• COSI' AGISCONO i REGIMI. CON LA CENSURA di INTERNET!
    Iran, la lotta contro il regime continua ma i dissidenti hanno diverse visioni
    Tredici giorni di proteste in Iran: Khamenei minaccia risposte dure mentre emergono divisioni etniche e politiche tra i manifestanti...
    All’alba del tredicesimo giorno di proteste anti-governative in Iran, la guida suprema Ali Khamenei ha usato parole nette nel suo usuale discorso del venerdì, paventando una risposta più dura verso i manifestanti da parte dell’Irgc (che oggi a sua volta ha pubblicato una dura dichiarazione, in cui si dissuade da ulteriori azioni violente contro la polizia) a poche ore dalle esplicite minacce di intervento americano da parte dello stesso Trump. Sono finora una quarantina le persone rimaste uccise per mano delle stesse forze di sicurezza, centinaia i feriti e oltre un...
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/10/proteste-iran-regime-divisioni-dissidenti-notizie/8250849/
    COSI' AGISCONO i REGIMI. CON LA CENSURA di INTERNET! Iran, la lotta contro il regime continua ma i dissidenti hanno diverse visioni Tredici giorni di proteste in Iran: Khamenei minaccia risposte dure mentre emergono divisioni etniche e politiche tra i manifestanti... All’alba del tredicesimo giorno di proteste anti-governative in Iran, la guida suprema Ali Khamenei ha usato parole nette nel suo usuale discorso del venerdì, paventando una risposta più dura verso i manifestanti da parte dell’Irgc (che oggi a sua volta ha pubblicato una dura dichiarazione, in cui si dissuade da ulteriori azioni violente contro la polizia) a poche ore dalle esplicite minacce di intervento americano da parte dello stesso Trump. Sono finora una quarantina le persone rimaste uccise per mano delle stesse forze di sicurezza, centinaia i feriti e oltre un... https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/10/proteste-iran-regime-divisioni-dissidenti-notizie/8250849/
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  • L'FBI cerca di NASCONDERE ogni prova contro l’Uccisione
    da parte dei "macellai dell'ICE" di Trump a Minneapolis - (2 VIDEO)
    addestrati dai Killer Professionisti dell’IDF di Israele

    FBI tries to HIDE every Evidence against Killing
    of Trump’s “ICE Butchers” in Minneapolis – (2 VIDEOS)

    Source: https://gospanews.net/en/2026/01/09/fbi-tries-to-hide-every-evidence-against-killing-of-trumps-ice-butchers-in-minneapolis-2-videos/
    L'FBI cerca di NASCONDERE ogni prova contro l’Uccisione da parte dei "macellai dell'ICE" di Trump a Minneapolis - (2 VIDEO) addestrati dai Killer Professionisti dell’IDF di Israele FBI tries to HIDE every Evidence against Killing of Trump’s “ICE Butchers” in Minneapolis – (2 VIDEOS) Source: https://gospanews.net/en/2026/01/09/fbi-tries-to-hide-every-evidence-against-killing-of-trumps-ice-butchers-in-minneapolis-2-videos/
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  • E' COSA BUONA e GIUSTA. E ATTENZIONE si PARLA SOLO di VACCINAZIONI RACCOMANDATE!
    Gli Usa rivedono il programma vaccinale per i bambini: le iniezioni raccomandate scendono da 18 a 11
    La decisione realizza un obiettivo di Trump e del segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr.
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/07/riforma-vaccini-usa-kennedy-bambini-news/8248611/
    E' COSA BUONA e GIUSTA. E ATTENZIONE si PARLA SOLO di VACCINAZIONI RACCOMANDATE! Gli Usa rivedono il programma vaccinale per i bambini: le iniezioni raccomandate scendono da 18 a 11 La decisione realizza un obiettivo di Trump e del segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/07/riforma-vaccini-usa-kennedy-bambini-news/8248611/
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    Gli Usa rivedono il programma vaccinale per i bambini: le iniezioni raccomandate scendono da 18 a 11
    La decisione realizza un obiettivo di Trump e del segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr.
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  • È appena successo a Minneapolis, dove l'ICE ha sparato in faccia a una donna uccidendola. Trump ha dichiarato immediatamente che si trattava di autodifesa. Israele docet a quanto pare!
    Dal video potete giudicare voi stessi. Arrivati a questo punto la domanda è semplice: chi andrà a salvare gli Usa dalla violenza e dalla repressione dello Stato magari rapendo il presidente e sganciando centinaia di bombe come fanno loro? L'ho sempre detto e lo ribadisco: Usa e israele sono le più grandi truffe della Storia dell'essere umano!

