ASCOLTATE BENE ROY De VITA sul Remdesivir. FAUCI MERITA il CARCERE a VITA. ASSASSINO!
MASSIMA DIFFUSIONE!
REMDESIVIR: IL VELENO DI FAUCI
di Roy De Vita
Quanti «Io credo nella scienza» pronunciato con saccenza abbiamo dovuto sentire… e ne sentiremo ancora… Nella scienza non si crede, non è una fede, è un metodo e i metodi possono essere corrotti, anche in 24 ore, con 3000 dollari a paziente. Ascoltate.
«Novembre 2020. Ero ricoverato allo Spallanzani. Mi hanno somministrato il “farmaco miracoloso” di Anthony Fauci. (l’immunologo statunitense, ex consigliere medico della Casa Bianca e responsabile della gestione della pandemia di Covid n.d.r.), I miei parametri epatici e renali sono andati alle stelle. Sono guarito nonostante il Remdesivir.
Lo studio usato per promuoverlo l’ACTT-1 era finanziato dal NIAID (The National Institute of Allergy and Infectious Diseases), l’istituto diretto da Fauci stesso. Controllore e promotore. La stessa persona.
Il 30 aprile 2020 Fauci annuncia alla Casa Bianca i risultati prima ancora della pubblicazione scientifica. Il giorno dopo l’ente regolatore, la FDA emette l’autorizzazione d’emergenza. 3.120 dollari per ciclo.
3 miliardi di dollari nel primo anno.
L’OMS nel frattempo conduceva il trial Solidarity. 14.000 pazienti, 35 paesi. Risultato: zero beneficio significativo sulla mortalità.
Su 1.600 pazienti trattati: il 19% ha sviluppato danni al fegato. Io ero tra loro.
Il Remdesivir non è stato un errore medico. È stata un’operazione finanziaria condotta sotto copertura scientifica. Io ero lì».
Guardate il video.
https://www.facebook.com/reel/1548869446569009
Il remdesivir è un principio attivo antivirale approvato per la terapia dei pazienti Covid-19. E’ il primo farmaco antivirale ad aver ottenuto l’ autorizzazione dall’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) con indicazione specifica per il trattamento della malattia COVID-19 causata dal virus SARS-CoV-2 (anche noto come "nuovo Coronavirus") negli adulti e negli adolescenti (di età pari o superiore a 12 anni e peso pari ad almeno 40 kg) con polmonite che richiede ossigenoterapia supplementare.
L'utilizzo del remdesivir è riservato al solo ambito ospedaliero, poiché va somministrato per via endovenosa da personale sanitario specializzato. Nel nostro Paese si trova all'interno di una specialità medicinale avente nome commerciale Veklury®.
NOTA BENE: il medicinale a base di remdesivir è stato sottoposto a "monitoraggio addizionale" per permettere la rapida identificazione di nuove informazioni sulla sicurezza. A questo proposito, le segnalazioni degli stessi pazienti e del personale sanitario possono rivelarsi molto utili. I pazienti fungevano sostanzialmente da cavia...
https://www.aifa.gov.it/-/disponibilit%C3%A0-molnupiravir-e-remdesivir-trattamento-pazienti-non-ospedalizzati-covid-19-1
#remdesivir #covid #fauci #scienza #roydevitamethod
E pensare che una terapia precoce con i comuni antinfiammatori (FANS) avrebbe potuto ridurre i ricoveri fino al 90% !!!!!
