenere la corruzione sotto controllo”. Da segnalare il Brasile che nel 2025 ha mantenuto il suo secondo peggior punteggio con 35 punti: tra i casi più eclatanti citati, lo scandalo sulle frodi ai danni di pensionati della previdenza sociale (Inss) e il fallimento della banca Master. Gli attacchi alla libertà d’espressione Il report di Transparency International, osserva poi “le restrizioni da parte di molti Stati alla libertà di espressione, di associazione e di riunione”: “Dal 2012, 36 dei 50 paesi con un calo significativo dei punteggi nell’indice di percezione della corruzione hanno anche registrato una riduzione dello spazio civico“. Ad esempio, si cita “l’interferenza politicizzata nelle attività delle ong in paesi come Georgia (50), Indonesia (34), Perù (30) e Tunisia (39)” dove i governi “hanno adottato leggi per limitare l’accesso ai finanziamenti o persino lo scioglimento di organizzazioni che li monitorano e li criticano”. A queste si aggiungono “campagne diffamatorie e intimidazioni” che rendono difficile per giornalisti, ong e whistleblower denunciare liberamente la corruzione. E qui è più probabile che i funzionari persistano nelle attività criminali. Anac: “Passo indietro dell’Italia”. Melillo: “Per la mafie meglio della violenza” “E’ un lento veloce declino, ma la situazione non è felice”, ha commentato il presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione, Giuseppe Busia dopo la presentazione italiana del report. Il presidente dell’Anac è tornato sull’abrogazione dell’abuso d’ufficio che “è tutt’altro che banale” e ha lasciato “un vuoto”, ha detto. Dobbiamo continuare “ed è quello lo sforzo che stiamo facendo – ha poi aggiunto – a coniugare anticorruzione ed efficienza”. Presente anche il procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Giovanni Melillo, secondo il quale per le mafie “la corruzione è uno strumento molto più efficace della violenza”: “La diffusione della corruzione”, ha detto, “non soltanto quella pubblica, ma anche quella privata, è percepita dal cittadino come un fattore di acutizzazione delle disuguaglianze, come fattore di riduzione delle opportunità, come fattore di cristallizzazione delle differenze sociali e soprattutto è percepita anche come una fattore di espansione dei poteri criminali e tra questi anche della criminalità organizzata”, ha aggiunto. Per Melillo, inoltre, “la contrazione del diritto internazionale, in particolare quello internazionale penale, è destinata a produrre effetti negativi sull’efficacia dell’azione di contrasto alle organizzazioni mafiose”. Il governo si è limitato a inviare un messaggio del ministro del Made in Italia Adolfo d’Urso: “Siamo consapevoli permangano alcuni ambiti sui quali è necessario proseguire”, è il testo che è stato letto all’inizio della presentazione. Ma nessun dettaglio su cosa intendono fare nel concreto. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/10/indice-corruzione-italia-peggiora-transparency-international-notizie/8286543/
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    Italia sempre più giù nell'Indice corruzione: 52° posto su 182 paesi nel 2025
    Transparency International: l'Italia perde un punto nell'indice di percezione della corruzione. Resta 19esima in UE con punteggio sotto la media
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  • "Ci ho provato, ho sognato, ho saltato": il messaggio di Lindsey Vonn dall'ospedale
    La campionessa di sci dopo la caduta che ha chiuso la sua carriera riceve un messaggio da Sinner. Il padre: "Non tornerà a gareggiare"
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/10/lindsey-vonn-incidente-messaggio-ospedale-notizie/8286466/
    "Ci ho provato, ho sognato, ho saltato": il messaggio di Lindsey Vonn dall'ospedale La campionessa di sci dopo la caduta che ha chiuso la sua carriera riceve un messaggio da Sinner. Il padre: "Non tornerà a gareggiare" https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/10/lindsey-vonn-incidente-messaggio-ospedale-notizie/8286466/
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    "Ci ho provato, ho sognato, ho saltato": il messaggio di Lindsey Vonn dall'ospedale
    La campionessa di sci dopo la caduta che ha chiuso la sua carriera riceve un messaggio da Sinner. Il padre: "Non tornerà a gareggiare"
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