    Source: https://www.instagram.com/reel/DTOYpoyCFys/?igsh=NmZmaTJkcDJhMTJv
    È appena successo a Minneapolis, dove l'ICE ha sparato in faccia a una donna uccidendola. Trump ha dichiarato immediatamente che si trattava di autodifesa. Israele docet a quanto pare! Dal video potete giudicare voi stessi. Arrivati a questo punto la domanda è semplice: chi andrà a salvare gli Usa dalla violenza e dalla repressione dello Stato magari rapendo il presidente e sganciando centinaia di bombe come fanno loro? L'ho sempre detto e lo ribadisco: Usa e israele sono le più grandi truffe della Storia dell'essere umano! Source: https://www.instagram.com/reel/DTOYpoyCFys/?igsh=NmZmaTJkcDJhMTJv
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  • Trump boasts about abduction of Venezuela’s Maduro amid global outcry
    Condemnation comes as Nicolas Maduro appears in a court in New York, pleading not guilty to drug charges.
    Trump si vanta del rapimento del venezuelano Maduro tra le proteste globali
    La condanna arriva mentre Nicolas Maduro compare in tribunale a New York, dichiarandosi non colpevole delle accuse di droga.
    https://aje.io/v1pp1w
    Trump boasts about abduction of Venezuela’s Maduro amid global outcry Condemnation comes as Nicolas Maduro appears in a court in New York, pleading not guilty to drug charges. Trump si vanta del rapimento del venezuelano Maduro tra le proteste globali La condanna arriva mentre Nicolas Maduro compare in tribunale a New York, dichiarandosi non colpevole delle accuse di droga. https://aje.io/v1pp1w
    AJE.IO
    Trump boasts about abduction of Venezuela’s Maduro amid global outcry
    Condemnation comes as Nicolas Maduro appears in a court in New York, pleading not guilty to drug charges.
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  • LA PREMIER DANESE: "SE TRUMP ATTACCA LA GROENLANDIA, LA NATO È FINITA"
    E quindi anche la UE?
    Che fosse la volta buona?
    (Ci sarebbe peraltro il problemino delle basi USA: i danesi gliene hanno appena date altre tre...)

    Il premier danese: se Trump attacca la Groenlandia sarà la fine della NATO. @ultimoranet

    Source: https://x.com/ultimoranet/status/2008207361559736584?t=paiaYQlPA5Ys42E7FjUHWg&s=19
    🟡 LA PREMIER DANESE: "SE TRUMP ATTACCA LA GROENLANDIA, LA NATO È FINITA"❗ E quindi anche la UE? 🍾💫 Che fosse la volta buona? 😋🤩 (Ci sarebbe peraltro il problemino delle basi USA: i danesi gliene hanno appena date altre tre...🤡🤣) Il premier danese: se Trump attacca la Groenlandia sarà la fine della NATO. @ultimoranet Source: https://x.com/ultimoranet/status/2008207361559736584?t=paiaYQlPA5Ys42E7FjUHWg&s=19
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  • La più grande minaccia per gli europei.

    NON ELETTO. SOVRAREMUNERATO.

    Presidente Trump, occupati di Ursula von der Leyen.

    L'Europa ti ringrazierebbe.

    DissidentX1984⁩
    🚨🇪🇺 La più grande minaccia per gli europei. NON ELETTO. SOVRAREMUNERATO. Presidente Trump, occupati di Ursula von der Leyen. L'Europa ti ringrazierebbe. 🔗 DissidentX1984⁩
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  • TRENTINI – il caso si complica adesso

    È inevitabile, in queste ore, cimentarsi in analisi geopolitiche e alimentare il fuoco della polemica politica all’indomani dell’azione statunitense in Venezuela. È altrettanto facile leggere quanto sta accadendo esclusivamente attraverso una lente ideologica, dividendo il mondo in blocchi contrapposti.
    Eppure, se si prova ad andare oltre questa semplificazione e se si crede davvero nei valori umani, emerge un elemento che riguarda direttamente l’Italia e il destino di un nostro connazionale, oggi letteralmente “appeso a un filo”.
    Il quadro si è oggettivamente complicato.

