• L'Ucraina celebra i collaborazionisti ucraini di Hitler nelle SS-Galizia di Himmler. Il presidente polacco Nawrocki revoca le onoreficenze polacche conferite a Zelensky perché celebra come "Eroi dell'Ucraina" i collaborazionisti ucraini di Hitler come Andriy Melnyk capo dell'OUN.

    https://x.com/ChanceGardi/status/2069552796152529338?s=20
    L'Ucraina celebra i collaborazionisti ucraini di Hitler nelle SS-Galizia di Himmler. Il presidente polacco Nawrocki revoca le onoreficenze polacche conferite a Zelensky perché celebra come "Eroi dell'Ucraina" i collaborazionisti ucraini di Hitler come Andriy Melnyk capo dell'OUN. https://x.com/ChanceGardi/status/2069552796152529338?s=20
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  • QUANDO IL NEMICO È IN GINOCCHIO… MA BISOGNA TEMERLO FINO NELLO SPAZIO
    Putin ha parlato per dodici minuti ai vertici militari russi.
    Dodici minuti.
    Abbastanza per annunciare nuovi sistemi d’arma, rafforzamento della deterrenza nucleare, missili ipersonici, satelliti militari e capacità spaziali sempre più avanzate.
    Fin qui la notizia.
    La parte divertente arriva dopo.
    Perché da anni ci spiegano che la Russia è isolata, allo stremo, senza microchip, senza economia, senza industrie, senza futuro. Una potenza in declino che avrebbe dovuto crollare sotto il peso delle sanzioni molto prima di Natale. Non si è mai capito di quale Natale.
    Eppure, ogni settimana scopriamo che questa nazione ormai agonizzante produce nuovi missili, nuovi satelliti, nuove basi, nuove fabbriche e nuove minacce che dovrebbero terrorizzare l’intero Occidente.
    Una specie di miracolo geopolitico.
    È il primo malato terminale della storia che continua a mettere paura ai medici.
    Nel frattempo la NATO, che sulla carta dovrebbe essere la più grande alleanza militare mai esistita, sembra vivere una crisi esistenziale permanente.
    Se la Russia è davvero così debole, perché servono riarmi da centinaia di miliardi?
    Se è davvero così arretrata, perché ogni nuovo missile russo viene presentato come impossibile da intercettare?
    Se è davvero sull’orlo del collasso, perché ogni conferenza occidentale assomiglia sempre più a una riunione di condominio durante l’arrivo di un uragano?
    E adesso scopriamo che bisogna preoccuparsi persino dello spazio.
    Dopo terra, mare, cielo, cyberspazio e fondali oceanici, mancava soltanto l’orbita terrestre.
    Probabilmente tra qualche anno ci spiegheranno che serve un piano da altri mille miliardi perché una Russia ormai definitivamente sconfitta potrebbe conquistare la Luna.
    Naturalmente sono soltanto coincidenze.
    E come diceva qualcuno molto più esperto di noi:
    “A pensar male si fa peccato… ma spesso ci si azzecca.”
    Don Chisciotte
    #Russia #Putin #NATO #Geopolitica #Spazio #Ucraina #Europa #DonChisciotte
    seguici anche su TELEGRAM dove troverai contenuti censurabili su FB: https://t.me/donchisciotte667
    QUANDO IL NEMICO È IN GINOCCHIO… MA BISOGNA TEMERLO FINO NELLO SPAZIO Putin ha parlato per dodici minuti ai vertici militari russi. Dodici minuti. Abbastanza per annunciare nuovi sistemi d’arma, rafforzamento della deterrenza nucleare, missili ipersonici, satelliti militari e capacità spaziali sempre più avanzate. Fin qui la notizia. La parte divertente arriva dopo. Perché da anni ci spiegano che la Russia è isolata, allo stremo, senza microchip, senza economia, senza industrie, senza futuro. Una potenza in declino che avrebbe dovuto crollare sotto il peso delle sanzioni molto prima di Natale. Non si è mai capito di quale Natale. Eppure, ogni settimana scopriamo che questa nazione ormai agonizzante produce nuovi missili, nuovi satelliti, nuove basi, nuove fabbriche e nuove minacce che dovrebbero terrorizzare l’intero Occidente. Una specie di miracolo geopolitico. È il primo malato terminale della storia che continua a mettere paura ai medici. Nel frattempo la NATO, che sulla carta dovrebbe essere la più grande alleanza militare mai esistita, sembra vivere una crisi esistenziale permanente. Se la Russia è davvero così debole, perché servono riarmi da centinaia di miliardi? Se è davvero così arretrata, perché ogni nuovo missile russo viene presentato come impossibile da intercettare? Se è davvero sull’orlo del collasso, perché ogni conferenza occidentale assomiglia sempre più a una riunione di condominio durante l’arrivo di un uragano? E adesso scopriamo che bisogna preoccuparsi persino dello spazio. Dopo terra, mare, cielo, cyberspazio e fondali oceanici, mancava soltanto l’orbita terrestre. Probabilmente tra qualche anno ci spiegheranno che serve un piano da altri mille miliardi perché una Russia ormai definitivamente sconfitta potrebbe conquistare la Luna. Naturalmente sono soltanto coincidenze. E come diceva qualcuno molto più esperto di noi: “A pensar male si fa peccato… ma spesso ci si azzecca.” Don Chisciotte #Russia #Putin #NATO #Geopolitica #Spazio #Ucraina #Europa #DonChisciotte 🔥 seguici anche su TELEGRAM dove troverai contenuti censurabili su FB: https://t.me/donchisciotte667
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  • Con Maria Zakharova, anche l'altro alleato sovranista di Trump, la Russia, schiaffeggia ed umilia quella che ormai è soprannominata Gigiorgia: «L’indipendenza non consiste nel dire “prima io” o “prima l’Europa”. Consiste nel mettere davvero l’Italia al primo posto quando bisogna decidere su energia, commercio, guerra, pace e rapporti internazionali. Perché la sovranità non si proclama. Si esercita. E quando non la eserciti, prima o poi qualcuno dall’esterno te lo fa notare.»
    Gigiorgia, facendo ridere il mondo, ha dichiarato senza neanche un accenno di sorriso che «L’Italia rimane una nazione sovrana».
    Ma dove? Ma quando? In che film lo ha visto?
    Proprio il governo Meloni sta pedissequamente eseguendo tutti gli ordini criminali che provengono da Bruxelles e quindi dai globalisti guidati da Londra.
    Due esempi su tutti: cieca e masochistica fedeltà alla nazista Ucraina del clown di Kiev e rottura dei rapporti commerciali e diplomatici con Madre Russia, da sempre paese amico ed altamente strategico per la nostra nazione.
    Washington e Mosca stanno chiedendo a Roma di diventare davvero sovrana abbandonando la governance mondiale, per abbracciare il nuovo mondo multipolare appena nato, dove l'Italia avrebbe un posto di grandissimo rilievo e prestigio.
    Enrico Mattei e JFK lo volevano già realizzare negli anni '60. Non a caso, si chiama asse Washington-Roma-Mosca.
    Gigiorgia strilla inutilmente frequenze non udibili da un essere umano, non avendo ancora compreso che ormai sta giocando a tressette col morto.
    Il morto, è il deep state.
    "La sovranità non si proclama. Si esercita." - Maria Zakharova