COVID, TERAPIA PRECOCE CON ANTINFIAMMATORI RIDUCE LE OSPEDALIZZAZIONI DEL 90%
Secondo uno studio pubblicato su Lancet Infectious Diseases, condotto dall’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri e dall’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo, le terapie a base di antinfiammatori (in particolare non steroidei, i Fans), avviate all’inizio dei sintomi, riducono il rischio di ospedalizzazione per COVID-19 dell’85-90%. I risultati della ricerca, pubblicati il 26 agosto 2022 dal Corriere della Sera, mostrerebbero l’efficacia dei Fans nel trattamento delle infezione quando i sintomi sono «lievi e moderati»: «gli accessi al pronto soccorso e le ospedalizzazioni scendono dell’80% (dato accorpato), le sole ospedalizzazioni dell’85-90%, il tempo di risoluzione dei sintomi si accorcia dell’80% e la necessità di supplementazione di ossigeno del 100%». Nello studio, dal titolo La casa come nuova frontiera per il trattamento di COVID-19: il caso degli antinfiammatori, vengono presi in esame specialmente i farmaci «inibitori relativamente selettivi della Cox-2 (ciclossigenasi), un enzima coinvolto in diversi processi fisiologici e patologici». Tra i medicamenti si citano Celecoxib e Nimesulide, considerati particolarmente efficaci contro la COVID-19, ma anche quelli contenenti ibuprofene e l’aspirina. I Fans, si legge ancora sul Corsera, «inibiscono, oltre alla Cox-2, anche un altro enzima, simile ma non identico, la Cox-1, meno implicata nell’infiammazione e collegata invece al rischio di effetti collaterali a livello gastrointestinale, che si verificano in particolare se gli antinfiammatori vengono assunti in alte dosi per più di 3-4 giorni». Dopo oltre due anni di pandemia la comunità scientifica concorda sul fatto che sia l’infiammazione (flogosi) a causare la morte nei malati COVID, piuttosto che il virus in sé. L’uso dei Fans permettrebbe dunque di spegnerla precocemente e ridurre il rischio di finire in ospedale. Lo studio smonta inoltre le numerose fake news, circolatate soprattutto a inizio pandemia, secondo cui gli antinfiammatori non steroidei, come l'ibuprofene, peggiorerebbero l’infiammazione nei malati COVID.
Perico N, Cortinovis M, Suter F et al.
Home as the new frontier for the treatment of COVID-19: the case for anti-inflammatory agents
The Lancet Infectious Diseases, 2022; 23, e22-e33
https://www.thelancet.com/journals/laninf/article/PIIS1473-3099(22)00433-9/fulltext
https://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/22_agosto_26/covid-terapia-precoce-antinfiammatori-riduce-ospedalizzazioni-4cb3b68c-24ae-11ed-9477-8142972fc587.shtml
Coronavirus Lo studio COVID: «Gli antifiammatori riducono i ricoveri del 90%»
Secondo la ricerca, pubblicata su Lancet Infectious Diseases, i Fans ridurrebbero il rischio ospedalizzazione se presi quando i sintomi sono lievi o moderati
Corriere del Ticino 27 agosto 2022 14:08
https://www.cdt.ch/news/mondo/lo-studio-covid-gli-antifiammatori-riducono-i-ricoveri-del-90-291872
MASSIMA DIFFUSIONE!
REMDESIVIR: IL VELENO DI FAUCI
di Roy De Vita
Quanti «Io credo nella scienza» pronunciato con saccenza abbiamo dovuto sentire… e ne sentiremo ancora… Nella scienza non si crede, non è una fede, è un metodo e i metodi possono essere corrotti, anche in 24 ore, con 3000 dollari a paziente. Ascoltate.
«Novembre 2020. Ero ricoverato allo Spallanzani. Mi hanno somministrato il “farmaco miracoloso” di Anthony Fauci. (l’immunologo statunitense, ex consigliere medico della Casa Bianca e responsabile della gestione della pandemia di Covid n.d.r.), I miei parametri epatici e renali sono andati alle stelle. Sono guarito nonostante il Remdesivir.
Lo studio usato per promuoverlo l’ACTT-1 era finanziato dal NIAID (The National Institute of Allergy and Infectious Diseases), l’istituto diretto da Fauci stesso. Controllore e promotore. La stessa persona.
Il 30 aprile 2020 Fauci annuncia alla Casa Bianca i risultati prima ancora della pubblicazione scientifica. Il giorno dopo l’ente regolatore, la FDA emette l’autorizzazione d’emergenza. 3.120 dollari per ciclo.