    L’annunciata “transizione politica” evocata da Donald Trump apre scenari del tutto incerti: non sappiamo quale forma potrà assumere un eventuale nuovo assetto di governo venezuelano, né quali conseguenze immediate possa avere sul piano della sicurezza e delle relazioni internazionali. Ed è proprio questa imprevedibilità a rendere la situazione ancora più inquietante.

    A farne le spese, come spesso accade, sono cittadini, cooperanti, addetti ai lavori e connazionali che non hanno nulla a che vedere con conflitti o interessi strategici. In questo silenzio generale, il caso di Alberto Trentini resta aperto e rischia di essere oscurato da una lettura esclusivamente “macro” degli eventi.

    Per chi, come molti di noi, si è già battuto in passato per la libertà di espressione e per il rispetto dei diritti fondamentali — seguendo negli anni il caso di Julian Assange — è impossibile ignorare una vicenda come questa. Anche perché il caso Trentini non è isolato: sono 12 i cittadini italiani detenuti. Tra loro c’è appunto il cooperante veneziano, da oltre un anno nel carcere di El Rodeo I, a Caracas, senza che sia mai stata formalizzata alcuna accusa nei suoi confronti.

    L’ultimo aggiornamento risale al 15 dicembre, quando la questione sarebbe stata affrontata direttamente con Washington durante la visita a Roma del procuratore generale Pam Bondi, oltre a essere oggetto di interlocuzioni anche a livello di servizi. Il tema sarebbe emerso, seppur senza conferme ufficiali, anche nei colloqui tra la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Presidente statunitense Donald Trump, nei giorni immediatamente precedenti all’operazione militare.
    L’Italia avrebbe inoltre chiesto esplicitamente che, in caso di un’azione americana finalizzata al rimpatrio dei cittadini USA, venisse incluso anche Alberto Trentini. Una richiesta che spiega l’attenzione costante riservata al suo dossier nelle interlocuzioni con Washington, soprattutto dopo l’arresto, nei giorni scorsi, di quattro cittadini statunitensi ora detenuti proprio a El Rodeo.

    Ma tutto questo, oggi, non è sufficiente. Non è fuori luogo temere un inasprimento delle reazioni e delle misure da parte delle autorità venezuelane. In contesti come questi, alcuni detenuti rischiano di diventare consapevolmente “merce di scambio”, strumenti utili a rilanciare richieste e ad avviare negoziazioni lunghe e opache, spesso interrotte o rimesse a tacere da nuovi atti di forza.

    L’auspicio è che questi connazionali non diventino vittime sacrificali di un conflitto che non hanno scelto.
    Perché la vera solidità di un sistema politico si misura nella cura dei singoli casi, non nella gestione astratta degli interessi. Ignorarli significa accettare che le persone diventino variabili sacrificabili di strategie che guardano solo al profitto e al potere.