    Source: https://www.facebook.com/altrorizzontetorino/posts/pfbid0eWi5dRJwG7zzM8jivM9qQUT56LnyXtv6yrDaQdACzcC1LZPGk1vfoC5YUs8VMt1tl
    Con Maria Zakharova, anche l'altro alleato sovranista di Trump, la Russia, schiaffeggia ed umilia quella che ormai è soprannominata Gigiorgia: «L’indipendenza non consiste nel dire “prima io” o “prima l’Europa”. Consiste nel mettere davvero l’Italia al primo posto quando bisogna decidere su energia, commercio, guerra, pace e rapporti internazionali. Perché la sovranità non si proclama. Si esercita. E quando non la eserciti, prima o poi qualcuno dall’esterno te lo fa notare.» Gigiorgia, facendo ridere il mondo, ha dichiarato senza neanche un accenno di sorriso che «L’Italia rimane una nazione sovrana». Ma dove? Ma quando? In che film lo ha visto? Proprio il governo Meloni sta pedissequamente eseguendo tutti gli ordini criminali che provengono da Bruxelles e quindi dai globalisti guidati da Londra. Due esempi su tutti: cieca e masochistica fedeltà alla nazista Ucraina del clown di Kiev e rottura dei rapporti commerciali e diplomatici con Madre Russia, da sempre paese amico ed altamente strategico per la nostra nazione. Washington e Mosca stanno chiedendo a Roma di diventare davvero sovrana abbandonando la governance mondiale, per abbracciare il nuovo mondo multipolare appena nato, dove l'Italia avrebbe un posto di grandissimo rilievo e prestigio. Enrico Mattei e JFK lo volevano già realizzare negli anni '60. Non a caso, si chiama asse Washington-Roma-Mosca. Gigiorgia strilla inutilmente frequenze non udibili da un essere umano, non avendo ancora compreso che ormai sta giocando a tressette col morto. Il morto, è il deep state. "La sovranità non si proclama. Si esercita." - Maria Zakharova Source: https://www.facebook.com/altrorizzontetorino/posts/pfbid0eWi5dRJwG7zzM8jivM9qQUT56LnyXtv6yrDaQdACzcC1LZPGk1vfoC5YUs8VMt1tl
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  • Esplosivo! INTELLIGENCE USA ACCUSA FAUCI:
    “Ha Costruito SARS-Cov-2 con la Cina”.
    Nuovo Dossier ODNI-Gabbard dopo quello sulle Bioarmi in Ucraina
    IT
    https://gospanews.net/2026/06/19/esplosivo-sars-ebola-e-altre-bioarmi-americane-in-ucraina-dossier-declassificato-dellintelligence-usa-conferma-gli-scoop-gospa-news/