3 miliardi di dollari nel primo anno.
L’OMS nel frattempo conduceva il trial Solidarity. 14.000 pazienti, 35 paesi. Risultato: zero beneficio significativo sulla mortalità.
Su 1.600 pazienti trattati: il 19% ha sviluppato danni al fegato. Io ero tra loro.
Il Remdesivir non è stato un errore medico. È stata un’operazione finanziaria condotta sotto copertura scientifica. Io ero lì».
Guardate il video.
https://www.facebook.com/reel/1548869446569009
Il remdesivir è un principio attivo antivirale approvato per la terapia dei pazienti Covid-19. E’ il primo farmaco antivirale ad aver ottenuto l’ autorizzazione dall’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) con indicazione specifica per il trattamento della malattia COVID-19 causata dal virus SARS-CoV-2 (anche noto come "nuovo Coronavirus") negli adulti e negli adolescenti (di età pari o superiore a 12 anni e peso pari ad almeno 40 kg) con polmonite che richiede ossigenoterapia supplementare.
L'utilizzo del remdesivir è riservato al solo ambito ospedaliero, poiché va somministrato per via endovenosa da personale sanitario specializzato. Nel nostro Paese si trova all'interno di una specialità medicinale avente nome commerciale Veklury®.
NOTA BENE: il medicinale a base di remdesivir è stato sottoposto a "monitoraggio addizionale" per permettere la rapida identificazione di nuove informazioni sulla sicurezza. A questo proposito, le segnalazioni degli stessi pazienti e del personale sanitario possono rivelarsi molto utili. I pazienti fungevano sostanzialmente da cavia...
https://www.aifa.gov.it/-/disponibilit%C3%A0-molnupiravir-e-remdesivir-trattamento-pazienti-non-ospedalizzati-covid-19-1
#remdesivir #covid #fauci #scienza #roydevitamethod
E pensare che una terapia precoce con i comuni antinfiammatori (FANS) avrebbe potuto ridurre i ricoveri fino al 90% !!!!!
COVID, TERAPIA PRECOCE CON ANTINFIAMMATORI RIDUCE LE OSPEDALIZZAZIONI DEL 90%
Secondo uno studio pubblicato su Lancet Infectious Diseases, condotto dall’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri e dall’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo, le terapie a base di antinfiammatori (in particolare non steroidei, i Fans), avviate all’inizio dei sintomi, riducono il rischio di ospedalizzazione per COVID-19 dell’85-90%. I risultati della ricerca, pubblicati il 26 agosto 2022 dal Corriere della Sera, mostrerebbero l’efficacia dei Fans nel trattamento delle infezione quando i sintomi sono «lievi e moderati»: «gli accessi al pronto soccorso e le ospedalizzazioni scendono dell’80% (dato accorpato), le sole ospedalizzazioni dell’85-90%, il tempo di risoluzione dei sintomi si accorcia dell’80% e la necessità di supplementazione di ossigeno del 100%». Nello studio, dal titolo La casa come nuova frontiera per il trattamento di COVID-19: il caso degli antinfiammatori, vengono presi in esame specialmente i farmaci «inibitori relativamente selettivi della Cox-2 (ciclossigenasi), un enzima coinvolto in diversi processi fisiologici e patologici». Tra i medicamenti si citano Celecoxib e Nimesulide, considerati particolarmente efficaci contro la COVID-19, ma anche quelli contenenti ibuprofene e l’aspirina. I Fans, si legge ancora sul Corsera, «inibiscono, oltre alla Cox-2, anche un altro enzima, simile ma non identico, la Cox-1, meno implicata nell’infiammazione e collegata invece al rischio di effetti collaterali a livello gastrointestinale, che si verificano in particolare se gli antinfiammatori vengono assunti in alte dosi per più di 3-4 giorni». Dopo oltre due anni di pandemia la comunità scientifica concorda sul fatto che sia l’infiammazione (flogosi) a causare la morte nei malati COVID, piuttosto che il virus in sé. L’uso dei Fans permettrebbe dunque di spegnerla precocemente e ridurre il rischio di finire in ospedale. Lo studio smonta inoltre le numerose fake news, circolatate soprattutto a inizio pandemia, secondo cui gli antinfiammatori non steroidei, come l'ibuprofene, peggiorerebbero l’infiammazione nei malati COVID.