    #FreeAlbertoTrentini
    #DirittiUmani
    TRENTINI – il caso si complica adesso ⚖️🌍 È inevitabile, in queste ore, cimentarsi in analisi geopolitiche e alimentare il fuoco della polemica politica all’indomani dell’azione statunitense in Venezuela. È altrettanto facile leggere quanto sta accadendo esclusivamente attraverso una lente ideologica, dividendo il mondo in blocchi contrapposti. Eppure, se si prova ad andare oltre questa semplificazione e se si crede davvero nei valori umani, emerge un elemento che riguarda direttamente l’Italia e il destino di un nostro connazionale, oggi letteralmente “appeso a un filo”. Il quadro si è oggettivamente complicato. L’annunciata “transizione politica” evocata da Donald Trump apre scenari del tutto incerti: non sappiamo quale forma potrà assumere un eventuale nuovo assetto di governo venezuelano, né quali conseguenze immediate possa avere sul piano della sicurezza e delle relazioni internazionali. Ed è proprio questa imprevedibilità a rendere la situazione ancora più inquietante. A farne le spese, come spesso accade, sono cittadini, cooperanti, addetti ai lavori e connazionali che non hanno nulla a che vedere con conflitti o interessi strategici. In questo silenzio generale, il caso di Alberto Trentini resta aperto e rischia di essere oscurato da una lettura esclusivamente “macro” degli eventi. Per chi, come molti di noi, si è già battuto in passato per la libertà di espressione e per il rispetto dei diritti fondamentali — seguendo negli anni il caso di Julian Assange — è impossibile ignorare una vicenda come questa. Anche perché il caso Trentini non è isolato: sono 12 i cittadini italiani detenuti. Tra loro c’è appunto il cooperante veneziano, da oltre un anno nel carcere di El Rodeo I, a Caracas, senza che sia mai stata formalizzata alcuna accusa nei suoi confronti. L’ultimo aggiornamento risale al 15 dicembre, quando la questione sarebbe stata affrontata direttamente con Washington durante la visita a Roma del procuratore generale Pam Bondi, oltre a essere oggetto di interlocuzioni anche a livello di servizi. Il tema sarebbe emerso, seppur senza conferme ufficiali, anche nei colloqui tra la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Presidente statunitense Donald Trump, nei giorni immediatamente precedenti all’operazione militare. L’Italia avrebbe inoltre chiesto esplicitamente che, in caso di un’azione americana finalizzata al rimpatrio dei cittadini USA, venisse incluso anche Alberto Trentini. Una richiesta che spiega l’attenzione costante riservata al suo dossier nelle interlocuzioni con Washington, soprattutto dopo l’arresto, nei giorni scorsi, di quattro cittadini statunitensi ora detenuti proprio a El Rodeo. Ma tutto questo, oggi, non è sufficiente. Non è fuori luogo temere un inasprimento delle reazioni e delle misure da parte delle autorità venezuelane. In contesti come questi, alcuni detenuti rischiano di diventare consapevolmente “merce di scambio”, strumenti utili a rilanciare richieste e ad avviare negoziazioni lunghe e opache, spesso interrotte o rimesse a tacere da nuovi atti di forza. L’auspicio è che questi connazionali non diventino vittime sacrificali di un conflitto che non hanno scelto. Perché la vera solidità di un sistema politico si misura nella cura dei singoli casi, non nella gestione astratta degli interessi. Ignorarli significa accettare che le persone diventino variabili sacrificabili di strategie che guardano solo al profitto e al potere. #FreeAlbertoTrentini #DirittiUmani
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  • Generale Dan Caine: Alle 22:46 il Presidente Trump ha ordinato all'esercito degli Stati Uniti di procedere con questa missione. Ci disse, "Buona fortuna e buon viaggi", e queste parole furono trasmesse all'intera forza congiunta.

    General Dan Caine: At 10:46 PM, President Trump ordered the United States Army to proceed with this mission. He said, "Good luck and safe travels," and those words were relayed to the entire joint force.
    Generale Dan Caine: Alle 22:46 il Presidente Trump ha ordinato all'esercito degli Stati Uniti di procedere con questa missione. Ci disse, "Buona fortuna e buon viaggi", e queste parole furono trasmesse all'intera forza congiunta. General Dan Caine: At 10:46 PM, President Trump ordered the United States Army to proceed with this mission. He said, "Good luck and safe travels," and those words were relayed to the entire joint force.
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  • FORTI ESPLOSIONI IN VENEZUELA DOPO L’ORDINE DI ATTACCO DI TRUMP (Video) https://gospanews.net/2026/01/03/forti-esplosioni-in-venezuela-dopo-lordine-di-attacco-di-trump-video/
    FORTI ESPLOSIONI IN VENEZUELA DOPO L’ORDINE DI ATTACCO DI TRUMP (Video) https://gospanews.net/2026/01/03/forti-esplosioni-in-venezuela-dopo-lordine-di-attacco-di-trump-video/
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    FORTI ESPLOSIONI IN VENEZUELA DOPO L’ORDINE DI ATTACCO DI TRUMP (Video)
    di Carlo Domenico CristoforiVenezuela, forti esplosioni udite a CaracasForti esplosioni, accompagnate da rumori simili a quelli di aerei in volo, si sono verificate intorno alle 2 del mattino (7:00 GMT) a Caracas e in altre città circostanti. Almeno sette esplosioni e velivoli a bassa quota son
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