    Atomic Bombshell! ODNI (Gabbard Video)
    ACCUSES FAUCI of Pandemic’s SARS-COV-2 MANMADE with China.
    New Declassified Files
    EN
    https://gospanews.net/en/2026/06/19/atomic-bombshell-odni-gabbard-accused-fauci-of-pandemics-sars-cov-2-manmade-with-china/
    Esplosivo! INTELLIGENCE USA ACCUSA FAUCI: “Ha Costruito SARS-Cov-2 con la Cina”. Nuovo Dossier ODNI-Gabbard dopo quello sulle Bioarmi in Ucraina IT https://gospanews.net/2026/06/19/esplosivo-sars-ebola-e-altre-bioarmi-americane-in-ucraina-dossier-declassificato-dellintelligence-usa-conferma-gli-scoop-gospa-news/ Atomic Bombshell! ODNI (Gabbard Video) ACCUSES FAUCI of Pandemic’s SARS-COV-2 MANMADE with China. New Declassified Files EN https://gospanews.net/en/2026/06/19/atomic-bombshell-odni-gabbard-accused-fauci-of-pandemics-sars-cov-2-manmade-with-china/
    GOSPANEWS.NET
    Esplosivo! INTELLIGENCE USA ACCUSA FAUCI: “Ha Costruito SARS-Cov-2 con la Cina”. Nuovo Dossier ODNI-Gabbard dopo quello sulle Bioarmi in Ucraina
    AGGIORNAMENTO DEL 19 GIUGNO 2026Introduzione della Redazione di Gospa News Pubblichiamo di seguito la Dichiarazione ufficiale U.S. ODNI - Office of Director of National Intelligence sul SARS-Cov-2 che accusa il virologo Anthony Fauci e la CinaTutti i link alle precedenti inchieste di Go
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  • CONTINUIAMO a REGALARE SOLDI PUBBLICI a QUESTI CORROTTI CHE HANNO STERMINATO UN'INTERA GENERAZIONE in UCRAINA.
    METTONO SANZIONI sul PETROLIO RUSSO e CONDANNANO UN INTERO CONTINENTE alla RECESSIONE!
    Kuleba indagato per corruzione: casa comprata senza redditi leciti
    Un altro fedelissimo di Zelensky nel mirino dell'anticorruzione ucraina: chiesta la confisca di beni per 96mila euro.
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/17/corruzione-ucraina-kuleba-confisca-notizie/8421805/
    CONTINUIAMO a REGALARE SOLDI PUBBLICI a QUESTI CORROTTI CHE HANNO STERMINATO UN'INTERA GENERAZIONE in UCRAINA. METTONO SANZIONI sul PETROLIO RUSSO e CONDANNANO UN INTERO CONTINENTE alla RECESSIONE! Kuleba indagato per corruzione: casa comprata senza redditi leciti Un altro fedelissimo di Zelensky nel mirino dell'anticorruzione ucraina: chiesta la confisca di beni per 96mila euro. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/17/corruzione-ucraina-kuleba-confisca-notizie/8421805/
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  • QUANDO IL COLPEVOLE È GIÀ STATO SCELTO