Perico N, Cortinovis M, Suter F et al.
Home as the new frontier for the treatment of COVID-19: the case for anti-inflammatory agents
The Lancet Infectious Diseases, 2022; 23, e22-e33
https://www.thelancet.com/journals/laninf/article/PIIS1473-3099(22)00433-9/fulltext
https://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/22_agosto_26/covid-terapia-precoce-antinfiammatori-riduce-ospedalizzazioni-4cb3b68c-24ae-11ed-9477-8142972fc587.shtml
Coronavirus Lo studio COVID: «Gli antifiammatori riducono i ricoveri del 90%»
Secondo la ricerca, pubblicata su Lancet Infectious Diseases, i Fans ridurrebbero il rischio ospedalizzazione se presi quando i sintomi sono lievi o moderati
Corriere del Ticino 27 agosto 2022 14:08
https://www.cdt.ch/news/mondo/lo-studio-covid-gli-antifiammatori-riducono-i-ricoveri-del-90-291872
ASCOLTATE BENE ROY De VITA sul Remdesivir. FAUCI MERITA il CARCERE a VITA. ASSASSINO!
MASSIMA DIFFUSIONE!
REMDESIVIR: IL VELENO DI FAUCI
di Roy De Vita
Quanti «Io credo nella scienza» pronunciato con saccenza abbiamo dovuto sentire… e ne sentiremo ancora… Nella scienza non si crede, non è una fede, è un metodo e i metodi possono essere corrotti, anche in 24 ore, con 3000 dollari a paziente. Ascoltate.
«Novembre 2020. Ero ricoverato allo Spallanzani. Mi hanno somministrato il “farmaco miracoloso” di Anthony Fauci. (l’immunologo statunitense, ex consigliere medico della Casa Bianca e responsabile della gestione della pandemia di Covid n.d.r.), I miei parametri epatici e renali sono andati alle stelle. Sono guarito nonostante il Remdesivir.
Lo studio usato per promuoverlo l’ACTT-1 era finanziato dal NIAID (The National Institute of Allergy and Infectious Diseases), l’istituto diretto da Fauci stesso. Controllore e promotore. La stessa persona.
Il 30 aprile 2020 Fauci annuncia alla Casa Bianca i risultati prima ancora della pubblicazione scientifica. Il giorno dopo l’ente regolatore, la FDA emette l’autorizzazione d’emergenza. 3.120 dollari per ciclo.
3 miliardi di dollari nel primo anno.
L’OMS nel frattempo conduceva il trial Solidarity. 14.000 pazienti, 35 paesi. Risultato: zero beneficio significativo sulla mortalità.
Su 1.600 pazienti trattati: il 19% ha sviluppato danni al fegato. Io ero tra loro.
Il Remdesivir non è stato un errore medico. È stata un’operazione finanziaria condotta sotto copertura scientifica. Io ero lì».
👇 Guardate il video.
https://www.facebook.com/reel/1548869446569009
Il remdesivir è un principio attivo antivirale approvato per la terapia dei pazienti Covid-19. E’ il primo farmaco antivirale ad aver ottenuto l’ autorizzazione dall’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) con indicazione specifica per il trattamento della malattia COVID-19 causata dal virus SARS-CoV-2 (anche noto come "nuovo Coronavirus") negli adulti e negli adolescenti (di età pari o superiore a 12 anni e peso pari ad almeno 40 kg) con polmonite che richiede ossigenoterapia supplementare.