    Stanotte è andata in fiamme la Cattedrale della Dormizione della Lavra di Pechersk, uno dei luoghi più sacri dell’Ortodossia e uno dei simboli spirituali più importanti della Rus’ storica. Prima ancora che venga completata un’indagine, prima che vengano analizzati i resti e prima che qualcuno ricostruisca seriamente la dinamica dell’accaduto, possiamo già immaginare molti titoli di domani: “Putin bombarda le chiese”.

    C’è però un dettaglio fastidioso che rischia di disturbare la sceneggiatura. Le immagini mostrano un incendio sul tetto. Le cupole sono ancora in piedi. Le mura sono ancora in piedi. L’edificio è danneggiato, ma esiste ancora.

    Un missile Iskander trasporta centinaia di chilogrammi di esplosivo. Uno Zircon colpisce a velocità ipersonica con un’energia devastante. Se uno di questi sistemi avesse centrato direttamente la cattedrale, oggi non staremmo osservando un incendio sulla copertura. Staremmo osservando un cratere e un ammasso di macerie.

    Nelle stesse ore circolano inoltre filmati che sembrerebbero mostrare un missile della difesa aerea ucraina uscire dalla traiettoria prevista sopra Kiev. Non è una prova definitiva, ma è certamente un elemento che meriterebbe attenzione prima di distribuire certificati di colpevolezza.

    Esiste poi un’altra circostanza difficile da ignorare. La Lavra è da anni al centro di uno scontro politico e religioso. Il governo ucraino ha cercato ripetutamente di espellere i monaci legati al Patriarcato di Mosca e di assumere il controllo del complesso. Anche questo fatto non dimostra nulla, ma rende ancora più assurda la fretta di chi pretende di conoscere già la verità.

    Viviamo in un’epoca curiosa: i vigili del fuoco stanno ancora spegnendo le fiamme mentre gli editorialisti hanno già concluso il processo. L’indagine arriverà dopo. Forse. La sentenza, invece, è già pronta.

    Don Chisciotte

    seguici anche su TELEGRAM dove troverai contenuti censurabili su FB: https://t.me/donchisciotte667

    #Russia #Ucraina #Kiev #Lavra #Ortodossia #Geopolitica #DonChisciotte
    🔥 QUANDO IL COLPEVOLE È GIÀ STATO SCELTO Stanotte è andata in fiamme la Cattedrale della Dormizione della Lavra di Pechersk, uno dei luoghi più sacri dell’Ortodossia e uno dei simboli spirituali più importanti della Rus’ storica. Prima ancora che venga completata un’indagine, prima che vengano analizzati i resti e prima che qualcuno ricostruisca seriamente la dinamica dell’accaduto, possiamo già immaginare molti titoli di domani: “Putin bombarda le chiese”. C’è però un dettaglio fastidioso che rischia di disturbare la sceneggiatura. Le immagini mostrano un incendio sul tetto. Le cupole sono ancora in piedi. Le mura sono ancora in piedi. L’edificio è danneggiato, ma esiste ancora. Un missile Iskander trasporta centinaia di chilogrammi di esplosivo. Uno Zircon colpisce a velocità ipersonica con un’energia devastante. Se uno di questi sistemi avesse centrato direttamente la cattedrale, oggi non staremmo osservando un incendio sulla copertura. Staremmo osservando un cratere e un ammasso di macerie. Nelle stesse ore circolano inoltre filmati che sembrerebbero mostrare un missile della difesa aerea ucraina uscire dalla traiettoria prevista sopra Kiev. Non è una prova definitiva, ma è certamente un elemento che meriterebbe attenzione prima di distribuire certificati di colpevolezza. Esiste poi un’altra circostanza difficile da ignorare. La Lavra è da anni al centro di uno scontro politico e religioso. Il governo ucraino ha cercato ripetutamente di espellere i monaci legati al Patriarcato di Mosca e di assumere il controllo del complesso. Anche questo fatto non dimostra nulla, ma rende ancora più assurda la fretta di chi pretende di conoscere già la verità. Viviamo in un’epoca curiosa: i vigili del fuoco stanno ancora spegnendo le fiamme mentre gli editorialisti hanno già concluso il processo. L’indagine arriverà dopo. Forse. La sentenza, invece, è già pronta. Don Chisciotte 🔥seguici anche su TELEGRAM dove troverai contenuti censurabili su FB: https://t.me/donchisciotte667 #Russia #Ucraina #Kiev #Lavra #Ortodossia #Geopolitica #DonChisciotte
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  • Ucraina, il debito sull’Europa rischia di gravare fino al 2069

    Mentre Bruxelles prepara nuovi aiuti a Kiev, cresce il peso di un debito record che potrebbe vincolare l'Ucraina e gravare sui contribuenti europei

    di Piero De Ruvo

    Mentre i vertici dell'UE e del Governo italiano definiscono i dettagli dei nuovi pacchetti di aiuti da inviare all’Ucraina, emerge una realtà economica dai contorni inquietanti, un impegno finanziario da oltre 200 miliardi di euro che graverà sulle spalle dei contribuenti europei per quasi mezzo secolo. Un'eredità pesante che le future generazioni si troveranno a gestire, tra il rischio di default e il controllo geopolitico totale su una nazione, l'Ucraina, ormai è legata al “guinzaglio” del debito Europeo.

    I Numeri del Baratro sono impressionanti. All'inizio del 2026 il debito pubblico ucraino ha raggiunto livelli senza precedenti dalla nascita dello Stato indipendente. Secondo il Ministero delle Finanze di Kiev, il debito pubblico e garantito dallo Stato ammonta a circa 213 miliardi di dollari, pari a oltre il 98% del PIL, con alcune stime che lo collocano già sopra il 100% del PIL. Attualmente circa il 75% del debito pubblico ucraino è detenuto da soggetti esteri. L'Unione Europea è diventata il principale creditore del Paese, arrivando a rappresentare oltre il 40% dell'intero debito pubblico. Un ruolo centrale è svolto anche dalle grandi istituzioni finanziarie internazionali, come il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, che hanno messo a disposizione prestiti e programmi di assistenza per sostenere l'economia e la stabilità finanziaria del Paese. A questi si aggiungono i finanziamenti concessi dai Paesi del G7 e i numerosi programmi straordinari di aiuto varati dall'Occidente negli ultimi anni, divenuti ormai una componente indispensabile per il funzionamento delle finanze pubbliche ucraine. Parallelamente, il peso degli investitori privati si è notevolmente ridotto, oggi essi detengono meno del 10% del debito complessivo, segno di una crescente dipendenza di Kiev dal sostegno dei governi e delle istituzioni internazionali. In sostanza, il debito ucraino non è più finanziato principalmente dai mercati, ma dai suoi alleati occidentali. Una situazione che garantisce maggiore stabilità nel breve periodo, ma che rende il futuro finanziario del Paese sempre più legato alle scelte politiche ed economiche dei suoi partner internazionali.