L'utilizzo del remdesivir è riservato al solo ambito ospedaliero, poiché va somministrato per via endovenosa da personale sanitario specializzato. Nel nostro Paese si trova all'interno di una specialità medicinale avente nome commerciale Veklury®.
NOTA BENE: il medicinale a base di remdesivir è stato sottoposto a "monitoraggio addizionale" per permettere la rapida identificazione di nuove informazioni sulla sicurezza. A questo proposito, le segnalazioni degli stessi pazienti e del personale sanitario possono rivelarsi molto utili. I pazienti fungevano sostanzialmente da cavia...
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📌 E pensare che una terapia precoce con i comuni antinfiammatori (FANS) avrebbe potuto ridurre i ricoveri fino al 90% !!!!!
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COVID, TERAPIA PRECOCE CON ANTINFIAMMATORI RIDUCE LE OSPEDALIZZAZIONI DEL 90%
Secondo uno studio pubblicato su Lancet Infectious Diseases, condotto dall’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri e dall’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo, le terapie a base di antinfiammatori (in particolare non steroidei, i Fans), avviate all’inizio dei sintomi, riducono il rischio di ospedalizzazione per COVID-19 dell’85-90%. I risultati della ricerca, pubblicati il 26 agosto 2022 dal Corriere della Sera, mostrerebbero l’efficacia dei Fans nel trattamento delle infezione quando i sintomi sono «lievi e moderati»: «gli accessi al pronto soccorso e le ospedalizzazioni scendono dell’80% (dato accorpato), le sole ospedalizzazioni dell’85-90%, il tempo di risoluzione dei sintomi si accorcia dell’80% e la necessità di supplementazione di ossigeno del 100%». Nello studio, dal titolo La casa come nuova frontiera per il trattamento di COVID-19: il caso degli antinfiammatori, vengono presi in esame specialmente i farmaci «inibitori relativamente selettivi della Cox-2 (ciclossigenasi), un enzima coinvolto in diversi processi fisiologici e patologici». Tra i medicamenti si citano Celecoxib e Nimesulide, considerati particolarmente efficaci contro la COVID-19, ma anche quelli contenenti ibuprofene e l’aspirina. I Fans, si legge ancora sul Corsera, «inibiscono, oltre alla Cox-2, anche un altro enzima, simile ma non identico, la Cox-1, meno implicata nell’infiammazione e collegata invece al rischio di effetti collaterali a livello gastrointestinale, che si verificano in particolare se gli antinfiammatori vengono assunti in alte dosi per più di 3-4 giorni». Dopo oltre due anni di pandemia la comunità scientifica concorda sul fatto che sia l’infiammazione (flogosi) a causare la morte nei malati COVID, piuttosto che il virus in sé. L’uso dei Fans permettrebbe dunque di spegnerla precocemente e ridurre il rischio di finire in ospedale. Lo studio smonta inoltre le numerose fake news, circolatate soprattutto a inizio pandemia, secondo cui gli antinfiammatori non steroidei, come l'ibuprofene, peggiorerebbero l’infiammazione nei malati COVID.
Perico N, Cortinovis M, Suter F et al.
Home as the new frontier for the treatment of COVID-19: the case for anti-inflammatory agents
The Lancet Infectious Diseases, 2022; 23, e22-e33
https://www.thelancet.com/journals/laninf/article/PIIS1473-3099(22)00433-9/fulltext
https://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/22_agosto_26/covid-terapia-precoce-antinfiammatori-riduce-ospedalizzazioni-4cb3b68c-24ae-11ed-9477-8142972fc587.shtml
Coronavirus Lo studio COVID: «Gli antifiammatori riducono i ricoveri del 90%»
Secondo la ricerca, pubblicata su Lancet Infectious Diseases, i Fans ridurrebbero il rischio ospedalizzazione se presi quando i sintomi sono lievi o moderati
Corriere del Ticino 27 agosto 2022 14:08
https://www.cdt.ch/news/mondo/lo-studio-covid-gli-antifiammatori-riducono-i-ricoveri-del-90-291872