    Tuttavia, il problema potrebbe emergere nel prossimo decennio. Se la guerra dovesse protrarsi o se la crescita economica restasse debole, Kiev potrebbe trovarsi costretta a negoziare ulteriori ristrutturazioni del debito con i creditori internazionali. In questo scenario, il fardello italiano è particolarmente gravoso. Secondo le stime riportate, la quota italiana di garanzia per i soli ultimi 90 miliardi prestati a Kiev ammonta a circa 25 miliardi di euro. Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha ammesso apertamente che il Paese sta pagando “un prezzo altissimo” che si ripercuote sulle famiglie e sulle imprese italiane. Purtroppo, si tratta di decisioni calate dall'alto, assunte a Bruxelles e ratificate a Roma, che la popolazione si trova a subire senza un reale dibattito sulle conseguenze a lungo termine. Il rischio concreto è che, se l'Ucraina non sarà in grado di onorare i propri debiti — eventualità tutt'altro che remota data la fragilità di un Paese in guerra — il “buco” dovrà essere coperto direttamente dagli Stati membri, ovvero dai contribuenti europei e quindi anche italiani.

    Dietro la narrativa della solidarietà internazionale si starebbe delineando un rapporto di crescente dipendenza economica tra l'Ucraina e i suoi principali finanziatori. Il nodo centrale riguarda la sostenibilità di un debito che continua ad aumentare e che, secondo questa interpretazione, difficilmente potrà essere restituito integralmente nei tempi previsti senza ulteriori interventi di sostegno o ristrutturazioni. Da qui nasce la certezza che il debito possa trasformarsi in uno strumento di pressione politica ed economica. Nel lungo periodo, Kiev potrebbe essere costretta a privatizzare o cedere quote di controllo di asset strategici, infrastrutture e risorse nazionali per attrarre investimenti, ottenere nuovi finanziamenti o soddisfare le condizioni imposte dai creditori internazionali. In questa lettura, il rischio non sarebbe soltanto finanziario, ma riguarderebbe anche la capacità dello Stato di mantenere piena autonomia nelle proprie scelte economiche.

    È questa l'eredità che i governi europei stanno lasciando alle future generazioni? Alla luce dei dati della Commissione europea e del Ministero delle Finanze di Kiev, molti osservatori ritengono che il quesito meriti una riflessione approfondita. Secondo le letture più critiche, il peso degli impegni finanziari assunti oggi rischia di gravare soprattutto sui giovani e su coloro che nasceranno nei prossimi decenni. In questa prospettiva, il 2069 non rappresenta soltanto una scadenza riportata in un calendario finanziario, ma il simbolo di un futuro già in parte vincolato dalle decisioni odierne. Il timore è che il ricorso crescente al debito trasferisca sulle generazioni future oneri economici destinati a limitare le risorse disponibili per welfare, istruzione, sviluppo e investimenti strategici. Per i critici, il rischio è che la politica del debito finisca per influenzare non solo i bilanci pubblici, ma anche gli equilibri economici e la capacità dei popoli di determinare autonomamente le proprie priorità nel lungo periodo.


    Fonte: orantozife (indicato in calce all'articolo)
    Ucraina, il debito sull’Europa rischia di gravare fino al 2069 Mentre Bruxelles prepara nuovi aiuti a Kiev, cresce il peso di un debito record che potrebbe vincolare l'Ucraina e gravare sui contribuenti europei di Piero De Ruvo Mentre i vertici dell'UE e del Governo italiano definiscono i dettagli dei nuovi pacchetti di aiuti da inviare all’Ucraina, emerge una realtà economica dai contorni inquietanti, un impegno finanziario da oltre 200 miliardi di euro che graverà sulle spalle dei contribuenti europei per quasi mezzo secolo. Un'eredità pesante che le future generazioni si troveranno a gestire, tra il rischio di default e il controllo geopolitico totale su una nazione, l'Ucraina, ormai è legata al “guinzaglio” del debito Europeo. I Numeri del Baratro sono impressionanti. All'inizio del 2026 il debito pubblico ucraino ha raggiunto livelli senza precedenti dalla nascita dello Stato indipendente. Secondo il Ministero delle Finanze di Kiev, il debito pubblico e garantito dallo Stato ammonta a circa 213 miliardi di dollari, pari a oltre il 98% del PIL, con alcune stime che lo collocano già sopra il 100% del PIL. Attualmente circa il 75% del debito pubblico ucraino è detenuto da soggetti esteri. L'Unione Europea è diventata il principale creditore del Paese, arrivando a rappresentare oltre il 40% dell'intero debito pubblico. Un ruolo centrale è svolto anche dalle grandi istituzioni finanziarie internazionali, come il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, che hanno messo a disposizione prestiti e programmi di assistenza per sostenere l'economia e la stabilità finanziaria del Paese. A questi si aggiungono i finanziamenti concessi dai Paesi del G7 e i numerosi programmi straordinari di aiuto varati dall'Occidente negli ultimi anni, divenuti ormai una componente indispensabile per il funzionamento delle finanze pubbliche ucraine. Parallelamente, il peso degli investitori privati si è notevolmente ridotto, oggi essi detengono meno del 10% del debito complessivo, segno di una crescente dipendenza di Kiev dal sostegno dei governi e delle istituzioni internazionali. In sostanza, il debito ucraino non è più finanziato principalmente dai mercati, ma dai suoi alleati occidentali. Una situazione che garantisce maggiore stabilità nel breve periodo, ma che rende il futuro finanziario del Paese sempre più legato alle scelte politiche ed economiche dei suoi partner internazionali. Tuttavia, il problema potrebbe emergere nel prossimo decennio. Se la guerra dovesse protrarsi o se la crescita economica restasse debole, Kiev potrebbe trovarsi costretta a negoziare ulteriori ristrutturazioni del debito con i creditori internazionali. In questo scenario, il fardello italiano è particolarmente gravoso. Secondo le stime riportate, la quota italiana di garanzia per i soli ultimi 90 miliardi prestati a Kiev ammonta a circa 25 miliardi di euro. Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha ammesso apertamente che il Paese sta pagando “un prezzo altissimo” che si ripercuote sulle famiglie e sulle imprese italiane. Purtroppo, si tratta di decisioni calate dall'alto, assunte a Bruxelles e ratificate a Roma, che la popolazione si trova a subire senza un reale dibattito sulle conseguenze a lungo termine. Il rischio concreto è che, se l'Ucraina non sarà in grado di onorare i propri debiti — eventualità tutt'altro che remota data la fragilità di un Paese in guerra — il “buco” dovrà essere coperto direttamente dagli Stati membri, ovvero dai contribuenti europei e quindi anche italiani. Dietro la narrativa della solidarietà internazionale si starebbe delineando un rapporto di crescente dipendenza economica tra l'Ucraina e i suoi principali finanziatori. Il nodo centrale riguarda la sostenibilità di un debito che continua ad aumentare e che, secondo questa interpretazione, difficilmente potrà essere restituito integralmente nei tempi previsti senza ulteriori interventi di sostegno o ristrutturazioni. Da qui nasce la certezza che il debito possa trasformarsi in uno strumento di pressione politica ed economica. Nel lungo periodo, Kiev potrebbe essere costretta a privatizzare o cedere quote di controllo di asset strategici, infrastrutture e risorse nazionali per attrarre investimenti, ottenere nuovi finanziamenti o soddisfare le condizioni imposte dai creditori internazionali. In questa lettura, il rischio non sarebbe soltanto finanziario, ma riguarderebbe anche la capacità dello Stato di mantenere piena autonomia nelle proprie scelte economiche. È questa l'eredità che i governi europei stanno lasciando alle future generazioni? Alla luce dei dati della Commissione europea e del Ministero delle Finanze di Kiev, molti osservatori ritengono che il quesito meriti una riflessione approfondita. Secondo le letture più critiche, il peso degli impegni finanziari assunti oggi rischia di gravare soprattutto sui giovani e su coloro che nasceranno nei prossimi decenni. In questa prospettiva, il 2069 non rappresenta soltanto una scadenza riportata in un calendario finanziario, ma il simbolo di un futuro già in parte vincolato dalle decisioni odierne. Il timore è che il ricorso crescente al debito trasferisca sulle generazioni future oneri economici destinati a limitare le risorse disponibili per welfare, istruzione, sviluppo e investimenti strategici. Per i critici, il rischio è che la politica del debito finisca per influenzare non solo i bilanci pubblici, ma anche gli equilibri economici e la capacità dei popoli di determinare autonomamente le proprie priorità nel lungo periodo. Fonte: orantozife (indicato in calce all'articolo)
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  • GUERRE in video
    Netanyahu: "Le truppe israeliane resteranno in Libano"
    contro l'ACCORDO DI PACE tra Stati Uniti e Iran
    Massicci attacchi russi contro l'Ucraina

    WARS in Video
    Netanyahu: “Israeli Troops Will Stay in Lebanon”
    vs the PEACE DEAL by US-IRAN
    Massive Russian Attacks on Ukraine

    https://gospanews.net/en/2026/06/16/middle-east-ukraine-wars-news-in-video-iran-and-china-ready-to-naval-battle-vs-15-us-warships-in-hormuz-russia-infantry-wiped-kiev-hotspots/
    GUERRE in video Netanyahu: "Le truppe israeliane resteranno in Libano" contro l'ACCORDO DI PACE tra Stati Uniti e Iran Massicci attacchi russi contro l'Ucraina WARS in Video Netanyahu: “Israeli Troops Will Stay in Lebanon” vs the PEACE DEAL by US-IRAN Massive Russian Attacks on Ukraine https://gospanews.net/en/2026/06/16/middle-east-ukraine-wars-news-in-video-iran-and-china-ready-to-naval-battle-vs-15-us-warships-in-hormuz-russia-infantry-wiped-kiev-hotspots/
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  • STANNO METTENDO A DURA PROVA LA PAZIENZA di PUTIN!
    Sostegno Ue all'Ucraina: flotta abbordata e capitani in arresto, cinque Paesi in azione
    Dall’autunno del 2025, per quattro volte erano state le forze francesi ad abbordare le petroliere della flotta-ombra russa e a deviarne le rotte
    https://www.corriere.it/esteri/26_giugno_15/ue-ucraina-flotta-cinque-paesi-8fe2ee46-17c5-4faf-b4d9-bebe7ba06xlk_amp.shtml
    STANNO METTENDO A DURA PROVA LA PAZIENZA di PUTIN! Sostegno Ue all'Ucraina: flotta abbordata e capitani in arresto, cinque Paesi in azione Dall’autunno del 2025, per quattro volte erano state le forze francesi ad abbordare le petroliere della flotta-ombra russa e a deviarne le rotte https://www.corriere.it/esteri/26_giugno_15/ue-ucraina-flotta-cinque-paesi-8fe2ee46-17c5-4faf-b4d9-bebe7ba06xlk_amp.shtml
    WWW.CORRIERE.IT
    Sostegno Ue all'Ucraina: flotta abbordata e capitani in arresto, cinque Paesi in azione
    Dall’autunno del 2025, per quattro volte erano state le forze francesi ad abbordare le petroliere della flotta-ombra russa e a deviarne le rotte
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  • BIOLABORATORI USA IN UCRAINA | La notizia che “smonta” il fronte della propaganda anti-Putin
    Oh, 2023…la vendetta è un piatto che va consumato freddo…https://www.ilsussidiario.net/news/biolaboratori-usa-in-ucraina-la-notizia-che-smonta-il-fronte-della-propaganda-anti-putin/2972857/
    BIOLABORATORI USA IN UCRAINA | La notizia che “smonta” il fronte della propaganda anti-Putin Oh, 2023…la vendetta è un piatto che va consumato freddo…https://www.ilsussidiario.net/news/biolaboratori-usa-in-ucraina-la-notizia-che-smonta-il-fronte-della-propaganda-anti-putin/2972857/
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